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Sassuolo, amianto eliminato. Circolo messo in sicurezza

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Finalmente una buona notizia che arriva da Sassuolo. Dopo una lunga attesa, le lastre in amianto che ricoprivano il tetto del Circolo Cinofilo Sassonese sono state rimosse, smaltite e sostituite con una nuova copertura. La copertura ora è formata da pannelli di lamiera coibentata. Finalmente, il Circolo è stato riaperto agli associati che possono tornare a frequentare il circolo in sicurezza.


Sassuolo: la giunta comunale stanzia 15mila euro per l’intervento

L’intervento che ha coinvolto il comune di Sassuolo ha portato alla messa in sicurezza di un luogo frequentato dalla comunità. Un intervento del costo di 15 mila euro sono stati stanziati dalla giunta comunale che ha portato alla completa sostituzione delle lastre in cemento amianto. La superficie da mettere in sicurezza era di 140 metri quadrati. Le lastre che ricoprivano il tetto erano malridotte, a causa del deterioramento dovuto all’età e dagli eventi atmosferici. Proprio per questo, rappresentavano un serio rischio per la salute.

Le parole del sindaco di Sassuolo

“Un’operazione che non solo va a vantaggio degli associati, che ormai da anni attendevano l’intervento più che mai urgente, ma anche e soprattutto dell’ambiente – afferma il sindaco di Sassuolo, Gian Francesco Menani, alla testata sassuoloooggi.it –. Abbiamo eliminato, in tutta sicurezza concordando naturalmente lo smaltimento con le autorità competenti, un’altra copertura in cemento amianto, più che mai di moda negli anni ’70 e ’80 ma, al tempo stesso, inquinante e a rischio cancerogeno”.

Perchè è importante bonificare

La bonifica per rimuovere l’amianto è fondamentale per risolvere in modo definitivo, l’eliminazione dei materiali in amianto. Bonificare un sito contaminato vuol dire rimuovere e smaltire tutto questo materiale, da tetti ma anche superfici che lo contengono. Il rischio è quello del deterioramento delle parti, così come accaduto a Sassuolo, che comporta il disperdersi nell’aria delle fibre killer, invisibili e prive di odore. Una volta inalate possono provocare gravi processi infiammatori ed evolversi in patologie asbesto correlate.

Rischio esposizione amianto come contattare l’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto da sempre si schiera dalla parte delle vittime di amianto, mettendosi a disposizione per offrire loro una consulenza gratuita. Per contattare l’Associazione ed avere informazioni sulla rimozione, sui propri diritti e doveri, è possibile chiamare il numero verde 800 034 294. L’ONA, inoltre, assiste anche i lavoratori e i cittadini che a causa dell’esposizione all’amianto hanno contratto qualche patologia, come mesotelioma e altre malattie causate dall’esposizione anche ad altri cancerogeni.

Amianto in Italia: dati INAIL confermano alto rischio

amianto e patologie asbesto correlate: INAIL
amianto e patologie asbesto correlate: INAIL

Che l’amianto rappresenti ancora un grave problema, non è una novità. La triste conferma arriva dai dati relativi al quinquennio 2018-2022, presentati dall’INAIL. Il documento, dal titolo “Le malattie asbesto correlate – Analisi statistica – 2023” mette in luce la situazione del nostro paese, attraverso un’analisi statistica sulle patologie correlate all’asbesto. Lo scopo è quello di sensibilizzare persone, enti e istituzioni sulla pericolosità dell’amianto e sull’importanza di una rapida e immediata bonifica. Punti che l’Osservatorio Nazionale Amianto, e il suo presidente, l’Avvocato Ezio Bonanni, portano avanti da molti anni.


Patologie asbesto correlate. I dati INAIL

I nuovi dati resi noti dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, si soffermano sulle patologie asbesto correlate, relative all’esposizione durante lo svolgimento del proprio lavoro, riconosciute dall’INAIL e relative al quinquennio 2018-2022. Si legge “ogni anno mediamente i lavoratori che si vedono riconosciuta dall’INAIL l’origine lavorativa alla patologia contratta sono 18.831, di questi mediamente il 3% (587) è deceduto a causa della malattia. Inoltre i lavoratori affetti da malattia “con riconoscimento di malattia professionale nel triennio più consolidato 2018-2020 sono annualmente in media 19.906, la quota di decessi sale al 4% (733 casi)”.

