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Legge amianto: ancora inapplicata

Rimozione Amianto
Rimozione Amianto

Lo stallo pesa sulle spalle dei cittadini

L’On.le Fabrizio Santori, Consigliere Regionale del Lazio, già a suo tempo si fece promotore di una proposta regionale di legge amianto che recepiva le indicazioni tecnico-scientifiche ed operative dell’Osservatorio Nazionale Amianto circa il percorso di terapie e cure per i lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto e tale proposta di  legge non è stata mai portata all’attenzione dell’Assemblea.

Lo ha ribadito Fabrizio Santori nel corso della presentazione del II Rapporto Mesotelioma dell’ONA presso la Sala del Carroccio, al Campidoglio, lo scorso 03.07.2017, quando anche il sole di questa torrida estate era impallidito alla macabra contabilità del numero dei decessi per patologie asbesto correlate, di cui circa 1.000 per i soli mesoteliomi nella Regione Lazio.

“Che cosa fa la politica, cosa fanno le istituzioni? Ben poco”, risponde a se stesso l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto Infatti, le sue affermazioni non sono peregrine ove si consideri che la recente legge regionale voluta dalla maggioranza prevede per le vittime dell’amianto uno stanziamento ben misero di 100mila euro, peraltro non ancora spesi, e un percorso terapeutico preventivo, obbligatorio per legge anche in seguito all’art. 1, commi da 140 a 148 della Legge Regionale 17/2016, che non è ancora attuato. La legge è ancora inapplicata.

Le richieste dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Oggi, 5 luglio 2017, l’Osservatorio Nazionale Amianto è ancora in trincea e chiede al presidente della Regione, On.le Nicola Zingaretti, le ragioni per le quali a tutt’oggi tutte le leggi regionali e in particolare le norme di cui all’art. 1, commi da 140 a 148, Legge Regionale 17/2016 siano rimaste inattuate.

La richiesta di applicazione della legge e di interventi urgenti è quindi portata all’attenzione della massima autorità politico-istituzionale della Regione Lazio e naturalmente di tutte le rappresentanze istituzionali con l’auspicio che si possa giungere a degli interventi non solo di prevenzione primaria (bonifica), ma anche di prevenzione secondaria, attraverso la diagnosi precoce, terapia e cura delle patologie asbesto correlate, ora resa impossibile dal fatto che le ASL non rendono operative le norme, che rimangono perciò stesse scritte solo sulla carta, mentre i cittadini si ammalano e muoiono.

“Quante persone debbono ancora morire? Perché le leggi relative alle vittime dell’amianto rimangono sulla carta? Per quale motivo il presidente della Regione, On.le Zingaretti, ancora non interviene? È lecito tutto ciò? Cosa ne pensa il Capo dello Stato, che è sempre molto attento alla Costituzione? Io penso che ci dobbiamo rivolgere a Papa Francesco per chiedere che almeno per la tutela della salute ci sia maggiore attenzione da parte della classe politica” dichiara il Sig. Antonio Dal Cin, del coordinamento Nazionale ONA, malato di asbestosi e altre gravi patologie asbesto correlate.

Tutti i cittadini possono accedere ai servizi ONA attraverso l’ambulatorio oncologico presso l’Unità Operativa in Roma (Uoc di Oncologia dell’Ospedale San Giovanni Addolorata): “percorso clinico diagnostico” per pazienti con sospetta malattia oncologica professionale, cui si può accedere secondo le indicazioni contenute nel sito istituzionale dell’ONA al link: https://osservatorioamianto.com/assistenza-medica/ambulatorio-oncologico-ona-onlus/

I dati della strage da amianto nel Lazio

Nel Lazio sono stati censiti fino al 2011 n. 811 casi di mesotelioma: un numero altissimo se si considera l’istituzione del registro da pochi anni, e che poi debbono essere aggiunte tutte le altre patologie asbesto-correlate (tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari).

I numeri della strage nella provincia di Latina:

Circa 100 casi di mesotelioma per esposizione al materiale dal 2001 al 2015. 19 i casi di mesotelioma accertati a Latina, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio). 13 i casi di mesotelioma accertati a Gaeta, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio). 12 i casi di mesotelioma accertati ad Aprilia, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio). 8 i casi di mesotelioma accertati a Sezze, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio). 7 i casi di mesotelioma accertati a Formia, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).

On.le Fabrizio Santori, Consigliere Regionale del Lazio

Il Consigliere Regionale del Lazio, On.le Fabrizio Santori, ha rivolto una comunicazione formale per richiedere aggiornamenti sullo stato di applicazione delle norme sulla tutela dei cittadini esposti all’amianto contenute nella Legge di Stabilità regionale 2017 della Regione Lazio.

