23.2 C
Rome
martedì, Agosto 11, 2026
Home Blog Page 340

Tutela dell’ambiente, protocollo d’intesa tra ONA e FIPSAS Lazio

tutela dell'ambiente
Il presidente dell'ONA, l'avvocato Ezio Bonanni, insieme al responsabile regionale Guardie Ecozoofile FIPSAS, Emiliano Ciotti

Tutela dell’ambiente, il presidente dell’ONA, l’avvocato Ezio Bonanni, e il presidente del Comitato regionale Lazio FIPSAS – Federazione Italiana Pesca Sportiva e attività subacquea, Enzo De Grandis, hanno firmato ieri un protocollo d’intesa.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto ha, così, un nuovo alleato nella battaglia per preservare l’ambiente che ci circonda e la salute dei cittadini.

La FIPSAS è un’associazione di protezione ambientale che si propone in particolare di scoprire le alterazioni dell’ecosistema. Le Guardie Ittiche EcoZoofile Fipsas controllano il territorio e segnalano e sanzionano illeciti come l’abbandono di rifiuti tossici, pericolosi e non pericolosi, discariche abusive, depauperamento delle aree verdi. E ancora scarichi inquinanti civili e industriali.

Alla firma era presente anche Emiliano Ciotti, responsabile regionale Guardie Ittiche e presidente dell’associazione “Vittime marocchinate di Goumiers” (onlus di Sabaudia).

Tutela dell’ambiente, l’inquinamento da amianto

Anche l’inquinamento da amianto, che l’ONA combatte da sempre, è una problematica che rientra nella tutela dell’ambiente e per la quale le Guardie FIPSAS possono fare molto, visto il loro attento e puntuale monitoraggio del territorio.

Da qui è nata l’idea di un protocollo d’intesa, al fine di perseguire la tutela dell’ambiente, paesaggistica, dell’ecosistema e della salute umana. Tra gli obiettivi troviamo quello dell’identificazione dei siti contaminati di amianto e materiali contenenti asbesto. Così come l’eventuale integrazione della mappatura in corso di esecuzione da parte dell’ONA, anche attraverso la App apposita creata dall’Osservatorio Nazionale Amianto.

La volontà è quella di determinare un’azione più incisiva, anche con la collaborazione delle istituzioni, sia per la prevenzione primaria attraverso la bonifica dei siti contaminati, sia per l’interdizione di condotte dannose e pericolose, sia per la tutela dei diritti dei singoli.

Il rischio amianto

L’ONA da oltre 20 anni lavora per tutelare le vittime di amianto e per evitare che il numero aumenti. A causa della fibra killer, purtroppo, però, si continua a morire. L’Inail ha raccolto i dati relativi al mesotelioma (tumore provocato esclusivamente dall’abesto), nel VII Rapporto ReNaM. I dati aggiornati, che includono anche i numeri delle altre malattie causate dall’amianto e delle patologie asbesto correlate, sono invece raccolti nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Bonanni: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

Tutela dell’ambiente, nascerà un dipartimento dedicato

Il prossimo passo delle due associazioni sarà quello di indicare i responsabili ai quali delegare tutti i poteri rappresentativi, per l’esecuzione del protocollo d’intesa.

Sarà quindi costituito un dipartimento apposito dedicato alla tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e della salute umana contro ogni forma di inquinamento e crimini di natura ambientale.

La tutela legale dell’ONA

L’ONA raccoglie la sofferenza, il disagio e le difficoltà dei lavoratori esposti all’amianto e degli altri cancerogeni e dei loro familiari. “Troppo spesso – ha spiegato l’avvocato Bonanni – lasciati soli ad affrontare le conseguenze di quello che non potrà mai essere definito un problema privato”.

L’associazione promuove la salute in ogni ambito della vita umana. Persegue scopi di rappresentanza, tutela, assistenza morale e materiale dei lavoratori esposti ad amianto. Attraverso il suo presidente garantisce anche assistenza legale.

