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Vittime del dovere e famigliari: benefici fiscali pensioni 2026, nuove regole INPS

(Foto di hamonazaryan1 da Pixabay)
(Foto di hamonazaryan1 da Pixabay)

Dal 2026 cambiano le regole sui benefici fiscali per i trattamenti pensionistici delle vittime del dovere, dei soggetti equiparati e dei familiari superstiti. Con la circolare INPS n. 51 del 30 aprile 2026, l’Istituto ha recepito il nuovo orientamento della Corte di Cassazione e dell’Agenzia delle Entrate, ampliando l’esenzione fiscale su tutte le pensioni percepite dai beneficiari.

La novità principale riguarda l’estensione dell’esenzione IRPEF e delle addizionali regionali e comunali a tutti i trattamenti pensionistici, anche se non collegati direttamente all’evento che ha determinato il riconoscimento dello status di vittima del dovere.

Cosa prevede la nuova circolare INPS

La circolare INPS 51/2026 supera le precedenti indicazioni contenute nei messaggi INPS n. 1412 del 2017 e n. 3274 del 2017.

Fino a oggi, l’esenzione fiscale veniva applicata soltanto alle pensioni collegate all’evento che aveva dato origine al riconoscimento dello status di vittima del dovere o soggetto equiparato.

Chi ha diritto all’esenzione fiscale

L’agevolazione riguarda vittime del dovere, soggetti equiparati alle vittime del dovere e familiari dei superstiti aventi diritto.

L’esenzione si applica ai trattamenti pensionistici derivanti da iscrizioni assicurative obbligatorie. A queste sono comprese le pensioni ottenute tramite cumulo contributivo, totalizzazione, computo nella Gestione Separata.

Esenzione IRPEF su tutte le pensioni

La novità più importante introdotta dalla circolare INPS è che l’esenzione dall’IRPEF non riguarda più soltanto la pensione collegata all’evento traumatico o di servizio.

Secondo la Corte di Cassazione, infatti, la normativa deve essere interpretata in modo più ampio, garantendo una tutela economica concreta ai beneficiari.

La Cassazione, con l’ordinanza n. 4873 del 25 febbraio 2025 e con la sentenza n. 15121/2024, ha chiarito che il beneficio fiscale si estende a tutti i trattamenti pensionistici percepiti dai soggetti aventi diritto.

Da quando decorre il beneficio

L’INPS ha precisato che l’esenzione fiscale viene applicata dal primo rateo utile di pensione pagato nel 2026.

Inoltre, l’Istituto provvederà al rimborso delle trattenute fiscali già applicate sui ratei pensionistici da gennaio 2026.

Questo significa che i beneficiari riceveranno automaticamente il recupero delle somme trattenute nei primi mesi dell’anno.

Rimborso anni precedenti al 2026

Per gli anni fiscali antecedenti al 2026, il rimborso non sarà automatico.

I soggetti interessati dovranno presentare apposita istanza direttamente all’Agenzia delle Entrate, seguendo le modalità ordinarie previste per le richieste di rimborso fiscale.

Domanda e istruzioni operative

L’INPS ha annunciato che le istruzioni operative per presentare le domande di esenzione o di ricostituzione pensionistica saranno pubblicate con un successivo messaggio.

Le indicazioni riguarderanno sia le pensioni di nuova liquidazione sia quelle già in pagamento.

Perché cambia l’interpretazione della norma

Il cambiamento nasce dal consolidato orientamento della Corte di Cassazione, che ha ritenuto troppo restrittiva la precedente interpretazione dell’INPS.

Secondo i giudici, la finalità della legge è garantire un sostegno economico reale alle vittime del dovere e ai loro familiari, attraverso una tutela fiscale ampia e non limitata a una sola pensione.

Anche l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 68 del 4 dicembre 2025, ha confermato questa interpretazione invitando gli uffici territoriali a riesaminare le pratiche pendenti.

ONA e Osservatorio Vittime del Dovere

L’Osservatorio Vittime del Dovere, presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni, offre assistenza gratuita a tutti i cittadini e i lavoratori esposti ad amianto e altri cancerogeni.

Amianto e vittime del dovere: la vicenda giudiziaria del maresciallo Ciro M.

Avv. Ezio Bonanni
Avv. Ezio Bonanni

La vicenda del maresciallo Ciro M., ex militare dell’Aeronautica Militare deceduto per mesotelioma, richiama l’attenzione sul tema dell’esposizione all’amianto nelle Forze Armate e sui procedimenti giudiziari avviati dai familiari per il riconoscimento dei benefici previsti dalla legge.

Secondo quanto riferito dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), il caso riguarda il riconoscimento dello status di vittima del dovere e le successive azioni legali promosse dalla famiglia del militare.

Il decesso del maresciallo Ciro M.

