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Giornata mondiale delle api, Wwf: “Dimezzare i pesticidi”

api
api che impollinano dei fiori

Oggi è la Giornata mondiale delle api. Ormai lo hanno imparato quasi tutti: sono insetti fondamentali per la sopravvivenza del pianeta e vanno preservate. La vita dipende, infatti, dalle api e da altri impollinatori. Oltre il 75% delle colture alimentari mondiali è il frutto del loro lavoro. Eppure il loro numero continua a diminuire, a causa in primo luogo dei pesticidi.

Per questo cinque anni fa 115 stati membri delle Nazioni Unite hanno deciso di istituire un momento dedicato alla salvaguardia della specie. La data del 20 maggio è stata scelta perché coincide con la nascita di Anton Janša (1734 – 1773), che fu un pioniere delle tecniche di apicoltura moderne nel suo paese natale, la Slovenia.

Cosa minaccia le api

Anche questi animali, come tanti altri sulla Terra, risentono negativamente del cambiamento climatico. Sono aggrediti poi da altri insetti e i cambiamenti nell’uso del suolo limitano il suo habitat. Ancora sono minacciati dall’uso intensivo dei fitofarmaci per l’agricoltura, dalle malattie e dall’inquinamento.

Un studio eseguito nel Regno Unito recentemente, analizzando gli impatti con i parabrezza delle auto, ha documentato un calo di quasi il 60% nel numero di insetti dal 2004. In Germania gli animaletti alati sono diminuiti addirittura del 78% tra il 2008 e il 2017. Altri studi hanno dimostrato che le farfalle sono calate del 49% dal 1990 al 2017.

“Aiutare le api – dicono dal Wwf – non basta se non si rimuovono le cause che hanno portato a un preoccupante calo della popolazione: quasi l’80% delle piante alimentari richiede l’impollinazione da parte delle api e degli altri impollinatori. Senza di loro sono a rischio raccolti che valgono oltre 153 miliardi di euro a livello globale (circa 3 miliardi in Italia)”.

Api, il Wwf: “Dimezzare i pesticidi entro il 2030”

Lo scorso anno oltre 1,2 milioni di cittadini europei hanno firmato l’iniziativa “Salviamo le api e gli agricoltori“. Purtroppo, però, nulla si è mosso.

Il Wwf spiega anche che con la guerra in Ucraina altri temi sono stati dimenticati e qualcuno vorrebbe anche tornare indietro con la scusa dell’emergenza. Ma questo sarebbe davvero dannoso. “L’unica strategia possibile per difendere la produttività dei terreni è disintossicarli: arrivare al dimezzamento dell’uso dei pesticidi entro il 2030”. Come già disposto nelle strategie dell’Unione europea.

L’associazione in Italia promuove il progetto “Diamo una casa alle api“. L’obiettivo è la creazione di 20 Oasi Wwf su tutto il territorio nazionale per facilitare la vita a questi insetti. Anche la Coop dal 2021 è vicina alle api con la realizzazione di oasi urbane e nei campi delle sue filiere ortofrutta. Tante sono le iniziative in tutto il mondo.

Parte oggi la Settimana della natura del Mite

Il ministero della Transizione ecologica ha fatto partire proprio da oggi la “Settimana della natura”.

Si tratta di “una Settimana ancora più importante, quest’anno – fanno sapere dal Mite – dopo l’inserimento della tutela dell’ambiente nella nostra Costituzione e che il ministero della Transizione ecologica vuole ricordare per accendere i riflettori sul nostro inestimabile patrimonio, da tutelare e valorizzare”.

L’Osservatorio nazionale amianto si impegna, anche attraverso l’opera del suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, a preservare l’ambiente

Uccelli: uno studio spiega perché stanno diminuendo drasticamente

uccelli
uccelli, pappagalli

 

In tutto il mondo si stanno verificando cali preoccupanti delle popolazioni di uccelli

Uccelli: un gruppo a rischio estinzione

Gli uccelli (Aves, Linnaeus, 1758) sono una classe di “dinosauri teropodi” altamente specializzati.

Occupano tutti gli ambienti disponibili sulle terre emerse, inclusi i ghiacciai dell’Artide e dell’Antartide, le più alte montagne, le steppe più inospitali.
In base a diversi criteri di classificazione, il numero di specie di uccelli conosciute oscilla fra le 9000 e le 10.500, delle quali almeno 120 si sono ormai estinte.