Tale Legge (L.R. 17/2016) prevede politiche di sostegno per l’assistenza dei cittadini esposti all’amianto. Prevede, inoltre, la promozione di un programma, attraverso le ASL competenti, di sorveglianza sanitaria, garantendo prestazioni diagnostiche e specialistiche gratuite con il riconoscimento dei benefici previdenziali e assicurativi attraverso lo stanziamento, per il 2017, della somma di 100.000€. Questa Legge prevede anche l’istituzione di uno “Sportello Amianto” nei territori con maggiore incidenza di mesoteliomi, con l’obiettivo di fornire informazioni sulla legislazione e sui diritti garantiti a lavoratori e cittadini esposti all’amianto.

A 6 mesi dall’approvazione della Legge di Stabilità regionale 2017 (L.R. 17/2016) è già possibile effettuare una verifica sullo stato di attuazione di questi provvedimenti anche considerata l’urgenza di dare assistenza ai cittadini colpiti da questa grave patologia e alle famiglie che devono affrontare questa situazione difficile.

Il Consigliere Regionale sostiene l’iniziativa dell’Osservatorio Nazionale Amianto perché la Legge Regionale non resti inapplicata e trovi attuazione e pertanto chiede al Presidente della Giunta della Regione Lazio, On.le Nicola Zingaretti, di conoscere lo stato di attuazione delle norme contenute nella Legge di Stabilità regionale 2017 relative all’assistenza ai cittadini esposti all’amianto, di sapere se sia stato avviato o meno il programma di sorveglianza sanitaria dei cittadini esposti all’amianto e siano stati effettivamente attivati gli sportelli amianto nelle Asl e se siano già state attivate tutte le procedure per far accedere i cittadini colpiti da mesotelioma ai programmi previdenziali e assicurativi.

Nota tecnica, informativa ed esplicativa di assistenza medica e legale dell’Associazione:

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste, rappresenta e difende i lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto, e i loro familiari.

Per maggiori informazioni, e per poter chiedere assistenza tecnica, medica e legale puoi accedere al sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto al link https://osservatorioamianto.jimdo.com/.

Potrai così acquisire tutte le informazioni e i riferimenti delle sedi territoriali, e ti potrai rivolgere direttamente alla presidenza nazionale, anche per richiedere assistenza medica e legale, anche per permettere ai lavoratori esposti ad amianto di accedere al prepensionamento con l’accredito dei benefici contributivi ex art. 13, comma 7 e comma 8, della Legge 257/92 (per poter accedere a questo diritto è sufficiente consultare la relativa sezione del sito dell’Associazione al link  https://osservatorioamianto.com/assistenza-legale/modalit%C3%A0-per-ottenere-i-benefici-contributivi-amianto-comma-7-e-comma-8-art-13-l-257-92-17/).

Contatti per ricevere assistenza medica e legale

Per poter chiedere l’assistenza medica e legale è sufficiente inoltrare una richiesta all’indirizzo e-mail:

osservatorioamianto@gmail.com

Per maggiori informazioni, sul diritto al risarcimento dei danni e per un parere legale, il Presidente dell’Associazione, l’Avv. Ezio Bonanni, può essere contattato inoltrando una richiesta all’indirizzo e-mail:

avveziobonanni@gmail.com

L’Avvocato Ezio Bonanni, Presidente ONA,  vi risponderà e vi fornirà del tutto gratuitamente tutte le informazioni richieste.

Il Presidente, Avv. Ezio Bonanni,  può essere contattato anche telefonicamente al n. 0773/663593 e fornirà ogni ulteriore chiarimento si rendesse necessario.

Amianto chiesa Siracusa: richiesta la chiusura

Amianto chiesa Siracusa

Pericolo amianto in Sicilia

Amianto chiesa Siracusa. Amianto nella chiesa di San Paolo Apostolo, in Ortigia. Secondo quanto riportato dalle testate siciliane è stata disposta la chiusura, almeno finché non si provvederà alla rimozione delle lastre in amianto presenti in uno stabile limitrofo.

Una misura precauzionale e fortemente voluta dal parroco, don Rosario Lo Bello, per protestare anche contro le istituzioni, a cui nonostante sia stata più volte segnalata questa situazione continuano a rimanere in silenzio. “Durante le piogge l’acqua cola direttamente nei tetti dell’oratorio e dei saloni parrocchiali”.

Risulta che circa un mese fa gli stessi vigili urbani, in seguito ad una perizia, hanno dichiarato in un verbale che il tetto andava rimosso. Tuttavia l’amianto frantumato è ancora lì. Un vero e proprio pericolo per la salute delle persone che frequentano la parrocchia.