Ciro M., maresciallo dell’Aeronautica Militare, ha attività di manutenzione sugli aeromobili durante il servizio. Nel 2015 è deceduto a causa di un mesotelioma, patologia frequentemente associata, in letteratura scientifica, all’esposizione ad amianto.

Nel 2021 è stato riconosciuto lo status di vittima del dovere. Secondo quanto dichiarato dall’Avv. Bonanni, il riconoscimento è stato concesso alla vedova, mentre sono sorte controversie in merito alla posizione degli orfani non fiscalmente a carico.

I procedimenti giudiziari

 “La famiglia ha avviato diversi procedimenti giudiziari per ottenere il riconoscimento dei benefici economici e dei risarcimenti richiesti.In particolare la vedova avrebbe ottenuto il riconoscimento di importi successivamente ricalcolati.

Mentre le richieste degli orfani non fiscalmente a carico sarebbero state inizialmente respinte nei precedenti gradi di giudizio. Inoltre la Corte di Cassazione avrebbe disposto un nuovo esame della vicenda davanti alla Corte di Appello competente. Le azioni civili per il risarcimento dei danni risultano invece ancora pendenti”. – Ha affermato Bonanni.

Il tema degli orfani non a carico

Uno degli aspetti centrali della vicenda riguarda il possibile riconoscimento dei diritti agli orfani non fiscalmente a carico delle vittime del dovere.

Secondo quanto sostenuto da Bonanni, la decisione della Cassazione potrebbe avere rilievo anche in altri casi analoghi. Saranno tuttavia i giudici competenti a pronunciarsi definitivamente sulla questione nei successivi gradi di giudizio.

Amianto e Forze Armate

Negli anni il tema della presenza di amianto nelle Forze Armate è stato oggetto di dibattito pubblico, inchieste giornalistiche e contenziosi giudiziari.

Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto l’attenzione si è concentrata soprattutto su alcuni comparti militari, compreso quello aeronautico. Le eventuali responsabilità nei singoli casi vengono comunque valutate dalle autorità giudiziarie competenti sulla base degli elementi disponibili e delle consulenze tecniche.

Il ruolo dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’ONA da anni offre attività di assistenza e tutela legale in favore dei militari e dei loro familiari nei procedimenti relativi all’esposizione ad amianto.

La vicenda giudiziaria legata alla morte del maresciallo Ciro M. è ancora in corso e saranno i tribunali competenti a definire in via definitiva le questioni aperte.

Il caso continua però ad alimentare il confronto sul tema della tutela delle vittime del dovere, dell’esposizione all’amianto nelle Forze Armate e dei diritti riconosciuti ai familiari.

Amianto, Friuli Venezia Giulia: mappatura completa entro il 2027 grazie anche all’intelligenza artificiale

Friuli-Venezia_Giulia
Friuli Venezia Giulia (ph Wikipedia)

La Regione accelera sulle bonifiche: oltre 17mila interventi completati dal 2021

Il Friuli Venezia Giulia punta a completare entro il 2027 la mappatura dei siti con presenza di amianto. Un obiettivo strategico per arrivare, nell’arco di circa dieci anni, a una regione libera dalla fibra cancerogena. A fare il punto sul piano regionale è stato l’assessore alla Difesa dell’Ambiente ed Energia Fabio Scoccimarro, illustrando i risultati ottenuti negli ultimi anni e le nuove iniziative avviate per rafforzare prevenzione, monitoraggio e bonifiche.

La strategia regionale si concentra sull’individuazione delle coperture in Eternit, sull’aggiornamento costante dell’Archivio regionale amianto (Aram) e sul sostegno economico destinato a cittadini, imprese e Comuni per la rimozione dei materiali contaminati.

Intelligenza artificiale e nuove tecnologie per individuare l’amianto

Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per individuare le coperture contenenti amianto. La sperimentazione, avviata nel 2024 su cinque Comuni, è stata successivamente estesa ad altri 32 territori tra il 2025 e il 2026.

La Regione ha sviluppato insieme a Insiel un sistema basato sull’analisi di immagini iperspettrali tramite reti neurali. I risultati ottenuti hanno spinto l’amministrazione regionale a investire ulteriormente nella tecnologia, con uno stanziamento di 750mila euro nel triennio.

Grazie a questo sistema avanzato sarà possibile completare entro la fine del 2027 la mappatura di altri 180 Comuni del Friuli Venezia Giulia.

 

Oltre 17mila bonifiche amianto dal 2021

Il percorso verso un Friuli Venezia Giulia “amianto free” procede anche attraverso gli interventi di bonifica. Attualmente nell’Archivio regionale amianto risultano censiti 24.801 edifici con la presenza di 26.437 manufatti contenenti amianto.

Dal 2021 a oggi sono state effettuate 17.652 bonifiche, con la conseguente eliminazione dei manufatti contaminati dal registro regionale. Solo nel 2026 gli interventi conclusi sono stati 830.

