31.2 C
Rome
domenica, Luglio 26, 2026
Home Blog Page 24

Possibile amianto in Emilia Romagna: richiesta accesso agli atti ONA

Possibile amianto, foto fornita da Mirco Zanoli - da verificare
Possibile amianto, foto fornita da Mirco Zanoli - da verificare

L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto – Comitato di Carpi ha presentato una richiesta formale di accesso agli atti e informazioni in materia ambientale accendendo l’attenzione su una segnalazione ricevuta da alcuni cittadini di Castelfranco Emilia, in Emilia Romagna.

La comunicazione, datata 11 aprile 2026 e firmata dal coordinatore Mirco Zanoli, è stata indirizzata al dirigente alle istituzione preposte.

La segnalazione dei cittadini sulla possibile presenza di amianto

Secondo quanto riportato nella richiesta, l’intervento nasce da una segnalazione relativa alla possibile presenza di coperture contenenti cemento-amianto (da accertare) in un’area situata nel territorio.

Solo analisi specifiche possono stabilire la presenza di amianto, eternit o che si tratta di innocuo fibrocemento privo di asbesto.

Nel documento si fa riferimento a edifici presenti nella zona e a coperture che, in base a quanto osservato e documentato negli allegati, apparirebbero in presunto stato di degrado (da accertare).

È importante ribadire che si tratta di segnalazioni e valutazioni preliminari, per le quali viene richiesta una verifica ufficiale da parte delle autorità competenti.

Le condizioni delle coperture segnalate

Nella richiesta si evidenzia come alcune coperture mostrerebbero segni di deterioramento, tra cui parti crollate e lastre mancanti, divelte o fratturate. Tali elementi, se confermati, potrebbero rendere necessario un approfondimento tecnico.

La richiesta rientra nell’ambito del diritto di accesso alle informazioni ambientali, strumento fondamentale per garantire trasparenza e tutela della salute pubblica.

Prossimi sviluppi

Al momento, non risultano dichiarazioni ufficiali. Eventuali accertamenti e riscontri saranno determinanti per chiarire la situazione e definire possibili interventi.

La richiesta avanzata dall’Osservatorio Nazionale sull’Amianto rappresenta un passaggio formale volto a ottenere verifiche e dati ufficiali su una segnalazione di potenziale rilevanza.

Ricostituzione Associazione Nazionale del Fante Roma Capitale: nuova Sezione tra tradizione e rinnovamento

Associazione Nazionale del Fante
Associazione Nazionale del Fante

Il 9 aprile a Roma, presso il Circolo Ufficiali della Caserma Pio IX nel quartiere Castro Pretorio, si è svolta l’assemblea che ha portato alla ricostituzione della Sezione Roma Capitale dell’Associazione Nazionale del Fante. Segnando un momento significativo per il rilancio dell’associazione nella capitale.

«Ho voluto fortemente la ricostituzione di questa Sezione e ho voluto che fosse una Sezione rappresentativa di tutte le specialità della fanteria. Questo risultato è il segno che esiste ancora un forte desiderio di appartenenza, soprattutto tra chi ha servito e tra i giovani che vogliono avvicinarsi a questi valori». Ha affermato il Capitano Pasquale Trabucco, vice Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale del Fante.

Trabucco in passato è stato protagonista anche di una importante impresa tra memoria e onore che l’ha visto attraversare circa 2300 km a piedi da Roma al Vallo di Adriano in Scozia con appuntato sul petto lo scudo dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni.

Un’assemblea partecipata tra ufficiali, fanti e amici dell’Associazione

L’incontro ha visto la partecipazione di circa venti persone tra ufficiali, fanti e sostenitori, in gran parte già appartenenti alle Forze Armate e oggi in congedo. Alla riunione hanno preso parte rappresentanti delle diverse specialità della fanteria, a testimonianza della volontà di costruire una realtà inclusiva e rappresentativa.

La presenza delle varie componenti non è stata casuale. L’obiettivo è stato quello di creare un punto di incontro tra tutte le anime della fanteria, dai Granatieri di Sardegna agli alpini, dai bersaglieri ai paracadutisti fino ai lagunari. Nel segno di una visione unitaria dell’Arma.

Una Sezione inclusiva tra esperienza e nuove generazioni

Tra i presenti anche figure attualmente in servizio, come Sara Ronconi. Graduato donna, figlia di vittima del dovere e responsabile regionale Lazio del sindacato Siamo Esercito. La sua partecipazione rappresenta un ponte tra il mondo militare attivo e quello associativo.

