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venerdì, Agosto 14, 2026
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Stadi chiusi, stadi aperti

coronavirus calcio
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Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialistaper “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”.

Stadi chiusi e giochi Olimpici rinviati

Adesso occorre fare buon viso a cattiva sorte, chiudiamo gli stadi, sospendiamo le attività e cogliamo l’occasione per fare leva sulla memoria, rispolverando ricordi e memorabilia. Io approfitto del fermo “biovirale” per somministrarvi quel che al volo mi capita…

Ecco un bellissimo volume con figurine applicate, Una trovata pubblicitaria d’epoca, tedesca, una accoppiata con il diavolo tabagista, per celebrare i Giochi Olimpici del 1932.

Vi garantisco che tenere tra le mani la storia, rimirare una delle perle dello sport a cinque cerchi, in questo momento emoziona e rende speranza, pur sapendo che quattro anni dopo, nel ’36, ci sarebbe stato ancora un salto di qualità, a Berlino, paradossale premessa della catastrofica Seconda Guerra Mondiale. Come dire, oggi è una magnifica giornata, domani chissà.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Aps e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

Crisi virale e futuro dello sport

crisi virale
crisi virale

Crisi virale e futuro dello sport. L’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni contro il virus. In particolare, la tutela delle vittime amianto dal virus. Il Covid-19 è molto insidioso, in particolare, per coloro che si sono ammalati di mesotelioma.

La crisi virale e futuro dello sport italiano

Coronavirus

Che adesso si finisca tutti spiaggiati come balene disorientate dal virus.

Sembra, però, che il virus possa essere sconfitto, specialmente dal vaccino.

Infatti, proprio il vaccino è fondamentale contro il Covid. Come chiarito dall’On.le Pippo Gianni, sindaco di Priolo Gargallo, l’amianto uccide più del Covid.

Crisi virale e giochi di Roma per il 2024

Stiamo aspettando Godot da un paio d’anni e per lo sport, in particolare, tutto è andato a carte quarantotto dal no alla candidatura di Roma per i Giochi 2024.

Poi, con la complicata rigenerazione di CONI Servizi in Sport Salute Spa. Nemmeno un anno di rapporti urticanti, quindi le dimissioni del Presidente Sabelli.

Inoltre, la crisi non risolta dalla nomina di Cozzoli, avvolta nel bozzolo della burocrazia e degli algoritmi delle competenze, quelle economiche.

Coronavirus

Adesso, a fronte del “fermo biologico” imposto dal Coronavirus, stiamo sfogliando la margherita. Siamo, quindi, confortati da un alibi davvero sgradevole. Voglio provare ad usare ancora una volta la “macchina del tempo” e riposizionare le lancette al 20 – 21 novembre del 2017.

In quel contesto, infatti, ci fu l’ultima seria opportunità di riflessione con la convocazione degli “Stati Generali dello Sport” ed emerse chiara la questione. Si parla, quindi, di una riforma costituzionale che dia la dignità ed il ruolo – oltre che il considerevole peso che di fatto ha – allo sport italiano.

Quindi, la situazione di stallo generata dai singulti politici ora coincide con l’emergenza sanitaria. A maggior ragione, per il fatto che è stata rinviata l’olimpiade del 2020, e si dovrà stabilire, ora, per il 2021.

La necessità di una Legge Quadro e la dignità del CONI

Ecco, il problema è quello di giungere ad un capolinea senza avere chiaro il tratto successivo da compiere e con il necessario assetto. È necessaria un’adeguata Legge Quadro, di Dicastero con ruolo primario e attribuzioni conseguenti.

Inoltre, è necessaria la struttura di coordinamento per la missione pubblica, rispetto ad una platea eterogenea di soggetti. Infatti, è richiesta quella autorevolezza e competenza che sono fondamentali. Occorre salvare il mondo Olimpico.

Quello su cui tutto di fatto si fonda, ma cui poco o nulla arriva. Niente, occorre immaginare una fase rifondativa, facendo appello alle forze sane, alle intelligenze e alle esperienze, alla responsabilità delle coscienze fuori dagli attuali ingranaggi.

