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World Fair Play Day 2026, videointerviste a margine

World Fair Play Day 2026 - Senato
World Fair Play Day 2026 - Senato

Nella prestigiosa Sala Koch di Palazzo Madama al Senato si è svolta la seconda edizione del “World Fair Play Day”. La giornata mondiale dedicata ai valori del rispetto, della correttezza e della pace promossa dalle Nazioni Unite. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, sportivi e rappresentanti della società civile. Il tutto per riflettere sul ruolo del fair play nella costruzione di una società più inclusiva.

L’iniziativa è stata promossa su iniziativa della senatrice Francesca Tubetti. Ed organizzata dal Comitato Nazionale Italiano Fair Play presieduto da Ruggero Alcanterini e dall’Avv. Ezio Bonanni. Ha posto al centro del dibattito temi di grande attualità: il dialogo tra i popoli, il rispetto delle regole, l’educazione dei giovani e il valore dello sport come strumento di crescita sociale.

Con il motto “L’Italia che vorrei, l’Italia del Fair Play”, l’edizione 2026 della manifestazione ha visto la partecipazione del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi. Dell’onorevole Federico Mollicone, della presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, di Alberto Improda, di Gherardo Casini, di Juri Morico, di Rossana Ciuffetti, di Silvia Marrara, di Nicola Graziano, di Mario Virgili, di Fabrizio Fasani e del generale Federico Sepe.

Nel corso della giornata è stato inoltre condiviso un messaggio del Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, letto dal presidente Alcanterini.

La manifestazione ha affrontato numerosi argomenti di grande attualità. Dalle origini del Fair Play al valore della memoria, dal corretto utilizzo dell’informazione alla valorizzazione del talento femminile. Passando per la tutela della salute e il ruolo dello sport come strumento di formazione, inclusione e crescita sociale.

Tra i momenti più significativi dell’evento, la consegna delle onorificenze di “Cavalieri Fair Play”. Premi a personalità che si sono distinte per il loro impegno professionale e umano nella diffusione dei valori etici e della responsabilità sociale. Ossia a Beppe Dossena, Mariacristina Gribaudi e Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.

Nel corso della cerimonia è stato assegnato anche il Premio nazionale al merito etico a

Don Francesco Preite, presidente nazionale Salesiani per il Sociale e a Pasquale Vessa, leader del settore energia pulita.

A margine dell’iniziativa, videointerviste dal canale di ONA News.

Fair Play e pace: il messaggio dal Senato

Ad aprire i lavori è stato il presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play Ruggero Alcanterini. Il quale ha ricordato come il “World Fair Play Day” nasca dalla risoluzione approvata dall’Assemblea Generale ONU il primo luglio 2024.

Nel suo intervento Alcanterini ha sottolineato quanto, nel contesto internazionale attuale, sia importante recuperare il significato della “tregua olimpica”, indicando il fair play come cultura del rispetto e del dialogo.

“Il principio fondamentale è il rispetto”, è stato ribadito dalla Sen. Francesca Tubetti, Senatrice della Repubblica Italiana rispetto delle regole, delle persone, degli avversari nello sport, ma anche dell’ambiente e della comunità. Un concetto che supera il semplice ambito sportivo per diventare un vero modello sociale.

Andrea Abodi: “Coinvolgere i giovani nel Fair Play”

Il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, che ha lanciato l’idea di organizzare future edizioni dell’evento con una partecipazione ancora più ampia di bambini e ragazzi.

Secondo il ministro, il fair play deve essere trasmesso soprattutto alle nuove generazioni, affinché diventi parte integrante della vita quotidiana. “Coinvolgere i più piccoli significa educare al rispetto, alla gentilezza e alla condivisione, ma anche aiutare gli adulti a recuperare valori spesso dimenticati.” – Ha affermato Abodi.

Abodi ha inoltre evidenziato il ruolo dello sport come strumento educativo capace di creare comunità e favorire il dialogo.

Il Fair Play oltre lo sport

Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina del Comune di Roma e Rossana Ciuffetti (Sport e Salute) hanno ribadito la necessità di applicare  i principi del Fair Play nella vita pubblica, nelle scuole, nelle istituzioni e nei rapporti internazionali.