Le patologie da amianto più diffuse

Il “Tumore maligno di tessuto mesoteliale e dei tessuti molli“, fino al 2020, è stato classificato al primo posto tra le patologie asbesto correlate. Con un’insorgenza di circa 550 casi l’anno. A seguire, “Altre malattie della pleura” con circa 500 casi l’anno, le “Malattie polmonari da agenti esterni” con 270 casi l’anno. I “Tumori maligni dell’apparato respiratorio e degli organi intratoracici” con circa 230 riconoscimenti l’anno. Inoltre, molto spesso si tende a pensare che le patologie correlate all’esposizione da amianto siano esclusivamente un problema dell’universo maschile, ma non è così. Per il genere femminile il “Tumore maligno di tessuto mesoteliale e dei tessuti molli” con il 72% dei riconoscimenti, rappresenta la malattia asbesto correlata più diffusa.

Importante è bonificare

Entrare a contatto con l’amianto vuol dire mettere a rischio la propria salute. Le polveri di amianto, invisibili e prive di odore, oltre a disperdersi nell’aria, possono anche essere ingerite o depositarsi sui vestiti ed essere respirate dalle persone intorno. Le fibre killer una volta inalate raggiungono gi alveoli e possono provocare malattie mortali. L’unico modo per evitare qualsiasi rischio è bonificare tutti i siti contaminati, andando a eliminare e smaltire ogni traccia di questo materiale.

L’ONA contro l’amianto

L’ONA mette a disposizione dei cittadini la possibilità di segnalare la presenza di amianto. Così da poter realizzare una mappatura delle zone contaminate e procedere poi alla messa in sicurezza delle zone. L’Osservatorio Nazionale Amianto, oltre a mettere a disposizione un’apposita APP per la segnalazione dei siti contaminati, ha inserito anche una mappa interattiva. Dove trovare regione per regione l’elenco delle segnalazioni amianto Italia effettuate dai nostri lettori.

Storia dell’uso dell’amianto

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La storia dell'amianto

L’amianto, o asbesto, è un minerale ampiamente utilizzato nell’antichità, messo al bando con la Legge 257 del 1992. Una legge che ne vieta utilizzo, produzione e commercializzazione proprio a causa della sua pericolosità che ha causato gravi problema alla salute umana e ambientale. Problemi che continua a causare tutt’ora. Non a caso, l’OMS ha calcolato oltre 100 mila morti l’anno nel mondo, causate dall’amianto.


Storia dell’amianto e dei suoi utilizzi

Le proprietà, origini e uso dell’amianto sono note sin dall’antichità. Da quando, secondo alcune credenze popolari, possedeva peculiarità magiche, al ritrovamento di alcune mummie egizie avvolte in teli contenenti amianto, proprio per evitarne il deterioramento. Utilizzato anche in alcuni farmaci, come ingrediente nelle preparazioni, così come racconta il medico naturalista Boezio, questo materiale è stato ampiamente utilizzato e, ancora adesso, l’intero pianeta e i suoi abitanti ne stanno pagando le conseguenze.

Ma, l’asbesto, per le sue proprietà che lo caratterizzano, lo ritroviamo fino alla messa al bando definitiva, impiegato in diversi settori, dall’edilizia all’industria navale: tettoie, tubazioni, materiali isolanti, accessori per automobili, pareti e tanto altro. L’unica soluzione è la bonifica, ma sembra ancora molto lontana, a causa dei problemi di smaltimento.

L’uso dell’amianto come materiale edile

L’uso dell’amianto è stato dovuto a una serie di peculiarità: dalla facilità di produzione, ai costi di produzione bassi, alla sua capacità di resistenza al calore. Grazie anche alla sua capacità di legarsi facilmente con materiali da costruzione, come calce, gesso e cemento, e con alcuni polimeri (gomma, PVC), si è diffuso molto velocemente. L’Eternit, un composto di cemento e amianto, il cui nome deriva dal latino, eternità, è stato brevettato nel 1901 da Ludwig Hatschek. Nel 1912 un ingegnere italiano costruisce per primo una macchina per la produzione di tubi in cemento‐amianto. Il più grande stabilimento di produzione dell’Eternit in Italia è stato attivo fino al 1986 a Casale Monferrato. Una fabbrica che dava lavoro a migliaia di persone ma che ha generato gravissime conseguenze dovute all’esposizione alla polvere di amianto coinvolgendo oltre 3.000 morti su 37.000 abitanti.

