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Eparanasi: l’enzima che aiuta a crescere il Mesotelioma

Enzima eparanasi
Enzima eparanasi

Il mesotelioma è una delle principali patologie asbesto correlate, da anni è oggetto di studi delle menti più brillanti del pianeta e finalmente alcuni recenti studi hanno dato dei risultati positivi che lasciano sperare nella scoperta di una cura.

Il mesotelio è una membrana che riveste molti organi del corpo umano, a seconda dell’organo che riveste acquisisce un nome particolare, ad esempio nel caso in cui riveste il cuore viene denominato pericardio oppure se riveste i polmoni viene chiamato pleura.

Il tumore del mesotelio, o più comunemente chiamato mesotelioma è uno dei tumori da amianto più diffusi che ogni anno provoca il decesso di circa 6mila persone che, per cause professionali e non, sono stati esposti a fibre di amianto.

Come racconta un nostro articolo scritto qualche tempo fa, le fibre di amianto attaccano il nostro organismo e a causa della loro forma e delle loro dimensioni una volta entrate attraverso il mesotelio non riescono più ad uscire e da lì si innesta un meccanismo di infiammazione che provoca poi l’insorgenza del tumore.

Ma dai risultati delle ricerche condotte dal TechnionIsrael Institute of Technology, in collaboazione con l’Istituto Langone di New York, gli esperti sono riusciti ad individuare l’enzima che probabilmente favorisce l’insorgenza della malattia.

Eparanasi: l’enzima che innesta il meccanismo infiammatorio

Le cellule tumorali infatti per rompere la membrana dei tessuti e subentrarne all’interno, si servono dell’eparanasi, un enzima che dopo aver danneggiato il mesotelio attira a se i vasi sanguigni permettendo così che il tumore si nutra e cresca autonomamente.

La scoperta dell’enzima eparanasi come elemento scatenante della crescita del tumore è sensazionale, alla luce infatti degli esperimenti effettuati su cavie da laboratorio, basterebbe diminuire la presenza di questo enzima per bloccare la crescita del mesotelioma.

Gli esperti hanno quindi iniettato nei topi alcuni agenti inibitori dell’eparanasi per controllare l’evoluzione del tumore e difatti è stato dimostrato che nei topi è aumentata la capacità di sopravvivenza e il tumore ha notevolmente rallentato la  sua crescita.

Per leggere maggiori dettagli su questa scoperta, è possibile consultare lo studio pubblicato su Journal of the National Cancer Institute.

Mentre per ricevere informazioni e assistenza medica e legale nel caso in cui abbiate contratto il mesotelioma, è possibile contattare l’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’ONA da anni infatti cerca di tutelare sia dal punto di vista legale che medico coloro che a causa della propria professione hanno contratto questa forma di tumore così meschina, definita tale perché dal momento in cui la fibra entra in contatto con l’organismo umano potrebbero passare anche 30 – 40 anni dalla manifestazione della patologia.

Una malattia letale che uccide silenziosamente ma che grazie anche al dipartimento di ricerca e cura del Mesotelioma istituito proprio dall’Ona, sembra avere i giorni contati.

Per rivolgersi all’Osservatorio Nazionale Amianto è possibile consultare la pagina dello Sportello Nazionale Amianto, oppure contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

I migliori centri per la cura del tumore al polmone

screening polmone

Quali sono i migliori centri a cui rivolgersi per la cura e il trattamento del tumore al polmone? In questa guida proviamo a fare un po’ di chiarezza su oncologia polmonare centri di eccellenza e la migliore oncologia in Italia.

Scopriamo quali sono gli ospedali e tumore al polmone centri di eccellenza in cui indirizzarci in caso di tumore polmonare.

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto fornisce alle vittime tutte le informazioni mediche di cui hanno bisogno attraverso il servizio di consulenza gratuita.

consulenza migliori centri tumore al polmone
Indice

  • Trattamento per le diverse neoplasie ai polmoni

  • Diritti delle vittime

  • Centri tumori polmone di cura

  • Tempo di letture: 7 minuti

    La cura del tumore ai polmoni: migliori centri

    Prima di parlare dei migliori centri tumore polmone a cui indirizzarsi per il trattamento e cura del cancro ai polmoni facciamo una breve sintesi delle caratteristiche di questa malattia, dei suoi sintomi e delle cause e fattori di rischio.

    Il tumore del polmone si sviluppa a partire dalle cellule che costituiscono bronchi, bronchioli e alveoli polmonari, oppure può essere sede di metastasi di tumori che sono sorti in altri organi.

    Cosa sono i polmoni? I polmoni sono due organi che si trovano a livello del torace e che svolgono la funzione respiratoria. Si occupano infatti, attraverso ispirazione ed espirazione, di ossigenare il sangue e di espellere anidride carbonica. Il cancro al polmone si divide in due macrocategorie a seconda del tipo di cellula tumorale: adenocarcinoma, tumore a non piccole cellule, e microcitoma, tumore a piccole cellule (a crescita più rapida ed esito spesso infausto).

    Il tumore del polmone è una delle prime cause di morte nei Paesi industrializzati. In particolare, nel nostro paese, è la prima causa di morte per tumore negli uomini e la seconda nelle donne. La diagnosi precoce gioca un ruolo fondamentale nella prognosi di questa malattia. Negli stadi avanzati, caratterizzati da metastasi, le possibilità di sopravvivenza sono molto scarse. A seconda dello stadio, del tipo e della localizzazione del tumore variano i trattamenti e le cure a disposizione.

