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Prescrizioni ai petrolchimici di Siracusa

Siracusa
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ONA Siracusa: finalmente dei provvedimenti per tutelare l’ambiente

La mobilitazione dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni ha avuto un ulteriore risultato: la Procura della Repubblica di Siracusa ha assunto una poderosa iniziativa a tutela della salute pubblica e dell’ambiente, con il sostegno del Giudice delle Indagini Preliminari.

Bene così: condivido l’iniziativa della Procura della Repubblica di Siracusa e il provvedimento assunto dal GIP di Siracusa e, come associazione, ci costituiremo parte civile per sostenere le istanze di giustizia delle popolazioni colpite. Continueremo ad essere presenti nella regione Sicilia: non possiamo tollerare che un territorio magnifico, baciato dal sole e pieno di luce, continui ad essere sventrato da una attività industriale che non rispetta l’ambiente e la dignità della persona umana: ci riferiamo al triangolo della morte – Gela, Ragusa e Priolo/Augusta – ma anche a Palermo e alla Valle del Mela”, conclude l’Avv. Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amianto.

Michelangelo Blanco vittima mesotelioma a Siracusa

Michelangelo Blanco
Michelangelo Blanco

Michelangelo Blanco vittima mesotelioma. L’amianto, questo assassino, non risparmia nessuno. Ora si ipotizza l’omicidio colposo. È questa la tesi dell’Avv. Ezio Bonanni. La Procura di Siracusa non intende procedere penalmente.

A questo punto, si agirà civilisticamente con azione di risaricimento del danno a carico del datore di lavoro. L’uso di cemento amianto, detto anche eternit, è stato fatale per il Prof. Michelangelo Blanco, che è morto per mesotelioma.

I figli del sig. Michelangelo Blanco chiedono giustizia

Chi ha l’obbligo giuridico di evitare l’evento e non lo evita è responsabile come se lo avesse causato. È questo quello che ci dice l’art. 40 del Codice Penale, e qua deve trovare applicazione, unitamente all’art. 589 c.p.” sostiene l’Avv. Ezio Bonanni, legale di Tiziana e Lorenzo Blanco, figli del deceduto.

Basta amianto, morti per amianto e basta ritardi nell’istituzione del centro di riferimento amianto presso l’ospedale Muscatello di Augusta. Occorre applicare al più presto la Legge Regionale n. 10/2014.

Si ricorda l’art. 8, L. 10/2014 della regione Sicilia. Impone l’istituzione del centro di riferimento regionale di Augusta per le malattie asbesto correlate. Siamo di fronte all’ennesimo omicidio avvenuto a causa di fibre di amianto.

L’incontro con il Viceministro On.le Davide Faraone (2017)

L’azione dell’ONA è un atto di accusa nei confronti della Regione Siciliana, ma anche dello Stato nazionale, ecco le ragioni per le quali di questi fatti è stato informato anche l’On.le Davide Faraone, sottosegretario del Ministero della Salute e potente plenipotenziario dell’ex premier Renzi in Sicilia.

Michelangelo Blanco vittima mesotelioma, ha vissuto una vera e propria agonia e non ha potuto beneficiare di una struttura sanitaria adeguata che doveva essere istituita proprio lì, a pochi chilometri dalla sua residenza di Augusta, per lui che era di Siracusa.

Questa vicenda, come anche quella delle Industrie Meccaniche Siciliane, è stata illustrata, già nel 2017 al Viceministro della Salute On.le Davide Faraone.

Art. 8 Legge Regionale 10/14: cosa non viene attuato

Una odissea come quella di tutti i siciliani in altre regioni di Italia, un’emigrazione sanitaria per la mancata istituzione del centro di riferimento regionale, così come stabilisce l’art. 8 della Legge Regionale 10/14.

L’ONA ha istituito uno sportello amianto, sia virtuale (attraverso il Dipartimento Ricerca e Cura del Mesotelioma) che fisico (nella città di Roma) e anche il Dott. On. Pippo Gianni è impegnato anche come volontario dell’ONA nell’assistere gratuitamente, proprio in qualità di medico, tutti coloro che si rivolgono al suo studio.

Michelangelo Blanco e l’ipotesi di omicidio colposo

I familiari della vittima avevano sporto denuncia querela alla Procura della Repubblica di Siracusa che, però, ha richiesto l’archiviazione del procedimento. Una decisione a dir poco sconcertante. Tuttavia, l’Avv. Ezio Bonanni ma, soprattutto, i familiari, non si danno per vinti.