Occorre una squilla mediatica forte, occorre riaprire la questione sport non per decidere su porte aperte o chiuse al “Corona”, ma per fare della futura Italia della Rinascenza un esempio di civiltà sportiva partecipata, a scuola, in famiglia, negli stadi, sugli spalti e in campo.

Condannato Ministero ad assumere orfana di vittima amianto

vittima amianto
vittima amianto

Il TAR del Lazio, ha accolto le richieste dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto e condannato il Ministero della Difesa all’arruolamento di Maria Cristina Brigidaorfana di vittima amianto.

La storia di Maria, orfana di vittima amianto

Maria è figlia di Giuseppe Mario Paolo Anastasi, deceduto per carcinoma polmonare per esposizione ad amianto nel periodo di servizio a bordo delle unità navali della Marina Militare Italiana.

Il militare aveva ottenuto il riconoscimento di vittima del dovere. La figlia dopo la sua morte, volendone seguire le orme nelle Forze Armate, aveva presentato istanza di arruolamento riservata agli orfani dei militari uccisi in servizio dall’esposizione ad amianto.

La giovane ha ricevuto però un “netto diniego, nonostante ci sia un sacrosanto diritto degli orfani ad essere assunti, se riconosciuti orfani di vittima del dovere. – Spiega il Presidente ONA. – Ed è per tale motivo che abbiamo fatto ricorso al TAR, affinché sanzionasse queste condotte vessatorie nei confronti degli orfani. Vittime inermi dell’uso dell’amianto da parte della Marina Militare che ha sentenziato l’illeceità di queste condotte”.

“Abbiamo inoltrato centinaia di richieste che l’amministrazione boccia ogni volta – prosegue il legale dell’orfana di vittima amianto e componente della Commissione Amianto del Ministero dell’Ambienteci appelleremo ancora una volta a tutte le autorità. Al Ministro della Difesa che sembrerebbe non comprendere la gravità di questi fatti. Ancora al Capo dello Stato Mattarella, quale Comandante Supremo delle Forze Armate”.

I diritti degli orfani della vittima del dovere

Gli orfani di vittime del dovere hanno diritti a determinati benefici. In alcuni casi, però, le domande vengono rigettate. Questa ingiustizia colpisce i figli di vittime del dovere non a carico fiscale, al momento della sua morte, e si attua quando la prestazione è erogata anche al coniuge.

I vari Ministeri, tra cui il Ministero della Difesa, trovano supporto nella loro tesi nell’art.6 della Legge 466 del 1980 e in SS.UU. 22753/2018. Questi appigli, per l’Avv. Bonanni, sono inapplicabili. Diverse Corti di merito, con le loro sentenze, supportano questo punto di vista.

Anche la Corte di Cassazione, recentemente, si è pronunciata sulla questione. Ma, con l’ordinanza, Sez. 6 Num. 15224 del 2021, ha precisato di non aver assunto ancora una posizione definitiva.

I servizi di assistenza medica e legale dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale  e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

assistenza ona

La battaglia ONA per debellare l’amianto dalle navi marina militare

Orfana di vittima amiantoL’ONA denuncia ormai da 12 anni la presenza di amianto nelle navi della Marina Militare.

La quale, solo ultimamente, con un comunicato stampa ha ammesso che sono ancora in corso le bonifiche, eppure la strage amianto tra i militari continua indisturbata.

L’utilizzo di amianto in Marina Militare, non era esteso solo nelle unità navali ma bensì anche negli arsenali.

L’esposizione ad amianto in Marina Militare ha provocato non meno di 570 mesoteliomi, ma anche di altre patologie asbesto correlate. Tra queste citiamo anche il tumore ai polmonitumore alla laringe e della faringe.

Oltre alle suddette neoplasie, l’esposizione alla fibra di asbesto provoca l’insorgenza di placche pleuriche, ispessimento pleurico e di asbestosi.

In tutto, alla Procura di Padova sono stati segnalati 1101 casi di patologie asbesto correlate. Dati confermati anche nella relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta.

L’ONA ha ottenuto significativi risultati in merito alle condanne in sede civile alla costituzione delle prestazioni di vittima del dovere. L’associazione ha inoltre intentato decine e decine di giudizi anche per ottenere il risarcimento del danno.

