Blitz Sicilia per protestare contro l’emergenza amianto. Contaminazione di interi territori e popolazioni. Picco di mesoteliomi. Legge Regionale inattuata. Strage di lavoratori per amianto e altri cancerogeni.
Tutto denunciato e provato dall’ONA. La città sicula ha il triste record dei casi di cancro da amianto. Il censimento è stato effettuato da don Palmiro Prisutto, arciprete della Chiesa Madre, che ha un elenco di più di 1000 decessi.
L’ONA da tempo chiede l’applicazione della Legge Regionale n.10 del 2014. Tutto tace però nell’isola, la gente continua a morire. La politica non fa nulla e allora i cittadini si organizzano ed entra in azione l’ONA: un blitz che è una sveglia.
L’ONA scende in campo presso l’Ospedale Muscatello di Agusta
“Promesse, promesse, promesse…Cosa facciamo per i cittadini della Sicilia? Non sarebbe il caso di dare loro la dignità di un ospedale per potersi curare una volta ammalati?
Non sarebbe il caso di far rispettare la Legge sui benefici amianto e liquidare le pensioni amianto? L’ONA non ci sta a continuare a sentire solo promesse, promesse e promesse”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
La nutrita delegazione dell’Osservatorio Nazionale Amianto, coordinamento Sicilia, si è presentata presso l’Ospedale Muscatello di Augusta chiedendo un colloquio al sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, l’On.le Davide Faraone.
Un blitz in piena regola quello dell’ONA: Calogero Vicario, Pippo Gianni, Tiziana Blanco e Carmen Perricone, rispettivamente Coordinatore, Portavoce e Corrispondente dell’ONA, hanno sollecitato l’On.le Faraone, perché la Legge Regionale n.10, ideata e predisposta dall’On.le Pippo Gianni, venga applicata.
È nelle corde e nelle possibilità di quest’uomo politico siciliano poter segnare un’inversione di rotta rispetto alle decisioni di Rosario Crocetta, anche lui potente uomo del PD Siciliano, le cui rotte sembrano essere molto diverse.
L’On.le Faraone, durante l’incontro di ieri, ha mostrato il suo volto umano, si è trattenuto con le vittime e ha avuto parole di incoraggiamento, promettendo un incontro al Ministero; gli è stato consegnato il II Rapporto mesoteliomi dell’ONA.
L’ONA sull’incontro con Faraone
L’Associazione fa trapelare un cauto ottimismo all’esito dell’incontro. In virtù della suddetta Legge Regionale, infatti, proprio l’ospedale Muscatello di Augusta sarebbe diventato polo di riferimento per la diagnosi precoce e la cura delle malattie legate all’asbesto, evitando agli ammalati pesanti e costosissime trasferte in altri ospedali fuori dalla Regione.
Ancora, l’applicazione della legge chiave in materia di amianto avrebbe significato, per il nostro territorio purtroppo devastato, il raggiungimento pieno della rimozione di tutto l’amianto presente in edifici pubblici e privati, con un efficiente e capillare controllo sull’azione svolta a livello dei singoli Comuni.
A Siracusa, ad esempio, si è provveduto ad approvare lo scorso anno un piano comunale dell’amianto, a tutt’oggi non reso esecutivo.
Risultato? L’amianto è tutto lì, negli edifici pubblici censiti nel piano, in altri non censiti ma noti urbe at orbe (vedi tristissima vicenda dell’asbesto presente all’ufficio elettorale), nei palazzi e nelle costruzioni dei privati, persino in una baracca con tetto in amianto, situata nel centro della città, che cade a pezzi ma che, ad oggi, non si riesce a rimuovere nonostante varie ordinanze e provvedimenti comunali di rimozione.
Che siano oggetto di controllo anche le istituzioni locali
Alle istituzioni locali, regionali e nazionali chiediamo controlli e sanzioni per i Comuni, come quello di Siracusa, non efficienti nell’applicazione della legge regionale, in palese violazione, tra l’altro, di svariate normative nazionali ed europee.
