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Uranio impoverito assistenza legale

Commissione inchiesta uranio impoverito
Commissione inchiesta uranio impoverito

Uranio impoverito assistenza legale è tra le finalità dell’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Avv. Ezio Bonanni. Infatti la tutela del personale delle Forze Armate e del personale civile di Esercito, Marina Militare e Aeronautica è una priorità per l’associazione.

Infatti, tutti coloro che sono stati impiegati nelle missioni, tra cui quelle in Bosnia e in Kosovo, e anche in patria, spesso subiscono esposizioni per uranio impoverito. In particolare, a causa dei proiettili.

Per questo motivo, è stato costituito il dipartimento di assistenza legale vittime uranio impoverito. Il coordinatore di questo dipartimento è Lorenzo Motta. Grazie a esso è possibile ricevere una consulenza gratuita legale e medica.

Consulenza Uranio impoverito assistenza legale
Indice

  • I diritti delle vittime di uranio impoverito

  • Le indagini della Commissione Parlamentare

  • Tempo di lettura: 5 minuti

    Il dipartimento uranio impoverito assistenza legale

    L’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA tutelano i militari delle Forze Armate che subiscono dei danni biologici per esposizione a sostanze cancerogene. Tra queste ci sono l’amianto, le radiazioni ionizzanti alfa, beta e gamma, e, in particolare, l’uranio.

    Per tali motivi, il Prof. Giancarlo Ugazio ha approfondito i danni alla salute provocati dall’uranio impoverito.

    La tutela legale vittime uranio impoverito

    Con riferimento a uranio impoverito assistenza legale, uno degli impegni più importante è quello dei riconoscimento della causa di servizio. In modo particolare, per coloro che subiscono dei danni biologici, come le leucemie, il linfoma di Hodgkin e anche il mesotelioma.

    Infatti, le radiazioni hanno un ruolo anche nell’insorgenza del mesotelioma. Per questi motivi, è stato istituito il dipartimento per l’assistenza delle vittime dell’uranio impoverito. Il dipartimento ha tra le sue primarie finalità, quella di tutela delle vittime. È vittima colui che subisce un danno, in questo caso, quello biologico. Questo tipo di danno consiste nella lesione dell’integrità psicofisica ed è riservato anche ai familiari in caso di decesso.

    Vittime del dovere uranio impoverito assistenza legale

    Con il riconoscimento della causa di servizio, sussiste anche il diritto ad altre prestazioni, come l’equo indennizzo e la pensione privilegiata. Inoltre si ha diritto allo status di vittima del dovere, quantomeno per equiparazione, ai sensi dell’art. 1, co. 564, L. 266/2005 e all’art. 1 del D.P.R. 243/2006.

    Il riconoscimento dell’equiparazione a vittima del dovere si lega alla giurisprudenza della Corte di Cassazione:

    • Cassazione Civile, Sezione lavoro, n. 4238/2019;
    • Cass. Civile, Sezione lavoro, n. 20446/2019 
    • Cassazione, VI sezione civile, n. 14018

    È, quindi, fondamentale l’esposizione non cautelata a cancerogeni. Siamo di fronte, infatti, a condizioni ambientali e operative eccedenti l’ordinarietà, ai sensi dell’art. 1, co. 564, L. 266/2005, e art. 1 del d.p.r. 243/2006

    Uranio impoverito: assistenza legale per risarcimento danni

    Nel caso di danni biologici della vittima, le prestazioni previdenziali sono un indennizzo. Per tali ragioni, sussiste anche il diritto all’integrale risarcimento dei danni. Infatti i danni risarcibili sono di natura patrimoniale (danno emergente e lucro cessante) e non patrimoniale (danno biologico, morale ed esistenziale).

    In più, in caso di decesso o di gravi infermità, ci sono anche i danni dei familiari iure proprio, che si aggiungono a quelli iure hereditario. Recentemente, secondo il Tribunale di Roma, sentenza 567/2023, la violazione delle regole cautelari e degli obblighi di cui art. 2087 c.c. sancisce l’obbligo del risarcimento del danno. Si applica il criterio del “più probabile che non“. 

    Uranio impoverito assistenza legale

    Commissione Parlamentare Uranio Impoverito: le novità

    Uranio impoverito assistenza legale
    Commissione parlamentare di inchiesta sull’Uranio Impoverito, pagina introduttiva della relazione

    In questa seconda relazione le indagini della Commissione hanno spaziato anche su altre condizioni di rischio cui sono stati esposti i nostri militari in missione.

    Sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero … e somministrazione di vaccini … utilizzo di proiettili all’uranio impoverito…”.

    Infatti la condizione di rischio è legata all’esposizione “a particolari fattori chimici, tossici e radiologici…somministrazione vaccini” e alla presenza di amianto. I documenti sono stati trasmessi all’Autorità Giudiziaria, in particolare agli uffici “della Procura competenti e, in due circostanze, per conoscenza anche alla Procura generale militare”.

    Epidemia di linfomi vittime proiettili all’uranio impoverito

    Tra i militari impegnati nelle missioni di pace in Bosnia e Kosovo, sono risultati numerosi casi di cancro. Infatti sono stati evidenziati numerosi e statisticamente rilevanti linfomi di Hodgkin. Sulla base dei dati epidemiologici e biologici, è stato possibile ampliare la considerazione di radioprotezione, sia con riferimento al personale militare, che alla popolazione dei Balcani.

    Questa tematica, è stata approfondita anche dalla monografia IARC in materia di uranio impoverito.

    Rischi nelle Forze Armate, Polizia e Vigili del Fuoco

    La Commissione d’inchiesta è riuscita a portare alla luce anche “molteplici e temibili i potenziali rischi cui sono esposti lavoratori e cittadini nelle attività svolte dalle Forze Armate, ma anche dalla Polizia di Stato e dai Vigili del Fuoco, come l’esposizione ad amianto, uranio impoverito, vaccini ma non solo, anche ad esempio quel killer silenzioso che è la seconda causa di tumore polmonare, il radon”.

    “Rischi minacciosi gravano persino su caserme, depositi, stabilimenti militari: sia deficienze strutturali (particolarmente critiche nelle zone a maggior sismicità), sia carenze di manutenzione, sia materiali pericolosi come l’amianto, la cui presenza ha purtroppo caratterizzato navi, aerei, elicotteri. Tanto è vero che la Procura della Repubblica di Padova è giunta ad accertare che solo nell’ambito della Marina Militare 1101 persone sono decedute o si sono ammalate per patologie asbesto-correlate (circa 570 i mesoteliomi)”.

    ONA news TV uranio impoverito

    ONA news TV è la trasmissione dell’ONA. Questa è stata istituita per informare e formare i cittadini in materia di uranio impoverito, amianto e altri cancerogeni. Nella quarta puntata “Uranio impoverito, la dura battaglia dei militari italiani”, è stato trattato l’argomento dell’uranio impoverito.

    ONA News: Uranio impoverito

    Consulenza gratuita e tutela legale per le vittime

    L’ONA mette a disposizione delle vittime e dei loro familiari servizi di assistenza medica e assistenza legale. Per avere maggiori informazioni e tutelare i propri diritti basta chiamare il numero verde o compilare il form.

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    Uranio impoverito Colonnello Calcagni

    Uranio impoverito
    Uranio impoverito

    Uranio impoverito Colonnello Calcagni. Il comitato presieduto dall’on. Gian Piero Scanu ha verificato ormai, sul piano giuridico, il nesso di causalità tra l’accertata esposizione all’Uranio Impoverito e le neoplasie che sono insorte tra i militari. Tumori che hanno provocato 352 morti e oltre 7mila malati tra coloro impegnati, sia nelle missioni all’estero, che sul territorio Italiano. Ad esempio, la Penisola Delta del Poligono di Capo Teulada, in Sardegna.

    Uranio Impoverito: relazione finale Commissione Parlamentare

    La relazione è passata con dieci voti a favore e due contro, quelli di Elio Vito (Fi) e di Mauro Pili (Misto). La decisione della Commissione è stata aspramente contestata dagli ambienti militari che insistono nel negare il nesso causa-effetto.

    I contenuti della relazione illustrati in conferenza stampa da Scanu, nella quale sono state rilevate “sconvolgenti criticità” relative alla sicurezza e alla tutela della salute dei militari, saranno trasmessi alla procura di Roma perché valuti eventuali ipotesi di reato.

    Il Colonnello Carlo Calcagni: la contaminazione da uranio

    Per commentare questo risultato, abbiamo raggiunto il colonnello Carlo Calcagni (uranio impoverito Colonnello Calcagni), ricoverato da dodici giorni alla clinica Breakspear Medical di Londra, unico centro in Europa che cura la contaminazione da metalli pesanti e la MCS (Sensibilità Chimica Multipla), come certificato dal consolato italiano nel Regno Unito.

