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venerdì, Agosto 21, 2026
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Ci mobilitiamo anche in Sardegna

Amianto
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L’ONA accendere i riflettori sul rischio amianto in Sardegna

L’associazione è operativa in questi territori già dal 2009 ed ha denunciato la desertificazione industriale di cui sono rimasti vittime questi lavoratori, l’assenza di efficace sorveglianza sanitaria, ed una certa volontà di non applicare le norme sul prepensionamento.

La Sardegna fu oggetto del tentativo di industrializzazione, con la realizzazione di vari stabilimenti, alcuni dei quali, per esempio, in centro Sardegna, presso Ottana (stabilimento ex Eni), ove l’ONA registra un alto numero di casi di patologie asbesto-correlate, così come a Nuoro e a Sassari, per passare a La Maddalena (Marina Militare).

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha denunciato lo stato di isolamento di cui sono rimasti vittime i lavoratori sardi, non solo per la fuga delle aziende di Stato (leggi stabilimento Ottana), ma anche di alcune multinazionali (come, per esempio, l’Alcoa che ha da tempo abbandonato la Sardegna – leggi stabilimento di Portovesme).

L’azione dell’ONA nella Regione Sardegna

L’Osservatorio Nazionale Amianto intensifica la sua attività in Sardegna. In particolare, per quanto riguarda le vecchie miniere di carbone, ove l’amianto era presente per la sua resistenza al fuoco e al calore e, a tutt’oggi, tale rischio permane nelle miniere ancora attive.

E’ la sorte toccata a Salvatore Puddu, lavoratore sardo, coordinatore ONA, che, purtroppo, è stato esposto ad amianto per oltre 24 anni e ora vive la tragica realtà di uno stato fibrotico, che potrebbe trasformarsi in qualcosa di più grave.

“Faccio parte di un gruppo di lavoratori ex esposti all’amianto e in qualità di rappresentante sindacale RSU della FEMCA-CISL sono anche il portavoce del gruppo. Nella mia stessa situazione ci sono anche altri 5 colleghi, Roberto Meloni, Antonello Cherchi, Giovanni Pala, Dante Steri, Antonio Usai, tutti lavoratori addetti al magazzino che per oltre 25 anni hanno lavorato a contatto con tutte le tipologie di  amianto. Ora siamo preoccupati per la nostra salute e per quella delle nostre famiglie. Chiediamo giustizia e una spiegazione del perché nonostante l’azienda ci abbia rilasciato una dichiarazione di esposizione, l’INAIL continui a rigettare le nostre domande. Anche la moglie di uno dei miei colleghi è deceduta per un tumore al polmone, una donna che è sempre stata bene, non escludiamo che la causa possa esser dipesa dalle fibre di amianto che noi riportiamo in casa”, dichiara Salvatore Puddu.

Nota tecnica, informativa ed esplicativa di assistenza medica e legale dell’Associazione:

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste, rappresenta e difende i lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto, e i loro familiari.

Potrai così acquisire tutte le informazioni e i riferimenti delle sedi territoriali, e ti potrai rivolgere direttamente alla presidenza nazionale, anche per richiedere assistenza medica e legale, anche per permettere ai lavoratori esposti ad amianto di accedere al prepensionamento con l’accredito dei benefici contributivi ex art. 13, comma 7 e comma 8, della Legge 257/92 (per poter accedere a questo diritto è sufficiente consultare la relativa sezione del sito dell’Associazione al link  https://osservatorioamianto.jimdo.com/assistenza-legale/modalit%C3%A0-per-ottenere-i-benefici-contributivi-amianto-comma-7-e-comma-8-art-13-l-257-92-17/).