Per questo motivo, è stata inoltrata la richiesta di risarcimento dei danni nei confronti del Comune di Siracusa per la morte del Prof. Michelangelo Blanco.

Caso Michelangelo Blanco: gli eredi chiedono giustizia

La Sig.ra Tiziana Blanco, figlia del sig. Michelangelo Blanco, dirigente dell’ufficio elettorale del Comune di Siracusa, ha consegnato mercoledì 19 luglio una denuncia querela alla Procura della Repubblica per chiedere giustizia per la morte del padre.

Io e mio fratello, Lorenzo, chiediamo giustizia per mio padre. A cosa serve parlare di bonifica, della pericolosità dell’amianto se tanto poi quegli stessi maledetti uffici dove mio padre ha respirato la fibra killer sono ancora aperti e con gli impiegati all’interno?

È un vero controsenso…Qui si sta giocando con la vita delle persone. Due mesi fa è stata eseguita una perizia all’interno dell’ufficio elettorale ma ancora non si sa nulla…L’unica cosa certa è che c’è ancora gente lì dentro. È inaccettabile”, dichiara Tiziana Blanco, figlia del sig. Michelangelo.

Il Sig. Michelangelo Blanco vittima mesotelioma, per 42 anni ha lavorato presso il Comune di Siracusa in una struttura contenente amianto, respirando queste fibre che, giorno dopo giorno, gli hanno “pirciatu” (bucato) i polmoni, uccidendolo.

Michelangelo Blanco vittima mesotelioma: risarcimento danni

Alla luce dell’inerzia della Procura della Repubblica di Siracusa, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni, su mandato dei familiari della vittima, hanno intrapreso le vie del giudizio civile.

È, quindi, stata spiccata la diffida con richiesta di risarcimento nei confronti del Comune di Siracusa. Infatti, è emerso che presso gli uffici del Comune di Siracusa, il soffitto dei corridoi era in eternit. Siamo di fronti al c.d. cemento amianto, che, tuttavia, dà rilascio di fibre. Infatti, nel tempo, il potere aggrappante del cemento viene meno e si ha il rilascio delle polveri.

Infatti, lo stesso VI Rapporto Mesoteliomi, identifica, nell’edilizia, il rischio più elevato. Così, quindi, la possibilità del rilascio di fibre, anche perché il vecchio amianto, mano a mano, subisce, come già detto, la perdita del potere aggrappante del cemento.

Per tali motivi, tenendo conto che non c’è una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla, e tutte le esposizioni vanno evitate, si conferma la responsabilità del Comune di Siracusa.

I danni subiti da Michelangelo Blanco vittima mesotelioma

Il Prof. Michelangelo Blanco, già alla diagnosi di mesotelioma della pleura, ha subito sintomi imponenti. Versamento pleurico, difficoltà a respirare, debolezza, e, poi, la diagnosi, che si è trasformata in uno shock.

Successivamente, in data 29.07.2016, il Prof. Michelangelo Blanco è deceduto. Quindi, oltre al danno biologico, ha subito danni morali ed esistenziali. L’Avv. Ezio Bonanni ha, quindi, richiesto il risarcimento dei danni integrale al Comune di Siracusa.

In più, ci sono anche i danni patrimoniali.

Danni familiari di Michelangelo Blanco vittima mesotelioma

Anche la vedova e i figli del Prof. Michelangelo Blanco hanno subito gravi danni. Infatti, la vedova, già malata di SLA, è morta subito dopo di crepa cuore. È stata istruita la domanda all’INAIL. Ma la vedova è morta subito dopo e, quindi, l’INAIL non ha riconosciuto nulla.

In Siracusa si è sollevato un polverone, con politici che, sulla stampa, si sono impegnati. Però, nulla è stato risolto. Ora, a distanza di più di 4 anni, a combattere sono rimasti l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni. Si chiede giustizia per Michelangelo, vittima mesotelioma per esposizione come impiegato presso il Comune di Siracusa.

Il dolore sofferto dalla Sig.ra Tiziana Blanco e dal Sig. Lorenzo Blanco, sono indescrivibili. Nulla potrà restituire a loro il padre e la serenità, anche perché sono stati esposti, anche loro, alla fibra killer.

Molte volte si sono recati presso gli uffici del Comune di Siracusa, dove vi era amianto. Il padre rientrava in casa con le tute contaminate.

