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domenica, Settembre 13, 2026
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Le forze armate dell’amianto

Antonio Dal Cin - forze armate
Antonio Dal Cin

Antonio Dal Cin guida le vittime amianto con i servizi gratuiti ONA

Antonio Dal Cin è l’eroe civile delle Forze Armate che ha dedicato la sua vita alla lotta contro l’evasione fiscale e per la tutela dell’ambiente e della salute quando era un militare della guardia di finanza.

Egli ha svolto servizio in prossimità di luoghi contaminati da amianto ed in particolare per la contaminazione delle Carrozze ferroviarie della delle Ferrovie dello Stato e in uno Zuccherificio in cui Piera amiamo. anzi gli zuccherifici si configurano come dei luoghi produttivi e lavorativi in cui maggiormente c’è stato il rischio amianto.

Antonio, ci puoi spiegare perché ci sono così tanti casi di mesotelioma tra i componenti delle Forze Armate del comparto sicurezza?

Purtroppo sia nell’ambito delle unità navali della Marina militare, che negli aerei militari al personale e per la verità anche civili, che nell’esercito in particolare nei mezzi pesanti dell’artiglieria, si è fatto Largo uso di materiali di amianto e contenenti amianto, ciò ha determinato notevoli esposizioni alla Fibra Killer e conseguentemente ora ne paghiamo le conseguenze in termini non solo di mesotelioma ma anche di asbestosi e placche pleuriche ispessimenti pleurici ed altri quali tumore del polmone delle ovaie e del tratto gastrointestinale.

Antonio perché fai riferimento anche al cancro delle ovaie?

Perché come specificato anche dal Dott. Marinaccio, sentito dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio dei militari e del comparto sicurezza. si legge chiaramente a pagina 34 della relazione finale del 7 febbraio 2018, che ha reso pubblica, che si sono registrati molti casi di mesotelioma anche a carico delle mogli che lavavano le tute dei loro mariti.

Poi che il cancro delle ovaie è stato inserito solo recentemente dalle patologie asbesto correlate, per effetto dell’ultima monografia IARC è chiaro che precedentemente questa condizione di rischio e molti casi tumore alle ovaie provocati nelle mogli degli appartenenti alle forze armate al comparto sicurezza di particolare alla Guardia di finanza, per quei finanzieri di mare o anche per quelli che abitualmente come lo scrivente ha svolto servizi a terra, si sono verificati e sono stati provocati proprio dal fatto che i mariti entravano in casa con le tute contaminate e uniformi contaminate.

Cosa fa l’ONA per tutelare i lavoratori esposti amianto?

L’ONA ha organizzato il dipartimento di tutela e cura del mesotelioma che è diretto dal Prof. Luciano Mutti oncologo di fama internazionale. il dipartimento di tutela e cura del mesotelioma coordinato dal professor Mutti ha elaborato un protocollo per la cura multimodale del mesotelioma.

Il mesotelioma è difficilmente aggredibile, è una patologia quasi sempre mortale. Tuttavia negli ultimi tempi si stanno conseguendo eccellenti risultati per il fatto che vengono utilizzate al meglio tutte le diverse strategie terapeutiche possono essere messe in atto. Prima di tutto la chirurgia. Però come spiegato dal Prof. Benvenuti e dal Prof. Migliore, nell’ultima conferenza dell’ONA del 19.06.2018, si deve ricorrere alla chirurgia solo quando ce ne sono i presupposti, altrimenti meglio agire con la chemioterapia e la radioterapia, anche se queste ultime sono quasi sempre a scopo palliativo.

Se Infatti non conviene operare, è del tutto inutile praticare delle operazioni chirurgiche che si rivelano dannose. A questo punto se l’intervento chirurgico è sconsigliato, occorre verificare se è caso di effettuare la chemioterapia e la radioterapia. Raramente la chemioterapia ha una certa efficacia in caso di mesotelioma. Sarà l’oncologo con il chirurgo toracico e con lo pneumologo, grazie anche all’aiuto di altre figure di medici ONA dei nostri diversi dipartimenti ad indirizzare il paziente, sempre presso strutture pubbliche, mai rivolgersi a strutture a pagamento.