Per poter chiedere l’assistenza medica e legale è sufficiente inoltrare una richiesta all’indirizzo e-mail:

osservatorioamianto@gmail.com

Per maggiori informazioni, sul diritto al risarcimento dei danni e per un parere legale, il Presidente dell’Associazione, l’Avv. Ezio Bonanni, può essere contattato inoltrando una richiesta all’indirizzo e-mail:

avveziobonanni@gmail.com

L’Avvocato Ezio Bonanni, Presidente ONA,  vi risponderà e vi fornirà del tutto gratuitamente tutte le informazioni richieste.

Il Presidente, Avv. Ezio Bonanni,  può essere contattato anche telefonicamente al numero verde gratuito 800 034 294 e fornirà ogni ulteriore chiarimento si rendesse necessario.

Da rifiuto amianto a risorsa

Amianto
Amianto

Come passare dal rifiuto amianto a risorsa? Intervista a Fabio Desilvestri, Amministratore Delegato di Microwaste e volontario ONA, che ci spiega come la Microwaste vuole trasformare l’amianto in materiale edile.

Rifiuto amianto, idea di Microwaste

Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto vuole segnalare questa iniziativa nel campo della bonifica dall’amianto, da parte della Microwaste S.r.l., società che sviluppa macchinari innovativi per il trattamento dei rifiuti. Si tratta di una start up di I3P, l’incubatore universitario italiano di Torino, attualmente in fase di sperimentazione industriale e non ancora commerciale, che si concentra sui rifiuti contenenti amianto trasformandoli in un materiale sicuro.

Il trattamento termico elimina completamente la cancerogenicità dell’amianto stesso, generando una materia prima secondaria, non nociva per l’uomo e per l’ambiente.

Tale tecnologia è strategica. Da un lato, il Parlamento europeo ha auspicato l’impiego di metodi alternativi alla discarica per la gestione dell’amianto. Dall’altro, all’attuale ritmo di rimozione, si prevedono almeno altri 80 anni per ottenere la completa rimozione di questo pericoloso rifiuto dai luoghi di vita e di lavoro.

Questa nuova realtà  nasce da un’idea di Fabio Desilvestri, 34enne, componente del Comitato Tecnico Scientifico ONA dal 2015, per risolvere il problema dei rifiuti contenenti amianto, in modo ecologico.

Rifiuto amianto: le parole dell’Avv. Ezio Bonanni

“Mi complimento con il giovane Fabio Desilvestri, molto attivo in ONA Piemonte, un territorio che costituisce l’epicentro del dramma dell’amianto. Ricordo che proprio a Casale Monferrato, e nelle città limitrofe, vi è la più alta incidenza di mesoteliomi, tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari.

Ritengo che soltanto con la bonifica si possa realmente realizzare la prevenzione primaria che è l’unico strumento per battere le patologie asbesto correlate ed è quindi eccellente il lavoro di Fabio, che noi sosteniamo, fermo restando che l’Associazione ha carattere non lucrativo.”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Rifiuto amianto: come funziona il metodo innovativo?

Il metodo converte i rifiuti contenenti amianto in un materiale sicuro mediante impianti mobili. Il processo di inertizzazione consiste nel riscaldamento ad alte temperature dell’amianto (1000-1500 °C), che ne modifica completamente la sua struttura chimica e lo rende innocuo per l’uomo e l’ambiente. Tale trattamento permette di eliminare completamente la cancerogenicità di questo materiale generando una materia prima secondaria, che, aggiunta al cemento, crea uno speciale composto da costruzione con proprietà simili al cemento pozzolanico.

Tra i riconoscimenti ottenuti:

  • Finalista, StartCup Piemonte Valle D’Aosta 2016
  • Menzione Speciale “Innovazione Sociale”, StartCup Piemonte Valle D’Aosta 2016
  • Azienda ospitata presso l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P)
  • Audizione presso la Commissione Ambiente del Senato (27/4/2017)
  • Partecipazione in qualità di relatore al Convegno “Sviluppo economico e piano industriale” presso la Sala della Protomoteca, Campidoglio, Roma (23/5/2017)
  • Azienda Selezionata per il Climate-KIC Accelerator Italy 2017, la più grande iniziativa europea sull’innovazione climatica
  • Partecipazione in qualità di relatore a “Research to Business 2017 – SMAU”, 12° Salone della Ricerca Industriale e delle Competenze per l’Innovazione

Rifiuto Amianto: come è nata quest’idea di Microwaste?

