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Amianto, Governo riattiva Tavolo interistituzionale

amianto, governo
amianto, Immagine generica esclusivamente decorativa (Foto free di Valter da Pixabay)

Il Governo ha annunciato la riattivazione del Tavolo interistituzionale dedicato alla prevenzione, alla bonifica amianto e alla tutela della salute pubblica. L’annuncio è stato dato dalla viceministra all’Ambiente Vannia Gava nel corso dell’Asbestos International Forum, appuntamento dove è avvenuto il confronto tra istituzioni, tecnici ed esperti del settore.

La decisione punta a rafforzare il coordinamento tra Stato, Regioni ed enti locali, con l’obiettivo di superare frammentazioni e ritardi degli interventi sui territori contaminati.

Governance per l’emergenza amianto

Il Tavolo interistituzionale sarà incardinato presso il ministero dell’Ambiente, che ne assumerà la guida con l’obiettivo di rendere più efficace la gestione complessiva del problema asbesto. Al centro dell’azione ci saranno la pianificazione delle bonifiche, la definizione delle priorità di intervento e il coordinamento delle risorse disponibili.

Da anni del resto si aspettano risposte concrete a comunità che da anni convivono con i rischi sanitari e ambientali legati alla presenza di amianto, spesso in siti industriali dismessi o in aree urbane densamente abitate.

L’obiettivo è rendere il Tavolo uno strumento operativo stabile, in grado di coordinare interventi, monitorare i risultati e garantire una reale tutela della salute pubblica.

Il caso Broni e le richieste dei territori

Tra i temi affrontati durante l’incontro ha avuto particolare rilievo la situazione di Broni, uno dei simboli nazionali dell’emergenza amianto. Il sindaco Antonio Riviezzi ha ribadito l’impegno dell’amministrazione comunale nel percorso di risanamento ambientale.

La richiesta punta a garantire interventi più efficaci e una maggiore attenzione sanitaria per le popolazioni coinvolte, rafforzando il principio di prevenzione come pilastro delle politiche ambientali.

ll commento dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA

L’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha accolto positivamente la notizia, ma ha specificato: “è urgente la messa in sicurezza di tutti i siti contaminati in tutto il resto d’Italia. Lo studio del Dr. Pasquale Montilla per il SIN di Crotone, oltre che per i militari italiani impiegati nelle missioni dei Balcani, ha dimostrato che l’incidenza di patologie asbesto correlate e tumorali è in continuo aumento.”

Missioni militari all’estero: ONA chiede sorveglianza rafforzata

Le missioni internazionali che hanno visto impegnate le Forze Armate italiane nei Balcani, in Libano, nel Golfo e in altri teatri operativi hanno coinvolto migliaia di militari e dipendenti civili. Secondo l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, tali attività hanno comportato esposizioni a fattori di rischio che rendono necessaria una sorveglianza sanitaria strutturata e continuativa.

L’associazione sottolinea l’importanza di garantire cure adeguate e, nei casi di patologie potenzialmente connesse al servizio, di prevedere accertamenti post-mortem per chiarire le cause dei decessi e tutelare i diritti delle famiglie.

Il dott. Pasquale Montilla, referente scientifico dell’ONA, evidenzia che le conoscenze maturate nelle missioni militari hanno consentito di sviluppare strumenti di prevenzione utili anche in ambito civile. Un esempio è lo studio sul SIN di Crotone, nato dall’analisi delle contaminazioni ambientali e orientato alla tutela della salute pubblica, in collaborazione con il sistema sanitario nazionale.

Fonte: La Provincia Pavese, Torino Oggi, ONA

Verso il 2026 ONA per la tutela della salute e dell’ambiente

2026
Fuochi d'artificio (Foto di Kohji Asakawa da Pixabay)

Per il 2026 continua l’attività inarrestabile dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). Con l’augurio di un anno migliore, prosegue con continuità il proprio impegno nella tutela delle vittime dell’amianto, rafforzando le attività di prevenzione, informazione e assistenza su tutto il territorio nazionale.
>Un’azione costante, resa necessaria dalla persistente presenza di materiali contenenti amianto e dalle gravi conseguenze sanitarie che continuano a emergere anche a distanza di decenni dall’esposizione.

Mai fermarsi

Nonostante il divieto di utilizzo dell’amianto sia in vigore da oltre trent’anni, le patologie asbesto-correlate continuano a rappresentare una delle principali emergenze sanitarie e ambientali del Paese. I casi di mesotelioma, asbestosi e tumori correlati all’esposizione professionale e ambientale restano numerosi.

