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Vittime del dovere: incontro con il Col. Carlo Calcagni

Col Calcagni Carl, elicottero mililtare
Col Calcagni Carl, elicottero mililtare

La Federazione Nazionale Volontari di Guerra di Reggio Calabria, in collaborazione con il comune di Locri e le Associazioni combattentistiche e d’Arma, organizza un incontro con il Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano Carlo Calcagni.
Si tratta di un importante appuntamento dedicato alle vittime del dovere dal titolo “Oltre il dolore dentro la vita”, che si terrà giovedì 17 luglio 2025, alle ore 19, presso la Biblioteca G. Incorpora di Palazzo Nieddu De Rio, in Locri.

Il Colonnello Carlo Calcagni, testimonianza di coraggio e resilienza 

Calcagni è una figura di spicco nel panorama italiano per il suo impegno personale e professionale nel raccontare il sacrificio delle vittime del dovere.
Nato nel 1968, il Colonnello Calcagni ha servito l’Esercito Italiano partecipando a missioni internazionali, tra cui la Bosnia-Erzegovina, dove è stato esposto all’uranio impoverito, come da sue dichiarazioni pubbliche. Questo ha avuto gravi ripercussioni sulla sua salute, portandolo a combattere contro malattie complesse tra cui la mielodisplasia e la sensibilità chimica multipla. Nonostante le difficoltà, Calcagni è diventato un simbolo di forza e determinazione, partecipando anche a competizioni di ciclismo paralimpico.
La sua storia è raccontata nel documentario “Io sono il Colonnello” di Michelangelo Gratton, testimonianza del suo percorso di lotta e speranza.

Un impegno condiviso per le Vittime del dovere

L’evento si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso chi ha sacrificato la propria salute e la vita per il bene comune.
Grazie al racconto diretto di protagonisti come Carlo Calcagni, cresce la consapevolezza sull’importanza di riconoscere, tutelare e onorare le Vittime del dovere.

“Rivolgo il mio più sentito augurio per questo importante momento di testimonianza e riflessione. La presenza del Colonnello Carlo Calcagni è esempio vivente di coraggio e amore per la vita. Come ONA siamo al fianco di tutte le Vittime del dovere, affinché nessun sacrificio venga dimenticato e ogni storia di sofferenza possa trasformarsi in forza collettiva e impegno per la giustizia.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

Col. Carlo Calcagni
Locandina evento con Carlo Calcagni

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Amianto, notizie internazionali: Regno Unito, USA, Brasile

bandiere di tutto il mondo, amianto
Bandiere (Foto free da Foto di Maik da Pixabay)

Belfast, emergenza per falò vicino a sottostazione con amianto

Nel sud di Belfast dichiarato lo stato di emergenza in vista dell’accensione di un falò previsto per venerdì 11 luglio. Il fuoco fa parte delle tradizionali celebrazioni in Irlanda del Nord per commemorare la ricorrenza delle vittoria del re protestante Guglielmo d’Orange sul cattolico Giacomo II, nella battaglia del Boyne del 1690.
Le fiamme verranno accese vicino ad una sottostazione elettrica che alimenta gli ospedali vicini. Ciò ha destato serie preoccupazioni sulla sicurezza della rete elettrica. Inoltre, segnalata la possibile presenza di amianto nell’area, ed un nastro è affisso davanti al sito.
Proseguono i colloqui con le autorità locali e i rappresentanti della comunità per la messa in sicurezza.

Passo indietro di Trump sull’amianto

L’amministrazione Trump ha deciso di non portare avanti il progetto di legge che avrebbe modificato il bando sull’amianto del tipo crisotilo negli Stati Uniti. Proibito in più di 50 nazioni per la sua correlazione con gravi malattie come il tumore dei polmoni e il mesotelioma.
Il divieto, introdotto sotto la presidenza Biden, costituisce una conquista importante per gli attivisti che da anni chiedono lo stop completo all’uso del minerale altamente pericoloso per la salute. Lo scorso mese, l’amministrazione Trump aveva annunciato l’intenzione di rivedere questa misura (vedi il link).
Tuttavia, lunedì sera, l’EPA (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente) ha comunicato che è stato fatto un passo indietro.

Brasile, dall’amianto alle “terre rare”

Minaçu, una cittadina brasiliana un tempo nota per la sua miniera di amianto, sta ora puntando a diventare protagonista nell’estrazione delle “terre rare”. Queste ultime sono materiali essenziali per nuove tecnologie. La Cina domina da anni questo mercato, controllando gran parte della produzione mondiale dei supermagneti. Tuttavia, le recenti restrizioni all’esportazione imposte da Pechino hanno messo in allarme il mercato globale, aprendo opportunità a nuovi fornitori come il Brasile.
Minaçu, con una popolazione di 27.000 abitanti, in passato era fortemente legata alla produzione di amianto, messo al bando nel 2017 in Brasile.
La speranza è che le terre rare possano rilanciare l’economia, ma restano dubbi sull’impatto ambientale e sanitario. Il futuro di Minaçu dipende ora dalla capacità del Brasile di creare un’industria che vada oltre l’estrazione e includa anche raffinazione, tecnologia e soddisfi la domanda interna.

