14.4 C
Rome
sabato, Maggio 2, 2026
Home Blog Page 502

Amianto: cos’è, cosa provoca e come si bonifica

Bonifica amianto - confinamento
Bonifica amianto

Le fibre di amianto, inalate e ingerite, provocano danni alla salute umana. È, quindi, necessaria la bonifica dell’amianto per evitare l’esposizione e prevenire le malattie che provoca.

Che cos’è l’amianto? Etimologia e definizione

Il termine amianto, dal greco ἀμίαντος, significa inattaccabile, incorruttibile, mentre il sinonimo asbesto, dal greco ἄσβεστος, vuol dire “che non brucia” e inestinguibile. Con questo termine vengono indicati quei minerali formati da silicato di magnesio, calcio e ferro che vengono estratti da cave e miniere. Questi hanno struttura fibrosa e capacità di suddividersi longitudinalmente in fibre sempre più sottili.

Le caratteristiche e gli usi dell’amianto

La duttilità, i bassi costi di produzione e la capacità ignifuga di resistenza alle temperature elevate, alla trazione e all’usura, hanno fatto la fortuna dell’amianto. Il minerale è stato utilizzato in edilizia, nei mezzi di trasporto (navi, aerei, automobili, carrozze ferroviarie, etc.). Così come nell’industria siderurgica, meccanica, etc., e perfino quale tessuto per indumenti e tute da lavoro, in circa 3.000 prodotti.

Le proprietà dei minerali di amianto si possono così riassumere:

Proprietà dei minerali di amianto

Le fibre e le polveri di amianto liberatesi durante l’estrazione e la lavorazione hanno determinato la contaminazione di ambienti  lavorativi e di vita.

L’uso dell’amianto in Italia e l’epidemia di malattie

L’Italia, fino alla fine degli anni ’80, è stata il maggiore produttore europeo di amianto dopo l’Unione Sovietica, e nel periodo dal 1945 fino al 1992, sono state lavorate 3.748.550 tonnellate di amianto.

Soltanto con la Legge 257/1992 (Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto) c’è stata la messa al bando di questo minerale, senza che ci fosse uno specifico obbligo di bonifica dell’amianto posto in opera, che a tutt’oggi è presente in 40 milioni di tonnellate.

Infatti, sono state bonificate soltanto 500.000 tonnellate di amianto e di materiali che lo contengono e ancora a tutt’oggi la fibra killer è presente in un milione di micrositi, in più di 50.000 siti, in tutto il territorio italiano.

Strage di malattie asbesto correlate

In Italia risultano censiti dal Registro Mesoteliomi n. 21.463 casi di mesotelioma fino al 2012.

Il mesotelioma è la punta dell’iceberg perché l’amianto provoca molte altre malattie.

LOsservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus, di cui l’Avv. Ezio Bonanni è presidente, attraverso la piattaforma digitale (ONA Guardia Nazionale Amianto) attraverso il quale possono essere segnalati i casi di mesotelioma, cancro al polmone, alla laringe, alla faringe, alle ovaie, al colon-retto e agli altri organi, e i casi di asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, ciò anche al fine di poter integrare le tabelle INAIL, le quali inizialmente contenevano solo l’asbestosi (Legge 455/1943).

L’Osservatorio Nazionale Amianto, solo per il 2016, ha censito 1.900 casi di mesotelioma, che hanno cagionato la morte di 1.800 persone.

Tenendo conto che i decessi per cancro al polmone da amianto son almeno il doppio e che purtroppo ci sono anche 600 decessi l’anno per mesotelioma, la stima dell’Avv. Ezio Bonanni di circa 6.000 decessi ogni anno trova conferma (fonte: II Rapporto Mesoteliomi ONA Onlus).

Il picco delle malattie amianto correlate si registrerà nel 2025. L’unico strumento per poter evitare nuove esposizioni e quindi le future patologie e i futuri decessi è la bonifica.

Amianto: come fa a provocare le patologie

Le polveri e fibre di amianto si liberano nell’aria e sono facilmente inalabili.

Ciò si verifica in particolare nel corso della lavorazioni e per qualsiasi sollecitazione (manipolazione, vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni, etc.). La pericolosità dell’amianto dipende dal tipo e sopratutto dalla matrice e cioè dalla capacità di rilascio di fibre.

