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Rischio amianto: no al “rischio accettabile”

Amianto
Amianto

Quando parliamo del rischio amianto e della vita delle persone, il cosiddetto “rischio accettabile” non deve essere mai sottovalutato. In effetti l’esposizione all’amianto é sempre dannosa. Infatti non c’è una soglia sotto la quale il rischio si annulla ed il danno infiammatorio c’è sempre, e può evolvere in cancro. 

L’ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) offre consulenza gratuita, assistenza medica, legale, psicologica a quanti interessati alla delicata materia.

consulenza rischio amianto
Indice

  • Rischio amianto: cosa significa?

  • Pericolo eternit esposizione sul luogo di lavoro

  • Mesotelioma come malattia asbesto correlata

  • Normativa riguardante rischi amianto

  • Tutela legale per le vittime


  • Tempo di lettura: 11 minuti

    Cos’è il “rischio amianto accettabile”?

    Tutti i minerali di amianto sono cancerogeni. ciò è confermato nell’ultima monografia IARC.

    Per questi motivi, vanno evitate tutte le forme di esposizione a questi minerali asbestiformi. Nella normativa prevenzionistica Italiana, infatti, si fa riferimento alla valutazione del rischio eternit. In particolare, negli artt. 17 e 30, Dlgs. 81/2008.

    Tuttavia, quello che è importante premettere, che non c’è una soglia limite, e che tutte le esposizioni fanno male.

    La valutazione del rischio amianto tiene conto di determinate caratteristiche peculiari: livello di esposizione all’amianto pericolo, misure di prevenzione attuate, livello di consapevolezza dei soggetti esposti.

    Nel caso di strutture con presenza di materiali contenenti amianto (MCA): il pericolo è dato dalla presenza di materiali contenenti amianto e da polvere di eternit. Contrariamente il rischio è la probabilità che gli individui possano essere colpiti da malattie asbesto correlate. Quindi occorre tener conto:

    • della possibilità che il materiale rilasci fibre,
    • che tali fibre o polveri  amianto, vengano inalate,
    • che la dose inalata sia significativa (valutabile in termini di concentrazione di fibre di amianto aerodisperse).

    Perché sono pericolose le fibre di amianto?

    Finché sono contenuti nella roccia o nell’orizzonte del suolo vescicolare – lo strato profondo di polvere di amianto depositata dal vento, chiamato “pavimentazione” o “pelle“, i minerali asbestiformi non costituiscono pericolo (amianto pericolo).

    Infatti, le fibre sempre si aerodisperdono. Questi minerali fibrosi si dividono in fibre sempre più sottili. Queste fibre sono inalate, e provocano prima infiammazione e poi cancro. Perciò l’amianto è pericoloso.

    Quando un prodotto contenente amianto è in buona forma, in poche parole, non è nocivo. Se si asciuga e si spezza, le fibre di amianto “friabile” vengono rilasciate nell’aria, diventando letali.

    Purtroppo l’ipotesi che un prodotto contenente amianto si deteriori non è così remoto. Infatti danni causati dall’acqua, vibrazioni continue, invecchiamento. Cosi l’impatto fisico come perforazione, molatura, lucidatura, taglio, segatura o percussione provocano il rilascio di fibre e polveri di amianto.

    Per questi motivi, l’ONA raccomanda la prevenzione primaria, che è l’unico sistema per evitare l’esposizione e, quindi, i danni. Ciò è confermato nella revisione del Consensus di Helsinki.

    Inalazione della fibra killer: rischio amianto

    Spesso purtroppo, l’esposizione all’amianto non è solo involontaria, ma sconosciuta: le persone in genere non sanno nemmeno quando sono esposte alle microscopiche, insipide e inodori fibre presenti nell’aria e l’amianto è praticamente ovunque.

    Il modo più comune per le fibre di amianto di entrare nel corpo è attraverso la respirazione. Infatti la polvere d’amianto o fibre aerodisperse nell’aria possono essere inalate o ingerite.

    Intrappolate nelle mucose del naso e della gola, dopo inalazione amianto, le fibre possono passare in profondità nei polmoni. In più se ingerite, nel tratto digestivo, causando anche qui, seri problemi di salute.

    Rischio di malattie correlate all’amianto

    Siamo tutti esposti a bassi livelli di amianto nell’aria. Respirare amianto ogni giorno è un grave danno per la salute. L’aria di solito contiene tra le 10 e le 200 fibre di amianto in ogni 1000 litri (o metro cubo) di aria (equivalenti a 0,01 – 0,20 fibre per litro di aria). 