    Calcagni risulta in servizio iscritto nel Ruolo d’Onore perché le sue patologie sono state

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    Colonnello Ruolo d’Onore Carlo Calcagni

    riconosciute per causa di servizio, contratte durante una missione internazionale di pace, peacekeeping, all’estero.

    Nel 1996 Calcagni è partito per i Balcani, unico pilota del contingente italiano, per attività di soccorso e di pattugliamento. Ha ottenuto un encomio solenne per aver portato a termine tutte le missioni, anche in situazioni di grave pericolo (uranio impoverito Colonnello Calcagni).

    Colonnello, come commenta questo risultato?

    “Siamo oggi a una svolta, almeno sulla carta, in maniera inattesa questa ennesima Commissione ha prodotto un documento di una rilevanza notevole in favore di chi, come me, ha svolto il proprio dovere in condizioni di mancata sicurezza, senza tutela alcuna, che si è sentito solo tradito da coloro che avevano il ruolo di difenderci”.

    Cosa si aspetta adesso?

    “Mi auguro, per tutti i colleghi che hanno atteso, per chi ci ha già lasciato, per le famiglie non ascoltate ma lasciate sole con il loro dolore e per me stesso che, nonostante tutto il tempo perduto a lottare contro i mulini a vento, sono grazie a Dio ancora qui a far sentire la mia testimonianza che tutto ciò che è stato documentato e sostenuto in modo forte dalla Commissione parlamentare possa dare avvio a misure più giuste”.

    Qualche timore a proposito?

    “Che non sia, questa, una via per strumentalizzare chi soffre, a fini di potere o vendetta personale. Ma che possa essere davvero la strada che lo Stato ha il dovere di offrire a tutti coloro che hanno pagato con la propria vita il servizio alla nostra Patria”.

    Colonnello, qual è la sua situazione?

    “Dalla biopsia, mi è stata riconosciuta una massiccia contaminazione di metalli pesanti, nanoparticelle di metalli pesanti trovate anche nel DNA”.

    La responsabilità è dei proiettili all’Uranio Impoverito “nel generare le nanopolveri che sono la vera causa di molte forme tumorali”, conferma la commissione di inchiesta nonostante il “negazionismo dei vertici della Difesa e gli assordanti silenzi generalmente mantenuti dalle Autorità di Governo”.

    “Gli italiani non avevano munizioni all’UI – risponde il colonnello – ma le avevano i nostri alleati che le hanno usate. In quelle zone noi poi siamo stati impiegati per le operazioni di soccorso anche ai civili. Vedevamo gli americani con protezioni da marziani, avevano anche le mappe topografiche delle zone colpite da proiettili all’uranio depleto; noi non avevamo nessuna protezione e quindi non sapevamo di lavorare in un ambiente contaminato”.

    Crede che i suoi superiori, invece, ne fossero a conoscenza?

    “Da militare non posso pensare che i miei superiori sapessero… a livello politico invece…”

    All’ufficiale in Ruolo d’Onore è stata riconosciuta l’invalidità del cento percento, per neuropatie degenerative con Parkinson e insufficienza respiratoria: è stato operato ai polmoni, per cui Calcagni dorme attaccato a un ventilatore polmonare per l’ossigeno. È sottoposto alle flebo per almeno 4 ore al giorno. È in attesa di trapianto di midollo osseo dal 2010.

    “Ma soprattutto pedala ancora”.

    Un cartello esposto al Breakspear Medical cita: “Medicines, whithout which I do not survive. But it’s a bike that keeps me alive…” (Senza le terapie non posso sopravvivere ma è la bici che mi tiene vivo). Da sempre appassionato della biciletta, anche dopo le sue traversie il colonnello ha partecipato con il Gruppo Paralimpico della Difesa agli Invictus Games (evento sportivo ideato dal principe Harry) a Orlando in Florida, dove ha conquistato tre medaglie d’oro per l’Italia.

    “Ho avuto la fortuna di avere un fisico atletico, sono stato anche paracadutista – ufficiale di complemento a Pisa – questo ha rallentato il diffondersi delle patologie”.

    Lei ha mai chiesto il risarcimento per i danni subiti?

    “Ho chiesto una transazione bonaria, come prevede la legge, nel 2005 ma a oggi non ho ricevuto nessuna risposta”.