Conseguenze dell’amianto sulla salute umana

Le conseguenze negative dell’uso dell’amianto sono iniziati a sorgere dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ma solo nei primi anni ‘90, iniziò ad essere gradualmente vietato, anche se ad oggi sono solo 67 i Paesi in tutto il mondo ad aver aderito a questo divieto. L’Italia, il paese tra i maggiori produttori al mondo, fu il primo a vietarne l’uso. Ma, la preoccupazione, legata all’esposizione e all’insorgere di patologie asbesto correlate, aumenta proprio dai gravi impatti sulla salute umana e ambientale che ne derivano. Ricordiamo che le fibre killer sono invisibili e prive di odore, pertanto è impossibile riconoscere il contatto, e i primi sintomi possono presentarsi anche a distanza di cinquant’anni dall’ultima esposizione.

Regolamentazioni amianto in Italia

Come già anticipato, l’Italia è stata tra i primi paesi in Europa a vietarne uso, produzione e commercializzazione. Grazie alla Legge 257 del 27 marzo 1992 “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”, alla quale si è susseguita una serie di altre norme volte a regolamentare questo materiale. Una legge che però non implica anche l’obbligo della bonifica. Sarà per questo che ancora oggi nel nostro Paese sono presenti circa 30 milioni di tonnellate di amianto non ancora smaltite. Un numero che spaventa.

Mondo finanziario e amianto: Intervista a Gianluca Manzo

Soldi - futuro
Soldi

Esplorando il complesso mondo finanziario, il ruolo del consulente finanziario emerge come una figura chiave per coloro che cercano non solo la gestione del patrimonio, ma anche una guida esperta nella pianificazione finanziaria. Chi sono realmente questi “custodi della prosperità economica” e perché dovremmo considerare i loro servizi?

In questa intervista, scopriremo come tale figura possa diventare un faro. Ci focalizzeremo sugli aspetti risarcitori, nell’ottica successoria, per la tutela del passaggio generazionale E ancora, sull’ottimizzazione fiscale, inclusi consigli cruciali per la gestione risarcitoria delle vittime di amianto ed eredi.

Finanza: chi è Gianluca Manzo e di cosa si occupa nello specifico

Mondo finanziarioDopo aver conseguito due lauree con il massimo dei voti in Italia, un Master di secondo livello (sempre in Italia), e a seguito di studi effettuati a Londra, mi sono iscritto all’Albo unico dei Consulenti Finanziari e dei Consulenti Assicurativi.

Sono diventato pertanto un consulente finanziario e patrimoniale professionista, che si occupa a 360° di finanza, assicurazione, fiscalità e consulenza bancaria, focalizzato soprattutto nell’ottica successoria, per la tutela del passaggio generazionale delle persone fisiche, degli imprenditori e delle aziende.

Mondo finanza: intervista a Gianluca Manzo

Consulenti finanziari: focus sulla professione

Come opera Gianluca Manzo in qualità di consulente finanziario e assicurativo, patrimoniale. Perché è meglio affidarsi a un professionista come lei, anziché rivolgersi alle tradizionali banche?

Un consulente finanziario è più di un professionista esperto: è il custode e la guida della sicurezza finanziaria, soggetto a rigidi controlli e adempimenti legali.

Liscrizione all’Albo è già una garanzia di eccellenza, che assicura non solo competenza, ma anche un impegno costante nel mantenere gli standard più elevati.

Eun imprenditore che svolge un vero e proprio servizio olistico” sulla persona fisica nel cointeresse reciproco. Non vuole e non può sbagliare, perché solo lavorando bene con una famiglia, la stessa lo consiglierà a terze persone. Vive sulla soddisfazione del cliente. Ha i suoi stessi interessi di crescita. Non mira a vendere un prodotto finanziario, ma all’ascolto reale delle esigenze e degli obiettivi futuri, in modo da costruire sartorialmente” un cammino ad hoc.

