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Amianto e Ferrovie : intervista di Luigi Abbate all’Avv. Ezio Bonanni

L'Avv. Ezio Bonanni intervistato da Luigi Abbate
L'Avv. Ezio Bonanni intervistato da Luigi Abbate

L’amianto  continua a lasciare una lunga scia di vittime in diversi settori lavorativi. Ne ha parlato l’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). In una nuova intervista rilasciata al giornalista Luigi Abbate.
L’incontro ha offerto uno spaccato delle problematiche ancora oggi connesse all’esposizione alla fibra killer nei luoghi di lavoro.
Bonanni ha ribadito come l’ONA sia da anni impegnata a 360 gradi nella difesa delle vittime dell’amianto. Siano esse impiegate in ambito pubblico o privato, comprese le Forze Armate. Dopo aver portato alla luce, nelle precedenti puntate, i casi di esposizione nell’Esercito, nei dipendenti della Marina, dell’Aeronautica e dei Carabinieri, l’attenzione si concentra ora su un altro ambito. I lavoratori delle Ferrovie dello Stato esposti in passato all’amianto.

“Anche in questo settore – ha spiegato l’Avvocato – l’amianto  si è annidato in passato pericolosamente, causando danni alla salute che in numerosi casi hanno portato a esiti fatali”.

Secondo quanto riportato da Bonanni, nonostante iniziali resistenze, sono ottenute importanti pronunce giudiziarie a favore di lavoratori ferroviari colpiti da malattie asbesto-correlate, come il mesotelioma pleurico.

È il caso, ad esempio, di un tecnico impiegato sui traghetti delle Ferrovie tra Messina e Reggio Calabria, per il quale, secondo le dichiarazioni, la responsabilità dell’esposizione all’amianto è riconosciuta già nel 2020.

Le fonti dell’esposizione

Bonanni ha richiamato l’attenzione su alcune situazioni specifiche di rischio documentate nel tempo: la presenza di amianto nei rotabili ferroviari, confermata da documenti ufficiali.

L’ONA, attraverso la guida del suo presidente, ha avviato numerose azioni legali sia per il riconoscimento delle malattie professionali che per ottenere risarcimenti per danni subiti dai lavoratori e dai loro familiari. In alcuni casi, si è riusciti anche ad ottenere lo status di vittima del dovere, una qualificazione importante che può aprire a maggiori tutele.

“È una battaglia di civiltà – ha concluso Bonanni – affinché venga riconosciuta la verità dei fatti e si garantisca giustizia a chi ha pagato con la salute o la vita il prezzo dell’amianto”.

Il tema dell’amianto resta attuale e aperto

Le testimonianze, i documenti e le sentenze finora ottenute dimostrano l’importanza di continuare l’attività di monitoraggio, informazione e sostegno legale. L’azione dell’ONA punta sia al riconoscimento delle vittime, che alla prevenzione. Un impegno che prosegue giorno dopo giorno nella tutela della salute e dei diritti dei lavoratori.

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Informazioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Avv. Ezio Bonanni

Regno Unito, parente di vittima amianto sostiene campagna parlamentare

Bandiera dell'Inghilterra
Bandiera inglese (Foto free di Neri Vill da Pixabay)

A giugno, nel Regno Unito, la deputata laburista di South Shields, Emma Lewell, ha fatto pressione sul governo affinché venga istituito un registro degli edifici del Regno Unito contenenti amianto e se ne pianifichi la rimozione. Suo nonno, John Henry Richardson, morì nel 1998 di asbestosi dopo aver lavorato nei cantieri navali della zona.

Il supporto di un uomo che ha subito una strage famigliare

A sostenere la campagna di Lewell è Raymond Turnbull, un uomo statunitense che ha perso la moglie, la madre, il fratello e lo zio a causa del mesotelioma.
Tutti e tre lavoravano nell’ ex stabilimento Turner and Newall di Washington, ora chiuso, che produceva prodotti contenenti amianto.
La moglie Jean, scomparve nel 2009 all’età di 62 anni. Quando era piccola, giocava con altri bambini su grandi mucchi bianchi di asbesto vicino alla fabbrica.
A renderlo noto è la BBC in un articolo.

La lotta all’amianto in Italia

In Italia punto di riferimento per la lotta contro le conseguenze di questo pericoloso materiale è l’Osservatorio Nazionale Amianto L’ associazione rappresenta e tutela tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e di altri cancerogeni. Fornisce il servizio di assistenza gratuita, tecnica, medica e legale.

“Notizie di decessi da amianto arrivano da tutto il mondo, in continuazione. E’ una tragedia costante, che attraverseremo ancora per molti, troppi anni” ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA.

Il riferimento è dato dal fatto che le patologie asbesto correlate, come il mesotelioma che ha colpito l’intera famiglia statunitense, possono manifestarsi anche dopo 40 anni dall’esposizione.

Amianto, Lombardia: per Broni (PV) richieste più risposte

amianto
amianto

Il comune di Broni, in provincia di Pavia, torna al centro del dibattito pubblico la necessità di interventi urgenti e strutturali per l’amianto. Secondo una delle fonti, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità una mozione per sollecitare il presidente Attilio Fontana e la sua Giunta ad attivarsi affinché la prossima Conferenza governativa sull’amianto si svolga proprio nella cittadina sede dell’ex stabilimento Fibronit.

Servono iniziative concrete per accelerare la rimozione dell’amianto

“La Regione è ferma, servono risorse”, ha dichiarato il consigliere regionale Simone Negri, commentando l’approvazione della mozione. “Non potevamo che approvare una mozione che finalmente solleva il caso di Broni – ha aggiunto –, dopo che da anni Regione è ferma sui provvedimenti che possano andare nella direzione della rimozione dell’amianto in Lombardia, presente ancora in quantità spaventose”.