Conosco da tempo i problemi generati dall’amianto, sia per esperienza professionale che di volontariato con l’Osservatorio Nazionale Amianto. Sono entrato in contatto con il Prof. Ryszard Parosa, scienziato polacco, che aveva collaborato allo sviluppo di una tecnologia per il trattamento dell’amianto. Ho quindi proposto a lui e ai suoi soci di occuparmi dell’industrializzazione della tecnologia, da lì ne è nata rapidamente un’interessante collaborazione.

Rifiuto amianto: cos’ha di particolare questo impianto di Microwaste?

La particolarità del nostro impianto è la sua mobilità: può essere installato presso il cantiere di bonifica, favorendo quindi una filiera corta di smaltimento. La tecnologia è già stata testata all’estero e ne è stata verificata l’efficacia.

Qual è il vostro obiettivo?

Quello di dimostrare agli Enti italiani l’efficacia del trattamento sul campo, e non solo a parole, attraverso una specifica sperimentazione.

Da chi siete stati affiancati?

Il supporto principale lo abbiamo ricevuto da I3P, Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino; in particolar modo siamo stati supportati dall’Ing. Leo Italiano, Business Coach presso I3P. La fase di selezione per poter accedere all’Incubatore è stata impegnativa, ma ne è certamente valsa la pena. Altro valido affiancamento è stato ricevuto dal programma “Mentoring for International Growth” della Camera di Commercio di Torino: grazie al loro supporto stiamo lavorando attivamente alla nostra internazionalizzazione.

Che tipo di riscontro pensate di avere dal pubblico?

Abbiamo già avuto davvero un ottimo riscontro, anche perché il problema ambientale è sempre più nella coscienza dei cittadini, per fortuna.

Quale tipo di supporto credete sia opportuno per una startup?

Supporto istituzionale relativamente agli aspetti normativi. Può capitare infatti che un determinato progetto innovativo trovi ostacoli a causa di un “grigio” normativo su quella specifica materia, lasciando l’Imprenditore impotente.

Nota dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste, rappresenta e difende i lavoratori e cittadini esposti vittime dell’amianto, e i loro familiari. Per maggiori informazioni, e per poter chiedere assistenza tecnica, medica e legale puoi accedere al sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Potrai così acquisire tutte le informazioni e i riferimenti delle sedi territoriali, rivolgendoti direttamente alla presidenza nazionale a cui potrai richiedere assistenza medica e legale, grazie alla quale i lavoratori esposti ad amianto possono accedere al prepensionamento con l’accredito dei benefici contributivi ex art. 13, comma 7 e comma 8, della Legge 257/92.

Se vuoi maggiori informazioni o richiedere un parere legale sul diritto al risarcimento dei danni, chiama il numero verde.

Raffineria di Gela: attiva la tutela per i lavoratori

Raffineria di Gela
Raffineria di Gela

Accolte eccezioni sollevate dai difensori di venti imputati

Raffineria di Gela: Il giudice Marica Marino ha accolto le eccezioni sollevate dai difensori di venti imputati, tutti accusati di lesioni colpose a seguito delle patologie che, nel corso degli anni, hanno colpito diversi ex operai dell’indotto ENI

Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni

Fin dal 2009 ho insistito affinché ci fosse piena luce sull’utilizzo di amianto nel petrolchimico di Gela. Quindi, in qualità di Presidente Nazionale dell’ONA, ho promosso, attraverso la sede territoriale di Gela, coordinata dal Sig. Salvatore Granvillano, una verifica dei dati epidemiologici.  È risultata una più alta incidenza di patologie asbesto correlate tra coloro che hanno lavorato nel petrolchimico.