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e vicepresidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play, ha richiamato l’attenzione sui rischi legati ai conflitti internazionali, spiegando come pace e correttezza debbano diventare principi guida della società contemporanea.

Secondo Bonanni, il rispetto reciproco e la responsabilità collettiva rappresentano elementi fondamentali per costruire una convivenza più equilibrata e sicura.

Il generale Federico Sepe, presidente UNUCI ha ricordato il patto d’intesa reciproco firmato con il Comitato Nazionale Italiano Fair Play.

Sport, scuola e inclusione sociale

Uno dei temi centrali della giornata è stato il rapporto tra sport ed educazione. Inserire il fair play nelle attività scolastiche, nei giochi della gioventù e nella quotidianità delle istituzioni è stato indicato come un passaggio fondamentale per formare cittadini più consapevoli.

Nel corso dell’evento è stato ribadito anche il valore dello sport come linguaggio universale. Fare squadra, condividere lo spogliatoio e rispettare gli altri sono esperienze che aiutano a costruire relazioni sane dentro e fuori dal campo.

“Sii gentile e guarda la vita con felicità”

Alla domanda fatta a Ruggero Alcanterini su come spiegare il fair play a un bambino, la risposta è stata chiara: “Pensa bene del tuo amico, cerca di volergli bene, sii gentile e guarda la vita con felicità”.

Una frase che sintetizza perfettamente lo spirito della giornata: trasformare il rispetto e la correttezza in valori concreti da vivere ogni giorno.

Bando amianto Campania 2026: contributi bonifica edifici pubblici

Amianto e rifiuti abbandonati in UN (Foto free esclusivamente decorativa di Michael Bußmann da Pixabay)
Amianto e rifiuti abbandonati in UN (Foto free esclusivamente decorativa di Michael Bußmann da Pixabay)

La Regione Campania ha approvato un nuovo bando destinato alla bonifica dell’amianto negli edifici pubblici. Il provvedimento, approvato con il Decreto Dirigenziale n. 50/2026, rientra nelle iniziative regionali dedicate alla tutela dell’ambiente e alla riduzione dei rischi sanitari collegati alla presenza di materiali contenenti asbesto.

Per sostenere gli interventi è stato previsto uno stanziamento totale di 3 milioni di euro distribuito tra le annualità 2027 e 2028. Le risorse saranno suddivise in parti uguali, con 1,5 milioni di euro disponibili per ciascun anno.

A chi è rivolto il bando amianto Campania

Il bando è destinato agli enti pubblici indicati dall’articolo 1, comma 2, del Decreto Legislativo 165/2001. Possono quindi partecipare comuni, province, enti locali e amministrazioni pubbliche proprietarie oppure responsabili di immobili nei quali sia stata verificata la presenza di amianto.

L’obiettivo dell’iniziativa è accelerare le operazioni di messa in sicurezza degli edifici pubblici e limitare l’esposizione a materiali pericolosi per la salute.

Interventi finanziati dalla Regione Campania

Il contributo regionale sarà concesso esclusivamente sotto forma di rimborso delle spese sostenute. Non sono previste anticipazioni economiche né pagamenti tramite stati di avanzamento lavori.

Tra gli interventi ammessi al finanziamento rientrano la predisposizione del Piano di Lavoro previsto dal D.Lgs. 81/2008, le attività di rimozione e smaltimento dei materiali contenenti amianto e le operazioni necessarie per l’allestimento del cantiere.

Sono comprese anche le spese relative a ponteggi, dispositivi di sicurezza e misure di protezione indispensabili durante le operazioni di bonifica. Tutti i lavori dovranno essere eseguiti da imprese autorizzate secondo la normativa vigente.

Spese escluse dal contributo

Il bando chiarisce che alcune tipologie di costi non potranno essere rimborsate. Restano escluse le spese tecniche di progettazione, la direzione lavori, il coordinamento della sicurezza e gli interventi di collaudo.

Non saranno inoltre finanziati i lavori di ripristino delle strutture rimosse, l’acquisto di materiali sostitutivi e gli interventi già sostenuti prima della pubblicazione dell’avviso pubblico.

