26.4 C
Rome
sabato, Settembre 12, 2026
Home Blog Page 521

Lo Stato contro vittime del dovere

Stato contro Vittime del dovere
Vittime del dovere

Stato contro vittime: richiesta incontro Gentiloni

Nella Legge di Bilancio 2018 dello Stato sono ignorati i diritti delle vittime del dovere. L’Osservatorio Nazionale Amianto chiede un incontro urgente con il Presidente del Consiglio, On.le Paolo Gentiloni, e si appella al Presidente della Camera On.le Laura Boldrini e al Presidente del Senato, Senatore Pietro Grasso, perché sia posta i calendario la proposta di legge, avanzata da tutti i gruppi politici di codificare espressamente l’equiparazione delle vittime del dovere a quelle del terrorismo.

Vittime di uno Stato che non è stato in grado di tutelarle in vita, facendole esporre a polveri di amianto e non solo. Lo Stato, spesso indulgente, è invece implacabile nei confronti delle vittime del dovere e delle famiglie dei deceduti per motivi di servizio: la nuova finanziaria non codifica l’equiparazione delle vittime del dovere alle vittime del terrorismo e questo imporrà di proseguire nelle cause già in corso, per ottenere la piena soddisfazione e tutela dei diritti e delle vittime e dei loro familiari.

Le vittime del dovere, per motivi di esposizione ad amianto, debbono essere parificate alle vittime del terrorismo, con conseguente adeguamento degli importi e ulteriori diritti, quali prepensionamento per gli orfani e le vedove, così come confermato dalla Corte a SS.UU. Né è stato risolto, dal Legislatore, il problema della mancata liquidazione per coloro che al momento della morte del loro congiunto fossero economicamente dipendenti, una stortura inaccettabile, che ha portato la Magistratura, a tutti i livelli, a sanzionare il Ministero della Difesa e in ultima analisi lo Stato. Per questi motivi le cause proseguiranno”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA.

Il peggiore dei trattamenti: la morte consapevole

Padri di famiglia, mariti, che dignitosamente ogni giorno si sono diretti a lavoro per poter garantire una vita serena alle persone care, ai quali è stato riservato il peggiore dei trattamenti: una morte “consapevole”. Cosa c’è di più brutto per sé e per i propri cari della consapevolezza della morte? Una rabbia che aumenta di giorno in giorno ancor di più sapendo che tutta questa sofferenza poteva essere evitata, se solo da parte delle istituzioni e del Governo ci fosse stata una maggiore attenzione nei luoghi di lavoro e di vita…Garantire un lavoro salubre dovrebbe essere la “normalità”.

Questo è inaccettabile: proseguirò quindi tutte le azioni in difesa delle vittime dell’amianto delle Forze Armate e del personale civile e militare, anche del comparto sicurezza, che nell’espletamento del servizio, in luoghi contaminati da amianto, hanno subito danni alla salute, in alcuni casi anche con morte prematura.

Per questi motivi, l’ONA, Comitato Vittime del Dovere, ONA ONLUS, chiede un immediato incontro al Premier Gentiloni affinchè venga posta in calendario la proposta di legge che sani quello che il Ministero della Difesa definisce un vuoto normativo, o meglio che tolga al Ministero della Difesa il pretesto per proseguire nelle azioni giudiziarie contro le vittime del dovere che, già in prima istanza ottengono il riconoscimento pieno dei loro diritti.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha costituito il Dipartimento Tutela Vittime del Dovere per Patologie Asbesto-Correlate, attraverso il quale ha sostenuto le iniziative del Comitato delle Vittime del Dovere di ONA Onlus ai fini del riconoscimento dei loro diritti di natura previdenziale, con equiparazione, anche, alle vittime del terrorismo.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto o contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Soliera: Convegno, sabato 10 Febbraio 2018

Convegno ONA Amianto
Convegno ONA Amianto

Sabato 10 Febbraio, alle ore 15, presso il Nuovo Cinema Teatro Italia, in via Giuseppe Garibaldi n° 80, a Soliera (Modena), si terrà il Convegno “Amianto: dalla prevenzione primaria al risarcimento delle vittime”.

Il convegno si propone di sensibilizzare la cittadinanza sul rischio cancerogeno dell’amianto, per indurre ad una presa di coscienza della necessità di attuare le bonifiche favorite dagli incentivi messi a disposizione dal Comune, mediante la divulgazione dei dati relativi all’incidenza del rischio in possesso di ONA.

