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ONA, amianto e prove. Intervista a Ezio Bonanni e Francesca Piredda (VIDEO)

Amianto e prove, intervista all'Avv. Ezio Bonanni e Francesca Piredda
Amianto e prove, intervista all'Avv. Ezio Bonanni e Francesca Piredda

Dimostrare l’esposizione all’amianto è il passaggio decisivo per ottenere giustizia. È questo il tema al centro dell’intervista realizzata da Luigi Abbate all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), e a Francesca Piredda.

Un approfondimento che chiarisce quali prove sono necessarie nei procedimenti legati alle malattie professionali causate da sostanze cancerogene.

Amianto: perché la prova dell’esposizione è fondamentale

Nel corso dell’intervista, l’avvocato Ezio Bonanni spiega che, sotto il profilo processuale, è indispensabile dimostrare l’esposizione all’amianto o ad altri agenti cancerogeni.

Questo elemento è alla base di ogni richiesta di tutela, sia per quanto riguarda i diritti previdenziali e il risarcimento del danno.

Senza una prova concreta dell’esposizione, infatti, diventa difficile ottenere il riconoscimento dei diritti delle vittime.

Cosa fare se le domande vengono respinte

Quando le richieste amministrative o risarcitorie vengono rigettate, è necessario rafforzare il quadro probatorio.

Secondo Bonanni, occorre ricostruire in modo preciso le fonti di esposizione, raccogliendo documenti e informazioni utili a dimostrare il legame tra attività lavorativa e rischio amianto.

Il ruolo dei contratti nei casi complessi

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda i casi legati a appalti e subappalti, come in alcuni casi della Marina Militare.

In queste situazioni, diventa fondamentale acquisire i contratti di appalto, che permettono di collegare il lavoratore, l’azienda per cui operava e l’ente committente

L’analisi di questi documenti consente di ricostruire il contesto lavorativo e individuare eventuali responsabilità.

Amianto e diritti: un percorso complesso ma necessario

La ricostruzione delle prove è spesso complessa, ma rappresenta un passaggio indispensabile. L’attività dell’Osservatorio Nazionale Amianto si inserisce in questo contesto, con l’obiettivo di fornire supporto alle vittime e ai loro familiari nel percorso verso il riconoscimento dei propri diritti.

La videointervista a cura di Luigi Abbate:

Un quadro specifico sulle scuole di Roma allo stato delle bonifiche

Cons.re del Comune di Roma e Città Metropolitana - On.Daniele Parrucci
Cons.re del Comune di Roma e Città Metropolitana - On.Daniele Parrucci

Un quadro integrale e sistemico sullo stato delle bonifiche

Il dialogo aperto in piena sinergia e riflessione dal Convegno del 30.03.26 presso il Campidoglio – Palazzo Senatorio, Sala del Carroccio ha sollevato le criticità maggiori riguardo la bonifica amianto nelle scuole di Roma.

Tra i relatori in Sala, il contributo generato nei saluti introduttivi del Consigliere Delegato della Città Metropolitana di Roma Capitale – Responsabile per l’Edilizia Scolastica, Impianti Sportivi e Politiche della Formazione – l’On. Daniele Parrucci che ha rappresentato un quadro dettagliato e approfondito dello stato delle bonifiche sugli istituti superiori di Roma.

Infatti, considerata l’esclusiva competenza della Città Metropolitana di Roma, riversata sugli istituti superiori, come in presentazione da parte dell’On. Parrucci, scopriamo come dall’immediato insediamento de suo stesso mandato, il tema della bonifica sulle scuole ha costituito un perno importantissimo delle attività amministrative.

In accordo con quanto voluto dal Sindaco Gualtieri, la bonifica amianto per le scuole superiori di Roma è diventata un realtà visibile che sta avendo un seguito.

Contemplando quanto raggiunto con i numeri alla carta, e valutando al contempo le reali criticità emerse sia da un punto di vista strutturale che economico.