La storia della famiglia Blanco: l’intervista a sua figlia

Mio padre era una persona splendida, ma non lo dico solo perché era mio padre. Un uomo vitale, generoso e un gran lavoratore e purtroppo è stato proprio questo ad ucciderlo.

Ha lavorato per 42 come Dirigente dell’ufficio elettorale del Comune di Siracusa, dal 1961 al 2003 quando è andato in pensione. Mio padre viveva in quell’ufficio, in quei corridoi. Ancora ricordo quando da bambina, io e mio fratello Lorenzo, andavamo a trovarlo, fieri di vederlo all’opera e di sentire i suoi colleghi parlare sempre bene di lui.

Ma se adesso ripenso che quei corridoi, con tutte quelle librerie e quei faldoni che da piccola mi incuriosivano tanto, sono stati il luogo in cui mio padre è entrato in contatto con l’amianto che ha causato il suo decesso lo scorso luglio 2016 non riesco a darmi pace.

Come fa a sapere che ci sia dell’amianto nella struttura?

Io e mio fratello, una volta diagnosticata la malattia di mio padre, mesotelioma pleurico, siamo andati alla ricerca della causa. Non è stato difficile intuire che si trattasse del luogo di lavoro. Siamo tornati li e abbiamo visto dagli uffici del primo piano i tetti dei 2 corridoi. Erano a se stanti e staccati dal resto, e da lì abbiamo confermato le nostre supposizioni. La copertura del tetto è in eternit, tra l’altro, neanche in buone condizioni.

È per questo che a nostro avviso si può parlare di un vero e proprio omicidio. Gli stessi dipendenti che sono ancora lì in servizio, mi hanno detto che, molto spesso, quando piove, ci sono delle infiltrazioni di acqua. Non devo certo dirvelo io quanto questo sia pericoloso.

Adesso che ci penso, ricordo bene che, anche in passato, quando andavo a trovare mio padre in ufficio, c’erano bacinelle a terra per raccogliere l’acqua. Non avrei mai immaginato che tutti questi fossero dei segnali che, magari, se interpretati da subito correttamente avrebbero dato più chance a mio padre.

Quindi in questi uffici ci sono ancora dipendenti?

Assolutamente si! Infatti non riesco proprio a capire. Se penso non solo ai dipendenti, ma anche al pubblico che quotidianamente entra in questi uffici, ma come si fa?!

Io ho cercato in tutti i modi di avvertire tutti, informandoli di quanto è accaduto a mio padre. Lo adoravano. Poi, ho saputo che mio padre non è l’unica persona deceduta all’interno di quell’ufficio. Nel giro di pochi anni 5 donne sono morte di tumore.

Mi sembra una strana coincidenza. Io al posto loro mi sarei fatta sentire. Anche perché le patologie asbesto correlate si presentano dopo molti anni, di conseguenza nemmeno loro sono totalmente al sicuro. Ma come si può rischiare così?

Suo padre in che anno si è ammalato?

Mio padre ha cominciato a stare male nel 2011. Quello che sembrava un semplice affanno con versamento pleurico si è scoperto essere, nel 2015, un mesotelioma pleurico. Inutile cercare di descrivere lo stato d’animo di tutti.

Mio padre, un uomo di grande cultura, si è subito documentato. Ha cominciato a fare ricerche sulla malattia, scoprendo subito che purtroppo non aveva alcuna speranza di guarigione. Gli ultimi mesi sono stati terribili per lui ma anche per noi.

Non può immaginare quanti rimorsi o senza di colpa abbiamo. “Avremmo potuto fare di più”, “Magari se avessimo provato quest’altra cosa”. Ma del resto, quale figlio non se li creerebbe? In quello stesso periodo, si è anche aggravata mia madre, allettata con un respiratore e deceduta anche lei poco dopo mio padre.

La vostra vita quindi è stata totalmente sconvolta

Io ho rinunciato a tutto. Sono sempre stata una fotografa, ma per stare dietro ai miei genitori, ho dovuto lasciare il lavoro. Adesso mi ritrovo senza lavoro e senza casa. Purtroppo, tutti i nostri risparmi sono stati utilizzati per i viaggi per le cure e per le visite specialistiche.

Insomma, l’unica ad averci guadagnato in tutta questa vicenda, è stata l’INPS. Mio fratello ha un bambino piccolo che non è riuscito a godersi il nonno e viceversa. Mio padre non ce lo ridarà nessuno, però, spero almeno che tutto questo possa servire per salvare altre persone.

Che cosa ha intenzione di fare adesso?

