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martedì, Gennaio 20, 2026

Sentenza storica, contaminazione familiare da amianto (VIDEO)

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L’amianto continua a rappresentare una delle emergenze sanitarie e giuridiche più complesse del nostro Paese. Negli ultimi mesi, importanti sviluppi giudiziari hanno riacceso l’attenzione sul tema, soprattutto per quanto riguarda la cosiddetta contaminazione familiare. A parlarne è l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e Osservatorio Vittime del Lavoro ed equiparati Vittime del dovere, intervistato dal giornalista Luigi Abbate.

Il caso di Maria Paola Santospirito e la decisione del Tribunale di Roma

Al centro dell’intervista vi è il caso di Maria Paola Santospirito, cittadina tarantina e moglie del militare Leonardantonio Mastrovito, riconosciuto come vittima del dovere. Il Tribunale di Roma ha riconosciuto che la donna era affetta da asbestosi pleurica a seguito di una esposizione indiretta, maturata in ambito domestico.

Secondo quanto emerso nel procedimento, la contaminazione sarebbe avvenuta durante le normali attività familiari, come il lavaggio delle divise del marito, che risultavano presumibilmente intrise di fibre di amianto. Una circostanza che, secondo i giudici, ha avuto un ruolo rilevante nell’insorgenza della patologia.

L’avvocato Bonanni ha commentato con prudenza l’esito della sentenza, sottolineando come essa rappresenti un passaggio significativo nel riconoscimento dei diritti delle famiglie: “Questa decisione, a nostro avviso, conferma che l’esposizione all’amianto può estendersi oltre il luogo di lavoro e coinvolgere il nucleo familiare.”

Risarcimento e riconoscimento del danno alla salute

Il Tribunale ha disposto un risarcimento economico, pari a circa 65.000 euro, a favore della signora Santospirito. Un riconoscimento che va oltre il mero dato economico, poiché afferma un principio giuridico rilevante: anche l’esposizione domestica può generare un danno alla salute giuridicamente tutelabile.

Secondo Bonanni, «la sentenza apre potenzialmente la strada a una maggiore attenzione verso le condizioni vissute da mogli, madri e familiari di lavoratori esposti, soprattutto in ambito militare». Si tratta, tuttavia, di valutazioni che devono sempre essere affrontate caso per caso, sulla base di rigorosi accertamenti medico-legali.

Patologie oncologiche e contaminazione multipla

“Il caso è emblematico perché oltre all’ asbestosi pleurica, la signora Santospirito è stata attinta da cancro del seno e dalle risultanze istologiche sono emerse proprio all’interno dei tessuti neoplastici presenza di contaminanti. di nanoparticelle, di metalli pesanti e radioattivi, oltre a fibre di amianto. A nostro parere (ONA, n.d.r.) hanno dato origine anche a questa neoplasia” ha aggiunto Bonanni.

Bonanni ha precisato che «le risultanze scientifiche suggeriscono un possibile ruolo concausale di più sostanze», sottolineando l’importanza della valutazione scientifica.

Amianto e nucleo familiare

Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, il tema della contaminazione familiare merita un approfondimento costante, sia sotto il profilo sanitario sia sotto quello giuridico.

«È importante mantenere un approccio scientifico e responsabile», ha dichiarato Bonanni, «considerando anche l’impatto psicologico e sociale che l’esposizione può avere sulle persone coinvolte». Anche in assenza di una patologia conclamata, lo stato di preoccupazione e l’alterazione delle abitudini di vita possono costituire un elemento di sofferenza rilevante.

Un precedente che rafforza la tutela dei diritti

Questa sentenza potrebbe essere un precedente significativo nel panorama giurisprudenziale italiano. Essa infatti contribuisce a rafforzare il dibattito sulla tutela delle vittime indirette dell’amianto e sulla necessità di politiche di prevenzione più efficaci.

Il caso Santospirito, conclude Bonanni, «rappresenta un’occasione per riflettere sulla responsabilità collettiva e sull’importanza della tutela della salute non solo dei lavoratori, ma anche delle loro famiglie».

Vedi l’intervista integrale su ONA News:

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