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Roma celebra 30 anni CNIFP: Fair Play, salute e etica

Fair Play della Salute, locandina cnifp
Fair Play della Salute, locandina cnifp

 Il 28 ottobre, a Roma, il Comitato Nazionale Italiano per il Fair Play -CNIFP festeggia trent’anni di attività con la conferenza nazionale “Fair Play della Salute”. L’iniziativa, in programma dalle 9:00 alle 13:00, si svolgerà presso l’auditorium “Cosimo Piccinno” del ministero della Salute (Lungotevere Ripa 1).

L’evento è quindi organizzato, innanzitutto, con la collaborazione del ministero e, al contempo, con il sostegno del sottosegretario On. Marcello Gemmato. Di conseguenza, rappresenta un momento centrale per promuovere una nuova cultura dello sport, della salute e della responsabilità sociale.

L’Italia del Fair Play: un modello etico

Il CNIFP continua la sua missione: diffondere i valori di rispetto, lealtà e solidarietà, pilastri fondamentali per una società più sana e consapevole.

Con il motto del presidente Ruggero Alcanterini“L’Italia che vorrei, l’Italia del Fair Play!”, l’evento invita a riflettere su temi cruciali:

  • il valore della memoria e dell’educazione civica,
  • la lotta contro ogni forma di violenza,
  • lo sport come strumento di inclusione,
  • la tutela della salute come diritto e dovere universale.

Prevenzione e salute: i pilastri del Fair Play moderno

Nel quadro del World Fair Play Day, proclamato dalle Nazioni Unite, il CNIFP rinnova il suo impegno per unire etica sportiva e salute pubblica.

L’obiettivo è chiaro: promuovere stili di vita sani, consapevolezza e benessere psicofisico, non solo nello sport ma anche nel mondo del lavoro e nella vita quotidiana.

Il Fair Play diventa così un motore  capace di creare valore e responsabilità condivisa in ogni ambito della società.

Fair Play for Peace: sport e solidarietà per un mondo migliore

Dal 2022, il CNIFP, in collaborazione con l’European Fair Play Movement, porta avanti il progetto ‘Fair Play for Peace’, presentato sia a Roma sia a Bruxelles.

Inoltre, dedicata alla pace e ai diritti umani, l’iniziativa ha conferito riconoscimenti alla Commissione per il Premio Nobel per la Pace, all’UNHCR e a Special Olympics International, rappresentati rispettivamente da Berit Reiss-Andersen, Filippo Grandi e Timothy Shriver.

Pertanto, questo costituisce un segnale forte, poiché il Fair Play si conferma uno strumento di dialogo, cooperazione e inclusione tra i popoli.

Un evento da non perdere

“Con questa iniziativa – ha dichiarato Ruggero Alcanterini – il Comitato Nazionale Italiano Fair Play rinnova quindi la sua missione: costruire un’Italia più etica, sana e consapevole.
Il vero traguardo non è solo vincere, ma vivere con lealtà, salute e responsabilità.”

ONA presente all’iniziativa

Tra i presenti anche l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e membro del CNIFP, insieme al dott. Pasquale Montilla, oncologo e ricercatore impegnato nello studio dei pazienti dell’area SIN di Crotone.

“Il “Fair Play della Salute” è un punto di partenza verso un futuro dove sport, salute ed etica si uniscono per costruire una comunità più solidale e consapevole.” Ha affermato Bonanni.

Roma si prepara così a celebrare trent’anni di valori, educazione e impegno civile sotto il segno del Fair Play.