Ciò ha dato l’impulso alle istanze di giustizia. Come difensore di molte vittime e familiari debbo evidenziare come i lavoratori di Gela sono stati trattati come una donna sedotta e abbandonata. Infatti, non c’è stata una politica industriale e di sviluppo del territorio, nel quale sono rimasti solo i cancri causati dal benzene e dall’amianto.

Ci dispiace che l’On.le Crocetta non sia stato capace di rappresentare la tragedia di questo territorio che ha un tasso altissimo anche di nascite con malformazioni, in seno al Consiglio dei Ministri di cui fa parte in qualità di Presidente della Regione Sicilia. Avrebbe dovuto rappresentare le istanze di tutela dei cittadini di Gela come del resto della Sicilia. Gela fa parte del triangolo della morte“, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Ammesse le costituzioni di parte civile di 4 ex lavoratori

Sono state ammesse le costituzioni di parte civile di quattro ex lavoratori, a loro volta affetti da patologie collegabili alle pericolose sostanze presenti in fabbrica e alle emissioni generate dal ciclo produttivo della raffineria. Gran parte dell’indagine condotta dai pm della procura ruota intorno all’esposizione all’amianto in fabbrica e alla mancata adozione delle necessarie misure di precauzione.

La chiamata in giudizio della Raffineria di Gela

I legali degli operai, gli avvocati Davide Ancona ed Ezio Bonanni, hanno ribadito le ragioni dei loro assistiti, riuscendo anche ad ottenere la chiamata in giudizio, quale responsabile civile, della società Raffineria di Gela spa. Tra i legali delle parti offese, c’è anche l’avvocato Claudia Caizza.

A processo, ci sono Armando Grassi, Giancarlo Barbieri, Alfonso Valerio, Alessandro Colnaghi, Francesco Mauro, Salvatore Verniccio, Rocco Ardore, Antonio Catanzariti, Pasqualino Grandizio, Gregorio Mirone, Gincarlo Fastana, Giorgio Clarizia, Giuseppe Farina, Vito Milano, Salvatore Vitale, Giovanni Calatabiano, Giuseppe Genitori, Giorgio Daumiller e Arturo Borntragger. Sono ex vertici della fabbrica di contrada Piana del Signore. I difensori di tutti gli imputati hanno contestato le richieste dei legali di parte civile.

Nel pool di difesa, tra gli altri, ci sono gli avvocati Giacomo Ventura, Antonio Gagliano, Flavio Sinatra, Gualtiero Cataldo, Maria Elena Ventura e Piero Amara, Attilio Floresta e Piero Ciarcià.

Il Sig. Salvatore Granvillano è la personificazione del guerriero dell’ONA di Gela, guida la sede di Gela e fa parte del coordinamento regionale ONA.

La richiesta di assistenza medica e legale all’associazione

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste, rappresenta e difende i lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto, e i loro familiari. Per poter chiedere l’assistenza medica e legale è sufficiente inoltrare una richiesta all’indirizzo e-mail:

osservatorioamianto@gmail.com

Per maggiori informazioni, sul diritto al risarcimento dei danni e per un parere legale, il Presidente dell’Associazione, l’Avv. Ezio Bonanni, può essere contattato inoltrando una richiesta all’indirizzo e-mail:

avveziobonanni@gmail.com

“Muoio per amianto”, a parlare è ancora Gianfranco Giannoni

Gianfranco Giannoni
Gianfranco Giannoni

Lavoratore di Massa Carrara morto per mesotelioma

Continuano a cadere come foglie al vento i lavoratori di Massa, Carrara e della vicina La Spezia, che giorno dopo giorno sono colpiti dal mesotelioma, dal cancro polmonare e dalle altre patologie da amianto, come Giovanni Giannoni.