La nuova Sezione nasce con una forte attenzione all’inclusione e al dialogo tra generazioni. Valorizzando sia l’esperienza dei militari in congedo sia il contributo di chi si avvicina per la prima volta ai valori della fanteria.

All’interno della Sezione, inoltre, già esisteva e continua a esistere il Gruppo Reggimentale dell’82° Reggimento Fanteria “Torino”. Custode di una tradizione che affonda le sue radici nella storia della fanteria italiana, dalle origini nel 1884 fino ai giorni nostri.
Il Gruppo proseguirà con continuità le proprie attività. Nel solco di quanto già fatto negli anni passati, mantenendo vivo il legame con i reparti in servizio. Ne è testimonianza l’incontro svolto a Forlì con il comando del 66° Reggimento. Durante il quale sono state condivise due giornate intense accanto al comandante e agli uomini del reparto, rafforzando quel rapporto diretto tra chi ha servito e chi serve oggi, nel segno della continuità e dello spirito di Corpo.

Il nuovo direttivo della Sezione Roma Capitale

Nel corso dell’assemblea è stato eletto presidente Pino Giuseppe Scatolini, già tenente di fanteria e oggi manager. Alla vicepresidenza è stata eletta Sara Ronconi, mentre Stefano Di Santo ricoprirà il ruolo di segretario.

Il Consiglio direttivo, composto da undici membri tra consiglieri e probiviri, guiderà la Sezione in questa nuova fase di crescita e consolidamento.

Alle ore 17, dopo l’acclamazione del direttivo, si è svolto un momento conviviale con coffee break. Occasione simbolica per celebrare il nuovo inizio della Sezione.

Numeri, rinnovamento e obiettivi futuri

La Sezione conta già 41 iscritti tra fanti e amici. Distinguendosi come una delle realtà più giovani dell’Associazione, se non la più giovane, con un’età media di circa 57 anni. Un dato significativo che testimonia un concreto percorso di rinnovamento.

Come dichiarato dal presidente Scatolini, la ricostituzione è stata fortemente voluta per dare vita a una Sezione capace di rappresentare tutte le specialità della fanteria. Segno di un forte desiderio di appartenenza, soprattutto tra chi ha servito e tra i giovani interessati a questi valori.

Il ruolo del commissario e il percorso di rilancio

Il processo di ricostruzione è stato reso possibile anche grazie al lavoro del commissario incaricato dalla Giunta Nazionale, il Vice Segretario Nazionale Ugo Regnoli, che ha accompagnato questa fase con impegno e continuità, contribuendo in modo determinante al raggiungimento dell’obiettivo.

L’apertura ai giovani e al mondo del softair

Tra gli iscritti figurano anche giovani provenienti dal mondo del softair, una realtà sempre più significativa. Pur non avendo svolto servizio militare, condividono valori e spirito della fanteria e potranno partecipare attivamente alla vita associativa, inclusa la presenza a cerimonie e momenti istituzionali.

Questa apertura rappresenta un elemento chiave per il futuro, permettendo alla Sezione di coinvolgere nuove generazioni e diffondere i valori della tradizione militare in contesti diversi.

Attività, volontariato e crescita associativa

L’obiettivo dichiarato è quello di raggiungere 100 iscritti entro dicembre, partecipare alle principali cerimonie istituzionali e sviluppare attività di volontariato.

Sono già stati individuati responsabili per i settori legale, sanitario, addestrativo e del volontariato, con l’intenzione di promuovere anche attività pratiche come uscite in montagna e sessioni nei poligoni di tiro.

Particolare attenzione sarà dedicata ai giovani, offrendo loro un’opportunità concreta per conoscere e vivere i valori della fanteria e della Patria, anche senza un’esperienza diretta nel servizio militare.

Una ripartenza concreta per la fanteria a Roma

Grande soddisfazione è stata espressa per l’entusiasmo e la partecipazione che hanno accompagnato questa ricostituzione, simbolo di una ripartenza condivisa e concreta.

Il giorno seguente il presidente Scatolini è stato presente, insieme al vicepresidente nazionale, presso la Scuola di Fanteria di Cesano di Roma in occasione del giuramento dei VFI. L’evento ha rappresentato un’ulteriore opportunità di confronto con le istituzioni militari, con incontri previsti con il comandante generale Dessi, il generale Mannavola e il presidente della locale Sezione dell’Associazione Nazionale del Fante.