E mentre la politica inefficiente rallenta la corretta applicazione della legge, l’amianto killer guadagna terreno con sempre nuove morti e nuovi ammalati, uno strazio devastante per le famiglie. Un dolore che una prevenzione primaria e secondaria, valida e tempestiva, avrebbe quasi sicuramente potuto evitare.
Di fronte alla valanga dei nostri discorsi, il sottosegretario Faraone, alla presenza anche del sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, ha ascoltato e rassicurato circa un suo intervento tempestivo in materia.
Siamo positivi per natura per cui vogliamo credere alle sue parole. Ma non ci fermeremo che di fronte ai FATTI. A casa vogliamo portare risultati concreti e tangibili, per un impegno preso con noi stessi, in nome delle tante, tantissime vittime dell’amianto e di tutte quelle, tantissime, che vogliamo evitare.
L’Osservatorio Nazionale Amiantosollecita ancora una volta una maggiore attenzione per la sicurezza e la salubrità dell’ambiente. L’Associazione ha, infatti, chiesto al Sindaco di Latina di poter agire in sinergia, con l’utilizzo delle Guardie Ambientali ONA.
Possibile sinergia con l’amministrazione comunale di Latina?
L’Associazione ha già richiesto la possibilità di un’azione sinergica e nel caso in cui non fosse possibile portare avanti questa collaborazione si procederà ugualmente valorizzando l’operosità dei cittadini di Latina e la loro attenzione e desiderio di vivere in un ambiente più sano e più pulito.
Utilizzo della polizia municipale per presidiare il territorio, utilizzo dei volontari a sostegno delle guardie municipali, richiesta di finanziamenti regionali ed europei per bonificare e rilanciare il territorio, più lavoro ed ambiente per i nostri giovani.
“L’Osservatorio Nazionale Amianto chiederà un nuovo incontro al Sindaco di Latina al fine di rendere operativo il piano ONA per la tutela dell’ambiente e della salute. Il sindaco ha già dichiarato di condividere le finalità dell’associazione e siamo fiduciosi che a breve possa essere formalizzato il protocollo d’intesa”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto.
Il notiziario amianto avrà una corrispondente siciliana
“Con grande soddisfazione e senso di responsabilità, ACCETTO la nomina odierna a Corrispondente per la Sicilia per il Notiziario O.N.A. Osservatorio Nazionale Amianto.
Carmen Perricone, Corrispondente Sicilia ONA Notiziario Amianto
Il mio impegno quotidiano per la rimozione totale dell’amianto, causa di morti terribili in tutto il territorio regionale (e non solo) trova oggi una legittimazione importante e significativa ed alimenta il naturale senso di responsabilità verso il territorio siciliano, notoriamente devastato, e nei confronti di tutti i suoi abitanti, specialmente per le famiglie delle vittime dell’asbesto.
Ringrazio per la fiducia accordatami il Presidente, Avv. Ezio Bonanni ed il suo efficiente staff, di cui è noto l’impegno profuso, da anni, in una campagna di informazione a tutto campo, nonché in battaglie legali, molte delle quali con esiti positivi, che costituiscono precedenti importanti per rivolgersi con fiducia all’Osservatorio.
Non ultima, ringrazio Tiziana Blanco, figlia di Michelangelo Blanco, il dirigente comunale morto a causa di mesotelioma pleurico, nominata dall’O.N.A. Portavoce dell’Osservatorio in Sicilia.
Tiziana Blanco, Portavoce del Presidente ONA
contratto sul luogo di lavoro, non una cava o fabbrica, ma l’ufficio elettorale della nostra città, dove tutt’ora, nei controsoffitti dei corridoi, è presente l’amianto killer. Con estrema fiducia nella giustizia, gli eredi del dirigente Blanco hanno intrapreso una causa penale contro il Comune di Siracusa, con il sostegno pieno dell’Osservatorio Nazionale”, dichiara la Dott. ssa Carmen Perricone.