Per fortuna non sono tutti casi mortali”, dichiara la Sig.ra Antonella Franchi, Coordinatrice Nazionale ONA sempre in prima linea, “Ma certamente l’INAIL non potrà non considerare questi nuovi casi e riconoscere la rendita alle vittime e ai familiari, e cercheremo anche di verificare se ci sono responsabilità penali”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dellOsservatorio Nazionale Amianto.

Il caso di Gianfranco Giannoni

Intanto rimane sul tappeto anche il caso di Gianfranco Giannoni, ed è anche per questo che l’Osservatorio Nazionale Amianto ha sollecitato il Sindaco di Massa, che a suo tempo si fece promotore del tavolo interistituzionale, a chiedere una nuova sessione per la prosecuzione dei lavori del tavolo tecnico.

Particolarmente grave e delicata la condizione di Gianfranco Giannoni, che è affetto da asbestosi, anch’essa patologia mortale.

Questo lavoratore ha ottenuto dopo un’ odissea giudiziaria, il definitivo riconoscimento della sua asbestosi come malattia professionale.

Avrebbe diritto ad ottenere l’immediato pensionamento in base all’art. 1, comma 250, Legge 232/16, ma l’INPS rifiuta di dare applicazione a questa norma, perché sostiene che mancano ancora i decreti attuativi.

Il grido di dolore di Gianfranco Giannoni

Non ci sta Gianfranco Giannoni a vedersi ancora discriminato e ghettizzato.

Nonostante la patologia diagnosticata seguito a lavorare in un ambiente malsano, quando invece, al fine di azzerare il rischio, sarebbe opportuno stare lontano dalle polveri, soprattutto da quelle contenenti amianto e dai luoghi di lavoro nocivi.

Chiedo giustizia e pretendo che vengano rispettati i miei diritti, non solo per me, ma anche per tutti quei lavoratori che sono nella mia stessa condizione.

Mi rivolgo a tutte le istituzioni e ai loro autorevoli rappresentanti, affinché il mio appello non cada nel vuoto.

Nonostante l’entrata in vigore della Legge 232/16, comma 250, art. 1, non riesco ad andare in pensione perché tutt’oggi l’INPS non applica le leggi dello Stato, trincerandosi dietro il fatto che non è ancora in possesso dei decreti attuativi.

Un vero e proprio colpo basso”, è il grido di dolore del Gianfranco Giannoni.

La lotta ardua di Gianfranco Giannoni

Una battaglia lunga ed estenuante la sua, come se le sue gravi condizioni di salute non bastassero.

Malato di asbestosi, sono note le aspettative di vita per coloro che sono affetti da patologie asbesto correlate, e nonostante questo il Sig. Gianfranco è costretto anche ad andare a lavorare. 

L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, schierato al fianco della vittima continua a ribadire che “La legge è legge, è chiara e va applicata.

La situazione di Giannoni è molto delicata, perché ha dovuto sostenere una causa per avere i benefici amianto (condanna dell’INPS da parte del Tribunale).

Quando si è ammalato l’INAIL ha negato che fosse affetto da asbestosi e abbiamo dovuto vincere la causa con relativa sentenza di condanna e solo allora ha ottenuto parte dei suoi diritti.

Ora che deve andare in pensione, l’INPS dice che non c’è il decreto per attuare la legge, ma la legge è chiara e lui ha diritto ad andare in pensione.

Ricorreremo subito alla Magistratura, con una procedura d’urgenza. Intanto proseguono le attività dello sportello amianto e abbiamo chiesto al Sindaco di Massa la prosecuzione dei lavori del tavolo tecnico e sollecitato la collocazione in pensione del Sig. Gianfranco Giannoni, già affetto da asbestosi, riconosciuta con sentenza passata in giudicato”.