    Dunque non esiste una categoria “esente” dal rischio esposizione amianto. Il rischio di ammalarsi di cancro a causa dell’amianto dipende dalla concentrazione di fibre nell’aria respirabile e della durata di esposizione.

    Si parla quindi di dose dipendenza. Per quanto riguarda invece le sostanze cancerogene, è difficile indicare con assoluta certezza un livello di concentrazione senza effetti. Anzi, per l’amianto, il rischio é anche a basse soglie. Pertanto, l’esposizione all’amianto deve essere sempre ridotta il più possibile al minimo (principio di minimizzazione).

    Su tutti i posti di lavoro che non prevedono un contatto con l’amianto il principio di minimizzazione si considera raggiunto se il valore rilevato non supera il 10% del valore MCA.

    Rischio amianto: ambiente e lavoro

    Sui luoghi di lavoro, il rischio morbigeno è riconducibile anche alla contaminazione ambientale degli stabilimenti. Quindi riguarda tutti i lavoratori. Infatti a prescindere dal tipo di lavorazione effettuata, e dalla mansione, ci sono esposizioni indirette.

    Tanto é vero che la presenza, nello stesso ambiente, di operatori adibiti a postazioni contigue, determina l’esposizione di tutti. Anche di chi non manipola l’amianto.

    Da qui l’esigenza di un’attenta valutazione degli amianto rischi, e l’esigenza di mettere in sicurezza impianti e persone. In particolare Con il confinamento e la separazione tra gli ambienti di lavoro. 

    Prima della legge 257 del 12 marzo 1992, che ha messo al bando l’amianto, molti lavoratori sono stati esposti. Infatti hanno incontrato frequentemente livelli di fibre di amianto ben al di sopra dei livelli di fondo e privi di protezione.

    Aggiornamento 2022: protezione europea dei lavoratori

    La Risoluzione del Parlamento europeo del 20 ottobre 2021 raccomanda di avviare una serie di iniziative volte alla protezione dei lavoratori dall’esposizione all’amianto.

    Si propone, quindi, che di aggiornare la direttiva 2009/148/CE, al fine di rafforzare le misure volte a proteggere i lavoratori dalla minaccia dell’amianto e prevenire una nuova ondata di vittime dell’amianto, a causa delle ristrutturazioni.


    Inoltre, grazie all’European Strategy for the Removal of All Asbestos (ESRAA), si cerca di definire le strategie nazionali di rimozione sicura di tutto l’amianto negli Stati membri.

    Esposizione amianto rischi nelle Forze Armate

    In caso di servizio reso nelle Forze Armate, o pubblico impiego non privatizzato, c’è il riconoscimento di causa di servizio. Poi quella di vittima del dovere.

    Quindi le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento dei danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

    Il limite di legge: le soglie di esposizione

    Il limite regolamentato sul luogo di lavoro per un periodo di otto ore, è di 100 fibre per litro di aria. Cosi è compreso tra 500 e 10.000 volte i livelli di fondo. 

    Questo valore si intende di maggiore allarme, cioè impone ulteriori misure cautelari. Infatti, non vi può essere una soglia lecita di esposizione, perché tutti i cancerogeni sono sempre dannosi. Le fibre di asbesto lo sono ancora di più. Infatti, per il mesotelioma anche poche esposizioni ed anche a bassa dose, possono causare questa neoplasia, ad esito infausto. 

    Mesotelioma: il rischio amianto delle basse dosi

    Per quanto riguarda il mesotelioma, sia esso quello pleurico, peritoneale, pericardico, e alla tunica vaginale del testicolo, eternit rischi sono anche a basse dosi. Tant’è vero che anche tra i professori e personale non docente nelle scuole, sono censiti n. 91 mesoteliomi.

    Si tratta delle rilevazioni fino al 2015, poi ci sono gli altri casi e, ancora, tutte le altre malattie asbesto correlate.

    Per questo motivo, il problema dell’amianto nelle scuole, come negli ospedali, è centrale, e con esso la bonifica. Tant’è vero che questa è una delle più pressanti richieste dell’Avv. Ezio Bonanni.

    Il presidente ONA, infatti, ha fondato molta della sua azione sulla prevenzione rischio amianto scuole.

    Mesotelioma e tumori amianto dose dipendenti

    Il fatto stesso che ci possano essere delle esposizioni, determina un danno per la salute, perché le fibre, anche a bassa dose, hanno capacità infiammatoria. Infatti, ciò è stato ribadito dalla stessa Corte di Cassazione, IV Sez. Pen., sentenza n. 45935/2019.