Tutti coloro che sono vittime del dovere, e i loro familiari, possono chiedere al fine di ottenere la tutela dei loro diritti. È sufficiente consultare l’apposita sezione dedicata alla tutela delle vittime del dovere, oppure contattare l’associazione attraverso il numero verde gratuito 800034294.

Acqua alle corde o fuoco alle polveri?

polveri, Grecia
polveri

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”.

Dalla Siria, alla Grecia e per finire la Gran Bretagna

Nel dubbio dell’alternativa proposta dal titolo, forse occorrerebbe proprio un bel “Si salvi chi può!”. Vista la situazione senza via d’uscita in cui si è venuta a trovare la disarmonica, disorganica ed impotente Unione tra Paesi d’Europa. Come la Grecia, salvo la Gran Bretagna che ha ormai ritirato il ponte levatoio dal Canale della Manica. In buona sostanza il Sultano Erdogan continua senza remore e mezzi termini ad usare i profughi di una guerra al confine con la Siria, che lui stesso alimenta, senza più quel che era il salvifico cuscinetto kurdo ed i loro garanti, i defilati americani e l’alibi ISIS.

Adesso il gioco si sta facendo duro, diretto e il tentativo è quello di mettere in mezzo Grecia e Bulgaria, di far saltare i nervi e di nuovo i cordoni della borsa UE. Dunque acqua sulle corde della diplomazia o fuoco sulle polveri dei sentimenti nazionali. A cominciare dal greco, mentre gli altri governi sono in emergenza sanitaria, economica e sociale, alle prese con il Coronavirus?

La chiusura di scuole e luoghi indoor per sport

Onestamente, la chiusura a tempo di scuole, università e luoghi indoor per sport, meeting e spettacoli, la trovo una soluzione elementare. Peraltro collaudata in occasione di vacanze e feste comandate, piuttosto che di altre contingenze. Giocare a porte chiuse farà bene. Il raffreddamento degli eccessi da tifo, delle violenze e dei ricatti di chi su questo lucra abbasserà anche i costi dell’ordine pubblico, inviterà all’intimità casalinga, davanti alle tv, gli appassionati, che lì sfogheranno le pulsioni, anche con sciarpe d’appartenenza al collo.

Vorrei ricordare al riguardo che, in occasione dei Giochi di Roma 1960, molti impianti (quelli di atletica leggera tutti) rimasero off limits a lungo per lavori straordinari. Senza danno, anzi alla ripresa, in occasione del primo Meeting dell’Amicizia. Inventato da Alfredo Berra e organizzato allo Stadio delle Terme di Caracalla, tutti fecero i loro record personali. Per il resto, cari miei, provate a pensare positivo. Immaginando un uso contingentato dei mezzi pubblici di trasporto con mascherine obbligatorie. Posto che il vincolo della distanza tra individui su metro, bus e treni diverrebbe impossibile in condizioni normali.

Torneremo per un po’ podisti e ciclisti, useremo l’auto privata e torneremo a fare i compiti in casa con figli e nipoti, a curare gli hobby, a mettere ordine nel cuore e nella mente, in attesa dell’alba che verrà.

Eco X: arriva la condanna dei responsabili dopo 3 anni

Eco X
Eco X

Il Giudice dell’udienza preliminare di Velletri, Dott. Giuseppe Boccarrato, ha condannato l’imputato, Sig. Antonio Buongiovanni e le società Eco X S.r.l ed Eco X Servizi per l’ambiente S.r.l., per l’incendio divampato all’interno della struttura nel maggio 2017.

Disastro ambientale Eco X, quali sono le accuse

Il Dott. Giuseppe Boccarrato, Giudice dell’udienza, ha emesso la condanna nei confronti dell’imputato, sia persona fisica che persona giuridica, ritenendoli responsabili dei seguenti dei reati:

  • incendio colposo (artt. 423 e 449 c.p.);
  • inquinamento ambientale colposo (artt. 452 bis e 452 quinquies c.p.);
  • omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro (art 437, co. 2, c.p.);
  • attività di gestione di rifiuti non autorizzata (art. 256 d. lgs. n. 152/2006),
  • nonché per omissione di norme sul Testo Unico sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (d. lgs. n. 81/2008);

In particolare per avere omesso di designare il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione aziendale, di nominare il Medico competente per la sorveglianza sanitaria, di provvedere alla valutazione dei rischi aziendali.

