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Amianto: online il bando per edifici pubblici

Rimozione amianto bando
Rimozione amianto

Bonifica amianto, online il bando per gli edifici pubblici

Bando avvia la procedura pubblica per il finanziamento della progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica di edifici pubblici contaminati da amianto. Lo ha informato il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare in conformità a quanto disposto dal Decreto 21 settembre 2016 (Gazzetta Ufficiale 25 novembre 2016, n. 276).

Il finanziamento è destinato a coprire, integralmente o parzialmente, i costi di progettazione preliminare e definitiva degli interventi, anche mediante copertura dei corrispettivi da porre a base di gara per l’affidamento di tali servizi, fino ad un massimo, complessivamente inteso, di 15.000 euro per singola pubblica amministrazione, anche con riferimento a più interventi, sino ad un massimo di cinque interventi per ogni singola amministrazione richiedente e relativi ad unità locali comprese nel territorio di competenza, che verranno valutati singolarmente ai fini dell’attribuzione dei punteggi.

Come previsto nel bando, per progettazione preliminare e definitiva si intendono i livelli di progettazione inferiori al progetto esecutivo e comunque finalizzati e necessari alla redazione dello stesso. Oggetto dell’intervento potranno essere esclusivamente edifici e strutture di proprietà degli enti di cui di cui all’art. 1, comma 2, del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165.

Bando: modalità di presentazione delle richieste

Le domande di finanziamento potranno essere presentate previa registrazione esclusivamente attraverso l’applicativo presente sul portale telematico disponibile presso il sito del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. A partire dal 30 gennaio 2018, fino al 30 aprile 2018, sarà possibile integrare la registrazione con una relazione tecnica asseverata da professionista abilitato.

Modalità di erogazione dei finanziamenti

Il contributo è erogato con decreto del Direttore Generale della Direzione per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, a seguito dell’inclusione dell’intervento nella graduatoria approvata. La liquidazione del finanziamento è accordato nelle seguenti modalità:

  • 30% della somma al momento dell’ammissione al finanziamento e dell’ impegno del soggetto beneficiario ad utilizzare le risorse esclusivamente per le finalità del bando;
  • 40% della somma ammessa a finanziamento al momento dell’approvazione del progetto definitivo da parte dell’ente richiedente;
  • 30% della somma ammessa a finanziamento al momento della rendicontazione finale, operata attraverso la trasmissione all’ente erogante della documentazione di impegno e spesa dell’ intero ammontare.

Interventi esclusi e spese non ammissibili

  • Non potranno essere oggetto di finanziamento:
  • la progettazione di interventi di ripristino, realizzazione di manufatti sostitutivi e la loro messa in opera;
  • le spese di acquisto di beni, mezzi e materiali sostitutivi e loro messa in opera;
  • gli incarichi di progettazione preliminare e definitiva già conferiti al momento dell’ammissione al finanziamento;
  • la progettazione di interventi realizzati prima della pubblicazione del bando o prima dell’ammissione al finanziamento.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto oppure contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Sicilia: Amianto, una strage annunciata

Osservatorio nazionale amianto Sicilia
ONA Sicilia

Continua la strage da amianto. L’Osservatorio Nazionale amianto si mobilita.

Workshop e convegni dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Sabato 3 e domenica 4 febbraio inizierà il workshop dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Sicilia. Due giorni di dibattiti, convegni, tavoli tecnici per affrontare la problematica amianto, un’emergenza non solo sanitaria e giudiziaria ma anche ambientale e sociale.

Una maratona dell’Avv Ezio Bonanni, presidente nazionale, che toccherà nella giornata di sabato Priolo Gargallo, e che si concluderà domenica a Campofelice di Roccella.

Esperti, studiosi, medici, avvocati, rappresentanti istituzionali si stanno confrontando sul tema dell’ambiente e, in particolare, sulla questione amianto.

Per ulteriori informazioni  consulta la sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Il problema amianto va ben oltre i serbatoi

ONA Siracusa problema amianto
ONA Siracusa

Problema amianto e strage di lavoratori in Sicilia

Allarme problema amianto”, è questo il commento dell’Avv Ezio Bonanni al contenuto dell’interrogazione dell’Europarlamentare Ignazio Corrao, nella quale si legge.

In Sicilia, a Gela, nonostante le risorse, anche europee, spese e programmate per garantire acqua potabile e pressione minima, i cittadini sono ancora costretti a dotarsi di serbatoi di plastica non idonei per l’uso alimentare, o peggio ancora di cemento-amianto, e di un sistema a energia elettrica automatico, utilizzato per elevare la pressione nelle tubature degli impianti idraulici”.