    Lo stesso Ministero della Salute, nei suoi Quaderni, ha chiarito che tutte le esposizioni ad amianto, anche quelle a bassa dose, rilevano. Infatti, aumentano il rischio di insorgenza, abbreviano la latenza e accelerano il decorso e la morte.

    Tant’è vero che, proprio per scongiurare il rischio di mesotelioma, è fondamentale la bonifica. Per segnalare i siti contaminati è possibile utilizzare l’APP Amianto, uno strumento messo a disposizione dall’ONA.

    In caso di insorgenza di mesotelioma, tutti coloro che hanno esposto ad amianto la vittima ne sono responsabili.

    Rischio amianto nelle scuole: un problema ancora attuale

    L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, ha sollevato il problema del rischio amianto scuole.

    Infatti, anche lo stesso Ministro Costa, ha stanziato 385mln per progettare le bonifiche delle scuole e degli altri edifici pubblici. Tuttavia,  ciò non è sufficiente e l’ONA insiste con il Governo nazionale perché si dia corso alle bonifiche delle scuole.

    Rischio amianto negli ospedali

    Nelle c.d. basse dosi sono ricomprese anche quelle degli ospedali. Anche queste strutture debbono essere bonificate. È uno degli ulteriori impegni dell’ONA.

    Per questi motivi, l’unico strumento effettivamente efficace, non può che essere la prevenzione primaria, non solo per gli ospedali ma per tutti i posti di lavoro. A questo proposito l’ONA ha creato un’apposita App per le segnalazioni dei siti contaminati. Per scoprire quali sono e dove sono è disponibile su questo sito la relativa mappa.

    La normativa di riferimento

    La materia risulta regolamentata dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m. per “Attuazione dell’articolo 1 della Legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.

    In particolare dal Capo III, inerente la “Protezione dei rischi connessi all’esposizione all’amianto”.

    Si riportano nel seguito, al fine di meglio contestualizzare gli elementi di base delle norme che regolano la materia. Infatti, relativamente agli aspetti trattati circa il rischio amianto, gli articoli:

    • 246 “Campo di applicazione” (art. 246, Dlgs. 81/20089.
    • 249 “Valutazione del rischio”;
    • 251 “Misure di prevenzione e protezione”;
    • 253 “Controllo dell’esposizione”;
    •  254 “Valore limite”.

    Il rischio amianto si estende anche ai familiari

    Anche i familiari dei lavoratori esposti o quelli che vivono vicino a miniere di amianto attive sono a rischio. Un lavoratore esposto può infatti trasportare fibre di amianto su vestiti, stivali, pelle, capelli e strumenti. Le famiglie dovrebbero essere vigili per assicurarsi che i familiari non siano esposti a queste fibre.

    Rischio amianto: il futuro dei limiti di soglia

    Cessarne la produzione non ha significato la cessazione dei rischi. I malati e i morti sono previsti ancora per parecchi anni, perché le malattie da amianto si manifestano molti anni dopo l’esposizione (tempo di latenza) soprattutto se non si interverrà per toglierlo definitivamente dagli ambienti di vita.

    Va sottolineato infine che l’amianto è ancora grandemente impiegato in molti paesi e che ad oggi sono circa 100.000 gli esposti ed ex esposti che ogni anno muoiono in tutto il mondo.

    I servizi di assistenza ONA

    L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria).

    In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate.

    Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

    L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per rischio esposizione amianto.

    Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita.

    Esposizione amianto e il diritto al prepensionamento

    I lavoratori esposti al c.d. rischio amianto, hanno diritto al prepensionamento ex art. 13, co. 8, L. 257/1992. In particolare, è necessario dimostrare il rischio amianto superamento della soglia delle 100 ff/ll.

    Quest’esposizione deve essere dimostrata per più di 10 anni. In caso di malattia, invece, il rischio amianto c’è sempre, purché ci sia stata l’esposizione, al di là delle soglie.

    Pensione invalidità amianto

    C’è pure il diritto alla pensione di invalidità amianto. Questo tipo di prestazione pensionistica può essere richiesto da chi ha subito una malattia asbesto correlata.

    Mesotelioma esposizione ambientale e Fondo Vittime Amianto

    Nel caso di mesotelioma per esposizione ad amianto in famiglia (abiti contaminati da amianto di lavoratori del settore), e per dispersione di fibre, siamo in presenza di malattia di origine ambientale.

    Nei casi di mesotelioma, sussiste, per queste vittime, il diritto alle prestazioni del Fondo Vittime Amianto.