La Regione Campania esclude anche tutte le opere che abbiano già beneficiato di altri finanziamenti regionali, nazionali o comunitari.

Come presentare la domanda

Le richieste di contributo dovranno essere trasmesse tramite PEC, raccomandata A/R oppure consegna a mano presso il settore competente. Alla domanda sarà necessario allegare la documentazione tecnica e amministrativa prevista dal bando.

Tra i documenti richiesti figurano la relazione illustrativa dell’intervento, il quadro economico, i preventivi di spesa, le schede asseverate e le dichiarazioni relative alla conformità normativa e all’assenza di ulteriori contributi pubblici.

Scadenze per accedere ai fondi

Il bando prevede due diverse finestre temporali per la presentazione delle domande. La prima scadenza è fissata al 31 luglio 2026 e riguarda i fondi relativi all’annualità 2027.

Per accedere alle risorse stanziate per il 2028, invece, le istanze dovranno essere presentate entro il 31 marzo 2027.

La valutazione delle domande sarà affidata a una commissione del Settore “Ciclo Integrato dei Rifiuti e Bonifiche”, che procederà secondo i criteri indicati nell’Allegato A del bando. Le graduatorie finali saranno pubblicate entro 60 giorni dalla chiusura dei termini di presentazione delle richieste.

Perché la bonifica dell’amianto è fondamentale

La presenza di amianto negli edifici rappresenta ancora oggi un problema importante per la salute pubblica. Con il deterioramento dei materiali, infatti, possono essere rilasciate fibre pericolose nell’aria, con possibili conseguenze per cittadini e lavoratori.

Attraverso questo nuovo bando, la Regione Campania punta a incentivare gli enti pubblici a intervenire rapidamente per eliminare i materiali contaminanti e migliorare la sicurezza degli immobili pubblici presenti sul territorio.

Amianto e ex dipendente bancario colpito da mesotelioma

Ezio Bonanni avvocato ONA
Ezio Bonanni avvocato ONA
L’amianto è stato utilizzato per decenni in edifici pubblici e privati, compresi alcuni istituti di credito. Sul tema è intervenuto l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, nel corso di un’intervista dedicata ai rischi legati all’esposizione professionale e alle possibili conseguenze sanitarie per i lavoratori.

Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Bonanni, tra i casi più rilevanti vi sarebbe quello relativo a una sede bancaria di Roma, con in passato amianto, ma ora bonificata.

Le dichiarazioni dell’avvocato Bonanni

Nel corso dell’intervista, Bonanni ha spiegato che la presenza di amianto negli edifici bancari non sarebbe stata un fenomeno isolato. In particolare, ha fatto riferimento a interventi di bonifica effettuati nel tempo nella sede romana.

Secondo quanto riferito dal presidente dell’ONA, i primi interventi di rimozione sarebbero iniziati tra il 1987 e il 1991. Successivamente, sarebbe stata la stessa banca a comunicare alla ASL competente la necessità di ulteriori operazioni di bonifica per la presenza residua di materiale contenente amianto.

Bonanni ha inoltre affermato che la bonifica definitiva del complesso sarebbe stata completata nel 2013, con ulteriori rimozioni avvenute anche negli anni successivi.

I possibili rischi per i lavoratori

Durante l’intervista è stato affrontato anche il tema delle patologie asbesto-correlate. L’avvocato Bonanni ha parlato di casi che avrebbero coinvolto ex lavoratori esposti all’amianto, citando malattie come mesotelioma, tumore del polmone e asbestosi.

Secondo quanto dichiarato, alcune vicende giudiziarie sono state esaminate dalla Corte d’Appello di Roma e dall’INAIL nell’ambito di contenziosi legati al riconoscimento di malattie professionali.

Amianto e banche: un tema più ampio

L’avvocato ha sottolineato l’importanza della prevenzione, della tutela sanitaria dei lavoratori e del riconoscimento dei diritti previsti dalla normativa vigente.

L’amianto, infatti, è stato ampiamente utilizzato in passato nell’edilizia e negli impianti industriali per le sue proprietà isolanti. In Italia il suo impiego è stato vietato con la legge n. 257 del 1992.