    Lo Stato, ha riconosciuto la dipendenza da causa di servizio

    “Mi è stata riconosciuta nel 2005, dalle commissioni mediche militari, anche per il parere espresso dal comitato di verifica del ministero delle Finanze, per il servizio svolto in Bosnia”.

    Ha chiesto risarcimento senza fare causa allo Stato: quindi?

    “Dodici anni dopo la richiesta di risarcimento, soltanto a giugno 2017 e dopo anni di solleciti e interrogazioni parlamentari, lo Stato Maggiore della Difesa, Direzione della Sanità militare, ha risposto che «la mia richiesta non può trovare accoglimento!».

    Senza «motivare» una decisione tanto incredibile che non aveva certamente bisogno di 12 lunghissimi anni per essere presa: indubbiamente soltanto un modo per perdere tempo giocando con la nostra vita.

    Come consulente della precedente Commissione Parlamentare di Inchiesta, ho i documenti che riportano tutte le transazioni che invece tanti militari hanno ottenuto dallo Stato, oltre alle tantissime sentenze con le quali altri hanno ottenuto contestualmente sia il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio, sia il risarcimento del danno”.

    Ricorrerà in giudizio?

    “Adesso mi costringono a ricorrere in giudizio, ma ho perso dodici anni della mia vita; quello che più di tutto alimenta una profonda rabbia in chi come me ha sempre fatto il proprio dovere e salvato tante vite umane, è l’indifferenza dimostrata dai vertici politici, in questi 15 anni di malattia, visto che ho scritto più volte a tutti i presidenti del Consiglio, ministri della Difesa e presidenti della Repubblica, che si sono succeduti nel tempo, senza ottenere, mai, una «qualsiasi» risposta”.

    Grazie colonnello Calcagni, arrivederci.

    Uranio impoverito Colonnello Calcagni: aggiornamento 2020

    Il Colonnello Calcagni è intervenuto alla quinta puntata di ONA TV, nel corso della quale ha ripercorso la sua vicenda.

    Già nella precedente puntata della trasmissione ONA TV Uranio impoverito, la dura battaglia dei militari italiani”, si è discusso della questione uranio impoverito.

    La storia e la problematica dell’uranio impoverito è stata trattata anche da Lorenzo Motta, coordinatore del dipartimento di tutela. Il Colonnello Calcagni è membro d’onore anche dell’ONA e socio onorario. L’epidemia Covid ha impedito la cerimonia di consegna della tessera onoraria.

    Nel corso della quarta puntata di ONA TV sono state affrontate le problematiche legate anche ai vaccini. Le nanoparticelle, le radiazioni, ed ogni altro rischio legato ai proiettili con uranio impoverito, sono state affrontate anche dal Dott. Pasquale Montilla.

    ONA News: Uranio impoverito

    Uranio impoverito e altri cancerogeni: Commissione parlamentare

    Uranio impoverito - commissione parlamentare
    Uranio impoverito

    Amianto, uranio impoverito, ma anche radon e altri cancerogeni sono stati presi in esame dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito istituita con delibera della Camera dei Deputati il 30 giugno 2015. La relazione finale, del 7 febbraio 2018, ha finalmente accertato il nesso causale tra l’esposizione all’uranio impoverito e ad altri metalli pesanti e alcune malattie.

    I primi casi di neoplasie risalgono all’ultimo periodo degli anni ’90, quando i primi soldati iniziarono ad ammalarsi dopo essere stati nei Balcani in diverse missioni di pace. La Commissione parlamentare d’inchiesta, infatti, ha sottolineato anche, purtroppo, un sistema per minimizzare i rischi ed eludere le responsabilità.

    “Sconvolgenti criticità in Italia e nelle missioni all’estero”

    “Nel settore primario della sicurezza e della salute sul lavoro – si legge nella relazione finale – la Commissione d’inchiesta, grazie alle penetranti metodologie investigative adottate, ha scoperto – dietro le rassicuranti dichiarazioni rese dai vertici dell’Amministrazione della Difesa e malgrado gli assordanti silenzi generalmente mantenuti dalle Autorità di Governo pur esplicitamente sollecitate – le sconvolgenti criticità che in Italia e nelle missioni all’estero hanno contribuito a seminare morti e malattie tra i lavoratori militari del nostro Paese”.