Il Consigliere, come segue nel suo intervento con i saluti istituzionali del Convegno accanto agli altri relatori compresi i rappresentati ONA, ha voluto offrire una apertura completa nel rendere un quadro informativo al riguardo il più dettagliato possibile.

E ciò in funzione di un’esigenza preminente. Ossia, quella di sensibilizzare il Governo verso l’argomento che non è stato ignorato fattivamente ma che sta riscontrando delle problematicità fondamentali. Riguardo, soprattutto, il reperimento dei fondi coerente alla esigenze emergenti dalle realtà scolastiche su cui si opera per la bonifica.

L’On. Daniele Parrucci:

Cons.re del Comune di Roma e Città Metropolitana - On.Daniele Parrucci
L’ On. Daniele Parrucci – Cons.re del Comune di Roma e Consigliere Delegato delle Città Metropolitana

“Come delegato all’edilizia scolastica della 334 scuole, 254 proprio sul territorio romano.

Un quadro della situazione sull’edilizia al nostro insediamento abbiamo fatto un censimento e trovato le prime criticità su una situazione devastante in quanto si è tagliato nel tempo i fondi sull’edilizia scolastica oppure non si è investito.

Una situazione dove tante scuole stavano implodendo.

Per uscire da una fase di straordinaria amministrazione e tornare con interventi base ad un’ordinaria amministrazione, siamo partiti con una cifra di 1 miliardo di euro per messa in sicurezza grave con ottenimento anche di certificazioni adeguate, a norma.

Si aggiunge, la tematica dell’amianto nella gestione di 3 milioni di lastrico solare in dotazione di 3 euro su metro quadrato. Con oltre 130 milioni di euro reperiti nel PNRR, è stato possibile investire 80 milioni di euro per il rivestimento messo a terra per 220 cantieri per ogni scuola.

L’idea, è stata molto semplice per la nostra amministrazione. Costruire scuole in quadranti di Roma dove non erano presenti.

Nel frattempo la città è cresciuta e molti giovani sono andati in zone periferiche dove non erano servite. Di conseguenza, abbiamo pensato ad un’opera di rigenerazione urbana considerando scuole abbandonate da decenni trasformandole in succursali di altrettante scuole superiori.

A tale quadro, si aggiunge la richiesta di ulteriori fondi PNRR.

Eravamo solo quattro enti ad aver speso in tali progetti i fondi a disposizione.

In seguito, abbiamo chiesto altre linee di finanziamento per curare la ferita scolastica. Lo abbiamo fatto nell’ottica di riconoscere nello stesso intento nessuna distinzione del colore politico. I figli sono nelle scuole e sono figli di tutti.

Ma, non abbiamo avuto risposte nonostante le firme all’unanimità per la modifica della rendicontazione del PNRR.

Il quadro, presenta un ribasso di gara da restituire e solo in piccola parte possiamo reinvestirlo. Il resto, deve tornare in Unione Europea. Ciò, costituisce un altro grande problema.

Poi, il discorso dell’amianto accolto in coincidenza del mio insediamento è stato accolto dal Sindaco Gualtieri. Realizzando insieme una cabina di regia, per censire l’amianto nelle nostre scuole superiori, di cui eravamo a conoscenza. Amianto non sfibrato, killer latente ma controllato. Dove siamo incappati in una situazione di rischio, siamo intervenuti nell’immediato trovando i fondi, come sempre.

Sono 120 le scuole superiori dove è stato rilevato l’amianto. Le scuole costruite negli anni di uso massiccio dell’amianto, presentano il materiale in parti disparate dell’edificio; dai pavimenti agli imbotti. In alcuni casi, non è possibile rimuoverlo del tutto ma contenerlo secondo costi anche maggiori.

Interventi strutturali sul PNRR, hanno dimostrato come ciò fosse rapportato all’esigenza della presenza di amianto imprevista negli edifici.

