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Usa, stop regolamentazione test amianto nei cosmetici con talco

Cosmetici con amianto,usa
Cosmetici, in Usa in forse test amianto

In Usa annunciata la decisione di ritirare la norma che stabilisce metodi di test standardizzati per individuare l’amianto nei cosmetici contenenti talco. La normativa, prevista dal Modernization of Cosmetics Regulation Act del 2022, mirava a proteggere i consumatori dalla sostanza cancerogena. La revoca pubblicata nel Federal Register il 28 novembre.

L’amianto è riconosciuto come un potente cancerogeno per l’uomo, e non esiste un livello di esposizione considerato sicuro. Negli anni, numerosi prodotti cosmetici contenenti talco sono risultati contaminati, generando preoccupazioni significative per la salute pubblica.

Rischi per la salute legati all’esposizione all’amianto

L’asbesto può provocare malattie gravi anche a seguito di esposizioni minime. Tra le patologie più comuni ci sono mesotelioma pleurico, asbestosi, tumori polmonari e ovarici.
Anche una singola fibra di amianto inalata potrebbe causare danni irreversibili dopo anni dall’esposizione.

Test e sicurezza dei cosmetici

Nonostante l’industria cosmetica conosca il rischio di contaminazione da amianto fin dagli anni ’50, le metodologie di test utilizzate attualmente risulterebbero inadeguate per rilevare tutte le fibre pericolose.

Le dichiarazioni nel Federal Register

Riportiamo fedelmente le dichiarazioni contenute nel Federal Register, la pubblicazione ufficiale quotidiana del governo federale degli Stati Uniti. E’ qui che troviamo regole, proposte, leggi, ordini esecutivi e altri documenti presidenziali.

La Food and Drug Administration (FDA, Agenzia o noi) annuncia il ritiro della norma proposta intitolata “Metodi di prova per il rilevamento e l’identificazione dell’amianto nei prodotti cosmetici contenenti talco”, pubblicata sul Federal Register il 27 dicembre 2024. La FDA sta adottando questa misura in risposta ai commenti ricevuti per la norma proposta, che giustificano un’ulteriore considerazione e valutazione prima di emanare regolamenti definitivi per stabilire e richiedere metodi di prova standardizzati per il rilevamento e l’identificazione dell’amianto nei prodotti cosmetici contenenti talco ai sensi del Modernization of Cosmetics Regulation Act del 2022.”

Si spera che la decisione sia quindi temporanea.

 

Australia, amianto nei freni di alcune turbine eoliche

amianto e alcune turbine eoliche
amianto e alcune turbine eoliche

Una recente indagine condotta su alcune turbine eoliche installate in Australia avrebbe rivelato la presenza di amianto nei sistemi frenanti. A dichiararlo, è la abc.net.au.

Una scoperta riapre il tema della sicurezza dei materiali industriali

La produzione di componenti frenati ha smesso di utilizzare materiali contenenti amianto, specialmente nei Paesi con normative severe come Australia e Regno Unito. Tuttavia, secondo quanto dichiarato dalla fonte, in alcune turbine eoliche sarebbe stato trovato del crisotilo.

Il caso parco eolico in Tasmania

Le verifiche eseguite presso un parco eolico in Tasmania, avrebbero confermato la presenza di amianto bianco nelle pastiglie dei freni fornite da un’industria cinese.
Ed è proprio da qui che nascerebbe l’inghippo, in quanto la Cina, nonostante alcune restrizioni, risulta ancora essere uno dei maggiori produttori e utilizzatori di amianto a livello globale.

Le possibili reazioni normative

Le verifiche basate su tecniche come la microscopia a luce polarizzata potrebbero diventare un requisito standard per l’ingresso di materiali provenienti da Paesi dove l’amianto non è ancora stato completamente eliminato, come appunto la Cina.

Cosa dovrebbero fare ora le aziende del settore

Per i produttori e gli acquirenti di materiali frenanti è fondamentale rafforzare le procedure di controllo a campione svolti da laboratori nazionali certificati. La documentazione fornita dai produttori esteri, da sola, non può più essere considerata sufficiente. Una politica basata sul principio “verificare sempre” diventa oggi indispensabile per prevenire violazioni normative e rischi operativi.

Una vicenda che richiama a maggiore responsabilità

La scoperta dell’amianto in alcune turbine eoliche dimostra come l’asbesto possa ancora insinuarsi nelle catene produttive globali, anche in settori innovativi e “green”come quello dell’energia rinnovabile. Per l’intera industria questo caso rappresenta un avvertimento concreto sulla necessità di controlli rigorosi e continui.

