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Antonio Dal Cin, vittima dell’amianto

Antonio Dal Cin
Antonio Dal Cin

Antonio Dal Cin vittima dell’amianto e del sistema

Il sole di questa torrida estate non spegne la voglia di giustizia e verità di Antonio Dal Cin, un eroe in divisa.

Ora è nero su bianco; lo conferma pure la Guardia di Finanza: ha prestato servizio in luoghi con fibre di amianto, ed ecco l’asbestosi.

Perché questo massacro con le fibre killer di amianto?

Nulla e’ ormai come prima prima per Antonio, e per la sua famiglia, i due figli piccini, la giovane moglie, tutti segnati dall’amianto. Già, perché queste queste stimmate sono incise anche sulle carni dei famigliari, dei figli della moglie.

“Questo rapporto informativo e’ la conferma di quello che abbiamo sempre sostenuto. Amianto, amianto, amianto, in guardia di finanza e nell’intero comparto sicurezza, oltre che in tutte le forze armate. Questi sono i risultati, malattie e morti. Ci auguriamo che ora finalmente Antonio sia riconosciuto vittima del dovere e che ottenga quanto gli è necessario per vivere e per i suoi famigliari, la giovane moglie, e i due figli, di cui uno nato da poco, dopo la diagnosi della malattia del padre”, dichiara l’Avv Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amianto.

Cancro da amianto: lutto per il sig. Giuseppe Carpinteri

Giuseppe Carpinteri
Giuseppe Carpinteri

Giuseppe Carpinteri, ucciso da cancro polmonare da amianto

Lutto in Sicilia, avvolto in una bara di fiori, ucciso dall’amianto, ha reso l’anima a Dio il sig Giuseppe Carpinteri: l’ONS in lutta per questa ennesima vittima dell’amianto.

L’ONA è stata presente ai funerali, con uno striscione di sensibilizzazione per denunciare, ancora una volta che a Priolo Gargallo, come nel resto della Sicilia, sono state distrutte tante famiglie ed il danno subito non può passare inosservato e sotto silenzio. Speriamo tanto che qualcuno intervenga.

Mentre tutto è fermo: niente creazione del Centro di Riferimento Regionale per l’Amianto di Augusta; niente bonifiche e ancor di meno risarcimenti.

Il funerale del Sig. Giuseppe Carpinteri

Ieri, 07 agosto 2017 a Priolo Gargallo in provincia di Siracusa, in una chiesa affollata  di gente, si sono svolti i funerali del Sig. Giuseppe Carpinteri. Ucciso, all’età di 67 anni, da un tumore polmonare da amianto, per esposizione lavorativa, lo stesso amianto che nel 2009, gli portò via la moglie Paolina, all’età di 53 anni, morta di Mesotelioma.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, col suo presidente Nazionale Avv. Ezio Bonanni, con il coord. Regionale ONA Sicilia, Calogero Vicario, l’On. le dott. Pippo Gianni, Comitato Tecnico scientifico Nazionale e tutti gli aderenti all’Associazione piangono l’ennesimo lutto che si sarebbe potuto e dovuto evitare e auspicano che ci sia giustizia per lui e per tutte le altre vittime in questo, come siamo sicuri ci sarà anche nell’altro mondo.

Giuseppe è stato un esemplare Saldatore, un operaio metalmeccanico e ha svolto la sua attività di lavoro con lealtà ed onore e inconsapevole che giorno dopo giorno inalava il mortale killer amianto, che lo ha portato a sviluppare quel tumore polmonare, con il quale ha combattuto per 1 anno.

Per questo l’Osservatorio tiene alti i livelli di guardia e cerca ancora una volta di sollecitare le istituzioni al rispetto delle Leggi.

Di seguito l’intervista nel Servizio del 06 giugno 2017 della TGR Sicilia curato Da Lucia Basso.

Il Dipartimento Tutela delle Vittime del Dovere ONA

Giustizia - tutela delle vittime del dovere
Giustizia

Istituito il Dipartimento Tutela delle Vittime del Dovere per patologie asbesto-correlate di ONA, in seguito ad esposizione professionale ad amianto.

Un pool di medici e di legali saranno a disposizione della popolazione per garantire assistenza in tutto il territorio nazionale, con il coordinamento del Presidente, Avv. Ezio Bonanni, impegnato tra l’altro nel procedimento Marina Bis in corso di svolgimento presso il Tribunale di Padova.