No vax sospeso, il Tar del Lazio: “Stipendio va restituito”

uomo consulta un grafico
uomo consulta un grafico

No vax sospeso senza stipendio: il Tar del Lazio accoglie l’istanza cautelare. Il compenso va restituito. Un pronunciamento che rappresenta un precedente importante per chi, non volendo vaccinarsi, è stato costretto a rinunciare al salario.

I giudici amministrativi, con decreto 726/2022, hanno accolto il ricorso di un dipendente pubblico che era stato sospeso dal lavoro e contestualmente aveva perso la retribuzione. L’Ente aveva giustificato la misura con la violazione da parte del dipendente degli obblighi vaccinali e della certificazione verde.

No vax, Tar: mancata retribuzione “pregiudizio irreparabile”

Il Tar ha premesso che il ricorso “prospettando in sostanza profili di illegittimità costituzionale della normativa concernente l’obbligo” vaccinale, richiede adeguato approfondimento nella sede propria collegiale.

“In relazione alla privazione della retribuzione – ha specificato il Tar – e quindi alla fonte di sostegno delle esigenze fondamentali di vita, sussistono profili di pregiudizio grave e irreparabile. Tali da non tollerare il differimento della misura cautelare sino all’esame collegiale.

Per questo il Tribunale “accoglie l’istanza di misura cautelare monocratica sino all’esame collegiale, limitatamente alla disposta sospensione del trattamento retributivo”.

Non decide quindi sulla questione di illegittimità costituzionale, ma dà al lavoratore la possibilità di riavere lo stipendio con il quale si sostiene. Sospendere la retribuzione presenta infatti profili di dannosità grave e irreparabile.

Il giudizio proseguirà il prossimo 25 febbraio per la trattazione collegiale.

No vax, le richieste del dipendente pubblico

Il dipendente non vax, con il ricorso, aveva chiesto l’annullamento, in primo luogo, del provvedimento del 4 gennaio 2022 che gli è stato notificato lo stesso giorno. L’ente presso il quale lavora ha disposto così la sua sospensione immediata dal servizio e dalla retribuzione fino alla comunicazione dell’avvio del primo ciclo vaccinale o della somministrazione della dose di richiamo. In ogni caso non oltre il termine di 6 mesi, a partire dal 15 dicembre 2021, come previsto dall’art. 2, comma 3 del dl n. 172/2021.

Il ricorrente aveva chiesto, inoltre, l’annullamento di tutta un’altra serie di provvedimenti che impongono la certificazione verde a certe categorie di lavoratori. Così come di tutti gli atti presupposti, collegati, antecedenti e posteriori, con condanna altresì dell’amministrazione al risarcimento dei danni.

Tar del Lazio, prima voce contro la sospensione dello stipendio

Si tratta di un provvedimento, quello del Tar, contrario rispetto a quello di altri giudici. Questi ultimi avevano confermato la possibilità di sospendere lo stipendio di chi violava l’obbligo di vaccinazione per poter accedere ai luoghi di lavoro.

Il 24 marzo 2021 il giudice di Belluno, Anna Travia, infatti, respinse i ricorsi di 2 infermieri e 8 operatori sociosanitari che avevano rifiutato di sottoporsi alla somministrazione della dose. Erano tutti dipendenti di due case di riposo della zona e hanno dovuto usufruire di ferie forzate.

Il medico del lavoro li aveva poi visitati e dichiarati “inidonei al servizio”. Il datore di lavoro li aveva a quel punto allontanati e aveva sospeso lo stipendio.

I no vax avevano quindi fatto ricorso in Tribunale. Il giudice però ha sottolineato che “è ampiamente nota l’efficacia del vaccino nell’impedire l’evoluzione negativa della patologia causata dal virus. Come si evince dal drastico calo dei decessi fra le categorie che hanno potuto usufruire delle dosi”. Tra questi il personale sanitario, gli ospiti delle Rsa e i cittadini di Israele dove il vaccino è stato somministrato a milioni di individui.