Sicilia: tra le più colpite dall’utilizzo di amianto

La Sicilia è una delle Regioni maggiormente colpite dall’utilizzo dell’amianto. Il minerale è presente nel sistema produttivo che negli edifici pubblici e nelle abitazioni private.

In particolare, il triangolo industriale di Augusta-Priolo, Ragusa e Gela e le zone industriali della Valle del Mela (Messina) e di Palermo si caratterizzano per la poderosa utilizzazione di amianto allo stato friabile e compatto nelle numerose applicazioni (circa 3.000) che ne hanno esaltato le capacità tecniche di resistenza, fonoassorbenza, isolante, antincendio, etc..

L’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni in Sicilia

Sono anni ormai che l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, con la collaborazione del Sig. Calogero Vicario e di tutti gli altri sostenitori  (più di 2000 iscritti nell’isola) chiedono la tutela dell’ambiente e della salute del rischio amianto.

Lo ha gridato forte e chiaro invocando l’aiuto di Dio anche Don Palmiro Prisutto, arciprete della Chiesa di Augusta (amianto chiesa Siracusa) e guida spirituale delle vittime dell’amianto e dell’ONA, il quale ha dichiarato:

Battaglia da condurre insieme con l’ONA. E’ grave – aggiungeva il battagliero sacerdote – che ci sia la consapevolezza da parte delle istituzioni sulle morti causate da amianto ed inquinamento. Priolo, Melilli, Augusta e Siracusa, ma si perpetui in silenzio che è sinonimo di incapacità di intervento e vigliaccheria in un territorio trasformato in una delle pattumiere d’Italia”.

La Sicilia, terra di storia, di cultura e di bellezza, è stata flagellata dall’amianto. Minerale che continua a mietere vittime, come denunciato dall’Osservatorio Nazionale Amianto fin dall’autunno del 2008.

Grazie all’impegno del Parlamentare Nazionale Regionale Dott. On.le Pippo Gianni (componente Comitato Tecnico Scientifico ONA), del Presidente Avv. Ezio Bonanni, e del Sig. Calogero Vicario (Coordinatore Regionale ONA), l’assemblea regionale siciliana si è dotata di uno strumento legislativo all’avanguardia: la legge regionale 10 del 29.04.2014.

Questa legge all’art. 8 stabiliva anche la creazione di un centro regionale per la terapia e cura presso l’Ospedale Muscatello di Augusta. Inoltre, veniva costituito un cronoprogramma che, se rispettato, avrebbe permesso di salvare molte vite umane.

Dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni e di Calogero Vicario

Di amianto si continua, e purtroppo, si continuerà a morire per i prossimi 130 anni. Si consideri che, anche con le più rosee aspettative, le bonifiche non finiranno prima di 85 anni. Ecco perché occorre bonificare al più presto i 40.000.000 di tonnellate contenenti amianto. Disseminate nell’intero nostro territorio nazionale, e in particolare, in Sicilia, per via della mancata attuazione della legge ‘Gianni’.

Questa splendida regione, nel tempo degli antichi romani granaio d’Italia, ora carnaio d’Italia, per via della strage di lavoratori e cittadini di alcune delle città sicule, in particolare quelle del c.d. triangolo della morte ‘Gela, Ragusa e Siracusa/Augusta’ ed è per tale ragione che non dimentico la terra di Sicilia, troppo spesso considerata, ancora oggi, una colonia come lo era nell’antica Roma. Questo stato di cose è inaccettabile e chiediamo che lo Stato centrale valorizzi le autonomie locali e le Regioni a Statuto Speciale, non dimenticando neanche le altre, dalla Sardegna a quelle del Nord Italia”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Interviene anche il Coordinatore di ONA Sicilia, Sig. Calogero Vicario: “La Regione Sicilia è cieca, sorda e muta, quando si fa la conta dei morti per amianto. Queste vittime e i loro familiari, quelli che sopravvivono, rimangono pure privi di lavoro. È inaccettabile questa discriminazione ai danni della Sicilia, e in particolare, per i lavoratori di Priolo Gargallo e del siracusano”.

I numeri della strage in Sicilia

La Sicilia ha pagato un altissimo tributo in termini di vite umane in quanto l’ONA ha censito 947 mesoteliomi, per il periodo che va dal 2000 al 2011, per una media che nell’ultimo periodo sfiora i 100 casi per ogni anno.

