Memoria di una madre “Il tuo sangue è il mio sangue”

Il tuo sangue è il mio sangue Il tuo sangue è il mio sangue

Poesia a cura di Ilaria Cicconi

Sulle coste rocciose la luce del sole
accarezzava le acque cristalline, limpide.
Di un azzurro così intenso che, guardando
l’orizzonte, sembrava di perdermi nei suoi occhi.
Scesi giù, lungo la scogliera,
arrampicandomi lungo le rocce carsiche.
Mi tagliai ma non sentii il dolore.
Le ginocchia si sbucciarono come quelle di
un bambino che cade dopo aver provato e
riprovato a camminare e, tenace, si rialza,
sorridendo.
Lui era così.
Una goccia di sangue cadde nell’acqua
cristallina, era come se il mare, ai miei occhi,
fosse divenuto improvvisamente torbido.
Arrivai sulla spiaggia.
Percorsi sulla riva le impronte lasciate da
estranei, ripercorrendo le nostre, mentre
camminavamo mano nella mano.
Madre e figlio.
Eri tu.
A strapparmi il sorriso scorgendo la luce nei miei occhi.
Sempre tu.
Andato via con i tuoi sogni di gloria
arruolandoti al servizio dello Stato.
Non te l’ho impedito chiedendoti di restare.
La tua felicità sarà la mia.
Anche se il mio cuore piangeva.
Ti lasciai andare.
Le armi, le guerre, i proiettili, ti strapparono
da me con violenza.
I proiettili intinti di nero sangue.
Le armi della morte.
Sulla riva adibita a base militare non sapevi
a cosa andavi incontro. Neanch’io fino
ad ora. Ma ti hanno strappato alla vita.
Te l’hanno strappata come fossi solo un numero tra i
tanti morti a causa degli effetti cancerogeni dell’uranio impoverito.
La tua lenta agonia ti ha soffocato, sventrato, prosciugato.
La mia anima è morta con te.
Il mio corpo continua a vivere per porre fine a questa viltà.
Alla crudeltà.
Voglio giustizia.
Per te.
Per me. Non morirò, anche se sono morta dentro,
fin quando non vedrò a terra le viscere di coloro che ti hanno fatto questo.
Uomini senz’anima.
Non c’è perdono.
Non c’è pace.
Non ci sarà mai abbastanza giustizia
per quello che ti hanno fatto e che continuano a fare ad altri
uomini con i tuoi stessi sogni.
Ma, per quel che può servire, le mie grida e
la mia battaglia non avranno fine fin quando tutto questo si ripeterà.
E il sangue dei nostri figli bagna le acque di questa splendida terra.
Non mi piegherò mai all’ingiustizia.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

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