ONA News: amianto, intervista di Luigi Abbate all’Avv. Ezio Bonanni

Abbate e Bonanni
Abbate e Bonanni

Una nuova puntata su ONA News. Il giornalista Luigi Abbate intervista ancora una volta l’Avv. Ezio Bonanni – Presidente di ONA- Osservatorio Nazionale Amianto.
Nelle scorse puntate si è affrontato il tema del  riconoscimento delle vittime del dovere per esposizione ad amianto relativamente ai dipendenti delle forze armate.

Il confronto su sentenze storiche riguardanti l’amianto

Il riferimento è a diverse sentenze relativamente al riconoscimento di casi di patologia asbesto correlate in alcuni tecnici Telecom (ex Sip).

Dal 2014 circa, l’Osservatorio ha seguito circa 16 casi di diverse persone che avevano prestato servizio in Telecom. Secondo quanto dichiarato da Bonanni, le malattie riscontrate sono diverse: tumore polmonare, mesotelioma e placche pleuriche.

Uno di questi aveva lavorato anni per 31 anni come assistente tecnico nella sede di Bari  in ambienti contaminati dall’amianto, senza utilizzare dispositivi di protezione. Un’esposizione che ha provocato placche pleuriche calcifiche bilaterali. Un altro, Piero Defendini, morì invece di mesotelioma.

“Dove c’è amianto c’è malattia e morte. E’ un big killer che coinvolge in maniera trasversale vittime del dovere e civili in diversi settori. Purtroppo in passato questo minerale è stato usato in maniera anche eccessiva e senza adeguate misure di sicurezza. Del resto l’amianto è stato messo al bando solo nel 1992. Più che altro è la mancata informazione e
formazione, e la mancata protezione a determinare una più o meno elevata esposizione”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.

 

Altri casi, stessa azienda

Un “notevole margine di dubbio sul nesso di causalità tra la presenza di amianto nella centrale e l’insorgenza degli ispessimenti pleurici” nei tre lavoratori, l’assenza di una malattia “penalmente rilevante ai fini dell’integrazione del reato”, ma anche il fatto che lo stesso reato ipotizzato “è da considerarsi ormai ampiamente prescritto”: circostanze che fanno ritenere “ragionevolmente improbabile la condanna degli indagati all’esito di un futuro processo”. Con queste motivazioni, la Procura ha chiesto per la quarta volta nell’arco di otto anni l’archiviazione dell’inchiesta sulla presunta esposizione all’amianto di tre lavoratori Telecom operanti nella centrale di Corso Nazionale. Una vicenda lunga ormai otto anni: il primo esposto sulla vicenda risale agli inizi del 2018.

Da allora, una lunga contesa, con la Procura che per tre volte, ritenendo che gli elementi raccolti non fossero sufficienti a sostenere l’accusa in un possibile processo, ha chiesto l’archiviazione delle indagini. L’ultima parola spetterà al giudice per le indagini preliminari, che potrà definitivamente chiudere la vicenda oppure, per la quarta volta, restituire gli atti alla procura al fine di svolgere nuove indagini.

Fonte: La Nazione

Estrazione amianto: rischi e scenari del 2025 in Russia e Kazakistan

Kazakistan
Kazakistan (Foto free di Александр Шаварёв da Pixabay)

Secondo Farmonaut, nel 2023, Russia e Kazakistan avrebbero prodotto oltre 1,2 milioni di tonnellate di amianto, primeggiando nella produzione mondiale nonostante i rischi comprovati a livello scientifico per la salute. I maggiori giacimenti si trovano nei Monti Urali nell’ex Unione Sovietica e nelle regioni di Akmola e Kostanay in Kazakistan.

Il principale problema connesso all’estrazione dell’amianto riguarda l’esposizione alle sue fibre, causa di gravissime malattie. Un’ulteriore complicazione è rappresentata dal lungo periodo di latenza di queste malattie, che può estendersi a decenni dall’esposizione iniziale, rendendo difficile la diagnosi e la prevenzione tempestiva.
Come spesso segnalato dall’ONA, Canada, Russia, Kazakistan e Cina sono risultati essere i maggiori produttori globali di asbesto.

L’amianto è stato un materiale impiegato a livello globale. Veniva estratto, lavorato impiegato dalle industrie manifatturiere.
Dall’isolamento ignifugo negli edifici, alle pastiglie freno per veicoli, dalle guarnizioni navali fino ai vestiti protettivi per operai, l’amianto sembrava insostituibile fino a quando i suoi effetti nocivi sulla salute non sono divenuti evidenti.

