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venerdì, Agosto 14, 2026
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Big Ben e amianto: restauro record tra costi e rischi

Amianto Big Ben
Amianto Big Ben

Big Ben amianto: per la riparazione della Elizabeth Tower del Parlamento che ospita il Big Ben, il budget previsto è lievitato di ben 18,6 milioni. È passato da £ 61,1 milioni a £ 79,7 milioni ($ 79,7 milioni a $ 104 milioni).

Un’icona nazionale in pericolo

La torre di 96 metri (iniziata nel 1934 e completata nel 1858), patrimonio dell’Unesco, è avvolta dalle impalcature da quando sono iniziati i lavori per ripristinarla nel 2017.

Oggi la sua ristrutturazione rappresenta un’operazione estremamente complessa e gli alti costi criticati da numerosi parlamentari.

I risultati del sondaggio strutturale

La necessità di richiedere ancora più finanziamenti, avendo concordato ulteriori 32 milioni di sterline nel 2017, è avvenuta a seguito di un sondaggio strutturale, i cui esami hanno rivelato:

1) decadimento e danni a centinaia di intricate incisioni

2) amianto nel campanile (la campana smontata e rimossa per una revisione completa).

3) ampio uso di vernici al piombo tossiche

4) vetri rotti nei quadranti dell’orologio

5) la necessità di un esperto di orologi specializzato

6) i quattro quadranti di orologio all’esterno della torre contengono un totale di 1.296 pezzi singoli di vetro. Ognuno di questi deve essere sostituito come parte dei lavori di restauro.

7) danni causati dall’acqua in tutto il palazzo, con i vecchi tubi e le parti elettriche dell’edificio che destano particolare preoccupazione.

Ad oggi hanno effettuato ben 700 riparazioni di pietre, 300 in più rispetto alle previsioni del noziali. Ogni nuovo pezzo di pietra deve essere accuratamente restaurato.

L’allerta di alcuni funzionari parlamentari.

Le Commissioni della House of Commons e della House of Lord, attraverso l’esame scrupoloso della torre, hanno scoperto il decadimento e il danneggiamento della struttura.

Ad essere preoccupato è sopratutto Ian Ailles, direttore generale della Camera dei Comuni. Egli ha dichiarato che il restauro della Elizabeth Tower -(così è ribattezzata la torre nel 2012, in occasione del Queen’s Diamond Jubilee)- iniziato nel 2017, dovrebbe continuare fino al prossimo anno.

 “Con un ingombro di 12 metri quadrati e una posizione privilegiata nel bel mezzo di un parlamento di lavoro, comprendere fino in fondo l’impatto del danno alla torre era impossibile fino a quando le impalcature non fossero state sollevate”.

 “Accanto ad altre questioni, come l’impatto dei metodi di conservazione spesso inappropriati utilizzati dai nostri predecessori, i livelli corrosivi di inquinamento nell’atmosfera e la scoperta dell’amianto in luoghi inaspettati, solo ora siamo stati in grado di comprendere appieno l’intero investimento richiesto per  questo progetto” ha aggiunto.

L’origine dei danni tra smog e guerra

Oltre ai problemi di inquinamento riconducibili a smog, la torre di Westminster, è stata danneggiata dalle incursioni aeree tedesche durante la seconda guerra mondiale.

Ricordiamo a tal proposito che durante i Blitz tra il 1940 e 1941 furono uccisi circa 43.000 civili britannici e distrutti molti edifici.

Amianto nel campanile del Big Ben

Storia a parte riguarda la presenza di amianto nel campanile del Big Ben.

Già alla fine del 1800 l’amianto era largamente utilizzato in applicazioni che richiedevano elevata resistenza. Per esempio al fuoco e al calore, al vapore, all’azione di agenti chimici e biologici, all’abrasione e all’usura.

Nel 1834, anno in cui è edificato il Big Ben. I costruttori pensarono di sfruttare le “straordinarie” ma letali proprietà della pericolosa fibra.

Paradossalmente, la diffusione del primo resoconto sulle pesanti conseguenze dell’inalazione delle polveri di asbesto per gli operai che lo lavoravano, è avvenuta proprio in Inghilterra nel 1898.

A darne l’allarme fu l’ispettrice britannica Lucy Deane, che vigilava sulla sicurezza del lavoro in fabbrica.