L’amianto friabile è particolarmente pericoloso perché è destinato a ridursi allo stato pulverulento. Le fibre di amianto, una volta respirate o ingerite con l’acqua, si accumulano rispettivamente nei bronchi, negli alveoli polmonari e nell’apparato gastrointestinale.

Le fibre di amianto provocano prima di tutto dei fenomeni fibrogeni e poi l’avvio del processo cancerogeno, fino a provocare mesotelioma pleurico, peritoneale, pericardico, alla tunica vaginale del testicolo e ai polmoni e varie forme di cancro gastrointestinale, della laringe e delle ovaie, con un rischio proporzionale all’entità dell’esposizione per intensità e durata.

Non esiste una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla, per cui anche esposizioni ad amianto relativamente basse possono provocare l’insorgenza di mesotelioma e altre patologie amianto correlate, anche dopo decenni.

Quali sono le patologie asbesto correlate

L’asbestosi è provocata dall’amianto e consiste nella degenerazione del tessuto polmonare con cicatrice fibrose che ostacolano la respirazione, fino a provocare l’arresto cardiocircolatorio (per saperne di più, consulta la voce Assistenza e Cura dell’Asbestosi e Tutela Legale)

Il mesotelioma (per saperne di più consulta la voce Ricerca e Cura del Mesotelioma) è la classica forma di cancro provocata esclusivamente dall’amianto e si manifesta anche dopo 20, 30, 40 anni con poche chance di sopravvivenza.

Il cancro al polmone è una malattia multifattoriale, provocata dall’amianto (per saperne di più consulta la pagina Assistenza e Cura del Tumore Polmonare e Tutela Legale).

I diversi agenti cancerogeni agiscono in sinergia con l’amianto e ne potenziano gli effetti, così il fumo di sigaretta, il benzene e le altre sostanze che lo provocano, con tempi di latenza che possono andare dai 15 ai 25 anni.

L’amianto provoca anche cancro alla laringe, alla faringe e all’ovaio, e allo stato attuale delle conoscenze anche i tumori del tratto digerente – faringe, stomaco e colon.

Ciò è statoi con fermato anche dall’ International Agency for Research on Cancer – IARC, agenzia dell’OMS, nella sua ultima monografia in materia di amianto.

World Health Organization IARC monographs on the evaluation of carcinogenic risks to humans – Vol. 100C “arsenic, metals, fibres, and dusts volume 100 C – A review of human carcinogens” ASBESTOS – Lyon, France – 2012:

There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum”).

L’amianto e le norme sulla bonifica

Soltanto con la Legge 257/1992 è stato imposto il divieto di estrazione, lavorazione e commercializzazione dell’amianto, con l’obiettivo di limitarne l’uso, con una normativa sulla bonifica perlomeno carente e sicuramente inefficace.

La Legge 257/92 è stata accompagnata da alcuni decreti e circolari applicative che non hanno raggiunto lo scopo di gestire l’emergenza amianto e di prevenire l’insorgenza di patologie asbesto correlate.

Con la L. 271/1993, è stata integrata la normativa in materia di benefici contributivi e prepensionamento in favore dei lavoratori esposti ad amianto (art. 13 commi 7 e 8 L. 257/92).

Con il Decreto 20/2009, sono state adottate le normative e le metodiche per la bonifica e per lo smaltimento dell’amianto.

L’art. 4 della Legge 257/1992 ha previsto l’istituzione della Commissione nazionale amianto, insediata presso il Ministero della Salute e incaricata di svolgere attività di ricerca sul trattamento dell’amianto in fase di bonifica e di redigere documenti-guida sulla valutazione, il contenimento e l’eliminazione di materiali contenenti asbesto.

Sono ancora 2 miliardi i metri cubi di coperture in Eternit in Italia e 40 milioni di tonnellate di materiali che lo contengono: ciò vuol dire che è indispensabile una nuova normativa, in particolare quella che prevede anche delle agevolazioni fiscali e un credito d’imposta per coloro che bonifica l’amianto.

L’Avv. Ezio Bonanni – Consulenza Legale: contattare lo studio legale dell’Avv. Ezio Bonanni al n. 0773/663593, per chiedere di fissare un appuntamento presso il suo studio di Roma o di Latina, oppure per una consulenza scritta. Per maggiori informazioni consulta il sito istituzionale www.eziobonanni.com.