L’azienda ha affermato che saranno impiegate squadre di sicurezza per la rimozione dell’amianto e la sostituzione di tutte le pastiglie dei freni nelle turbine coinvolte.

Mondragone (CE), amianto abbandonato e un cane senza vita

vegetazione del bosco
vegetazione del bosco rami a terra

Individuato presso la località Triglione a Mondragone, in provincia di Caserta, un nuovo accumulo di rifiuti abbandonati, tra cui eternit amianto. A trovarlo, le guardie ambientali del Wwf Caserta durante una delle attività di pattugliamento svolte nella zona. Tra le fonti le pagine di Caserta News.

La situazione riscontrata sul posto

All’interno dell’area rinvenuti frammenti di lavorazioni edilizie, vecchi arredi, elettrodomestici inutilizzabili, residui di sostanze chimiche e altri oggetti ingombranti. Durante il sopralluogo ritrovato anche un cane morto, collocato dentro una scatola.

Le guardie ambientali hanno trasmesso una comunicazione agli enti competenti affinché venga avviata la procedura necessaria per la messa in sicurezza e la successiva bonifica. La speranza è che l’episodio contribuisca a riaccendere l’attenzione sulla necessità di contrastare gli abbandoni illeciti, che caratterizzano diversi territori, non solo in Campania. Anche se questa zona in particolare avrebbe già assistito ad episodi simili.
Effettuare sversamenti ed abbandonare rifiuti costituisce reato e può determinare sanzioni penali, come arresto e/o multe.

L’amianto tra i rifiuti

Tra i rifiuti eternit, contenente amianto, spesso utilizzato in passato in coperture, tubazioni e pannelli edilizi. L’amianto è altamente pericoloso per la salute: l’inalazione delle sue fibre può causare gravi patologie respiratorie e oncologiche. Tra queste: asbestosimesotelioma pleurico, carcinoma polmonare e vari tipi di cancro.
La dispersione di frammenti di amianto nell’ambiente rappresenta un rischio concreto. Non solo per chi dovesse entrare in contatto diretto con i rifiuti, ma anche per la popolazione residente e per gli animali, poiché le fibre possono rimanere sospese nell’aria per lungo tempo e contaminare il suolo circostante. Per questo motivo, la bonifica di aree contaminate deve essere effettuata da personale specializzato, seguendo protocolli di sicurezza rigidi, per prevenire l’esposizione e limitare i danni alla salute pubblica.
L‘Osservatorio Nazionale Amianto da sempre si batte per un mondo libero dalla pericolosa sostanza e a difesa delle vittime (e dei loro famigliari) colpite da patologie asbesto correlate.

Mesotelioma militare: tribunale riconosce legame con amianto

maschere anti gas, amianto
maschere anti gas

Una vicenda giudiziaria ancora in evoluzione

 Il Tribunale di Termini Imerese ha emesso una decisione di primo grado riguardante il caso di un militare originario di Campofelice di Roccella e deceduto nel 2011 a causa di un mesotelioma pleurico. Secondo quanto riportato dagli atti giudiziari, i giudici hanno ritenuto sussistente un collegamento tra la malattia e l’esposizione a materiali contenenti amianto durante il servizio prestato alla Scuola di Artiglieria di Bracciano a metà degli anni Sessanta.
Si tratta comunque di una valutazione ancora non definitiva, poiché la Difesa ha scelto di proporre appello.

Perché l’amianto è pericoloso

L’amianto consiste in un insieme di minerali fibrosi un tempo largamente utilizzati nell’edilizia e nell’industria per le loro proprietà isolanti e resistenti al calore. Quando le fibre si disperdono nell’aria e vengono inalate, possono causare gravi patologie, tra cui il mesotelioma e altre malattie respiratorie. In molti Paesi, compresa l’Italia, il suo impiego è vietato da anni, ma la bonifica dei siti contaminati resta un problema significativo.

Le valutazioni tecniche considerate dal Tribunale

Nella sentenza, il Giudice del lavoro ha richiamato le conclusioni della consulenza tecnica disposta nel procedimento, dalle quali sarebbe emersa , secondo i periti, una possibile correlazione tra l’ambiente di lavoro dell’epoca e la successiva patologia. La ricostruzione giudiziaria prende in esame le condizioni infrastrutturali e operative tipiche di quel periodo, ritenendo che potrebbero aver esposto il militare a materiali contenenti asbesto.

Sulla base di tali elementi, il Tribunale ha disposto l’inserimento del nome dell’uomo nell’elenco nazionale delle vittime del dovere e il riconoscimento dei benefici previsti dalla normativa, sempre con l’avvertenza che si tratta di misure adottate in sede di primo grado.