I relatori

  • On. Marcello Gemmato – Sottosegretario alla Salute
  • On. Giandonato La Salandra – Commissione Agricoltura
  • Sen. Anna Maria Fallucchi – Commissione Cultura Istruzione
  • Comm. Ruggero Alcanterini – presidente CNIFP – CONI
  • Dott. Rossana Ciuffetti – Sport e Salute – Dir. Scuola dello Sport e Istituto Medicina Sportiva
  • Gen. di C.A. Mauro D’Ubaldi – vice Segretario Generale della Difesa
  • Tenente Generale Carlo Catalano – Generale della Sanità Militare
  • Avv. Ezio Bonanni – presidente ONA e vicepresidente CNIFP
  • Dott.sa Concetta Soragnese – Cons. Naz. CNIFP
  • Avv. Alberto Improda – WFPD
  • Dott. Fabrizio Fasani – WFPD
  • Dr. Gian Marco Sandri – manager TraiNurse (startup)
  • Dott. Daniele Laureti – presidente GESIS
  • Prof. Manuel Onorati – presidente CUS Tor Vergata
  • Dott. Michela Perrotta – presidente You Emergency/You Donna
  • Prof. Massimiliano Mungo – direttore chirurgia Policlinico Di Liegro
  • Dott. Salvatore Cristiani – coordinatore medici Fair Play CNIFP
  • Dott. Carlo Tranquilli – pres. FMSI CR Lazio
  • Dott. Ivo Pulcini – med. Soc. SS Lazio Tutti per un Cuore
  • Gen. Arch. Giampiero Cardillo – Comitato Scientifico ONA
  • Ing. Paola Vigliantei – Presidente Accademia della Legalità
  • Dott. Pasquale Montilla – Comitato scientifico ONA
  • Prof. Anna Giuliano Docente – Università La Sapienza e Torvergata – Associazione Ciao Aniene

 

Israele, amianto nei contesti bellici: pericolo ambientale persistente

Struttura edile
Finestre su due angoli di un palazzo

Il 2011 è la data dell’entrata in vigore del divieto sull’uso dell’amianto in Israele.
Secondo la rivista “Haipo” locale, la città di Haifa in Israele continua a fare i conti con questo materiale pericoloso. Infatti molti edifici e capannoni industriali mantengono ancora coperture o strutture contenenti la sostanza. Alcune di queste si trovano in zone dismesse, altre nelle vicinanze di abitazioni o aree produttive, generando un rischio concreto per la salute pubblica.

Una legge valida ma non ancora pienamente applicata

Il provvedimento del 2011 ha vietato nuovi utilizzi dell’amianto, fissato tempi per la rimozione delle coperture friabili, e stabilito che aziende, tecnici e laboratori operassero con autorizzazione dedicata. Sono stati inoltre previsti controlli, riduzioni e sanzioni per far rispettare la legge.
Eppure, dopo quattordici anni, è ancora possibile osservare a Haifa numerosi tetti  e strutture instabili in cemento-amianto, a testimonianza di un processo di bonifica non ancora concluso.

Il rischio nei contesti di conflitto

In aggiunta alle condizioni ordinarie, in regioni colpite da conflitti armati l’amianto viene esposto a nuove dinamiche di rischio. In particolare, a seguito dei bombardamenti in aree settentrionali di Israele e nella Striscia di Gaza, sarebbero stati segnalati danni a edifici contenenti amianto che possono liberare fibre nell’aria.

Un pericolo di cui ha più volte parlato anche l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia.

Secondo il Ministero della Protezione Ambientale israeliano, urti causati da razzi, esplosioni e schegge hanno danneggiato strutture in amianto-cemento, creando situazioni dove la contaminazione può diffondersi rapidamente.
Le verifiche ambientali avrebbero rilevato concentrazioni notevoli di fibre di amianto in aree colpite, con rischi che si estendono oltre l’immediato danno fisico alla struttura.

Esposizione e conseguenze sanitarie

“L’amianto è causa di malattie gravi come il mesotelioma pleurico, tumori polmonari, dell’apparato digerente e delle ovaie. L’uso di materiali contenenti amianto in passato ha esposto non solo chi lavorava direttamente con esso, ma anche chi viveva vicino a stabilimenti, o familiari che trasportavano fibre nei propri abiti.
Nel contesto bellico, la dispersione di polveri provocate da edifici danneggiati accentua l’esposizione e rende la rimozione ancora più urgente.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.

La responsabilità della rimozione

La normativa stabilisce che per gli edifici privati la rimozione ricade sui proprietari, mentre per le aree pubbliche la responsabilità è dell’autorità locale. Come in numerosi altri Paesi del mondo, si registrano a volte ritardi nell’intervento, spesso causato da passaggi burocratici.