Ho conosciuto l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto, nel febbraio del 2017. Ci siamo incontrati durante un convegno organizzato dall’ONA nella città di Siracusa.

Ho sentito che il Capo di Gabinetto dell’Assessore Regionale parlava solo della mancata attuazione della legge siciliana sull’amianto. Di conseguenza, ho pensato al fatto che la legge prevedeva l’istituzione di una struttura al Muscatello di Augusta.

Struttura che, invece, non c’è ancora, e che noi siamo dovuti andare, peregrini, nel nord Italia per cercare una terapia. Tutto per nostro padre, ormai, distrutto dall’amianto e che era già moribondo. Una sorveglianza sanitaria avrebbe potuto salvare la sua vita.

Invece non è stato così, perché alcuni politici hanno deciso di non applicare la legge. Mi sono affidata all’ONA perché trascini in Tribunale il Comune di Siracusa e la Regione Sicilia. Così da ottenere il riconoscimento di malattia professionale, e il risarcimento danni.

Rischio amianto ed altri cancerogeni: tutela ambientale

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni durante la conferenza tenutasi il 13 ottobre 2020 presso la sala Laudato Sì Campidoglio Roma, hanno chiesto la tutela ambientale.

Il territorio di Siracusa, come quello dell’intera Sicilia, e, ancora, quello nazionale, sono contaminati. Per questo motivo, è stato richiesto, ancora una volta, al Ministro dell’Ambiente e del Lavoro di intervenire. Non è ammissibile che edifici pubblici, tra cui anche scuole ed ospedali, siano, ancora, contaminati da amianto.

ONA news TV: puntata su emergenza ambientale

Lo stesso 13.10.2020, nel corso del suo secondo episodio, ONA TV ha sviscerato le problematiche della contaminazione ambientale. Non solo gli ambienti di lavoro, ma anche quelli di vita sono contaminati da molti cancerogeni. Questi si sommano agli altri agenti tossico nocivi.

La Sicilia è pesantemente discriminata, anche per la presenza di alcuni Siti di Interesse Nazionale, vere e proprie bombe ecologiche. L’ONA sottolinea la necessità che la politica si occupi di affrontare e risolvere il problema di interi territori contaminati.

Prevenzione: così si combatte il mesotelioma

Prevenzione Mesotelioma
Prevenzione Mesotelioma

Prevenzione: cos’è e a cosa serve? 

La prevenzione. Che cos’è? Sembra la domanda che si pongono molti di coloro che lavorano nella sanità pubblica, gli stessi che fino al 1992, anno di entrata in vigore della L. 257, sono stati muti, ciechi e sordi sulle capacità fibrogene e cancerogene dell’amianto che già cominciava a mietere migliaia di vittime (tanto che l’Italia è stato il maggior produttore di amianto in Europa, secondo solo alla Russia).

La prevenzione imporrebbe di evitare altre esposizioni e con esse future malattie e decessi, ma si sa, siamo in Italia, e allora, dopo aver festeggiato le nozze d’argento della L. 257/1992, siamo ancora lì, fermi al palo, e queste fibre, che ancora vengono respirate e ingerite, continuano a innescare altre patologie.

Che fare? Soprattutto per coloro che hanno già inalato queste fibre e per di più per coloro che, ccme il povero Antonio Dal Cin, lottano tra la vita e la morte, affetti da asbestosi, che non è un cancro ma che uccide ugualmente.

Ci vorrebbe una più efficace sorveglianza sanitaria, in favore di chi è stato esposto ad amianto, così si combatte il mesotelioma. Purtroppo però, soprattutto dopo il pensionamento, tale strumento di prevenzione secondaria è ancora sviluppato a macchia di leopardo, in Italia, nonostante l’articolo 259 del D.L.vo 81/2008 ne fa una imposizione a carico delle ASL.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha dovuto, altresì, constatare dei ritardi diagnostici, specialmente per casi di mesotelioma, originariamente curati come se fossero delle fibrosi (come nei casi dei sig. Posarelli Romano e Grizi Elio)

In alcuni casi anche due anni di ritardo. 

La rilevanza del ritardo.

