Il TAR del Lazio ha condannato il ministero della Difesa a risarcire il maresciallo dell’Aeronautica Militare Nicola Panei per i gravi danni subiti a causa dell’esposizione prolungata e non protetta all’amianto durante il servizio. La sentenza, depositata a Roma il 15 gennaio 2026, rappresenta un pronunciamento di grande rilievo sul tema della tutela della salute del personale militare.
Esposizione prolungata e mancata protezione durante il servizio
Il Tribunale Amministrativo Regionale ha accertato che Nicola Panei, in servizio per ventisette anni nell’Aeronautica Militare, è stato esposto in modo continuativo a fibre di amianto senza che il ministero della Difesa adottasse misure di prevenzione efficaci. Secondo i giudici, l’Amministrazione ha violato l’obbligo di garantire condizioni di lavoro sicure, omettendo controlli, bonifiche e adeguati sistemi di protezione individuale.
L’amianto, come ricostruito nel corso del giudizio, era presente non solo sugli aeromobili, ma anche in numerose strutture militari, nelle coperture degli edifici aeroportuali e in diversi materiali utilizzati quotidianamente durante le attività operative.
Amianto diffuso in infrastrutture e aeroporti militari
La sentenza evidenzia come l’uso dell’amianto fosse esteso e sistematico all’interno delle basi dell’Aeronautica Militare. Il materiale era impiegato in componenti tecniche, dispositivi, indumenti e strutture edilizie, determinando un’esposizione costante e non occasionale del personale. Il TAR ha sottolineato come tale diffusione sia avvenuta in assenza di una reale consapevolezza del rischio e senza un’adeguata informazione dei militari.
Accertato il nesso causale con le patologie
Uno degli aspetti centrali della decisione riguarda il riconoscimento del nesso causale tra l’attività lavorativa svolta e le malattie diagnosticate a Nicola Panei. Il tribunale ha ritenuto dimostrato il collegamento tra l’esposizione all’amianto e l’insorgenza di asbestosi, broncopneumopatia cronico-ostruttiva e sindrome ansioso-depressiva reattiva. Le patologie hanno inciso in modo significativo sulla qualità della vita del militare, sia sotto il profilo fisico che psicologico.
Chi è Nicola Panei
Nicola Panei risiede a Fara Sabina, in provincia di Rieti. Oltre alla carriera nell’Aeronautica Militare, è tra i fondatori dell’Osservatorio Nazionale Amianto ed è componente del Comitato Direttivo Nazionale fin dalla nascita dell’associazione, impegnata nella tutela delle vittime dell’amianto e nella diffusione della cultura della prevenzione.
Risarcimento e condanna alle spese per il ministero della Difesa
Il TAR del Lazio ha riconosciuto a Nicola Panei un risarcimento per danno non patrimoniale superiore a 33.000 euro, oltre agli interessi di legge. Il ministero della Difesa è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali. La sentenza ribadisce il principio secondo cui anche nelle Forze Armate la salute dei lavoratori deve essere tutelata al pari di qualsiasi altro ambito professionale.
Le dichiarazioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto
“E’ un primo punto di svolta dopo quasi vent’anni di battaglia legale, una decisione di grande rilievo, che sancisce la fondatezza di quanto l’ONA denuncia da tempo.Tuttavia, non possiamo non rilevare come l’importo del risarcimento risulti irrisorio se rapportato alla compromissione della salute, alle sofferenze fisiche e psicologiche patite e al rischio concreto di ulteriori e più gravi evoluzioni patologiche. Questa decisione rappresenta sì un passo importante, ma conferma quanto sia ancora lunga la strada per un pieno riconoscimento dei diritti delle vittime dell’amianto nelle Forze Armate” – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale del maresciallo.