Lucy Deane descrisse “una malattia dei bronchi e dei polmoni causata dalle polveri di amianto presenti negli ambienti di lavoro”.

Si trattava dell’asbestosi, patologia che fino a quel momento non aveva ancora un nome. Del minerale, da lei definito “diabolico” Deane chiese anche un’analisi al microscopio, che rivelò “la struttura aghiforme e affilata delle fibre, simili al vetro, che rimanendo sospese nell’aria in quantità elevate generano effetti deleteri”, scrisse nel suo rapporto.

Insomma, all’epoca sella costruzione della torre gli inglesi sapevano già dei rischi legati alla fibra killer, eppure oggi la presenza di amianto all’interno del campanile non è particolare attenzionata dai media, sebbene i danni provocati dalle sottilissime fibre, su tutti il temibile mesotelioma, siano orami arcinoti.

Il futuro 

Al momento sappiamo solo che si attende l’approvazione del nuovo bilancio dell’edificio neogotico, che dovrà essere avallato dai contabili delle Camere del Parlamento. Nel frattempo, entrambe le Camere del Parlamento potrebbero trasferirsi fuori dal Palazzo.

Piani di restaurazione più intensi dovrebbero iniziare intorno al 2025 ed una volta completati i lavori, i visitatori potranno utilizzare un ascensore all’interno della struttura. E sulla rimozione amianto? Il Big Ben dice stop?

ONA: il commento del presidente, Avvocato Ezio Bonanni

L’Osservatorio Nazionale Amianto si batte fermamente per la tutela degli esposti alle fibre e guarda con estrema attenzione agli sviluppi della situazione londinese. Desta preoccupazione il fatto che purtroppo ad oggi si sia dato ampio spessore più al lato economico che non a quello relativo alla salute.

Secco il commento del Presidente ONA, Avv. Ezio Bonanni “Ciò che è emerso dai lavori di ristrutturazione di uno dei simboli monumentali della storia del Regno Unito, è solo un esempio dell’uso massiccio che è stato fatto dell’amianto dalla terza nazione più potente al mondo, dopo gli Usa e la Russia.

Il fatto che le istituzioni inglesi siano più preoccupate più per gli elevati costi di bonifica dall’amianto dei locali del Big Ben, che per la tutela della salute dei cittadini inglesi, la dice lunga su quelli che sono gli obiettivi della politica britannica.

In merito alla problematica dell’amianto, il Regno Unito, insieme ad altri paesi come l’Olanda e la Danimarca, oppone da sempre resistenza alla formazione di nuove leggi, trattati multilaterali e convenzioni sulle norme in materia di lavoro al fine di eliminare la presenza di questo materiale dalle alte potenzialità cancerogene, tutelando più il business delle lobby dell’industria dell’amianto.

Essendo stato il Regno Unito una delle poche nazioni, insieme alla Finlandia, alla Francia ed alla Danimarca in grado di fornire per la ricerca scientifica dati statistici sul mesotelioma sulla base di informazioni pubbliche, spero che le istituzioni Inglesi si adoperino al più presto nell’eliminare con mirate opere di bonifica l’amianto presente in luoghi pubblici e di lavoro“.

Contatta il numero verde gratuito 800 034 294 per ricevere assistenza medica, legale e per avere tutte le informazioni su prepensionamento, risarcimento danni e benefici contributivi da amianto.

Mesotelioma: la biopsia liquida una “sfida” senza precedenti

Mesotelioma
Mesotelioma

Novità nel campo del mesotelioma e del cancro nel 2020

FACIT, un gruppo di venture capital di commercializzazione, insieme all’Università di Toronto ha annunciato la creazione di Cellular Analytics (società di biotecnologie) con sede in Ontario (Canada).

La Cellular Analytics, ha svelato che un nuovo test di biopsia liquida con PRC (proreattina C) digitale e sequenziamento di prossima generazione (NGS) mirato per consentire l’identificazione del conducente del cancro, il monitoraggio seriale, e rilevazione di ricorrenza, potrebbe garantire una svolta nel trattamento del mesotelioma.

La piattaforma microfluidica, chiamata CytoFind, è stata scoperta nel laboratorio della ricercatrice dell‘Università di Toronto Dr. Shana Kelley.