    Sintomi del tumore al polmone

    Il tumore ai polmoni, nelle fasi inziali della malattia è spesso asintomatico. Poi compaiono i sintomi del tumore ai polmoni. Questa caratteristica rende la diagnosi precoce particolarmente difficile. Infatti di solito viene diagnosticato precocemente nel corso di indagini per altre malattie. Tra i sintomi più frequenti ci sono tosse (costante o che tende a peggiorare), emottisi, raucedine, dolore al petto e al torace che si irradia alle spalle, perdita di peso inaspettata e mancanza di appetito, tipiche delle infiammazioni croniche.

    Cause e fattori di rischio

    Il fumo di sigaretta è il più importante fattore di rischio per il cancro ai polmoni. Il rischio nei fumatori è 14 volte superiore a quello dei non fumatori di contrarre la neoplasia ed è addirittura 20 volte superiore nei soggetti che fumano più di 20 sigarette al giorno.

    Inquinamento atmosferico, trattamenti di radioterapia, radiazioni ionizzanti in generale e agenti cancerogeni chimici sono le altre cause che determinano l’insorgenza di questa neoplasia. L’esposizione all’amianto, anche detto asbesto, al radon e ai metalli pesanti, costituisce un importante fattore di rischio per il tumore ai polmoni. In Italia il rischio amianto è ancora alto, causato dal mancato obbligo di bonifica in seguito alla messa al bando di questo gruppo di minerali (per approfondimenti sulla strage da amianto nel nostro paese potete consultare “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia” dell’Avv. Ezio Bonanni, pioniere della lotta all’amianto).

    Quando il tumore ai polmoni viene contratto sul posto di lavoro in seguito all’esposizione ad agenti cancerogeni si parla di esposizione professionale. Le monografie dello IARC forniscono tutti gli approfondimenti sulla correlazione tra amianto e tumore al polmone, mentre il Consensus di Helsinki approfondisce il rischio in base all’esposizione e stabilisce le linee guida per la prevenzione delle patalogie asbesto correlate.

    Tumore ai polmoni da amianto

    Il tumore ai polmoni è una delle patologie causate da amianto che sono considerate di elevata insorgenza professionale. L’INAIL lo inserisce infatti nella lista I delle malattie causate dall’asbesto, in cui compaiono le patologie causate da esposizione professionale a cui si applica il criterio di presunzione legale di origine. Significa che una volta dimostrata la presenza di amianto sul posto di lavoro la malattia è automaticamente considerata di origine professionale.

    Ne consegue che deve essere indennizzata come malattia professionale e che al lavoratore vittima di esposizione spettano tutti i risarcimenti e i benefici previsti dalla legge: rendita INAIL, accesso al Fondo Vittime Amianto e ai benefici contributivi amianto.

    Nel caso in cui tali benefici non bastino a raggiungere il diritto a pensione esiste il prepensionamento amianto. A questo si aggiunge il risarcimento differenziale dei danni per l’ottenimento di un risarcimento integrale dei danni subiti. Ai familiari delle vittime decedute spettano tutte le somme maturate dal lavoratore, oltre al risarcimento dei danni iure proprio.

    Per approfondimenti >> lo “Stato dell’arte e prospettive in materiali di contrasto alle patologie asbesto-correlate”, n. 15, maggio-giugno 2012 nei Quaderni del Ministero della Salute

    Assistenza legale gratuita per cura polmoni

    I lavoratori che hanno contratto un tumore al polmone causato da esposizione professionale possono richiedere l’assistenza legale gratuita dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto. L’ONA si occupa da anni della tutela legale degli esposti e dei loro familiari.

    In prima linea nella lotta all’amianto, difende le vittime di esposizione lavorativa a tutti i cancerogeni. Recentemente ha messo a punto l’app amianto, scaricabile gratuitamente, per segnalare la presenza di amianto nei luoghi di lavoro e di vita. In questo modo è possibile raggiungere la prova di esposizione, nonché migliorare la prevenzione primaria.

    Migliori centri per la chirurgia del tumore al polmone

    La chirurgia per il trattamento del cancro del polmone non a piccole cellule può essere eseguita tramite diverse procedure. La scelta della procedura specifica e dell’applicazione della chirurgia dipende dallo stadio del tumore e dallo stato di salute generale del paziente. Nel caso di microcitoma (tumore a piccole cellule) non è mai consigliata. Tra gli interventi possibili ci sono:

    • resezione cuneiforme: asportazione di una piccola porzione di polmone, effettuabile anche con tecnica mini-invasiva (toracoscopia).
    • Resezione segmentale o segmentectomia: asportazione di un segmento (parte di un lobo) di polmone.
    • Lobectomia: asportazione di un intero lobo di polmone. Il polmone destro ha tre lobi, mentre il sinistro ne ha due. La lobectomia associata all’asportazione dei linfonodi è il tipo più comune di chirurgia per il carcinoma polmonare.
    • Resezione con plastica bronchiale: viene effettuata per tumori endobronchiali o a cavallo fra due lobi polmonaria. È una tecnica che permette di risparmiare interi lobi polmonari garantendo la radicalità oncologica, con conseguenti grandi benefici per il paziente.
    • Pneumonectomia: asportazione di tutto il polmone.
    • Chirurgia mini-invasiva: può essere utilizzata, in casi selezionati, per eseguire gli interventi di resezione plomonare per via toracoscopica.