Amianto asilo nido Anatroccolo: l’ONA ottiene la bonifica

amianto asilo nido anatroccolo
Amianto scuola Roma

Le fibre di amianto contaminano anche gli asili nido, come amianto asilo nido Anatroccolo. Infatti, all’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto sono arrivate molte segnalazioni di inquinamento eternit degli asili nido. Per questi motivi, l’Avv. Ezio Bonanni ha intensificato le attività dell’ONA per la bonifica di tutte le scuole.

Ci sono, in Italia, ancora 2.400 scuole con amianto. Infatti, tra le varie emergenze legate all’eternit,  vi è anche quella dell’amianto nelle scuole. A tale emergenza, ha fatto riferimento l’Avv. Ezio Bonanni in Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed.2022“.

Per le segnalazioni amianto asilo nido e per chiedere alla ASL e alle autorità l’intervento, ci si può rivolgere all’ONA. L’associazione fornisce anche l’assistenza legale e l’assistenza medica

Consulenza amianto asilo nido anatroccolo

Indice

Tempo di lettura: 5 minuti

Asilo nido: che cos’è e a che cosa serve

L’asilo nido è un servizio socio educativo, che si occupa di favorire la crescita dei bambini più piccoli. Si tratta, infatti, della fascia più verde della popolazione. Il loro sistema immunitario non è ancora del tutto formato. I minerali di amianto hanno, poi, un’interazione per tutto il corso della vita.

Quindi, il rischio nei bambini è più elevato e va assolutamente evitata ogni forma di esposizione alla fibra killer. Questo si richiede anche per gli adulti, come si evince dalla revisione del Consensus Report di Helsinki del 2014. L’asilo nido dovrebbe offrire quegli stimoli e quelle opportunità che permettono la costruzione di una specifica identità, con l’interazione con i bambini e gli adulti.

Ecco perché l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni si battono per la bonifica degli asili nido.

L’uso di materiali di amianto nell’asilo nido

L’amianto e i materiali contenenti amianto sono stati utilizzati anche negli asili nido, come, peraltro, già denunciato dall’ONA. Per tali motivi, nel VI Rapporto Mesoteliomi sono stati censiti, al 2015, 91 casi di mesotelioma. Questa patologia ha colpito docenti e non docenti. Mancano, invece, le stime sugli scolari. I dati aggiornati sono disponibili nel VII Rapporto ReNaM. Sono ben 121 i casi di mesotelioma tra insegnanti, operatori scolastici, e tecnici di laboratorio.

Per questi motivi, l’ONA si è impegnata nella prevenzione primaria, che è quella più importante e che si materializza con la bonifica. Le tecniche di bonifica comprendono vari sistemi, dall’incapsulamento al confinamento fino allo smaltimento. Quest’ultima forma di bonifica è la più efficace e, quindi, è quella più richiesta, anche se ci sono delle criticità legate alla scarsità delle discariche. 

Per incentivare la segnalazione da parte dei cittadini dei siti contaminati e agevolare la bonifica del territorio l’ONA ha istituito anche l’App Amianto.

L’asilo nido Anatroccolo e la sua bonifica

La scoperta dell’asbesto nell’asilo è avvenuta durante lo svolgimento di alcuni lavori di manutenzione interni e di riqualificazione delle aree verdi, effettuati dai genitori stessi.

I genitori volevano solo contribuire a ripulire il giardino dell’asilo nido dove i loro bambini passano intere mattinate a giocare e correre spensierati. Mai avrebbero immaginato che affiorasse dal terreno dell’amianto.

Sono passati 6 mesi dalla chiusura dell’asilo Anatroccolo

Veramente un’inquietante sorpresa quella di ritrovare, a pochi centimetri da terra, dei frammenti rocciosi rivelatesi poi del materiale contenente amianto”, gridano a gran voce le mamme dei bambini che frequentano l’asilo nido in questione, “Perché nessuno prima si è mai accorto della presenza di questo materiale?”.

Moltissime le comunicazioni inviate alle autorità da queste “mamme coraggio”, che adesso vedono i loro bambini divisi in due strutture diverse e in entrambe le sistemazioni i locali sono miracolosamente ricavati grazie all’impegno delle educatrici, della funzionaria responsabile dell’Anatroccolo e grazie alla disponibilità del personale delle scuole accoglienti. Tutte le richieste sono ad oggi ancora inascoltate e hanno portato le stesse mamme a manifestare pacificamente lo scorso 2 novembre. La scuola, comunque, attualmente risulta ancora chiusa.