Diagnosi ed identificazione del conducente del cancro

Come più spesso evidenziato, attualmente il mesothelioma non ha una cura definitiva e a causa dei pochi sintomi evidenti nelle prime fasi, viene diagnosticato quando ormai le opzioni di trattamento sono inutili ed i tempi di sopravvivenza sono brevi.

Oggi, per arrivare ad una diagnosi si eseguono Tac e biopsie invasive, ma qualcosa sta cambiando grazie alla biopsia liquida.

Biopsia liquida, DNA e cellule tumorali

Nel contesto dell’oncologia, questo termine si riferisce al monitoraggio in tempo reale delle alterazioni dinamiche di un tumore attraverso la rilevazione di DNA libero da cellule (cfDNA), DNA tumorale circolante (ctDNA), cellule tumorali circolanti (CTC) o esosomi  nel sangue o altri campioni fluidi.

Stando ai nuovi studi, la biopsia liquida potrebbe presto diventare lo standard futuro nella gestione del cancro.

I servizi di assistenza dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto – Ona Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni, si occupano della tutela dei diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti ad amianto e altri cancerogeni. L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie absesto – correlate. La prevenzione primaria, la diagnosi precoce e le terapie appropriate, assicurano maggiori chance di guarigione, maggiore sopravvivenza e migliori condizioni di salute. In caso di esposizioni, è possibile richiedere assistenza gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida anche un pool di legali per la tutela dei diritti delle vittime per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori, pur privi di malattia, hanno diritto ai benefici per esposizione ad amianto. In caso di esposizione e di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il procedimento INAIL per l’indennizzo e/o la rendita.

In caso di servizio espletato nelle Forze Armate in esposizione ad amianto e altre sostanze lesive, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative per il riconoscimento della causa di servizio e di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni e, in caso di decesso, le somme vengono liquidate ai famigliari, ovvero gli eredi legittimi.

assistenza ona

I test: novità per chi è stato esposto alle fibre di amianto

Per individuare la malattia in fase precoce, sono stati contattati diversi lavoratori esposti alle fibre di amianto, dunque vulnerabili allo sviluppo del mesothelioma.

I volontari saranno sottoposti ai test che nello specifico servirebbero a:

  1. diagnosticare precocemente la malattia
  2. personalizzare il trattamento 
  3. prevedere meglio la risposta del paziente a terapie specifiche.

 Potremmo cambiare completamente il modo in cui questa malattia viene vista“, ha spiegato il Dr. Brent Zanke, specialista in oncologia diagnostica e amministratore delegato di Cellular Analytics.  È un modo proattivo per anticipare le malattie”.

In cosa consiste questa “sfida” senza precedenti contro il cancro?

Quest’ultima tecnologia consente la caratterizzazione molecolare del cancro a livello delle cellule tumorali a circolazione singola (CTC), che i tumori solidi versano nel flusso sanguigno.

Inoltre sarebbe in grado di rilevare la sensibilità agli agenti immunoconcologici a volumi di campione più bassi, posizionando potenzialmente i pazienti per lo sviluppo fiorente di nuovi farmaci immunoterapici.

“Quello che abbiamo scoperto è che le persone con polmoni sfregiati ma senza una diagnosi schietta del mesotelioma hanno spesso un numero molto elevato di queste cellule circolanti, premaligne”, ha detto il Dottor Zanke.  Vogliamo vedere cosa succede a questi pazienti con conte circolanti elevate.  Sono a maggior rischio di sviluppare mesotelioma? ”

Poi lo studioso ha precisato che i pazienti verranno testati periodicamente- procedura assai facile visto che si utilizzeranno campioni di sangue – tenendo d’occhio il numero crescente di cellule premaligne.

 “Esiste il potenziale per essere diagnosticato anche prima, o proprio come si sta sviluppando una malattia maligna”, ha poi spiegato.”Sarebbe un po ‘il Santo Graal, dove potresti dire a qualcuno cosa c’è nel suo futuro immediato e fare qualcosa al riguardo.”

Grazie a questa tecnica innovativa, CytoFind potrebbe dunque isolare le cellule tumorali e analizzare i marcatori proteici, in modo da potersi concentrare in maniera più specifica sul trattamento del mesotelioma in fase iniziale o pre-fase.

Non solo mesotelioma  e cancro al polmone

Mentre il focus iniziale della Società è sul cancro al polmone, la piattaforma potrebbe essere unicamente in grado di generare in modo efficiente una pipeline di diagnostica per varie indicazioni in futuro. 