Poiché il mesotelioma è il “tumore sentinella” e poiché i decessi per tumore polmonare sono almeno il doppio – quindi 200 decessi solo per tale patologia –  si stima che questa macabra contabilità porti già a 300 vite umane spezzate. Si aggiungono, inoltre, tutti gli ulteriori decessi causati dalle altre patologie asbesto correlate. Tra le tante, il tumore alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e ovaio. Per non parlare delle patologie infiammatorie, come l’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici. Infine le complicazioni cardio-vascolari (art. 145 DPR 1124 del 1965, modificato con l’art.4 della Legge n.780 del 1975).

ONA: più di 600 decessi per patologie asbesto correlate

Il ReNaM, per quanto riguarda i mesoteliomi, stabilisce che la Sicilia ha un’incidenza del 5,3% su base nazionale. I dati aggiornati sono consultabili nel VII Rapporto Mesoteliomi.

Si tratta di dati sottostimati, in quanto in molti casi i cittadini siciliani debbono emigrare in Nord Italia per poter ottenere la diagnosi e per veri e proprio viaggi della speranza, per cui molti casi non vengono censiti.

Per ulteriori fonti:

  • Registro Mesoteliomi 1998 – 2014 – decessi certi n. 1286 (pag. 5);
  • Registro mesoteliomi 1998 – 2009 – decessi certi n. 850 (pag 4) + 436. Dai dati spicca tra tutte Siracusa

Amianto a Taranto: i numeri della strage

Amianto Taranto
Amianto Taranto

Un’attenzione particolare è stata rivolta al rischio amianto a Taranto. L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, durante la presentazione a Roma della conferenza stampa, dal titolo “Italia: la Repubblica dell’Amianto”, ha riservato uno spazio particolare alla realtà di Taranto.

Un’indagine epidemiologica effettuata dall’Osservatorio Nazionale Amianto ha fatto emergere che a Taranto c’è un 400% in più di casi di cancro tra i lavoratori impiegati nelle fonderie Ilva

Per il personale impiegatizio, esposto solo in via indiretta, invece, è stata riscontrata un’incidenza di cancro superiore del 50%.

Se si paragona chi lavora come impiegato nell’Ilva di Taranto alla popolazione di Taranto, l’indice di mortalità è comunque superiore al resto della popolazione della città e a sua volta l’indice sulla popolazione di Taranto è comunque superiore a quello di ogni altra città.

Andrebbero fatte indagini epidemiologiche di coorte e un’indagine per valutare il tasso di mortalità”, dichiara il Presidente dell’ONA.

Per quanto riguarda la sola città di Taranto, purtroppo anche le attività della Marina Militare hanno dato il loro funesto contributo.

Infatti, la spesa sanitaria per curare i cittadini e lavoratori dalle patologie provocate dalle esposizioni e dall’inquinamento dell’Ilva di Taranto è pari a circa 4.000.000.000 di euro, a cui si aggiungono le altre spese.

L’amianto non è stato quindi un business

L’ONA si prepara quindi ad un nuovo ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Più di 3milioni sono stati i lavoratori esposti all’amianto nel corso dei decenni.  Ma ancora oggi ci sono centinaia di migliaia di cittadini esposti e quindi il rischio di contrarre patologie asbesto-correlate non può dirsi circoscritto.

Le quantità di amianto sono pari a circa 40milioni di tonnellate, di cui 34milioni a matrice compatta e circa 6milioni in matrice friabile. Inoltre vi sono circa 50mila siti e 1milione di micrositi, con continua riduzione allo stato pulverulento ed inalazione che si aggiunge all’ingestione provocata dalla presenza di amianto nell’acqua potabile per effetto dell’utilizzo di tubature con amianto, ovvero in cemento amianto.

I numeri relativi ai dati sull’amianto, questo big killer silenzioso e devastante, che miete vittime in tutta Italia sono devastanti; si stimano, infatti, circa 6.000 decessi l’anno correlati a patologie asbesto correlate. Decessi che potevano essere largamente evitati se le istituzioni avessero impedito in maniera tempestiva l’utilizzo dell’amianto.

L’emergenza, dunque, non è soltanto sanitaria e giudiziaria, ma è anche sociale ed economica, perché tali patologie sono molto invalidanti, e determinano una necessità di assistenza, terapie e cure, e perché morti cruente, come quelle che provoca l’amianto e che sconvolgono intere famiglie anche dopo il decesso, e spesso, intere comunità.

Amianto a Taranto: nota tecnica di assistenza medico-legale

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste, rappresenta e difende i lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto, e i loro familiari.

