17.3 C
Rome
sabato, Maggio 2, 2026
Home Blog Page 495

Bonifica amianto, 6 milioni edifici pubblici

Bandi bonifica amianto, graduatoria
Bandi bonifica amianto

Le domande saranno aperte dal 30 gennaio al 30 aprile 2018.

È stato pubblicato il bando 2017 (che stanzia le risorse previste dal DM 21 settembre 2016) per la progettazione degli interventi di bonifica amianto per gli edifici pubblici: le domande saranno aperte dal 30 gennaio al 30 aprile 2018 e il fondo è di 6 milioni. Finanzieranno la progettazione preliminare e definitiva degli interventi.

Il DM 21 settembre 2016 ha stanziato 17,5 milioni di euro, divisi su tre anni:

– 5,536 per il 2016 (già assegnati ai sensi del bando analogo pubblicato lo scorso anno),
– 6,018 milioni di euro per il 2017,
– 6,018 milioni di euro per il 2018.

Sarà data priorità alla bonifica degli edifici situati nelle vicinanze di scuole, asili, parchi gioco, ospedali e impianti sportivi.

Bonifica Amianto da edifici pubblici

Per presentare la domanda è necessario:

  • Registrarsi Gli Enti devono registrarsi sul portale del Ministero dell’Ambiente a partire dal 20 dicembre 2017 (oggi)
  • Inviare la documentazione tecnica
    gli Enti dovranno inserire la documentazione tecnica, dal 30 gennaio 2018 fino al 30 aprile 2018.

Relazione tecnica

Le richieste di finanziamento dovranno essere accompagnate da una relazione tecnica asseverata da professionista abilitato.

Il fondo è destinato alla progettazione preliminare e definitiva di interventi di rimozione e smaltimento dell’amianto, anche previo trattamento in impianti autorizzati. Ogni Ente potrà presentare solo uno richiesta di finanziamento per la progettazione di un singolo intervento che potrà riguardare uno o più edifici. In ogni caso, il limite complessivo ammonta a 15 mila euro.

Spese escluse dal finanziamento:

– le spese per la progettazione di interventi di ripristino, realizzazione di manufatti sostitutivi e la loro messa in opera;
–  le spese di acquisto di beni, mezzi e materiali sostitutivi e loro messa in opera;
– gli incarichi di progettazione preliminare e definitiva già conferiti al momento dell’ammissione al finanziamento;
– la progettazione di interventi realizzati prima della pubblicazione del bando o prima del ricevimento della comunicazione scritta di concessione del contributo richiesto.

In Italia ci sono ancora 32milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, cui si aggiungono altri 8milioni di tonnellate di amianto friabile(con un totale di 40 milioni di tonnellate di materiale con amianto) determina nuove esposizioni, e purtroppo, nel futuro, il perdurare della epidemia di patologie asbesto correlate.

I dipartimenti dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha costituito una serie di dipartimenti proprio per poter fornire delle consulenze gratuite.

Una nuova veste è stata assunta dal Dipartimento “Bonifica e Decontaminazione”, con tutte le informazioni generali su incentivi e bonus fiscali. E’ attraverso la bonifica e la  decontaminazione amianto e dagli altri cancerogeni e agenti tossico-nocivi che si tutelano ambiente e salute (art. 32 della Costituzione), evitando l’insorgere di neoplasie e altre patologie invalidanti e, in molti casi, purtroppo, mortali.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, per poter agevolare le bonifiche, ha elaborato una serie di iniziative, tra cui la mappatura con la collaborazione dei cittadini, con la Guardia Nazionale Amianto in modo che siano segnalati i siti contaminati; i bonus fiscali alle imprese e alle famiglie, senza limiti e con detrazione fiscale completa delle somme spese per la bonifica e decontaminazione dei luoghi di lavoro (per le imprese) e delle abitazioni (per i privati cittadini), come verrà illustrato nel proseguo e la stipula di convenzioni per ridurre le spese di bonifica e decontaminazione.

Rivolgiti all’Osservatorio Nazionale Amianto all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com per ricevere assistenza gratuita per la bonifica e decontaminazione e per un parere legale che verrà fornito dal pool di avvocati che collaborano con il Dipartimento Bonifica e Decontaminazione dell’amianto.

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Natale di morte in Sicilia. L’amianto continua ad uccidere

Fluoroedenite
Fluoroedenite

Sicilia: Biancavilla, la strage da fluoroedenite

Fluoroedenite
Fluoroedenite

La fluoroedenite, fibra asbestiforme, continua a mietere vittime.