    Agenas monitora per conto del Ministero della Salute il volume di interventi effettuati insieme ad altri indicatori come la mortalità a 30 giorni dall’operazione. Il numero di interventi è correlato infatti alla percentuale di risultati favorevoli nel trattamento dell’adenocarcinoma.

    Migliori centri specializzati tumore polmone in Italia

    In Italia le 5 strutture con le percentuali più basse di mortalità a 30 giorni dall’intervento, dato un certo volume annuale di interventi sono:

    • Ospedale Borgo Trento di Verona (144 interventi, mortalità 0%)
    • Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti Umberto I di Ancona (116 interventi, mortalità 0%)
    • Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma (236 interventi, mortalità 0,24%)
    • Policlinico Umberto I di Roma (163 interventi, mortalità 0,35%)
    • Ospedale San Raffaele – Gruppo Ospedaliero San Donato di Milano (181 interventi, mortalità 0,48%).

    Migliori centri cure sperimentali tumore polmone

    Secondo la classifica World’s Best Specialized Hospitals 2021 di Newsweek l’IRCCS Ospedale San Raffaele è tra i migliori ospedali al mondo nell’ambito dell’oncologia.

    Ha indicato il miglior centro oncologico al mondo la classifica di Newsweek, prestigiosa rivista statunitense, in collaborazione con Statista. È realizzata sulla base di interviste online ad oltre 40.000 professionisti in ambito sanitario (medici, dirigenti e specialisti) provenienti da oltre 20 Paesi in tutto il mondo. Poi è sottoposta per validazione a un autorevole board internazionale di esperti del settore per stabilire i migliori oncologi polmonari.

    Come miglior ospedale oncologico Italia, l’IRCCS è impegnato in particolare in studi clinici di fase I, per cui ha ottenuto l’accreditamento. Si tratta di studi in cui si testano nuove molecole e nuovi farmaci per la prima volta nell’uomo. Solo attraverso l’innovazione è possibile essere il miglior oncologo polmonare e il miglior centro oncologico italiano.

    Oltre al miglioramento delle tecniche chirurgiche e radioterapiche, è fondamentale lo sviluppo di nuovi protocolli di chemioterapia e immunoterapia. Il bevacizumab, in associazione a chemioterapia contenente platino, è un anticorpo monoclonale diretto contro il fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF) che sta dando ottimi risultati nel trattamento e cura del tumore al polmone.

    Migliori centri per la termoablazione al polmone

    La termoablazione polmone viene utilizzata con successo nel trattamento mini-invasivo dei tumori primitivi del polmone e nelle metastasi polmonari, laddove non è possibile intervenire chirurgicamente o con la radioterapia. È un trattamento utilizzato dagli oncologi migliori in Italia.

    La termoablazione tumore polmone con radiofrequenza, con microonde o con laser vengono usate per trattare i tumori polmonari di piccole dimensioni. Perciò è sconsigliata la termoablazione metastasi polmonari.

    Sul sito di AiMAC trovate l’elenco di termoablazione polmonare centri in Italia, ossia il calore localizzato per distruggere le masse tumorali.

    Servizio di assistenza medica e legale per le vittime

    L’ONA e l’Avvocato Bonanni forniscono assistenza medica per avere informazioni sui centri oncologici specializzati e l’oncologia migliore in Italia. Inoltre garantiscono la tutela legale alle vittime. Per avere maggiori informazioni e ottenere la consulenza gratuita è possibile chiamare il numero verde o compilare il form.

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    Sintomi del cancro ai polmoni

    Tumore ai polmoni
    Tumore ai polmoni

    I sintomi tumore ai polmoni sono vari. Il tumore maligno colpisce i polmoni, due organi che assolvono alla funzione respiratoria. Attraverso ispirazione e espirazione permettono infatti di ossigenare il sangue e di depurarlo dall’anidride carbonica.

    Il tumore del polmone si può sviluppare a partire dalle cellule che costituiscono bronchi, bronchioli e alveoli polmonari, oppure può essere sede di metastasi di tumori sviluppatisi in altri organi. Non esiste un solo tipo di tumore polmonare, ma esso può comparire in diverse forme (adenocarcinoma e microcitoma).

    consulenza

    A seconda del tipo di tumore, della localizzazione e dello stadio i sintomi possono essere diversi. In questa guida approfondiamo tutti i sintomi correlati al cancro ai polmoni e facciamo un quadro chiaro della sintomatologia tumore al polmone.

    Indice

  • Principali sintomi carcinoma polmonare

  • Quali sono le cause?

  • Assistenza per le vittime


  • Tempo di lettura: 6 minuti

    Quali sono i sintomi del tumore ai polmoni?

    Nelle fasi iniziali il tumore ai polmoni è spesso asintomatico. Per questo motivo la diagnosi precoce avviene di solito in concomitanza con indagini effettuate per altri motivi. Per tumore al polmone sintomi iniziali non sono evidenti.