    Risarcimento danni rischio amianto

    Il danno già c’è con l’esposizione. Quindi, deve essere risarcito. Anche quello morale ed esistenziale.

    Quindi, sussiste il diritto all’integrale risarcimento di tutti i danni, che sono connessi al rischio amianto.

    Poiché, anche la semplice esposizione è lesiva, sussiste il diritto al risarcimento del danno, anche morale ed esistenziale, per attesa di malattia.

    Sul punto occorre richiamare Cass., sez. lav., n. 24217/2017. Infatti, la Corte di Cassazione fa presente che, nei lavoratori esposti ad amianto, c’è il timore di ammalarsi. Nel caso specifico, si fa riferimento a chi è ammalato di placche pleuriche.

    Tuttavia, questa paura di ammalarsi, sussiste anche in chi è ancora, apparentemente, sano. Poi ci sono, naturalmente, le patologie asbesto correlate che, come abbiamo visto, hanno un’alta incidenza di lesività.

    Le vittime di malattia asbesto correlata, ovvero di rischio asbesto, hanno diritto all’integrale risarcimento di tutti i danni. Anche gli stessi familiari subiscono ingiusti danni.

    Per cui, il risarcimento deve essere integrale, e il calcolo è su base equitativa.

    Quantificazione danni rischio amianto

    Come abbiamo già evidenziato, le fibre, una volta inalate o ingerite, provocano dei danni. Per tali motivi, è sempre dovuto il risarcimento.

    Le tecniche di quantificazione e risarcimento sono quelle delle tabelle.

    Consulenza gratuita alle vittime per amianto

    L’Osservatorio Nazionale Amianto offre assistenza gratuita ai cittadini e ai lavoratori esposti ad amianto e altri agenti patogeni e cancerogeni.

    Numero rischio amianto
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    Pugno chiuso, mano aperta

    Pugno chiuso, mano aperta
    Pugno chiuso, mano aperta

    Pugno chiuso, mano aperta: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

    No, non vi voglio raccontare di lontane esperienze balneari nella “perla” del Gargano e nemmeno del saluto comunista in alternativa al fascista, con la mano aperta e il braccio levato. Ma penso al saluto COVID del pugno contro pugno. Ha messo fine alla mano nella mano con stretta, quel gesto che per alcuni valeva più di un contratto su carta bollata, firmato dal notaio.

    Dal COVID al lockdawn fino al “Fair Play”

    Adesso, chi decide di fidarsi, rischia il contagio e pure la multa. Dunque, esenzione forzata da gesti d’amicizia, fair play, aiuto a tirarsi su, dall’approccio tenero con una possibile altra metà, dal trattenere un tenero virgulto da proteggere, dal fare un allegro girotondo.

    Ecco, a proposito di teneri virgulti e girotondi, forse – Covid o non Covid – è venuto il momento di scendere in campo per proteggere chi non teme la pandemia da virus, ma gli umani che ne sono affetti, che non rinunciano alla loro attività rapinosa contro il verde, contro le foreste per via del pregio del legno e del suolo da destinare a colture lucrose nel breve termine, desertificanti nel medio lungo.

    Numero Verde Assistenza ONA

    Quel che capita nelle Indie, in Africa, in Sud America, in Australia, in Siberia, non esime l’Europa e in particolare i Paesi dell’Est. Da noi, quel che viene risparmiato dal fuoco estivo finisce nei vortici alluvionali dell’autunno.

    Allora, ecco che il pugno chiuso, ma di ferro, potrebbe avere un senso, se si decidesse di proteggere seriamente il patrimonio forestale e boschivo, considerandolo parte essenziale della nostra stessa vita, di un equilibrato sistema, in assenza del quale nulla avrebbe più senso.

    Forse, per salvarci da noi stessi, avremmo bisogno di un lockdown davvero prolungato, oltre l’immaginabile. Provate a pensare, a ricordare, se ne avete maturato il tempo, come era il nostro paradiso/inferno appena cinquant’anni fa e com’è adesso.

    Basta soltanto questo per farci capire di cosa siamo stati capaci di fare. Abbiamo riversato miliardi di tonnellate di plastica ovunque, di inquinanti altamente tossici nell’acqua che beviamo. Abbiamo reso inospitale lo stesso bacino del Mediterraneo, da sempre oasi di pace climatica.

    Adesso ci rimane una via di mezzo, giusto la mano semiaperta per un ciao, prima dell’estremo gesto del “vaffa”, per un addio.