Il ruolo della famiglia e degli avvocati

La decisione accoglie le domande avanzate dai familiari rappresentati dall’avvocato Ezio Bonanni, che da anni segue la vicenda. L’attività difensiva ha richiamato documentazione storica e testimonianze relative alle modalità operative del servizio militare dell’epoca, evidenziando condizioni che, secondo la loro tesi, avrebbero potuto contribuire all’insorgenza della malattia.

Il ricorso della Difesa e i prossimi passi

Il ministero della Difesa, pur rispettando la decisione, ha ritenuto opportuno impugnare la sentenza davanti alla Corte d’Appello di Palermo. L’esito del giudizio sarà quindi rimesso alla valutazione dei giudici di secondo grado, che potranno confermare, modificare o riformare il verdetto.

L’avvocato Bonanni ha espresso apprezzamento per il riconoscimento ottenuto in primo grado, ribadendo allo stesso tempo la volontà di proseguire nel percorso legale nel rispetto delle procedure e delle sedi giudiziarie competenti.

Lucia Rubedo incanta al CONI per il Fair Play for Life

Lucia Rubedo
Lucia Rubedo

Il CNIFP consacra la sua Voce Ufficiale

Nel Salone d’Onore del CONI si è svolta la quarta edizione del Fair Play for Life, una cerimonia dal forte valore simbolico che ha riunito istituzioni, Forze Armate, autorità nazionali, delegazioni internazionali e stampa.

La giornata si è aperta con un momento di grande rilievo: la consegna del Premio Fair Play for Life a Lucia Rubedo, soprano crossover di fama internazionale, chiamata per prima sul palco tra gli applausi della sala.

Un premio, un simbolo, un’eredità

Il riconoscimento celebra la sua attività artistica e civile: la sua voce, da anni, raggiunge carceri, ospedali, comunità per minori e contesti fragili, trasformando l’arte in una forma concreta di servizio alla collettività.

L’atmosfera olimpica della cerimonia

In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Presidente Ruggero Alcanterini ha aperto la manifestazione ricordando la storia della Tedofora di Emilio Greco, una delle sculture simbolo delle Olimpiadi di Roma del 1960.

L’opera, raffigurante una giovane donna nell’atto solenne di portare la fiaccola, è stata affiancata dall’originale torcia olimpica degli anni ’60, esposta in teca insieme ad altri cimeli concessi dalla famiglia Garroni: un richiamo potente alla continuità tra valori, storia e responsabilità.

Ad aprire e chiudere la cerimonia è stata Lucia Rubedo, reduce dai Sanremo Music Awards, con l’esecuzione degli inni nazionale ed europeo: un gesto che ha confermato il suo ruolo di ponte tra arte, valori e istituzioni.

La giornata ha visto inoltre interventi dedicati all’inserimento del Fair Play nell’educazione civica, illustrati dall’On. Roberto Novelli e dal Sottosegretario Paola Frassinetti.

Il Generale Federico Sepe ha presentato il calendario del centenario dell’UNUCI, sottolineando la vicinanza tra i valori militari e quelli del Fair Play.

I premiati della quarta edizione

Con Lucia Rubedo in una ideale e simbolica staffetta etica sono stati premiati numerosi protagonisti dello sport, della cultura, della medicina, della giustizia e dell’impegno sociale.

UNUCI – Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia

Gianluca Guerrisi – Presidente Argos Forze di Polizia per il sociale

Fausto Zilli – Promotore nazionale dello sport giovanile

Giulio Civitella – Promotore dello sport inclusivo

Brigata Rualis (Cividale del Friuli) – modello di tifo Fair Play

Vis FISIEO – Associazione nazionale volontariato Shiatsu

Attilio Parisi – Presidente SISMes

Francesco Preite – Presidente Nazionale Salesiani per il Sociale

Alfredo Mulè – Operatore sportivo e promotore di pratiche contro bullismo e violenza

Giuliana Salce – campionessa azzurra mondiale di marcia

Luciana Marcellini – Olimpionica del nuoto

Gaetano Montico – Presidente SIAC Europa, promotore dell’arte circense etica

Lucia Rubedo – Soprano e ambasciatrice culturale del Fair Play

Laura Mazza – Presidente Federformazione

Luisa Rizzitelli – Giornalista, presidente di ASSIST

Maria Grazia Cucinotta – Attrice e filantropa

Massimiliano Iannuzzi Mungo – Primario chirurgo, promotore della solidarietà internazionale