Ha spiegato anche, nello stesso provvedimento, che “la permanenza dei ricorrenti nel luogo di lavoro comporterebbe per il datore di lavoro la violazione dell’obbligo di cui all’art. 2087 c.c. il quale impone di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica dei suoi dipendenti”.

Il Tar del Lazio si era espresso in un altro caso

Il Tar del Lazio si era già espresso, in passato, anche per alcuni dipendenti scolastici che hanno presentato ricorso per lo stesso motivo. In questo caso, secondo i giudici amministrativi, non ci sarebbe alcuna lesione dei diritti dei ricorrenti, che avrebbero potuto comunque trovare un altro lavoro. Nell’ultimo caso, probabilmente per l’introduzione del Green pass rafforzato in ogni posto di lavoro, non è più possibile trovare un impiego in un altro settore. Questo priverebbe il no vax della possibilità di sopravvivere.

Sarà possibile saperne di più a fine febbraio, quando il Tar del Lazio si pronuncerà nel merito.

L’ONA e l’assistenza legale

LONA – Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, da oltre 20 anni fornisce assistenza legale alle vittime di amianto. Così come alle loro famiglie e alle vittime del dovere. Grazie anche al lavoro dell’ONA i medici che, nel primo anno della pandemia, hanno perso la vita a causa del Covid, sono stati riconosciuti vittime del dovere.

Ora gli esperti e i professionisti dell’ONA sono pronti ad assistere anche chi scegliendo di non vaccinarsi è stato sospeso dal lavoro.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha realizzato in questo senso uno specifico strumento on-line di assistenza. Un servizio che risponderà anche alle domande a quelle persone che ritengono di aver avuto effetti collaterali a causa del vaccino Covid.

Per richiedere una consulenza gratuita i lavoratori e i cittadini possono anche contattare il numero verde 800 034 294.

Vetroresina VTR , una nuova minaccia.

Vetroresina VTR
Vetroresina VTR

La vetroresina o VTR, è un tipo di plastica rinforzata con vetro, in forma di tessuti o TNT, impregnate con resine termoindurenti.

Il VTR noto come plastica rinforzata con fibre di vetro è stata realizzata per la prima volta in Italia (1926, Bari).

La resina termoindurente è un materiale viscoso, simile alla resina vegetale, capace di indurirsi a freddo o a caldo. È formata da una serie di polimeri, che si possono ottenere con diverse modalità e materie prime.

Le resine più comuni sono le fenoliche, le acriliche, le epossidiche, le resine poliestere insature (UPR), le resine vinilestere (RE), quelle termostatiche e le termoindurenti.

La resina sintetica non è venduta come tale, ma sottoforma di due componenti separati: l’oligomero e l’agente reticolante.

Dalla miscelazione di questi due componenti si innesca la reazione a reticolazione.

Questo materiale è utilizzato per diversi lavori. Alcuni tipi sono utilizzati come matrici per materiali composti; utilizzati nel campo edilizio oppure per lo scambio ionico che serve per la purificazione dell’acqua.

Un settore importante dove sono utilizzate queste resine artificiali è quello delle fonderie. Infatti, le resine, costituiscono un prodotto fondamentale nella riproduzione di getti di metallo.

Negli anni cinquanta questo materiale è stato utilizzato per la costruzione di oggetti esposti agli agenti atmosferici: automobili, imbarcazioni, serbatoi ecc.

Leggeri ma molto solidi e resistenti, difatti viene utilizzata nel settore aeronautico, così come nella costruzione delle pale eoliche.