    Tra i sintomi più comuni del tumore del polmone c’è la tosse continua, che non passa o addirittura peggiora nel tempo. Nei soggetti fumatori, particolarmente a rischio per questo tipo di tumore, questo tipo di tosse può essere facilmente sottovalutata. Invece è uno di tumore polmonare sintomi iniziali.

    Nelle fasi iniziali, quando i sintomi del cancro ai polmoni sono presenti, la neoplasia può dare luogo a raucedine e respiro corto. In alcuni casi può subentrare la presenza di sangue nel catarro e dolore al petto, che aumenta nel caso di un colpo di tosse o un respiro profondo. Perdita di peso e di appetito e stanchezza sono associati a qualisiasi tipo di tumore e ad uno stato di infiammazione cronica. Al tumore al polmone si associano in particolare polmoniti, bronchiti ed altre infiammazioni dell’apparato respiratorio che si presentano con frequenza, e tendono a ritornare dopo i trattamenti.

    Sintomi iniziali del tumore ai polmoni

    Quali sono i sintomi del tumore al polmone? Qui di seguito riportiamo l’elenco dei sintomi tumore polmoni, da riferire al proprio medico curante, quali campanelli di allarme per una diagnosi precoce.

    • Tosse persistente: stizzosa o catarrale che, nonostante l’opportuna terapia antibiotica ed eventuale steroide, non regredisce dopo almeno tre settimane.
    • Cambiamenti nella tosse cronica nei forti fumatori: più frequente, più profonda o con un suono più rauco.
    • Escreato ematico: una piccola perdita di sangue legata alla tosse (emottisi), talvolta saltuaria, ma persistente nel tempo.
    • Dispnea (difficoltà respiratorie): specialmente se non vi sono altre patologie più o meno note che potrebbero giustificare questo sintomo tumore ai polmoni, come patologie cardiovascolari.
    • Dolore toracico: spesso costante, ma anche intermittente e associato alla tosse.
    • Mancanza di appetito, perdita involontaria di peso, affaticamento non giustificato.

    Sintomi del tumore ai polmoni: sindrome Pancoast

    La sindrome di Pancoast è una condizione legata all’irritazione del plesso brachiale. Il tumore Pancoast è a volte provocato dalla presenza di una lesione espansiva tumorale all’estremità superiore del polmone destro o sinistro. Per tumore di Pancoast sintomi specifici:

    • miosi (restringimento delle pupille);
    • ptosi (abbassamento della palpebra);
    • enoftalmo (bulbo oculare incavato);
    • ipoidrosi (assenza di sudorazione);
    • dolore e debolezza nei muscoli del braccio e della mano per infiltrazione del plesso brachiale;
    • voce rauca e tosse;
    • cianosi e gonfiore del viso e possibile dilatazione delle vene del collo.

    Identificare i sintomi è il primo passo per giungere alla sindrome di Pancoast diagnosi e migliorare le possibilità per tumore di Pancoast sopravvivenza.

    Sintomi in stadi avanzati della malattia

    Quando il tumore al polmone si diffonde per contiguità alle strutture vicine (alla pleura che riveste i polmoni, alla parete toracica e al diaframma), per via linfatica ai linfonodi o attraverso il flusso sanguigno si generano metastasi in altri organi e sedi. In questa fase si presentano per tumore del polmone sintomi finali.

    A seconda della zona soggetta a metastasi possono subentrare sintomi specifici, connessi all’organo colpito. Purtroppo questi sintomi metastasi polmonari che vengono nella maggior parte dei casi riportati, permettendo la diagnosi. Una diagnosi tardiva purtroppo limita di molto le possibilità di sopravvivenza del paziente.

    In presenza di metastasi del tumore del polmone e sintomi si può ricorrere a cure palliative, come la radioterapia palliativa o chemioterapia palliativa, per abbattere i sintomi.

    Anche il Dott. Montilla, oncologo impegnato nella cura delle vittime dell’uranio impoverito e di altre sostanze tossiche, ha confermato come la valutazione del trattamento terapeutico adatto dipenda da paziente a paziente. In particolare l’intervento chirurgico è sconsigliato nei casi di tumore polmonare in stadio avanzato, con presenza di metastasi. Tuttavia ogni scelta può variare da caso a caso.

    sintomi tumore polmonare

    Tumore al polmone: cause e fattori di rischio

    Quali sono le cause e i fattori di rischio che favoriscono l’insorgenza del cancro ai polmoni?

    Il fumo di sigaretta è il più importante fattore di rischio per il cancro ai polmoni. Maggiore è il tempo in cui è insistita l’abitudine al fumo e maggiori sono le possibilità di sviluppare un cancro ai polmoni. Il rischio dei fumatori di ammalarsi di questo tipo di tumore è 14 volte superiore a quello dei non fumatori. Arriva a 20 volte nei soggetti che fumano più di 20 sigarette al giorno.

    Se il fumo di sigaretta è responsabile di circa 8 tumori al polmone su 10, i restanti casi sono da attribuirsi a inquinamento atmosferico, trattamenti di radioterapia e agenti cancerogeni chimici. Tra questi ci sono l’esposizione all’amianto, anche detto asbesto, al radon, metalli pesanti, le radiazioni ionizzanti e il benzene. Quando il tumore ai polmoni viene contratto sul posto di lavoro in seguito all’esposizione a questi agenti si parla di esposizione professionale.