Dichiarazioni dell’Avv. Bonanni e del coordinatore ONA Sicilia
“Ringrazio la Dott.ssa Carmen Perricone e la Dott.ssa Tiziana Blanco per la loro disponibilità a collaborare con la presidenza nazionale, in relazione alla tragica situazione siciliana per quanto riguarda il problema amianto”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
“Un fermento positivo quello della presenza di nuove risorse sul territorio” – dichiara Calogero Vicario, Coordinatore ONA Sicilia, che possano prodigarsi nella lotta contro l’amianto, per raggiungere gli obiettivi della prevenzione primaria e secondaria. Questi obiettivi sono peraltro presenti nella legge regionale in materia, a distanza di tre anni, ancora largamente disapplicata”.
I numeri della strage in Sicilia
La Sicilia ha pagato un altissimo tributo in termini di vite umane in quanto l’ONA ha censito 947 mesoteliomi, per il periodo che va dal 2000 al 2011, per una media che nell’ultimo periodo sfiora i 100 casi per ogni anno.
Poiché il mesotelioma è il “tumore sentinella” e poiché i decessi per tumore polmonare sono almeno il doppio – quindi 200 decessi solo per tale patologia – si stima che questa macabra contabilità porti già a 300 vite umane spezzate a cui vanno ad aggiungersi tutti gli ulteriori decessi causati dalle altre patologie asbesto correlate come tumore alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e ovaio, per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari (art. 145 DPR 1124 del 1965, modificato con l’art.4 della Legge n.780 del 1975).
Per cui l’Osservatorio Nazionale Amianto calcola in più di 600 i decessi per patologie asbesto correlate alla sola Sicilia nel 2016.
Il ReNaM, per quanto riguarda i mesoteliomi, stabilisce che la Sicilia ha un’incidenza del 5,3% su base nazionale (dati aggiornati nel VII Rapporto Mesoteliomi).
Si tratta di dati sottostimati, in quanto in molti casi i cittadini siciliani debbono emigrare in Nord Italia per poter ottenere la diagnosi e per veri e proprio viaggi della speranza, per cui molti casi non vengono censiti.
Per ulteriori fonti:
– Registro Mesoteliomi 1998 – 2014 – decessi certi n. 1286 (pag. 5);
– Registro mesoteliomi 1998 – 2009 – decessi certi n. 850 (pag 4) + 436. Dai dati spicca tra tutte Siracusa
Reportage dalla Sicilia. La storia di Calogero Vicario, coordinatore ONA, come quella di circa 25 mila lavoratori di Priolo Gargallo e Siracusa contaminati da amianto, alcune migliaia come Calogero malati di amianto, altri che lo possono essere nei prossimi anni, e migliaia di morti.
Questo il bollettino di una guerra non dichiarata
Calogero Vicario – Sicilia
Ora l’impegno dell’ONA è affiancato anche da alcuni preti coraggio, come Don Palmiro Prisutto, arciprete della Chiesa madre di Augusta, e Don Rosario Lo Bello. Quest’ultimo per proteggere i fedeli ha deciso di chiudere la chiesa evitando così che esposizioni ad amianto provocate da una vicina tettoia in amianto che si sta sgretolando. Meglio pregare a casa ed evitare di inalare le fibre e quindi di ammalarsi di mesotelioma, cancro polmonare e altri cancri che provocano la morte senza via di scampo.
Si appella all’aiuto di Dio, Calogero Vicario. Prega per lui e per gli altri Don Palmiro Prisutto, guida spirituale dell’ONA. Un vero e proprio carnaio senza alcuna pietà.
Neanche la possibilità di un combattimento leale, come fu quello tra Achille ed Ettore, in cui il vincitore restituì il cadavere all’anziano padre Anchise, nel rispetto di quella pietas pur nel cruento scontro del poema.