L’assessore Scoccimarro ha sottolineato che dietro questi numeri ci sono famiglie, abitazioni e attività produttive che possono contare su ambienti più sicuri e salubri. L’obiettivo dichiarato dalla Regione è arrivare progressivamente all’eliminazione totale dell’amianto dal territorio.

“La bonifica, del resto è la prima arma contro l’amianto.” Afferma da sempre l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Fondi per cittadini, imprese e Comuni

La Regione continua a sostenere economicamente le operazioni di rimozione dell’amianto. Il bando 2026 rivolto ai cittadini dispone di oltre 4 milioni di euro e ha già raccolto centinaia di richieste. Dal 2017 al 2025 le domande presentate sono state quasi 7mila, con oltre 5.800 contributi concessi per un valore complessivo vicino ai 28 milioni di euro.

Una parte significativa dei finanziamenti ha riguardato le imprese. Nei prossimi mesi è prevista anche la riapertura del canale dedicato alle aziende, dopo la revisione del regolamento regionale.

Particolare attenzione viene riservata inoltre ai Comuni impegnati nella bonifica di edifici pubblici e aree militari dismesse contaminate dall’amianto. Per il 2026 sono state presentate nove richieste di contributo, sostenute da uno stanziamento iniziale di 750mila euro.

Monitoraggio e prevenzione al centro della strategia regionale

Per rafforzare le attività tecniche e aggiornare la mappatura regionale, Arpa Friuli Venezia Giulia ha ricevuto un finanziamento di 103mila euro. Le informazioni raccolte vengono integrate nella piattaforma georeferenziata regionale e condivise con il Ministero dell’Ambiente, la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco.

La Regione punta così a costruire un sistema sempre più efficace di prevenzione, controllo e bonifica dell’amianto, riducendo i rischi sanitari legati all’esposizione alle fibre cancerogene e accelerando il percorso verso un territorio più sicuro.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia , Il Piccolo

Amianto, intervista staff ONA post convegno alla Camera (VIDEO)

Abbate, Piredda, Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto
Abbate, Piredda, Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto

Si è svolto il 28 aprile presso la Sala Matteotti della Camera dei Deputati il convegno dedicato al tema “Amianto, il giorno della memoria: dalla prevenzione alla bonifica”, promosso dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). Un appuntamento che ha riunito esperti, istituzioni e rappresentanti dell’associazione per affrontare uno dei temi sanitari e ambientali più urgenti in Italia: la prevenzione del rischio amianto e la bonifica dei siti contaminati.

Dalla messa in sicurezza delle scuole alla ricerca sul mesotelioma: al centro del dibattito il futuro della lotta all’amianto in Italia

L’incontro ha visto la partecipazione dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, insieme a numerosi rappresentanti istituzionali e componenti dello staff dell’associazione. Tra gli interventi più significativi anche quello dell’onorevole Sergio Costa, già ministro dell’Ambiente e attuale vicepresidente della Camera dei Deputati.

Durante il convegno è emersa con forza la necessità di passare dalle denunce ai fatti concreti, accelerando gli interventi di bonifica e messa in sicurezza dei luoghi ancora contaminati dall’amianto. Secondo quanto evidenziato nel dibattito, la priorità dovrebbe riguardare scuole, ospedali, unità navali, vecchi rotabili ferroviari e tutti gli edifici pubblici e privati costruiti prima della legge 257 del 1992, che ha vietato l’utilizzo dell’amianto in Italia.

L’intervista all’avvocato Bonanni

L’avvocato Bonanni ha sottolineato l’importanza di recuperare il lavoro svolto dalla Commissione Amianto nella precedente legislatura, trasformando le proposte elaborate in misure operative concrete. “Tra i punti centrali per la lotta all’amianto abbiamo il finanziamento della ricerca scientifica, medica e biomedica sul mesotelioma, una delle patologie più gravi legate all’esposizione all’asbesto”. Ha affermato Bonanni.

Secondo Bonanni, “le aziende farmaceutiche investono ancora troppo poco nella ricerca sul mesotelioma, nonostante in Italia si registrino circa 2mila casi l’anno. Per questo motivo è stato chiesto un maggiore sostegno pubblico alla ricerca e al monitoraggio epidemiologico.”

Altro tema affrontato durante l’intervista con il giornalista Luigi Abbate riguarda il potenziamento dei COR regionali, i Centri Operativi Regionali che si occupano della registrazione dei casi di mesotelioma e delle malattie asbesto correlate. L’obiettivo è ottenere dati più precisi sul numero reale delle persone colpite da patologie causate dall’amianto, così da rafforzare gli strumenti di prevenzione primaria.