    Le monografie dello IARC forniscono tutti gli approfondimenti sulla correlazione tra amianto e tumore al polmone, mentre il Consensus di Helsinki approfondisce il rischio in base all’esposizione e stabilisce le linee guida per la prevenzione delle patologie asbesto correlate.

    Tumore al polmone da esposizione professionale

    In caso di tumore al polmone causato da esposizione di natura professionale ad agenti cancerogeni quali radon, metalli pesanti ed amianto, le vittime hanno diritto all’indennizzo da parte dell’INAIL e ad una serie di benefici previsti dalla legge. In caso di esposizione all’amianto, oltre alla rendita INAIL, le vittime hanno diritto all’accesso al Fondo Vittime Amianto e ai benefici contributivi amianto.

    Nel caso in cui tali benefici non bastino a raggiungere il diritto a pensione esiste il prepensionamento amianto. Il tumore al polmone è considerato dall’INAIL una malattia con elevata probabilità di origine professionale. In questo caso si applica il criterio di presunzione legale di origine. Ciò significa che l’onere della prova non è a carico del lavoratore e una volta dimostrata la presenza di amianto sul posto di lavoro, l’origine professionale della malattia è dimostrata.

    Per approfondimenti >> lo “Stato dell’arte e prospettive in materiali di contrasto alle patologie asbesto-correlate”, n. 15, maggio-giugno 2012 nei Quaderni del Ministero della Salute e il Libro bianco delle morti di amianto in Italia dell’Avv. Ezio Bonanni.

    Qui trovate tutti gli approfondimenti e le news sull’amianto.

    Assistenza legale alle vittime dell’amianto

    L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto offre assistenza legale gratuita alle vittime di tumore ai polmoni causato da esposizione professionale ad amianto o ad altri cancerogeni. L’assistenza legale gratuita permette di ottenere tutti i risarcimenti e i benefici previsti dalla legge, compresi i danni non patrimoniali.

    L’ONA e il suo Presidente Avv. Ezio Bonanni sono pionieri nella tutela delle vittime dell’amianto e di altri cancerogeni e in prima linea nella lotta all’amianto.

    Assistenza legale ai familiari delle vittime

    Il tumore del polmone è una delle prime cause di morte nei Paesi industrializzati. In particolare, in Italia è la prima causa di morte per tumore negli uomini e la seconda nelle donne, con quasi 34.000 morti all’anno. Un uomo su 11 e una donna su 45 rischiano di morire a causa della malattia.

    È importante rivolgersi ai migliori centri specializzati per ricevere le cure più innovative ed efficaci.

    Inoltre, in questo contesto gioca purtroppo un ruolo fondamentale la tutela legale dei familiari delle vittime decedute.

    Gli eredi legittimi della vittima deceduta a causa dell’esposizione professionale hanno infatti diritto ai risarcimenti e a tutte le somme maturate dal lavoratore. Hanno inoltre diritto al risarcimento dei danni iure proprio, morali, esistenziali e patrimoniali.

    L’ONA ha creato uno speciale sportello per la tutela legale dei familiari delle vittime. Qui trovate l’app amianto, scaricabile gratuitamente, per segnalare la presenza di amianto nei luoghi di lavoro e di vita, al fine di rendere più agevole la prova di esposizione e migliorare la prevenzione primaria.

    Numero sintomi tumore ai polmoni
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    Giornata Mondiale Vittime Amianto 2021

    Giornata Mondiale Vittime Amianto
    palco del coni, ona contro amianto

    Giornata Mondiale vittime dell’amianto 2021: continua questa strage. Nel mio appello al premier Mario Draghi tutto il dramma dell’amianto, che si somma a quello del Covid-19. Necessario inserire il problema amianto nel Recovery Plan

    Giornata Mondiale Vittime Amianto: l’appello a Draghi

    Come presidente dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Osservatorio Vittime del Dovere, ho insistito affinchè il premier Mario Draghi affronti e risolva il problema amianto. E’ necessario che il nuovo Piano nazionale di ripresa e resilienza, contempli anche questo argomento. Questo terribile killer continua a mietere vittime. Infatti sono almento 7mila le vittime dell’asbesto in Italia, nel corso del 2020, e 150mila nel mondo.

    Piano nazionale di ripresa e resilienza: le richieste dell’ONA

    In questa Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto, intendiamo insistere affinchè non ci si limiti a frasi di circostanza. L’amianto è infatti un potente cancerogeno, che provoca una serie di malattie mortali. Oltre al terribile mesotelioma, le fibre causano altri tumori dell’apparato respiratorio e gastro-intestinale. Lo ha ribadito lo IARC (International Agency for Research on Cancer) nell’ultima monografia sull’asbesto.

    Quindi la prevenzione primaria, il che vuol dire bonifiche. Con questo termine si indica prima di tutto il confinamento e poi l’incapsulamento, ma anche lo smaltimento. Questo è il vero sistema che può permettere di affrontare e risolvere il problema amianto e bloccare l’epidemia di malattie asbesto correlate.

    Nel nuovo Piano nazionale di ripresa e resilienza si sorvola completamente sulla problematica amianto. Per tale motivo ho formulato l’appello al premier Draghi perchè intervenga.