Nuova minaccia: le fibre artificiali del vetro

Un problema è quello collegato alle fibre artificiali vetrose utilizzate all’interno della vetroresina. Studi epidemiologici, condotti su animali, sottoposti ad inalazione forzata e/o al contatto con fibre insufflate direttamente a livello pleurico, mostrano l’insorgenza di significative modificazioni cellulari. Queste modificazioni avvengono a livello alveolare e pleurico con comparsa di carcinomi e mesoteliomi.

Pur non esistendo riscontri epidemiologici sull’uomo, le fibre di vetro sono state oggetto di adeguamento di Direttiva CE, che le ha inserite tra le sostanze pericolose sottoposte ad obbligo di etichettatura.

Le fibre di vetro utilizzate nella produzione di manufatti sono classificate come cancerogeno di categoria 3 (UE) con sigla R40 “possibilità di effetti irreversibili”.

La fibra se inalata può causare problemi respiratori e non solo. La vetroresina è nociva anche per gli occhi e per il corpo, nella sua forma liquida presenta il rischio dovuto dallo stirene.

Lo stirene è un idrocarburo aromatico che determina, in caso di esposizione cronica, dermatite, asma, vertigini e altre alterazioni fisiche.

Questo elemento è classificato dallo IARC (International Agency for Research on Cancer) come possibile cancerogeno per l’uomo.

VTR: come si gestiscono i rifiuti?

La gestione attuale dei rifiuti di vetroresina si svolge secondo la seguente prassi:

  • Smaltimento in discarica (affondamento in fondale per le imbarcazioni aventi scafo in vetroresina), per quanto ancor la più diffusa, non è la soluzione ottimale, a causa della non biodegradabilità del materiale;
  • Incenerimento, con l’enorme problematica dell’inquinamento da fumi;
  • Riciclo mediante regrinding: il composito viene macinato per essere riutilizzato come filler (solitamente in materiali edili);
  • Pirolisi, riciclo mediante la quale il polimero viene decomposto termicamente in assenza di ossigeno, le fibre vengono separate e usate nuovamente come filler (tale soluzione è però economicamente poco conveniente);
  • Digestione acida, riciclo mediante dissoluzione chimica del composito (tale processo è però economicamente proibitivo).

La vetroresina nel settore nautico

Nel settore navale è prettamente utilizzata la vetroresina. La costruzione delle imbarcazioni in vetroresina è stata determinata dalla qualità dei materiali. Così come le prestazioni di resistenza e la lavorabilità, senza tralasciare il lato economico.

La dimensione limitata delle imbarcazioni in vtr rende poco importante i “rischi convenzionali”, ma il discorso cambia per le costruzioni.

L’esposizione a vapori organici durante i foraggi è il rischio maggiore. Nel caso di foraggi di resine poliestere (più comuni) i vapori sono costituiti da stirene.

Purtroppo nelle edilizie navali è ancora presente il rischio di esposizioni. Cambiano i materiali ma la parte nociva emerge continuamente.

Cosa succederà negli anni?

La Marina Militare è sotto l’occhio del ciclone, già per le strutture e le navi costruite negli anni passati, con componenti di amianto. Oggi ci troviamo questo sostituto, il VTR, che è già considerato cancerogeno, ed è possibile anche classificarlo nel Gruppo 4 come Malattia professionale.

Sembra che si stia per ripetere lo stesso errore, avranno attuato le dovute precauzioni in merito? Le protezioni individuali e le ventole serviranno a evitare grandi contaminazioni sul lavoro?

La vetroresina nemica del fuoco

Un altro tipo di pericolo con la lavorazione in vtr è quella sugli incendi. Lavorando importanti quantitativi di vetroresina e di saldature, il rischio incendio o di esplosione grave, persiste.

Nella costruzione di imbarcazioni in vetroresina il rischio per la salute dei lavoratori deriva dall’esposizione a diverse sostanze nocive: stirene, alcool, polifenoli e altro.

Attraverso un’indagine sulle attività/rischi, limitatamente alle attività che danno luogo a rischi specifici, si ottiene questa tabella. 