Negli ultimi decenni, tra il Nord America (3 miliardi di unità), l’Australia e lEuropa (600 milioni) sono morti diversi miliardi di esemplari di uccelli.

In proporzione, nelle medesime aree ci sono anche più specie classificate a rischio estinzione rispetto alle aree tropicali.

Cosa minaccia gli uccelli?

Tra le principali minacce: il consumo di suolo, l’inquinamento, le malattie aviarie, i pesticidi, lo sfruttamento eccessivo.

1) La caccia indiscriminata ad esempio, sta mettendo sotto pressione 517 specie già a rischio estinzione.

A tal proposito, utile precisare che lo zigolo dal collare (Emberiza aureola), è passato dalla categoria “minor preoccupazione” a “in pericolo critico” nel giro di quindici anni.

2) Il riscaldamento globale, un motore emergente del declino della biodiversità aviaria, è invece la principale minaccia per altre 485 specie, che assistono impotenti alla scomparsa del loro habitat.

Tra questi il gufo delle nevi (Bubo scandiacus), impossibilitato a mimetizzarsi in una tundra sempre meno bianca.

3) Altro fattore che incide negativamente è la perdita dell’habitat. Il disboscamento e il prosciugamento delle paludi prima, e la presenza umana poi, stanno decimando specie un tempo abbondanti, come la tortora comune (Streptopelia turtur) in Europa, o il pappagallo cinerino (Psittacus erithacus) in Africa, gli zigoli (uccelli dell’ordine dei passeriformi), le allodole e le pavoncelle.

Uno studio evidenzia la preoccupante situazione

Oggi, ad aggiornarci sulla triste sorte degli uccelli è un nuovo studio dello State of the World’s Birds, pubblicato sulla rivista Annual Review of Environment and Resources.

I ricercatori hanno utilizzato i dati forniti dai singoli Paesi e le informazioni contenute nella Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

I risultati rispecchiano quelli dell’ultima valutazione periodica di BirdLife International, che aveva indicato come una specie di uccelli su otto sia minacciata di estinzione.

Secondo gli esperti, attualmente sulla Terra esistono circa 11.000 specie diverse: il 48% di queste starebbero diminuendo drasticamente, mentre cresce solamente il 6% delle popolazioni. Nel 39% dei casi la specie è stazionaria e lo stato del 7% è ancora sconosciuto.

Le specie più a rischio estinzione sono quelle di grandi dimensioni. Anche quelle che impiegano più tempo per riprodursi, come gli albatros, le gru e i pappagalli, corrono seri pericoli.

Gli uccelli sono degli indicatori della salute ambientale.

Ricoprono un ruolo ecologico fondamentale, relazionato al loro numero ed alla caratteristica migratoria presente in numerose specie.

Tra i ruoli più importanti:

  1. Controllo degli insetti: li catturano al volo o sulle piante o a terra, anche allo stato larvale.
    Questa peculiarità ha modellato sia le strutture, sia il comportamento degli uccelli, sia l’aspetto e la commestibilità degli insetti;
  2. Impollinatori: nelle grandi foreste dei paesi equatoriali svolgono l’importante ruolo di  impollinatori e in certe aree sono fondamentali per la dispersione dei semi;
  3. Ruolo ecologico: riportano sulla terraferma moltissimi nutrienti per i vegetali (fosfati e composti azotati). Successivamente, la decomposizione dei vegetali, gli escrementi e le spoglie degli animali terrestri danno origine a dei composti che finiscono nelle acque interne. Qui vengono utilizzati dalle alghe e dalle piante acquatiche e, attraverso i vari anelli della catena alimentare, entrano a far parte dei tessuti dei pesci;
  4. Una funzione “invisibile”. Attraverso  la respirazione, gli uccelli mangiano particelle dannose nell’aria. In pratica pre-digeriscono sostanze nell’aria che per l’uomo sono indigeribili e velenose, poi le rilasciano al suolo come concime.

La preoccupazione degli esperti

Gli uccelli sono uno strumento molto importante per farci sapere di più sulla salute del Pianeta ha detto uno degli autori dello studio, il dott. Alexander Lees della Manchester Metropolitan University e del Cornell Lab of Ornithology

Attualmente stiamo trattando le specie a rischio, ma non stiamo rallentando il flusso di specie che vanno verso l’estinzione”.