    L’impegno dell’ONA per la salvaguardia dell’ambiente

    Osservatorio Nazionale Amianto ha ideato una trasmissione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica tutti i dettagli della problematica amianto.

    La diciannovesima puntata di ONA TV – ONA News è Recovery plan: opportunità per l’ambiente.

    Tumore faringe amianto

    Cancro alla faringe
    Cancro alla faringe

    Il tumore faringe amianto è un’altra delle patologie asbesto correlate riconosciute dall’INAIL – Lista II.

    Per questi motivi, l’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni si stanno impegnando per la tutela dei lavoratori che ne sono colpiti. L’ONA fornisce il servizio di notiziario con le novità amianto e qualsiasi altra notizia amianto. Le news amianto sono fondamentali per poter usufruire del servizio di assistenza.

    Quindi, l’ONA fornisce, prima di tutto, l’assistenza tecnica per la bonifica ONA e ha creato l’APP Amianto per facilitare la segnalazione dei siti contaminati. In più, mette a disposizione l’assistenza medica ONA, per la diagnosi, terapia e cura delle malattie asbesto correlate. L’ONA ha anche istituito il servizio di tutela legale online. Contattando l’associazione puoi richiedere l’assistenza legale, con cui ottenere il prepensionamento, i benefici contributivi per esposizione ad amianto e il risarcimento dei danni.

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    Indice dei contenuti

    Tempo di lettura stimato: 9 minuti

    La faringe: che cos’è il cancro che la colpisce

    Il cancro alla faringe è una neoplasia maligna che insorge a livello della faringe. Ci sono diversi agenti eziologici che lo provocano, tra cui, le fibre asbestiformi. Come gli altri, anche questo tumore si sviluppa con la formazione di una massa anomala di cellule, che si diffondono velocemente.

    Si ribadisce la necessità della prevenzione primaria. Infatti, come più volte ribadito, solo evitando le esposizioni a tutti i cancerogeni si tutela efficacemente la salute.

    Oltre al cancro della faringe, sempre con riferimento al tratto orofaringeo, troviamo anche il cancro della laringe e il tumore alla trachea.

    L’Avv. Ezio Bonanni e il tumore faringe amianto

    L’Avv. Ezio Bonanni spiega come poter ottenere la tutela dei diritti delle vittime tumore faringe amianto. La prima cosa è l’anamnesi lavorativa. Occorre una visita di medicina del lavoro.

    In questo modo, è possibile verificare se, tra le attività lavorative pregresse, ci siano state manipolazioni di amianto ed altre esposizioni cancerogene.

    In caso positivo, si cercano le prove di questa esposizione, e si forniscono al medico legale. l’ONA ha una struttura medica coordinata dal Dott. Arturo Cianciosi. Questi, scrupolosamente, raccoglie tutte le prove, e, in caso positivo, redige la prima certificazione che inoltra all’INAIL.

    Inizia, quindi, la lunga odissea presso gli enti previdenziali, in caso di rigetto, l’impegno del medico legale in sede amministrativa. Infine, l’azione giudiziaria al Giudice del Lavoro.

    Poi, l’azione di risarcimento nei confronti del datore di lavoro. Una lunga odissea, nel corso della quale, spesso, il lavoratore soccombe prima di veder portato a termine il percorso. Ma, è importante che si giunga alla giustizia.

    Le sentenze, infatti, costituiscono la pietra miliare per ottenere anche l’allargamento del numero delle patologie riconosciute, oltre che imporre la bonifica.

    Infatti, ottenere la condanna dell’INPS, poi dell’INAIL e poi del datore di lavoro, impone la bonifica. Quindi, la prevenzione primaria, passa sempre per l’epidemiologia e per gli altri profili della prevenzione terziaria.

    Tumore faringe amianto e l’impegno dell’ONA

    Le fibre di amianto sono cancerogene, come conferma la monografia IARC. Per questi motivi, prima di tutto, è necessaria la prevenzione primaria, che si realizza con la bonifica.

    In questo modo, si evita l’esposizione alle fibre asbestiformi e anche ad altri cancerogeni. Comunque, l’unico sistema per prevenire le malattie amianto, tra cui il tumore faringe amianto, è evitare l’esposizione. Ciò è confermato anche dal Consensus Helsinki (revisione 2014).

    Solo nel caso in cui sia impossibile la prevenzione primaria, si potrà agire con la prevenzione secondaria. Per tali motivi, coloro che sono a rischio, debbono essere sottoposti alla sorveglianza sanitaria.