Strada facendo, abbiamo dovuto dare priorità agli interventi invasivi e strutturali sostenuti dal PNRR sulla rimozione dell’amianto.

37 interventi sono già stati completati.

In particolare, due istituti superiori in Viale Della Primavera, V Municipio, sono strutture gemelle: Istituto Scolastico Ambrosoli e Francesco D’Assisi. Abbiamo trovato l’amianto nei davanzali delle finestre per tre kilometri. Per bonificare tale area, completata con progetto di due anni,  e trovando collocazione sostitutiva per 1300 alunni con ogni criterio adeguato dei lavori.

Per questi lavori abbiamo speso 7 milioni in totale di ristrutturazione generale e 4 milioni per la messa in sicurezza dell’amianto. Posizionando una guaina isolante e posto gli strati di alluminio con rifacimento dei davanzali.

Negli altri interventi, dove ONA ha chiesto giustamente informazioni in dettaglio, e noi abbiamo cercato di fornirli in particolare, relativamente all’Istituto Enzo Ferrari e il Lombardo Radice.

La prima, è collocata in un parco bellissimo del VII Municipio, costruito come un campus di dieci padiglioni. Sei li abbiamo abbattuti e rimossi per 1 milione e mezzo. Ad ora ne mancano ancora quattro.

Invece, per quanto riguarda il Lombardo Radice, avevamo stanziato 200.000 euro, ma trovando amianto anche nelle imbottiture delle finestre abbiamo dovuto stanziarne 700.000.

Tutto ciò, rappresenta quanto abbiamo dovuto spendere sul fronte dei 111 interventi con dei risultati che stiamo comunque portando a casa.

Però, ci siamo resi conto che non è possibile rimuovere l’amianto come era la nostra iniziale intenzione, ma confinarlo. Per quanto riguarda la richiesta di un sostegno fondi, siamo in attesa da un anno di risposta da parte del Ministero. Sicuramente, ci risponderà a breve.

Ma detto ciò, continuerà ad uscire l’amianto, non sapendo a fondo dove è stato posizionato durante le costruzioni degli edifici. La maniera reale per risolvere a fondo la problematica, è che il Governo faccia partire una campagna di rimozione e bonifica dell’amianto fornendo i fondi necessari per i costi totali.

Entrandone a conoscenza nell’immediato si trovano i fondi, ma ciò non basta la coperta è corta.

Noi ci siamo, l’amministrazione Gualtieri e il Sindaco stesso ha aperto un focus su questa tematica. Ma, abbiamo bisogno di ulteriori fondi per quello di cui siamo già a conoscenza e per prevenire”.

L’On. Parrucci, ha espresso la sua massima disponibilità a fornire ad ONA ogni altra informazione necessaria in merito alla campagna di bonifica amianto, per caso specifico.

Favorendo un dialogo apolitico, verso la conquista di una scelta risolutiva di una tematica davvero per tutti assolutamente importante.

 

Amianto e Marina: due pronunce giudiziarie, riaperto caso orfana

Avv. Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto
Avv. Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto

Due pronunce giudiziarie, in sede civile e amministrativa, riportano al centro dell’attenzione il tema dell’esposizione all’amianto. Al centro della vicenda la morte di un militare della Marina Militare, con conseguenti risarcimenti che superano complessivamente il milione di euro.

Secondo quanto emerge da fonti giudiziarie, il caso riguarda C.C., sottocapo nocchiere, deceduto il 19 agosto 2015 a causa di un mesotelioma pleurico, patologia  associata all’esposizione all’amianto.

Le fasi delle sentenze: primo grado e giudizio amministrativo

In primo grado, il Tribunale civile di Roma ha riconosciuto un risarcimento superiore al milione di euro in favore dei familiari – la vedova e due figlie.

Successivamente, in sede di giustizia amministrativa, il TAR del Lazio ha emesso una propria decisione sulla vicenda, disponendo un ulteriore risarcimento pari a 168mila euro.