In effetti, poiché si tratta di una tecnologia rapida, squisitamente accurata e poco costosa, essa si posiziona bene per applicazioni cliniche in una vasta gamma di tumori e in concorrenza nel mercato della diagnosi. Inoltre potrebbe dimostrarsi efficace anche nella cura del carcinoma polmonare e nel cancro alla prostata.

 “L’intero concetto di scoprire queste cellule che non sono benigne, ma non ancora maligne, cambiando solo dall’una all’altra, è possibile”, ha detto Zanke.  “Questo potrebbe aprire una categoria completamente nuova di malattie da sfruttare terapeuticamente”.

Fondi pubblici e ricerca contro i tumori

La Società ha ricevuto un investimento di seed capital (un fondo di investimento pubblico, che investe in innovazioni rivoluzionarie.

 “Congratulazioni a FACIT e U of T per questa nuova entusiasmante avventura”, ha dichiarato con soddisfazione Ross Romano, Ministro delle Università e delle Università dell’Ontario.  “La creazione di questa nuova società è un esempio perfetto di come Ontario First capital può contribuire a portare sul mercato il lavoro rivoluzionario svolto presso le nostre istituzioni post-secondarie di livello mondiale, contribuendo a rafforzare l’economia della provincia e generare risultati di innovazione dalla cima della provincia.  più scoperte scientifiche. “

 Siamo entusiasti di supportare la commercializzazione di questa promettente tecnologia sviluppata qui in Ontario e che Cellular Analytics beneficerà di alcuni dei programmi di livello mondiale nella provincia che supportano nuove aziende, tra cui CDL, JLABS e FACIT”, ha aggiunto il Dr. Derek Newton, Vicepresidente aggiunto, Innovazione, partenariati e imprenditoria, dell’Università di Toronto https://www.utoronto.ca/.

ONA sempre in prima linea contro il mesotelioma

L’Osservatorio Nazionale Amianto https://www.osservatorioamianto.com/, presieduta dall’Avvocato Ezio Bonanni http://www.eziobonanni.com/

https://www.prnewswire.com/news-releases/facit-and-university-of-toronto-launch-precision-medicine-company-cellular-analytics-300947723.html

Solvay asbestosi risarcimento: azione dell’ONA

Alfiero Simoncini Solvay asbestosi risarcimento
Alfiero Simoncini

Alfiero Simoncini, aveva lavorato 29 anni per la Solvay

Il figlio Luca: “Hanno ucciso mio padre e negano la presenza di amianto nella fabbrica”

Nonostante l’Inail avesse già riconosciuto l’origine professionale della malattia di Alfiero, affetto da asbestosi e placche pleuriche, la Solvay nega la presenza di amianto all’interno della fabbrica.

Alfiero è deceduto il 13 febbraio, dopo anni di agonia, attaccato alla macchina d’ossigeno.
Era a casa sul divano – racconta il figlio Luca – improvvisamente si è sentito soffocare e ha chiamato mamma”.

Lei è corsa subito e ha provato in tutti i modi a rianimarlo”.

In attesa dell’ambulanza, la donna, infermiera, ha effettuato un massaggio cardiaco.
Arrivati i soccorsi hanno provato per un’ora a rianimarlo ma non c’è stato niente da fare.

Non sono riusciti a salvarlo.
È morto soffocato, annegato, davanti a noi. Lo hanno ucciso”, continua Luca in lacrime.

La storia di Alfiero Simoncini e il lavoro alla Solvay

Alfiero Simoncini ha lavorato 29 anni presso la fabbrica di Rosignano Solvay ed è stato esposto continuamente a polveri e fibre di amianto, lavorava nel settore Calderai.

Nel settore caldaia l’esposizione all’amianto era maggiore perché le fibre, a contatto con il calore, diventano friabili e vengono inalate provocando patologie come quella di Alfiero.

Malattie asbesto correlate come l’asbestosi, placche pleuriche, tumore al polmone, tumore al colon, della laringe e della faringe e il mesotelioma, tumore strettamente legato alle fibre di asbesto.

Alfiero era stato assunto nel ‘63 e ha lavorato alla Solvay fino al ‘92. Era orgoglioso del suo lavoro, ignaro che lo avrebbe portato alla morte. Secondo il figlio Luca, chi dirige la fabbrica avrebbe negato la presenza di amianto nella stessa, dopo che l’uomo aveva anche avuto il riconoscimento professionale da parte dell’INAIL.