Ritengo necessario che ci sia maggiore attenzione da parte delle autorità comunali e della provincia metropolitana di Roma sul problema amianto nelle scuole, in particolare negli asili. Mi piange il cuore nel sentire che le mamme dell’asilo nido, L’anatroccolo, e di tante altre siano rimaste prive di un punto di riferimento istituzionale e soprattutto abbiamo dovuto scoprire solo per caso che nel giardino dell’asilo frequentato dai loro figli ci fosse amianto”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amianto.

Riunione straordinaria del Consiglio presso il municipio VI

L’Osservatorio Nazionale Amianto questa mattina sarà presente alla riunione straordinaria del consiglio che vede, come unico punto all’ordine del giorno l’amianto ritrovato presso l’asilo nido L’Anatroccolo.

Aggiornamento rischio amianto nelle scuole

amianto asilo nido anatroccoloGrazie all’impegno del Ministro dell’Ambiente, Gen. Sergio Costa, si è iniziato ad affrontare il problema amianto nelle scuole. Quello della presenza dell’amianto nell’asilo nido, tra cui l’Anatroccolo di Roma, è un problema ancora attuale. L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni sono riusciti ad ottenere la bonificazione del sito.

Anche ONA TV si è occupata del problema amianto nelle scuole. Nel notiziario amianto news e nelle amianto news rientra anche il problema amianto nelle scuole.

Sono ancora molte le scuole in Italia contaminate dall’amianto anche nel 2023. 2292 sono gli istituti ancora non bonificati. Ciò vuol dire che gli studenti esposti sono 356.900, ai quali si devono aggiungere circa 50mila persone tra personale docente e non docente. Questi vengono a contatto quotidianamente con l’amianto spruzzato nelle palestre, pannellature in amianto, coibentazioni di tubazioni. Inoltre, cartoni e tessuti di amianto potevano essere utilizzati nei laboratori tecnici e artigianali.

Inizio della bonifica nelle scuole di Roma

A Roma l’amministrazione ha predisposto 10 milioni di euro per attuare il Piano di rimozione dell’amianto che coinvolgerà 111 Istituti superiori della Città metropolitana. Essi saranno:

  • 48 scuole del quadrante nord del territorio metropolitano;
  • 41 del quadrante sud;
  • 22 del quadrante est;
  • 77 nel territorio comunale di Roma.

Parere legale gratuito tutela vittime amianto asilo nido

Tutti i bambini esposti ad amianto negli asili nido subiscono dei danni alla salute. Infatti, le fibre di amianto sono cancerogene, come chiarito dallo IARC.

Per questo motivo c’è il diritto al risarcimento del danno, che deve essere calcolato sulla base di specifici parametri definiti dalle tabelle del Tribunale di Milano.

In più, per il personale docente e non docente si possono richiedere i benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di malattia asbesto correlata c’è anche il diritto alla pensione amianto.

Amianto asilo nido Anatroccolo: consulenza gratuita

Per richiedere una consulenza gratuita legale o medica occorre chiamare il numero verde oppure chiedere un parere scritto attraverso il form.

Numero ONA amianto asilo nido anatroccolo
Whatsapp ONA

    ThyssenKrupp di Terni, ONA: benefici amianto per i lavoratori

    ThyssenKrupp Terni, ona
    ThyssenKrupp Terni

    Raccolto voluminoso dossier sui rischi amianto nello stabilimento

    Domani, venerdì 17 novembre 2017, alle ore 11.00, la delegazione FISMIC composta dal Dott. Ing. Massimo Pennesi, vice coordinatore ONA Umbria, dal Dott. Giovacchino Olimpieri, Segretario provinciale FISMIC e il Dott. Marco Bruni, Coordinatore Provinciale FISMIC, come da accordi incontrerà la segreteria generale del Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Bobba. Per chiedere il riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione ad amianto per i lavoratori della ThyssenKrupp di Terni.

    L’Osservatorio Nazionale Amianto, fin dal 2008, ha posto il problema della necessità di risolvere l’ingiustificata discriminazione in ordine all’applicazione delle norme sui benefici amianto ai fini del prepensionamento in danno dei lavoratori umbri, tra i quali coloro che hanno lavorato in esposizione ad amianto nello stabilimento Thyssenkrupp di Terni.