Per maggiori informazioni, e per poter chiedere assistenza tecnica, medica e legale puoi accedere al sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Potrai così acquisire tutte le informazioni e i riferimenti delle sedi territoriali, e ti potrai rivolgere direttamente alla presidenza nazionale, anche per richiedere assistenza medica e legale, anche per permettere ai lavoratori esposti ad amianto di accedere al prepensionamento con l’accredito dei benefici contributivi ex art. 13, comma 7 e comma 8, della Legge 257/92 (per poter accedere a questo diritto è sufficiente consultare la relativa sezione del sito dell’Associazione).

Per poter chiedere l’assistenza medica e legale è sufficiente inoltrare una richiesta all’indirizzo e-mail:

osservatorioamianto@gmail.com

Per maggiori informazioni, sul diritto al risarcimento dei danni e per un parere legale, il Presidente dell’Associazione, l’Avv. Ezio Bonanni, può essere contattato inoltrando una richiesta all’indirizzo e-mail:

avveziobonanni@gmail.com

L’Avvocato Ezio Bonanni, Presidente ONA,  vi risponderà e vi fornirà del tutto gratuitamente tutte le informazioni richieste.

Il Presidente, Avv. Ezio Bonanni,  può essere contattato anche telefonicamente al n. 0773/663593 e fornirà ogni ulteriore chiarimento si rendesse necessario.

Repubblica dell’amianto, presentato II Rapporto Mesoteliomi

II rapporto mesoteliomi
Amianto

I nuovi dati epidemiologici dell’Osservatorio Nazionale Amianto sono stati diffusi dall’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA attraverso la pubblicazione del II rapporto mesoteliomi.

La pubblicazione diffusa poi nel corso della conferenza stampa “Italia: la Repubblica dell’Amianto”.

Sulla pagina Facebook Osservatorio Nazionale Amianto TV è possibile rivedere la conferenza ed ascoltare le interviste all’Avv. Ezio Bonanni.

“Di amianto si continua, e purtroppo, si continuerà a morire per i prossimi 130 anni, considerando che, anche con le più rosee aspettative, le bonifiche non finiranno prima di 85 anni.

Ecco perché occorre bonificare al più presto i 40.000.000 di tonnellate contenenti amianto che sono disseminate nell’intero nostro territorio nazionale”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Presentazione del II rapporto mesoteliomi

I nuovi dati shock raccolti nel II rapporto mesoteliomi, confermano che questo killer provoca ogni anno non meno di 6000 morti l’anno.

Decessi per mesotelioma, cancro ai polmoni, alla faringe, alla laringe, allo stomaco, al fegato, all’esofago, al colon, al retto e alle ovaie.

Per non parlare dell’asbestosi con le sue complicazioni cardiocircolatorie, e questo per fermarci alle sole malattie per le quali c’è totale unanimità scientifica.

Come è noto. anche le scuole sono imbottite di amianto. Sono 2400 gli istituti contaminati in Italia. 

Ecco perché creare i Dipartimenti ONA, attraverso i quali forniamo assistenza medica e legale, naturalmente in piena sussidiarietà con le strutture pubbliche.

Le proposte avanzate dall’ONA per la bonifica

LOsservatorio Nazionale Amianto propone di attuare le seguenti soluzioni per arginare la strage di patologie asbesto correlate.

Necessità di mappatura e bonifica amianto,  attuando così la prevenzione primaria per evitare ogni forma di ulteriore esposizione. La prevenzione primaria si configura come unico strumento efficace.

In secondo piano, ma non per importanza, la ricerca scientifica e sorveglianza sanitaria, ovvero, la prevenzione secondaria, utile per ottenere la diagnosi precoce e le cure migliori.

Infine, la prevenzione terziaria attraverso l’assistenza ai cittadini, ai lavoratori malati e ai loro familiari, oltre al risarcimento dei danni e alla punizione dei colpevoli.

I dati raccolti dall’Osservatorio Nazionale Amianto

Dal II rapporto mesoteliomi si evince un trend del numero dei nuovi casi di mesotelioma si presenta in Italia in costante aumento, e ciò lo sarà anche per gli anni successivi.

L’ONA aveva già a suo tempo censito 20629 casi per il periodo 1993-2011 (tenendo presenti anche i dati del V Rapporto Mesoteliomi), poi occorre tener conto dei casi successivi.

L’associazione ha riscontrato un continuo aumento di segnalazioni di casi di mesotelioma e di altre patologie asbesto-correlate, raccolte poi anche nel II rapporto mesoteliomi.

L’associazione ha istituto il Dipartimento Ricerca e Cura del Mesotelioma e la piattaforma digitale Ona Repac: Registro delle Patologie Asbesto Correlate, attraverso i quali sono state raccolte tutte le segnalazioni dei nuovi casi di mesotelioma.