    Le fibre di amianto e gli effetti sulla salute

    Il tumore faringe amianto non è l’unica malattia asbesto correlata, poiché, come abbiamo visto, le fibre di questi minerali, sia i serpentini, che gli anfiboli sono cancerogeni.

    Tra le diverse patologie che provocano ci sono, innanzitutto, i mesoteliomi, tra i quali:

    Poi ci sono gli altri cancri del tratto respiratorio:

    Infine ci sono le patologie che colpiscono il tratto gastrointestinale:

    Ci sono anche altri cancri, tra i quali anche quello delle ovaie.

    Per tali motivi è fondamentale la prevenzione primaria e anche quella secondaria, riferita a tutti i cancerogeni.

    Come ottenere il riconoscimento del tumore faringe amianto

    Il primo passo è ottenere il riconoscimento di malattia professionale dall’INAIL. Poiché questo tumore amianto è inserito nella lista II dell’INAIL per quanto riguarda l’asbesto, l’onere della prova è a carico del lavoratore.

    Quindi, il nesso causale deve essere dimostrato dal lavoratore vittima, e lo può fare con i dati epidemiologici e la prova del rischio.

    Intanto, occorre la prova della presenza di amianto e l’aerodispersione delle polveri. Gli indici sono quelli del D.M. 06.09.1994. Poi, deve essere utilizzato il dato epidemiologico.

    In più, l’INAIL ha creato la Banca dati Amyant e, per ogni attività, può essere calcolato il livello di esposizione.

    Infatti, si prendono i dati, i tempi, e si usa l’algoritmo dell’INAIL. La formula è la seguente: E= Σ(cᵢ * hᵢ)/hanno.

    È tratta dall’ente tedesco Hauptverband der Berufsgenossenschaften. Con l’applicazione di questa formula si calcola il livello di esposizione. Questo sistema è stato validato anche dalla Corte di Cassazione, tra cui, Sez. Lav., 6543/2017.

    Quindi, data la prova del rischio, il medico legale potrà emettere la prima certificazione di malattia professionale, e poi si segue il percorso di riconoscimento della malattia professionale.

    Tumore faringe amianto: ricorso al Giudice

    Nel caso in cui si dovesse negare il riconoscimento del tumore faringe amianto come malattia professionale, può essere proposto ricorso giudiziario.

    Occorre, innanzitutto, la relazione medico legale, e poi, quella tecnico ambientale. Inoltre, il ricorso va corroborato da tutti i dati epidemiologici, anche quelli relativi al VII Rapporto Mesoteliomi.

    Infatti, il mesotelioma, è la spia del rischio, perché è il tumore sentinella e, quindi, con questi dati, è possibile corroborare la questione del nesso causale.

    Gli indici probatori del nesso causale tumore faringe amianto, sono quelli della rilevante probabilità, sulla base del ‘più probabile che non’. Nel caso dell’INAIL, rileva il nesso di causalità debole. Questa teoria è stata elaborata dal Prof. Angelo Fiori.

    Per questi motivi, è possibile ottenere il riconoscimento del tumore faringe amianto malattia professionale.

    Tumore faringe amianto: le prestazioni INAIL

    Nel caso di riconoscimento del tumore faringe amianto, sia in via amministrativa, che giudiziaria, si ha diritto all’indennizzo INAIL.

    In questo quadro, è molto importante l’assistenza medico legale e, quindi, il ruolo del medico legale. Bisogna, infatti, dimostrare l’entità del danno biologico, così da ottenere un punteggio INAIL adeguato secondo le tabelle.

    La rendita INAIL è dovuta solo a partire da un danno del 16%. Se il danno biologico è dal 6 al 15%, si ha diritto al solo indennizzo del danno biologico, cioè, al pagamento di una somma una tantum.

    In quest’ultimo caso, l’importo è stabilito dalle tabelle INAIL. Invece, per i casi in cui, il danno biologico dovesse risultare inferiore al 6%, vi è la c.d. franchigia INAIL e nulla spetta a titolo di indennizzo.

    In quest’ultimo caso, la totale entità del risarcimento, è a carico del datore di lavoro.

    Prestazioni superstiti e Fondo Vittime Amianto

    Nel caso di decesso per tumore faringe amianto, i superstiti hanno diritto alle prestazioni di cui all’art. 85 del D.P.R. 1124/65.

    Si tratta dell’assegno funerario e della rendita INAIL di reversibilità. Queste prestazioni sono pari al 50% per il coniuge e il 20% per ognuno degli orfani. Il tutto, non può superare il 100% della rendita.