Tutti i dipendenti pubblici, e quindi non solo i militari, che per motivi di servizio hanno contratto patologie asbesto-correlate, oltre ad aver subito una invalidità permanente in seguito a lesioni riportate in attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto, e a tutti gli altri soggetti equiparati che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegue il decesso in occasione di missioni dentro e fuori dei confini nazionali (riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative), tra le quali dunque rientrano le condizioni e le situazioni di esposizione ad amianto, e quindi con insorgenza delle patologie asbesto correlate, hanno diritto ad ottenere tutte le provvidenze stabilite per legge.

Tutti gli aventi diritto e i loro familiari potranno quindi continuare a rivolgersi all’Osservatorio Nazionale sull’Amianto – ONA, che fornirà loro consulenza medico legale e legale.

Tutela delle Vittime del Dovere: servizio di assistenza gratuita

Il Presidente e il suo staff saranno a disposizione e provvederanno a fornirvi informazioni utili in tempi celeri.

Il Dipartimento Tutela vittime del dovere per patologie asbesto correlate ha già ottenuto significativi e positivi risultati, poichè molti degli assistiti hanno ottenuto il riconoscimento quali vittime del dovere, ed hanno altresì richiesto tutela in tutte le altre competenti sedi.

Amianto nell’acqua potabile in Umbria e in Italia

Acqua Amianto
Acqua Amianto

Mesoteliomi e colangiocarcinoma per amianto nell’acqua

L’Osservatorio Nazionale Amianto già dal 2014 ha ricevuto diverse segnalazioni di mesotelioma e di colangiocarcinoma amianto e di tumori del colon e dello stomaco in casi di amianto negli acquedotti. Per  questo motivo l’ONA ha chiesto la bonifica dell’amianto presente negli acquedotti di distribuzione dell’acqua potabile.

Solo in questo modo può essere tutelata la salute e l’integrità psico-fisica dei cittadini.

Le richieste dell’ONA

È necessario quindi sostituire tutte le tubature che ancora sono in amianto ovvero in materiali contenenti amianto, tanto più nelle zone sismiche del paese, come per esempio l’Umbria, le Marche, l’Abruzzo, la Calabria, ma penso anche ad altre zone e territori, per evitare che ci sia ingestione di fibre capaci di causare l’insorgenza di mesoteliomi peritoneali e altre patologie.

Tra l’altro, rinnovare il sistema della tubazione togliendo le vecchie tubature in amianto farebbe risparmiare anche molta acqua, che è un bene prezioso. Infatti, in media circa il 50% dell’acqua si perde per vetustà delle tubature e poi si deve tener conto anche del fatto che con i cambiamenti climatici ci sarà sempre meno acqua con un prolungamento delle aspettative di vita che renderanno ancora più probabile l’aumento di casi di patologie asbesto correlate per via dell’ingestione delle fibre.

Tutela legale vittime amianto nell’acqua potabile

L’Osservatorio Nazionale Amianto, per voce del presidente, Avv. Ezio Bonanni, e del Dott. Niccolò Francesconi, esperto in criminologia clinica e coordinatore ONA Umbria, chiede anche l’istituzione di una commissione di inchiesta parlamentare in relazione alla recente segnalazione del WWF su tale condizione di rischio che conferma l’allarme già lanciato dall’ONA e poi nel 2015.

In ogni caso, l’associazione, attraverso l’Avv. Ezio Bonanni e il Dott. Nicolò Francesconi, invita gli organi competenti a verificare se all’interno dei tubi realmente c’è una condizione di presenza di amianto nei termini segnalati dal WWF. L’ONA su questo invita gli organi del governo a chiedere una verifica generale su tutte le regioni d’Italia, oltre a quanto già segnalato dall’ONA.

Dati epidemiologici patologie asbesto correlate

I dati epidemiologici raccolti dall’ONA, anche grazie all’infaticabile attività di tutti gli associati e responsabili territoriali, fanno emergere una più alta incidenza di patologie gastrointestinali e delle vie biliari tra i lavoratori esposti ad amianto e tra i cittadini che hanno ingerito amianto disciolto nell’acqua.

In particolare, si sospetta un certo numero di casi patologie asbesto correlate in Umbria e si teme che ci sia una ripercussione dovuta al fatto che con i recenti terremoti molte delle tubature in amianto e contenenti amianto hanno contaminato le acque.