    È sufficiente tener presente che, mentre per lo stabilimento Thyssenkrupp di Torino i benefici amianto sono riconosciuti fino al 02.10.2003, per quello di Terni solo in seguito ad azioni giudiziarie i benefici sono riconosciuti fino al 31.12.1992.

    LAvv. Ezio Bonanni, anche in qualità di presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto oltre che di legale di molti dei lavoratori esposti ad amianto cui erano stati negati i benefici, ha raccolto un voluminoso dossier da cui si attinge la prova inconfutabile che i materiali di amianto sono stati presenti nello stabilimento fino ai tempi più recenti, ragione per cui i benefici amianto debbono essere riconosciuti quantomeno fino al 02.10.2003, con conseguente prepensionamento di tutti i lavoratori

    Dichiarazione Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA

    «L’Osservatorio Nazionale Amianto prosegue il suo impegno nella Regione Umbria affinché tutti i lavoratori esposti e vittime dell’amianto possano ottenere il riconoscimento dei benefici fino al 02.10.2003 e quindi essere collocati in prepensionamento. Per tale motivo, auspichiamo che finalmente il Ministro del Lavoro possa integrare l’atto di indirizzo già a suo tempo emesso per la Thyssenkrupp di Torino. In modo che l’INAIL e l’INPS siano depotenziati nella misura in cui intendano negare l’evidenza dei fatti. Cioè l’esposizione dei lavoratori in Thyssenkrupp di Terni, quantomeno fino al 02.10.2003»

    Ex Buffetti Roma: si da il via alla bonifica amianto

    Ex Buffetti Amianto
    Ex Buffetti Amianto

    Ex Tipografia Buffetti. Roma, Quartiere Magliana, Via di Villa Bonelli. La fabbrica della morte per la presenza dell’amianto è in attesa di bonifica. Alla sua chiusura, ne erano sopravvissuti i ruderi costituiti da un enorme capannone, che cadeva e cade a pezzi, con due incendi recenti (22.05.2017 e 11.08.2017).

    Il Comitato ONA Esposti Amianto ex Buffetti ha ottenuto dal Tribunale di Roma l’accertamento della condizione di rischio, così come richiesto dall’Avv. Ezio Bonanni. Soltanto ora, a distanza di diversi anni dalla chiusura, c’è il via libera del Sindaco Raggi alla bonifica amianto.

    Plaude l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto: “Finalmente è stata accolta la nostra richiesta di bonificare i materiali di amianto presenti nello stabilimento ex Buffetti di Magliana in Roma. Quel territorio vede la presenza anche di altri siti con amianto.

    È necessario un programma di messa in sicurezza, rispetto al rischio amianto. L’Osservatorio Nazionale Amianto che ha ottenuto diverse sentenze di prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto nel sito ex Buffetti, chiede che ora coloro che non hanno ancora ottenuto il prepensionamento ricevano l’accredito delle maggiorazioni contributive, utili anche per aumentare i ratei pensionistici, oltre che per il prepensionamento.

    Il percorso è ancora arduo nella città di Roma, perché ci sono ancora scuole, ospedali, edifici pubblici e siti con amianto, che debbono essere bonificati e messi in sicurezza al più presto”.

    L’amianto fu utilizzato nello stabilimento ex Buffetti, nei reparti: Litografia, Allestimento, Fotoincisione, Magazzino e Uffici, oltre che nelle coperture. È molto noto anche l’utilizzo del minerale nell’attività di stamperia come patina sulla carta, in modo da evitare che prenda fuoco. Ma non solo: proprio accanto al muro dell’edificio vi è una farmacia, alcune attività commerciali e non molto distante una scuola.

    Continua l’impegno dell’ONA contro l’amianto a Roma

    L’Osservatorio Nazionale Amianto ha la sua sede principale nella città di Roma (Via Crescenzio n. 2, Sc. B, int. 3). Sono ormai 9 anni che costituisce il punto di riferimento di tutti i cittadini della Capitale alle prese con il problema amianto. Problema che, purtroppo, riguarda, prima di tutto, le scuole, gli asili nido, e istituti superiori.

    Per non parlare di ospedali e installazioni militari (si pensi alla ex Caserma del Trullo), fino a stabilimenti industriali nel cuore della città (si pensi al quartiere della Magliana, entro il Raccordo Anulare, oppure ai quartieri del Tiburtino e del Casilino, etc.).