Casaccia, mesotelioma da amianto: ai familiari risarcimento vicino al milione di euro

Amianto, (Foto free di Gerd Altmann da Pixabay)
Amianto, (Foto free di Gerd Altmann da Pixabay)

La Corte d’Appello di Roma e il Tribunale civile della Capitale hanno riconosciuto il diritto al risarcimento in favore dei familiari di un ex ricercatore tecnico deceduto a causa di un mesotelioma pleurico, patologia collegata all’esposizione ad amianto. Le sentenze hanno confermato sia i danni sofferti dal lavoratore negli ultimi mesi di vita sia il dolore subito dalla moglie e dai figli per la perdita del proprio familiare.

La vicenda riguarda F.B., ex dipendente ENEA presso il Centro ricerche di Casaccia, alle porte di Roma. L’uomo vi aveva svolto attività professionale per molti anni nell’ambito della ricerca scientifica.

La decisione dei giudici di Roma

Secondo l’avv. Ezio Bonanni, il lavoratore sarebbe stato esposto in passato a fibre di amianto presenti negli ambienti e nei materiali utilizzati durante le attività lavorative. I magistrati hanno ritenuto accertato il nesso tra l’attività professionale svolta e la malattia che ha portato al decesso del ricercatore nel 2017.

La Corte d’Appello di Roma ha respinto il ricorso presentato dall’azienda, confermando la responsabilità dell’ente in relazione all’esposizione professionale ad amianto. In particolare, è stato riconosciuto agli eredi il diritto al risarcimento dei danni maturati dal lavoratore prima della morte.

Nel dettaglio, i giudici hanno confermato:

  • 49.319 euro per danno biologico terminale;
  • 98.638 euro per danno morale catastrofale, legato alla consapevolezza della gravità della malattia e dell’esito fatale.

L’importo complessivo riconosciuto per questa parte della causa ammonta a 147.957 euro, oltre interessi e rivalutazione.

Risarcimento ai familiari per la perdita del rapporto parentale

Parallelamente, il Tribunale civile di Roma ha riconosciuto anche il danno da perdita del rapporto parentale subito dai familiari del ricercatore.

La sentenza ha disposto il pagamento di:

  • 323.377 euro in favore della moglie;
  • 254.082,40 euro a uno dei figli;
  • 259.857 euro all’altro figlio.

Il totale liquidato supera gli 837 mila euro, ai quali si aggiungono interessi legali e ulteriori somme legate al ritardato pagamento.

Complessivamente, tra le diverse voci di danno riconosciute, il valore economico delle decisioni giudiziarie si avvicina al milione di euro.

Il caso del ricercatore del Centro Casaccia

F.B. aveva lavorato presso ENEA, in precedenza CNEN, dal 1962 al 1996 con la qualifica di ricercatore tecnico nel Laboratorio Tecnologie dei Materiali del Centro Casaccia.

Nel corso del giudizio è stato ricostruito che il lavoratore avrebbe operato in ambienti nei quali erano presenti materiali contenenti amianto. La malattia professionale era stata già riconosciuta dall’INAIL prima delle pronunce civili.

Secondo i giudici, l’ente non avrebbe dimostrato di aver adottato tutte le misure necessarie per prevenire il rischio e tutelare la salute del dipendente durante l’attività lavorativa.

Amianto nei luoghi di lavoro: il tema della prevenzione

La vicenda richiama ancora una volta l’attenzione sui rischi legati all’esposizione ad amianto nei luoghi di lavoro e sull’importanza delle attività di bonifica e messa in sicurezza degli ambienti contaminati.

Il mesotelioma pleurico è una patologia frequentemente associata all’inalazione di fibre di amianto e può manifestarsi anche molti anni dopo l’esposizione. Per questo motivo, associazioni e legali che seguono casi simili sottolineano la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione, sulla sorveglianza sanitaria e sulla tutela dei lavoratori potenzialmente esposti.

Il supporto dell’Osservatorio Nazionale Amianto

La famiglia del ricercatore è stata assistita dall’Osservatorio Nazionale Amianto e dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’associazione.