«Assieme ad alcuni colleghi, qualche anno fa, mi sono sottoposto a dei controlli specifici: in tutti noi hanno trovato delle fibre nei bronchi, alcuni adesso stanno già lottando contro il male dei mali. Ma noi, purtroppo, siamo fuori dai benefici previdenziali per ridotta aspettativa di vita, decine di persone non ci arrivano alla pensione, perché muoiono prima».
E’ questa la storia del Sig. Calogero Vicario, lavoratore siciliano esposto all’amianto. Durante il periodo lavorativo all’interno di un’officina metalmeccanica presso il petrochimico Priolo-Augusta-Melilli. Detto anche il triangolo della morte. Tutto era in fibra di amianto, e nessuno, neanche chi era preposto alla vigilanza ed alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori, si era premurato di allertare lui e i suoi sventurati colleghi.
La Sicilia, terra di storia, di cultura e di bellezza, è flagellata dall’amianto che continua a mietere vittime.
Grazie all’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, fin dall’autunno del 2008, del Sig. Calogero Vicario (Coordinatore Regionale ONA) e del Parlamentare Nazionale Regionale Dott. On.le Pippo Gianni (componente Comitato Tecnico Scientifico ONA), l’assemblea regionale siciliana si è dotata di uno strumento legislativo all’avanguardia. La legge regionale 10 del 29.04.2014.
Questa legge all’art. 8 stabiliva anche la creazione di un centro regionale per la terapia e cura presso l’Ospedale Muscatello di Augusta, e veniva costituito un cronoprogramma che, se rispettato, avrebbe permesso di salvare molte vite umane. Lo ha gridato forte e chiaro invocando l’aiuto di Dio anche Don Palmiro Prisutto. Arciprete della Chiesa di Augusta e guida spirituale delle vittime dell’amianto e dell’ONA. Ha dichiarato: “Battaglia da condurre insieme con l’ONA. E’ grave – aggiungeva il battagliero sacerdote – che ci sia la consapevolezza da parte delle istituzioni sulle morti causate da amianto ed inquinamento tra Priolo, Melilli, Augusta e Siracusa, ma si perpetui in silenzio che è sinonimo di incapacità di intervento e vigliaccheria in un territorio trasformato in una delle pattumiere d’Italia”.
Testimonianza di Calogero Vicario
Ho lavorato come saldatore, insieme a centinaia di lavoratori, dal 1985 al 2011 alle dipendenze della Industrie Meccaniche Siciliane S.r.l. (ex Industrie Meccaniche Siciliane S.p.A.), Iniziativa Sicilia S.r.l., SI.TE.CO. – Sistemi Tecnologici Costruttivi S.p.A.).
Le officine delle Industrie Meccaniche Siciliane, ubicate in una posizione strategica, facevano parte del Gruppo Belleli di Mantova. Operavano presso il sito c/da Vallone del Feudo di Priolo Gargallo. Dove avveniva la prefabbricazione ed il montaggio dei manufatti delle varie commesse. Piattaforme petrolifere, tubazioni di Cromo 1e Cromo 5, Scambiatori di Calore, colonne di ferro e cromo placcate internamente di acciaio, dissalatori di acciaio; dissalatori di cupro nichel (per resistere allo corrosione).
Ho maneggiato l’amianto tutti i santi giorni durante l’orario di lavoro per evitare cricche di saldatura causate da un brusco raffreddamento.
Quando il manufatto si raffreddava fino a temperatura ambiente, le coperte di amianto venivano rimosse e utilizzate per avvolgere gli altri manufatti già saldati. Con elevata areo dispersione di fibre e polveri di amianto nell’ambiente lavorativo.
Infatti, l’ambiente lavorativo veniva avvolto da polvere con dispersione di fibre nell’aria che venivano facilmente inalate dal sottoscritto e dai miei colleghi, in quanto i nostri titolari avevano organizzato il luogo di lavoro senza prevedere aspiratori per le polveri e delle maschere protettive per gli operai.
