La miniera di amianto di Cassiar, situata nella Columbia Britannica, Canada, ha cessato le attività estrattive nel 1992. Nonostante la chiusura, il sito rimane oggetto di interventi di bonifica a causa della presenza di amianto, sostanza riconosciuta a livello internazionale come pericolosa per la salute se inalata o ingerita.
Nel 2003, la miniera è stata acquisita da un’azienda locale che ha iniziato l’estrazione di giada. La società ha assunto l’impegno di effettuare lavori di bonifica annuali, con un budget dichiarato di 50.000 dollari. Secondo fonti locali, inclusa la CBC canadese, l’azienda avrebbe incontrato ritardi nella presentazione dei piani di bonifica, ma i lavori sarebbero attualmente in corso per rispettare le normative vigenti in materia di sicurezza e ambiente.
Esposizione all’amianto e salute pubblica
L’amianto è associato a malattie respiratorie e tumori polmonari con lunghi periodi di latenza. L’avv. Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto sottolinea che “le patologie correlate all’amianto possono manifestarsi anche decenni dopo l’esposizione, fino a 40 anni di latenza”. Ex residenti e lavoratori della zona hanno riportato la presenza di polvere proveniente dalla miniera durante le attività operative.
La gestione post-estrattiva e la bonifica
Il sito minerario di Cassiar rappresenta un esempio delle sfide legate alla gestione post-estrattiva di materiali pericolosi. Autorità locali e azienda attuale dichiarano di impegnarsi per rispettare le norme di sicurezza, riducendo al minimo i rischi ambientali e sanitari.
La vicenda evidenzia l’importanza della vigilanza, della gestione responsabile dei siti contenenti amianto e della bonifica continua, a tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
****