Tipo di rischio   AttivitàRischi di inalazioneRumore
Polveri organicheFibreFumi di saldatureSolventi resinaVapori cereVapori colleSolventi verniciOli saponi
Preparazione scafo   xx    
Preparazione tuga   xx    
Stesura teli-resina   x    x
Rifilaturaxx      x
Incollaggio     x   
Pulitura       x 
Verniciatura      x  
Collaudo motori       xx
Saldatura  x     x

Matrice attività/rischi per le attività che generano rischi specifici nella costruzione di imbarcazioni in vetroresina

Le indicazioni in tabella non sono del tutto esaustive per cui non è possibile ancora avere una completa valutazione del rischio. Infatti, occorre individuare sempre l’agente nocivo e la sua azione e aggiornare di volta in volta la matrice attività e rischi.  

Il rischio c’è, per questo si attrezzano i cantieri anche con macchine dotate di cappe aspiranti, in modo da limitare la diffusione dei composti nocivi. 

La prevenzione è modulata secondo il luogo in cui vengono svolti i lavori, più è vasta l’area di lavora e più deve essere grande il macchinario.

Sono già diversi anni che si studia questo materiale per verificare l’assenza di una qualsiasi azione cancerogena.

Una domanda sorge spontanea, la vetroresina è cancerogena come l’amianto?

VTR e altre fibre: studio tossicologico

Attraverso uno studio tossicologico della fibra, è possibile osservarla nei minimi particolari, per capirne bene la funzionalità.

La forma e la dimensione delle fibre condizionano sia la profondità di penetrazione sia la deposizione nei diversi livelli dell’apparato respiratorio.

Le fibre che hanno un diametro > 12μm, non sono in grado di raggiungere l’area polmonare che permette gli scambi respiratori, e vengono definite “inalabili”.

Mentre, le particelle con < 3μm, sono considerate “respirabili”.

Il Diametro Aerodinamico (Da) è il parametro fisico che determina sia l’entrata che l’esposizione delle fibre nell’apparato respiratorio, e segue la formula:

Da = 1.3 ρ1/2 d5/6 L1/6

p = densità; d = diametro fisico; L = lunghezza

Le fibre lunghe con un diametro piccolo viaggiano con un flusso di aria inalata e arrivano nelle zone più profonde del polmone.

Per quanto riguarda la fibra di amianto (lunga 200 Micron) è stata osservata nei tessuti del polmone umano.

La durabilità dipende dalla capacità della sostanza stessa di rimanere inalterata nei liquidi biologici.

Ad esempio, l’asbesto permane nell’organismo. Mentre la fibra di vetro va incontro a fenomeni di lisciviazione (separazione di una sostanza da altre sfruttando le proprietà di solubilità e la differenza della stessa) e la permanenza è limitata nel tempo.

Fridays for future, nuovo sciopero globale per il clima

Friday for future
Friday for future

Il Fridays for future lancia un nuovo “sciopero globale per il clima”. L’attenzione sul cambiamento climatico e la necessità di cambiare il nostro stile di vita e il metodo di produzione per salvare il Pianeta è entrata al centro del dibattito mondiale grazie a Greta Thunberg.

Il movimento nato con lei tornerà in piazza il 25 marzo 2022, questa volta per chiedere che “vengano garantiti i risarcimenti climatici da parte del Nord del mondo, che ha le maggiori responsabilità. Questi risarcimenti non dovrebbero essere prestiti, ma finanziamenti per le comunità indigene ed emarginate. Per la restituzione delle loro terre, per l’adattamento e le perdite e i danni“.

Friday for future: attivisti stanchi di discorsi falsamente verdi

“Le persone al potere peggiorano questa crisi – ha spiegato Martina Comparelli, una delle portavoce dei Fridays for future italiani, da Milano – con i loro discorsi falsamente ‘verdi’ e le bugie che portano avanti nel nome della ‘Transizione ecologica’. Abbiamo bisogno di una vera azione climatica, ed è per questo che torniamo in piazza”.