La ricostituzione della Sezione Roma Capitale dell’Associazione Nazionale del Fante costituisce un passaggio fondamentale per il rafforzamento dei valori di appartenenza, tradizione e innovazione. Un progetto che guarda al futuro senza dimenticare il passato, capace di unire generazioni diverse nel segno della fanteria e del servizio al Paese.

Avanzamento delle “bonifiche amianto” sulle scuole di Roma

Relatori del Convegno del 30.03.26 nella Sala del Carroccio di Palazzo Senatorio, Campidoglio
Relatori del Convegno del 30.03.26 nella Sala del Carroccio di Palazzo Senatorio, Campidoglio

L’impegno dell’ONA per la bonifica dell’amianto su tutte le scuole di Roma

Sull’ONA rispetto il tema emergenze delle bonifiche per l’amianto nelle scuole di Roma, mi sono espresso ampiamente in coincidenza del Convegno tenutosi il 30.03.26 nella Sala del Carroccio.

Momento di incontro ed estrema riflessione, in sinergia con esperti del settore giuridico e soprattutto rappresentanti istituzionali.

Sottolineo sul punto, come tale emergenza ha avuto origine in alcune zone del Nord Italia. Proprio per questo, l‘Osservatorio ONA ha diretto l’attenzione sul fenomeno dopo anche a  Roma.

Avv.to Ezio Bonanni - Presidente Ona
Avv.to Ezio Bonanni – Presidente Ona

Sicuramente, ad oggi riconosco che abbiamo ottenuto buoni risultati. Ciò, anche alla luce dell’attuale collaborazione istituzionale.

Ricordo, appunto, l’operato dal 2008 dell’Onorevole F. Santori e dopo delle altre giunte.

In particolare, l’ultima amministrazione comunale ha dato forte impulso alle attività di bonifica. Rilevando il fatto pregresso del 2019, anno in cui il Ministero dell’Ambiente con il Ministro di allora Costa fece stanziamenti molto rilevanti.

Infatti, nella Relazione della Città Metropolitana di Roma, si da conto anche dei finanziamenti ottenuti dal Ministero dell’Ambiente.

All’epoca l’ONA era presente con due rappresentanti: me medesimo e il Generale Giampiero Cardillo. Siamo stati nominati Commissari da parte del Presidente Costa. Abbiamo, dunque, per primi sollevato il problema e in specifico con riguardo alle scuole.

Si riporta la cifra stanziata di 385 milioni di finanziamento del Ministero dell’Ambiente,   parte per il Comune di Roma, e parte per la Città Metropolitana di Roma.”

L’attuale contesto e criticità a livello istituzionale

L’On. Parrucci, Delegato per la Città Metropolitana, Assessore e Consigliere di Roma Capitale è stato davvero esauriente durante il suo intervento istituzionale, sul prospetto di avanzamento dei lavori di bonifica  in atto.

Infatti, sono stati chiariti dei punti riguardo gli Istituti superiori di competenza esclusiva di Città Metropolitana di Roma. Lo stesso, ha efficacemente reso le criticità maggiori degli interventi. Rilevando nel momento dei sopralluoghi delle problematicità di riconoscimento della presenza di amianto, relegato solo a momenti successivi.

In quanto, tale sostanza si nasconde in luoghi non posti in evidenza.

In secondo luogo, ma considerato uno degli aspetti critici fondamentali è il tema della gestione dei fondi per gli interventi. Infatti, non sempre diretti da una normativa elastica e capace di ridirezionare a seconda del mutamento, delle esigenze, il valore degli stessi.

A quanto pare, ci troviamo attualmente in una fase propulsiva e accolta favorevolmente con grande attivismo da parte delle Istituzioni.

Ma sono proprio le stesse ad evidenziare dei limiti, su cui non possono direttamente agire. E proprio per questo, si vuole insieme analizzare e trovare una soluzione al problema basilare di cui la fonte: è proprio l’impianto normativo.

L’opera di sensibilizzazione sul tema delle bonifiche nelle scuole per la presenza di amianto, deve essere vista come costante per la collettività. E soprattutto all’interno di un’ottica nazionale ed europea, in cui inserirsi secondo degli schemi elastici.

