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Lombardia: 11,5 milioni di euro per bonifica amianto edifici pubblici

bonifica amianto (Foto free di Firmbee da Pixabay)
bonifica amianto (Foto free di Firmbee da Pixabay)

La Regione Lombardia stanzia 11,5 milioni di euro per la bonifica dell’amianto dagli edifici pubblici. La Giunta regionale ha approvato i criteri del bando 2026, uno strumento che punta ad accelerare la rimozione e lo smaltimento dei materiali contenenti asbesto ancora presenti sul territorio.

La misura si inserisce nel Programma regionale di gestione dei rifiuti (PRGR) e mira a rafforzare la tutela della salute pubblica, oltre a favorire la riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico.

Bando amianto 2026: contributi a fondo perduto per gli enti locali

Il bando 2026 prevede contributi a fondo perduto che possono coprire fino al 100% delle spese ammissibili. Il finanziamento massimo per ciascun intervento è fissato a 350mila euro.

Possono presentare domanda Comuni, Unioni di Comuni, Comunità montane, Province e Città Metropolitana, purché gli immobili siano di proprietà pubblica e non destinati ad attività economiche.

L’obiettivo è sostenere concretamente gli enti locali nelle operazioni di bonifica amianto, riducendo i costi a carico delle amministrazioni.

Quali interventi di bonifica amianto sono finanziati

Le risorse regionali coprono la rimozione e lo smaltimento di manufatti contenenti amianto, tra cui coperture in cemento-amianto, pavimentazioni in vinyl-amianto e materiali friabili. Sono ammessi anche interventi su altri elementi come tubazioni e canne fumarie.

Il bando finanzia inoltre la sostituzione dei materiali rimossi, con percentuali differenti a seconda della tipologia di intervento. Le spese tecniche sono riconosciute entro il limite del 10% del costo complessivo.

Si tratta di un intervento strutturato che non si limita alla rimozione, ma accompagna l’intero processo di riqualificazione degli edifici pubblici.

Bonifica in Lombardia: più sicurezza negli edifici pubblici

“L’amianto, vietato in Italia dal 1992, è ancora presente in molti edifici costruiti prima del divieto. Qualsiasi operazione che possa rendere migliore la bonifica rappresenta un passo avanti  per garantire ambienti più sicuri a cittadini, studenti e lavoratori.” Ha commentato la notizia l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Secondo quanto dichiarato dall’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione, promotore dell’approvazione, la misura offre un supporto concreto agli enti locali per eliminare un materiale pericoloso dagli immobili pubblici.

Fonte: lombardianotizie.online

 

Torrette (AN), ex Centrale Latte: via l’amianto dal tetto

Ambiente amianto, bonus
Ambiente amianto, Credits: Pixabay

Passo avanti importante per la sicurezza del quartiere Torrette ad Ancona: il Comune ha annunciato la bonifica delle tettoie in amianto dell’ex Centrale del Latte.

La conferma è arrivata durante un’assemblea pubblica organizzata dal Comitato Torrette alla presenza di diversi assessori comunali, che hanno risposto direttamente alle domande dei cittadini.

L’incontro ha avuto come tema centrale la messa in sicurezza preventiva dell’edificio, da anni inutilizzato e situato in una zona densamente abitata, vicino a scuole, abitazioni e attività commerciali.

Bonifica amianto: l’annuncio durante l’assemblea pubblica

All’assemblea hanno preso parte gli assessori Zinni, Tombolini, Berardinelli e Andreoli. Secondo il Resto del Carlino, nel corso del confronto, il vicesindaco Daniele Zinni ha comunicato che il Comune procederà alla bonifica delle coperture in amianto dell’ex Centrale del Latte. Un’area considerata particolarmente delicata per posizione e dimensioni.

L’intervento potrebbe partire indicativamente nel mese di maggio, mentre restano ancora in fase di valutazione le ipotesi progettuali per la futura riqualificazione dell’area.

L’amministrazione ha ribadito che il monitoraggio dello stato dell’edificio è costante e che l’operazione annunciata rappresenta un’azione preventiva senza precedenti per il quartiere. La tutela della salute dei residenti e il rilancio di Torrette sono stati indicati come priorità.

Il ruolo del Comitato: firme, dialogo e pressione civica

Il risultato arriva dopo settimane di confronto tra il Comitato “Via l’Amianto da Torrette” e l’amministrazione comunale. Il Comitato aveva promosso una raccolta firme nel quartiere, intercettando le preoccupazioni dei cittadini per una struttura abbandonata da anni e percepita come un rischio ambientale.

In una nota, i rappresentanti del Comitato sottolineano come l’incontro abbia portato alla presa in carico formale di una situazione molto sentita dalla popolazione locale.