Uno degli altri autori dello studio, Kenneth Rosenberg del Cornell Lab (ora in pensione, sottolinea che “Dopo aver documentato la perdita di quasi 3 miliardi di uccelli nel solo Nord America, è stato sconcertante vedere che a livello globale si verificano gli stessi modelli di declino ed estinzione della popolazione. Poiché gli uccelli sono indicatori altamente visibili e sensibili della salute ambientale, sappiamo che la loro perdita segnala una perdita molto più ampia di biodiversità e minacce per la salute e il benessere umani”.


“Stiamo ora assistendo ai primi segni di una nuova ondata di estinzione di specie di uccelli distribuite a livello continentale. La diversità aviaria raggiunge il picco a livello globale ai tropici ed è lì che troviamo anche il maggior numero di specie minacciate”.

Con le loro migrazioni e i loro suoni, gli uccelli, per i biologi, sono più facili da monitorare e studiare rispetto ad altri animali. Proprio per questo ci permettono anche di vedere come le attività umane e la crisi ambientale stiano danneggiando la biodiversità ha poi concluso.

Cosa possiamo fare per tutelare gli uccelli

Il dott. Alexander Lees ritiene che per tutelare gli uccelli bisogna innanzitutto operare impedendo il degrado degli habitat.

Dalla protezione del territorio alle politiche che sostengono un uso sostenibile delle risorse, tutto dipende dalla volontà dei governi e della società di vivere fianco a fianco con la natura condividendo il nostro Pianeta.

Occorre poi potenziare l’informazione e sensibilizzare l’opinione pubblica, magari attraverso azioni di monitoraggio degli uccelli da parte delle singole comunità.

Sarebbe, infine, opportuno giocare in anticipo e intervenire adeguatamente a ricreare un ecosistema più sano, che crei rifugio e habitat per le diverse specie di uccelli.

Conclusioni

L’enorme responsabilità dell’uomo ed il senso di gratitudine verso il regno animale deve sostenere le nostre azioni. Si devono attuare dei piani in difesa della biodiversità degli uccelli, piantare siepi ed alberi e molto altro, al più presto.

Perché la vita di ogni essere vivente su questa terra è connessa con la vita di tutti gli altri. Non dobbiamo dimenticarlo.

Fonti

Nature. It

Antropocene.it

Liberarsi dal gas russo, l’Ue presenta RePowerEu

gas
Ursula von der Leyen

Accelerare sulla transizione ecologica con l’obiettivo, anche, di liberarci dalla dipendenza dal gas russo. Ieri la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha presentato il progetto RePowerEu.

In queste settimane uno dei temi più importanti affrontati a Bruxelles è stato quello del caro energia. L’Ue è arrivata alla conclusione che non sarà possibile uscirne prima del 2025, con prezzi alti ancora per tutto il 2022 e poi, un po’ meno ma comunque più della media degli ultimi anni, dal 2023 al 2025.

Problema gas russo, l’Europa punta sulle rinnovabili

E allora è necessario agire con investimenti importanti: 300 miliardi di euro. Circa 72 miliardi di sovvenzioni e 225 miliardi di prestiti. Il piano prevede che l’obiettivo delle rinnovabili passi dal 40 al 45%. Deve salire l’obiettivo di efficienza energetica dal 9 al 13%. Prevede anche, sempre entro il 2030, di raddoppiare la capacità di energia solare fotovoltaica.

“Nel nuovo piano REPowerEU, abbiamo deciso di raddoppiare il nostro obiettivo per il 2030 e di produrre ogni anno 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile nell’Unione europea – ha detto, inoltre, ieri a Varsavia, Ursula von der Leyen –. Inoltre, importeremo altri 10 milioni di tonnellate dall’estero. In questo modo, potremo sostituire fino a 50 miliardi di metri cubi all’anno di gas russo importato”.

I cittadini dovranno ridurre i consumi

RePowerEu chiede agli Stati membri di impegnarsi con un nuovo capitolo nel Pnrr e lo stesso fa con gli stessi cittadini europei che dovranno, per raggiungere gli obiettivi, ridurre i consumi del 5%.

“Possiamo sostituire i combustibili fossili russi – ha spiegato sempre la presidente della Commissione europea – lavorando su tre livelli. Dal lato della domanda, con il risparmio energetico. Dal lato dell’offerta, diversificando le nostre importazioni di energia dai combustibili fossili e accelerando la transizione verso l’energia pulita“.