I casi di patologie asbesto correlate, sempre piu insistenti

La provincia di Massa Carrara ha fatto registrare tassi altissimi di patologie asbesto-correlate. Sono solo le ultime vittime di una guerra non dichiarata. Inoltre, l’ONA ha ribadito al Sindaco la necessità di fissare un nuovo incontro finalizzato a determinare: 

• i lavoratori che si sono dovuti rivolgere alla Magistratura a fronte del diniego del riconoscimento dei benefici amianto utili per il prepensionamento e il numero delle condanne dell’INPS in sede giudiziaria,

• quelli che hanno dovuto ricorrere giudiziariamente per mancato riconoscimento dell’origine professionale delle patologie asbesto correlate e il numero di condanne da parte della Magistratura a carico dell’INAIL,

• l’entità del fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate tra i lavoratori del comprensorio,

• le spese legali e gli altri oneri (spese di CTU, etc.) di INPS e INAIL per queste azioni giudiziarie, con la possibilità di valutare la trasmissione di tali atti alle competenti Autorità;

• per l’applicazione delle norme di cui all’art. 13, commi 7 e 8, Legge 257/92;

• in relazione al diritto delle vittime dell’amianto di percepire le rendite INAIL;

• veder applicate le norme di cui all’art. 1, comma 250, Legge 232/16.

I numeri della strage nella regione Toscana

I casi di mesotelioma in Toscana sono poco meno di 2.000, dal 1988 ad oggi (ne sono stati censiti 1.851 dall’ISPO)

Di questi, solo una piccola percentuale sopravvive ai 5 anni, e per ogni decesso per mesotelioma ce ne sono due per tumore polmonare.

Sono patologie asbesto correlate anche quelle fibrotiche (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici con le complicazioni cardiocircolatorie). Anche altre neoplasie (tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco, del colon retto e dell’esofago).

Il bilancio quindi, deve essere aggiornato ad almeno 8.000 decessi negli ultimi 20 anni.

Il V Rapporto ReNaM riporta 1.228 casi di mesotelioma fino al 2011.

Secondo i dati ufficiali della Regione risultano invece al 2017 n. 1.851 casi, ci sono 623 nuovi casi di mesotelioma per gli anni dal 2012 al 2016 e per i primi mesi del 2017.

Un trend pari a circa 120 casi l’anno.

Questo dato è oscillato, dai 69 casi del 2000 agli 82 del 2009 fino ai 93 del 2011, è quindi evidente l’emergenza.

La provincia di Massa Carrara ha fatto registrare 184 casi di mesotelioma, pari al 9,9%;

la provincia di Livorno ha fatto registrare 441 casi di mesotelioma, pari al 23,8% (4% della popolazione del territorio).

Dati aggiornati disponibili qui: VII Rapporto ReNaM.

Nota tecnica, informativa ed esplicativa dell’Associazione

L’ONA assiste, rappresenta e difende i lavoratori cittadini esposti e vittime dell’amianto, e i loro familiari.

Per maggiori informazioni, e per poter chiedere assistenza tecnica, medica e legale puoi accedere al sito istituzionale dell’ONA. 

Potrai così acquisire tutte le informazioni e i riferimenti delle sedi territoriali.

Rivolgendoti direttamente alla presidenza nazionale, per richiedere assistenza medica e legale, che permettere ai lavoratori esposti ad amianto di accedere al prepensionamento con l’accredito dei benefici contributivi ex art. 13, comma 7 e comma 8, della Legge 257/92.

Sicilia, numerose le vittime di vaccini e uranio impoverito

danni Vaccini

Non solo tutela delle vittime dell’amianto. “L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a tutelare tutte le vittime, anche quelle dei vaccini, in un momento in cui, invece, si vuole imporre, per legge, la vaccinazione, violando il principio di cui all’art. 32 della Costituzione” dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA.

L’Associazione ha già ottenuto una sentenza del Consiglio di Stato che afferma il principio ora ribadito dalla Corte di Giustizia, sempre riguardo i vaccini.