Quando andai in direzione a ritirare il curriculum di babbo per aprire tutte le procedure e vidi scritto non ha avuto contatti con l’amianto mi sono sentito preso in giro”.

Tutti sapevano che la Solvay è piena di amianto, sono morti molto operai, soprattutto quelli che lavoravano nel settore caldaia come mio padre.

Mi chiedo come sia possibile negare tutto”.

Inoltre, a Rosignano, a causa dell’inquinamento provocato dalla fabbrica, molte persone si sono ammalate di tumore e c’è un’alta incidenza di malattie neurologiche.

L’incontro fra Luca e l’avvocato Ezio Bonanni

Quando era ancora in vita, Alfiero si era rivolto all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, che da anni si batte a tutela delle vittime dell’amianto, per rendere palese ciò che ogni giorno viene negato da coloro che stanno ai vertici e per aiutare le famiglie e i lavoratori ammalati ad avere giustizia.

Nessuno ci ridarà indietro nostro padre. Non potrò più andare a casa sua, sedermi sul divano e guardare insieme le partite di calcio, cosa che facevamo ogni settimana fino a poco prima della morte.

Ricordo, quando da bambino mio padre portava me e mio fratello Marco allo stadio. Eravamo felici, ogni domenica eravamo lì e sorridevamo, era un uomo buono, ha dato tutto per la sua famiglia.

 Quando andò in pensione, la prima cosa che fece fu quella di comprare due macchine, una per me ed una per Marco.
Aveva sempre un pensiero per noi”.

Alfiero, un uomo ucciso dal proprio lavoro

Piange Luca, non riesce ad accettare che sia stato proprio il lavoro a provocare la morte dell’amato padre.

Continuerò ad andare lì da mia madre a vedere le partite anche se lui non c’è più. Vorrei fingere che sia ancora vicino a me”.

Erano molto legati, pranzavano insieme tutti i giorni dopo il lavoro.
Ho avuto la fortuna di viverlo e di poter passare tutto questo tempo insieme a lui”.
“Mi manca terribilmente”.

Alfiero non sapeva che all’interno della fabbrica era presente l’amianto fino a quando, nel 2015, in seguito ad affaticamento, si rivolse ad uno pneumologo che, dopo averlo sottoposto a vari esami tra cui una TAC, gli diagnosticò un’asbestosi e placche pleuriche.

Altri hanno ammesso le loro colpe mentre la Solvay continua a negare.

 Ci siamo recati dall’avvocato Bonanni e abbiamo deciso di fare la denuncia alla Procura della Repubblica per omicidio colposo.

È ora che la politica inizi a prendere seriamente il problema amianto, non può passare tutto inosservato”.

Ci deve essere giustizia, non solo per Alfiero ma per tutti quelli che sono morti perché questo è solo l’inizio. Il picco delle morti a causa dell’amianto è previsto per il 2025.

Memoria di una madre “Il tuo sangue è il mio sangue”