Nel portale Ona Repac: Registro delle Patologie Asbesto Correlate risulta consultabile la mappa interattiva, nella quale risultano centinaia di nuovi casi solo negli ultimi 30 giorni.

ONA Repac: la piattaforma di ricerca

L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto, grazie alle segnalazioni ricevute e all’incrocio di tutti i dati (compresi quelli del II rapporto mesoteliomi), ha formulato una stima di 3700 mesoteliomi per il periodo dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2016.

Negli uomini i 40% dei casi si è manifestato tra i 65 ed i 74 anni, mentre invece il 40% dei casi femminili concentra la manifestazione del mesotelioma nella fascia di età compresa fra i 75 ed gli 84 anni.

Ciò perché si presume che le esposizioni femminili siano state di minore intensità e quindi con maggiori tempi di latenza.

Mesotelioma: cancro asbesto correlato

Il mesotelioma presuppone sempre l’esposizione ad amianto, salvo rari casi. È una patologia di origine professionale per il 90% dei casi per gli uomini e in circa il 50% per le donne.

Per il resto l’esposizione è ignota e tuttavia non è da escludere che ci siano dei settori nei quali le esposizioni di amianto, nonostante non siano conosciute, si siano comunque verificate.

I dati elaborati dall’Ona nel II rapporto mesoteliomi, permettono la ripartizione dei casi di mesotelioma nei diversi comparti, tra i quali spiccano quello edile per il 15,2%.

Mesotelioma nell’industria metalmeccanica

Quello dell’industria metalmeccanica, più dell’8,3%, quello dell’industria tessile, per più del 7%, mentre quello della cantieristica navale per circa il 7%.

Questi ultimi settori con un limitato numero di lavoratori, ad eccezione del settore edile e della metalmeccanica.

Rischio mesotelioma nel comparto difesa

Il comparto Difesa, con più di 620 casi, censiti al 2012, rappresenta il 4,1% del totale dei mesoteliomi insorti in seguito alle esposizioni professionali.

Esposizione da amianto anche nelle scuole

Preoccupa anche il numero dei casi di mesotelioma registrati nel settore della scuola. Sarebbero 63, gli addetti ai lavori ammalati fino al 2011, con il censimento di almeno altri 20 nuovi casi fino al 2016, per un totale che si stima superiore agli 80 casi.

Così, nel settore dei rotabili ferroviari, fino al 2011 sono stati censiti 505 casi solo di mesotelioma e negli anni a seguire si stima che i nuovi casi per i successivi 5 anni, siano saliti a 650.

Per calcolare l’impatto dell’esposizione all’amianto sulla popolazione, è opportuno però tenere conto anche delle altre patologie riconducibili all’asbesto.

II rapporto mesoteliomi: dati sulle altre neoplasie

In primis i decessi per tumore al polmone, non sono inferiori a 3500 l’anno. A questi devono essere sommati i tumori della laringe, delle alte vie aeree, i tumori del tratto gastrointestinale, e quelli dell’ovaio, e altri rispetto ai quali vi sono ancora pochi studi, come i tumori biliari e ai reni.

Poi vi sono poi le patologie fibrotiche come le placche pleuriche e gli ispessimenti pleurici e asbestosi, e le complicazioni cardiache e cardiocircolatorie.

Nuovi approcci terapeutici mesotelioma

Non ci sono dubbi che negli ultimi anni nuovi approcci terapeutici sono stati presi in considerazione per il trattamento del mesotelioma.

Tra i fattori che influenzano l’efficacia dei nuovi agenti terapeutici e rendono questo tumore così unico e letale è l’esistenza di un complesso ed alterato microambiente.

La “miglior” attuale opzione terapeutica permette di allungare la sopravvivenza di solo 2.7 mesi. Essa si basa su uno studio pubblicato dal nostro gruppo ben 16 anni fa.

Quindi, dovremmo soffermarci a riflettere sul perché non sono ancora stati raggiunti significativi passi avanti dal punti di vista terapeutico.

Risultati importanti della ricerca scientifica

Sulla base della nostra esperienza di ricerca è molto più accurato basarsi sullo studio della biologia del tumore.

Proseguendo soffermandosi sullo studio della genetica, dei processi cellulari e delle funzioni che rendono peculiari questo tumore in organismi modello, in linee cellulari prelevate dal paziente o utilizzando sistemi cellulari in 3D, favorendo il nostro impatto clinico.

Inoltre, utilizzare come obiettivo primario surrogati come la sopravvivenza libera da progressione di malattia non rispecchia il reale effetto clinico di nessun tipo di farmaco oncologico.

Il nostro scopo dovrebbe essere quello di estendere la sopravvivenza globale di più di tre mesi per il trattamento del mesotelioma.