Le due pronunce si collocano in ambiti distinti – civile e amministrativo – e rappresentano diversi livelli di accertamento delle responsabilità.

Un caso rilevante per la giurisprudenza sull’amianto

Le decisioni evidenziano come uno stesso fatto possa essere esaminato da giudici diversi, con esiti tra loro complementari.

Parallelamente, la Corte di Cassazione, intervenendo in una fase successiva del contenzioso, ha disposto la riapertura del procedimento relativo a una delle figlie della vittima, non fiscalmente a carico. Il caso sarà riesaminato dalla Corte d’Appello di Brescia, competente per territorio.

Le condizioni di servizio e l’esposizione all’amianto

Secondo quanto ricostruito negli atti, il militare aveva prestato servizio nella Marina Militare tra il 1966 e il 1971, operando su unità navali di vecchia generazione.

Durante questo periodo, avrebbe lavorato in ambienti caratterizzati dalla presenza diffusa di asbesto, tra cui locali motori, corridoi e spazi tecnici. L’esposizione sarebbe avvenuta senza adeguati dispositivi di protezione, in un contesto storico in cui i rischi della sostanza risultavano già oggetto di attenzione.

Il riconoscimento della causa di servizio è arrivato nel 2018, tre anni dopo il decesso, ed è stato successivamente confermato nel 2019.

Le dichiarazioni del legale della famiglia

“Ricordo C.C. gravemente malato. Era molto scettico sulla possibilità di ottenere giustizia. Sapeva di dover morire”, racconta l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia – “L’ultima telefonata, poco prima della sua morte, è qualcosa che non si dimentica: la voce era spezzata, segnata dalla mancanza di ossigeno. Dopo la sua scomparsa, ho visto lo sconforto della vedova e delle figlie. Una disperazione totale. Oggi, dopo anni di battaglie, possiamo dire di aver raggiunto risultati importanti”.

“Questa doppia condanna – aggiunge – rappresenta un punto fermo nell’accertamento delle responsabilità e nel riconoscimento dei diritti delle vittime dell’amianto”.

Alla ricerca di possibili soluzioni per una “grande bonifica”

Generale Giampiero Cardillo, componente ONA
Generale Giampiero Cardillo, componente ONA

Il punto del Generale G. Cardillo dal Comitato Tecnico ONA

L’attuale interesse di ONA e delle sue attività sul tema della bonifica dell’amianto ed in particolare sulle scuole di Roma, si è dimostrato apertamente al Convegno del 30.03.26, tenutosi nella Sala del Carroccio del Palazzo Senatorio in Campidoglio a Roma.

La presenza e l’intervento nella tavola dei relatori del Generale G. Cardillo, ha reso ogni evidenza critica ma al contempo ha aperto una prospettiva positiva per il futuro. Seguendo e indicando un modello esemplare di bonifica, rappresentato dalla precedente impresa nella Valle della Rhur che vanta di risultati visibili a distanza di anni. Simbolo di una nuova identità e rigenerazione anche culturale del paese.

Vedi il video

Generale Giampiero Cardillo, componente ONA
Generale Giampiero Cardillo, componente ONA

Generale Giampiero Cardillo – Comitato tecnico scientifico ONA:

Mancano le idee, le strutture, le concatenazioni tra privati e pubblici. Noi abbiamo degli esempi. Molto tempo fa, incontrando l’Ingegnere che fece la bonifica della Valle della Rhur in Germania in dieci anni, in un’area come il Lazio. Ora ci vanno in vacanza, avendo anche cambiando la ragione sociale di quel posto.

I tedeschi, sono stati i precursori di un sistema pubblico-privato, basato sul poco pubblico, in quanto non funziona e non si lega per due motivi: la mancanza di informazione della popolazione e consapevolezza. Poi, il numero delle vittime per amianto supera quello delle vittime della strada di cui ne parliamo nella cronaca. Ma nulla per le vittime dell’amianto al pari.