Saranno presenti all’incontro del 10 febbraio:

  • Avv. Ezio Bonanni, avvocato cassazionista e presidente Osservatorio Nazionale Amianto;
  • Prof. Giovanni Brandi, università di Bologna, oncologo Policlinico S. Orsola, Bologna.

Moderatore, Andrea Rossi, Coordinatore ONA Onlus Carpi.

Per maggiori informazioni: onacarpi@gmail.com

Oppure visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare!

Bonifica necessaria nella discarica di Scapigliato

Piemonte, bonifica, rivarolo
Rosignano

“Torniamo a chiedere la bonifica e una maggiore attenzione per la salute umana. Non è ammissibile che si continui a giocare con la roulette russa con la vita umana”, così dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

I circoli di Legambiente della Costa Etrusca, di Livorno, Pisa e Valdera sono intervenuti con un comunicato congiunto sulla situazione della discarica di Scapigliato.

L’indagine sul traffico dei rifiuti nel livornese ha mostrato la disinvoltura e il totale disprezzo delle leggi e della salute dei cittadini da parte di alcune aziende che gestiscono un settore da cui possono derivare gravi danni alla popolazione e all’ambiente.

Ci sono però due aspetti che non sono emersi adeguatamente:

1) la parte sud della provincia di Pisa e la vicina discarica di Scapigliato in provincia di Livorno smaltiscono, in un territorio che è meno del 5 per cento dell’intera Regione, il 50 per cento dei rifiuti solidi urbani toscani e quantità elevate di rifiuti industriali (e anche il 50 per cento dei fanghi di depurazione, ma questa è un’altra storia e un’altra indagine)”.

2) la maggior parte degli impianti, principalmente discariche, in cui questo smaltimento avviene, sono sottoposti a progetti che ne prevedono il raddoppioPeccioli, Bulera, Scapigliato appunto, con l’intento di perpetuare per altri decenni la destinazione di questo territorio a luogo di smaltimento dei rifiuti di mezza Toscana. Nella discarica di Scapigliato, l’indagine della Procura Distrettuale Antimafia di Firenze ha appurato che sono state smaltite ingenti quantità di rifiuti tossici e nocivi senza nessun trattamento, con grandi rischi sanitari e ambientali.

E’ quindi necessario che si proceda quanto prima alla bonifica della discarica. A spese delle aziende che vi hanno smaltito abusivamente rifiuti non trattati. Tramite l’escussione delle fideiussioni che dovrebbero essere state depositate a garanzia della corretta gestione dell’impianto”.

“Ed è necessario che si gestisca la fase del suo esaurimento, bocciando definitivamente il progetto di ampliamento, come chiedono giustamente da tempo il Comitato Difesa Ambiente delle Colline e il Coordinamento Rifiuti Zero. Occorre avviare serie politiche di riduzione, raccolta differenziata e riuso/riciclaggio dei rifiuti. Come prevedono le norme comunitarie, lo smaltimento in discarica deve drasticamente diminuire. Noi aggiungiamo che questo è ancor più necessario, in un territorio che vede una concentrazione troppo elevata di impianti. Il raddoppio degli impianti non è ammissibile mentre è necessario spingere sul recupero e il riciclaggio, potenziando i controlli sulle filiere dello smaltimento”, conclude Legambiente.

Contributi amianto in arrivo

Bonifica amianto - confinamento
Bonifica amianto

Contributi amianto: Il bando

Bonifica amiantoIl Comune di Arona ha indetto un bando volto a destinare dei contributi amianto ai privati che si facciano carico di interventi di smaltimento di manufatti contenenti amianto. Il bando disciplina l’erogazione di un contributo pari al 20 per cento dell’effettivo costo sostenuto per la rimozione delle coperture. Si intende per i casi in cui i proprietari non siano tenuti per legge o regolamenti alla rimozione.

Come presentare la domanda

Le domande devono essere presentate all’ufficio protocollo del Comune di Arona tramite PEC all’indirizzo protocollo@pec.comune.arona.no.it. Dovrà essere compilato l’apposito modulo scaricabile dal sito, completo di tutta la documentazione richiesta.

In cosa consiste l’agevolazione?