Questo è particolarmente vero per i recenti studi sull’immunoterapia che ha mostrato un fallimento.

Questo nonostante il primario end point fosse la sopravvivenza globale ma soltanto un limitato numero di pazienti hanno potuto realmente beneficiare della terapia basata sull’utilizzo di inibitori del checkpoint immunitario.

Approccio genetico alla malattia del mesotelioma

L’approccio genetico per trattare il mesotelioma è attualmente in discussione. È svalutato poiché è considerato controverso dovuto al basso numero di mutazioni presenti nel mesotelioma.

Noi crediamo che soltanto un più integrato ed equilibrato approccio permetterà di andare avanti e raggiungere significativi risultati clinici.

Questo obiettivo dovrebbe essere raggiunto tramite un coinvolgimento multidisciplinare di campi di studio come genetica, biochimica, ed immunologia.

Una migliore compressione di come lo stroma potrebbe influenzare la risposta alla terapia ha recentemente acquistato importanza. Offrendo così  nuovi bersagli terapeutici.

L’effetto del microambiente e della riprogrammazione metabolica offre uno scenario unico con potenziali e significative implicazioni terapeutiche per il mesotelioma.

MicroRNA: potenziali bersagli terapeutici

Altri potenziali bersagli terapeutici sono i microRNA, piccole molecole di RNA non codificante dotate di una funzione regolativa, alterata in vari tumori, compreso nel mesotelioma.

Un nuovo studio clinico effettuato in collaborazione con ricercatori dell’università di Sydney ha permesso di portare in clinica un nuovo promettente approccio terapeutico basato sui microRNA.

Perciò sulla base di questi recenti studi, evidenze scientifiche stanno offrendo aspettative nuove ed inattese fino ad un anno fa.

Questi incoraggianti piccoli passi sono stati effettuati senza il coinvolgimento di case farmaceutiche ma grazie alla rete di collaborazioni che stanno permettendo di trovare punti deboli di questo incurabile tumore.

Primo bilancio di Ona: Guardia Nazionale Amianto

Parallelamente prosegue l’attività del Dipartimento bonifica e decontaminazione dei siti ambientali e lavorativi.

Uno strumento che contribuisce alla mappatura avviata dalla Guardia Nazionale Amianto. Iniziativa svolta al fine di richiedere la  bonifica dei siti contaminati e la collaborazione delle istituzioni locali nello spirito di sussidiarietà proprio dell’Associazione.

In un anno e mezzo di attività le segnalazioni pervenute al portale sono 852, di cui 619 in forma anonima e 233 mediante registrazione nominale.

Informazioni generali della morte da amianto in Italia

Solo in Italia sono più di 6.000 coloro che perdono la vita ogni anno, per malattie amianto correlate, cui si aggiungono decine di migliaia di nuovi malati.

L’emergenza, dunque, non è soltanto sanitaria e giudiziaria, ma è anche sociale ed economica.

Questo perché tali patologie sono molto invalidanti e determinano una necessità di assistenza, terapie e cure.

Ma provoca anche morti cruente, come quelle che provoca l’amianto e che sconvolgono intere famiglie anche dopo il decesso, e spesso, intere comunità, come per il caso della città di Priolo Gargallo, Taranto ed altre.

Infatti, l’utilizzo scriteriato di materiali di amianto, in assenza di misure di prevenzione e protezione, determina la malattia e la morte di intere coorti di lavoratori.

È sufficiente fare un raffronto sull’indice di mortalità del reparto fonderia dell’ILVA di Taranto, con il personale impiegatizio, esposto solo in via indiretta, per dimostrare che c’è un’incidenza di cancro, superiore del 50%, e del 400% dei cancri di amianto in chi lavora in fonderia.

Se poi si paragona chi lavora come impiegato nell’ILVA di Taranto alla popolazione di Taranto, l’indice di mortalità è comunque superiore al resto della popolazione della città e a sua volta l’indice sulla popolazione di Taranto è comunque superiore a quello di ogni altra città.

Per quanto riguarda la sola città di Taranto, la spesa sanitaria per curare i cittadini e lavoratori dalle patologie provocate dalle esposizioni e dall’inquinamento dell’ILVA di Taranto è pari a circa 4.000.000.000 di euro. A queste si aggiungono le altre spese.

L’amianto non è stato quindi un business

Forse lo è stato solo per Stephan Ernest Schmidheiny e per coloro che hanno fatto parte della sua corte qui in Italia.