Questi principi sono stati da tempo sostenuti dall’Avv. Ezio Bonanni, in un una discussione innanzi il Consiglio di Stato, con tutta l’Avvocatura dello Stato schierata contro un militare L.M..

Il militare era originario di Palermo, era malato di cancro, ma gli continuavano a negare il risarcimento assumendo che non ci fosse la c.d. ‘evidenza scientifica’.

Non la pensava così l’Avv. Ezio Bonanni che dichiara forte e chiaro che questo stato di cose non può proseguire e che l’Avvocatura dello Stato deve ora attenersi ai principi di diritto dettati dalla Corte di Giustizia che è di rango superiore di tutte le Corti interne.

I positivi risultati dell’ONA

L’ONA proporrà, quindi, adesso, un ricorso alla Corte di Giustizia dell’UE per la condanna dell’Italia in quanto viola i principi e i diritti stabiliti dai trattati comunitari, oltre che naturalmente proseguire le azioni intraprese nel territorio nazionale (sono centinaia le vittime dei vaccini che l’ONA ha consigliato, assistito e che continuerà a sostenere).

L’Osservatorio Nazionale Amianto, infatti, ha sostenuto le istanze risarcitorie del Sig. L.M., sottoufficiale della Marina Militare, che in seguito ad un programma vaccinale ha contratto linfoma di Hodgkin, alla verde età di 28 anni.

Così il Consiglio di Stato, con sentenza n. 837/16 Reg. Prov. Coll. e n. 05544/2015 Reg. Ric., depositata il 29.02.2016, ha accantonato il c.d. obbligo della evidenza scientifica in ordine al nesso causale, e ha confermato che questi avesse diritto al risarcimento danni.

Infatti, il militare, in questo caso il palermitano L.M., è tutt’oggi in pericolo di vita, mentre prima della missione era sano come un pesce e non ci sono altre ragioni che giustifichino l’insorgere di tale patologia (questo giovane militare era stato esposto anche ad uranio impoverito, oltre che al programma vaccinale incauto).

Ora, le posizioni dell’ONA, sostenute dall’Avv. Ezio Bonanni, sono ora avallate dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e vincolanti (Corte di Giustizia U.E., sezione II, sentenza n. 21.06.2017, n. C-621/2015).

Le dichiarazioni dei membri dell’ONA

E’ una vittoria della giustizia e per la dignità delle vittime. Penso innanzitutto ai tanti militari che in Marina, in Aviazione e nell’Esercito sono stati sottoposti ad un programma vaccinale e poi si sono ritrovati con patologie gravissime, che hanno provocato centinaia di morti. Abbiamo sollecitato tutte le Autorità ad individuare i responsabili e a processarli penalmente, ma poi c’è anche il problema dei risarcimenti che non sempre vengono erogati. Penso a L.M. che a tutt’oggi non ha ottenuto il dovuto nonostante la sentenza del Consiglio di Stato. L’Associazione va avanti anche per quanto riguarda i danni da vaccino”, dichiara il Presidente dell’ONA, Avv. Ezio Bonanni.

Concordo con l’Avv. ​Ezio Bonanni. In Sicilia c’è una forte presenza militare, sia come marina che come esercito, sicuramente ci sarà stato un effetto molto incisivo per quanto riguarda le vaccinazioni”, dichiara il Sig. Calogero Vicario, Coordinatore Nazionale ONA Sicilia. 

L’ONA quindi chiederà al Capo dello Stato di compiere quanto è nei suoi poteri per il rispetto della Carta Costituzionale e dei vincoli europei per quanto riguarda il danno vaccinale, oltre che proporre ricorso alla Corte di Giustizia e u​n​​’​istanza affinché la Commissione proponga procedura di infrazione.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito un Dipartimento per assistere e tutelare le vittime dei vaccini, per maggiori informazioni consultare il sito istituzionale al link