La richiesta di maggiore attenzione non si limita al solo caso di Broni. Anche altre realtà lombarde, come Brescia, vivono situazioni critiche in relazione alla presenza di amianto.

Da  Il Giorno: “Quale luogo migliore per una conferenza nazionale sul tema?” si è domandato ancora Negri in aula. “Ma questa mozione è importante anche perché porta la questione dell’amianto in aula. L’ultima relazione al Consiglio risale al 2024, ma contiene dati riferiti al 2022-2023 e sono allarmanti: in Lombardia insistono 180mila manufatti in amianto in proprietà private e 27mila, di cui il 10% friabile, in edifici pubblici. Una situazione preoccupante che richiede interventi e un’attenzione che oggi Regione non ha”.

Nel 2022, furono assolti due imputati dell’ex Fibronit di Broni, accusati di omicidio colposo. Le morti erano legate all’asbesto.

Vipiteno (BZ), presunta gestione amianto non conforme in un cantiere

interno di un tubo
dentro un tubo (Foto free di PublicDomainPictures da Pixabay)

Secondo una delle fonti, in seguito a un controllo congiunto eseguito nei giorni scorsi, i Carabinieri della Compagnia di Vipiteno e gli Ispettori dell’Ufficio Gestione Rifiuti della Provincia Autonoma di Bolzano avrebbero rilevato delle criticità. Il riferimento è ala gestione di materiali potenzialmente pericolosi, probabile amianto in un cantiere edile dove sono in corso lavori di ristrutturazione su una struttura alberghiera.

Sequestro parziale del cantiere

I Carabinieri avrebbero scoperto vecchi tubi contenenti amianto emersi durante i lavori di demolizione.
A tutela della salute pubblica e dell’ambiente, è stato disposto un sequestro parziale del cantiere.
Il caso ricorda l’importanza di una gestione attenta e conforme alla legge dei materiali contenenti asbesto. Soprattutto in contesti di ristrutturazione edilizia, dove il rischio di esposizione può riguardare sia i lavoratori che i cittadini.

Le raccomandazioni di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

“Ricordiamo che l’esposizione anche a basse dosi può comportare rischi gravi per la salute dei lavoratori e dei cittadini. L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto promuove da anni  l’applicazione rigorosa delle normative esistenti e la bonifica completa dei siti contaminati. È fondamentale che gli interventi di ristrutturazione e questo vale in linea generale, siano affidati esclusivamente a imprese specializzate”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.

L’Osservatorio Nazionale Amianto rinnova l’appello di garantire l’adozione di protocolli di sicurezza adeguati in ogni fase del trattamento di materiali contenenti amianto.

Amianto, risarcimento a familiari ex dipendente di Castelbuono (PA)

digital pair play-ONA, Bonanni
L’avvocato Ezio Bonanni lotta sostenibilità e giustizia ambientale

Una sentenza del Tribunale del lavoro di Termini Imerese ha riconosciuto la natura professionale della malattia che ha colpito Giuseppe Failla. Dipendente del Comune di Castelbuono, è deceduto nel 2019 a 64 anni a causa di un mesotelioma pleurico. La decisione ha portato al riconoscimento del diritto della vedova a ricevere una rendita mensile, unitamente agli arretrati e alle maggiorazioni del Fondo vittime amianto. L’importo complessivo, secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Amianto(ONA), si aggirerebbe intorno ai 150.000 euro.

Aveva prestato servizio per oltre 30 anni

Failla presso il Comune si occupava di attività ambientali e manutentive. In questo ambito, secondo quanto dichiarato, aveva lavorato anche nella gestione di discariche e siti contenenti rifiuti pericolosi, inclusi materiali con presenza di amianto, operando in ambienti non sempre bonificati o messi in sicurezza, dove si trovavano coperture in eternit deteriorato. Sarebbe inoltre stato incaricato di seguire direttamente interventi di classificazione e delimitazione di aree contaminate.

Nel 2018, dopo una lunga esposizione non segnalata come rischio professionale, gli venne diagnosticato un mesotelioma pleurico. La richiesta di riconoscimento da parte dell’Inail, presentata da Failla, venne inizialmente respinta. Il lavoratore è deceduto pochi mesi dopo, nel gennaio 2019.

La moglie e il figlio hanno deciso di rivolgersi alla giustizia

Assistiti dall’avvocato Ezio Bonanni  presidente dell’ONA, la causa si è basata anche sulle testimonianze degli ex colleghi. La consulenza medico-legale cha chiarito la correlazione tra le mansioni svolte e la patologia contratta.

“Questa sentenza è una vittoria della giustizia che restituisce dignità non solo a Giuseppe Failla, ma a tutte le vittime del lavoro: uomini e donne che, pur avendo servito lo Stato e le proprie comunità, sono stati dimenticati, esposti a rischi evitabili, lasciati soli davanti alla malattia e, troppo spesso, alla morte”, ha dichiarato l’Avvocato Bonanni.

“Quella di Giuseppe – prosegue il legale – è l’ennesima storia di una morte silenziosa e ingiusta: un mesotelioma causato dall’amianto lo ha strappato alla vita in pochi mesi. Ma il dolore non si è fermato alla diagnosi. Lui e la sua famiglia hanno dovuto affrontare anche il rifiuto dell’Inail. Ancora una volta, non è l’istituzione preposta a garantire giustizia, ma un tribunale. È inaccettabile”.

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a fornire supporto legale, medico e assistenziale alle vittime dell’amianto e ai loro familiari, in tutto il territorio nazionale.