Riguardo ai tassi di sopravvivenza correlati allo stadio non vi sono ampie statistiche epidemiologiche. Secondo l’Office for National Statistics (Cancer Survival in England: patients diagnosed between 2010 and 2014 and follone up to 2015) britannico in caso di malattia localizzata il 35% dei pazienti sopravvivono oltre un anno dalla diagnosi e il 5% oltre cinque anni. In caso di mesotelioma pleurico non localizzato il 15% dei pazienti sopravvive almeno un anno e solo nell’1% dei pazienti la sopravvivenza raggiunge cinque anni. L’American Cancer Society riporta i seguenti valori medi di sopravvivenza (calcolati sulla base di casistiche internazionali comprendenti pazienti affetti da mesotelioma trattati chirurgicamente nel periodo 1995-2009) distinti in base allo stadio, con una sopravvivenza media di 21 mesi se il mesotelioma è al primo stadio ed una sopravvivenza media pari a 12 mesi se il tumore è al IV stadio.

I dati statunitensi sono stati superati dai più recenti pattern riportati in Letteratura, secondo cui vi è un aumento della sopravvivenza (Weiquan Zhang, Xinshu Wu et al. Advances in the diagnosis, treatment and prognosis of malignant
pleural mesothelioma. Ann Transl Med. 2015 Aug; 3(13): 182.). Nello studio di J. Faig (J. Faig, S. Howard, et al. Changing Pattern in Malignant Mesothelioma Survival, Transl Oncol 2015;
8(1): 35-39) sono analizzati 380 casi di mesotelioma, diagnosticati dal 1992 al 2012, la percentuale di sopravvivenza a 1, 3, 5 e 10 anni era pari rispettivamente al 73,1%, 22,9%, 12% e 4,7%.

Pubblicazioni ancora più recenti indicano percentuali del 15% per una sopravvivenza a 5 anni (Wolf AS, Flores RM. Current Treatment of Mesothelioma: Extrapleural Pneumonectomy Versus
Pleurectomy/Decortication. Thorac Surg Clin. 2016 Aug;26(3):359-75).

Campagna di sensibilizzazione dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Su questa base, l’Osservatorio Nazionale Amianto ha attivato una campagna di sensibilizzazione delle AASSLL e delle Regioni, perché si attivi una sorveglianza sanitaria più efficace e più efficiente. La situazione è particolarmente drammatica in Sicilia per il fatto che la Giunta Regionale ha deciso di non dare applicazione alla Legge Gianni, tanto è vero che ciò è stato oggetto di discussione nel recente incontro che l’associazione ha avuto con il sottosegretario, On.le Davide Faraone.

 ‘Come è possibile tutto ciò?’ si chiede l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto ‘Ed è per questo – continua – che abbiamo avviato un dipartimento ONA malasanità e una sezione di questo notiziario specifica, ma non basta, perché occorre dare, a coloro che sono stati contaminati e ancora di più a coloro che hanno l’asbestosi, la possibilità di cercare di arrestare la progressione della malattia e/o la sua degenerazione in patologia neoplastica (mesotelioma, cancro polmonare e altre neoplasie, che sono la logica conseguenza della presenza di fibre all’interno degli organi del corpo umano, per le capacità che ha altresì l’infiammazione di alimentare il cancro). Come dare un segnale di speranza?’ – conclude l’Avv. Ezio Bonanni.

Ecco, allora, la scienza in campo, per mappare e bonificare, per affinare i trattamenti sanitari e curare nel modo migliore possibile, come fa l’associazione, anche grazie all’impegno dei medici volontari, e anche di coloro che danno una parola di conforto a questi sventurati.

Anche coloro che hanno l’asbestosi, come il povero Antonio Dal Cin, sono in serio pericolo di vita, non solo perché è essa stessa una malattia mortale, sicuramente altamente invalidante, ma anche perché in molti casi – ce lo insegna l’epidemiologia – la malattia può pure portare ad una evoluzione del mesotelioma, ed allora che fare nel frattempo? Sicuramente una vita sana: evitare le altre esposizioni ad amianto e cancerogene in generale, fare movimento, alimentazione sana, supporto psicologico, e terapia antiossidanti e vitaminiche. Anche così si combatte l’amianto.

Antonio Dal Cin: lotto per la vita, contro la morte, contro l’amianto.

