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Sostanze chimiche pericolose: l’UE vuole vietarne dodicimila

Sostanze chimiche pericolose
bottiglie di Sostanze chimiche pericolose

Recentemente la Commissione Europea ha pubblicato la “Restrictions Roadmap”, ovvero un elenco di sostanze chimiche pericolose che a breve potrebbero essere messe al bando.

Attualmente queste sostanze sono presenti sia nei luoghi di vita, che di lavoro e sarebbero contenute addirittura in alcuni prodotti per bambini.

Nel dettaglio, sarebbero circa 12.000 le sostanze pericolose che circolano ancora nel mercato. Ma l’obiettivo dell’UE è proprio quello di vietarne l’uso gradualmente fino all’eliminazione definitiva.

Dove si trovano le sostanze chimiche pericolose

Tra le 12.000 sostanze elencate dalla Commissione Europea, ci sono alcune molto più vicine a noi di quanto pensassimo. Di seguito riportiamo alcuni esempi.

Per esempio, il glifosato, di cui a dicembre scadrà l’autorizzazione al commercio, è una delle sostanze che più fa discutere l’opinione pubblica.

Il glifosato è famoso per essere l’erbicida più diffuso al mondo e per essere quello meno pericoloso. Tuttavia, uno studio del 2012 effettuato sui ratti, aveva evidenziato alcune criticità del prodotto.

L’esposizione al glifosato stimolerebbe la comparsa di cellule tumorali, tuttavia lo studio è stato poi ritrattato a causa di alcuni dubbi sulla metodologia della ricerca.

A dicembre scopriremo se l’Agenzia Europea delle Sostanze Chimiche (ECHA) rinnoverà l’autorizzazione o meno del presunto cancerogeno.

Glifosato
Erbicida glifosato (Getty Images)

Anche le polifluoroalchiliche, o perfluoro alchiliche (PFAS), appartengono ad un gruppo di sostanze potenzialmente pericolose e sono contenute in moltissimi prodotti di uso quotidiano.

Difatti, sono state trovate tracce di sostanze polifluoroalchiliche anche nei trucchi femminili e nelle schiume antincendio. Se le operazioni di restrizione avranno inizio, si ipotizza una riduzione delle emissioni di PFAS di più di 13.000 tonnellate in 30 anni.

sostanze chimiche pericolose
Estintori, contenenti schiuma antincendio contaminata.

Tra i vari agenti potenzialmente cancerogeni che prossimamente subiranno delle restrizioni di mercato, troviamo anche il diclorometano.

Grazie alle sue incredibili proprietà, il diclorometano è contenuto in diversi solventi e nel settore alimentare è usato per preparare derivati di luppolo ed altri aromi.

L’uso del diclorometano nell’industria alimentare è continuato con l’utilizzato per la rimozione della caffeina dal caffè.

Caffè.

Uomini “costretti” a scegliere tra salute e profitto

L’iniziativa della Commissione Europea ci lascia senza dubbio piacevolmente sorpresi, tuttavia occorre andare fino e in fondo per raggiungere il reale obiettivo.

L’obiettivo finale è quello di evitare le esposizioni a cancerogeni, soprattutto nei luoghi di lavoro. Ma non sempre questo accade e non sempre l’uomo sceglie la salute se dall’altra parte ha come opzione il profitto.

Il caso più emblematico è quello dell’amianto, utilizzato per secoli e messo al bando, in Italia, solo agli inizi degli anni 90. L’asbesto come tanti altri agenti cancerogeni ha delle importanti proprietà che lo reputano perfetto per l’uso nell’edilizia o nel settore tessile.

Sono molte le multinazionali che hanno fondato la propria fortuna sull’uso di questi cancerogeni, che nel corso del tempo hanno lasciato dietro di sé più morte che ricchezza.

Assistenza legale per i lavoratori esposti a cancerogeni

Alla luce dei tanti rischi che corrono i lavoratori, l’Osservatorio Nazionale Amianto offre assistenza medica e tutela legale a tutti gli esposti a cancerogeni.

Difatti, l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA è in prima linea da decenni nella lotta contro l’amianto e contro i cancerogeni presenti nei luoghi di vita e di lavoro.

Chiedi la tua consulenza gratuita contattando direttamente l’assistenza al seguente link.