In una dichiarazione diffusa dopo le sentenze, Bonanni ha dichiarato che casi di questo tipo rappresentino ancora oggi una questione delicata per molti lavoratori che in passato hanno operato in siti dove era presente amianto.

Zero amianto, zero rischi. Toscana, 1,5 milioni per bonificare

amianto, bando
amianto, bando

La Regione Toscana accelera sulla bonifica dell’amianto e mette a disposizione 1,5 milioni di euro per interventi di rimozione negli immobili pubblici. Il nuovo finanziamento, approvato con la delibera regionale dell’11 maggio, sostiene gli enti locali impegnati nella messa in sicurezza di strutture dove sono ancora presenti materiali contenenti amianto.

L’iniziativa riguarda Comuni, Province, Unioni di Comuni e Città Metropolitana di Firenze, con contributi destinati alla rimozione di coperture, manufatti e depositi che possono rappresentare un rischio per la salute pubblica.

Amianto negli edifici pubblici: al via il nuovo bando regionale

Il piano regionale nasce con l’obiettivo di ridurre progressivamente la presenza della pericolosa sostanza sul territorio toscano. Sebbene il materiale sia vietato da anni, molte strutture costruite in passato conservano ancora componenti in eternit o cemento-amianto.

Il bando finanzia interventi di bonifica su edifici pubblici situati in Toscana, a condizione che gli immobili non siano utilizzati per attività economiche.

Potranno essere rimossi coperture e strutture in amianto e cemento amianto, materiali friabili, elementi contenenti vinyl-amianto, aree di deposito contaminate.

L’obiettivo è garantire ambienti più sicuri e ridurre i rischi legati all’esposizione alle fibre di amianto.

Contributi fino al 100% delle spese

La Regione Toscana coprirà integralmente i costi ritenuti ammissibili per gli interventi di bonifica.

Ogni progetto potrà ricevere un finanziamento massimo di 300 mila euro. Le richieste dovranno essere inviate esclusivamente online attraverso il sistema telematico regionale.

Le domande saranno valutate dal Settore regionale dedicato alle politiche ambientali, che predisporrà la graduatoria finale in base ai criteri previsti dal bando e alle risorse disponibili.

Regione Toscana: sicurezza e tutela della salute

Il presidente Eugenio Giani ha spiegato che la rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici rappresenta una scelta importante per migliorare la sicurezza dei luoghi frequentati quotidianamente dai cittadini.

Secondo la Regione, contrastare la presenza di materiali nocivi nelle costruzioni pubbliche significa investire nella tutela della salute e nella qualità dell’ambiente urbano.

Anche l’assessore all’ambiente David Barontini ha evidenziato come il provvedimento aiuti concretamente gli enti locali nella gestione delle bonifiche, proseguendo il percorso già avviato negli anni precedenti con interventi dedicati a scuole e strutture sanitarie.

Perché la bonifica dell’amianto è ancora fondamentale

Per molti anni l’amianto è stato impiegato nell’edilizia grazie alle sue proprietà isolanti e resistenti al fuoco. Con il tempo, però, è emersa la pericolosità delle fibre rilasciate dai materiali deteriorati.

L’esposizione prolungata all’amianto può provocare gravi malattie respiratorie e patologie tumorali. Per questo motivo la bonifica e lo smaltimento controllato restano essenziali per proteggere cittadini e lavoratori.

La presenza di vecchie coperture o manufatti deteriorati continua infatti a rappresentare un problema in numerosi edifici costruiti prima del divieto definitivo.

Piano amianto Toscana: avanti con la riqualificazione

Il nuovo stanziamento rientra nelle azioni previste dal Piano regionale amianto e punta a favorire una progressiva riqualificazione del patrimonio pubblico.

La strategia regionale unisce sicurezza ambientale, prevenzione sanitaria e sostenibilità, promuovendo interventi che migliorano la qualità degli edifici e del territorio.

Con questa misura la Toscana conferma l’impegno verso la riduzione dei rischi ambientali e la creazione di spazi pubblici più sicuri e salubri per tutti i cittadini.

Fonte: Regione Toscana