    In questo caso, si ha diritto anche alle prestazioni aggiuntive del Fondo Vittime Amianto.

    Benefici contributivi tumore faringe amianto

    Nel caso di un tumore faringe amianto, riconosciuto dall’INAIL, si ha diritto ai benefici amianto. Si tratta di maggiorazioni contributive stabilite dall’art. 13, co. 7, L. 257/1992.

    Il periodo contributivo di esposizione professionale amianto, si calcola con il coefficiente 1,5. Quindi, questo periodo vale il 50% in più, come se il periodo lavorato fosse maggiore del 50%.

    Questa maggiorazione vale, sia per maturare prima il diritto a pensione, sia per rivalutare la prestazione pensionistica. Ottenuto il riconoscimento INAIL, occorre fare la domanda all’INPS per ottenere l’accredito delle maggiorazioni amianto.

    Se l’INPS lo nega, bisogna fare ricorso al comitato provinciale e, ancora, al Giudice, ed ottenere, quindi, la condanna INPS all’accredito delle maggiorazioni.

    Bisogna stare attenti a non incorrere nella decadenza triennale, che si calcola dalla domanda amministrativa, e, poi, dalla fine del procedimento amministrativo.

    In più, c’è il rischio della prescrizione decennale dal riconoscimento della malattia.

    Tumore faringe amianto pensione di invalidità

    I benefici amianto permettono, nella maggior parte dei casi, il collocamento in pensione del lavoratore malato. Così, anche per il tumore faringe asbesto correlato. Infatti, come abbiamo spiegato, si tratta di uno dei tumori amianto, per cui, c’è anche il diritto alla pensione amianto invalidità.

    Si tratta di una pensione anticipata di invalidità, dovuta a tutti coloro che hanno contratto questa malattia, e, quindi, anche il tumore alla faringe. Per andare in pensione immediatamente, occorrono 5 anni di contributi, di cui 3 negli ultimi 5.

    Risarcimento danni differenziali tumore faringe amianto

    Nel caso di tumore faringe amianto provocato dall’esposizione lavorativa alle fibre, oltre all’indennizzo INAIL, si ha diritto all’integrale risarcimento dei danni. Infatti, sussiste una bella differenza tra il risarcimento dei danni e l’indennizzo dell’INAIL.

    Infatti, al di là delle finalità, perché l’indennizzo risponde all’esigenze di tutela sociale dell’art. 38 Cost., vi è anche l’entità degli importi. Infatti, l’indennizzo copre solo una parte del danno biologico e patrimoniale.

    Il risarcimento deve essere, invece, integrale, ed è a carico del datore di lavoro e di coloro che hanno provocato l’esposizione senza cautele. La norma cardine del risarcimento è l’art. 2087 del Codice Civile.

    La responsabilità è, prima di tutto, contrattuale e, poi, extracontrattuale. Entro i 10 anni dall’insorgenza della malattia, oppure dalla morte, occorre agire in giudizio.

    È preferibile fare prima una messa in mora per tentare la conciliazione. In caso contrario, si può procedere con il ricorso giudiziario.

    Con quest’ultimo vanno articolate tutte le richieste, oltre al danno biologico, anche quello morale ed esistenziale. Infatti, il danno patrimoniale si compone anche di altri profili che l’INAIL non considera.

    La sofferenza morale, la modificazione peggiorativa della vita della vittima, non sono tenute in considerazione dall’INAIL. Non sono voci di danno indennizzabili.

    Per questi motivi si parla anche di danni complementari. Quindi, la vittima ha diritto sia alla differenza del danno biologico e patrimoniale, sia a tutti gli altri danni che debbono essere risarciti per intero.

    Il danno non patrimoniale deve essere scomputato l’indennizzo INAIL per poste omogenee. Questo vuol dire che il danno morale ed esistenziale deve essere integralmente risarcito. Mentre, la differenza è solo per il danno biologico e, quindi, dall’importo va sottratto quanto erogato dall’INAIL. Lo stesso metodo è applicato per il danno patrimoniale.

    Quantificazione dei danni biologici tumore faringe amianto

     Già con il danno biologico, è possibile, dal punto di vista presuntivo, dimostrare quelli morali ed esistenziali. Il criterio è quello equitativo di cui agli artt. 1226 e 2056 c.c.

    Generalmente, per il danno patrimoniale si seguono le tabelle del Tribunale di Milano. Questo è il criterio adottato anche per quanto riguarda i danni non patrimoniali.

    Consulenza gratuita per le vittime e i familiari

    Per ottenere la consulenza gratuita medica e legale le vittime e i loro familiari possono contattare il numero verde o compilare il form.