Lavarsi le mani, giornata mondiale per ricordarne l’importanza

lavarsi le mani
mani insaponate

Lavarsi le mani è uno dei gesti più importanti per evitare il contagio delle malattie. Ce lo hanno ripetuto all’infinito le nostre mamme e le nostre nonne. Ieri, 5 maggio, è stata la giornata mondiale che ricorda questo semplice quanto fondamentale gesto per la prevenzione delle malattie infettive. Ancora di più in un momento in cui l’epidemia da Covid non è ancora terminata.

Lavarsi le mani, il medico che capì come salvare tante vite

Il primo che lo capì, partendo però da un’ipotesi sbagliata, fu un medico ungherese dell’Ottocento: Ignáz Semmelweis. Il suo contributo alla scienza fu comprendere che il lavaggio delle mani poteva prevenire i casi di febbre puerperale, la spesso mortale conseguenza del parto in condizioni di scarsa igiene.

All’epoca non esistevano dati sufficienti a confermare le sue intuizioni, non era stata delineata neanche la teoria dei germi, ciò nonostante dopo la sua morte è stato ricordato come “il salvatore delle madri”. Non per nulla la Giornata mondiale dell’igiene delle mani, cade lo stesso giorno di quella delle ostetriche.

Semmelweis lavorava in due cliniche ostetriche. In una di queste, però, le neo mamme continuavano a morire. Il medico indagando capì che in quella con le percentuali di morte più alte gli studenti di medicina effettuavano le autopsie e ipotizzò che questi trasportassero sulle mani alcune “particelle cadaveriche”, come le chiamò, che potevano determinare le febbri. Impose così il lavaggio delle mani, anche con il cloro, e salvò moltissime vite.

“Uniti per la sicurezza: igienizza le tue mani!”

Ogni anno dal 2005 l’Oms elabora uno slogan per guidare la campagna per l’igiene delle mani a livello globale. Quest’anno è: “Uniti per la sicurezza: igienizza le tue mani!”.

Dal ministero della Salute ricordano che in ambito assistenziale e in comunità, lavarsi le mani correttamente, con acqua e sapone per almeno 40-60 secondi, oppure, se non disponibili, igienizzarle con soluzione idroalcolica per almeno 20-30 secondi, impedisce la trasmissione dei microrganismi responsabili di molte malattie infettive. Dalle più frequenti, come l’influenza e il raffreddore, a quelle più severe, come le infezioni correlate all’assistenza.

L’invito è quello di lavorare insieme per influenzare la cultura della sicurezza, attraverso la conoscenza e la pratica dell’igiene delle mani, per raggiungere l’obiettivo comune di sicurezza e qualità nell’organizzazione sanitaria.

Quando lavarsi le mani, i consigli del ministero della Salute

Il consiglio è quello di lavarsi le mani prima di assumere farmaci o somministrare farmaci ad altri, prima di toccarsi occhi, naso e bocca (per es., per fumare, usare lenti a contatto, lavare i denti, etc.), e di mangiare.

E ancora prima e dopo aver assistito o toccato una persona malata, aver medicato o toccato una ferita. Come prima e dopo aver cambiato il pannolino di un bambino, aver maneggiato alimenti, soprattutto se crudi, aver usato i servizi igienici e toccato un animale.

Infine è importante l’igiene delle mani dopo aver toccato altre persone, aver frequentato luoghi pubblici e, in generale, appena si rientra in casa. Dopo aver maneggiato la spazzatura e aver utilizzato soldi.

L’Ona accanto ai più fragili

L’Osservatorio nazionale amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, si batte da anni per la tutela della salute, sui luoghi di lavoro e in tutto il territorio nazionale. L’amianto è ormai considerato all’interno dell’associazione come una metafora dell’utilizzo sconsiderato di un elemento nocivo per raggiungere il profitto. Invece l’obiettivo che tutta l’umanità deve prefiggersi è quello della tutela dell’ambiente in cui viviamo, per preservare la salute e la nostra stessa sopravvivenza.

Con all’arrivo della pandemia l’Ona ha ricordato sui suoi diversi canali l’importanza del lavaggio frequente delle mani, come tutti gli altri accorgimenti per arginare i contagi. Come il distanziamento, evitare gli assembramenti e starnutire nel gomito. Il consiglio a tutte le persone fragili, tra cui appunto i pazienti di patologie asbesto correlate, è stato quello di prestare ancora maggiore attenzione.