Dei 300 miliardi di euro annunciati dalla Commissione per REPowerEU, 225 miliardi di euro sono i prestiti Rrf (Dispositivo di ripresa e resilienza), finora non utilizzati dagli Stati membri. Inoltre, la proposta REPowerEU modifica alcuni principi fondamentali dell’attuale Rrf.

Gli Stati membri che desiderano modificare i loro Pnrr devono includere un capitolo REPowerEU nei loro piani modificati con nuove riforme e investimenti relativi agli obiettivi di REPowerEU. 

Il Piano deve ancora essere approvato dal Parlamento e dal Consiglio europeo.

L’Osservatorio nazionale amianto, anche attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, lotta ogni giorno per la tutela dell’ambiente.

Per liberare il territorio dall’amianto ha creato anche una App, ma continua a sensibilizzare per far capire come investire nell’ambiente e quindi nelle rinnovabili, vuol dire risparmiare in costi sanitari.

Torino, Eternit bis: a luglio la sentenza

censimento amianto
fibre di amianto

È alle battute finali il processo Eternit bis di Torino, davanti al Corte di Appello, che vede imputato Stephan Schmidheiny. La sentenza arriverà, con ogni probabilità, il 14 luglio, data fissata per le repliche.

Durante la scorsa udienza il procuratore generale aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado per l’imputato, a 4 anni di reclusione. L’imprenditore, ex proprietario dell’Eternit, è accusato di omicidio colposo plurimo, aggravato dalla previsione dell’evento, di due persone. Sono Rita Rondano e Giulio Testore, entrambi lavoratori nello stabilimento Eternit di Cavagnolo.

Ieri mattina hanno discusso invece gli avvocati di parte civile e il collegio difensivo.

Gli avvocati Ezio Bonanni e Merlino Ferrero assistono i familiari di Testore (colpito da asbestosi), che si sono costituiti parte civile, e l’Osservatorio nazionale amianto, pure parte civile nel processo.

Ona parte civile, l’importanza della prevenzione

In particolare, per quanto riguarda l’Ona, gli avvocati di Schmidheiny, hanno contestato la costituzione di parte civile. Ferrero tra le altre cose ha, invece, ribadito l’operato dell’associazione, con aiuti concreti, anche dal punto di vista dell’assistenza medica. Ha poi valorizzato l’importanza del lavoro indefesso dell’Ona per la diffusione della consapevolezza del rischio amianto. Anche attraverso l’organizzazione di incontri a più livelli e di convegni.

Questa attività è fondamentale per affrontare il fenomeno dell’asbesto sul territorio, perché la prevenzione primaria è quella più importante. Come ha sempre sostenuto l’avvocato Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto.

La presa di coscienza dei lavoratori e dei cittadini è fondamentale. Fino ad alcuni decenni fa, quando ormai il nesso causale tra l’esposizione all’amianto e alcune malattie come il mesotelioma, era scientificamente provato, ancora le aziende negavano. E così continua a fare la difesa dell’imputato, che anche ieri ha puntato sulla indimostrabilità del nesso causale.

L’amianto, un pericolo ancora attuale

Eppure, come si può leggere anche nell’ultima pubblicazione dell’Ona: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”, già negli anni ’40 due studi dimostrarono la pericolosità dell’amianto. Negli anni ’60 poi altri scienziati misero nero su bianco la cancerogenicità di questi minerali.

L’amianto causa inoltre infiammazioni, asbestosi e altri tumori. Molte di queste patologie sono riconosciute dall’Inail come malattie professionali. L’Inail raccoglie tutte le informazioni nel Rapporto ReNaM che quest’anno è arrivato alla sua settima edizione.

Con la legge 257/92 in Italia l’utilizzo dell’amianto è stato vietato, ma è un pericolo ancora attuale. Oltre a fornire assistenza legale l’Ona si impegna anche per le bonifiche dei siti ancora contaminati e per aiutare la mappatura ha creato anche una App apposita.

Sentenza, il caso Eternit

Il processo Eternit bis è stato, infatti, diviso e ora sono in corso diversi procedimenti penali a Torino, Novara, Napoli e Vercelli, per i siti industriali di Cavagnolo (TO), Casale Monferrato (AL), Bagnoli (NA) e Rubiera (RE).

Il processo di primo grado di Napoli, si è concluso con una condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione per la morte di un solo operaio su 8 vittime contestate. Il castello accusatorio non ha retto e anche il reato è stato derubricato da omicidio volontario a omicidio colposo. A Torino a luglio arriverà invece la sentenza di Appello.