Ne è un’esperienza quella di Antonio Dal Cin, coordinatore nazionale ONA, il quale ribadisce che è stato proprio il protocollo ONA, e gli importanti consigli del Prof. Luciano Mutti, ad avergli nel frattempo permesso di migliorare la sintomatologia, in particolare con un cocktail di fluidificanti, antiossidanti e vitamine “Il killer amianto sembra essere stato in parte disinnescato. Gli esami dimostrano che, per fortuna, l’asbestosi ancora non si è trasformata in cancro e in particolare in mesotelioma. Questa è la prova che anche chi ha l’asbestosi ha la possibilità di continuare a vivere seppure con gravi conseguenze invalidanti, come è successo a me, che però non mi dò per vinto e continuo a lottare perché la vita umana è sacra, e vorrei evitare che anche altri esseri umani siano costretti a vivere la mia triste sorte. Sapere di dover morire per asbesto, perché altri hanno deciso che tu debba morire, perché ti hanno lasciato esposto ad amianto è qualcosa di veramente vergognoso e inaccettabile. Per questo combatto, lotto per la vita, contro la morte, contro l’amianto, si può e si deve” – dichiara il Sig. Antonio Dal Cin, eroico ex finanziere, malato di asbestosi e coordinatore nazionale di ONA ONLUS.

Amianto e Marina: risarciti familiari vittima mesotelioma

Amianto Marina Militare, risarcimento amianto
Amianto Marina Militare

Marina: risarciti familiari di una vittima di mesotelioma

Risarcimento amianto. S.D., motorista navale, di Roma, è stato ucciso dall’amianto dopo esser stato lungamente esposto per motivi di servizio all’amianto killer. 

Sono bastati 3 anni di esposizione ad amianto per contrarre un mesotelioma pleurico che gli è costato la vita. Una malattia che ne ha piegato la resistenza fisica e morale, ma non quella dei suoi familiari che hanno chiesto e continuano a chiedere giustizia.

Già un grande traguardo è stato ottenere il riconoscimento di vittima del dovere, grazie all’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni e dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Sono più di cento le famiglie assistite dall’Osservatorio Nazionale Amianto, vittime dell’amianto nella Marina Militare e, secondo le stime epidemiologiche dell’associazione, negli ultimi 20 anni sono più di 2000 coloro che sono deceduti a causa del mesotelioma e di tutte le altre patologie asbesto correlate, tra il personale civile e militare della Marina.

I familiari del militare ottengono il primo risarcimento amianto

Tale somma è stata percepita in seguito al riconoscimento di vittima del dovere, e la liquidazione dell’assegno vitalizio e dello speciale assegno vitalizio.

«In questo caso la vittima è stata riconosciuta come tale, vittima del dovere, ma per essere più precisi, vittima dell’amianto e della violazione di regole cautelari.

In ogni caso è già un primo passo da parte dell’Autorità/Marina Militare e confidiamo che ci possa essere l’integrale risarcimento e che ci siano buone pratiche amministrative per ottenere il risarcimento integrale di questa famiglia sventurata e di tutti gli altri che ancora attendono giustizia.

Certamente proseguirà la nostra azione nel processo penale pendente presso la Procura di Padova, e ci costituiremo parte civile anche nel caso in cui sarà avviato il processo Marina Ter».

L’Avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA

“Mio padre non c’è più per colpa dello Stato. Si è ammalato, ed è deceduto, di mesotelioma pleurico per esser stato esposto ad amianto durante il servizio a Taranto, all’interno delle navi militari. 

Lunedì, 17 luglio 2017, finalmente la dignità a mio padre è stata in parte restituita. Non mi riferisco al risarcimento, in quanto l’amore di mio padre non ce lo ridarà indietro nessuno, però quanto meno è scritto nero su bianco che mio padre non sarebbe dovuto morire, non era arrivato il suo momento, ma il suo killer è stato l’amianto. 

La prova schiacciante è stata la divisa di mio padre, che mia madre teneva riposta nell’armadio come ricordo. L’abbiamo fatta esaminare ed è stata confermata la presenza di amianto. 

Ora ovviamente la paura è anche per noi che potremmo aver respirato queste fibre all’interno della nostra casa”, queste le dure parole pronunciate dalla figlia della vittima.

È questa la storia del signor D.S., il sottufficiale della Marina Militare al quale è stato riconosciuto lo status di ‘Vittima del dovere’ in seguito alla richiesta dell’Avv. Ezio Bonanni e dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che hanno assistito i famigliari del deceduto.

“Una carriera da marinaio al servizio dello Stato per scoprire, appena andato in pensione, di essere affetto da un mesotelioma e deceduto dopo mesi di atroci sofferenze. Ancora una volta una morte annunciata e al tempo stesso evitabile.

Tra il personale della Marina Militare sono stati censiti n. 621 casi di mesotelioma e molti altri purtroppo saranno ancora diagnosticati”dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Un diritto per una vita spezzata nel dolore

La moglie e i figli, assistiti dall’Avv. Ezio Bonanni, hanno preteso e ottenuto che fosse riconosciuta per questa morte la correlazione tra servizio e amianto.