Il racconto dell’ambiente lavorativo
Le temperature all’interno dello stabilimento erano molto elevate. In quanto i materiali venivano lavorati ad altissima temperatura. Ciò richiedeva l’utilizzo di indumenti e altri dispositivi individuali di protezione anticalore. Tra cui le tute ignifughe, ghette, grossi guantoni anticalore, cuscini anticalore, coperte, etc. tutto in amianto.
Gli stessi capannoni industriali, magazzini e quant’altro, disposti lungo tutto il perimetro presso cui si svolgeva l’attività di lavoro presentavano la copertura del tetto in Eternit contenenti fibre di amianto.
La presenza delle suddette coperture in Eternit sottoposte a vibrazioni e a naturale e continuata usura rilasciavano polveri e fibre di amianto. Causando dispersione delle fibre nell’ambiente di lavoro che si andavano ad aggiungere a quelle determinate dall’attività degli altri lavoratori con la conseguente forte esposizione dei lavoratori a questa sostanza cancerogena.
L’amianto, in forma friabile, era presente anche nei forni per l’essiccamento e per il mantenimento dei flussi di saldatura.
Ero esposto anche in modo indiretto anche per le attività di lavoro degli altri colleghi, così anche coloro che erano addetti alle pulizie, al molatore, al calandratore, al carpentiere e al montatore, a coloro che erano addetti ai controlli non distruttivi, al controllo visivo, agli addetti alla pressa, al forno, agli addetti ai trattamenti termici, etc..
Spesso i pezzi da lavorare, contaminati da questi materiali polverosi, erano puliti con il getto di aria compressa disperdendo la polvere nell’ambiente chiuso, rendendo l’aria irrespirabile.
La presenza di amianto nel luogo di lavoro
Si alzavano tali e tante fibre e polveri in amianto che gli indumenti cambiavano colore e assumevano quello delle polveri di amianto. A fine turno, inoltre, per mancanza di aria compressa o per altri motivi non c’era la possibilità di provvedere alla pulizia delle tute da lavoro. Gli indumenti li portavo a casa cosi pieni di polvere come erano. Senza rendermene conto portavo l’amianto nella mia macchina e a casa mia esponendo al contatto mia moglie che giornalmente provvedeva alla pulizia della tuta.
Noi lavoratori non siamo mai stati messi a conoscenza del rischio morbigeno cui eravamo esposti per la presenza di amianto e quindi pulivano le tute con aria compressa.
Inoltre, negli ambienti di lavoro del sito di Priolo Gargallo, c.da Vallone del Feudo, ove ho espletato attività di lavoro si è comunemente utilizzato amianto in una miriade di strumentazioni, in attività di uso quotidiano.
Nel 1999 Le Industrie Meccaniche Siciliane chiedono ed ottengono il concordato preventivo. Il sito rilevato in affitto dalla Iniziativa Sicilia (Gruppo Fantuzzi Reggiane – Reggio Emilia). Sempre nello stesso stabilimento, senza essere sottoposto ad alcun tipo di bonifica, si costruirono grù portuali fino al 2004.
Dal 2004 la struttura, non bonificata, rilevata in affitto dalla SI.TE.CO, per la costruzione di torri eoliche, fino al 14.06.2011, data in cui l’Azienda cessa l’attività, collocando tutto il personale in mobilità.
Sito Priolo Gargallo
Per tutti questi anni, circa 27, ho lavorato insieme a centinaia di lavoratori sempre nello stesso sito, nel quale non vi è mai stato nessun tipo di bonifica.
Ad oggi nella struttura, non si svolge più nessuna attività di lavoro. Versa nell’abbandono più assoluto, inoltre, la prolungata esposizione agli agenti atmosferici determina il rilascio di fibre nell’ambiente.
