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venerdì, Maggio 1, 2026
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Carabiniere vittima del dovere, Radio Roma intervista l’avv. Bonanni

Bonanni interistato su Radio Roma
Bonanni interistato su Radio Roma

Condividiamo l’intervista rilasciata a Elisa Mariani per Radio Roma, dell’avvocato Ezio Bonanni – presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Osservatorio Vittime del dovereNel video approfondisce il caso giudiziario che ha portato alla condanna del Ministero dell’Interno per il mancato riconoscimento, in un primo momento, dello status di vittima del dovere a un carabiniere coinvolto in un incidente durante un’operazione sul territorio.
Nel corso del colloquio, Bonanni illustra anche le implicazioni giuridiche e sociali della recente sentenza. Inoltre ne sottolinea il valore che potrebbe assumere per casi simili in futuro.

Un intervento operativo e le sue conseguenze

Il 4 giugno 2014, un appuntato scelto dei Carabinieri ricevette un ordine di intervento per raggiungere via Cilicia, a Roma, dove era stata segnalata una situazione critica. A bordo di un mezzo di servizio, insieme a un superiore, si stava dirigendo verso la zona indicata quando, all’incrocio tra via Prenestina e via Tor de’ Schiavi, il veicolo venne coinvolto in una collisione con un’altra auto.

A seguito dell’impatto, il militare riportò lesioni importanti, tra cui un trauma cranico e fratture cervicali e al bacino. Le conseguenze fisiche, secondo quanto emerso, hanno avuto ripercussioni durature nel tempo.

Il percorso giudiziario e il riconoscimento di vittima del dovere

Inizialmente, l’episodio fu considerato un incidente stradale privo di un nesso diretto con le mansioni operative svolte in quel momento. Per questo motivo, le prime istanze per ottenere il riconoscimento di vittima del dovere vennero respinte.

Successivamente, il carabiniere ha intrapreso un ricorso presso la Corte d’Appello, con il supporto legale dell’avvocato Ezio Bonanni. I giudici hanno poi accolto la richiesta, ritenendo che l’intervento rientrasse a pieno titolo nelle attività di sicurezza e contrasto alla criminalità, in linea con quanto previsto dalla legge 266/2005 ed ha ottenuto il roconoscimento e  i benefici previsti per legge.

Leggi qui l’intera vicenda.

Le parole della vittima del dovere e l’importanza della corretta informazione

Il carabiniere, oggi in congedo, ha espresso soddisfazione per l’esito del procedimento, pur evidenziando il lungo tempo necessario per arrivare a un riconoscimento formale.
Bonanni inoltre parla dell’impegno dell’associazione nel fornire assistenza e nel promuovere una maggiore consapevolezza sui diritti del personale in servizio e in congedo.

Un precedente utile per il futuro

La pronuncia della Corte d’Appello rappresenta un precedente importante in ambito amministrativo e giuridico. Ribadisce la necessità di valutare attentamente ogni singola situazione legata a infortuni in contesti operativi, e apre la strada a una lettura più inclusiva della normativa. Un passo in avanti che, secondo gli esperti, può contribuire a rafforzare il sistema di tutele per il personale impegnato quotidianamente nella sicurezza pubblica.

Vedi la videointervista

Per visionare l’intervista di Elisa Mariani di Radio Roma effettuata all’Avv. Ezio Bonanni clicca qui.

 

 

 

Amianto a Genova: docufilm racconta lotta dei lavoratori

Amianto, locandina del docufilm sugli esposti all'amianto di Genova
Amianto, locandina del docufilm sugli esposti all'amianto di Genova

Un nuovo docufilm porta sul grande schermo una delle pagine più intense e drammatiche della storia del lavoro a Genova. Si tratta del racconto di una lotta durata oltre dieci anni. Ha coinvolto 1400 operai accusati di aver ottenuto in modo irregolare i benefici pensionistici previsti per chi aveva lavorato a contatto con l’amianto. Quella che a molti appariva come una semplice vertenza sindacale si è trasformata in un caso di giustizia sociale, reso ancora più complesso dal peso delle accuse e dall’indifferenza di gran parte dell’opinione pubblica.

Autori e produzione

Il progetto nasce dalla collaborazione tra FIOM, SPI e Camera del Lavoro di Genova, tre realtà da sempre in prima linea nella difesa dei diritti dei lavoratori. Alla base c’è l’idea di Marcello Zinola e Giovanna Cereseto, concretizzata grazie alla regia di Ugo Roffi e Ludovica Schiaroli. La pellicola non si limita a riportare fatti e date: attraverso interviste, filmati d’archivio e testimonianze dirette, restituisce la dimensione umana di chi ha lottato per vedersi riconosciuta una verità.