La condanna degli imputati da parte del G.U.P.

Il G.u.p. ha poi condannato gli imputati, sia persona fisica che persone giuridiche, al risarcimento dei danni nei confronti delle parti civili costituite, tra cui troviamo l’Osservatorio Nazionale Amianto, rappresentato dall’Avv. Riccardo Brigazzi.

Il dispositivo che è stato letto in udienza:

“Condanna l’imputato Antonio Buongiovanni per i reati di incendio colposo e di inquinamento ambientale ad anni 3 di reclusione ed euro 40 mila di multa; per gli altri capi della richiesta di rinvio a giudizio condanna il medesimo a mesi 3 di arresto ed euro 6500 di multa.

Condanna le società Eco X S.r.l ed Eco X Servizi per l’ambiente S.r.l. alla sanzione pecuniaria per un importo di 77.000 €; ordine di ripristino e confisca del sito;

Condanna risarcimento danni: Comune di Pomezia € 250.000 più spese legali, € 1.950 oltre Iva e cpa;

Ona Onlus: l’imputato (persona fisica e persone giuridiche) è stato condannato al pagamento di € 5.000,00, più spese legali € 1.950 oltre Iva e cpa. Giorni 90 per la motivazione”.

EcoX Pomezia, cosa è accaduto nel maggio 2017

Rogo di PomeziaIl 5 maggio del 2017 un incendio di notevoli proporzioni è divampato all’interno del sito Eco X di Pomezia.

A seguito del rogo che ha distrutto la nota azienda di stoccaggio di rifiuti speciali, erano state avviate indagini preliminari dalla Procura della Repubblica di Velletri.

Dalle indagini sono emerse da subito gravi responsabilità nei confronti dei titolari delle posizioni di garanzia che avrebbero dovuto e potuto evitare il disastro ambientale poi verificatosi.

Dopo l’incendio, che molti definiscono ancora un disastro ambientale, è stato presentato un esposto-denuncia sulla Eco X di Pomezia.

L’esposto è stato inoltrato per volontà del Presidente dell’ONA, Avv. Ezio Bonanni, che ha dichiarato:

“Con questa sentenza di condanna sono stati assicurati alla giustizia tutti coloro che, immemori della condizione di rischio, hanno contaminato l’ambiente e procurato lesione al bene più prezioso, costituito dalla salute”.

All’epoca dei fatti, la minaccia di una nube nera sprigionatasi dallo stabilimento in fiamme, ha tenuto con il fiato sospeso tutta la provincia e la stessa capitale.

Il Presidente ONA, attraverso la trasmissione TG Com 24 aveva sollecitato un immediato intervento delle autorità a causa della condizione di rischio amianto.

A seguito del servizio è naufragato ogni tentativo di sottacere la presenza della fibra killer e costringendo il Ministro della Salute a smentirsi.

L’impegno dell’ONA per tutelare le vittime dell’Eco X

numero verde onaIl tempestivo intervento dell’ONA, grazie al supporto di Antonio Dal Cin e la consulenza dei Prof. Giancarlo Ugazio, è stato fondamentale per la gestione dell’emergenza.

Per tutelare l’intera collettività sono state diramate le raccomandazioni alla popolazione consistenti nell’uso di maschere, nel divieto assoluto di mangiare frutta e verdura prodotta entro i 5 km e di bere l’acqua dei pozzi, e l’attenta pulizia di terrazzi e balconi.

Ricordiamo che il servizio di assistenza ONA è attualmente ancora attivo. L’associazione che da anni si batte in favore dell’ambiente e delle vittime amianto, ha messo a disposizione un numero verde di assistenza gratuita.

Per informazioni o chiedere assistenza è possibile chiamare all’800 034 294 oppure scrivere una richiesta di consulenza nell’apposita sezione.