Il sig. D.S. è deceduto nel luglio del 2012 a causa di un mesotelioma pleurico correlato all’ esposizione ad amianto. Avvenuta, come accertato dalle indagini condotte sulla sua vita lavorativa dai medici della ASL del Registro Nazionale Mesoteliomi per il Lazio. Nei mesi successivi al decesso, durante il servizio di leva nella Marina Militare a Taranto, dal 1973 al 1976.

Con la mansione di motorista navale svolse il suo servizio imbarcato sulle navi impiegate per il rifornimento di acqua alle isole della Sicilia, mansione che più che mai espone i marinai alle mortali fibre di amianto, come apprenderanno dolorosamente i suoi familiari solo molto tempo dopo.

Il sig. D.S. non proseguirà nella carriera militare, in quanto, proprio in quegli stessi anni, ha conosciuto la ragazza che è poi diventata sua moglie e che gli ha donato i suoi due adorati figli.

La figlia, visibilmente commosa, dichiara

“Era un uomo onesto, saggio, equilibrato, di grande cuore, pronto al sacrificio per tutti i componenti della famiglia anche quella di origine, per i suoi cinque fratelli che vivono ancora in Umbria, mentre lui nato a Città di Castello molto giovane si era trasferito a Roma e lì  costruito la sua vita.  Si è guadagnato tutto, era umile e rispettoso, attento e prudente, ma soprattutto”,

continua visibilmente commossa la figlia, “Ha saputo essere per i suoi figli un modello, ha insegnato con l’esempio, mettendo in pratica per primo le sue raccomandazioni, ha ispirato una condotta di vita coerente improntata al rispetto di sè e degli altri”

Nel giugno del 2011, la vita piena, soddisfatta della famiglia subisce un doloroso cambiamento quando il sig D. che aveva sempre goduto di una buona salute, inizia ad accusare i sintomi della malattia iniziata con un dolore al torace, difficoltà respiratoria, stanchezza ed una debolezza insolita che gli impedisce anche di  affrontare la consueta passeggiata serale con la moglie, alla quale non rinunciava mai.

Si rivolge ad uno specialista di fiducia. Riscontrando dalla lastra un versamento pleurico gli prescrive degli antibiotici e degli antinfiammatori ipotizzando una pleurite forse trascurata.

L’inefficacia dei farmaci e il peggioramento dei sintomi nel mese di luglio inducono lo specialista a richiedere un consulto diagnostico, dove è diagnosticata, purtroppo, la presenza di un tumore abbastanza esteso che interessa la parete pleurica, gran parte del diaframma e parte del pericardio. Inizia il calvario.

L’esperienza di vita del padre della ragazza

“Mio padre venne sottoposto ad un primo intervento in agosto nel tentativo di arrestare l’avanzamento della malattia, prelevando le aree coinvolte, e un secondo intervento in settembre più drastico, tecnicamente definito decorticazione completa che comunque potrà solo aumentare il periodo di sopravvivenza, i medici non ci hanno nascosto l’inesistenza di una cura.

Mio padre ha affrontato i giorni della malattia con la forza, la calma, la positività l’equilibrio e la saggezza che lo hanno contraddistinto per tutta la sua vita.

Certo ha attinto il suo coraggio anche dal nostro sostegno, io, mia madre e mio fratello l’abbiamo fatto sentire amato e ci siamo sempre mostrati ottimisti, abbiamo sorriso per alimentare la sua speranza di guarigione anche quando le terapie  dicevano il contrario.

Dopo il secondo ciclo di chemioterapia, infatti, la TAC rivela un peggioramento dello stato del tumore e la conseguente decisione di iniziare la terapia del dolore ambulatoriale presso l’Ospedale di Roma che garantirà un miglioramento della qualità di vita e della percezione del dolore fino al maggio del 2012.

Il peggioramento ci riporta nello stato di angoscia dell’ anno precedente e le nostre paure si concretizzano in un pomeriggio di inizio giugno  quando i dolori diventano intollerabili e per la prima volta papà dice di non farcela più, lui che non si era mai lamentato, che non  si era mai mostrato sofferente, che aveva una soglia molto alta del dolore.

Resta ricoverato nel reparto di oncologia fino alla metà di giugno quando i medici ci comunicano la terribile notizia dell’avvio delle procedure di ricovero presso una struttura che garantirà un fine vita dignitoso.