Cecando di sorpassare, quelli che sono dei limiti meramente burocratici oppure dettati semplicemente da uno stretta rigidità normativa, in specifico, nella gestione delle risorse.

L’esigenza di nuovi fondi per intervenire sul territorio

Bonifica e rimozione, confinamento dell’amianto assieme a tutte le attività di sicurezza primaria, per evitare l’esposizione della persona e il rischio alla salute.

Dobbiamo essere fiduciosi nel futuro e nella messa in sicurezza.

Cons.re del Comune di Roma e Città Metropolitana - On.Daniele Parrucci
Cons.re del Comune di Roma e Città Metropolitana – On. Daniele Parrucci

Sul punto il Cons.re On. Daniele Parrucci:

Abbiamo messo la faccia insieme al Sindaco Gualtieri, mappando le scuole. Capendo dove c’era presenza di amianto, innanzitutto. Consideriamo i lavori con i fondi del PNRR durante i lavori, complessi, considerando i collanti, le imbottiture contenenti amianto. Bonificare l’amianto in tutte le scuole, necessita di 10 milioni di euro.

Noi i fondi li abbiamo reperiti da un finanziamento dal Ministero dell’Ambiente per 111 interventi. Ma ne abbiamo spesi solo 7 milioni, per altri istituti di cui peraltro non eravamo a conoscenza.

L’amianto, veniva purtroppo utilizzato per tantissime lavorazioni negli anni 70. Noi, dove sappiamo che può esserci stata presenza di amianto, stiamo operando con un costante monitoraggio.

Anche dove c’è il pericolo della dispersione delle fibre di amianto nell’aria, interveniamo nell’immediato. Però senza un aiuto concreto, e fondi stanziati in una campagna di impatto con il Governo non abbiamo a monte i fondi necessari per intervenire”.

Cons.re del Comune di Roma Giorgio Trabucco e l'Avv.to Ezio Bonanni - Presidente ONA
Cons.re del Comune di Roma On.Giorgio Trabucco e l’Avv.to Ezio Bonanni – Presidente ONA

Sostenibilità ambientale e azzeramento dell’amianto

Presidente Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP),

Ruggero Alcanterini Comitato Nazionale Italiano Fairplay:

Presidente Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP) Ruggero Alcanterini
Presidente Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP) Ruggero Alcanterini

“Il nostro comitato dal 2005 ha fatto la scelta importante di impegnarsi nella società civile.

Tra le tante cose affrontando anche il problema dell’amianto nelle strutture. Considerando in tale tema, l’importanza della sostenibilità ambientale con le attività motorie nella scuola e le amatoriali.

Per una cultura del benessere, ricordando come l’Italia ne abbia bisogno, nonostante sia la prima ad avere medaglie è l’ultima tra i paesi Ocse per 70% di inattività.

La diffusione di una cultura per il rispetto della salute e l’azzeramento dell’amianto, rientra in una mia idea personale. Nella stessa, riconosco come l’amianto per sua larga diffusione ha contaminato  vaste zone del nostro paese.

Abbiamo bisogno di un’analisi attenta coinvolgendo anche i cittadini.

Le scuole, gli ospedali, le stazioni ferroviarie, i problemi sono enormi. Nel frattempo in ricerca di soluzioni, anche costose, è bene arrivare con una sistemica eliminazione delle strutture almeno all’evacuazione, per evitare la contaminazione umana”.

Imprese, fondi e bilancio

Prof.re e Avv.to Consigliere Ordine Avv.ti di Roma Antonio Caiafa:

Prof.re e Avv.to Antonio Caiafa
Prof.re e Avv.to Antonio Caiafa

Lo lo stanziamento dei fondi nei bilanci delle imprese, per lo smaltimento dell’amianto, deve essere norma etica.

Non può essere ignorato il contenuto dell’art. 1423 bis c.c., dove sorge l’elemento della prevedibilità. L’intervento deve essere preventivo, per individuare e intervenire sulla pericolosità delle sostanze.

Si deve prendere in considerazione l’elemento fondante che può alterare il sistema”.

Opportuna e necessaria cultura sulla sicurezza

Dott. Fabio Massimo Gallo:

Dott. Fabio Massimo Gallo, magistrato in quiescenza
Dott. Fabio Massimo Gallo, magistrato in quiescenza

Sottolineo che la Sentenza della Corte di Appello Collegiale, è stata condivisa con sensibilità della giurisprudenza, come in altre occasioni con un istruttoria con determinati ed evidenti risultati.