Nessuna mappatura nella Regione Sicilia
Le istituzioni della Regione Sicilia non hanno mai assunto nessuna iniziativa. Circa l’adempimento dell’obbligo di mappatura e specificazione in atti di indirizzo relativi ed indicanti il sito lavorativo di c/da Vallone del Feudo di Priolo Gargallo, come di altri siti. (Pur esistendo l’atto di indirizzo generale per la Sicilia, risalente già alla prima metà degli anni ’90 – 1994 – a distanza di due anni dalla Legge n°257/92). Ciò ha pregiudicato il riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione all’amianto fino al 2 ottobre del 2003 per i lavoratori pesantemente esposti all’amianto.
In data 16.11.2009, in seguito alla prescrizione del medico curante, sono sottoposto a visita specialistica in Medicina del lavoro presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese. Centro di Riferimento per le malattie professionali, UO Medicina del lavoro (direttore Prof. Pietro Sartorelli), e sono contestualmente ricoverato “per eseguire accertamenti diagnostici in merito a pregressa esposizione lavorativa ad asbesto”.
Realizzato un lavaggio broncoalveolare per esame multidiagnostico, citologico, colturale e mineralogico del BAL.
Il lavaggio broncoalveolare mette in evidenza la presenza di corpuscoli di asbesto pari a 0,3 per ml. Specificando che si tratta di fibre di crisotilo pari a 248 per ml.
In data 20.11.09, venivo dimissionato con “diagnosi di “bronchite cronica, pregressa esposizione lavorativa ad asbesto. Respiro malissimo ma cerco di fare tutto ciò che mi fa sentire come gli altri. Non lascerò che sia la malattia a vincere”…Questa è la mia storia!
Sottoufficiale vittima amianto riconosciuto Vittima del Dovere
Morì di cancro al polmone, tumore provocato dall’amianto, il sottufficiale della Marina Militare al quale è stato riconosciuto lo status di ‘Vittima del dovere’ in seguito alla richiesta dell’Avv. Ezio Bonanni e dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che hanno assistito i famigliari del deceduto per il procedimento penale Marina bis.
“Una carriera da marinaio al servizio dello Stato a bordo del naviglio militare e a terra nel Centro Missilistico della Marina Militare, nella base della Maddalena, imbarcato sulla nave Ardito e su altre unità navali della nostra flotta da guerra, presso il CRESAM e il CISAM, per scoprire, appena andato in pensione, di essere affetto da cancro al polmone, e deceduto dopo mesi di atroci sofferenze. Questa è la storia di F. V., ancora una volta una morte annunciata e al tempo stesso evitabile. Il cancro polmonare non è l’unica patologia che purtroppo sta falcidiando i militari, tra i quali il personale della Marina Militare perché sono stati censiti n. 621 casi di mesotelioma e molti altri purtroppo saranno ancora diagnosticati”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
I diritti degli eredi di vittima del dovere
La moglie e i figli, assistiti dall’Avv. Ezio Bonanni, hanno preteso che fosse riconosciuta per questa morte la correlazione tra servizio e amianto, un diritto per una vita spezzata nel dolore.
Gli eredi del deceduto ora attendono che sia erogato quanto previsto dalla normativa che riguarda le vittime del dovere, e cioè il riconoscimento di un importo di € 200.000 per la morte e un vitalizio mensile di millecinquecento euro a partire dal decesso, in loro favore.
L’impegno prosegue, perché è stato richiesto al Ministero della Difesa l’integrale risarcimento di tutti i danni bel oltre quanto oggetto di liquidazione, e soprattutto c’è l’impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto nel procedimento penale Marina Bisper il quale è prevista, nella prossima udienza del 10 luglio innanzi il Tribunale di Padova, l’escussione dei consulenti del Pubblico Ministero, tra i quali il Prof. Morando Soffritti e il Prof. Pietro Comba.
Sarà presente l’Avv. Ezio Bonanni, che rappresenta numerose famiglie di vittime e il procedimento Marina Bis è ancora in indagini perché sono decine e decine le altre vittime per l’uso di amianto nella Marina Militare.
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