La politica ha paura, non avendo idee su come risolvere l’intera questione.

Dal punto di vista economico, è un’impresa destinata al fallimento. Ad un certo punto l’amianto finisce e finisce l’attività stessa. Quindi, mutuando l’idea tedesca di bonifica bisognerebbe fare come loro per affrontare la massa di amianto presente sul nostro territorio.

L’efficienza dell’amministrazione e del terzo settore a seconda del contesto, incide per affrontare il grosso del problema che lascerà un’eredità di altri quaranta anni.

Questo dramma, si risolve mascherandolo infilandolo dentro ad altre iniziative.

I tedeschi hanno scelto di rigenerare un territorio, creando un mondo nuovo su un mondo vecchio e inabitabile. Un’idea geniale quella dei tedeschi, con sottesa una motivazione sentimentale dal lavoro forzato nelle miniere francesi.

Nessuno si è voluto sottrarre da questo gran progetto. E sottovalutato nella narrazione anche tecnica. Ma in ogni caso, non ci sono stati avversari a questa azione, ma solo persone che si sono offerte. La Confindustria tedesca con persone di altissimo valore, Università e grandi aziende tedesche. Tutti hanno fatto in modo di regalarsi un vantaggio comune”.

Il limite da sorpassare del sistema italiano

Il Gen. Giampiero Cardillo:

“Chi aveva inventato il sistema, mi disse personalmente che noi italiani non siamo capaci di un progetto simile.

Riflettendo aveva ragione.

Non c’è stata alcuna personalità capace di supplire al silenzio stampa su questo argomento.  Sussiste una scarsa consapevolezza sul tema.

La stessa attività dell’Avv. Bonanni non esce dalle aule del Tribunale.

Bonanni iniziò come Avvocato in difesa dei lavoratori e poi andò avanti volendo dimostrare e mostrare qualcosa di più. I proponimenti assieme alla Camera dei Deputati per soluzioni opinabili, ne sono la dimostrazione. Si studiava la situazione del posto singolare, trasmettendola alle figure istituzionali competenti. Ma non ci sono state proiezioni sui quaranta milioni di tonnellate di amianto.

Il problema non si può parcellizzare ma si può agire solo con i massimi sistemi.

La soluzione è a tempo, garantendo la manutenzione di quello fatto in un tempo infinito. I rischi successivi della dispersione delle fibre di amianto, sono all’ordine del giorno. Basta una fibra soltanto per ammalarsi.

L’ Euratom con il suo statuto perfetto, può essere coesistenza per la gestione del fenomeno.

Concludendo, in Europa si può fare un grande progetto europeo facendo rientrare le bonifiche di qualsiasi genere, per cui anche l’amianto.

 Noi, dobbiamo dimostrare di poter fare come i tedeschi quello che hanno realizzato in dieci anni esatti. Hanno realizzato la bonifica mascherandola con la rigenerazione territoriale, lo sviluppo del turismo, lo sviluppo industriale, dando un valore positivo all’azione.

Mentre bonificare un’azione negativa rispetto a un bilancio statale, non crea tutto questo.

La pianificazione territoriale, aiuta uno sviluppo con l’ottenimento delle grandi risorse dal settore bancario a venti cinque anni, cinquanta anni con una Bce che garantisce la restituzione del credito.

Nei grandi numeri e grandi iniziative bisogna trovare l’aiuto concreto.

Le piccole aziende si possono consorziare ed introdurre nel grande progetto, gestito da una struttura non parcellizzata.

Quindi, se la cosa non diventa un’esigenza pubblica di tutti, i tribunali possono risolvere solo quel singolo problema ma non il problema. La politica, anche, può risolvere il singolo problema se sollecitata ma non il tutto. Dobbiamo tenere conto di questa esigenza strutturale, per poter risolvere il fenomeno.”.