Come sottolinea l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto,
“la tutela della salute  deve tradursi in azioni concrete di prevenzione, bonifica e riconoscimento dei diritti delle vittime. Le sentenze vinte quest’anno costituiscono importanti passi avanti e ONA continuerà la sua missione.”

Il ruolo dell’ONA tra assistenza, giustizia e prevenzione

Nel corso del 2025 l’ONA ha intensificato la sua attività di assistenza legale , supportando cittadini e lavoratori nei procedimenti di riconoscimento delle malattie professionali e dei benefici previdenziali previsti dalla normativa vigente.

Numerose pronunce giudiziarie hanno confermato la responsabilità di enti e datori di lavoro per l’esposizione all’amianto, rafforzando un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato.

Secondo Bonanni,
« Tuttavia, oltre alle sentenze, è indispensabile affiancare alla giustizia un’efficace politica di prevenzione e di bonifica dei siti contaminati».

Informazione, prevenzione e responsabilità collettiva

Accanto all’attività legale, l’Osservatorio ha proseguito nel 2025 un intenso lavoro di informazione e sensibilizzazione anche mediatica rivolto a cittadini, istituzioni e amministrazioni locali. L’obiettivo resta quello di promuovere una maggiore consapevolezza sui rischi legati all’amianto e sull’importanza della tutela della salute come diritto fondamentale.

Uno sguardo al 2026

In chiusura dell’anno, l’Osservatorio Nazionale Amianto rinnova il proprio impegno a favore della sicurezza, della prevenzione, della giustizia sociale e dell’informazione.

Con l’auspicio che il 2026 possa segnare nuovi passi avanti sul fronte delle bonifiche, della tutela ambientale e del riconoscimento dei diritti delle vittime. L’ONA continua il proprio lavoro al servizio della collettività.

 

Amianto e ordigno bellico nel Volturno: allarme salute!

Amianto, immagine esclusivamente descrittiva, Perugia
Amianto, immagine esclusivamente descrittiva

E’ stato segnalato amianto lungo il corso del fiume Volturno, nel tratto compreso tra Capua e Castel Morrone, dove durante un’attività di controllo sono stati individuati rifiuti altamente pericolosi e un residuato bellico risalente alla Seconda Guerra Mondiale. La scoperta rilancia l’attenzione sulle criticità ambientali che da anni interessano l’area e sui rischi per la salute pubblica.

Rifiuti pericolosi e presenza di amianto lungo il fiume

Nel corso di un sopralluogo di vigilanza ambientale, le guardie del Coordinamento ANTA Caserta hanno individuato un’area gravemente compromessa dalla presenza di rifiuti speciali abbandonati. Tra i materiali rinvenuti figurano lastre di asbesto, frammenti di eternit, pneumatici di grandi dimensioni e altri scarti industriali, distribuiti lungo l’alveo del fiume e sulle sue sponde.

La presenza di amianto rappresenta un rischio  per l’ambiente e per la salute umana, soprattutto in caso di deterioramento dei materiali e dispersione delle fibre nell’aria o nell’acqua. Una situazione che, secondo gli operatori, configura un autentico scenario di degrado ambientale e richiede interventi urgenti di bonifica.

Rinvenuto anche un ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale

Durante le operazioni di monitoraggio, gli operatori hanno inoltre individuato un ordigno bellico risalente al secondo conflitto mondiale, probabilmente un proiettile di artiglieria. A seguito del ritrovamento, è scattato immediatamente il protocollo di sicurezza con la segnalazione alle forze dell’ordine.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Ruviano, che hanno delimitato l’area in attesa dell’arrivo degli artificieri militari, successivamente giunti da Castel Morrone per la messa in sicurezza dell’ordigno. L’area è stata temporaneamente interdetta per garantire l’incolumità dei cittadini.

L’allarme delle associazioni ambientaliste

Il Coordinamento ANTA Caserta ha espresso forte preoccupazione per l’ennesimo episodio di inquinamento lungo il fiume Volturno. Secondo i responsabili dell’associazione, la presenza simultanea di rifiuti pericolosi e residuati bellici dimostra una situazione di abbandono che si protrae da troppo tempo.

L’associazione ha inoltre espresso apprezzamento per il tempestivo intervento delle forze dell’ordine e degli artificieri, sottolineando l’importanza di una collaborazione costante tra istituzioni, enti di controllo e cittadini per contrastare l’abbandono illecito di rifiuti.

Un’emergenza ambientale che richiede interventi strutturali

L’episodio riporta l’attenzione sulla necessità di rafforzare le attività di sorveglianza ambientale e di accelerare le operazioni di bonifica nelle aree più vulnerabili del territorio casertano. La presenza simultanea di amianto, rifiuti speciali e ordigni bellici rappresenta un rischio che non può essere sottovalutato e che richiede interventi coordinati e continui.

Il caso del Volturno si aggiunge a una lunga lista di criticità ambientali che rendono urgente una strategia di prevenzione, controllo e ripristino ambientale, capace di tutelare la salute pubblica e il patrimonio naturale del territorio.

ONA: protocollo Montilla modello di prevenzione oncologica

dott. Pasquale Montilla e l'Avv. Ezio Bonanni, prevenzione oncologica
Dott. Pasquale Montilla e l'Avv. Ezio Bonanni

ONA Calabria. Dalla ricerca dell’oncologo Pasquale Montilla e l’impegno dell’avvocato Ezio Bonanni è presentato un nuovo protocollo per la prevenzione oncologica che porebbe essere applicata a livello nazionale ed internazionale.

Il territorio di Crotone, per anni associato a emergenze ambientali e criticità sanitarie, potrebbe oggi diventare il punto di partenza di una nuova strategia nazionale per la prevenzione delle patologie oncologiche legate all’inquinamento. Al centro di questa prospettiva si colloca un progetto che punta a trasformare l’esperienza maturata nei Siti di Interesse Nazionale in un modello scientifico capace di incidere concretamente sulle politiche pubbliche.

L’obiettivo non è soltanto fotografare i danni prodotti dall’esposizione ambientale. Ma comprendere in modo scientificamente fondato come e perché tali danni si generano, così da intervenire prima che la malattia si manifesti.

Oltre la semplice osservazione dei dati sanitari

Per anni la sorveglianza epidemiologica ha permesso di rilevare un aumento di patologie oncologiche in determinate aree del Paese. Tuttavia, la mancanza di strumenti capaci di dimostrare il nesso biologico diretto tra inquinamento e malattia ha spesso limitato l’efficacia delle politiche di prevenzione.

Il nuovo approccio proposto per il SIN di Crotone si fonda su un cambio di paradigma. Ossia integrare i dati epidemiologici con analisi biologiche avanzate, in grado di individuare marcatori di esposizione, alterazioni molecolari e processi patogenetici precoci. In questo modo, la prevenzione non resta teorica, ma diventa operativa e misurabile.

Il contributo scientifico del modello Montilla

Alla base di questa impostazione vi è il lavoro del dottor Pasquale Montilla, oncologo che ha sviluppato un protocollo orientato alla comprensione causale delle patologie ambientali. Il modello proposto si distingue per l’uso integrato di strumenti come l’analisi del bioaccumulo di contaminanti e lo studio delle correlazioni tra esposizione ambientale e danno tissutale.

Questo approccio, già valutato positivamente in ambito accademico internazionale è stato riconosciuto per la sua solidità metodologica e per la possibilità di essere applicato in altri contesti territoriali. La sua forza risiede nella capacità di superare la semplice descrizione del fenomeno, offrendo basi scientifiche utili alle decisioni pubbliche.

Il ruolo dell’avvocato Ezio Bonanni e dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Un ruolo centrale in questo percorso è svolto dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che da anni promuove un approccio orientato alla prevenzione primaria e alla tutela dei diritti delle persone esposte a rischi ambientali.

Secondo Bonanni “la difesa della salute collettiva richiede strumenti scientifici avanzati e una visione istituzionale capace di superare logiche emergenziali.”
>L’ONA, in questo contesto, si propone come soggetto di raccordo tra ricerca, istituzioni e cittadini, contribuendo a costruire un modello di governance fondato su evidenze scientifiche e responsabilità pubblica.

Un’opportunità per il sistema sanitario nazionale

L’esperienza del SIN di Crotone potrebbe rappresentare un punto di svolta per l’intero Paese. L’adozione di un approccio integrato, che unisca ricerca scientifica, prevenzione e politiche sanitarie, consentirebbe di affrontare in modo più efficace le conseguenze dell’inquinamento ambientale sulla salute.

La richiesta di sostegno

La Presidenza del Consiglio dei Ministri è quindi chiamata, su proposta ONA, a valutare l’opportunità di accompagnare un processo scientifico già strutturato e coerente con gli obiettivi di tutela della salute pubblica. La richiesta avanzata riguarda riconoscimento istituzionale di un modello capace di rafforzare le politiche nazionali di prevenzione ambientale.
Tramite Atto di indirizzo o presa d’atto ministeriale prevede il mantenimento del coordinamento scientifico in capo all’Oncologo Medico Dr. Pasquale Montilla  e con il supporto dell’ONA.