Nel corso del dibattito è stato ribadito il legame tra prevenzione primaria, secondaria e terziaria

La prevenzione primaria passa attraverso la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati. La secondaria riguarda invece la sorveglianza sanitaria e la diagnosi precoce per chi è stato esposto alle fibre cancerogene. La prevenzione terziaria comprende il riconoscimento dei diritti delle vittime, i risarcimenti e le sentenze giudiziarie che contribuiscono a far emergere il fenomeno.

L’intervista a Francesca Piredda, staff ONA

Abbate ha intervistato anche Francesca Piredda, componente dello staff ONA. La quale evidenziato l’importanza del “post bonifica”, spiegando come sia necessario sviluppare progetti di recupero e valorizzazione dei luoghi risanati per restituirli alla collettività.

Dal confronto è emersa quindi la necessità di trasformare la lotta all’amianto in un impegno istituzionale permanente e condiviso, al di là delle appartenenze politiche. Un tema che continua a coinvolgere migliaia di famiglie italiane e che richiede interventi urgenti per prevenire nuove esposizioni e nuove vittime.

Vedi la videointervista completa su ONA News

WORLD FAIR PLAY DAY 2026, al Senato per la Giornata ONU dedicata ai valori del Fair Play

World Fair Play Day 2026
World Fair Play Day 2026

Il prossimo 19 maggio 2026 Roma ospiterà la seconda edizione del World Fair Play Day. Ossia la Giornata internazionale proclamata dall’ONU dedicata ai valori universali del Fair Play. La prestigiosa Sala Koch del Senato della Repubblica farà da cornice a un evento destinato a richiamare il mondo delle istituzioni, dello sport, della diplomazia, dell’impresa e della cultura. Attorno a un tema oggi più che mai centrale. Parliamo della necessità di una nuova transizione etica globale fondata sul rispetto, sul merito, sulla responsabilità e sulla correttezza.

L’Italia che vorrei, l’Italia del Fair Play

L’evento è promossa dal Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP) che celebra trent’anni di attività. il CNIFP è presieduto da Ruggero Alcanterini e dal vicepresidente avv. Ezio Bonanni. La manifestazione si svolgerà su iniziativa della Senatrice Francesca Tubetti e porterà al centro del dibattito nazionale il valore del Fair Play come modello sociale. Sulla qualità della vita, sulla convivenza civile e sulla costruzione di una società più equa e sostenibile.

Con lo slogan “L’Italia che vorrei, l’Italia del Fair Play”, il World Fair Play Day 2026 vedrà la partecipazione del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, del Sen. Luca CIRIANI, Ministro per i rapporti con il Parlamento, dell’ On. Federico Mollicone,  presidente Settima Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, di Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina di Roma Capitale, di Alberto Improda, Presidente di Overstep ONG,  di Gherardo Casini, Direttore dell’Ufficio di Roma del Dipartimento Affari Economici e Sociali dell’ONU, di Juri Morico, presidente OPES e membro giunta CONI, di Rossana Ciuffetti (Sport e Salute SPA), di Silvia Marrara, Consigliere d’ambasciata MAECI, Capo Ufficio Diplomazia Sportiva, di Nicola Graziano, Presidente UNICEF Italia, di Mario Virgili, presidente FVG CNIFP, di Fabrizio Fasani, Senior Advisor ICI, del Generale Federico Sepe, presidente UNUCI.

Il valore della correttezza

Sarà una giornata di riflessione e visione dedicata ai grandi temi del nostro tempo. Oltre alle regole corrette dell’informazione alla valorizzazione dei talenti femminili, dalla tutela della salute fino al ruolo dello sport come straordinario strumento di educazione, inclusione e benessere sociale.

Momento centrale della manifestazione sarà il conferimento delle onorificenze di “Cavalieri Fair Play”. Il riconoscimento andrà a tre figure di altissimo profilo che, attraverso il proprio percorso umano e professionale, hanno saputo incarnare e diffondere i valori del rispetto, dell’etica e della responsabilità sociale. Ossia Beppe Dossena, Mariacristina Gribaudi e Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.

Verrà consegnato il premio nazionale al merito etico a Don Francesco Preite, presidente nazionale Salesiani per il Sociale e a Pasquale Vessa, leader del settore energia pulita.

Le dichiarazioni di Ruggero Alcanterini

“In questo  periodo storico segnato da conflitti, tensioni sociali e crisi educativa, il Fair Play è una necessità civile”. Dichiara il Presidente Nazionale del CNIFP Ruggero Alcanterini. “Questa giornata vuole essere un segnale forte rivolto alle nuove generazioni, alle istituzioni e al mondo del lavoro. Senza rispetto delle regole, senza cultura del merito e senza responsabilità collettiva non può esistere futuro”.

L’appuntamento del 19 maggio si candida così a diventare uno dei momenti simbolo del 2026. Roma si trasforma quindi nella capitale internazionale di una nuova idea di società fondata sui valori universali del Fair Play.