La sua è insomma una gestione trasversale del patrimonio. Andando oltre l’approccio settoriale, il consulente abbraccia la gestione completa del patrimonio. Dagli investimenti alle assicurazioni, dalle proprietà immobiliari ai piani pensionistici, la visione è globale e integrata.

Consulenti o banche? Un mondo da scoprire

Le distinzioni tra un consulente finanziario e una banca tradizionale sono evidenti e significative. La personalizzazione, l’indipendenza, la libera professione e l’esperienza sono solo alcune delle ragioni per cui sempre più individui si affidano a consulenti finanziari, anziché a operatori di banche tradizionali.

Nelle banche, dal dipendente al direttore non si ha la stessa attenzione verso il cliente, in quanto questi ultimi sono visti come un numero e non come persone.

Un consiglio alle vittime di amianto e familiari

Nell’ottica della pianificazione successoria e relativa ottimizzazione fiscale, quale consiglio potrebbe dare alle vittime di amianto (e ai loro familiari), per una sana gestione dei risparmi?

In vista di un risarcimento cospicuo, è importante mettere la liquidità in un contenitore di protezione” che garantisca una gestione virtuosa dei propri risparmi. In questo senso, la pianificazione successoria è fondamentale. Essa consiste nel programmare anticipatamente il passaggio ereditario con strumenti diversi dal testamento. In tal modo, garantisce che le decisioni finanziarie siano ottimizzate, a livello fiscale, nel pieno rispetto delle leggi vigenti.

Prepararsi per il futuro significa anche pianificare la successione.

Il consulente assiste il cliente nell’elaborazione di strategie atte a ridurre l’impatto fiscale. Gestisce altresì le intenzioni del medesimo, per il bene degli eredi.

Non è mai saggio depositare sul conto corrente cifre eccessive in quanto, oltre ad essere aggredibili da eventuali patrimoniali (basti pensare a ciò che accadde durante il Governo Amato nel 1992), rimangono totalmente infruttifere. In aggiunta, sono soggette al depauperamento causato dall’inflazione e dalle imposte statali.

Contenitori di protezione: un mondo di possibilità

Lei ha parlato di contenitori. Quali possono essere i più adatti in vista di una successione?

Sicuramente le polizze vita, avendo una veste assicurativa, possono essere una delle soluzioni più valide, almeno nella maggioranza dei casi.

Parliamo di contratti in cui si obbliga (entro una certa scadenza) la compagnia a pagare un capitale o una rendita al beneficiario designato.

Non pagando limposta di successione, questo strumento, non solo è in grado di tutelare il patrimonio, ma presenta altresì notevoli vantaggi fiscali.

A tal riguardo, lart. 1920 c.c. Comma 3 stabilisce che «Per effetto della designazione il terzo quindi acquista un diritto proprio ai vantaggi dell’assicurazione».

L’importanza dell’educazione finanziaria

Nel vasto mondo della finanza, un buon consulente può essere definito un “educatore finanziario”?

Assolutamente sì! Migliorare la consapevolezza finanziaria è una parte integrante del servizio e consente di prendere decisioni più informate e consapevoli. In banca questo non avviene. Come detto, non c’è un interesse reale verso il cliente e non si crea un rapporto fiduciario o di lunga durata.

Di contro, la mia categoria professionale mira a creare una forte connessione empatica con il cliente. La fiducia è fondamentale. La sinergia tra un consulente finanziario e il cliente va oltre le transazioni finanziarie: si basa su valori condivisi e sull’impegno a costruire un futuro finanziario sicuro.

Un aggettivo per descrivere al meglio la professione

Come definirebbe la sua professione, volendo dare un titolo alternativo? Un “opinion leader”, un “medico del mondo del risparmio”?

Nobile”, in quanto mi consente di essere utile alle persone. Nel mio servizio, cerco di tutelare al massimo i miei clienti e ovviamente i loro risparmi. E’ un sacrificio al quadrato”.

Tornando al discorso delle banche, un tempo ci si affidava al direttore, che magari era un amico. Oggi le cose sono cambiate. I direttori sono soggetti a trasferimenti, cambiano filiali e non c’è più quella continuità con un referente di fiducia. I clienti finiscono dunque per sentirsi disorientati. Non ricevono risposte esaurienti. Non hanno percezione di come venga gestito il loro denaro. Io cerco di condividere le esigenze e i medesimi obiettivi di crescita con il cliente, seguendolo passo dopo passo e diventando per lo stesso un alleato, oltre che una figura professionale certificata su cui appoggiarsi.