Le norme ci sono e e sono precise. Manca, purtroppo, la mentalità in generale dei datori di lavoro.

L’art.41 della Costituzione riporta ad un principio confinato, e non rispettato soprattutto sulle norme di sicurezza. Nonostante le avvisaglie sull’amianto, i dubbi erano deboli e si è continuato ad utilizzare l’amianto in molte circostanze.

Le problematiche sull’amianto in genere ruotano attorno dove c’è bisogno di un potere di autocontrollo. Essendo già limitato il numero dei controlli, da parte delle forze dell’ordine stesse impiegate.

Quindi, è necessaria una cultura della sicurezza che coinvolga gli stessi cittadini, un’educazione al rispetto della salute altrui”.

Amianto e Costituzione: sicurezza, salute e lavoro

Dott. Nicola De Marinis:

La problematica della sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, è una tematica che ha sempre suscitato perplessità ed eventi molto negativi.

Dott. De Marinis, magistrato della Corte di Cassazione
Dott. De Marinis, magistrato della Corte di Cassazione

La vicenda penale Eternit è molto significativa. Purtroppo si tratta anche di costi, c’è questa brutta abitudine dei datori di lavoro per cui ha ovviato il D.Lgs.81/2008, introducendo il documento sulla valutazione dei rischi.

Sappiamo qual è la valutazione di pericolo nelle specifiche produzioni. La tematica sta trovando il suo componimento, anche se dal punto di vista della sua operosità, non è risolto e rimane una tragica ferita delle nostre realtà produttive.

La questione Ilva,  è quella che da conto del rinnovamento dell’art.41 della Costituzione, dove sono contenuti i principi fondamentali sulla salute e sicurezza.

Taranto, vive in una forte contraddizione reggendosi su quella attività ma tutta l’ambientazione della città è pregiudicata da quella attività.

Esigenza e volontà di vita, in contrasto sulla punta dell’iceberg. Di fronte cui la Corte Costituzionale, ha assunto una scelta: per cui la salute, la sicurezza e l’ambiente hanno prevalenza rispetto alle esigenze produttive”.

Le possibilità di finanziamento per la rimozione dell’amianto

Prof.re e Avv.to Guerrino Petillo:

Avv.to Guerrino Petillo
Prof.re e Avv.to Guerrino Petillo

C’è stata poca pubblicità su queste forme di incentivazione perché sono state poco finanziate e bruciati i fondi in un mese e mezzo.

Questo dimostra, come le amministrazioni, fossero già però pronte con dei progetti per poter utilizzare il click day del primo di gennaio e quindi utilizzare queste forme di incentivazione, il cosiddetto “Conto termico 3.0”” .

Le risposte concrete delle Istituzioni

Tenente delle Forze Armate Pasquale Trabucco:

Tenente Pasquale Trabucco delle Forze Armate
Tenente Pasquale Trabucco delle Forze Armate

Le Forze Armate, hanno compreso il problema dell’amianto e stanno ponendo riparo a questa situazione che non colpisce solo le forze armate ma tutti i cittadini.

L’amianto coinvolge non solo le scuole ma i mezzi pubblici, le tute militari e molti altri ambienti, è ovunque. Si cerca con mezzi differenti di neutralizzare la problematica. Secondo me, le istituzioni non sono indifferenti e cercano di stare vicino agli uomini e donne che sono nelle forze armate.

Negli anni, è cresciuta una sensibilità sul tema, soprattutto grazie ad associazioni di cui la prima è l’ONA.

Il merito è del suo Presidente l’Avv.to Ezio Bonanni, dall’89 batte questo argomento che riguarda tutta la nazione. In tutto il mondo, è presente l’amianto ed è difficile da abbattere. Anche se con l’impegno di tutti, compresi i cittadini arriveremo a risolvere la problematica.

Bisogna riconoscere la presenza dell’amianto essendo realisti e impegnandosi in un futuro a favore dell’abbattimento”.

Impegno degli enti locali

Cons.re On. Giorgio Trabucco:

Consigliere di Roma Capitale Giorgio Trabucco
Consigliere di Roma Capitale Giorgio Trabucco

“Tanti gli interventi che l’attuale amministrazione ha messo in campo, sia per Roma Capitale che Città Metropolitana. Ossia, trentasei quelli già effettuati e venti in programma.