 

Amianto e benefici previdenziali: ONA e pronuncia del Tribunale di Napoli

Amianto, Abbate e Bonanni
Amianto, Abbate e Bonanni

Nel corso di un aggiornamento sulle principali vicende giudiziarie in materia di amianto, lAvvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha commentato una recente decisione del Tribunale di Napoli relativa a una ex realtà produttiva (ex Gecom) dell’area di Pozzuoli.

L’intervento si inserisce nell’ambito di un’analisi generale delle sentenze e pronunce giudiziarie più rilevanti riguardanti il riconoscimento dei diritti previdenziali per lavoratori esposti ad amianto. Con particolare attenzione agli sviluppi normativi e giurisprudenziali.

Il caso: benefici contributivi e successive verifiche

La vicenda riguarda lavoratori per i quali, in una fase iniziale, erano state riconosciute dall’INPS le maggiorazioni contributive previste dalla legge 257 del 1992. Legate all’esposizione ad amianto, con effetti anche sulle pensioni già in godimento.

Successivamente, secondo quanto riferito da Bonanni, l’INPS ha proceduto alla revoca di tali benefici. Avviando anche richieste di restituzione delle somme ritenute non dovute.

Si tratta di un passaggio che ha dato origine a un contenzioso. Nel quale sono state effettuate ulteriori verifiche sia sul piano amministrativo sia su quello sanitario.

Accertamenti sanitari e riconoscimento della natura professionale

Nel corso della vicenda, sono stati effettuati accertamenti sulle condizioni di salute dei lavoratori coinvolti. In particolare, è stato rilevato, in alcuni casi, il riscontro di alterazioni compatibili con esposizione ad amianto, come ispessimenti pleurici.

Sulla base di tali elementi, è stato ottenuto il riconoscimento della possibile origine professionale delle condizioni riscontrate, con conseguente rivalutazione della posizione previdenziale.

Questo ha consentito il ripristino dei benefici contributivi, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

Il tema delle differenze negli importi contestati

Uno degli aspetti evidenziati riguarda la differenza tra gli importi riconosciuti e quelli richiesti in restituzione, che risulterebbero significativamente divergenti. Su questo punto, secondo quanto dichiarato, sono in corso ulteriori valutazioni nelle sedi competenti.

È importante sottolineare che tali aspetti rientrano in procedimenti ancora oggetto di approfondimento e che eventuali determinazioni definitive spettano agli organi competenti.

Il valore della pronuncia per i lavoratori esposti ad amianto

Secondo l’interpretazione fornita, la decisione del Tribunale di Napoli evidenzia come, anche nei casi in cui vi sia stata una revoca o un rigetto dei benefici contributivi, la dimostrazione di un danno alla salute correlabile all’esposizione ad amianto possa consentire una rivalutazione della posizione previdenziale.

In particolare, viene richiamata l’applicazione dell’articolo 13 della legge 257 del 1992, che disciplina le maggiorazioni contributive in presenza di esposizione qualificata o di patologie riconosciute.

Tutela previdenziale e sviluppi normativi

Il tema della tutela dei lavoratori esposti ad amianto resta centrale nel dibattito giuridico e sanitario. Le evoluzioni giurisprudenziali contribuiscono a chiarire l’interpretazione delle norme e a definire i criteri per il riconoscimento dei benefici.

In questo contesto, le pronunce dei tribunali rappresentano un riferimento importante, pur dovendo essere sempre valutate caso per caso e nel rispetto delle verifiche tecniche e legali previste.

La vicenda analizzata si inserisce in un quadro complesso, in cui normativa, accertamenti sanitari e decisioni giudiziarie concorrono a definire i diritti dei lavoratori esposti ad amianto.

In attesa di eventuali ulteriori sviluppi, il caso evidenzia l’importanza di un approccio basato su verifiche puntuali, trasparenza e rispetto delle procedure, elementi fondamentali per garantire una corretta tutela previdenziale.

Vedi l’intervista a cura del giornalista Luigi Abbate: