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Crotone, sequestrata discarica abusiva di amianto e rifiuti speciali

amianto discarica
Discarica abusiva a Crotone (fonte Guardia di Finanza)

Nel cuore della provincia di Crotone, una vasta area di oltre 18mila metri quadri è stata utilizzata come discarica abusiva di rifiuti speciali e pericolosi. Tra questi, anche una notevole quantità di amianto.

La scoperta è avvenuta grazie alle operazioni di monitoraggio e controllo messe in atto dalla Guardia di Finanza di Crotone. Insieme con il Reparto Operativo Aeronavale, ROAN, di Vibo Valentia, hanno portato a termine un intervento mirato a contrastare i crimini ambientali nella zona.

Un passo in più per la lotta agli eco-reati, un fenomeno che da sempre preoccupante che coinvolge l’intero Paese.

L’intervento delle forze dell’ordine

L’ausilio del drone si è rivelato fondamentale: i finanzieri hanno monitorato da remoto l’area in questione e hanno raccolto informazioni riguardo all’uso illecito del terreno.

Numerose le “onduline” di amianto rivelate, alcune delle quali erano state lasciate a marcire all’aperto, frantumate e quindi altamente pericolose a causa dell’aerodispersione delle fibre. La loro presenza rappresenta un rischio diretto per chiunque entri in contatto con i materiali.

Una situazione preoccupante che ricorda quella di pochi giorni fa presso il fiume Rubicone.

L’importanza della tutela ambientale

L’incuria e l’abbandono di queste sostanze nei territori, senza un adeguato intervento di smaltimento, possono provocare danni irreparabili non solo alle persone che potrebbero inalare le fibre di asbesto ma anche all’ecosistema alterando la qualità dell’aria, del suolo e delle risorse idriche.

L’azione della Guardia di Finanza si inserisce in un contesto più ampio di lotta contro i crimini ambientali, che negli ultimi anni hanno visto un aumento significativo. La protezione dell’ambiente, infatti, è una sfida che richiede un impegno costante da parte delle autorità, ma anche della cittadinanza, affinché l’ecologia e la sicurezza pubblica possano essere salvaguardate nel lungo periodo.

Forse le onduline sono state utilizzate da un senzatetto come giaciglio di fortuna

Secondo quanto si apprende dall’Ansa, all’interno del fabbricato le “onduline” di amianto sono state utilizzate molto probabilmente da un soggetto senza fissa dimora, per realizzate un giaciglio di fortuna.

Se ciò dovesse essere vero, la sua presenza in quell’area, priva di sicurezza, segna un aspetto particolarmente tragico di questa vicenda. Il povero uomo, senza alcun altro riparo, avrebbe scelto di utilizzare i materiali abbandonati inconsapevole del grave pericolo per la salute derivante dall’amianto e dai rifiuti tossici presenti nell’area.

Il ruolo della comunità e della vigilanza

La scoperta di questa discarica abusiva quindi evidenzia anche l’importanza di incrementare progetti di informazione e sensibilizzazione da parte delle istituzioni e della comunità da rivolgere alla popolazione. È fondamentale che i cittadini siano consapevoli dei rischi derivanti dalla gestione illecita dei rifiuti e che possano segnalare tempestivamente eventuali situazioni sospette. Un monitoraggio attivo da parte della comunità può contribuire a prevenire eventi simili e a garantire la protezione dell’ambiente.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall’avv. Ezio Bonanni, persegue tra i suoi obiettivi primari la prevenzione e la bonifica dei luoghi contaminati da materiali tossici e nocivi, oltre ad accogliere segnalazioni della presenzia di amianto dai cittadini.
Il numero verde di ONA è 800.034.294 e ulteriori informazioni sulla tutela legale e tecnica sono reperibili sul sito dell’ONA.

Fonte: Ansa, Guarda di Finanza

 

 

Rubicone, sequestrati 2.800 kg di amianto e veleni GdF

fiume Roan
fiume

Rifiuti pericolosi e ben 2.800 chili di amianto su una superficie di 110 mila mq sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Rimini lungo il fiume Rubicone.
L’ amianto, in lastre, attrezzi e onduline eternit, risultava deteriorato e quindi pericolosissimo per la salute umana. Presenza anche di altri rifiuti tossici sui terreni agricoli adiacenti.
La scoperta è avvenuta durante una perlustrazione del Roan, il Reparto Aereonavale della Guardia di Finanza di Rimini, nella provincia di Forlì-Cesena.

L’assenza di misure di impermeabilizzazione e protezione esponeva la zona al grave rischio di dispersione di fibre di asbesto.
Inoltre, essendo i rifiuti vicino alle falde acquifere,  avrebbero potuto potenzialmente contaminare le acque con  con gravissime conseguenze per la salute.
I finanzieri hanno messo sotto sequestro la zona interessata e le sostanze.
Dieci le persone denunciate all’Autorità giudiziaria per violazioni in materia di gestione illecita di rifiuti e deposito incontrollato a mezzo abbandono dei rifiuti pericolosi.

Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni di ONA

L’abbandono di materiale contenente amianto sul fiume Rubicone è estremante pericolosa. La dispersione di fibre contenenti asbesto può provocare gravi malattie come il mesotelioma pleurico ed il cancro del polmone. Fondamentali le attività di controllo e bonifica dei territori e delle strutture contaminate.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.

A seguire l’operazione il comandante Pietro Spanò

ONA ha contattato telefonicamente il Tenente Colonnello Pietro Spanò che ha seguito l’operazione.
“Abbiamo posto sotto sequestro tutte le zone interessate e verrà sottoposta la bonifica da chi di dovere. Noi proseguiamo con l’attività di controllo a tutela ambiente facendo il nostro dovere” ha affermato Spanò, Comandante della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Rimini.

Il Roan – Reparto Operativo Aeronavale

Nell’ambito dei suoi compiti d’istituto la Guardia di Finanza si è dotata nel corso degli anni di un comparto aeronavale. Questo risulta suddiviso in una componente alturiera, forza di proiezione e in una sezione costiera/regionale ossia il Reparto Operativo Aeronavale.
I Roan sono attualmente quindici e presenti a Genova, Livorno, Civitavecchia, Como, Napoli, Vibo Valentia, Palermo, Bari, Termoli, Pescara, Ancona, Rimini, Venezia, Trieste e Cagliari.

L’Osservatorio Amianto – ONA è l’associazione di utilità sociale. Rappresenta e tutela tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e di altri cancerogeni. Si intende tutelare la salute e l’incolumità psicofisica. Questa è una vera e propria emergenza ancora nel 2025. È per questo che il tema delle bonifiche è centrale. Quindi, l’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA continua nella tutela della salute e dell’ambiente e la dignità di tutti gli esseri umani.

Fornisce il servizio di assistenza gratuita, tecnica, medica e legale. Numero verde 800 034 294.

Processo Singh, ONA sostiene i famigliari del bracciante deceduto

bonanni studio, Satnam singh
bonanni studio

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto organizzazione da  anni impegnata nella difesa dei diritti delle malattie professionali e ambientali, manifesta pubblicamente la propria vicinanza ai famigliari di Satnam Singh, il bracciante che nel 2024 perse la vita lavorando nei campi di un’azienda agricola  a Borgo Santa Maria, nei pressi di Latina.

Al via il processo per Satnam Singh

Il primo aprile infatti è iniziato il processo che vede imputato Antonello Lovato.
>Secondo il capo di imputazione Lovato Antonello, figlio di Renzo Lovato, il datore di lavoro di Singh, avrebbe caricato Satnam mutilato nel suo furgone, l’avrebbe poi abbandonarlo agonizzante nei pressi della sua abitazione insieme a una cassetta contenente l’arto mozzato e si sarebbe dato alla fine alla fuga ponendo in essere condotte successive volte ad occultamento delle prove.
Lovato Antonello è attualmente in regime di custodia cautelare presso la Casa Circondariale di Frosinone.

Satnam Singh, privo di permesso di soggiorno e senza regolare contratto di lavoro, subì l’amputazione del braccio destro manovrando un attrezzo professionale. L’uomo, non avendo protezione, morì per lo shock emorragico senza ricevere tempestivi soccorsi. Un gravissimo caso di omissione di soccorso, sfruttamento, caporalato e violazione dei diritti della persona che ha portato alla luce  le complesse problematiche legate alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il supporto dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto Aps ha aggregato fin dal 2008, vittime dell’amianto e i loro famigliari per raccogliere la loro sofferenza e rappresentarla alle istituzioni. Accreditato dal ministero della Salute, svolge attività di promozione e tutela della salute in ogni ambito di esplicazione della vita umana, opera per l’igiene del lavoro, per la prevenzione degli infortuni delle malattie professionali oltre a fornire assistenza morale e materiale delle vittime dell’amianto. È attivo con azioni concrete quali il ricorso all’Autorità giudiziaria e la costituzione come parte civile nei procedimenti penali.

L’Osservatorio Nazionale Amianto persegue e tutela il diritto del lavoro come naturale mezzo di vita e di espressione di dignità umana e la morte del sig. Singh rappresenta una di quelle situazione di grave lesione dei diritti dei lavoratori che l’ONA è statutariamente deputata a contrastare.

“La morte di Satnam Singh è inaccettabile. Questo essere umano poteva e doveva essere salvato con soccorsi tempestivi. Confidiamo che possa esserci una sentenza esemplare perché ciò è inammissibile”.
Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni ha espresso vicinanza morale ed etica ai famigliari per l’immenso dolore che si trovano a dover affrontare, ravvivato dall’iter processuale appena avviato.

Non un caso isolato

La morte di Satnam Singh non è solo un episodio tragico, ma rappresenta una sintesi di problematiche strutturali più ampie, legate alle condizioni di lavoro dei braccianti, alla discriminazione nei confronti dei lavoratori migranti e alle difficoltà del sistema di welfare in Italia.

In Italia, il caporalato, ossia l’intermediazione illecita e sfruttatrice del lavoro agricolo, è una pratica diffusa che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori, soprattutto migranti. Questi lavoratori, spesso privi di diritti legali o in condizioni di estrema vulnerabilità, sono costretti ad accettare salari bassissimi e a vivere in condizioni abitative precarie.

Parte del sistema agricolo italiano, specialmente nelle regioni meridionali, dipende fortemente da questa forma di sfruttamento del lavoro. Qui possiamo trovare lavoratori spesso privi di diritti sottoposti ad una spirale di abusi. Questa comprende l’impiego non solo in condizioni di lavoro pericolose, in nero e senza tutele, ma anche  la negazione di diritti basilari come l’accesso a cure sanitarie e alloggi adeguati.

La morte del bracciante ha anche sollevato interrogativi sulla responsabilità delle autorità locali e nazionali nell’affrontare e prevenire simili tragedie.

 Le politiche e le risposte legali

L’Italia, negli ultimi anni, ha cercato di intervenire per contrastare il fenomeno del caporalato, adottando leggi più severe. Come il Decreto Legge 199/2016 (Legge contro il caporalato), che prevede pene più severe per chi sfrutta il lavoro agricolo e per chi recluta i lavoratori attraverso pratiche illecite. Tuttavia, la messa in atto di queste leggi è spesso lenta e inefficace.

Le implicazioni sociali

La crescente disuguaglianza tra i lavoratori italiani e quelli migranti, la discriminazione razziale e la continua precarizzazione del lavoro devono essere affrontati in modo deciso. Questa tragedia richiede un intervento strutturale e un cambiamento culturale da affrontare su vari livelli.
>La solidarietà manifestata da molti gruppi e associazioni, tra cui l’Osservatorio Nazionale Amianto, deve però tradursi in azioni politiche efficaci che impediscano che eventi crudeli e drammatici come quelli di Singh si ripetano.

Cosa si potrebbe fare

Le autorità locali dovrebbero potenziare i controlli nelle aziende agricole e nelle aree rurali. Utilizzando tecnologie moderne e creando una rete di monitoraggio efficace.
I migranti devono avere un accesso più facile ai servizi di supporto legale, sanitario e sociale. Devono essere tutelati da politiche antidiscriminatorie.
Inoltre è necessario ed urgente un cambiamento nella struttura dell’agricoltura ed imprenditoriale italiana, che promuova pratiche di lavoro più etiche e sostenibili. Oltre a facilitazioni anche fiscali per gli imprenditori per la regolarizzazione del lavoro.
È necessario un impegno collettivo per garantire che tragedie simili non si ripetano. Agendo sia sul piano legale che su quello culturale, affinché i diritti di tutti i lavoratori, in particolare quelli più vulnerabili, siano finalmente rispettati.

Come difendersi dall’amianto. Convegno a Frascati (video)

bonanni, vegliantei
bonanni, vegliantei

Sabato 29 Marzo 2025 in P.zza del Gesù 15, si è svolto nella Sala Granduca di York a Frascati, il convegno “Come difendersi dall’amianto, soluzioni e criticità”.

Hanno presieduto il Par. Gilberto Montebello, Presidente ANPd’I Colline Romane (Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia).

Per l’iniziativa i relatori sono stati l’Avvocato Ezio Bonanni, Presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto. Oltre alla Dr.ssa Paola Vegliantei, Presidente dell’Accademia della legalità.

Un evento di grande rilevanza che ha offerto una riflessione approfondita su temi che coinvolgono le vittime del dovere, in particolare i paracadutisti, e il ruolo dell’Osservatorio Amianto e Uranio Impoverito nel monitoraggio e nell’assistenza alle persone colpite da queste gravi problematiche. Un momento di confronto tra istituzioni, esperti del settore, associazioni e famiglie delle vittime, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le autorità competenti su questi temi.

Emozionante il momento della “preghiera del paracadutista” che ha aperto l’iniziativa.

Paracadutisti e vittime del dovere tra gli argomenti del convegno

Paola Vegliantei, Presidente Accademia della Legalità ha dedicato l’iniziativa al compagno Carlo Lenti ed ha affermato: “La Folgore è la mia seconda casa, dedico questo evento a lui ed a coloro che sono deceduti per aver partecipato alle missioni”.
I paracadutisti, spesso considerati un simbolo di coraggio e dedizione, sono tra coloro che, in nome del dovere, si espongono a rischi estremi durante le operazioni militari.
Le vittime del dovere sono persone che hanno sacrificato la loro salute in nome di un ideale più grande, ma che, troppo spesso, non hanno ricevuto il supporto che meritano, né sul piano sanitario né su quello legale.

Il Par. Gilberto Montebello, Presidente ANPd’I Colline Romane ha fatto sapere che sono in programma ben 9 convegni fino a dicembre. Altamente simbolico il momento finale del dono della sabbia proveniente da El Alamein, teatro dei due scontri decisivi nel 1942 che segnarono un punto di svolta nella campagna in Nordafrica.

La criminologa Melissa Trombetta, ha dichiarato di essere stata dieci anni fa una paracadutista. Da quattro anni collabora con l’Avv. Ezio Bonanni in una preziosa sinergia multidisciplinare tra criminologia e giurisprudenza.

Amianto e uranio impoverito: le minacce nascoste

L’amianto, un materiale ampiamente utilizzato in tutti i settori fino alla sua messa al bando nel 1992, è stato un nemico silenzioso per decenni. Esposizioni accidentali durante il servizio, sia in ambienti chiusi che all’esterno, hanno portato a malattie gravi come l’asbestosi e il mesotelioma pleurico, una forma rara e aggressiva di cancro. Allo stesso modo, l’uranio impoverito, impiegato nelle munizioni, ha suscitato preoccupazioni riguardo ai suoi effetti sulla salute, come il possibile sviluppo di tumori e patologie renali. La gestione di queste esposizioni è tuttora un tema caldo, e l’Osservatorio Amianto si batte da circa trent’anni per garantire che le vittime ricevano il giusto riconoscimento e supporto.

Esaustivo ed interessante l’intervento dell’Avvocato Ezio Bonanni durante il convegno, che ha fatto un dettagliato excursus di sentenze e battaglie svolte in passato ed ancora in corso per il riconoscimento dei giusti diritti alle vittime del dovere.
“Ci sono state forte esposizioni in ambito militare all’amianto e all’uranio impoverito. Un problema che ha riguardato sia le vittime del dovere che i loro famigliari. Le compagne, le mogli si trovavano spesso a lavare le tute in amianto indossate dai loro mariti con conseguenze devastanti”, ha affermato Bonanni.
L’Avvocato ha discusso temi cruciali come il miglioramento delle politiche di prevenzione, e la necessità di una tutela legale adeguata per i soldati che, purtroppo, hanno pagato il prezzo più alto per servire il loro paese.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, un faro di speranza per le vittime

L’ONA svolge un ruolo fondamentale nella raccolta di dati, nell’offerta di assistenza legale e nel sostegno alle famiglie delle vittime. La sua attività si concentra sulla sensibilizzazione del pubblico e delle istituzioni cercando di ottenere risultati concreti per chi ha contratto malattie professionali durante il servizio.
Oltre alla parte di monitoraggio, l’Osservatorio offre anche supporto legale e tecnico per le famiglie che desiderano fare causa per i danni provocati dall’esposizione a queste sostanze. Infatti, purtroppo, non tutte le vittime hanno avuto la possibilità di vedere riconosciuto il loro sacrificio, ma l’Osservatorio è impegnato nel far luce su queste situazioni e nel promuovere una cultura della giustizia e del rispetto verso chi ha sacrificato la propria salute.
“Le vittime del dovere dovrebbero essere riconosciute senza dover arrivare ad effettuare una causa, arrivare a questo è già una sconfitta” ha specificato Bonanni.

Il Convegno di Frascati: un passo in avanti

L’appuntamento a Frascati ha rappresentato una tappa importante nella lotta per il riconoscimento e il supporto delle vittime del dovere. “La giusta informazione è estremamente rara, non la fanno tutti”, ha puntualizzato Vegliantei.

Spazio anche alle vittime dell’amianto come Arnaldo Lucaccioni, che ha raccontato di essersi ammalato di cancro ai polmoni per l’esposizione all’asbesto mentre era in servizio. Un racconto che non solo ha dato voce a chi ha sofferto in silenzio, ma ha aiutato anche a sensibilizzare il pubblico sulla necessità di garantire una protezione migliore sia per i lavoratori civili, ma anche per chi opera in contesti ad alto rischio come i militari.

Il convegno è stato una grande opportunità per ricordare a tutti che le vittime del dovere non devono essere dimenticate. I paracadutisti, così come tutti i membri delle forze armate e dei corpi di polizia, meritano di essere tutelati e assistiti non solo durante il loro servizio, ma anche dopo aver concluso la loro carriera, quando le ferite invisibili, spesso causate da esposizioni a sostanze tossiche, continuano a perseguitarli. Una giornata significativa per coloro che hanno vissuto sulla loro pelle le conseguenze di queste malattie, e per chi si impegna a garantire che la memoria di questi sacrifici non vada mai perduta.

L’ ONA – Osservatorio Nazionale Amianto presieduto da Ezio Bonanni, è da quasi trent’anni in prima linea nella difesa dei diritti delle vittime dell’amianto. Con un impegno costante e mirato, l’ONA fornisce assistenza legale, medica e tecnica. La missione dell’Osservatorio è duplice: da un lato, garantire che le vittime ottengano un giusto risarcimento per i danni subiti, e dall’altro, promuovere politiche di prevenzione che impediscano nuovi casi di esposizione.

Nel seguente video, le interviste prima e dopo il convegno.

 

Bando Inail smaltimento amianto: ad aprile l’apertura

iphone, bando isi
ipfone

Il Bando ISI Inail 2024 2025 offre alle imprese italiane l’opportunità di ottenere un contributo a fondo perduto del 65%, fino a un limite di 130.000 euro, per progetti di rimozione e smaltimento dell’amianto. Un’iniziativa che mira a incentivare la bonifica dell’amianto presente nelle strutture aziendali, per la tutela della salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. E’ un’iniziativa promossa dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro per aiutare le aziende italiane e gli enti del terzo settore.

Una procedura telematica

Tramite la sezione “Accedi ai servizi online” le imprese avranno a disposizione una procedura informatica che consente, attraverso un percorso guidato, la compilazione e l’inoltro della domanda di finanziamento con le modalità indicate negli Avvisi regionali/provinciali.
il 14 Aprile 2025 è prevista l’apertura della procedura informatica. In questa prima fase c’è quindi l’inserimento online con ottenimento del codice identificativo.
La selezione dei progetti avviene tramite click day. E’ importante quindi essere tempestivi: si dovrà inviare il più velocemente possibile la domanda per entrare nella graduatoria in ordine cronologico.
La chiusura della procedura informatica per la compilazione è prevista il 30 Maggio 2025 alle ore 18.00.

Non solo amianto

Un’apposita linea è destinata agli interventi di bonifica dell’amianto, ma il budget di 600 milioni di euro messo a disposizione dall’INAIL riguarda uno spettro di intervento più ampio. Oltre al terzo asse di finanziamento per i progetti di bonifica da materiali contenenti amianto,
si rivolge a progetti per la riduzione dei rischi tecnopatici, per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale e
la riduzione dei rischi infortunistici. Possono parteciparvi anche micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività o operanti ad esempio nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli.

Le date della procedura informatica, in tutte le sue fasi, sono pubblicate progressivamente nell’Allegato Calendario scadenze ISI 2024 del sito dell’Inail.

Ona e prevenzione

La prevenzione primaria rischio amianto consiste nell’evitare l’esposizione ai minerali di amianto. In questo modo si evitano i danni alla salute.
L’ONA ha predisposto un sistema di segnalazione dei siti contaminati. Inoltre è possibile richiedere la propria consulenza legale e medica in caso di esposizione.