Questa volta l’Osservatorio Nazionale Amianto porta alla luce il caso della sig.ra M.C., residente a Biancavilla, che assistita dall’Avv. Ezio Bonanni ha costituito in mora la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Salute e la Regione Sicilia.

L’Osservatorio Nazionale Amianto si augura che la Regione Sicilia mostri finalmente uno scatto di reni, dopo il torpore della precedente Giunta, cieca e sorda, ai problemi della città etnea, e alla strage per malattie asbesto correlate, causate dalla fluoroedenite della cava di Monte Calvario.

La Sig.ra M.C. ha contratto una grave patologia fibrotica che non ha altre origini se non l’esposizione alla fluoroedenite, ed è ora che ci sia una legge che prenda atto che le fibre di fluoroedenite, poiché asbestiformi, hanno gli stessi effetti dannosi per la salute degli altri minerali di amianto.

Questa lacuna va sanata.

Lo Stato, il Ministero della Salute, e la Regione Sicilia, non possono continuare a dormire, e la Sicilia, per lo Stato Italiano non deve essere una colonia. Quando ci fu la l’unità d’Italia le città etnee aderirono con slancio alla nuova idea di nazione, e dopo lo schiaffo di Bronte, questo di Biancavilla e la strage di fluoroedenite sono un’altra ferita che deve essere sanata”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Le dichiarazioni del Sig. Calogero Vicario

A questo punto, visto che Crocetta è stato cieco, sordo e muto rispetto al problema fluoroedenite e al problema amianto nell’Isola, è giusto agire con un’altra azione legale, richiesta a gran voce dalle popolazioni di Biancavilla, e in generale della Sicilia orientale, per cui confidiamo che ben presto lo Stato Italiano, il Ministero e la Regione Sicilia debbano essere trascinati in Tribunale. Confidiamo in un autorevole intervento del nuovo Presidente della Regione. L’ONA, in passato, ha già sollevato il problema della pericolosità e dei decessi causati da fluoroedenite, coinvolgendo anche il comitato tecnico scientifico. Adesso è arrivato il momento che qualcuno ci ascolti”, dichiara il Sig. Calogero Vicario, coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Amianto Sicilia.

Biancavilla, cosi come il triangolo della morte, rappresenta un’inqualificabile assenza dello Stato che da questa Sicilia ha un prelievo fiscale di almeno 35 miliardi di euro, senza alcun ritorno. E’ chiaro che bisogna verificare il perché di tutti questi decessi e si dovrebbe attivare seriamente il Centro di Augusta per monitorare, non solo i cittadini di Biancavilla, ma tutti i siciliani. Evitiamo che questa strage prosegua nel silenzio assordante delle forze politiche istituzionali”, dichiara l’On.le Pippo Gianni, estensore della legge sull’amianto e componente del comitato tecnico scientifico ONA.

L’Osservatorio Nazionale Amianto è a disposizione dei cittadini per fornire maggiori informazioni e/o offrire assistenza. E’ possibile contattare il Sig. Calogero Vicario, coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Amianto Sicilia, al numero 333/6678738 oppure inviare una mail all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com.

Dunque quali sono i numeri della strage?

Secondo l’ufficio di Igiene Pubblica del Comune di Adrano sono 53 i decessi tra il 2008 e il 2015 che si contano a Biancavilla per tumore alla pleura, membrana che riveste i polmoni.  Si tratta di un numero cinque volte maggiore rispetto alla media nazionale.

Il paese, in provincia di Catania, alle pendici dell’Etna è purtroppo associato al mesotelioma, tumore polmonare che ha colpito molti abitanti. L’incidenza di questo tumore nel centro etneo è superiore al resto della Sicilia.

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Processo Fibronit: rigettato ricorso del Procuratore

Corte di Cassazione
Corte di Cassazione

Corte di Cassazione, IV sezione penale. Pronunciata la sentenza di rigetto del ricorso del procuratore generale presso la Corte di Appello di Milano.

Inoltre, è confermata l’assoluzione per gli imputati, uno dei quali però era stato già condannato in via definitiva dalla Cassazione.

Circa 20 anni tra indagini preliminari e procedimento giudiziario nelle 3 fasi, e ora anche sui morti di Broni cala il sipario.

Processo Fibronit: tutti quanti assolti

Più di 1.000 decessi e decine di nuovi casi ogni anno e nessuna responsabilità penale. Questo perché la Corte di Cassazione oggi ha messo la parola fine, con l’assoluzione dei due imputati.

Gli imputati, Dal Pozzo Claudio e Boccini Giovanni, erano stati condannati in primo grado sia per le ipotesi di disastro che per gli omicidi colposi. Poi, in secondo grado, c’era stata la dichiarazione di prescrizione per il reato di disastro e l’assoluzione per l’ipotesi di omicidio “perché il fatto non costituisce reato”.