Il tuo sangue è il mio sangue
Il tuo sangue è il mio sangue

Poesia a cura di Ilaria Cicconi

Sulle coste rocciose la luce del sole
accarezzava le acque cristalline, limpide.
Di un azzurro così intenso che, guardando
l’orizzonte, sembrava di perdermi nei suoi occhi.
Scesi giù, lungo la scogliera,
arrampicandomi lungo le rocce carsiche.
Mi tagliai ma non sentii il dolore.
Le ginocchia si sbucciarono come quelle di
un bambino che cade dopo aver provato e
riprovato a camminare e, tenace, si rialza,
sorridendo.
Lui era così.
Una goccia di sangue cadde nell’acqua
cristallina, era come se il mare, ai miei occhi,
fosse divenuto improvvisamente torbido.
Arrivai sulla spiaggia.
Percorsi sulla riva le impronte lasciate da
estranei, ripercorrendo le nostre, mentre
camminavamo mano nella mano.
Madre e figlio.
Eri tu.
A strapparmi il sorriso scorgendo la luce nei miei occhi.
Sempre tu.
Andato via con i tuoi sogni di gloria
arruolandoti al servizio dello Stato.
Non te l’ho impedito chiedendoti di restare.
La tua felicità sarà la mia.
Anche se il mio cuore piangeva.
Ti lasciai andare.
Le armi, le guerre, i proiettili, ti strapparono
da me con violenza.
I proiettili intinti di nero sangue.
Le armi della morte.
Sulla riva adibita a base militare non sapevi
a cosa andavi incontro. Neanch’io fino
ad ora. Ma ti hanno strappato alla vita.
Te l’hanno strappata come fossi solo un numero tra i
tanti morti a causa degli effetti cancerogeni dell’uranio impoverito.
La tua lenta agonia ti ha soffocato, sventrato, prosciugato.
La mia anima è morta con te.
Il mio corpo continua a vivere per porre fine a questa viltà.
Alla crudeltà.
Voglio giustizia.
Per te.
Per me. Non morirò, anche se sono morta dentro,
fin quando non vedrò a terra le viscere di coloro che ti hanno fatto questo.
Uomini senz’anima.
Non c’è perdono.
Non c’è pace.
Non ci sarà mai abbastanza giustizia
per quello che ti hanno fatto e che continuano a fare ad altri
uomini con i tuoi stessi sogni.
Ma, per quel che può servire, le mie grida e
la mia battaglia non avranno fine fin quando tutto questo si ripeterà.
E il sangue dei nostri figli bagna le acque di questa splendida terra.
Non mi piegherò mai all’ingiustizia.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.

Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

assistenza ona

GIOVANNI MAIALETTI TRA GLI IPERBOREI DELLO SPORT

Giovanni Maialetti
Giovanni Maialetti

In memoria di Giovanni Maialetti

Il nostro Giovanni, Delegato per il Lazio del Comitato Nazionale Italiano Fair Play, era un instancabile promotore dei valori più alti dello sport.

Molto vicino alla base sociale e legato in particolare alle discipline praticate in gioventù, come il football, il pugilato, l’atletica, e il tamburello ed al ciclismo.

Con un’estrema passione nel suo percorso di giornalista e quindi di dirigente sportivo, ha passato ieri il testimone.

Giovanni Maialetti e le complicazioni polmonari

Maialetti, che ieri ha cessato di vivere a causa di complicazioni polmonari.

Infatti, l’atleta e giornalista era un vero e proprio leone. Tanto che era dotato di una enorme capacità di resistenza al dolore fisico ed alle afflizioni psicologiche derivanti da patologie gravi conseguenti alla contaminazione da amianto.

Tanto è vero che provoca anche il mesotelioma e altre forme di tumore. Lo ha chiarito l’avv. Ezio Bonanni, ne: “il libro bianco delle morti di amianto in Italia”.

Per questi motivi Maialetti aveva dedicato anni di battaglie non soltanto legali per vedere riconosciuti i propri e gli altrui diritti, mostrando vicinanza all’associazione. Questo tema è stato abbracciato anche dal CNIFP che lo ha condiviso con l’ONA (Osservatorio Nazionale Amianto).

Giovanni, Stella d’Oro al Merito Sportivo Coni era stato ed era ancora impegnato in Società e Federazioni Sportive, ricoprendo spesso anche il ruolo di incaricato della comunicazione.

Il giornalismo sportivo a sostegno dell’ambiente

Da numerosi anni il Giornalista Sportivo era accreditato alla stampa regionale nazionale e televisiva come responsabile dell’Ufficio Stampa della Fci Lazio.

Inoltre era Direttore Generale “Mundialito Ciclismo Open” di Morro d’Oro, Membro della Commissione Valori e Memoria CONI Lazio, Ufficio Stampa Associazione Nazionale Atleti Olimpici Azzurri d’Italia.

La sua esperienza ha proseguito poi come Ufficio Stampa UNVS Sezione di Anguillara Sabazia , Ufficio Stampa AS Roma Ciclismo, Ufficio Stampa torneo di calcio giovanile “Dino Viola”, Capo Redattore rivista mensile “Amarcord” Associazione benemerita Glorie del Calcio di Roma e Lazio, Ufficio Stampa del Gran Premio della Liberazione Roma e Giro delle Regioni ciclismo under/23.

Per numerosi anni è stato corrispondente per il Lazio delle testate giornalistiche nazionali CiclismoCorrereMondo del CiclismoVeterano Sportivo.

Insignito del grado di Cavaliere Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Lo ricordano l’ONA e l’avv. Ezio Bonanni, e anche l’Osservatorio Vittime Del Dovere.