Il contributo sarà determinato nell’entità e nei limiti della somma pagata a titolo di Tassa sui Rifiuti (TARI) nel triennio successivo all’ultimazione dei lavori. E con riferimento alla TARI dovuta nel momento dell’inizio dei lavori. Nel caso di condomini, il contributo sarà definito in misura forfettaria in  2.000 euro a domanda dell’amministratore condominiale. A tal fine viene istituito un fondo annuale di 10.000 euro per il triennio 2017-2019. La graduatoria sarà formata secondo l’ordine di presentazione delle domande al protocollo. In caso di esaurimento dei fondi disponibili il Comune si riserva di rifinanziare il fondo iniziale. Questo avverrà secondo le disponibilità di bilancio, per assegnare ulteriori contributi.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, per poter agevolare le bonifiche, ha elaborato una serie di iniziative, tra cui la mappatura con la collaborazione dei cittadini, con la Guardia Nazionale Amianto in modo che siano segnalati i siti contaminati; i bonus fiscali alle imprese e alle famiglie, senza limiti e con detrazione fiscale completa delle somme spese per la bonifica e decontaminazione dei luoghi di lavoro (per le imprese) e delle abitazioni (per i privati cittadini), come verrà illustrato nel proseguo e la stipula di convenzioni per ridurre le spese di bonifica e decontaminazione.

Rivolgiti all’Osservatorio Nazionale Amianto per ricevere assistenza gratuita per la bonifica e decontaminazione e per un parere legale che verrà fornito dal pool di avvocati che collaborano con il Dipartimento Bonifica e Decontaminazione dell’amianto.

Scopri tutto sull’Osservatorio Nazionale Amianto e su come accedere ai servizi dello Sportello Online, contattando il numero verde gratuito: 800 034 294.

Amianto in Ilva: l’ONA chiede un incontro

Ilva Taranto
Ilva Taranto

L’ONA in difesa dei lavoratori Ilva

L’Osservatorio Nazionale Amianto chiede un incontro con la Dirigenza Ilva Taranto per la costituzione di una sede ONA all’interno dello stabilimento per permettere ai volontari dell’Associazione di supportare i lavoratori e i loro famigliari in relazione all’epidemia di patologie asbesto correlate e di malattie professionali tra i dipendenti ed ex dipendenti ILVA.

“L’Osservatorio Nazionale Amianto, attivo nella città di Taranto già ormai da anni, prosegue nell’assistenza dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto. Dalla Marina Militare agli impianti chimici e meccanici, fino all’Ilva, in ogni luogo di lavoro è stato fatto uso di amianto e ci sono state esposizioni morbigene alla fibra killer. Intendiamo confrontarci con la dirigenza Ilva, e pertanto abbiamo chiesto un incontro per una disamina congiunta della problematica amianto. Riteniamo che in questa fase, oltre a dover porre il dilemma lavoro o salute (un falso dilemma, perché dovrebbe essere assicurato il lavoro salubre), noi ci poniamo anche il problema di coloro che sono stati esposti ad amianto, per i quali è necessaria la sorveglianza, il prepensionamento e, in caso di malattia, il risarcimento, ed è per questo che abbiamo chiesto un incontro alla Dirigenza Ilva, delegando alla partecipazione i nostri rappresentanti territoriali, nella persona dell’Avv. Giovanni Gentile e del Sig. Pasquale Maggi”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Il Sig. Pasquale Maggi, coordinatore della sede ONA Ilva Taranto è già operativo con altri volontari a supporto delle vittime dell’amianto in Ilva.

“L’ONA Ilva continua a crescere come realtà associativa. Sono molte le persone che ogni giorno mi contattano per entrare a far parte dell’Associazione. Chiediamo una sede interna all’azienda per poter assistere e tutelare le vittime e i familiari esposti ad amianto, proprio come me che da 17 anni lavoro come operaio manutentore elettrico in Ilva. Esattamente un anno fa, l’azienda ha diffuso la notizia della presenza di circa 4000 tonnellate d’amianto al suo interno da bonificare, senza dimenticare l’amianto non ancora censito. Noi vogliamo essere un punto di riferimento per tutti coloro che sono stati esposti ad amianto e ad altri cancerogeni”, conclude Pasquale Maggi.

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294. Chiamaci e potrai ottenere la tutela dei tuoi diritti e il risarcimento di tutti i danni provocati dall’amianto.