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    Processo Eternit Bis Napoli e Novara

    Processo Eternit
    Processo Eternit

    Processo Eternit Bis. Si tiene in Corte di Assise il Processo Eternit Bis nei tronconi di Napoli e Novara.

    L’ONA in prima linea contro Sthephan Schmidheiny

    L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni continuano il loro impegno per assicurare alla giustizia il magnate svizzero Stephan Schmidheiny. Ci sono sempre nuovi casi di malattie asbesto anche nei dintorni degli stabilimenti Eternit.

    L’amianto, infatti, è un potente cancerogeno, e provoca numerosi cancri, tra cui il mesotelioma.

    Eternit bis Napoli: aggiornamento 2020

    Il 15.05.2019 presso la II Sezione della Corte di Assise di Napoli, si è svolta l’udienza dibattimentale del processo Eternit bis. L’udienza, resa a definizione del procedimento n. 5231/2017, si è tenuta nell’aula 116, ed è stata presieduta da Alfonso Barbarano, giudice a latere Maurizio Conte.

    La difesa dell’imputato Stephan Schmidheiny, già titolare dell’Eternit, ha sostenuto che l’imputato dovrebbe essere prosciolto sulla base del principio del ‘ne bis in idem’. Poiché c’è stato già il processo per i reati di cui agli artt. 434 e 437 c.p., ed è stata dichiarata la prescrizione.

    La prossima udienza si terrà il 06.11.2020 per l’escussione dei testi del Pubblico Ministero.

    L’ONA è costituita parte civile in questo procedimento, in quanto sono molteplici i casi di vittime di Napoli Bagnoli. Si tratta del processo pervenuto dal Tribunale di Torino.

    In precedenza l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni, avevano già presentato diverse denunce alla Procura della Repubblica di Napoli per casi di mesotelioma, asbestosi e altri tumori amianto che si erano verificati tra coloro che hanno lavorato nel sito.

    In altri casi, c’erano stati pure mesoteliomi tra coloro che avevano abitato nei dintorni dello stabilimento. Per questi motivi, l’ONA auspica che, anche gli altri casi, già a suo tempo denunciati alla Procura della Repubblica di Napoli, siano portati al dibattimento.

    Processo Eternit Bis Novara: dibattimento il 27.11.2020

    Il prossimo 27 novembre 2020, dinzi la Corte di Assise di Novara, verrà celebrata la prima udienza del processo Eternit Bis (Filone di Casale Monferrato) vede imputato l’ex A.D. Stephan Schmydheiny per l’omicidio volontario aggravato di 392 persone, di cui 62 dipendenti dell’Eternit e 330 residenti delle zone limitrofe, esposti comunque ad inquinamento ambientale da amianto, tutti deceduti per mesotelioma.

    Ona e Cnifp per il Fair Play Day 2020

    Fair Play
    Fair Play

    Ona e Cnifp per il Fair Play Day 2020: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

    Il 30 ottobre saremo di nuovo al Salone d’Onore – Foro Italico – per un appuntamento strepitoso con la storia, quella con la “S” maiuscola. Celebreremo alla grande il “sessantesimo” dei XVII Giochi Olimpici del 1960.

    Numero Verde Assistenza ONA

    Fair Play Day 2020 al Salone d’Onore

    Avremo una mostra esclusiva, video-film inediti, personaggi mitici, presentazione di progetti nazionali e internazionali mirati alla salute fisica e mentale, delle strutture e dell’ambiente, attraverso stili di vita corretti, il lancio di una nuova virtuosa sinergia tra fantasia e realtà, ovvero la travolgente discesa in campo dei comics  e l’allargato orizzonte de La Galassia del Fair Play, il conferimento annuale di riconoscimenti e premi, ma soprattutto con lui, con Marcello Garroni, il Segretario Generale del più  grande successo organizzativo dello sport e non solo per il Bel Paese, che ne firmò il Rapporto Ufficiale con il titolo : “IL DOVERE COMPIUTO!”.

    I servizi di assistenza ONA

    L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti ad amianto ed altre sostanze cancerogene.

    L’associazione con un pool di tecnici assiste i cittadini per la bonifica e per la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria).  È possibile segnalare anonimamente la presenza di siti contaminati tramite l’app su Google Play Store  “Mappatura amianto“.

    In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate.

    L’ONA guida anche un pool di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale (prevenzione terziaria). Tutti i lavoratori esposti, anche coloro privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

    assistenza ona