    Polveri e fibre di amianto che si aerodisperdono nell’ambiente, e vengono inalate da ignari lavoratori e cittadini, studenti e insegnanti, militari e civili, che purtroppo svilupperanno cancro e mesoteliomi, tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari), con un inaccettabile prezzo di vite umane, e peso sociale e di bilancio (si pensi alle spese sanitarie e di previdenza e assistenza sociale).

    Necessari i controlli sanitari e il risarcimento dei danni

    Lo scorso 6 novembre 2017, l’Osservatorio Nazionale Amianto, con l’Avv. Ezio Bonanni e con l’esperto fiscalista Dott. Nicola Forte, hanno presentato la proposta di legge, per concedere un credito di imposta a coloro che bonificano amianto e per coloro che effettuano delle donazioni liberali per la bonifica delle scuole e degli ospedali.

    È necessario però che lavoratori e cittadini esposti all’amianto siano sottoposti a controlli sanitari periodici, e coloro che si ammalino di patologie legate all’amianto vengano risarciti e indennizzati.

    Il servizio di assistenza medica e legale

    L’Osservatorio Nazionale Amianto denuncia la presenza di amianto e suggerisce come affrontare e risolvere il problema amianto.  L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste tutti coloro che hanno subito danni per esposizione ad amianto ed altri cancerogeni.

    Grazie all’assistenza dell’ONA e dell’Avv Ezio Bonanni è possibile ottenere la tutela dei diritti. Le vittime hanno diritto al risarcimento del danno, oltre che alle prestazioni di vittima del dovere.

    Scuola: via alla corsa per il bando

    Scuole e Amianto
    Scuole e Amianto

    Come riportato nel sito online Edilportale, entra nel vivo l’operazione PON Scuola, che finanzia con 350 milioni di euro gli interventi di messa in sicurezza e riqualificazione degli edifici scolastici in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

    Gli Enti locali che partecipano all’iniziativa possono accreditarsi sul sito web del Miur seguendo le istruzioni contenute nel manuale diffuso dopo la pubblicazione del bando. Una volta ottenuto l’accreditamento, le domande potranno essere presentate dalle ore 10.00 del 18 ottobre alle 15.00 del 30 novembre 2017.

    PON Scuola, gli interventi finanziabili con 350 milioni di euro

    Obiettivo degli interventi deve essere il miglioramento della sicurezza e della fruibilità degli ambienti in modo da aumentare la propensione dei giovani a permanere nei contesti formativi.

    Sono ammessi al finanziamento gli interventi di adeguamento e miglioramento sismico, adeguamento impiantistico e messa in sicurezza finalizzati all’ottenimento dell’agibilità degli edifici, bonifica, smaltimento amianto o e da altri cancerogeni, accessibilità e superamento delle barriere architettoniche, efficientamento energetico, ammodernamento degli spazi per la didattica e per lo svolgimento di servizi accessori (mensa, palestre, aree verdi).

    Nell’attribuzione dei punteggi saranno valutati positivamente gli interventi subito cantierabili, per i quali è disponibile il progetto esecutivo, la disponibilità dell’Ente al cofinanziamento degli interventi, la presenza di un contesto urbano da riqualificare, l’attenzione agli spazi verdi, l’esistenza di una valutazione preliminare del rischio sismico e la previsione di interventi di adeguamento sismico.

    PON Scuola, la ripartizione delle risorse

    Ricordiamo che è stata definita la ripartizione delle risorse disponibili. La quota maggiore se l’è aggiudicata la Sicilia (115,220 milioni di euro), seguita da Campania (101,815 milioni), Puglia (62,755 milioni), Calabria (53,655 milioni) e Basilicata (16,555 milioni).

    Dipartimento Osservatorio Nazionale Amianto “Scuole e Università”

    L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto – ONA Onlus ha stimato che in Italia ci siano circa 2.400 scuole con materiali contenenti amianto, con conseguente rischio espositivo di circa 350.000 studenti e 50.000 del personale docente e non docente.

    L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto – ONA Onlus rende la sua disponibilità ad assistere tutti quei cittadini che volessero segnalare la presenza di materiali in amianto nei plessi scolastici.

    Segnala all’Osservatorio la presenza di amianto nelle scuole inviando una e-mail all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com .

    Se vuoi segnalarlo alle competenti Autorità, accedi gratuitamente al modello, che potrai compilare e spedire.