Covid, su mascherine il governo ci ripensa: di nuovo obbligatorie

mascherine
uomo con la mascherina

L’ultima ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza aveva eliminato l’obbligo delle mascherine nel luoghi di lavoro. Erano soltanto “fortemente raccomandate”, come a dire: l’emergenza è finita, ma non più di tanto.

Ieri, 4 maggio, però, in un nuovo incontro tra il ministro del Lavoro e le parti sociali l’obbligo è stato riconfermato fino al 30 giugno. Fino a questa data resta quindi in vigore il Protocollo anti-Covid negli ambienti di lavoro.

Mascherine obbligatorie al lavoro

Una decisione che ha creato il caos. Molta confusione e delusione soprattutto per i titolari di bar e ristoranti che per qualche giorno avevano visto di nuovo la loro clientela in volto. Un ritorno alla normalità, o al passato, che è durato poco.

Resta invece una semplice raccomandazione l’uso dei dispositivi di protezione per i dipendenti della pubblica amministrazione, dopo che il ministro Brunetta ha recepito l’ordinanza del 28 aprile scorso.

Ordinanza che faceva conto sulla maturità dei cittadini, che erano stati chiamati a valutare in quali occasioni utilizzare le mascherine, in base al pericolo dovuto ad assembramenti o all’impossibilità di mantenere le distanze minime necessarie per evitare i contagi. I dpi restavano obbligatori per i lavoratori delle strutture sanitarie, socio – sanitarie e socio – assistenziali, ivi incluse le strutture di ospitalità e lungodegenza, per le residenze sanitarie assistite, gli hospice e le strutture riabilitative e per anziani.

Poi però il governo ha fatto un passo indietro e le mascherine resteranno obbligatorie fino a fine giugno. Poi se ne discuterà.

Quando indossare la FFP2

L’ordinanza porta anche una serie di esempi su quando indossare la FFP2 per arginare i contagi e preservare la salute. Per il personale a contatto con il pubblico e sprovvisto di altre idonee barriere protettive. Ma anche per chi svolge la prestazione in stanze in comune con uno o più lavoratori “anche se si è solo in due, salvo che vi siano spazi tali da escludere affollamenti”. Nel corso di riunioni in presenza e nelle file per l’accesso alla mensa o altri luoghi comuni. Per chi condivide la stanza con personale cosiddetto “fragile”. In presenza di una qualsiasi sintomatologia che riguardi le vie respiratorie, così come negli ascensori e nelle ipotesi in cui, anche occasionalmente, si verifichi la compresenza di più soggetti nello stesso ambiente.

I casi in cui le mascherine non servono

Al contrario, l’utilizzo delle mascherine non è considerato necessario: per le attività svolte all’aperto; in caso di disponibilità di stanza singola per il dipendente. E ancora in ambienti ampi, anche comuni (come corridoi o scalinate) in cui non vi sia affollamento o si mantenga una distanza interpersonale congrua.

Insomma del Covid non ci siamo ancora liberati e come sempre il consiglio è non abbassare la guardia, questa volta per proteggere i più fragili.

Nasce “Io Raro.”, per dare risposte ai pazienti oncologici

pazienti
Io Raro, conferenza

E’ stata presentata a Roma l’associazione “Io Raro.”, nata per dare risposte ai pazienti oncologici colpiti da tumori non ordinari. L’obiettivo dell’organizzazione è quello di supportare la ricerca di luoghi e realtà che possono dare risposte corrette. E poi di educare all’informazione, più che a formare. Questo raccogliendo le testimonianze delle associazioni e delle famiglie, per farne preziose esperienze.

L’associazione presentata a Roma

L’evento si è tenuto il 4 maggio scorso presso l’Hotel Nazionale – Sala Capranichetta, Piazza di Monte Citorio, 131 nella Capitale.

Ogni anno in Italia – ha spiegato Paolo Pronzato, coordinatore DIAR Oncoematologia Regione Liguria e direttore di Oncologia Medica IRCCS al San Martino Genova – si osservano oltre 350mila nuovi casi di tumore (1000 al giorno). Di questi il 20% sono definiti come rari in base alla bassa incidenza e prevalenza. Si tratta di neoplasie sia dell’adulto sia del bambino, sia tumori solidi sia neoplasie ematologiche”.