Con l’hashtag #PeopleNotProfit questi ragazzi chiederanno ai politici e a tutto il mondo di “creare sistemi basati sull’amore, l’empatia e la cura della comunità che mettano al primo posto la cura, non al profitto! È il momento di agire – dicono ancora – risarcire le popolazioni più colpite e storicamente oppresse, ridistribuire le ricchezze, le tecnologie e il potere politico. Mettiamo al centro le comunità, la cura per le persone piuttosto che il denaro”.

Il cambiamento climatico

Ormai il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti. Gli scienziati avvertono delle conseguenze del nostro stile di vita da decenni. Negli ultimi anni, però abbiamo potuto toccarne con mano la veridicità e la gravità con gli incendi che hanno devastato interi territori. Abbiamo notato come l’estate faccia più caldo e le alte temperature permangano più giorni.

“Minore è l’aumento della temperature – avvertono i ragazzi di Fridays for future – minori saranno le vittime di questa crisi. La Terra si sta già riscaldando”.

Nell’accordo di Parigi del 2015, i Paesi si sono impegnati a limitare l’aumento della temperatura globale ben al di sotto gli +1,5°C rispetto all’era pre-industriale. Temperature più alte creano ondate di calore peggiori, maggiore siccità e inondazioni e l’aumento del livello del mare.

Fridays for future critica con la Conferenza delle Nazioni Unite 2021

Dopo l’accordo di Parigi si è tenuta a Glasgow (nel Regno Unito) la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici COP 26. Diversi sono stati, secondo i partecipanti, i progressi sugli impegni assunti nell’ambito dell’accordo di Parigi ma sono necessari ulteriori sforzi per raggiungere l’obiettivo di 1,5 gradi Celsius.

Greta Thumberg (icona del movimento Fridays for future), però, ha criticato duramente la conferenza: “Non è un segreto che la COP26 sia un fallimento. Dovrebbe essere ovvio che non possiamo risolvere una crisi con gli stessi metodi che l’hanno provocata”. “Le persone al potere – ha aggiunto – possono continuare a vivere nella loro bolla piena di fantasie, come la possibilità di una crescita infinita su un pianeta finito e una soluzione tecnologica che apparirà improvvisamente dal nulla e cancellerà immediatamente tutte queste crisi. Tutto questo mentre il mondo sta letteralmente bruciando, va a fuoco, e mentre le persone che vivono in prima linea stanno subendo gli effetti della crisi climatica”.

I Paesi si sono comunque impegnati ad intensificare i finanziamenti per il clima e raggiungere l’obiettivo di 100 miliardi di USD nei prossimi anni. A ridurre le emissioni di metano del 30% entro il 2030. Hanno inoltre adottato una dichiarazione sulle foreste e l’uso del suolo la messa a punto del codice di Parigi sugli aspetti operativi dell’accordo del 2015.

L’ONA attiva nella salvaguardia dell’ambiente

La tutela dell’ambiente, nella specifica definizione giuridica di ambiente, incarna la necessità di salvaguardia dei diritti come singoli e come collettività. L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, con il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, si occupa da anni per prevenire il rischio amianto e altri agenti cancerogeni che sono estremamente dannosi per la salute e inquinano l’ambiente che ci circonda.

L’avvocato Bonanni ha raccolto i dati (ogni anno in crescita), dei danni causati dall’asbesto ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”. Da tempo cerca di sensibilizzare a più livelli anche per le bonifiche, l’unico sistema per liberare il territorio dalla fibra killer e limitare il numero delle vittime. L’ONA ha creato anche una App per le segnalazioni. Con questa i cittadini possono contribuire nella lotta all’amianto indicando i siti contaminati.