Antonio perché sconsigli ai malati di mesotelioma di rivolgersi a strutture private a pagamento e consigli invece di rivolgersi a strutture pubbliche del Servizio Sanitario Nazionale?

Nel passato ci sono stati molti casi di vittime di mesotelioma che si sono rivolte al sistema privato e sono stati sottoposti ad operazioni chirurgiche, inutili e costose anche quando ciò non era necessario anzi quando l’operazione chirurgica era sconsigliata. Quando ci sono delle metastasi è inutile aggredire chirurgicamente il mesotelioma.

Ed allora io dico abbiamo un sistema sanitario all’avanguardia, i nostri medici Volontari dell’ONA, il professor Luciano Mutti, oncologo di fama internazionale che gratuitamente con l’ONA assiste tutti i pazienti e allora è sufficiente rivolgersi ai nostri sanitari che gratuitamente indicheranno la struttura pubblica cui potersi rivolgere Se necessario decideranno gratuitamente i pazienti che in qualsiasi momento lo possono richiedere.

L’osservatorio amianto svolge anche una un servizio di assistenza legale?

Certamente, abbiamo il nostro presidente l’avvocato Ezio bonanni, Che ha ormai una esperienza di circa 20 anni in materia di assistenza e tutela delle vittime del mesotelioma e delle in generale delle vittime dell’amianto. ha iniziato la sua carriera in provincia di Latina e poi ha assistito le vittime in Italia e anche in altri paesi europei. e ormai trascinante in Cassazione da più di 10 anni ha insegnato in diverse università e ha alle spalle una serie di pubblicazioni scientifiche di prim’ordine.

Grazie alla collaborazione dell’ avvocato Ezio Bonanni e alla sua particolare esperienza della tutela delle vittime dell’amianto l’osservatorio Nazionale Amianto è in prima linea nella peso gratuita delle vittime dell’amianto. tutte le vittime dell’amianto i familiari possono rivolgersi all’ osservatorio Nazionale amianto, attraverso lo Sportello amianto ONA com oppure chiamando il numero verde 800 034 294 che assiste tutte le vittime sia dal punto di vista medico indirizzando ai nostri medici volontari che dal punto di vista legale.

Forze Armate: servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica.

Divampano fiamme tossiche a Caivano(NA)

Incendio Caivano
Incendio Caivano

Incendio a Caivano: tra le fiamme anche rifiuti di amianto

Divampano roghi di fiamme tossiche a Caivano, una piccola cittadina situata in provincia di Napoli, dove in apparenza tutto sembra rispettare un normale equilibrio.

Il piccolo centro urbano è caratterizzato dai paesaggi tipici del sud Italia. Ovvero, una piazzetta con il circolo nel quale è ancora possibile vedere le persone più avanti con l’età intraprendere le loro partite a carte e i bambini giocare nei campetti di pallone.

Ma l’immagine quasi pittoresca di una città che nonostante i numerosi problemi continua a combattere per i più giovani, i più piccoli, è stata devastata negli scorsi giorni da un’enorme nube nera che si è sollevata proprio tra lo stupore e la preoccupazione dei cittadini.

Amianto e altri cancerogeni bruciati al rogo

È divampato infatti un pericoloso incendio all’interno di un’azienda di recupero e trattamento rifiuti.

Sono andati in fiamme tonnellate di pattume di ogni genere. Inoltre, l’episodio non ha fatto altro che peggiorare la già difficile situazione in zona.

Difatti l’intera area è famosa ormai in tutto il mondo con il nome di terra dei fuochi. A causa proprio della pessima condotta della criminalità organizzata e di alcuni esponenti politici dei tempi passati.

Gli stessi che hanno avvelenato il territorio sotterrando rifiuti tossici provenienti da paesi esteri, il tutto naturalmente nella più totale illegalità.

Ed è così che la popolazione di Caivano e dei paesi limitrofi muore ogni giorno, a causa dell’aria che respira, dell’acqua che beve e del terreno su cui cammina.

Il suolo è imbottito di sostanze cancerogene come: amianto, fanghi tossici, coloranti, piombo, cadmio e qualcuno afferma addirittura la presenza di scorie nucleari.