All’incontro è intervenuta anche Annalisa Scopinaro, presidente Uniamo, Federazione Italiana Malattie Rare che, come riporta l’Ansa, ha dichiarato che questi pazienti “hanno bisogno, nello sconcerto che la scoperta della diagnosi comporta, di informazioni certe e di una Rete di supporto che fornisca aiuti concreti”.

Io Raro, punto di riferimento per pazienti e famiglie

“Io Raro – ha spiegato il presidente Walter Locatelli – si propone di offrire un punto di riferimento. Per tutti quei cittadini e alle loro famiglie che si trovano ad affrontare, nel percorso della vita, situazioni in ambito oncologico, in particolare per quel che riguarda i tumori rari. In un settore così complesso, il nostro obiettivo non è dare risposte né proporre diagnosi. Piuttosto dare un supporto alla ricerca di quelle risposte e di quelle diagnosi che possono essere corrette ed efficaci.

In ambito europeo, nazionale e regionale il tema legato ai tumori rari è affrontato con strumenti scientifici, organizzativi e di coordinamento appropriati. Inoltre, nel nostro Paese, vi sono Centri che possono mettere a disposizione grandi competenze in materia. Spesso in un’efficace contesto di ‘rete’ che via via si sta strutturando”.

“Associazioni sono ponte tra pazienti e mondo della sanità”

Parole di gratitudine verso chi si impegna per chi ha più bisogno sono state spese da Manuela Lanzarin, assessora alla Sanità e Sociale della Regione Veneto. Sulle associazioni ha detto che “rappresentano un tassello importante all’interno del sistema sanitario, ponte ideale tra i bisogni dei cittadini/pazienti e il mondo della sanità.

Motivo per cui la nascita di una nuova realtà, soprattutto se rivolta a offrire una risposta ai bisogni dei malati di tumori rari e un supporto alle loro famiglie, deve essere accolta come un arricchimento. Una nuova realtà che assume il compito di dare voce a chi si trova a lottare con patologie gravi e poco conosciute e che, proprio per questo, merita di essere ascoltata”.

Maggio nell’orto bio: frutta e verdura da seminare e consumare

maggio
cestino di ciliegie

Orto bio: maggio offre una grande varietà di prodotti  

Maggio è il mese più adatto per seminare tutti quegli ortaggi che temono il freddo.

Se le temperature sono stabili, non sarà necessario coprire le piantine durante la notte, per ripararle dalle gelate tardive.

Si potranno dunque abbandonare i semenzai riscaldati e impiantare una grande varietà di ortaggi direttamente nel nostro orto bio.

Nel caso in cui il clima sia particolarmente caldo, bisognerà invece ricordarsi di irrigare con una certa frequenza, per evitare che il terreno asciughi.

In questi giorni possiamo trapiantare le piantine nate nel semenzaio tra marzo e aprile.

Infine possiamo gestire dei piccoli semenzai all’aperto, (basta una cassetta piena di terra) su cui pianteremo: cavoli, broccoli, verze, cavolo cappuccio, cavolfiore, cavolini di Bruxelles e porri, che poi mangeremo in autunno e in inverno. 

Gli ortaggi e le verdure da seminare sono soprattutto le cucurbitacee e le solanacee: angurie, meloni, barbabietole, bietole da coste, cardi, le carote, i cetrioli, fagioli e fagiolini, insalate (lattuga, lattughini, indivia, rucola, scarola), pomodori, melanzane, peperoncino, zucca e zucchini.

Tra le erbe aromatiche di stagione, possiamo dare il via a: basilico, sedano e prezzemolo. 

Seminare secondo il calendario lunare 

In agricoltura, la gestione delle semine e dei raccolti in base al calendario lunare è pratica antichissima alla quale molti agricoltori danno ancora estremo valore. 

Se vogliamo seguire la tradizione contadina, dovremo effettuare a inizio mese, in fase crescente, le semine di ortaggi da frutto e verdure da bacca vanno effettuate. Dal 17, in fase calante, si potranno seminare radici e tuberi, oltre che colture da foglia.