Del resto, un consulente, essendo in possesso di conoscenze trasversali relative ai depositari del conto e loro familiari, diventa appunto una guida, una figura cui fare riferimento con piena fiducia.

Rivarolo Canavese, cittadini segnalano discarica abusiva in area verde

Piemonte, bonifica, rivarolo
Rosignano

Un’altra discarica a cielo aperto in Italia. Questa volta siamo a Rivarolo Canavese, in Piemonte. Una regione, anch’essa, segnata dalla presenza dell’amianto. Un’indagine ha rilevato 66.000 edifici con coperture di asbesto. Si stima che, ogni anno, nella regione, emergano 250 nuove diagnosi di mesotelioma. Anche i cittadini sono stanchi e, come in questo caso, sono stati proprio loro a segnalare tramite social la presenza di rifiuti pericolosi in Canton Baudini, a Rivarolo.


Amianto a Rivarolo: scoperta una discarica abusiva

Come riportato su lasentinella.gelocal.it, sono stati proprio i cittadini Torinesi, attraverso segnalazioni sui social a far emergere la presenza di rifiuti, pericolosi e non, lungo via Canton Baudini, a Rivarolo. Una vera e propria discarica abusiva scoperta proprio in una zona dove già in precedenza erano stati effettuati sopralluoghi ed era risultata pulita. Così come lo stesso sindaco, Alberto Rostagno, aveva confermato. A seguito della segnalazione, agenti della polizia locale e carabinieri si sono diretti sul luogo e hanno confermato quanto segnalato dai cittadini.

“Siamo rimasti sorpresi nell’apprendere che nessun provvedimento era stato preso successivamente a quanto da noi segnalato: qualcuno ha scambiato i terreni della nostra località per una succursale della Teknoservice scaricandoci i rifiuti”, hanno fatto sapere i residenti dell’area.

Multa salata a Rivarolo per i proprietari dell’area

I proprietari dei terreni e i conduttori dell’area incriminata – si legge nell’articolo – dovranno pagare una multa molto salata. In quanto “obbligati alla rimozione dei rifiuti e al conferimento differenziato in centri autorizzati. Provvedendo alla trasmissione al Comune della prova giuridico e fiscale dell’avvenuto conferimento. Al ripristino della salubrità dell’area interessata e dello stato dei luoghi”. Anche perché, come specificato nell’ordinanza, “l’intera area versa in condizioni di elevata precarietà ambientale, anche in ragione del peggioramento delle condizioni attuali e constata la necessità di provvedere in tempi stretti alle operazioni di rimozione e smaltimento o recupero di tutti i rifiuti, al fine di ripristinare lo stato dei luoghi e le condizioni di sicurezza sanitaria ed ambientale dell’area”.

L’importanza della bonifica e delle segnalazioni

L’unico modo per eliminare concretamente e definitivamente i problemi all’uomo, agli animali e all’ambiente, causati dall’amianto è la bonifica. Ma, come avvenuto in questo caso, è anche importante segnalare la presenza di amianto, così da realizzare una mappatura. Infatti, con la mappatura è possibile individuare i siti contaminati e evitare l’esposizione. La prevenzione primaria annulla il rischio. Si tutela, così, la salute umana e ambientale.

Le proposte dell’Osservatorio Nazionale Amianto 

L’ONA, e il suo presidente l’Avvocato Ezio Bonanni, da anni è al fianco di tutti coloro che sono/erano esposti ad amianto, mettendo a disposizione una consulenza gratuita e garantendo assistenza legale e medica. Per contattare l’Associazione, è possibile chiamare il numero verde 800 034 294 oppure compilare il modulo per richiedere assistenza. L’ONA assiste i lavoratori e i cittadini malati di mesotelioma e di altre malattie causate dall’esposizione a cancerogeni. Difende anche le vittime del dovere che hanno contratto il mesotelioma e altre malattie nell’esercizio delle loro funzioni, appartenenti alle Forze Armate e al Comparto Sicurezza.