Da Caivano a Lentini, perché il parallelismo?

Non è il primo caso sul quale abbiamo deciso di puntare l’attenzione. Una situazione analoga si è presentata anche a Lentini in Sicilia.

Regione tra le più esposte al rischio amianto, nell’incendio scoppiato in Sicilia infatti sono state date a fuoco tonnellate di amianto che hanno aumentato ulteriormente per la popolazione locale il rischio di contrarre patologie asbesto correlate.

Episodi di questo genere possono avere conseguenze gravissime sul territorioò. Il problema non si minimizza al singolo fastidio del fumo e dei cattivi odori.

Infatti l’aspetto più grave è celato proprio in quei fumi tossici che possono favorire l’insorgenza di: mesotelioma, mesotelioma peritoneale, cancro ai polmoni, tumore al colon, tumore alla laringe e cancro alla faringe.

Sono ancora molti i punti interrogativi posti in questa vicenda, ad esempio non sono ancora state chiarite le dinamiche precise dell’incendio e nemmeno l’origine è ancora chiara anche se attualmente l’ipotesi maggiormente accreditata è quella di incendio doloso.

Restiamo in attesa delle indagini della Procura

È stato aperto un fascicolo alla Procura di Napoli Nord e le indagini proseguono senza sosta.

Tuttavia risulta per le autorità davvero complicato trarre conclusioni certe. Purtroppo gli elementi da giudicare sono pochi a causa della grossa mole dell’incendio. Il rogo con la sua forza irruenta ha sicuramente cancellato prova di qualsiasi tipo di meccanismo o innesto che avrebbe generato le fiamme.

Tra lo sconforto di un paese messo in ginocchio dal cancro e da sogni infranti, si cerca almeno un barlume di speranza negli occhi dei presenti.

Missione difficile anche questa vista la situazione ma il cambiamento potrebbe essere ad un passo dal compimento, basta crederci, basta volerlo.

I servizi di assistenza ONA Osservatorio

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente.

Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

Amianto, il rischio corre lungo i binari

Ferrovie amianto, alampi

In costante aumento il numero di mesoteliomi tra i ferrovieri

È il caso di Alampi Letterio, uno dei centinaia di operai deceduti a causa del Mesotelioma, cancro polmonare e altre patologie asbesto correlate. Un altro settore a forte rischio è quello delle Ferrovie dello Stato. Sono in continuo aumento le denunce in riferimento ai casi di malattie asbesto correlate insorte nei lavoratori delle F.S.. In molti perdono la vita, altri vengono catapultati in una situazione di totale disagio, depressione e timore di abbracciare la stessa sorte dei compagni.

A rendere giustizia alla memoria di Letterio c’è il figlio Massimo Alampi, che ha impugnato il suo coraggio e accanto all’Osservatorio Nazionale Amianto e all’Avv. Ezio Bonanni, lotta per suo padre e per chi come lui attraversa lo stesso incubo, un incubo chiamato amianto.

«Chi lavora sottoscrive un contratto di lavoro e non un contratto di morte»

dichiara il Sig. Massimo Alampi, figlio del Sig. Letterio Alampi, che è anche responsabile di ONA Reggio Calabria. La famiglia Alampi chiede giustizia per il Sig. Alampi Letterio, deceduto per mesotelioma sarcomatoide a causa dell’esposizione all’amianto sul luogo di lavoro. Ribadendo che è “Impossibile descrivere le sue sofferenze poco prima di morire.

Vittima di mesotelioma sarcomatoide

Muore di mesotelioma sarcomatoide, dopo un’agonia di oltre un anno. Ricoveri, trasfusioni, perdita di peso e forti dolori che rimarranno impressi in maniera indelebile nelle menti dei suoi cari. Loro, che lo hanno assistito fino all’ultimo giorno. La rabbia e l’amarezza è ancora visibile nelle parole e negli occhi di chi ha vissuto tutto questo e che sarebbe disposto a tutto pur di vedere riconosciuti i diritti del proprio padre, privato, oltre che della vita, anche della propria dignità:

«Voglio giustizia per quello che è successo a mio padre e non tollero che possa succedere ad altri. Ancora oggi c’è amianto nelle scuole, negli edifici pubblici, eppure tutto tace.