La conferma delle tesi dello IARC

Sono in corso le rilevazioni dei dati epidemiologici in Umbria come nel resto d’Italia e valga innanzitutto quanto già confermato dallo IARC e dall’OMS circa il fatto che nell’ultima monografia sull’amianto ribadisce che esistono prove sufficienti per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto per l’uomo: l’amianto provoca il mesotelioma, il cancro del polmone, della laringe, e dell’ovaio. Inoltre sono state osservate associazioni positive tra l’esposizione a tutte le forme di amianto e cancro della faringe, stomaco, colon-retto. Esistono prove sufficienti negli animali per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto. Tutte le forme di amianto sono cancerogene per l’uomo (gruppo 1), e precisa che l’ingestione di amianto è considerata esposizione primaria al pari dell’inalazione (consulta l’ultima monografia IARC):  “esistono prove sufficienti per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto per l’uomo. Provoca il mesotelioma, il cancro del polmone, della laringe, e dell’ovaio. Inoltre sono state osservate associazioni positive tra l’esposizione a tutte le forme di amianto e cancro della faringe, stomaco, colon-retto Esistono prove sufficienti negli animali per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto. Tutte le forme di amianto sono cancerogeni per l’uomo”.

Amianto acquedotti in Toscana:

Anche la regione Toscana, attraverso le parole della sig.ra Antonella Franchi, coordinatrice ONA, sostiene “C’è ben poco da aggiungere, anche la Toscana è nella stessa situazione. La sede ONA di Rosignano ha raccolto diverse segnalazioni di genitori preoccupati perché le tubazioni in amianto arrivano come acqua per la pulizia delle scuole. Fino a che si passa lo straccio bagnato per terra ok ma poi quando si asciuga la fibra vola e ce la troviamo dispersa in aria. Stesso discorso per l’acqua che mettiamo nel contenitore per bollire l’acqua, se contiene fibre di amianto queste non muoiono, anzi rimangono nel contenitore e le ingeriamo. Senza dimenticare che con la stessa acqua ci laviamo i denti e ci facciamo la doccia”.

I dati epidemiologici dell’ONA: conferma del rischio cancerogeno per amianto nell’acqua

L’ONA ha riscontrato una più alta incidenza anche di tumori delle vie biliari tra coloro che sono stati esposti, ovvero hanno ingerito amianto e pertanto il convegno di Modena permetterà all’associazione di iniziare a rendere pubblici dei dati che saranno poi presentati su base nazionale e riferiti a tutte le patologie asbesto correlate, oltre che insistere affinché vi sia la rimozione dei materiali contenenti amianto oltre che da tutti gli edifici pubblici ed i luoghi di lavoro anche dalle tubature degli acquedotti. Questi risultati rappresenterebbero il coronamento dell’impegno dell’Ona e porrebbero fine ad una vera e propria epidemia.

Colangiocarcinoma amianto

Nel caso del colangiocarcinoma amianto sono stati segnalati diversi casi giunti all’attenzione dell’Avv. Ezio Bonanni, il quale ha già avviato le azioni legali di tutela. Poiché questa patologia, purtroppo, è quasi sempre mortale, la tutela è stata avviata per i famigliari.

ONA REPAC: come effettuare la tua segnalazione

L’ONA ha costituito l’applicativo internet attraverso il quale invita tutti coloro che hanno cognizione di casi di cancro gastrointestinale e/o mesotelioma per i quali sospettano un ruolo della presenza di tubature in amianto a darne segnalazione, anche anonima.

E’ sufficiente inoltrare la segnalazione all’applicativo ONA REPAC al link.

Aggiornamento 06.06.2020: intervista dell’Avv. Ezio Bonanni

Il nostro notiziario, il giornale dell’amianto, si è rivolto all’Avv. Ezio Bonanni per ottenere dei chiarimenti circa la effettiva pericolosità delle fibre amianto disciolte nell’acqua. Al di là delle diverse contrapposte tesi, è risultato che l’amianto nell’acqua è comunque dannoso per la salute.

Gela: uccisa dall’amianto

Petrolchimico
Petrolchimico

Depositata una nuova denuncia alla Procura della Repubblica di Gela

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il Sig. Antonio Dal Cin, coordinatore nazionale, e il Sig. Calogero Vicario, coordinatore regionale ONA Sicilia, sollecita ancora una volta il Presidente del Consiglio dei Ministri, On. le Gentiloni, il Ministro della Sanità, On.le Lorenzin e il Presidente della Regione, On.le Rosario Crocetta, a rendere applicabile la Legge Regionale Amianto in Sicilia.