Le fasi lunari di maggio 2022

Il calendario lunare 2022 inizia con una fase crescente per tutta la prima metà del mese, la luna piena è il 15.

Successivamente inizia la fase di luna calante, che culmina nella luna nuova del 30 maggio. Il 31 maggio chiude il mese di nuovo in fase crescente, che si prolunga poi a inizio giugno.

Calendario delle fasi lunari di maggio 2022:

  • 01-15 maggio: luna crescete
  • 16 maggio: luna piena
  • 17-29 maggio: luna calante
  • 30maggio: luna nuova
  • 31 maggio: luna crescente

Come effettuare il trapianto in campo

Prima di iniziare a seminare le piantine da orto, occorre lavorare per bene il terreno. Ecco gli step da seguire:

  1. Vangare e zappare: prima di mettere la piantina nel terreno occorre eliminare eventuali pietre e radici di erbacce;
  2. Preparare una piccola buca dove disporre la piantina ancora nel suo pane di terra, per poi chiudere comprimendo leggermente il suolo;
  3. Mantenere la distanza: è importante tenere la giusta distanza fra le piantine che andremo a impiantare.

Manutenzione dell’orto

Una volta effettuata la semina, sarà essenziale curare attentamente il nostro orto bio. 

Poiché a maggio il clima è mite, ma può essere piovoso, bisognerebbe effettuare alcune operazioni di routine, tra cui:

  • Diradare le piantine: se ci rendiamo conto che le piantine stanno germogliano troppo vicine, dovremo sacrificarne alcune. In questo modo effettueremo anche una selezione di quelle più promettenti. Molto importante in particolare diradare carote e rapanelli, che se non trovano spazio formano radici piccole e deformi;
  • Monitorare le erbe infestanti: è bene tenerle sotto controllo sin da subito per evitare che entrino in competizione con le colture, sottraendo acqua e nutritivi. Occorre inoltre sarchiare tra le coltivazioni. Un attrezzo che ci consente di tenere pulito il terreno è il frangizolle sarchiatore;
  • Effettuare la pacciamatura: per tenere umido il terreno in genere si usa il telo da pacciamatura prima del trapianto, oppure si sparge paglia tra le piante orticole.

Come allontanare gli insetti in maniera naturale

Altro capitolo a parte riguarda la prevenzione e l’uso di pesticidi naturali.

1) Per prevenire gli attacchi dei parassiti, basterà controllare periodicamente l’eventuale presenza di dorifore, dei coleotteri particolarmente insidiosi. Nei giorni umidi bisogna stare attenti agli attacchi delle lumache e delle beghe. Utile anche controllare che sulle piante non vi siano afidi e formiche.

2) Pesticidi naturali e trappole alimentari sono perfette. Possiamo utilizzare dell’olio di neem, un prodotto a bassissima tossicità, molto puzzolente, efficace contro vari tipi di parassita. Anche i macerati naturali (aglio, ortica, peperoncino, tanaceto) possono essere d’aiuto.

3) Prevenire e contrastare le malattie. Le piogge e il clima mite possono agevolare la proliferazione di spore e batteri, che danno vita a problemi per l’orto. Eventuali trattamenti preventivi, anche naturali (come il macerato di equiseto) vanno fatti proprio per prevenire queste avversità.

Quale frutta mangeremo a maggio?

Ma arriviamo al succo. Quale frutta di stagione potremo gustare a maggio? 

La ciliegia è fonte di vitamina C e A che aiutano a proteggere la vista e contribuiscono al buon funzionamento delle difese immunitarie. Contiene inoltre acido folico, calcio, catechine, potassio, magnesio, fosforo e flavonoidi, sostanze importanti per la lotta ai radicali liberi.

La fragola contiene una notevole quantità di acidi organici e flavonoidi antiossidanti, calcio e magnesio antigrasso, vitamina C antirughe e potassio diuretico.

La nespola è un frutto ricchissimo di fibre, soprattutto fibre solubili, grazie all’alto contenuto di pectine. Fa bene al cuore, alla vista e protegge la pelle. Inoltre, è un frutto poco calorico.

Il rabarbaro, ricco di fibre, ha proprietà lassativo-stimolanti, ma anche aperitive e digestive. È anche un ottimo antinfiammatorio naturale.