Cinema e uranio impoverito: “Nuvole”, omaggio ad Antonio Tabucchi

Nuvole
Nuvole, cinema e uranio impoverito

Nel cuore della Toscana, tra tradizione culturale e innovazione visiva, nasce Nuvole, un cortometraggio poetico ispirato all’opera di Antonio Tabucchi. Presentato in anteprima al Florence International Film Festival, questo lavoro di 25 minuti si distingue per la delicatezza narrativa e la capacità di affrontare temi profondi attraverso un linguaggio visivo essenziale.

Diretto da Julien Vannucchi e prodotto da realtà indipendenti come MethodvisualsESC Studio Editoriale e Panatronics, il corto è stato realizzato con il supporto ufficiale di The Wylie Agency.

Un racconto tratto da Il tempo invecchia in fretta

L’ispirazione per Nuvole proviene da uno dei racconti più toccanti della raccolta Il tempo invecchia in fretta, pubblicata da Tabucchi nel 2009. In questo libro l’autore affronta il tema del tempo  come esperienza esistenziale vissuta e, talvolta, sofferta.

Nel racconto che dà origine al cortometraggio, si intrecciano la memoria, la malattia, la guerra e l’innocenza. La narrazione si concentra sul dialogo tra un ufficiale italiano in congedo, contaminato dall’uranio impoverito durante una missione nei Balcani, e una bambina curiosa e sensibile. L’uomo, pur segnato dalla tragedia, riesce ancora a trovare poesia nel quotidiano, insegnando alla piccola l’arte quasi dimenticata di “leggere il futuro nelle nuvole”.

La produzione: una sinergia di talenti toscani

Dietro Nuvole c’è un network di professionisti e creativi, uniti dalla volontà di omaggiare Tabucchi e di esplorare un linguaggio cinematografico nuovo, personale e colto.

Tabucchi: una voce ancora attuale

Antonio Tabucchi (1943–2012) è stato uno degli intellettuali italiani più raffinati del secondo Novecento. Traduttore e profondo conoscitore della cultura portoghese, ha legato il suo nome indissolubilmente a Fernando Pessoa, di cui fu anche uno dei maggiori studiosi.

Con il romanzo Sostiene Pereira (1994), Tabucchi ha raggiunto il grande pubblico, raccontando con forza e poesia l’importanza della libertà di pensiero e della responsabilità civile. Quel romanzo è diventato un film iconico nel 1995, grazie alla regia di Roberto Faenza e all’interpretazione magistrale di Marcello Mastroianni.

Temi attuali e universali

Tra i temi toccati da Nuvole ci sono la malattia causata dalle guerre moderne, l’innocenza dell’infanzia che si confronta con il dolore degli adulti, il potere dell’immaginazione come strumento di resistenza.

La storia dell’ufficiale contaminato dall’uranio impoverito è un simbolo delle tante vite segnate da conflitti poco raccontati.

Riporta alla mente i racconti di tanti soldati che hanno avuto una sorte simile, come la vicenda del colonnello Carlo Calcagni, contaminato durante una missione nei Balcani.

Riconoscimenti

La presentazione di Nuvole al Florence International Film Festival ha rappresentato un’occasione per portare questo progetto all’attenzione del pubblico cinefilo e della critica.

Nuvole, nonostante sia un progetto indipendente, ha già raccolto importanti riconoscimenti. Ha vinto il Best Narrative Short Film al Cannes World Film Festival e ha ricevuto il Bangkok Society of Film Critic’s Award. Inoltre, è stato selezionato per eventi come lo Short to the Point di Bucarest, il Motion Pictures International Film, Il Tietê International Film Awards in Brasile, il Vienna International Film Awards e l’Inner City Short Film Festival di Los Angeles. Oltre a ottenere varie nomination al Veneto International Film Festival.

Nuvole è  una lettera d’amore al cinema d’autore, una riflessione sull’umano attraverso la lente della poesia tabucchiana.

In 25 minuti riesce a raccontare una storia che resta nella mente.

La possibilità di distribuire il film online dopo l’anteprima festivaliera permette una diffusione più ampia, accessibile a tutti.

Buona visione.