Tutte le richieste dell’ONA per mettere in sicurezza i luoghi di vita e di lavoro non trovano riscontro. E’ stata chiesta la bonifica delle scuole, eppure nulla si muove.

Cosa ce ne facciamo noi dei soldi, cosa se ne faranno le madri quando i loro figli esposti ad amianto nelle scuole moriranno per via di queste fibre?! So io cosa vuol dire la morte di un familiare per mesotelioma.

La vittima rimane soffocata, sente che non ha l’ossigeno, si sente morire ed è lucida» continua Massimo Alampi «Mio padre non ce lo ridarà indietro nessuno: è crudele questa morte. Chi sapeva ed ha lasciato queste persone esposte all’amianto è un criminale e sono ancora più criminali coloro che ancora oggi lasciano i ragazzi esposti ad amianto nelle scuole. Mio padre ha lavorato per oltre 25 anni a contatto con l’amianto senza alcuna protezione, mai una visita o un controllo per verificare il suo stato di salute visto che la presenza dell’amianto, all’interno del reparto in cui lavorava era certa.»

L’azione di tutela dello Sportello Nazionale Amianto

Il Sig. Letterio Alampi ha lavorato presso la OMECA di Reggio Calabria dal 01.03.1966 al 31.08.1992, con la mansione di addetto alla costruzione, alla saldatura e alla coibentazione, operativo presso tutti i reparti. Secondo quanto riportato dai familiari il Sig. Letterio ha svolto le sue mansioni lavorative in esposizione professionale a polveri e fibre di amianto e ad altri agenti patogeni, in assenza di adeguati strumenti di prevenzione tecnica e di protezione individuale, che potessero impedire l’inalazione di polveri e fibre di amianto e l’esposizione agli altri cancerogeni e mutageni, e i conseguenti danni alla salute.

Anche a Reggio Calabria l’ONA è operativa, proprio attraverso il Sig. Massimo Alampi, e tutti i cittadini possono usufruire dei servizi ONA, a partire da quello di assistenza medica e quello di assistenza legale, semplicemente consultando lo Sportello Nazionale Amianto dell’ONA.

 

Nicola Panei: Io, vittima di asbestosi

Aeronautica Militare
Aeronautica Militare

Reportage dal buco nero dell’amianto in Aeronautica militare

L’asbestosi come ci racconterà il protagonista della nostra storia, l’ex luogotenente Nicola Panei, è una patologia asbesto correlata che rende la vita un terribile incubo in cui non è per niente facile sopravvivere.

I sintomi rendono quasi impossibile anche le più semplici attività quotidiane proprio a causa delle difficoltà respiratorie e del veloce affaticamento del corpo. Se non bastassero la tristezza e la paura di doversi confrontare ogni giorno con una malattia così meschina, si aggiungono anche la rabbia e il rancore di chi ha contratto l’asbestosi per difendere il proprio paese.

Nicola Panei: la sua storia e la fondazione dell’ONA

Nicola Panei è stato a contatto con le fibre di amianto durante tutta la sua attività professionale, c’era amianto nelle tute che indossava e nell’ambiente circostante, a distanza di tempo ha scoperto grazie ad alcuni controlli sanitari a cui si è sottoposto di sua volontà, che le fibre di asbesto avevano raggiunto i suoi alveoli polmonari, innestando così la patologia.

Dopo aver visto molti compagni morire a causa delle malattie da amianto Nicola Panei ha fondato l’Osservatorio Nazionale Amianto, l’associazione Onlus, presidiata dall’avv. Ezio Bonanni, che da oltre 20 anni è accanto alle vittime di amianto.

Solo successivamente però ha scoperto in seguito ad alcuni controlli sanitari, di essere affetto da asbestosi.

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus promuove da sempre la necessità per gli esposti ed ex esposti ad amianto di doversi sottoporre a controlli sanitari periodici, che possano permettere di individuare qualsiasi anomalia e di porre rimedio in maniera tempestiva nel caso in cui insorgessero patologie asbesto correlate.