    Purtroppo i precedenti governi sono rimasti inerti sul tema amianto. Anche i partiti che lo avevano inserito nel loro programma di governo, poi non lo hanno affrontato.

    Giornata Mondiale Vittime Amianto: affrontiamo il problema

    Si deve deplorare il fatto che il problema dell’amianto è stato soltanto inserito nei programmi elettorali. Nel programma di governo giallo/verde era stata programmata la bonifica delle scuole e degli acquedotti. Inutile dire che questo buon proposito è rimasto nel libro dei sogni.

    Nel programma di governo del Prof. Conte non c’è stato spazio per le vittime della fibra killer. Nel primo, come nel secondo governo, vi è stata assenza di attenzione per le vittime dell’amianto.

    Per questi motivi, nella Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto ritengo doveroso rinnovare l’appello a tutte le forze politiche. La posizione dell’ONA e dell’Osservatorio Vittime del Dovere non è populistica e demagogica.

    Intendiamo dialogare con tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione. E’ necessario che finisca questo ballo macabro sui cadaveri delle vittime dell’amianto, che si agita in chiave elettorale.

    Ora la politica, e specialmente il nuovo governo, che si avvale della personalità del Prof. Draghi, ha gli strumenti di competenza, ma anche finanziari per affrontare e risolvere il problema. Non c’è più tempo.

    Amianto (asbesto): ancora 7mila morti nel 2020

    Nel 2020, l’amianto ha stroncato la vita di 7mila persone. Migliaia di esseri umani stroncati dalla fibra killer. Silenzio di tomba dalle istituzioni. Questo rito satanico delle fibre che uccidono. Esseri umani come agneli sacrificali di una religione satanica deve aver fine.

    Anche il Covid-19 ha inciso, e continua ad incidere, e anche qui il silenzio delle istituzioni.

    Che i politici la smettano di promettere solo in chiave elettorale e comincino, se occupano posti nelle istituzioni, ad agire in modo concreto.

    Non bastano i like su Facebook e le dichiarazioni che spesso sono farneticanti. Quindi occorre lucidità, coerenza, competenza e onestà.

    Per questo abbiamo fiducia in Mario Draghi!

    I numeri della strage nella Giornata Mondiale Vittime Amianto

    La Giornata Mondiale Vittime Amianto 2021 non può essere soltanto un momento di circostanza. La strage ci impone di essere anche crudi, e di non poter accettare la demagogia della politica!

    Per questi motivi, ritengo necessaria la mobilitazione. E’ necessario scendere in piazza, protestare, sempre in modo non violento, e senza demagogia. Occorre che ci siano fatti concreti e non chiacchiere.

    In occasione delle tornate elettorali, ci faremo sentire, e non permetteremo che nei programmi si nasconda l’inerzia del passato. Chi ha avuto ruoli di governo non potrà chiedere il consenso agli elettori, quando per anni ha governato senza muovere un dito!

    Ribadiamo che nel corso del 2020 il numero dei decessi per malattie asbesto correlate è stato molto più elevato. Per questi motivi non c’è più tempo. Il tempo è scaduto.

    Quando l’epidemia Covid-19 sarà sotto controllo si dovrà scendere di nuovo in piazza. Occorre stanare i politici dai loro palazzi dorati e soprattutto i demagoghi e gli amanti dei like su Facebook.

    L’amianto non si risolve con i post su Facebook!

    Giornata Mondiale Vittime Amianto: l’APP per la mappatura

    Per poter comprendere la natura del rischio, è sufficiente consultare Il libro bianco delle vittime dell’amianto in Italia, di cui presto pubblicheremo la seconda edizione.

    Proprio sulla base di queste risultanze, riteniamo necessario proseguire nella mappatura. L’APP ONA è infatti uno degli strumenti fondamentali per la mappatura che è il primo passo.

    Infatti, vi erano dei comparti rimasti sconosciuti al rischio. Si pensi all’amianto nelle scuole. Questo lo abbiamo ribadito il 13 ottobre del 2020 (Rischio amianto in Italia, diritti negati alle vittime).

    In più avevamo insistito con il ministro della Salute, on.le Speranza, perchè ci fosse un protocollo Covid-19 per le vittime amianto. Questo appello è rimasto lettera morta, e questo è ancora più grave.

    Insistiamo con il premier Draghi che può affrontare e risolvere almeno il problema del protocollo Covid-19 per le vittime amianto.

    Piano vaccinale anti-Covid: priorità ai malati di mesotelioma

    Vaccino Covid-19
    vaccini covid 19, boccette

    Il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), avv. Ezio Bonanni non usa mezzi termini circa la necessità di «inserire gli esposti all’amianto nel piano vaccinale anti-Covid».

    Per il legale, «nella stragrande maggioranza dei casi, chi soffriva di mesotelioma o altre malattie neoplastiche e asbestosi e ha contratto il Covid-19 è deceduto. Necessario prevedere un piano di diagnosi e trattamento specifico».

    Nessuna priorità per gli esposti all’asbesto

    Il calendario vaccinale anti-Covid definito, dal piano strategico del ministero della Salute, ha stilato un elenco assai discutibile.

    piano vaccinale anti-Covid - vaccinazione

    In cima alla lista del piano vaccinale anti-Covid: operatori sanitari e sociosanitari, poi gli ospiti e personale delle Rsa, infine anziani e soggetti con una o più patologie. 

