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venerdì, Gennaio 9, 2026

Amianto portato in casa: risarcimento per moglie contaminata lavando vesti del marito militare vittima del dovere

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Il Tribunale civile di Roma ha pronunciato una sentenza di grande rilievo sul tema dell’esposizione all’amianto legata al servizio militare e alle sue conseguenze anche all’interno delle abitazioni. I giudici hanno condannato il ministero della Difesa al risarcimento dei danni subiti da Paola Maria Santospirito. Moglie di un militare della Marina, riconoscendo la responsabilità dell’amministrazione per una esposizione avvenuta in ambito domestico.

Il risarcimento liquidato supera i 65 mila euro e si fonda sul riconoscimento del principio della contaminazione domestica. Ossia la trasmissione di fibre e sostanze nocive dall’ambiente di lavoro alle abitazioni tramite le divise militari.

Il caso Mastrovito–Santospirito e il servizio nella Marina Militare

La vicenda riguarda il Luogotenente della Marina Militare Leonardantonio Mastrovito, riconosciuto Vittima del Dovere e invalido al 100 per cento. Nel corso di oltre trent’anni di servizio, il militare è stato esposto ad amianto, uranio impoverito e ad altre sostanze altamente tossico-nocive durante attività operative svolte in Italia e all’estero, comprese missioni nei Balcani e l’impiego a bordo delle navi.

Secondo quanto accertato dal Tribunale, l’esposizione professionale del militare ha avuto effetti anche sulla moglie. Infatti la donna per anni ha maneggiato e lavato gli indumenti e le divise da lavoro del coniuge.

La responsabilità del ministero e il riconoscimento della contaminazione domestica

Nella motivazione della sentenza, il Tribunale di Roma ha affermato che l’esposizione professionale del militare ad amianto e ad altri agenti cancerogeni ha determinato una contaminazione indiretta, avvenuta attraverso la manipolazione degli indumenti da lavoro. È stato riconosciuto quindi un nesso causale diretto tra tale esposizione domestica e le patologie riscontrate nella donna.

Il giudice ha richiamato in modo esplicito il principio della contaminazione domestica, sottolineando come la letteratura scientifica riconosca da tempo casi di patologie asbesto-correlate nelle mogli dei lavoratori esposti, contaminate indirettamente dal contatto con gli abiti da lavoro sui quali le fibre di amianto possono persistere e diffondersi negli ambienti domestici.

Gli esiti della consulenza tecnica d’ufficio

La consulenza tecnica d’ufficio, integralmente recepita dal Tribunale, ha accertato in capo a Paola Maria Santospirito la presenza di asbestosi con compromissione della funzionalità respiratoria, un disturbo dell’adattamento con umore ansioso concausato e un danno biologico permanente. Il tutto complessivamente quantificato nella misura del 15 per cento.

Questi elementi medico-legali hanno costituito la base per la quantificazione del risarcimento riconosciuto.

Rigettate tutte le eccezioni del ministero della Difesa

Nel corso del giudizio, il ministero della Difesa ha sollevato diverse eccezioni preliminari, tutte respinte dal Tribunale. I giudici hanno escluso questioni relative alla competenza territoriale e hanno rigettato l’eccezione di prescrizione.

In particolare, è stato ribadito che il termine prescrizionale decorre dal momento della prima conoscenza scientificamente attendibile del nesso causale tra esposizione e danno, individuato nel 31 dicembre 2019. È stata inoltre affermata la responsabilità del ministero ai sensi dell’articolo 2043 del Codice civile, per non aver adottato tutte le misure di prevenzione e protezione necessarie a tutelare la salute dei militari e, indirettamente, quella dei loro familiari.

Il risarcimento riconosciuto alla vittima

Il Tribunale di Roma ha liquidato un risarcimento complessivo pari a 65.387 euro. Comprensivo del danno biologico permanente, della personalizzazione del danno e del danno morale. Alla somma si aggiungono gli interessi legali e la rivalutazione monetaria a decorrere dal 31 dicembre 2019.

Oltre al pagamento delle spese processuali e dei costi della consulenza tecnica d’ufficio.

Il ruolo dell’Osservatorio Vittime del Lavoro e dell’Avv. Ezio Bonanni

L’Osservatorio Vittime del Lavoro e presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni, continua a svolgere attività di assistenza in favore di mogli, figlie e sorelle dei militari dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dell’Arma dei Carabinieri, esposte indirettamente all’amianto attraverso gli indumenti dei propri familiari.

Uno degli impegni fondamentali dell’Avv. Bonanni è il patrocinio legale delle donne che hanno subito danni alla salute per aver lavato tute, uniformi e altri indumenti dei loro congiunti, un sacrificio spesso invisibile ma dalle conseguenze profondissime.

Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni

«Questa sentenza segna un punto di svolta di portata nazionale – dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della sig.ra Santospirito –, infatti il Tribunale ha accertato in modo netto che l’amianto e gli altri cancerogeni presenti negli ambienti e nelle unità militari non colpiscono solo i militari, ma entrano nelle loro case, contaminando mogli e familiari attraverso le divise, la pelle e i capelli. È un riconoscimento giudiziario di enorme valore civile e sociale».

La testimonianza di Paola Maria Santospirito

Paola Maria Santospirito, oggi coordinatrice dell’Osservatorio Nazionale Amianto per la città di Taranto, ha commentato la decisione con parole che restituiscono il senso umano della sentenza:
«Questa sentenza non restituisce la salute perduta, ma restituisce verità e dignità. Per anni ho vissuto sulla mia pelle le conseguenze di un’esposizione che non avevo scelto. Oggi un giudice ha scritto nero su bianco che ciò che è accaduto era evitabile».

Le prossime azioni annunciate

Secondo quanto anticipato dall’Avv. Bonanni, il risarcimento riconosciuto rappresenta un passaggio fondamentale nell’accertamento delle responsabilità, ma non esaurisce l’entità complessiva del danno subito. Per questo motivo verrà proposto appello, con l’obiettivo di ottenere una tutela piena ed equa dei diritti della vittima.

L’impegno dell’ONA e dell’Osservatorio Vittime del Lavoro

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA APS e l’Osservatorio Vittime del Lavoro proseguono la loro attività su tutto il territorio nazionale, in particolare nelle regioni Lazio, Toscana, Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto e Puglia, dove sono presenti numerosi siti nei quali l’amianto è stato utilizzato fino alla messa al bando con la legge 257 del 1992.

Le sedi ONA garantiscono assistenza continua per la prevenzione primaria e la tutela dei lavoratori e dei cittadini esposti all’amianto e ad altri cancerogeni. È attivo lo sportello ONA, contattabile tramite il numero verde gratuito 800 034 294 o attraverso il sito ufficiale dell’associazione.

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