    “Due anni – si legge in un altro stralcio della relazione finale – sono durate le sistematiche ed approfondite indagini da parte della Commissione d’inchiesta. Questi due anni di investigazioni a tutto campo sono valsi a riannodare in una trama unitaria i diversi fili scoperti, e, in particolare, hanno consentito di fare finalmente piena luce sugli otto meccanismi procedurali e organizzativi che oggettivamente convergono nel produrre il duplice effetto di offuscare i rischi incombenti su militari e cittadini e nel contempo di arginare le responsabilità dei reali detentori del potere”.

    Relazione della Commissione parlamentare Uranio Impoverito

    Anche l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, è stato audito dalla Commissione parlamentare, il 06.12.2017. L’avvocato ha espresso apprezzamenti nei confronti dei lavori e prestato la sua esperienza, in particolare sul fenomeno amianto, ma anche per quanto riguarda l’uranio impoverito e le vittime del dovere.

    Il presidente Ona ha, in quella sede, confermato i dati epidemiologici riportati nella relazione del 19/07/2017. Ha quindi chiesto l’immediata bonifica dell’amianto ancora presente nelle navi e nelle installazioni a terra della Marina Militare, nelle altre Forze Armate e nel comparto sicurezza.

    Allarmanti sono i dati epidemiologici, soprattutto in riferimento ai casi di patologie asbesto correlate.

    Difatti, rispetto ai 126 casi di mesotelioma, quelli censiti sia dalla commissione che dall’Osservatorio Nazionale Amianto, erano almeno 570. Con un’incidenza non inferiore a 2.000 casi, tenendo presenti tutte le patologie asbesto correlate

    Quali sono le patologie da cui difendersi?

    Quando parliamo di malattie asbesto correlate si fa riferimento a mesotelioma, tumore al polmone e altri tumori del tratto gastro intestinale.

    Inoltre, vi sono: asbestosi, ispessimenti pleurici e placche pleuriche, identificate come patologie infiammatorie da amianto.

    In quella sede, l’avvocato Bonanni ha anche stigmatizzato l’estrema lentezza della macchina burocratico amministrativa nell’istruttoria delle domande di riconoscimento di causa di servizio e di vittima del dovere.

    Inoltre, il Presidente ONA aveva sottolineato il fatto che la sorveglianza sanitaria non fosse stata ancora istituita in modo incisivo. Anche alla luce dell’epidemia di patologie asbesto correlate.

    Le conclusioni riportate nella relazione dello scorso luglio della Commissione Uranio Impoverito’ erano state quindi condivise. Dopodiché era stato apprezzato anche l’impegno dell’On.le Paola Boldrini, vicepresidente della Commissione d’Inchiesta ‘Uranio Impoverito’.

    Le conclusioni della commissione uranio impoverito gettano un’ombra ancora più funesta sull’operato delle Forze Armate in materia di tutela della salute e dell’incolumità del personale civile e militare.

    Commissione parlamentare Uranio Impoverito: rischi militari

    Nella relazione finale la commissione parlamentare che ha indagato sull’uranio impoverito e sull’amianto, ha concluso che solo per l’esposizione ad asbesto sono deceduti o si sono ammalati 1.101 militari nella sola Marina Militare.

    Va giù pesante la commissione parlamentare d’inchiesta. Mentre le Forze Armate replicano alle accuse di “negazionismo” e alla “strategia di sistematica sottostima”. Successivamente vengono negati anche il numero di decessi tra gli appartenenti alle Forze Armate.

    Invece, quelli registrati nella relazione finale della Commissione d’inchiesta (legati anche alla somministrazione dei vaccini), sono tanti: 236 ammalati e 97 deceduti per leucemia; 27 ammalati e 3 morti per tumori del sistema linfatico. E ancora 846 ammalati e 91 deeduti per linfomi, 22 ammalati e 3 morti per neoplasie del sangue. Infine 118 ammalati e 21 deceduti per neoplasie dei tessuti molli. In totale 215 vittime.

    L’On.le Giampiero Scanu (PD) ha inoltrato gli atti della commissione alla Procura di Roma.

    Nel frattempo l’impegno dell’Osservatorio nazionale amianto prosegue sia in sede penale che in sede civile. L’associazione lotta anche di fronte alla Magistratura del Lavoro nei molteplici procedimenti in corso. Procedimenti finalizzati a ottenere la tutela delle vittime dell’amianto e dell’uranio impoverito.