Nel processo Eternit i pubblici ministeri avevano previsto, nel capo di imputazione, il reato di disastro colposo, che però si è prescritto. I familiari delle vittime ancora attendono giustizia.

“Gas e nucleare non sostenibili”, Fridays for future in piazza

gas
tubatura gasdotto

Fridays for future ha in programma una nuova protesta in piazza, a Roma, a Milano e in altre città d’Europa, per manifestare questa volta contro la proposta di modifica alla tassonomia europea.

La tassonomia è entrata in vigore nel 2020 e si tratta di un sistema di classificazione che stabilisce le attività economiche ecosostenibili. È rivolta alle imprese, agli investitori e ai policy maker, per permettere loro di capire cosa sia considerato sostenibile per l’Unione europea, indirizzarli e supportarli economicamente nelle scelte.

Secondo i volontari di Fridays for future e alcuni Stati membri però la proposta di introdurre il nucleare e il gas tra gli investimenti sostenibili è da contrastare con forza. Non sono, infatti, dicono, fonti di energia sostenibili e la lista europea non è certo un divieto per i privati di investire. Chiaro però che non sono sullo stesso piano delle rinnovabili. Le uniche finora inserite.

“Ogni centesimo dato ai combustibili fossili (come il gas!) – spiegano da Fridays for future – è rubato alle rinnovabili. Allora cosa ci fa il gas in tassonomia? Ecco, non deve esserci. La proposta della commissione contiene anche la fissione nucleare, tuttavia il nucleare e il gas sono stati proposti in un pacchetto unico, e dovranno essere approvati o rifiutati assieme. Includerli significa dirottare altrove risorse private vitali per le rinnovabili”.

Cosa dice l’Agenzia internazionale dell’energia

Anche l’Agenzia internazionale dell’energia indica che il 95% delle nuove installazioni nei prossimi anni dovrà essere di fonti rinnovabili. Ritardare questo cambiamento significa peggiorare la crisi climatica, ma anche rendere l’Europa più dipendente da regimi autoritari come la Russia. Il conflitto in Ucraina è, infatti, finanziato con i proventi del gas.

I volontari di Friday for future sono determinati: “Andremo davanti a ogni rappresentanza ufficiale del parlamento europeo, in tutta Europa, rivolgendoci direttamente ai nostri eurodeputati, gli unici che possono bocciare il testo della commissione ed evitare questa follia”.

L’appuntamento è per sabato 21 maggio, alle 16, a Roma e Milano.

Ci saranno assemblee pubbliche anche a Cagliari, sabato 21 in piazza Garibaldi alle 17, a Gorizia, venerdì 20 in Corso Verdi alle 17:30 e a Padova, venerdì 20 Palazzo Moroni alle 17.

Gli obiettivi della tassonomia

Gli obiettivi della tassonomia sono 6. Mitigazione dei cambiamenti climatici, adattamento ai cambiamenti climatici e uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine. Come pure la transizione verso un’economia circolare, la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento. Infine la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi

La Commissione ha stimato che serviranno circa 520 miliardi all’anno per la transizione, di cui la maggior parte da investimenti privati.

Gas e nucleare, deciderà il Parlamento europeo

A giugno scade il periodo di 4 mesi in cui Consiglio e Parlamento Europeo possono richiedere un voto contrario all’atto delegato e quindi bocciarlo nella sua interezza. La Germania si è schierata per il no, al contrario della Francia.

La procedura per l’approvazione di un atto delegato prevede infatti un periodo di silenzio assenso in cui in mancanza della richiesta da parte di uno stato membro o di dei gruppi parlamentari di bocciare l’atto delegato. Allo scadere dei 4 mesi previsti si considera approvato.

Il Parlamento Europeo dovrà votare pro o contro la risoluzione che chiede di bocciare l’atto delegato nella plenaria di luglio. Per bloccare la proposta servono almeno 353 voti contrari nel parlamento europeo. L’atto delegato viene approvato o bocciato nella sua interezza e il voto contrario lascerebbe la tassonomia europea così com’è.

L’Osservatorio nazionale amianto ha da sempre nei suoi obiettivi quello della tutela della salute e dell’ambiente, in primis dei lavoratori che sono stati a contatto con l’amianto. Preservare il pianeta da elementi cancerogeni e da tutto quello che causa inquinamento è fondamentale, secondo l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona, per migliorare la qualità della vita delle popolazioni. L’Ona si impegna per una transizione ecologica in Italia.