La verdura di maggio

Anche la verdura di questo mese non scherza:

L’aglio fresco ha proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, aiuta a prevenire il cancro e le malattie cardiovascolari e a combattere le infezioni causate da virus, funghi e parassiti. Contiene principi attivi curativi come allicina, zolfo, vitamine del gruppo B. 

L’asparago è un ottimo diuretico: i composti che contiene favoriscono l’eliminazione delle tossine attraverso i reni. Contiene sostanze antiossidanti utili per la salute degli occhi. Il potassio aiuta a contrastare il ristagno dei liquidi e a riequilibrare la pressione. Il fosforo fa bene a ossa e denti.

Il cipollotto è una verdura, ma anche un ottimo aroma. È ricco di quercetina, una molecola dalle proprietà antiossidanti, che contribuisce a rafforzare le difese immunitarie. Contiene sodio, potassio, calcio, fosforo. E’ un ottimo diuretico naturale, protegge il sistema urinario dalle infezioni e depu da eventuali cattive abitudini alimentar

I fagiolini sono ricchi di fibre e contribuiscono quindi alla sazietà, alla regolazione del transito e della glicemia. Hanno anche un effetto benefico sulla salute delle ossa. Contengono soprattutto vitamina A, vitamina C, potassio, ferro e fosforo. Hanno proprietà antiossidanti, grazie alla presenza di betacarotene e luteina

Le fave, hanno una buona quota di ferro e di vitamina C che ne favorisce l’assorbimento, sono quindi indicate nelle anemie. Sono molto ricche di proteine e fibra alimentare, favoriscono il transito intestinale. Hanno un effetto diuretico e sono benefiche per reni e apparato urinario. Sono ricche di fibre e proteine vegetali e hanno, infine, un alto potere saziante. 

Il finocchio è una buona fonte di vitamina B9 e di potassio. Contiene molte fibre ed è poco calorico. Ha proprietà antinfiammatorie e depurative. È noto soprattutto per le sue proprietà digestive: previene la formazione dei gas intestinali e contiene anetolo, una sostanza in grado di agire sulle contrazioni addominali.

E ancora verdura

La lattuga a costa lunga e l’insalata iceberg contengono degli antiossidanti, i carotenoidi, che vengono assorbiti meglio se accompagnati da una fonte di grassi, come l’olio d’oliva. Sono ricche di sali minerali (soprattutto potassio, calcio, fosforo, magnesio, rame, ferro e zinco) e di vitamine (A, ma anche vitamine del gruppo B, E, K, C e J).

I piselli sono un’ottima fonte di proteine vegetali e vitamine (soprattutto A ed E, ma anche B1, B2, B9, C e K). Contengono diversi sali minerali (potassio, ferro, fosforo, calcio, magnesio, zolfo, sodio e zinco) e pochi grassi. Sono ricchi anche di fibre solubili, amidi, zuccheri e potenti antiossidanti.

Il ravanello, grazie al suo alto contenuto di oligoelementi, fornisce vitamine e minerali al nostro corpo. Ricco di zolfo, stimola la digestione. Ha proprietà diuretiche, depurative, sedative contro tosse e bronchite.

La rucola è ricca di micronutrienti, come calcio, potassio, folati, vitamina K, A, B9 e C. Esercita una potente attività antiossidante e antinfiammatoria. Ha proprietà anti cancro. È povera di calorie e ricca di fibre.

La valeriana è ricca di antiossidanti, grazie all’alto contenuto di betacarotene. È anche una buona fonte di vitamina B9 e ferro. Per via dei valepotriati, gode di buone proprietà calmanti, agendo come sedativo sul cervello e sul sistema nervoso; inoltre, migliora la qualità del sonno nelle persone che interrompono l’uso farmacologico.

Ona e salute

L’Osservatorio nazionale amianto da sempre si batte per un ambiente più salubre, a partire dall’amianto. Il presidente dell’Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, porta avanti molteplici e sempre diverse iniziative per migliorare la sicurezza sui luoghi di lavoro e per tutelare la salute di tutti i cittadini. Segui i progetti e gli incontri dell’Ona sull’Ona notiziario amianto.

Fonti

ortodacoltivare.it

emporiodesolini.it