    Aggiornamento danni uranio impoverito 2021

    L’Ona ha dato vita all’Osservatorio vittime del dovere che ha la finalità di agire in sinergia per la tutela giuridica. Si assicura in questo modo la tutela legale delle vittime e dei superstiti.

    Le vittime subiscono, infatti, un danno biologico e quindi hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio. Così come pure al riconoscimento dello status di vittima del dovere. Queste prestazioni previdenziali, tuttavia, non esauriscono i diritti delle vittime.

    Sussiste a carico del datore di lavoro, in questi casi il ministero della Difesa, l’obbligo di risarcire tutti i danni. Il risarcimento deve essere integrale. In caso di decesso le somme sono liquidate agli eredi. Inoltre, i superstiti hanno diritto anche al risarcimento del danno iure proprio.

    I servizi di assistenza e tutela dell’ONA

    L’Osservatorio nazionale amianto attraverso il servizio di assistenza medica e assistenza legale tutela i lavoratori esposti per ottenere il riconoscimento di vittima del dovere. Con maggiore attenzione alla problematica uranio impoverito.

    Appuntamento ONA il 10 febbraio a Soliera

    Convegno Provinciale ONA
    Convegno Provinciale ONA

    L’ONA scrive al Sindaco di Soliera per l’emergenza amianto.

    Amianto nell’acqua potabile, prevenzione primaria e risarcimento delle vittime: se ne discuterà nella città di Soliera (MO), sabato 10.02.2018, alle ore 15:00, presso il Teatro-Cinema Italia.

    L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto dichiara: “Abbiamo preso atto che il Sig. Sindaco della città ha ammonito tutti ad evitare ‘strumentalizzazioni’: intendiamo rassicurare il Sig. Sindaco che l’Osservatorio Nazionale Amianto ha tra le sue finalità quelle di tutelare la salute e l’ambiente, rispetto al rischio amianto, per il fatto che, contrariamente a quanto sostenuto dall’amministrazione comunale.

    Il fatto che ci siano le elezioni non impedisce la celebrazione di un incontro/convegno di un’associazione, quale l’Osservatorio Nazionale Amianto, apartitica e apolitica, estranea a qualsiasi diatriba e faziosità.

    Non abbiamo mai fatto politica e non intendiamo fare politica, e anzi, spero e mi auguro, che il Sig. Sindaco voglia accettare l’invito che, ancora oggi, gli ho rinnovato a partecipare in qualità di relatore a questo importante convegno”.

    Il convegno si propone di sensibilizzare la cittadinanza sul rischio cancerogeno dell’amianto e fa parte di un ciclo di workshop organizzati in tutta Italia, l’ultimo dei quali si è svolto in Sicilia, per indurre ad una presa di coscienza della necessità di attuare le bonifiche favorite dagli incentivi messi a disposizione dal Comune, mediante la divulgazione dei dati relativi all’incidenza del rischio in possesso di ONA.

    Saranno presenti all’incontro:

    • Avv. Ezio Bonanni, avvocato cassazionista e presidente Osservatorio Nazionale Amianto;
    • Prof. Giovanni Brandi, università di Bologna, oncologo Policlinico S. Orsola, Bologna.

    Moderatore, Andrea Rossi, Coordinatore ONA Onlus Carpi.

    Per maggiori informazioni: onacarpi@gmail.com

    Oppure basta consultare la pagina del sito istituzionale dedicata allo Sportello Amianto ONA Online e contattare il numero verde gratuito 800 034 294.

    Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare!

    Vaccini: scegliere con coscienza

    Vaccini
    Vaccini

    Vi invitiamo a Roma, domenica 25 febbraio 2018 dalle 15.30 alle 20:00, c/o Hotel Portamaggiore in Piazza di Porta Maggiore, 25, alla conferenza dal tema:

    Vaccini: scegliere con coscienza

    Una serata di informazione e consapevolezza, aperta a tutti, dedicata al tema dei vaccini e della libertà di scelta in ambito terapeutico.

    Relatori:

    Dario Miedico
    medico legale a nome di Medicina Democratica – Movimento di Lotta per la Salute

    Ezio Bonanni
    Presidente O.N.A. (Osservatorio Nazionale Amianto)

    Lorenzo Motta
    ex militare

    Alessandra Bocchi
    presidente Associazione Libera Scelta

    Tiziana Beraudi
    legale di Torino

    Per informazioni: Silvia Sando – riplazioroma@gmail.com – 3294940076