Dalla diffidenza pubblica al riconoscimento dei diritti

Il contesto in cui si svolge la vicenda è segnato da un forte pregiudizio mediatico e da un clima di sospetto. Il lavoro in acciaierie, officine meccaniche e cantieri navali aveva esposto quelle persone a un rischio mortale. Il sindacato ha portato avanti un’azione determinata, ottenendo infine la restituzione dei diritti negati.

L’amianto, nemico ancora presente

Come spesso ricordato da ONA – Osservatorio Nazionale Amianto sebbene vietato dal 1992, il materiale ha continuato a essere presente per anni nei luoghi di lavoro, causando malattie gravi e morti premature. In Liguria si contano oltre 3600 vittime dagli anni Novanta a oggi, una cifra che racconta la portata della tragedia e l’urgenza di non abbassare la guardia.

Un film come strumento di memoria e denuncia

“Amianto. Genova: storia di una lotta operaia” è un canale significativo per mantenere viva l’attenzione. La sua selezione in vari festival dimostra l’interesse che il tema suscita anche oltre i confini locali.
Le proiezioni pubbliche sono fissate per il 12 settembre al Club Amici del Cinema di Sampierdarena (GE) e il 25 settembre al Nuovofilmstudio di Savona. Il messaggio che emerge è chiaro: raccontare queste storie significa difendere i diritti conquistati e impedire che simili ingiustizie si ripetano.

Via l’amianto dai territori: storie quotidiane dalle province italiane

ponte di legno nel bosco
Ponte, immagine generica (Foto free di Peter H da Pixabay)

Orta di Atella: ordinanza comunale per rimozione coperture di amianto

Un controllo effettuato congiuntamente da tecnici dell’ASL di Caserta, agenti della Polizia Municipale e personale dell’Ufficio Tecnico avrebbe fatto emergere la necessità di un’azione immediata su un edificio di Orta di Atella. Secondo una delle fonti, la struttura presenterebbe coperture in lastre ondulate che, secondo i rilievi preliminari, potrebbero contenere amianto. Le condizioni di evidente usura hanno spinto le autorità a intervenire per evitare possibili dispersioni di fibre nocive, note per i rischi che comportano se inalate.

Disposizioni e termini stabiliti dall’ordinanza

Il provvedimento comunale imporrebbe ai proprietari dell’immobile di avviare indagini tecniche approfondite con successiva relazione che includa risultati di laboratorio e verifica delle autorizzazioni edilizie. Se le analisi confermassero la presenza di materiale contenente amianto, dovrà essere avviata la bonifica entro i tempi stabiliti. L’intervento dovrà essere preceduto dall’invio all’ASL di un Piano di Lavoro e il materiale dovrà essere conferito a impianti di smaltimento idonei.

Pisciarello (FR): nuove segnalazioni di abbandono rifiuti

Nella zona di Pisciarello in provincia di Frosinone, sotto un ponte, sarebbero state abbandonate delle lastre ondulate che potrebbero contenere amianto.
L’area è già conosciuta per episodi ricorrenti di abbandono di rifiuti, inclusi materiali classificati come pericolosi o speciali. Le segnalazioni puntano a una necessità di interventi mirati per individuare i responsabili e garantire la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

“In questi casi non abbiamo certezza che si tratti di amianto. Qualora però fosse confermata la sua presenza, la bonifica rimane un processo fondamentale per la tutela della salute umana. Infatti l’inalazione delle fibre aerodisperse, soprattutto in presenza di materiali deteriorati, costituisce un pericolo.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni presidente di ONA – osservatorio nazionale amianto.

Carabiniere speronato: Corte d’Appello lo riconosce Vittima del dovere

Crotone, Avvocato Ezio-Bonanni
Avvocato Ezio-Bonanni

Il 4 giugno 2014, un appuntato scelto dell’Arma ricevette un ordine urgente: raggiungere via Cilicia, a Roma, dove era stata segnalata una sparatoria. L’intervento, disposto da un ufficiale del nucleo radiomobile, era mirato a garantire la sicurezza dei cittadini in un contesto di potenziale pericolo. Alla guida di un’auto di servizio, il militare si stava dirigendo verso la zona indicata insieme al superiore. All’altezza dell’incrocio tra via Prenestina e via Tor de’ Schiavi, il veicolo venne colpito con forza da un’altra automobile.

L’impatto provocò gravi lesioni: trauma cranico, fratture cervicali e del bacino, lasciando conseguenze permanenti. L’Arma dei Carabinieri riconobbe subito il legame con la causa di servizio, ma inizialmente non lo status di vittima del dovere. L’episodio venne come un incidente stradale ordinario.