Soddisfazione dei cittadini e ringraziamenti all’amministrazione

Le decisioni annunciate hanno incontrato il favore dei residenti e del Comitato, che ha ringraziato gli assessori presenti e i dirigenti comunali per l’ascolto dimostrato. Un ringraziamento particolare rivolto alla dottoressa Federica Montesi. Nominata presidente onorario del Comitato per il ruolo svolto nel facilitare il dialogo tra cittadini e istituzioni.

Anche gli altri membri del Comitato hanno espresso apprezzamento per l’impegno dell’amministrazione nel trovare una soluzione condivisa.

“Tutte le iniziative di bonifica sono un passo in avanti verso un mondo libero dall’amianto e quindi migliore per l’ambiente e per le nuove generazioni” – ha commentato la notizia l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Amianto ad Ariano Irpino: l’ispezione delle Guardie Ambientali

amianto
amianto

Amianto abbandonato a cielo aperto lungo il Regio Tratturo e in località Tesoro, ad Ariano Irpino.
Lo rende noto Ottopagine.it Avellino. Sul posto sono intervenute le Guardie Nazionali Ambientali, che hanno effettuato un sopralluogo approfondito nelle aree interessate. Questo dopo un reportage della stessa testata.

L’operazione coordinata dal dirigente generale di settore fondamentale Giuseppe Cocca e dalla responsabile del distaccamento di Ariano Irpino, Veronica Cocca, con l’obiettivo di verificare la presenza di materiali pericolosi e documentare lo stato dei luoghi.

Ispezioni e rilievi: il materiale sarà inviato alle autorità

Le due zone segnalate ispezionate con attenzione dagli operatori ambientali. Al termine dei controlli, le Guardie Nazionali Ambientali hanno comunicato che tutta la documentazione raccolta verrà trasmessa alle autorità competenti, affinché possano valutare eventuali interventi e provvedimenti.

Una criticità che va avanti da anni

Il problema dell’amianto abbandonato non è nuovo, nonostante in passato hanno effettuato sequestri da parte delle forze dell’ordine, il fenomeno non risulta completamente risolto.

La presenza di materiali contenenti asbesto in aree rappresenta un problema per l’ambiente, soprattutto in contesti rurali e di passaggio.

Un fenomeno ancora in evoluzione

Secondo quanto emerso, la situazione resta in fase di monitoraggio e potrebbero esserci ulteriori sviluppi nelle prossime ore. L’attenzione resta alta su un fenomeno che, se non affrontato in modo strutturale, rischia di produrre conseguenze ambientali rilevanti nel lungo periodo.

L’intervento delle Guardie Nazionali Ambientali riporta il tema al centro del dibattito pubblico, rilanciando la necessità di azioni concrete e tempestive per la bonifica e la tutela del territorio.

Los Angeles e amianto, dopo gli incendi ancora contaminazione?

incendio boschivo, Incendi
incendio boschivo (Foto free di jlujuro da Pixabay)

A più di un anno dai devastanti incendi di Eaton e Palisades a Los Angeles, alcune abitazioni nelle zone colpite mostrerebbero ancora livelli di piombo e amianto, nonostante le bonifiche effettuate. A dichiararlo è la rivista internazionale The Guardian. La situazione evidenzia la necessità di standard più rigorosi per i test post-incendio e di certificazioni ufficiali che garantiscano la sicurezza degli edifici prima del rientro dei residenti.

Monitoraggio e risultati dei test post-incendio

I residenti di Altadena e Pasadena hanno iniziato a testare le loro abitazioni con analisi indipendenti e secondo quanto dichiara l’articolo su 45 case testate per il piombo, 43 presenterebbe livelli di contaminazione. Il piombo non ha un livello di esposizione sicuro ed è associato a problemi di sviluppo nei bambini, riduzione del QI e complicazioni permanenti.

Inoltre ci sarebbe un enorme variabilità negli approcci e nelle pratiche di test, e questo ha lascerebbe i residenti in balia alle criticità.

Presenza di amianto

Oltre al piombo, 9 delle 25 abitazioni testate conterrebbero amianto, materiale che sappiamo noto per la sua cancerogenicità e presente frequentemente in edifici più vecchi.

Ruolo delle autorità e delle agenzie

Il US Army Corps of Engineers ha completato la rimozione dei rifiuti pericolosi circa sette mesi dopo gli incendi. La FEMA, inizialmente ha recentemente approvato analisi sul piombo in 100 abitazioni dell’area di Eaton.