La fine di tutte le speranze per la ragazza

Questo il momento che segna la fine di tutte le speranze. Anche quelle di mia madre che, a lungo sostenuta dalla sua fede, aveva continuato a confidare in un miracolo.

Nei suoi ultimissimi giorni a mio padre non è mancata l’ assistenza professionale e come sempre non sono mancati  l’amore. La vicinanza e il sostegno di tutti i suoi cari che non avevano mai pensato che lo avrebbero perso tanto presto. Lui così forte, il loro eroe. 

Nell’ottobre del 2013 io, mio fratello e mia madre abbiamo incontrato per la prima volta l’avv. Ezio Bonnani che da subito si è interessato alla storia di mio padre. In quanto rappresentava un caso pilota riguardo i militari in servizio di leva e non lavoratori in Marina. Aprendo la possibilità  al riconoscimento di vittima del dovere. 

Iniziamo la ricerca di tutti i documenti della permanenza di mio padre in Marina. Comprese le lettere che spediva a mia madre, le foto, le immagini delle cerimonie, i nomi delle navi e dei compagni e anche una sua divisa su cui l’analisi molecolare ha rivelato fibre di amianto. A ribadire con ancora più forza il legame fra il servizio di leva e la malattia di mio padre.

Nel 2016 nel procedimento Marina arriva il riconoscimento

“Desidero ringraziare profondamente l’avvocato e i suoi collaboratori ognuno dei quali ha contribuito in maniera diversa a questi risultati. Ottenere giustizia è il desiderio che muove la battaglia della mia famiglia. Nessuna somma o targa potrà compensare l’assenza di mio padre dalla nostra vita e i cambiamenti che ne sono derivati. Giustizia. Individuare chi sapeva, nel nostro caso la Marina, in quali condizioni faceva lavorare le persone che arruolava. E che ha ignorato le norme di sicurezza causando la morte di una persona. Forse per loro un numero ma non per la famiglia”.

Sportello Massa per la tutela -ONA Aps

Sportello ONA, Sicilia
ONA

Lo sportello fornisce assistenza e tutela ai cittadini

L’Osservatorio Nazionale Amianto informa che domani, mercoledì 19 luglio, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, sarà in funzione lo sportello ONA con la presenza dell’avv. Natalia Giuliani presso Villa Cuturi a Marina di Massa.

I servizi di assistenza dello Sportello di Massa

L’Osservatorio Nazionale Amianto APS attraverso il suo nuovo sportello, offre a lavoratori e cittadini esposti ad amianto assistenza tecnicaassistenza legale assistenza medico legale.

Assistenza tecnica gratuita ONA

Grazie all’assistenza tecnica dell’ONA, i cittadini di Massa potranno verificare la presenza di amianto e materiali contenenti amianto. Inoltre, riceveranno aiuto anche per effettuare la bonifica e la segnalazione presso gli uffici di competenza per completare la mappatura.

Assistenza legale a cittadini esposti

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito questo nuovo punto di incontro tra l’associazione e i cittadini esposti, al fine di offrire tutela legale gratuita a chiunque ne faccia richiesta.

Per tutela legale si intende assistenza legale, destinata a tutti i lavoratori esposti e ai loro familiari. Attraverso questo servizio, sarà possibile ottenere il riconoscimento di malattia professionale dall’INAIL benefici contributivi amianto dall’INPS.

Mentre, per quanto riguarda i dipendenti pubblici e gli appartenenti alle Forze Armate, quindi CarabinieriGuardia di FinanzaMarina MilitareAeronautica MilitarePolizia di StatoVigili Del Fuoco, l’ONA offre assistenza legale per ottenere il riconoscimento della causa di servizio e di vittime del dovere con tutte le dovute prestazioni. 

Assistenza medica legale ONA

Oltre all’assistenza tecnica e legale ONA, l’associazione offre anche assistenza medica a tutte le vittime amianto.

Ad ogni modo l’assistenza medica dell’ONA è fornita grazie al supporto di un team di medici volontari. Difatti, i nostri medici volontari saranno disponibili per fornire consulenze per quanto riguarda la diagnosi e il trattamento delle patologie asbesto correlate.

Al fine di avviare il percorso per ottenere la rendita inail, i medici dell’ONA possono redigere anche la certificazione di malattia professionale.

Per ottenere la tua consulenza, scrivi una richiesta attraverso il formulario che trovi in calce all’articolo.