Che ci sia un rischio amianto legato alle vecchie tubature e ai vecchi cassoni in cemento amianto è notizia antica. Tuttavia molto più pesante è il rischio lavorativo. Gela è tristemente nota per il Petrolchimico. Qui sono stati utilizzati tutti i tipi di amianto con esposizioni a carico di migliaia e migliaia di lavoratori.

Molti i traguardi raggiunti, grazie all’impegno dell’ONA, dalle movimentazioni, alla Legge 10/2014, anche se non ancora del tutto attuata, fino all’incontro con l’On.le Davide Faraone, sottosegretario al Ministero della Salute e luogotenente di Renzi in Sicilia.

L’impegno ONA per fermare la strage

“L’Osservatorio Nazionale Amianto continua ad essere nella trincea ed equidistante da tutti i partiti e gruppi politici. Tiene la barra dritta verso la stella polare della tutela dell’ambiente e della salute, specialmente in Sicilia, terra nella quale l’amianto ha fatto più vittime della mafia.

Solo che lo stato è cieco, sordo e muto e ciò è inaccettabile. L’ONA Sicilia guida il riscatto di una terra nobile e antica e dei suoi ancora più nobili abitanti”, conclude l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA, che nel weekend del 3 e 4 febbraio sarà in Sicilia per presenziare ad una serie di convegni sulla pericolosità dell’amianto.

Per ulteriori informazioni consulta anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto o contatta il numero verde gratuito: 800 034 294.

Addizionale Fondo Amianto: le novità 2018.

Inail-malattia professionale

Nel 2017 nuova addizionale Inail destinata al fondo vittime dell’amianto. Dal 2018 contributo sospeso fino al 2020. Lo comunica l’Inail con la circolare 2 del 9 gennaio 2017. 

Il Fondo per le vittime dell’amianto, è stato istituito dall”articolo 1, comma 241, della legge 24 dicembre 2007, n. 244  presso l’Inail e viene finanziato con risorse provenienti per tre quarti dal bilancio dello Stato e per un quarto dalle imprese.  Per l’anno 2017  l’addizionale dovuta dalle imprese per il finanziamento del Fondo per le vittime dell’amianto è stata fissata come segue.

L’addizione alle imprese per il fondo vittime amianto per l’anno 2017

 nella misura dell’1,29% sul premio dovuto con riferimento alle voci di tariffa di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto interministeriale 12 gennaio 2011, n. 30;

– nella misura dello 0,02% sul monte retributivo per le lavorazioni del settore  navigazione di cui all’articolo 3, comma 4, del medesimo decreto interministeriale 12 gennaio 2011, n. 30 ( categorie naviglio Trasporto Passeggeri e Concessionari di Bordo, Trasporto Merci Nazionale e Internazionale).

Restano confermati anche per l’anno 2017 i criteri di individuazione della platea  delle aziende tenute al pagamento dell’addizionale.
L’addizionale verrà applicata in sede di regolazione dei premi, dovuti per l’anno 2017  con l’autoliquidazione in scadenza al 16 febbraio 2018.

Altra novità è la misura della legge di bilancio 2018: per gli anni 2018, 2019 e 2020 l’articolo 1, comma 189, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 ha disposto che a carico delle imprese non si applica l’addizionale sui premi  assicurativi relativi ai settori delle attività lavorative comportanti esposizione all’amianto.
L’istituto informa che a seguito di tale modifica normativa,  sono state rielaborate  le basi di calcolo per  l’autoliquidazione in scadenza al 16 febbraio 2018, eliminando il riferimento  all’addizionale amianto nel calcolo del premio dovuto per il  2018.

Sul sito INAIL il servizio di consultazione e download delle basi di calcolo fornisce dal 4 gennaio 2018  le informazioni corrette. Sono anche in corso di inserimento le relative comunicazioni  aggiornate nel “fascicolo aziende”.

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

L’avv. Bonanni e l’asbestosi

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Ezio Bonanni

Intervista all’avv. Ezio Bonanni, presidente ONA

LAvv. Ezio Bonanni ha rilasciato questa intervista in esclusiva per il Giornale dell’Amianto. Sulla base della sua esperienza ventennale, l’avv. Ezio Bonanni assiste e difende i lavoratori che a causa dell’esposizione professionale ad asbesto – amianto purtroppo si sono ammalati di asbestosi.

L’asbestosi è una malattia provocata esclusivamente dall’asbesto: provoca ogni anno, solo in Italia, più di 600 decessi, anche a causa delle complicazioni cardiache (cardiopatia amianto). L’asbestosi si può prevenire. È sufficiente bonificare in modo tale che si eviti l’esposizione asbesto. L’asbestosi malattia professionale se curata non si trasforma in cancro del polmone e il mesotelioma della pleura. 