Progetti di ricerca e monitoraggio ambientale

Secondo Guardian, il professor John e il team del progetto CLEAN (Contaminant Level Evaluation and Analysis for Neighborhoods) hanno avviato un programma di raccolta e analisi di cenere, fuliggine e campioni di suolo dalle abitazioni, parchi e scuole circostanti.

Risultati preliminari

Le concentrazioni di piombo risulterebbero, secondo la fonte, più elevate a Pasadena e Altadena rispetto a Palisades. Sarebbero stati analizzati anche altri contaminanti come arsenico, cadmio, cromo, cobalto, selenio e zinco.

Il monitoraggio continuerà nel tempo per valutare l’efficacia delle bonifiche.

Collaborazioni universitarie

Università come UCLA, Purdue University e Loyola Marymount collaborano al progetto, ampliando le capacità di analisi e garantendo un approccio scientifico alla gestione dei rischi post-incendio.

La richiesta dei residenti

Le Associazioni del territorio chiedono una certificazione per le abitazioni come prive di contaminanti prima che le famiglie possano rientrare. Sollecitate le autorità locali, statali e federali a implementare linee guida di sicurezza più rigorose.

“L’amianto è un problema globale che coinvolge il mondo intero. Si auspicano interventi celeri per risolvere quanto prima la situazione, se confermata, non solo negli Stati Uniti, ma per l’intero Pianeta.” – Ha commentato la notizia l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia.

Amianto e contaminazione negli animali domestici

Amianto e animali, intervista all'Avv. Ezio Bonanni
Amianto e animali, intervista all'Avv. Ezio Bonanni

L’amianto è una delle sostanze più pericolose per la salute umana. Da decenni si conoscono gli suoi effetti devastanti dell’asbesto, in particolare la correlazione diretta con il mesotelioma, un tumore raro ma altamente aggressivo. Tuttavia, un aspetto spesso sottovalutato riguarda l’impatto dell’amianto sugli animali domestici, che vivono a stretto contatto con l’uomo e condividono lo stesso ambiente contaminato.

Come emerge dall’intervista del collega giornalista Luigi Abbate all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e Osservatorio Vittime del dovere, “il mesotelioma non colpisce solo le persone, ma anche cani, gatti e persino cavalli. Un dato che non può e non deve essere deriso o minimizzato, perché rappresenta un indicatore chiarissimo della diffusione capillare dell’inquinamento da amianto.”

Mesotelioma negli animali: l’ultimo caso in Emilia-Romagna

L’ultimo episodio segnalato riguarda un gatto affetto da mesotelioma in una zona dell’Emilia-Romagna, caso segnalato dalla sede ONA di Carpi e dal coordinatore Andrea Rossi.

Secondo l’avvocato Bonanni, questo caso non è affatto isolato nel mondo. È solo l’ultimo di una lunga serie di episodi documentati nel corso di oltre 15 anni di studi epidemiologici condotti dall’ONA, che hanno dimostrato come l’esposizione ambientale all’amianto sia in grado di colpire ogni essere vivente.

I cani come “sentinelle” dell’inquinamento ambientale

“Un caso emblematico risale al 2010, nella zona di Broni, in provincia di Pavia. Qui si è registrato un numero impressionante di cani morti per mesotelioma, esattamente come accadeva agli esseri umani residenti nella stessa area.” – Ha dichiarato Bonanni.

Broni, una cittadina di appena 12.000 abitanti, presenta un’incidenza di mesotelioma più elevata per la sua storia industriale passata. “Anche più di Taranto, – continua Bonanni, città tristemente nota per l’inquinamento, e di Casale Monferrato, simbolo nazionale della tragedia dell’amianto.

L’Avvocato utilizza inoltre un’immagine forte ma efficace: “i cani morivano come zanzare. Questo dato è estremamente significativo, perché dimostra che gli animali possono diventare vere e proprie sentinelle sanitarie, capaci di anticipare e segnalare un eventuale rischio.”

Prevenzione e bonifica: una tutela per uomini e animali

Il messaggio centrale dell’avvocato Ezio Bonanni è chiaro: la prevenzione deve essere generalizzata. La tutela della salute umana deve andare di pari passo con quella animale, anche perché l’ambiente è condiviso.

La bonifica di tutti i siti contaminati da amianto rappresenta l’unica vera soluzione per ridurre il rischio di nuove esposizioni. Proteggere gli animali significa, in modo diretto, proteggere anche le famiglie, i bambini e le future generazioni.

Un problema poco conosciuto

Gli animali domestici sono membri a tutti gli effetti dei nuclei familiari. I casi di mesotelioma che li colpiscono raccontano che l’amianto è ancora presente. Ascoltarli questi segnali può salvare vite. Umani e animali.