Come pochi sanno le malattie: mesoteliomaasbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici e forme di cancro particolarmente aggressive come: tumore ai polmoni, tumore al colon o alle ovaie, sono provocate da una lunga esposizione ad asbesto e possono svilupparsi anche a distanza di venti o trenta anni, è proprio per questo che l’ONA raccomanda maggiori controlli perché in molti casi la chiave della salvezza è racchiusa nella diagnosi precoce.

Il Luogotenente racconta la sua storia nel dettaglio

Sono stato per anni in servizio nell’aeronautica militare Italiana e ho dato la vita nello svolgimento del servizio: è proprio così nel senso letterale. Infatti ho respirato amianto e ho l’asbestosi. Ho fondato l’Osservatorio Nazionale Amianto, insieme con l’avv. Ezio Bonanni e Antonio Dal Cin, e sono componente del Comitato Direttivo Nazionale.

Ho visto i miei colleghi morire uno dopo l’altro per mesotelioma, cancro ai polmoni e altre neoplasie. A questo punto mi sono recato verso l’Università di Siena e il Prof. Sartorelli mi ha sottoposto a controlli sanitari e lì ho scoperto di avere l’asbestosi, come Antonio Dal Cin, eroico finanziere esposto ad amianto e vittima anche egli di asbestosi.

Anche nel mio caso, grazie ai buoni consigli del Prof. Luciano Mutti, oncologo di fama internazionale, specialista in Mesotelioma  ho avviato una terapia preventiva, per cercare di evitare la trasformazione di asbestosi in cancro. Il rischio è quello del mesotelioma, con l’aiuto del buon Dio per il momento non ho il cancro.

Se l’asbestosi dovesse degenerare in mesotelioma, con molta probabilità avrei i giorni contati. Sono come un condannato sotto al plotone di esecuzione, è sufficiente che l’amianto mi colpisca con più dannosità per morire nell’arco di poche settimane.

Sto conducendo una vita più possibile salutare, cerco di andare spesso in montagna per respirare bene, evitando così la bombola di ossigeno. Intanto dedico il resto che mi rimane da vivere, nella mia battaglia contro l’amianto, come componente dell’ONA.

Il cambiamento della vita del militare dopo la diagnosi

La mia vita è totalmente cambiata. Ora so di essere un miracolato almeno per il momento. Però la mia sorte è segnata. Anche se riuscissi ad evitare il cancro, il mesotelioma, l’asbestosi mi ucciderà ugualmente. Certo più lentamente… rispetto al mesotelioma. Ma è pur sempre patologia mortale

Importanza della sorveglianza sanitaria secondo Nicola Panei

Il controllo sanitario è importante. Bisogna rivolgersi allo Sportello Nazionale Amianto dell’ONA ONLUS, per controlli sanitari.

Abbiamo uno staff di medici tra cui: Prof. Luciano Mutti, Prof. Marcello Migliore, Dott. Carmine Luigi Roma, i quali gratuitamente assistono le vittime di amianto. Importanti servirsi sempre dei medici volontari ONA, e in ogni caso del Servizio Sanitario Nazionale, evitare salti del buio come per esempio operazioni chirurgiche a pagamento che possono rivelarsi dannose.

Se c’è necessità di interventi chirurgici bisogna rivolgersi a strutture pubbliche specializzate. Mi riferisco ad esempio al Prof. Marcello Migliore, del Policlinico di Catania, una vera eccellenza. Un professore tornato in Sicilia dopo un’esperienza internazionale ed è uno dei pilastri dell’ONA.

Le proposte di Nicola Panei in materia di tutela dei diritti

Noi militari siamo stati tenuti all’oscuro di tutti i rischi correlati ai materiali con i quali entravamo in contatto. In questo modo ci siamo sentiti spogliati della nostra dignità e presi in giro da chi invece avrebbe dovuto tutelarci.  Sto combattendo da circa dieci anni per ottenere la tutela dei miei diritti. Recentemente è stata depositata una relazione.

Ne ha parlato il Fatto Quotidiano che ha trascritto una parte delle conclusioni dei periti. È necessario che i lavoratori, militari esposti ad amianto e in particolare quelli dell’aeronautica oltre che della marina militare si rivolgano al servizio di assistenza legale dell’ONA e dell’avv. Ezio Bonanni.