L’Osservatorio Nazionale Amianto è al fianco di tutte le vittime amianto per la diagnosi, terapia e cura dell’asbestosi e per la tutela dei loro diritti, con professionisti e volontari che sono al tuo servizio 24 ore su 24. in modo del tutto gratuito: è sufficiente contattare il numero verde 800 034 294 per ottenere assistenza legale gratuita.

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, pioniere, in Italia, per la messa al bando dell’amianto e per la tutela delle vittime amianto e asbestosi, assiste tutte le vittime asbestosi e altre patologie asbesto correlate, per permettere loro di ottenere la tutela di tutti i loro diritti (risarcimento dei danni amianto, le rendite INAIL, le prestazioni previdenziali di vittima del dovere, i benefici contributivi per esposizione ad asbesto), e le rendite in reversibilità per il coniuge superstite e il risarcimento dei danni per i familiari e/o stretti congiunti. 

Per approfondimenti:

> https://www.eziobonanni.com/danni-da-amianto-risarcimenti-rendite-e-benefici-contributivi/

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste gratuitamente tutte le vittime con il dipartimento di “assistenza e cura asbestosi e tutela legale”.

L’Osservatorio Nazionale Amianto è la più organizzata e indipendente associazione di cittadini e vittime amianto, difende la salute e l’ambiente e grazie all’impegno del suo presidente, avv. Ezio Bonanni, assiste tutti i cittadini che lo richiedono presso le sedi in tutto il territorio nazionale e attraverso lo sportello Nazionale amianto online.

Avv. Ezio Bonanni: quali sono i sintomi dell’asbestosi?

Avv. Ezio Bonanni: L’asbestosi è provocata dall’esposizione ad amianto. Assume questa denominazione dal termine asbesto, che è sinonimo di amianto. Si manifesta generalmente dopo circa 15 anni dalla prima esposizione e ha un decorso lento. I sintomi più evidenti si acutizzano con il passare del tempo e sono: fatica a respirare (sia dopo uno sforzo fisico che a riposo), tosse, dolore al torace e, raramente, rigonfiamento delle estremità delle dita che risultano deformate e arrossate.

Avv. Ezio Bonanni: quali sono le cause dell’asbestosi?

Avv. Ezio Bonanni: L’asbestosi è provocata dalle fibre di amianto che si depositano negli alveoli polmonari. I macrofagi, che hanno il compito di aggredire gli elementi estranei che entrano nell’organismo, nel tentativo di eliminare l’amianto emettono della sostanze che purtroppo creano lesioni agli alveoli polmonari, senza distruggere le fibre di amianto. Le lesioni agli alveoli polmonari sono accentuati dall’effetto meccanico delle fibre sui capillari nel corso della respirazione.

Qual è il meccanismo delle fibre di amianto sugli alveoli polmonari e sulle capacità respiratorie?

Avv. Ezio Bonanni: Gli alveoli sono delle piccole cavità che nel corso della inspirazione trasportano l’ossigeno dai polmoni al sangue e, all’atto dell’espirazione, agevolano l’espulsione di anidride carbonica dal sangue mediante i polmoni e la bocca. A causa delle fibre di amianto (sia per l’attività dei macrofagi che in seguito all’effetto meccanico, accentuato dal moto della respirazione), gli alveoli subiscono delle lesioni (fibrosi), che compromettono l’attività respiratoria.

Ci parli dei settori lavorativi di maggior rischi per esposizione ad amianto e dunque di insorgenza di asbestosi?

Avv. Ezio Bonanni: L’ amianto fu utilizzato fino all’entrata in vigore della legge 257/1992 nelle industrie produttrici di isolanti, di scaldabagni, di idraulica, di installazione caldaie, cantieri navali, industrie chimiche, manifatturiere, di plastica e gomma, industrie produttrici di lamiere sottili, settore ferroviario, e in molti altri ambiti, persino nelle scuole  e negli ospedali. Ciò è stato denunciato dall’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha pubblicato il II Rapporto Mesoteliomi dell’ONA Onlus nel quale vi è una specifica elencazione di tutti i settori produttivi.

Come viene diagnosticata l’asbestosi?