Il danno ambientale e alla biodiversità

Dal punto di vista ambientale, l’attività estrattiva influirebbe negativamente sugli ecosistemi locali perché potrebbe contaminare suolo e acque. Inquinando il territorio, si compromette l’utilizzo futuro per l’agricoltura. Le fibre inoltre sono in grado di persistere nell’aria per molto tempo. La dispersione di polveri pericolose oltre i confini delle miniere mette a rischio, oltre la popolazione residente, anche la fauna selvatica. Gli animali selvatici e domestici presenti nelle zone limitrofe ai siti contaminati potrebbero ingerire le fibre, causando squilibri nella catena alimentare e alterazioni ecologiche su larga scala.

Regolamentazioni attese nel 2025: rigore e cooperazione internazionale

L’OMS spinge verso l’eliminazione completa dell’esposizione all’amianto, promuovendo trattati globali e collaborazioni transfrontaliere. Mentre più di 60 Nazioni nel mondo hanno introdotto divieti totali su estrazione, importazione e utilizzo dell’amianto, in Russia e in Kazakistan, l’estrazione del crisotilo è ancora consentita, con protocolli di sicurezza stabiliti dalle autorità locali.
Tra le disposizioni di sicurezza, c’è l’obbligo di indossare dispositivi di protezione personale e sono richiesti controlli sanitari frequenti per i lavoratori.
Normative più stringenti richiedono la bonifica dei siti e lo smaltimento sicuro dei residui per limitare l’impatto ambientale.
Entro il 2025, è previsto un calo della produzione tra 5 e 15%, miglioramenti nei protocolli di sicurezza e incremento nell’adozione di alternative più sicure, che potrebbe raggiungere il 35-45% entro il 2030.

Visione futura: riduzione dell’amianto e sviluppo di alternative

L’estrazione dell’amianto sembra quindi anche in quei territori destinata a una progressiva diminuzione, motivata da una fisiologica diminuzione della domanda globale dovuta ai rischi.

“E’ inaccettabile che nel 2025 non si sia arrivati ancora ad un divieto dell’amianto che coinvolga l’intero pianeta. Si stima che la fibra killer sia la causa di circa 200.000 morti l’anno. Non bastano le restrizioni: occorre che il mondo si liberi definitivamente di questa sostanza”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.

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Amianto, la Regione Toscana approva il Piano per la messa in sicurezza

Cipressi verdo della Toscana, amianto
Cipressi della Toscana (Foto free di locatelliitalo da Pixabay)

Il Piano regionale di tutela dall’amianto ha ottenuto il via libera dalla Commissione Controllo del Consiglio regionale, presieduta da Massimiliano Riccardo Baldini (Lega).
Lo apprendiamo da un comunicato stampa pubblicato su InConsiglio.it della Giunta Regionale della Toscana.
Durante la seduta sono stati presentati anche l’assestamento al Bilancio di previsione 2025–2027 della Regione Toscana e una variante al Piano cave, ma il fulcro della discussione si è concentrato sulla gestione del rischio amianto e sulle misure previste dal nuovo documento.

Ad illustrare il Piano, in rappresentanza della Giunta regionale, è stata Vincenza Giancristiano, del settore Economia circolare e qualità dell’aria.

Gli obiettivi: censimento, sicurezza e bonifiche

Il primo obiettivo dichiarato è quello di completare una mappatura aggiornata dei siti con presenza di amianto. Il censimento della presenza è affidato ad Arpat, l’Agenzia Regionale per la protezione dell’ambiente.

Accanto alla mappatura, il Piano mira anche alla messa in sicurezza dei luoghi contaminati.

I finanziamenti dell’amianto arrivano da diverse fonti

Secondo Giancristiano, i fondi per la rimozione arrivano dal PR-Fesr 2021-27 negli stabilimenti sede di impresa e negli edifici pubblici. Un’altra fonte di finanziamento è il fondo per lo sviluppo e coesione 2014-20, con 8 milioni assegnati alla Toscana, durante la passata programmazione, per la rimozione di amianto nelle scuole e negli ospedali. Inoltre un finanziamento ad hoc, pari a un milione e mezzo di euro, derivanti dall’ecotassa, per la rimozione e lo smaltimento di materiale contenente amianto e per la messa in sicurezza delle aree industriali dismesse e il recupero delle aree degradate.

Altri obiettivi riguardano l’aspetto sanitario, come la sorveglianza degli ex-esposti o i maggiori controlli in tutti gli ambiti per tutelare la salubrità ambientale e la sicurezza sul lavoro di chi bonifica e smantella le strutture. È prevista poi la ricognizione dei siti adatti e idonei allo smaltimento. Vanno controllati infine la rimozione e lo smaltimento dell’amianto proveniente da utenze domestiche. Ultimo obiettivo è quello di sviluppare adeguate campagne di informazione e sensibilizzazione verso i cittadini.

Il commento di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

“Ogni iniziativa che comporti misure volte alla tutela dall’amianto sono positive. Servono più che mai azioni concrete. La fibra killer è una vera emergenza sanitaria. Occorre un’accelerazione degli interventi.” dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.