Il lungo contenzioso e la decisione dei giudici

La richiesta di riconoscimento fu respinta, con il parere favorevole dell’allora Prefetto di Roma e successivamente del TAR del Lazio. La svolta arrivò anni dopo, quando il carabiniere, assistito dall’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Osservatorio Vittime del dovere, portò il caso in Corte d’Appello.

I magistrati di secondo grado ribaltarono la decisione, stabilendo che l’operazione del 2014 rientrava pienamente nelle attività di contrasto alla criminalità, come previsto dalla legge 266/2005. Il Ministero dell’Interno fu quindi condannato a riconoscere lo status di Vittima del Dovere. Secondo stime dell’Osservatorio Nazionale Amianto, il riconoscimento possibile potrebbe essere di circa 400mila euro di arretrati e probabilmente la pensione mensile di circa 2.300 euro.

Una vittoria che va oltre la singola vittima del dovere

Nella sentenza si legge che il militare fu speronato mentre si stava dirigendo, insieme al superiore, verso un’area in cui erano stati segnalati colpi d’arma da fuoco. La decisione conferma che non è necessario dimostrare un rischio ulteriore rispetto a quello previsto dalle normali funzioni istituzionali.

Il carabiniere, oggi in congedo, ha espresso soddisfazione ma anche amarezza per gli anni di attesa. «Ho servito lo Stato con lealtà e non avrei mai immaginato di dover combattere così a lungo per vedere riconosciuti i miei diritti. Dedico questa vittoria ai miei colleghi che non ci sono più».

Anche l’Osservatorio Vittime del Dovere ha accolto con favore la decisione, sottolineando come rappresenti un segnale importante per tutte le forze dell’ordine. L’organizzazione ribadisce il proprio impegno nel fornire assistenza gratuita agli appartenenti ai corpi armati- Ed ha ricordato che la tutela di chi rischia la vita per il Paese non dovrebbe mai essere messa in discussione.

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Informazioni fornite dall’Osservatorio Nazionale e dall’Avv. Ezio Bonanni

Pordenone, sospetto amianto in palestra scolastica: lavori in corso

banchi di scuola, amianto
Scuola, (Foto free di Jorge Kavicki Jkavicki da Pixabay)

Secondo quanto dichiarato da Il Gazzettino a Pordenone, durante interventi di manutenzione nella palestra della scuola primaria Rosmini, sarebbe stata individuata  presenza di amianto nella colla che fissava il parquet. L’episodio avrebbe comportato l’apertura di un nuovo cantiere, aggiungendosi al già vasto programma di lavori di edilizia scolastica previsto per l’estate, con l’obiettivo di consegnare spazi sicuri e rinnovati in vista del nuovo anno scolastico.

Scoperta la contaminazione: come?

L’assessore all’Educazione e Istruzione, Pietro Tropeano, ha spiegato che la scoperta sarebbe avvenuta quando, durante il rifacimento di una porzione di parquet, il personale tecnico comunale ha deciso di eseguire test di verifica. Negli anni Settanta e Ottanta, infatti, era frequente l’uso di adesivi contenenti amianto nelle pavimentazioni sportive e scolastiche. Le analisi avrebbero confermato la presenza di questa sostanza pericolosa nella miscela utilizzata, portando alla decisione di sostituire l’intera pavimentazione.

Intervento rapido per garantire la sicurezza

Il Comune avrebbe stanziato circa 30 mila euro per l’operazione di bonifica, affidando i lavori a una ditta specializzata. L’intervento prevede la rimozione totale del parquet e della colla sottostante, con l’obiettivo di restituire la palestra agli studenti prima dell’inizio delle lezioni. Secondo l’assessore Tropeano, si tratta di un’operazione preventiva che mette al primo posto la salute degli alunni e del personale scolastico.

Amianto nelle scuole: un problema ancora attuale

Come spesso dichiarato dall’Avv. Ezio Bonanni e l’Osservatorio Nazionale Amianto la  presenza di amianto negli edifici scolastici, rimane una questione ancora da risolvere in alcuni edifici in Italia. La sua pericolosità deriva dalla capacità di rilasciare fibre microscopiche che, se inalate, possono provocare gravi patologie respiratorie, incluso il mesotelioma.

Le bonifiche preventive, come quella attuata nella scuola Rosmini, rappresentano un passaggio fondamentale per la sicurezza delle strutture educative e per prevenire rischi a lungo termine.

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Le informazioni riportate si basano su comunicazioni rese pubbliche. L’autore si limita a rielaborarle.