Più di 3milioni sono stati i lavoratori esposti all’amianto nel corso dei decenni. Ma ad oggi ci sono centinaia di migliaia di cittadini esposti e quindi il rischio di contrarre patologie asbesto-correlate non può dirsi circoscritto.

Le quantità di amianto e di materiali contenenti amianto sono pari a circa 40milioni di tonnellate. 

Di queste 34milioni a matrice compatta e circa 6milioni in matrice friabile, con circa 50mila siti e 1milione di micrositi.

Il tutto con continua riduzione allo stato pulverulento ed inalazione che si aggiunge all’ingestione provocata dalla presenza di amianto nell’acqua potabile per effetto dell’utilizzo di tubature con amianto, ovvero in cemento amianto.

Rilevazioni epidemiologiche, le malattie asbesto correlate

Le patologie asbesto-correlate sono lungo latenti.

Il mesotelioma può manifestarsi anche a distanza di 40-50 anni dalla prima esposizione alle polveri e fibre di amianto.

Poiché il periodo di più intenso utilizzo e di più elevata esposizione è quello dal 1960 al 1985, e tenendo conto dei tempi di latenza, il presumibile picco delle patologie asbesto-correlate, ed in particolare dei mesoteliomi, si verificherà tra il 2020 ed il 2030.

Tant’è vero che il trend dei mesoteliomi è in continuo aumento, con 1800 casi del 2015 e 1900 nel 2016.

Le importazioni italiane di amianto grezzo sono state sempre superiori a 50mila tonnellate/anno fino al 1991.  Successivamente ci sono stati casi di importazione anche nei tempi più recenti, come denunciato dall’ONA e come confermato anche dal Governo.

Le condizioni che generano la strage

Tutte condizioni che, nella totale assenza di validi strumenti di prevenzione primaria e di efficace prevenzione tecnica, hanno innescato una vera e propria epidemia di patologie asbesto-correlate.

Una strage che registra un trend in aumento dei casi di mesotelioma, che sono stati stimati in 1800 per il 2015 e 1900 per il 2016, peraltro in linea con le conclusioni di Aiom-Airtum.

Se si tiene conto che soltanto il 5% dei malati di mesotelioma sopravvive ai 5 anni, l’impatto per il solo mesotelioma è pari a 1800 decessi per il 2016.

Poiché i decessi per tumore polmonare da amianto sono almeno il doppio dei casi di mesotelioma, vi è un’ulteriore incidenza di circa 3500 decessi.

Naturalmente è una stima prudenziale a ribasso. Mentre  complessivamente sono 5300 decessi solo per queste due patologie e tenendo conto di tutte le altre, il conteggio finale di circa 6000 decessi l’anno.

Conferenza Stampa ONA Onlus “Italia: la Repubblica dell’amianto”

La Repubblica dell'amianto
La Repubblica dell'amianto

Presentazione ​Secondo Rapporto Mesoteliomi

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha il piacere di invitarLa alla conferenza stampa “Italia: la Repubblica dell’Amianto”. Iniziativa che si terrà lunedì 03.07.2017, alle ore 15:30, in Roma, presso la Sala del Carroccio, Piazza del Campidoglio.

L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto illustrerà le novità sulla cura del mesotelioma che derivano dalle ricerche e dall’impegno dei sanitari del Dipartimento Ricerca e Cura del mesotelioma.

Durante l’incontro Italia: La Repubblica dell’Amianto, verranno illustrati gli aggiornamenti sulla ricerca e cura del mesotelioma.

Inoltre  verrano presentate anche le nuove terapie per sconfiggere, o quantomeno migliorare la qualità e le aspettative di vita dei pazienti.

Molto atteso è anche il Secondo Rapporto Mesoteliomi dell’ONA. Pubblicazione che raccoglie tutte le segnalazioni pervenute all’associazione dai privati cittadini alle nostre piattaforme digitali, ONA Repac per i casi di patologie asbesto correlate e Amianto Guardie Nazionali per i luoghi con sospetta presenza di amianto: dati shock ed esclusivi.

Parteciperanno all’incontro del 3 luglio:

  • Avv. Ezio Bonanni, avvocato cassazionista, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto;
  • On.le Fabrizio Santori, Consigliere Regionale del Lazio;
  • On.le Francesco Figliomeni, Consigliere Comunale di Roma.

Modera l’incontro il giornalista Michele Ruschioni.

I dati dell’ONA confermati anche dal Rapporto ReNaM

I dati pubblicati dall’Osservatorio Nazionale Amianto, sono stati poi confermati anche dal VII Rapporto ReNaM. Occorre precisare però che i dati pubblicati nel VI Rapporto fanno riferimento alle segnalazioni di mesotelioma pervenute all’INAIL fino al 2015.