Puglia, corsi di formazione e nuclei di intervento

Mappa Puglia stilizzata, allarme amianto, formazione, asl bari
Mappa Puglia

“L’amianto è responsabile di centinaia di migliaia di decessi l’anno. Costituisce quindi un pericolo estremo per la salute pubblica. Le sue fibre, se inalate, possono infatti causare malattie come asbestosi e tumori.” Afferma spesso l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Amianto: pericolo difficile da riconoscere

Nonostante il divieto in Italia dal 1992, l’amianto è ancora presente in moltissimi edifici e manufatti industriali. Le sue fibre sono invisibili a occhio nudo e possono liberarsi da tegole, tubazioni, pavimenti e altri materiali. Per questo sono necessarie analisi specialistiche e personale qualificato.

Il ruolo di Arpa Puglia e il Modulo amianto di Brindisi

Arpa Puglia interviene frequentemente nei casi di sospetto amianto, grazie al Modulo amianto di Brindisi, laboratorio pubblico accreditato dal Ministero della Salute. Il Modulo analizza campioni di materiali e aria per identificare la presenza di fibre pericolose, supportando enti locali, Asl e autorità giudiziarie.

Il corso di formazione a Brindisi: amianto – problematiche ambientali, rischi sanitari e aspetti tecnici

Il 16 ottobre si è tenuto a Brindisi un corso di formazione organizzato da Arpa Puglia, dedicato agli aspetti ambientali, sanitari e tecnici della gestione dell’amianto. Con il patrocinio di Asl Brindisi e vari ordini professionali, è stato suddiviso in due sessioni.

  • Mattina: aspetti ambientali, sanitari e normativi
  • Pomeriggio: aspetti tecnici e qualificazione degli operatori, seguito da una tavola rotonda sulla collaborazione tra enti pubblici e professionisti

Ha fornito aggiornamenti fondamentali su prevenzione, rimozione e bonifica dell’amianto, con crediti ECM riconosciuti per professionisti sanitari e tecnici. Inoltre, sensibilizza sulla necessità di una cultura condivisa contro l’indifferenza verso i rischi legati all’amianto.

Strumenti e tecnologie all’avanguardia nel laboratorio Arpa

Il laboratorio di Brindisi è dotato di microscopi elettronici, spettroscopi e altre apparecchiature all’avanguardia, che permettono analisi precise e affidabili. Il personale qualificato garantisce supporto tecnico eccellente per la sicurezza ambientale.

Il monitoraggio continuo è essenziale per tutelare la salute dei cittadini e prevenire danni gravi. La lotta contro il rischio amianto passa attraverso la formazione, la prevenzione e la collaborazione tra istituzioni, professionisti e cittadini.

Rischio amianto: nascono i nuclei di intervento specialistico

Durante il corso è stato comunicato che verrà potenziata la struttura che Arpa Puglia dedica all’emergenza amianto. L’ Agenzia infatti istituirà i nuclei di intervento specialistico. Saranno quattro, dislocati in posizione strategica sul territorio regionale tra Foggia, Bari, Brindisi e Taranto.

Le dichiarazioni di Vincenzo Campanaro, direttore scientifico

La novità è stata resa nota durante il corso dal direttore scientifico Vincenzo Campanaro.  “Il fine – ha dichiarato – è quello di avere una risposta più rapida alle richieste di intervento relative alla tematica amianto. Per questo è necessario consolidare una rete in grado di fornire risposte tecnico-scientifiche celeri e standardizzate”.

Decentramento per migliorare l’efficienza

Il compito dei nuclei di interventi sarà quello di prelevare campioni da analizzare. Una volta raccolti verranno consegnati al laboratorio di Brindisi. In questo modo saranno alleggerite le incombenze che adesso gravano sul Modulo amianto. Quest’ultimo sarà di conseguenza messo in condizioni di operare in maniera più rapida ed efficiente.

I nuclei di intervento specialistico  saranno dotati di specifiche attrezzature, quali i campionatori ambientali per l’aria. Il personale che vi si dedicherà sarà quello già in organico: ai nuovi compiti sarà addestrato con la frequenza a  corsi di formazione specializzati.

Le affermazioni di Vito Bruno, direttore generale

Con questa iniziativa Arpa Puglia – ha dichiarato il direttore generale Vito Bruno – conferma la volontà di percorrere la strada del decentramento. Ciò significa avvicinarsi ancora di più al territorio di una regione geograficamente ed orograficamente difficile.  L’amianto – ha proseguito – è una sostanza particolarmente insidiosa perché, anche se oggi ne è proibito l’uso, quella utilizzata in passato è ben lontana dall’ essere stata eliminata. Al contrario, è ancora largamente presente in tantissime forme ed in tantissimi settori. Dall’ edilizia all’ industria automobilistica, ai cantieri navali; e non è percepibile ad occhio nudo, perché inglobata in altri materiali. 