Sono  molto dispendiosi, per questo crediamo nello stanziamento di  maggiori risorse economiche dal Governo per gli Enti locali.

Siamo consapevoli che è un tema molto dedicato che riguarda i nostri bambini.

Molto spesso, non si sa nemmeno della presenza dell’amianto. Ma se ne viene a conoscenza dopo, in itinere, con la presenza di altri cantieri.

Il Governo deve fare molto di più mettendo gli Enti Locali nella condizione di poter intervenire in maniera sempre più risoluta.

La lotta alle ecomafie

Paola Vegliantei, Presidente Accademia della Legalità:

L’amianto uccide più della mafia. Ce lo portiamo dentro, come un pensiero mafioso da cui vorremmo liberarci. Addirittura, ci farà morire fra quaranta o cinquanta anni e tutti lo dovrebbero sapere.

Paola Vegliantei, Presidente Accademia della Legalità
Paola Vegliantei, Presidente Accademia della Legalità

Molti edifici in tutta Italia, sono stati fatti e continuano ad avere amianto.

Le ecomafie non vengono mai debellate. Non soltanto, non se ne parla ed è un cane che si morde la coda.

Porta morte nelle acque, nell’aria. Pensiamo alle discariche, all’interramento dei rifiuti, dove la stessa mafia guadagna. Su questo la mafia è dentro ed è giusto dirlo”.

Le maggiori criticità del sistema paese

Generale G. Cardillo, componente ONA:

Generale Giampiero Cardillo, componente ONA
Generale Giampiero Cardillo, componente ONA

Non ci sono fondi pubblici sufficienti a debellare 40 milioni di tonnellate di amianto. Siamo di fronte a materiali pesanti, a mille difficoltà date per assenza di strutture, discariche che sono la metà di quelle di cui si ha necessità.

Non abbiamo un sistema di soluzione finale per la distruzione completa di questa sostanza pericolosa.

Non è solo una questione di incapacità politica ma di un intero sistema paese.

Abbiamo degli esempi da seguire per coinvolgere anche la popolazione sull’argomento. La stessa pericolosità dell’amianto è sconosciuta. Non è oggetto di grandi inchieste e mobilitazione popolare.

La mancanza della sollecitazione popolare, si riversa nella stasi delle istituzioni e delle strutture private”.

 

Amianto nell’Aeronautica Militare: la Cassazione riconosce i diritti degli orfani non a carico

Avv. Ezio Bonanni, amianto risarcimento
ONA, Presidente Avv. Ezio Bonanni

Una decisione destinata a incidere su molti procedimenti in tutta Italia. La Corte di Cassazione ha stabilito che i benefici per le vittime del dovere spettano anche ai figli non fiscalmente a carico, ribaltando l’interpretazione finora adottata dal ministero della Difesa.

Il supporto legale è stato garantito dall’Osservatorio Nazionale Amianto, con un team coordinato dall’avvocato Ezio Bonanni e composto anche da Veronica Scigliano, Giorgia Cicconi, Francesca Piredda e Federica Pacca.

Il caso: esposizione all’amianto e morte per mesotelioma

La vicenda riguarda un 1° maresciallo dell’Aeronautica Militare di Napoli, impiegato per oltre 38 anni nella manutenzione di aeromobili in diverse basi, tra cui Capodichino, Pratica di Mare, Gioia del Colle e Grazzanise.

L’uomo è morto nel 2015 a causa di mesotelioma, malattia tipicamente associata all’esposizione ad amianto.

Nel 2021 è stato riconosciuto ufficialmente come vittima del dovere. Le prestazioni sono state liquidate alla vedova, deceduta nel 2023, mentre i due figli sono stati esclusi perché non risultavano fiscalmente a carico.

La decisione della Cassazione: cosa cambia

I due orfani hanno avviato un’azione legale per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. La Corte di Cassazione ha dato loro ragione su un punto chiave: il diritto ai benefici non può dipendere dal requisito fiscale.

Secondo lavvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, si tratta di una pronuncia che amplia la tutela dei familiari delle vittime del dovere e crea un precedente rilevante.

A che punto è il procedimento

Il caso non è ancora concluso. La Cassazione non ha deciso nel merito definitivo della vicenda economica, ma ha stabilito il principio di diritto.