Paola Vegliantei – Presidente Accademia della Legalità

Giampiero Cardillo – Generale, Cav. della Rep. Italiana, Comitato Tecnico Scientifico ONA

Nicola De Marinis – Professore di Diritto del Lavoro e Giudice presso la Corte Suprema di Cassazione

Fabio Massimo Gallo – Giurista, Presidente della Corte d’Appello di Roma

Luigi Abbate – Giornalista impegnato sui temi ambientali della città di Taranto, presso la quale egli ha ricoperto anche la carica di consigliere comunale e coordinatore ONA Puglia

Pasquale Trabucco – Presidente del Comitato Nazionale del 4 novembre e vicepresidente dell’Associazione Nazionale del Fante, protagonista di un viaggio performativo da Roma all’ Inghilterra con lo stemma dell’ONA fino al Vallo di Adriano.

Anna Giugliano – Professoressa Università la Sapienza e Università Tor Vergata
Vincenzo Di Berardino – Direttore Generale Fondazione ENPAM 5×1000

La proclamazione ufficiale

Al termine delle premiazioni, il Presidente Alcanterini ha invitato Lucia Rubedo al centro della sala e ha annunciato, davanti alla stampa e a tutte le autorità presenti, la sua nomina ufficiale a Testimonial e Voce Ufficiale del Fair Play Italiano.

Un momento solenne, accolto da un silenzio rispettoso.

Le parole del Presidente Alcanterini

Nel suo intervento, Alcanterini ha dichiarato:
«Lucia Rubedo non è solo una grande artista: è una voce che sa comunicare.
A Bruxelles ha emozionato persone di culture diverse, e oggi emoziona l’Italia.
Arriva al cuore con una semplicità straordinaria. È per questo che è stata scelta come Voce Ufficiale del Fair Play: perché trasmette, non solo canta.»

Poi ha aggiunto:

«La forza di Lucia è la capacità di trasmettere autenticità: una cosa che non si insegna, non si inventa, non si costruisce. Si è, semplicemente.»

La sala si ferma: il discorso di Lucia

Quando Lucia Rubedo ha preso la parola, la sala si è completamente fermata. Telecamere puntate. Pubblico immobile. Atmosfera sospesa. Nel suo discorso ha ripercorso, con autenticità, la sua storia fatta di difficoltà, ferite e silenzi, ma anche di coraggio e rinascita.

Ha raccontato come la musica sia stata per lei una forza di guarigione, capace di trasformare il dolore in un’eredità da donare agli altri: «Ogni palco che ho calcato è stato un modo per restituire qualcosa alla vita che mi aveva ferita… ma mai piegata.»

L’importanza della famiglia

Uno dei momenti più toccanti è arrivato quando, con voce commossa, ha ringraziato la sua famiglia — che la seguiva in diretta da lontano — e ha condiviso un insegnamento ricevuto dal nonno: «Mio nonno mi diceva sempre che alla fine della nostra vita non verremo ricordati per ciò che avremo fatto, ma per come lo avremo fatto. Quindi… fallo bene.»
Parole semplici, profonde, che hanno attraversato la sala come un abbraccio.

La frase destinata a rimanere

Nel finale del suo discorso, Lucia ha pronunciato le parole destinate a rimanere scolpite: «Non ero la più alta, ma ho sempre cercato di essere all’altezza.
Non ero la più forte, ma ho sempre trovato il coraggio di affrontare ogni difficoltà. Questa è la mia storia! Sono stata una bambina che nel buio ha trovato la sua voce.
E ora, da donna, ho scelto di donarla all’Italia e alle sue istituzioni .»

Una forza che nasce dalla fragilità

La platea ha colto l’essenza della sua figura: una donna capace di essere fragile e forte allo stesso tempo, con gli occhi lucidi mentre parla, ma la fermezza di chi sa sostenere un discorso istituzionale con rigore, intensità e cuore.

Il canto finale

Il cerimoniale si è concluso con la sua interpretazione di “Cantique de Noël” di Adolphe Adam, eseguita in francese come augurio di pace per il Natale imminente: un momento di grande emozione che ha sigillato la giornata.

Una nomina che segna un nuovo capitolo

Con il Premio Fair Play for Life e la nomina a Voce Ufficiale del CNIFP, Lucia Rubedo è chiaramente una figura ponte tra arte e istituzioni, destinata ad aprire una nuova strada nel dialogo culturale e civile del Paese.

Un volto e una voce che rappresentano i valori italiani con eleganza, dovere e sensibilità.
E, soprattutto, un primato storico: Lucia Rubedo è la prima Voce Ufficiale del Fair Play Italiano.