Nel nostro appuntamento di Brindisi – ha concluso – abbiamo voluto allargare lo sguardo, spingendoci a studiare anche le situazioni meno evidenti, come ad esempio la presenza di fibre nelle acque, nelle rocce, persino nei cosmetici. Il nostro Modulo Amianto svolge  compiti di controllo e di valutazione sia sui ritrovamenti di sostanze fibrose sia sulle bonifiche.

Non meno importante è poi la fase di comunicazione: attraverso il nostro ufficio relazioni con il pubblico rispondiamo alle segnalazioni che ci pervengono da ogni parte della Puglia, indicando le procedure da eseguire e riservandoci gli interventi sul campo. Guardando al futuro, con un’ organizzazione più articolata e dotata degli strumenti scientifici adeguati, contiamo di rendere la prevenzione più efficace e, così speriamo, di contribuire ad evitare il sorgere delle gravissime patologie di cui l’ amianto è portatore”.

Dichiarazioni che condividiamo in quanto perfettamente in linea negli intenti con quanto dichiarato da anni dall’Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni.

Fonte: Arpa Puglia

Amianto, concesso risarcimento ai familiari dell’ex militare deceduto

Ezio Bonanni
Ezio Bonanni

Dopo diciotto anni dalla scomparsa di Rocco Gerardo Gatto, un ex militare della Marina, arriva una decisione importante di riconoscimento per il risarcimento degli esposti all’amianto.
La Seconda Sezione Civile del Tribunale di Roma ha confermato il diritto al risarcimento in favore dei familiari dell’uomo, stabilendo un importo complessivo di circa 950.000 euro, comprensivo di interessi e spese legali.

La sentenza rappresenta un nuovo passo nel percorso di riconoscimento delle patologie da esposizione professionale e nel sostegno a chi ha prestato servizio in ambienti dove l’amianto era presente.

Una vicenda di servizio, dedizione

Rocco Gerardo Gatto prestò servizio nella Marina Militare dal 1952 al 1958, come elettromeccanico e cannoniere a bordo di unità navali. In quegli anni, l’impiego dell’amianto era comune per ragioni tecniche e di sicurezza.
Nel 2006, gli fu diagnosticato un mesotelioma pleurico, e l’anno successivo la malattia ne causò il decesso.

Le valutazioni tecniche condotte nel corso del procedimento hanno evidenziato una possibile correlazione tra l’esposizione professionale e la patologia sviluppata, portando il giudice a riconoscere un risarcimento ai familiari per la perdita subita.

Il riconoscimento del Tribunale

Il Tribunale ha valutato il caso sotto il profilo umano e giuridico, riconoscendo il danno da perdita del rapporto parentale per la moglie e i figli.
La decisione si inserisce nel quadro delle cause civili relative a esposizioni professionali pregresse.

Le parole dell’avv. Ezio Bonanni – amianto e risarcimento

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e legale della famiglia Gatto, ha espresso soddisfazione per l’esito del procedimento:

“Questa sentenza rappresenta un riconoscimento importante per una famiglia che ha atteso a lungo una risposta. allo stesso tempo, conferma la necessità di proseguire con attenzione nella tutela della salute di chi ha operato in contesti professionali potenzialmente esposti.”

Bonanni ha inoltre ribadito l’impegno dell’ONA nel promuovere prevenzione, assistenza sanitaria e bonifiche ambientali, al fine di ridurre i rischi per le future generazioni.

L’impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a fornire supporto legale, medico e informativo alle persone che ritengono di essere state esposte a sostanze nocive in ambito civile o militare.
Attraverso attività di consulenza e sensibilizzazione, l’associazione contribuisce a diffondere una maggiore cultura della sicurezza e della prevenzione.

Per informazioni o assistenza gratuita è possibile contattare il numero verde 800 034 294 o visitare il sito ufficiale www.osservatorioamianto.it