In questo quadro ideale, lo Stato assumerebbe un ruolo di garanzia e accompagnamento

Un eventuale riconoscimento da parte della Presidenza del Consiglio costituirebbe un segnale di attenzione verso un modello che privilegia l’anticipazione del rischio, la tutela della salute collettiva e la costruzione di strategie fondate su evidenze scientifiche, senza logiche emergenziali o contrapposizioni istituzionali.

In questa prospettiva, l’Italia avrebbe l’occasione di porsi come riferimento europeo nella prevenzione oncologica ambientale. Trasformando territori segnati da criticità storiche in modelli di innovazione, responsabilità e tutela della vita.

Auguri di Natale e impegno contro emergenza amianto

ona auguri
ona auguri

È con spirito natalizio che l’Osservatorio Nazionale Amianto rivolge i suoi auguri, rinnovando al contempo l’impegno nella tutela della salute e dei diritti delle vittime dell’amianto, una emergenza che continua a produrre effetti anche oggi.

Nonostante il divieto formale dellamianto, in Italia restano ancora migliaia di siti contaminati e numerosi procedimenti giudiziari legati a esposizioni professionali avvenute in passato, in particolare in ambito industriale e militare.

Amianto e nuove battaglie legali

Negli ultimi anni, diversi pronunciamenti della magistratura hanno richiamato l’attenzione sulle condizioni di servizio vissute da appartenenti alle Forze Armate in epoche in cui l’amianto era ampiamente utilizzato su navi e infrastrutture.

Una recente decisione del Tribunale Civile di Lecce, che ha riconosciuto il diritto al risarcimento dei familiari di un sottufficiale della Marina Militare, deceduto per carcinoma polmonare.

La sentenza ha previsto un indennizzo complessivo di circa 500.000 euro a favore della vedova e dei figli, comprensivo di rivalutazione e altre spese, configurandosi come un ulteriore passaggio nel percorso di riconoscimento dei diritti dei militari esposti.

La consulenza medico-legale disposta dal Tribunale ha stabilito che la malattia è riconducibile all’attività lavorativa svolta dal militare, evidenziando come amianto e fumo di sigaretta siano entrambi agenti cancerogeni certi e come la loro compresenza produca un effetto sinergico. La presenza di una pregressa patologia amianto-correlata, le placche pleuriche, ha ulteriormente rafforzato il nesso tra esposizione professionale e malattia.

Secondo l’ONA e l’avv. Ezio Bonanni, il Tribunale avrebbe applicato una riduzione del risarcimento per il concorso del fumo di sigaretta. Una scelta per la quale ONA ha annunciato appello, richiamando orientamenti giurisprudenziali e scientifici secondo cui, nei casi di esposizione professionale ad amianto, il fumo non interrompe il nesso causale ma agisce come concausa sinergica.

L’ONA sottolinea da anni come la prevenzione primaria, l’informazione sui rischi e la sorveglianza sanitaria siano strumenti essenziali per evitare che tragedie simili si ripetano.

Il messaggio dell’avv. Ezio Bonanni

“Il Natale deve essere anche un momento di memoria e di impegno civile”, dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
“Le decisioni giudiziarie che riconoscono il legame tra esposizione professionale e malattia ci ricorda che l’amianto è una realtà terribile con cui molte famiglie continuano a fare i conti.”

Bonanni aggiunge:
“l nostro augurio è che il nuovo anno porti un’accelerazione concreta delle bonifiche, una maggiore attenzione alla prevenzione e una tutela sempre più effettiva per chi ha servito lo Stato e per tutti i lavoratori esposti. La salute non può essere sacrificata, né dimenticata con il passare del tempo.”

Auguri di Natale nel segno della responsabilità

Nel rivolgere i suoi auguri, l’ONA rinnova la vicinanza a tutte le vittime dell’amianto, ai loro familiari e a chi continua a lottare per il riconoscimento dei propri diritti. Un Natale che guarda alla solidarietà, ma anche alla necessità di azioni concrete.

L’auspicio è che il nuovo anno rafforzi la cultura della prevenzione, della legalità e della giustizia sociale, affinché tragedie evitabili non si ripetano mai più.

Avvocato Ezio Bonanni
Avvocato Ezio Bonanni