«Esprimo la mia incredulità per il giudizio della Cassazione, che ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale della Corte di Appello di Milano. Era ben articolato e motivato e peraltro sostenuto anche dal Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione.

Purtroppo a questo punto rimane soltanto la via del giudizio civile. Solo che la società Fibronit è fallita da tempo e quindi l’unico risarcimento che le vittime potranno avere sarà quello dell’INAIL. Anche attraverso il Fondo Vittime Amianto, che però non è stato adeguatamente finanziato.

Il nostro impegno prosegue comunque in tutte gli altri procedimenti che riguardano altri deceduti tra il personale dipendente Fibronit e dei famigliari e di coloro che hanno abitato nei dintorni dello stabilimento Fibronit di Broni».

Dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, legale di più di 21 parti civili e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Processo Fibronit: si pronuncia la Cassazione

Fibronit
Fibronit

Il Procuratore Generale, presso la Corte di Cassazione, chiede l’accoglimento del ricorso presentato dal Procuratore Generale della Corte di Appello di Milano, e quindi l’annullamento della sentenza assolutoria dei due imputati, per i quali, invece, ravvisa gli estremi per la condanna per il reato di omicidio colposo.

L’Avv. Ezio Bonanni rappresenta più di 20 parti civili, in questo procedimento penale, e ha già ottenuto a suo tempo la condanna definitiva di uno degli imputati per il processo Fibronit Bari.

Centinaia di morti per esposizione ad amianto nei diversi siti, incidenti ed esplosioni, rischio di nuove discariche di amianto: è la tragica realtà della Lomellina, terra di agricoltura e bellezze paesaggistiche e naturali, presso le quali sono stati impiantati numerosi stabilimenti, tra cui quello della Fibronit di Broni, ormai dismesso dai primi anni ’90.

In seguito a centinaia di morti per casi di asbestosi, mesoteliomi, tumori polmonari e altre patologie da amianto si è giunti faticosamente e grazie all’impegno delle associazioni delle vittime alla condanna degli imputati Dal Pozzo Claudio e Boccini Giovanni in primo grado, sia per le ipotesi di disastro che per gli omicidi colposi.

Gli imputati sono ricorsi in Appello e hanno ottenuto la riforma della sentenza di condanna di I grado con la loro assoluzione “perché il fatto non costituisce reato”.

Il ricorso in Cassazione della Procura Generale

La Procura Generale, in data 2 gennaio 2017, ha impugnato la decisione con ricorso in Cassazione affermando che “la semplice analisi del dispositivo consente di verificare il contraddittorio iter motivazionale … incomprensibile appare perciò l’assoluzione per tali decessi, in relazione ai quali, con la formula assolutoria adottata, la Corte ha invece escluso gli elementi costitutivi del reato di omicidio colposo aggravato, elementi invece ritenuti sussistenti nel disastro, la cui aggravante, ivi riconosciuta, faceva proprio riferimento alle ipotesi specificate ai capi riguardanti gli omicidi. La Corte ha riconosciuto quell’evento straordinariamente grave … ha riconosciuto il danno alla pubblica incolumità consistito, tra l’altro, nei numerosi decessi … conseguenti alla notevole quantità di polveri di amianto nella Fibronit, che si erano liberate nell’aria nel corso degli anni e che avevano provocato un gravissimo inquinamento ambientale … vere e proprie eruzioni di ingenti quantità di polveri … tali eruzioni si erano verificate il 21.03.1988 e il 06.03.1990 … la declaratoria di assoluzione appare quindi incompatibile con la precedente declaratoria di non doversi procedere per l’estinzione del reato per decorso del tempo … ”.

La Procura Generale di Milano prosegue affermando che nel caso di specie c’è stata “erronea applicazione della legge penale e manifesta illogicità della motivazione in ordine all’assoluzione degli imputati per mancanza dell’elemento soggettivo del reato …”.

L’ONA, l’Associazione AVANI e l’avvocato Ezio Bonanni, procuratore di più di 20 parti civili, e difensore altresì dell’Associazione AVANI, hanno insistito per l’accoglimento del ricorso del Procuratore Generale di Milano, a cui a suo tempo si erano rivolti, evidenziando l’illegittimità della sentenza assolutoria.

Ora la palla passa alla Corte di Cassazione

Si spera che almeno in questo caso possa essere assicurata giustizia alle vittime. Ogni anno muoiono migliaia e migliaia di lavoratori e cittadini per via dell’utilizzo indiscriminato dell’amianto in assenza di qualsiasi precauzione eppure non ci sono processi, e i pochi che ci sono quasi sempre terminano con l’assoluzione.