Infatti, denuncia Antonio Dal Cin: “Com’è possibile che i lavoratori e cittadini di Gela siano stati sedotti ed abbandonati? Infatti, l’impresa di Stato, dopo aver costruito un grosso petrolchimico a Gela che ha disseminato il territorio di lutti e tragedie, ora ha quasi dismesso le attività in quel lembo dell’isola, la bellissima città illuminata dalle opere di Eschilo e da meravigliose vestigia di un’epoca storia che affonda le sue radici addirittura nel 689 a.C. e che l’8 luglio del 1943 vide protagonisti eroici resistenti allo sbarco anglo-americano, ora invece assiste impotente al quasi abbandono dell’attività imprenditoriale pubblica senza che il Presidente della Regione sia stato capace di sollevare quantomeno il problema della bonifica, dell’ammodernamento delle strutture industriali e la necessità di risolvere la crisi occupazionale e, per quanto riguarda l’amianto e gli agenti tossico-nocivi, quella sociale e sanitaria”.

Gli fanno eco i famigliari di S. D., i quali hanno perso il loro congiunto per mesotelioma provocato dall’esposizione ad amianto all’interno del gigantesco petrolchimico di Gela ed è per questo che hanno denunciato i fatti all’autorità giudiziaria. Per altre malattie e altri morti sono già in corso altri procedimenti, tra cui un procedimento penale. L’ONA è protagonista nell’isola dal 2008 e a Gela dal 2010, riuscendo ad attivare, attraverso il coordinatore Sig. Salvatore Granvillano, la sorveglianza sanitaria e la tutela legale, attraverso l’Avv. Ezio Bonanni, coadiuvato dall’Avv. Lucio Greco.

Gela: interviene Calogero Vicario, Coordinatore regionale ONA SICILIA

In Sicilia, sono state distrutte tante famiglie ed il danno subito non può passare inosservato e sotto silenzio. Spero tanto che qualcuno intervenga anche sulla regione siciliana dove, purtroppo, il Governo è assente da diversi anni e nulla ha fatto e sta facendo per tentare di dare una risposta a chi muore, specialmente nel cosiddetto triangolo industriale o triangolo della morte di Gela Priolo Milazzo e nel restoAmianto dell’isola. Per anni abbiamo dato migliaia di miliardi di vecchie lire come prelievo fiscale al Governo nazionale, allo Stato. Oggi, lo Stato ed il Presidente della Regione Sicilia, On.le Rosario Crocetta, visto che siamo una regione a Statuto Speciale, devono dare una risposta seria e certa ai familiari delle vittime dell’amianto, agli operai ex esposti, a quelli che sono già malati – asbesto correlati”.

On.le Pippo Gianni, Componente del Comitato Tecnico Scientifico dell’ONA, “Da quando mi hanno cacciato fuori dalla Regione Sicilia, l’assemblea regionale ha cambiato la legge che io avevo fatto. Hanno tolto il cronoprogramma, perché era l’unica legge basata sulla sorveglianza sanitaria e fatta con il cronoprogramma, una legge con 21 milione di euro e quando mi hanno cacciato hanno tolto i 21 milioni di euro, il cronoprogramma e hanno disatteso l’istituzione ad Augusta del Centro di Riferimento Regionale per l’Amianto.

Di fatto hanno reso vuota la legge e questo con un senso di ignoranza, malafede e arroganza del potere stupido che ha portato a fare quest’operazione senza che questi capiscono che l’amianto è come la dea Fortuna, “bendato”.

Il rischio alla salute causato dall’amianto

Purtroppo, l’amianto che viene respirato provoca una malattia grave strisciante e pericolosa. L’abbiamo fatto emergere, lo abbiamo dichiarato, abbiamo detto di che cosa si trattava, abbiamo fatto la legge, abbiamo messo i soldi per la legge purtroppo non c’è peggio di un’ignoranza e forte grassa che non fa altro che procurare danni a questa regione e a questo paese. Come dicevo qualche tempo fa abbiamo lavorato per 50 anni inquinando di tutto e di più, speriamo che i prossimi 50, visto tra l’altro che manca il lavoro possiamo lavorare per disinquinare ed evitare che continua a morire gente tra lo strazio più totale perché la malattia, il mesotelioma, non è una malattia che si può curare è una malattia grave terribile che fa un danno enorme che costa un mare di soldi e che alla fine fa morire tra i dolori e lo strazio, chi la prende”.

L’Osservatorio Nazionale Amianto prosegue nell’assistenza dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto nella città di Gela, i quali possono rivolgersi al Sig. Salvatore Granvillano (349/4205442) e anche al presidente nazionale, Avv. Ezio Bonanni (335/8304686).