    Per i malati affetti da mesotelioma, non è prevista alcuna scorciatoia.

    A denunciarlo è ancora una volta il presidente ONA, Ezio Bonanni «nessuna priorità è stata data agli esposti all’amianto, fragilissimi da sia un punto di vista respiratorio che cardiovascolare. Per loro, questo vaccino rappresenta un vero e proprio salvavita. L’esposizione alle fibre di amianto crea uno stato infiammatorio, a prescindere dalla patologia correlata, che rende il soggetto generalmente più delicato e l’infezione da Covid-19 più aggressiva».

    La fragile condizione dei malati di mesotelioma 

    Il mesotelioma è causato dall’inalazione o dall’ingestione di fibre del pericoloso agente patogeno. 

    RX - mesotelioma

    Le fibre della cosiddetta “lana di salamandra” possono viaggiare nei polmoni o nell’addome e alloggiare nel mesotelio, una membrana protettiva che copre gli organi (polmoni, addome e cuore). 

    Una volta che l’amianto viene inalato, il corpo ha difficoltà a liberarsi delle fibre, che si depositano nei tessuti e si accumulano con l’esposizione ripetuta. Dopo molti anni, le fibre possono causare cambiamenti cancerogeni alle cellule circostanti.

    Tra le varie complicazioni, il cancro porta alla compromissione cardiaca e cardiocircolatoria, rendendo particolarmente fragili le vittime di patologie asbesto.

    Danni al Dna causati dalle fibre killer

    • Cellule infiammate : le fibre infiammano e irritano le cellule mesoteliali, provocando cicatrici irreversibili, danni cellulari e cancro.
    • Cambiamenti genetici: le fibre entrano nelle cellule mesoteliali e interrompono il loro ciclo di vita, causando cambiamenti genetici che portano al cancro.
    • Mutazioni cancerose: l’amianto provoca la produzione di radicali liberi, che sono molecole che danneggiano il DNA e causano la mutazione delle cellule sane.
    • Crescita incontrollata: le fibre innescano la produzione di oncoproteine, che bloccano i geni che proteggono le cellule dalla crescita incontrollabile e dalla formazione di tumori (mesotelioma pleurico).

    Correlazione fra coronavirus e amianto

    L’avv. Bonanni ha sottolineato l’incremento del tasso di mortalità delle vittime di amianto, da quando è esplosa la pandemia. «Nel 2020 il numero di esposti all’amianto deceduti è ben superiore all’anno precedente. Incremento correlato, senza alcun dubbio, alla circolazione del nuovo Coronavirus. Il Covid-19 incide sugli stessi organi bersaglio delle fibre di amianto, dall’apparato respiratorio a quello cardiovascolare. Coloro che avevano contratto il mesotelioma o altre malattie neoplastiche e asbestosi, che sono stati colpiti dal Covid-19, sono deceduti nella stragrande maggioranza dei casi. Al contrario, l’incidenza dei decessi è stata meno elevata tra chi soffre di malattie asbesto correlate diverse dal mesotelioma».

    Urge un protocollo vaccinale anti-Covid

    piano vaccinale anti-Covid - vaccino Covid-19

    Dallo scoppio della pandemia, il Covid-19 ha fatto registrare un altissimo indice di letalità tra i malati di mesotelioma e di altre malattie asbesto correlate.

    Per loro è diventato un pericolo aggiuntivo da non sottovalutare. Le malattie asbesto correlate provocano infatti difficoltà respiratoria e, l’infezione diventa letale nella stragrande maggioranza dei casi.

    Il buonsenso suggerisce che essi dovrebbero essere inclusi tra le categorie a rischio, anche nel piano vaccinale anti-Covid (iniziato lo scorso 27 dicembre 2020). 

    Tuttavia, il governo nazionale e la struttura commissariale non hanno previsto nei protocolli le vittime dell’amianto, né tantomeno hanno riservato loro un posto prioritario per il piano vaccinale. 

    L’avv. Bonanni si appella al ministro della Salute

    In riferimento al piano vaccinale anti-Covid, l’avvocato Bonanni è intervenuto prontamente nel corso della conferenza stampa del 13 ottobre 2020 (Rischio amianto in Italia, diritti negati alle vittime), durante la quale ha sottolineato l’urgenza di inserire i malati della pericolosa fibra tra le categorie “a rischio”. 

    «Il nostro appello al ministro della Salute è stato reiterato. Riteniamo che sia necessario prevedere un piano di diagnosi e trattamento specifico per gli esposti all’amianto che contraggono il Covid-19

    Le Regioni, come il Friuli Venezia-Giulia, oppure l’Inps/Inail, hanno gli elenchi di coloro che sono stati riconosciuti esposti all’amianto, tra cui quelli intensamente esposti. E anche di coloro che sono affetti da malattie asbesto correlate, compresi i mesoteliomi (COR regionali che rispondono al ReNaM che è inserito nell’Inail). Attingendo a questi elenchi si potrebbero facilmente individuare i soggetti da inserire in un eventuale protocollo Covid». 

    Pochi centri di cura per i malati 

    Altro aspetto che desta preoccupazione è la carenza di centri di cura per i malati.