 

Vaccino anti Covid senza brevetto, Bottazzi candidata al Nobel

Maria Elena Bottazzi
Maria Elena Bottazzi

Maria Elena Bottazzi, insieme al suo collega Peter Hotez, ha sviluppato il Corbevax: un vaccino contro il Covid-19 efficace ed economico. Insieme agli scienziati che lavorano con lei, ha deciso di donare la sua scoperta all’umanità. Per questo una deputata americana ha proposto la scienziata italo-honduregna per il Premio Nobel per la pace.

Una candidatura che l’ha resa felicissima. Su Twitter ha ringraziato i tantissimi italiani che le hanno inviato un messaggio sottolineando come sia un privilegio davvero speciale poter aiutare i Paesi più poveri.

I dati già raccolti dimostrano che il vaccino è efficace all’80% per le varianti Alfa, Beta e Delta e anche i dati (non ancora definitivi) relativi alla Omicron lasciano ben pensare.

Vorbevax, vaccino facile da produrre ed economico

La docente al Baylor College of Medicine di Houston, che gestisce con Hotez il Texas Children’s Hospital Center for Vaccine Development, ha sviluppato un vaccino facile da produrre perché sono state utilizzate metodiche conosciute da tempo e non ha bisogno della catena del freddo. Se questo non bastasse è molto economico, meno di due euro a dose e come già spiegato non è coperto da brevetto.

La proposta di moratoria temporanea dei brevetti sui vaccini era stata bocciata, nonostante l’appello arrivasse da più parti. Lo avevano chiesto l’India e il Sudafrica, perfino Papa Francesco e cento premi Nobel ed ex capi di Stato.

Eppure vaccinare i Paesi più poveri non è soltanto una questione di giustizia. Non vaccinare, infatti, e continuare a far girare il virus comporta il rischio delle varianti, per le quali potremmo non essere preparati. Ognuna porta con sé, inoltre, anche un danno economico imponente.

La richiesta di candidatura per i due scienziati al comitato di Oslo è partita da una deputata americana dell’area di Houston. “Da anni – ha detto – lavorano per la fraternità tra nazioni e sono persone che il premio Nobel per la pace incarna e celebra”.

Fondamentale vaccinare chi vive nei paesi più poveri

Un gesto quello della scienziata e del suo collega che potrebbe davvero rappresentare la chiave di volta per fermare il Covid. Senza vaccinare i Paesi più poveri, infatti, neanche quelli occidentali possono dirsi al sicuro. E in alcune nazioni la percentuale dei vaccinati è ancora inferiore al 5%.

Apprezzamento è stato espresso anche dal presidente dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, che da anni si occupa delle vittime di questo materiale killer. Assiste comunque anche chi ha subito danni dal Covid-19 e dai vaccini ad oggi in circolazione.

“Fermo restando che il sistema Paese ha tenuto, e ha fronteggiato il Covid – ha dichiarato l’avvocato Bonanni – non per questo debbono essere tralasciati i diritti delle vittime, sia del coronavirus che dei vaccini”.

“Sostengo anche io – ha dichiarato il presidente ONA – la necessità di una moratoria almeno temporanea dei brevetti, per permettere a tutti di accedere alla vaccinazione, che è sicuramente uno strumento contro la pandemia. Oltre alla questione umanitaria, infatti, è chiaro che con questo livello di globalizzazione, non possiamo pensare di tutelarci nei nostri confini e restare così al sicuro”.

L’ONA e la guerra all’amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha nella sua missione l’eliminazione dell’asbesto da tutti gli edifici in cui ancora è contenuto. Tra questo le scuole e gli ospedali. E da tutti i siti contaminati.

La fibra killer ha causato negli anni malattie e morte. Nonostante la Legge 257/1992 lo abbia messo al bando, le bonifiche non sono obbligatorie. Questo ha comportato l’esposizione all’amianto che causa, infezioni, asbestosi e tumori, tra i quali il mesotelioma (VII Rapporto ReNaM dell’INAIL).

Il fenomeno è ben delineato nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Bonanni “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”.