Avv. Ezio Bonanni: Innanzitutto chi è stato esposto ad amianto deve sottoporsi a sorveglianza sanitaria. È sufficiente rivolgersi al servizio di assistenza medica dell’Osservatorio Nazionale Amianto. Nel caso in cui ci sia difficoltà respiratoria, dolori al petto e uno degli altri classici sintomi dell’asbestosi, è quantomai urgente e necessario effettuare la sorveglianza sanitaria per lavoratori esposti ad amianto, peraltro obbligatoria in base all’art. 259 del Decreto Legislativo 81/2008. Ci si deve comunque rivolgere al medico curante oppure a un medico del lavoro. Per quella che è la mia esperienza, il medico di famiglia deve rivolgere al paziente una serie di domande per raccogliere il maggior numero di informazioni relative: allo stile di vita condotto, al tipo di lavoro svolto e al tempo di esposizione ad amianto. Verrà poi richiesto di sottoporsi ad una serie di esami:

    • SPIROMETRIA:macchinario utilizzato per quantificare l’ossigeno ispirato e l’anidride carbonica espirata. I valori che questo esame fornisce sono utili a stabilire il buono o cattivo funzionamento dei polmoni;
    • RAGGI X: indispensabili per rilevare la presenza di lesioni provocate da asbestosi;
    • TAC

      : esame più dettagliato dei raggi X. Questo esame permette una diagnosi più accurata, estesa dunque alle asbestosi iniziali che sfuggono ai raggi X. E’ quindi molto importante l’accuratezza diagnostica che permette questo strumento, per la prevenzione secondaria (diagnosi precoce) che permette un intervento sanitario tempestivo, e per la prevenzione terziaria (epidemiologia: accertamento del numero dei casi; diagnosi utile per accedere ai benefici contributivi ex. art. 13 comma 7 della Legge 257/92, e al pensionamento immediato sulla base dell’ art. 1 comma 250 della Legge 232/2016).

Come si cura l’asbestosi?

Avv. Ezio Bonanni: Sono 4 le tipologie di cure a cui si ricorre nel caso un paziente si scopre avere questa patologia:

– se il paziente è fumatore, smettere di fumare per iniziare;

– fare il vaccino contro l’influenza per limitare le infezioni ai polmoni;

– ricorrere a farmaci che facilitino la respirazione;

– utilizzare dei presidi come le bombole di ossigeno per respirare meglio.

Nessuno di questi rimedi può far guarire dall’asbestosi, ma di certo possono contrastare i brutti effetti collaterali.

Il paziente fumatore:

Nel caso in cui ad un paziente sia stata diagnosticata l’asbestosi ed è fumatore, la prima cosa che gli verrà chiesto è di smettere di fumare per evitare importanti complicazioni come ad esempio andare incontro ad un cancro dei polmoni.

Se il paziente non riesce a smettere può rivolgersi al proprio medico che potrà fornirgli dei consigli e terapie mirate per disintossicarsi dalla nicotina.

Vaccini:

I pazienti affetti da asbestosi hanno maggiori probabilità di contrarre infezioni polmonari, come la pneumococcica, per cui con l’avvicinarsi della stagione fredda il medico consiglia di fare il vaccino contro la classica influenza stagionale e quello per contrastare il batterio pneumococco.

Farmaci contro l’asbestosi:

Poiché l’asbestosi va a limitare il respiro, il paziente che ne è affetto fa largo uso di broncodilatatori che sono assunti con un inalatore.

Questi farmaci arrivano attraverso l’inalatore direttamente nei polmoni e fanno si che la muscolatura delle vie aeree si rilassi per rendere la respirazione meno faticosa.

Un altro farmaco utilizzato è a base di teofillina, che è sempre un broncodilatatore che aiuta ad allargare le vie respiratorie e contemporaneamente a rilassare i muscoli e viene assunta per via orale.

Questo farmaco può provocare degli effetti collaterali: cefalea; nausea e vomito; mancanza di sonno; irritabilità; problemi di stomaco.

Concentratore di ossigeno

Se l’asbestosi è molto grave il paziente potrebbe andare incontro a delle vere e proprie crisi di ossigeno. In questi casi il ricorso ad un concentratore di ossigeno è necessario per aiutare il paziente a respirare.

Il concentratore di ossigeno è un apparecchio che si aziona con la corrente elettrica, ha il compito di purificare l’aria contenuta nella stanza del paziente, per fare in modo che l’aria che inspirerà attraverso una mascherina sia il più possibile ossigenata.

La mascherina è collegata alla macchina da un tubo lungo che consente al paziente di muoversi agevolmente a casa.

Nella stanza dove è ubicato il concentratore di ossigeno è severamente vietato fumare, perché la gran quantità di ossigeno prodotta è altamente infiammabile ed una sigaretta potrebbe provocare una forte deflagrazione.

Nel caso in cui il paziente decida di uscire, al posto del concentratore di ossigeno utilizzerà la classica bombola di ossigeno.

Consiglio pertanto caldamente a tutte le vittime e ai loro famigliari che avessero necessità di informazioni di rivolgersi ai loro medici curanti e agli esperti del settore. Lo staff medico e legale dell’ONA è a vostra disposizione“, conclude l’Avv. Ezio Bonanni.