“Queste vittime e i loro familiari non chiedono altro che giustizia, questa giustizia che lo Stato Italiano, più volte condannato per violazione anche delle regole comunitarie e che è stato il più grosso utilizzatore di amianto, nega loro. Si tratta di una regola di giustizia, ma anche di civiltà, quella di dire alle vittime chi è il colpevole, chi è il responsabile delle loro malattie e della morte dei congiunti. Questo invoca l’ONA, rivolgendo un appello al Capo dello Stato perché si faccia piena luce sui motivi per i quali c’è denegata giustizia per le vittime dell’amianto”, dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

L’affermazione forte e decisa della Procura Generale presso la Corte di Appello di Milano, e in questo caso anche da parte del Procuratore Generale, ci lascia ben sperare nel giudizio di oggi, e ci attendiamo che le conclusioni che ho rassegnato, nell’interesse di più di 20 parti civili, che sono rappresentate già solo dal mio studio legale, oltre che per tutte le altre parti civili, trovino accoglimento, e che quindi gli imputati possano essere condannati alla pena di giustizia” – conclude l’Avv. Ezio Bonanni, difensore di parte civile, che con un’articolata memoria ha supportato le tesi del Procuratore Generale della Corte di Appello di Milano.

L’azione dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto recentemente ha già chiesto alla Commissione Europea di avviare una procedura di infrazione avverso la Repubblica Italiana, per mancanza di giustizia per i lavoratori italiani vittime dell’amianto e a questa iniziativa, molto probabilmente si assocerà anche l’AVANI.

L’ONA preannuncia iniziative anche in ambito comunitario e presso Corti internazionali per la sostanziale in applicazione delle norme del Codice Penale che reprimono i casi di omicidio, come quelli per amianto.

Per ulteriori informazioni consulta la sezione informativa dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche la pagina dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Continua la battaglia di Antonio Dal Cin

Dogana di Prosecco
Dogana di Prosecco

Sembrerebbe stia per avviarsi a conclusione l’iter in corso teso al riconoscimento di “Vittima del Dovere di Antonio Dal Cin, ex militare della Guardia di Finanza, affetto da “asbestosi pleurica”, patologia amianto correlata, già riconosciutagli dipendente da “Causa di Servizio”.

Il caso di Antonio è da sempre seguito dall’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA.

Un’istanza presentata nel luglio 2013

L’istanza è stata presentata nel luglio 2013, in quanto l’art. 20 della Legge 4 novembre 2010, n. 183 ha attribuito alle vittime da amianto, che hanno patologie asbesto-correlate, la qualità giuridica di vittima del dovere, tanto da conferire loro il diritto al risarcimento previsto ex art. 1, commi 563 e 564 Legge 266/2005, come equiparati alle vittime del dovere (DPR 243/2006).

Il Comitato di Verifica per le Cause di Servizio sta infatti ricevendo tutta la documentazione espressamente richiesta, così da poter fissare la data di adunanza e pronunciarsi con il previsto “parere”, cui farà seguito il Decreto che sarà emanato dal Ministero dell’Interno.

Intanto, la Compagnia della Guardia di Finanza di Prosecco (TS) in data 06/12/2017, prot. 0224280/2017, in risposta alla richiesta pervenuta dalla Prefettura di Latina – Ufficio Territoriale del Governo con foglio n.28095/2017 del 20/11/2017, trasmette un secondo “Rapporto Informativo” che l’ex finanziere ha acquisito con regolare accesso agli atti e come espressamente richiesto viene reso pubblico.

Antonio Dal Cin intende anche acquisire il “Rapporto Informativo” redatto dalla Guardia di Finanza di Ferrara (FE), in merito all’attività di servizio prestata nel 1992, presso lo zuccherificio “Eridania” di Bondeno (FE), già all’attenzione delle cronache nazionali per la presenza di amianto all’interno del sito e per alcuni decessi per mesotelioma nei lavoratori, come peraltro evidenziato nello studio intrapreso dal Centro di Ricerca sul Cancro, Fondazione Europea di Oncologia e Scienze Ambientali “B. Ramazzini” di Bologna (BO), sugli zuccherifici e le morti, tra cui figura anche una ragazza di 37 anni esposta sin dalla nascita attraverso la tuta indossata dal padre.

Ovviamente, come dati, qui siamo fermi al 2007 ma è evidente che stiamo parlando di letteratura scientifica che fa testo a livello internazionale, direi planetario.

https://www.ramazzini.org/wp-content/uploads/2008/03/Mesothelioma-following-asbestos-exposure-in-workers-of-sugar-refinery-plants-the-Ramazzini-Foundation-case-series_2007.pdf