Pericolo amianto: tutela preventiva

Pericolo amianto
Pericolo amianto

La prevenzione gioca un ruolo chiave nella lotto contro l’amianto

Per far fronte ad un’emergenza allarmante come quella del rischio amianto, c’è bisogno di conoscere a fondo storie di chi è già stato segnato dall’asbesto e di chi spesso ha rinunciato a tutti i piaceri e le gioie della vita a causa del killer silenzioso.

È proprio uno di questi casi quello di Antonio Dal Cin, ex finanziere malato di asbestosi che a causa della sua patologia ha perso la gioia di assaporare la vita in ogni sua sfumatura, gli è stato vietato correre, giocare e persino sorridere coi propri bambini, perché non può affaticarsi e il suo corpo è divenuto una sorta di prigione nella quale egli stesso non riesce a trovare pace.

Abbiamo rivolto ad Antonio delle domande importanti e abbiamo ottenuto risposte altrettanto salienti.

Quanto è importante la sorveglianza sanitaria per gli esposti ad amianto e perché?

L’AMIANTO provoca: mesotelioma, asbestosi, cancro ai polmoni, placche pleuriche, ispessimenti pleurici, cancro alla laringe, cancro alla faringe, al colon e tumore alle ovaie. Importante è quindi la diagnosi precoce. Innanzitutto il cancro si manifesta dopo molti anni ed è anticipato in chi è stato più esposto, dall’asbestosi, e in chi è stato meno esposto dall’ispessimento e placche pleuriche.

Io che sono stato esposto ad amianto / asbesto sono vittima di asbestosi.

Ed è qui molto importante. Anche se non c’è ancora il cancro ci sono i segni dei danni amianto, e anche in caso di asbestosi, anche se la malattia non guarisce, le attività dei medici volontari dell’ONA sono decisive. Medici come: Prof. Luciano Mutti, Prof. Antonio Giordano, Prof. Marcello Migliore e tanti altri.

Grazie a loro io sono ancora in vita, hanno contribuito al miracolo.

Infatti la mia asbestosi e i miei ispessimenti pleurici non sono ancora degenerati in cancro del polmone e mesotelioma.

Cosa deve fare un lavoratore esposto al pericolo amianto?

DEVE subito recarsi dal medico curante, informarlo del rischio amianto e di essere stato esposto, e del protocollo ONA di Sorveglianza Sanitaria (Prof. Luciano Mutti, Prof. Antonio Giordano e tanti altri…). Se ci sono problemi ci si può rivolgere allo Sportello Nazionale Amianto ONA. Medici specialisti dell’ONA provvederanno all’assistenza medica gratuita, per la prevenzione e la cura di tutte le patologie.

E se viene diagnosticato il mesotelioma?

Su questo è necessario “Libro bianco delle morti di amianto in Italia” oppure consultare il seguente video:

Come insegna il prof. Ugazio è importante la prevenzione primaria cioè evitare esposizione amianto. Solo così è possibile battere le patologie asbesto correlate come chiarito anche dall’avv. Ezio Bonanni.

Antonio qual è il tuo protocollo sanitario?

Per me l’ONA ha elaborato un protocollo specifico. È intervenuta l’intera equipe medica (oncologo – Prof. Luciano Mutti; lo scienziato – Prof- Antonio Giordano, in particolare per quanto riguarda il consumo di pomodori in chiave anti tumorale e altre specificità; il cardiologo – Dott. Marabotti e altri insigni scienziati).

Per fortuna e con l’aiuto del buon Dio (mi ritengo un miracolato) sono ancora in vita. Per mia fortuna il pericolo amianto ancora non ha scatenato il cancro, l’asbestosi non mi ha ancora ucciso. Combatto per la vita, per i miei due figli di 4 e 11 anni, per mia moglie gravemente malata. Non posso morire, non voglio morire, l’ONA dovrà proseguire e vincere la lotta contro l’amianto e a favore della vita. A tal fine è fondamentale la tutela preventiva dal rischio amianto.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.