    «Sarebbe necessario istituire almeno un Centro regionale sanitario per amianto, per diagnosi e cura, in particolare mesotelioma, in ogni regione d’Italia. Lo scarso numero di strutture da un lato e l’interruzione dell’erogazione di esami durante il periodo di lockdown dall’altro, hanno ritardato molte diagnosi – sottolinea il presidente dell’Osservatorio -. Anche le cure e gli interventi chirurgici necessari sono stati spesso rimandati, con un peggioramento delle condizioni di salute generale del soggetto».

    L’importanza della tutela legale

    Infine, ma non di minore importanza, è la questione legale, volta a tutelare chi ha contratto il coronavirus nell’esercizio delle attività lavorative.

    L’ONA e l’avv. Ezio Bonanni hanno attivato un percorso legale di riconoscimento dei diritti delle vittime Covid-19, per il riconoscimento della malattia professionale, classificata quale “infortunio sul lavoro” e il relativo risarcimento danni.

    Il presidente ONA chiede un piano vaccinale anti- Covid 

    “La problematica COVID-19 ha assunto un ruolo drammatico per quanto riguarda le vittime dell’amianto. Ciò è stato dovuto anche alla assenza del Piano pandemico, come evidenziato dal dottor Zambon”.

    L’ONA sollecita ancora una volta il ministro Speranza ad assumere un ruolo più energico per quanto riguarda la tutela dei più fragili, dei più deboli. Oltre agli ultraottantenni, come giustamente sottolineato anche dal presidente Draghi, anche i gli esposti all’amianto dovrebbero essere inseriti nelle categorie a rischio.

    Quale vaccino per i malati di mesotelioma?

    Atteso che i malati di mesotelioma debbano essere vaccinati nel più breve tempo possibile, resta da capire quale vaccino sia più indicato per loro.

    Permangono infatti alcune perplessità circa l’efficacia sui pazienti immunosoppressi.

    Lo rivela uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association, condotto su pazienti con sistema immunitario soppresso (tra cui 436 destinatari di trapianto di organi). 

    Dopo che i partecipanti hanno ricevuto la prima dose di un vaccino mRNA COVID-19, solo il 17% ha sviluppato anticorpi rilevabili contro il COVID-19. 

    Di conseguenza, questa categoria di malati potrebbe essere vulnerabile al COVID-19 anche dopo la vaccinazione.

    Di contro, il 100% delle persone con un sistema immunitario funzionante ha sviluppato anticorpi dopo aver ricevuto la prima dose di vaccini Pfizer-BioNTech o Moderna.

    Due vaccini a confronto

    Le opzioni Pfizer-BioNTech e Moderna, sono vaccini a mRNA che non contengono parti vive o morte del virus e aiutano il corpo a produrre anticorpi contro COVID-19. 

    Questi vaccini richiedono due dosi:

    Il vaccino Pfizer-BioNTech, richiede due dosi, a tre settimane di distanza.

    Il vaccino Moderna due dosi, a quattro settimane di distanza.

    La vaccinazione non è completa finché una persona non ha ricevuto entrambe le dosi del vaccino.

    Malati di mesotelioma: sì al piano vaccinale anti-Covid 

    Senza entrare nel merito della scelta relativa al vaccino, il Mesothelioma Applied Research Foundation (Meso Foundation), l’American Society of Clinical Oncology (ASCO) e il MD Anderson Cancer Institute, in linea con la guida della Society for Immunotherapy of Cancer (SITC), hanno raccomandato le vaccinazioni per i malati di mesotelioma sottoposti a immunoterapia.

    Controindicazioni dei vaccini

    Gli esperti del SITC e del Centers for Disease Control and Prevention (CDC), pur raccomandando le vaccinazioni hanno identificato le seguenti controindicazioni:

    1) l’età del paziente come descritto nelle EUA (Emergency Use Authorization); 

    2) storia di anafilassi con componenti del vaccino simili/comparabili;  

    3) SITC non raccomanda la vaccinazione Covid-19 sperimentale e/o non approvata per i pazienti in trattamento con immunoterapia al di fuori delle impostazioni di studi clinici dedicati in questo momento;  

    4) pazienti immunodepressi, quelli ad esempio che ricevono corticosteroidi o bloccanti del TNF per gestire gli effetti collaterali immuno-correlati;

    5) Una reazione allergica immediata al polisorbato (un ingrediente comune nei vaccini per l’infanzia come DTaP); 

    6) pazienti con neoplasie ematologiche o i pazienti con deficit di cellule B, potrebbero non fornire una risposta immunitaria robusta contro i vaccini e/o potrebbero aver bisogno di ulteriori vaccinazioni di richiamo (questo aspetto non è stato ancora studiato nelle sperimentazioni cliniche).

    In ogni caso, al di fuori del contesto di una sperimentazione, gli esperti consigliano di parlare con il proprio medico del proprio caso.

    Conclusioni 

    Sulla base dei nuovi risultati della ricerca, i comportamenti protettivi rimangono cruciali come sempre per i pazienti affetti da mesotelioma. 

    La nostra speranza è che questi vaccini pongano fine alla pandemia, soprattutto per i malati di mesotelioma, in virtù del fatto che questo tipo di cancro si trova nella categoria di rischio più elevato per le complicanze di un’infezione da Covid-19.