Ora il procedimento è stato rinviato alla Corte d’Appello di Napoli, che dovrà applicare il principio stabilito dalla Cassazione; riconoscere (o meno, nel merito) i benefici ai due orfani. Oltre a quantificare gli arretrati maturati dal 2015.

La richiesta economica avanzata è significativa: circa 150mila euro per ciascun figlio.

Impatto su altri casi simili

La pronuncia potrebbe avere effetti su numerosi contenziosi legati all’amianto, soprattutto nel comparto militare, dove l’esposizione è stata diffusa per anni.

Molte famiglie, finora escluse dai benefici per motivi fiscali, potrebbero ora vedere riaperta la possibilità di ottenere riconoscimenti e risarcimenti.

Una svolta, ma non ancora la fine

La decisione della Cassazione rappresenta un passaggio cruciale, ma il percorso giudiziario non è terminato. Come ribadito sarà la Corte d’Appello a dover tradurre questo principio in un riconoscimento concreto.

Nel frattempo, la sentenza segna già un cambio di rotta importante: i diritti dei familiari delle vittime dell’amianto vengono ampliati, aprendo nuove prospettive di giustizia per molte persone ancora in attesa di tutela.

Compensatio lucri cum damno, intervista all’avv. Ezio Bonanni

Compensatio, Luigi Abbate e Avv. Ezio Bonanni
Compensatio, Luigi Abbate e Avv. Ezio Bonanni

Nel corso dell’intervista di Luigi Abbate, l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, affronta uno dei temi più complessi del diritto risarcitorio: la compensatio lucri cum damno. Al centro della riflessione vi è la possibilità di cumulare i benefici riconosciuti alle vittime del dovere con il risarcimento dei danni subiti, una questione che continua a generare incertezze interpretative.

Il principio di cumulabilità tra provvidenze e risarcimento

Secondo Bonanni, è essenziale distinguere tra le diverse nature delle somme riconosciute. Da un lato vi sono le provvidenze assistenziali, come gli assegni vitalizi e le speciali elargizioni, che rispondono a una logica solidaristica. Dall’altro lato vi è il risarcimento del danno, che ha la funzione di compensare un pregiudizio subito dalla vittima o dai familiari.

Questo principio è stato chiarito anche dalla Corte di Cassazione, in particolare con la sentenza n. 12564 del 2018, che ha ammesso il divieto di cumulo solo in presenza di poste omogenee e di somme effettivamente percepite. Si tratta quindi di un criterio che richiede una valutazione attenta del caso concreto.

Il limite della compensazione: il danno non patrimoniale

Un punto centrale dell’intervista riguarda il limite alla compensazione. Bonanni sottolinea come eventuali detrazioni possano incidere esclusivamente sul danno patrimoniale, e non su quello non patrimoniale.

Il danno biologico, il danno morale e quello da perdita parentale restano infatti integralmente risarcibili. Questo aspetto è particolarmente rilevante per i familiari delle vittime del dovere, per i quali il pregiudizio principale è spesso legato proprio alla perdita affettiva e alle conseguenze psicologiche del lutto.

Le criticità nella prassi giudiziaria

Nonostante i principi espressi dalla Corte di Cassazione e ribaditi dal Consiglio di Stato, nella pratica giudiziaria emergono ancora decisioni non uniformi. In particolare, alcune pronunce di merito tendono a estendere la compensazione oltre i limiti indicati dalla giurisprudenza superiore.

Bonanni evidenzia inoltre una criticità rilevante legata al calcolo dei ratei futuri dei vitalizi. In alcuni casi, tali importi vengono stimati su un arco temporale molto ampio, producendo un effetto distorsivo che può ridurre o addirittura azzerare il risarcimento. Questo approccio, tuttavia, appare problematico, anche perché tali somme non sono sempre effettivamente percepite né trasmissibili agli eredi.

Verso una maggiore tutela delle vittime

L’intervento si conclude con un richiamo alla necessità di garantire un’applicazione coerente dei principi giuridici. L’Osservatorio Nazionale Amianto prosegue infatti la propria attività per assicurare il rispetto del diritto al risarcimento integrale, evitando interpretazioni che possano comprimere i diritti delle vittime e dei loro familiari.

La questione della cumulabilità si conferma così centrale nel dibattito sul diritto alla salute e sulla tutela effettiva delle vittime del dovere, richiedendo un equilibrio tra rigore giuridico ed esigenze di giustizia sostanziale.