ONA: necessaria mappatura e bonifica
Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria a 2 anni di distanza dal varo della piattaforma regionale tornano a chiedere con forza interventi. Il tutto al fine di monitorare adeguatamente la situazione di allarme, per poi procedere ad una bonifica. Ciò potrebbe anche rappresentare una grande occasione per creare lavoro di qualità.
Richieste che trovano pieno accoglimento anche da parte dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, e del Coordinatore Regionale Umbria esperto in criminologia clinica, Dott. Niccolò Francesconi, che colgono l’occasione per ribadire la necessità di dar vita ad una Commissione che garantisca una costante mappatura sulla presenza di amianto in tutta la Regione Umbria, affinché si giunga alla totale bonifica dei siti a rischio. Più volte l’ONA è scesa in campo proprio per richiedere una bonifica completa dell’amianto ancora presente in molti punti del territorio, con l’intento di neutralizzare e porre fine all’allarme amianto.
“Sono circa 10 anni che sollecitiamo la bonifica dei luoghi di vita e di lavoro per rimuovere l’amianto ancora presente, solo così si eviterebbero tutte le esposizioni e, di conseguenza, le malattie asbesto correlate, molte delle quali, ricordiamo, insorgono anche con esposizioni molto basse. In questo modo sarebbe possibile salvare vite umane, evitare nuove malattie, lutti e tragedie e risolvere un problema che è prima di tutto sociale, poi sanitario e giudiziario”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni.
L’ONA chiede un censimento.
La richiesta più importante è proprio quella del censimento visto che i dati dell’allarme, a oggi, risultano non aggiornati e quasi sicuramente sottostimati. Ricordando che non esiste una soglia al di sotto della quale il rischio per la salute si annulla, tra gli obiettivi principali dell’Associazione vi è quello della prevenzione primaria, che si realizza con la diffusione della cultura del rischio zero, esteso a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni, oltre che all’amianto, che è un killer silenzioso che non lascia scampo.
Riguardo la presenza di amianto in Umbria non bisogna più aspettare ma intervenire in maniera chiara e decisa, non solo per i prepensionamenti ma anche per eliminare in modo definitivo la sostanza di questo materiale killer e l’allarme che genera nella popolazione. Riguardo questo non ci devono essere aziende di serie A e B, per questo si invita a unire le forze per la mappatura completa e l’inizio verso le bonifiche.