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martedì, Settembre 15, 2026
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Il Covid tra le fauci di Anthony

Covid - Anthony Fauci
Anthony Fauci

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialistaper “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’ECO DEL LITORALE”

Emergenza Covid: vaccino o non vaccino?

Se non fosse perché noi stiamo di traverso e affondati nella palta sino al collo, ci sarebbe da gioire, urticati da un moto irrefrenabile d’orgoglio, posto che quell’Anthony dal cognome italianissimo, Fauci, capace di tenere testa a Donald, dal chiaro cognome alemanno, Trump, è divenuto faro della speranza nel contrasto al COVID 19, come lo è stato e lo è per l’AIDS.

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Del resto lui, figlio di farmacisti e nipote di emigranti sciacchitani, non è suscettibile a intimidazioni di sorta, ma altresì forte della sua resilienza caratteriale e delle sue certezze scientifiche, ci ha mandato un messaggio senza velature di sorta.

Come ci ha insegnato la storia e drammaticamente quella della pandemia “spagnola” di un secolo fa, posto che la prima sferzata del virus è ancora in atto, con impennate nei Paesi refrattari all’idea del distanziamento, la seconda ondata pandemica di coronavirus incombe e potrebbe essere tragica.

Anthony ci aggiorna sulla corsa contro il tempo, della preparazione di un vaccino USA, che potrebbe essere disponibile – per gli americani – durante l’inverno. Ci raccomanda di fare altrettanto, di dare fondo ad ogni opportunità, senza remore ed indugi, perché l’Unione europa e noi si faccia altrettanto.

Credo che quelle dell’ennesimo rappresentante italico, consegnato all’empireo dell’eccellenza, attraverso il magico procedimento di quel che fu il “Sogno Americano”, siano parole, segnali, consigli o veri e propri avvertimenti, che dovrebbero indurre tutti ad occuparsi drasticamente della prevenzione salute, piuttosto che attardarsi tra i meandri insidiosi del Giardino Segreto del Casino Algardi in Villa Pamphili, dove si faranno strame e gloria di Colao e del suo Piano, piuttosto che del futuro non soltanto economico del Bel Paese, l’Italia, e del suo Governo in affanno.

Piano Colao, protagonista, comprimari, comparse

Piano Colao
Piano Colao

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialistaper “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Piano colao: è un colpo magistrale!

Proviamo ad immaginare per un solo momento di vivere in un Paese diverso, uno a caso, la Danimarca. Ma pensate che ci troveremmo a discutere del “Piano Colao”, che, con un colpo magistrale, spiattellato in centoventuno pagine con punti e dettagli, ha letteralmente rubato la scena a Conte ed ai suoi Stati Generali sull’Economia?

Assolutamente no. Perché ci troveremmo invece a pagare tranquillamente i conti in Corone, Euro e digitale. Avremmo asili nido ed attività motoria gestita da professionisti a gogo, un welfare esaustivo, lavoro per quasi tutti, comunicazioni e trasporti soddisfacenti, stipendi almeno doppi, rispetto dell’ambiente, sport per tutti come cultura dominante, etc.

Ma, dal momento che siamo beneficiari della straordinaria opportunità di essere nati e di vivere la nostra esperienza nella terra da cui si generano meraviglie del tutto e del contrario di tutto, non possiamo esimerci dall’affrontare i problemi che ci ammorbano ed ahimè ci condizionano senza scampo.

Da un rapido esame, i suggerimenti per la cura ed il rilancio del Bel Paese sorvolano i temi della salute e dello sport. Ma li danno per impliciti tra le pieghe dell’istruzione, del turismo, della cultura e della mobilità.

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Viene raccomandato il buon senso

Non emergono riferimenti ad assist comunitari o a temute “ghigliottine”, come il MES, piuttosto che a raccolte di risorse tramite BTP particolari, come i “Futura”. Ma diversamente raccomandano il buon senso, attraverso il taglio della burocrazia e tutte le forme possibili di riduzione, compensazione, stralcio e conguaglio, che riducano a all’essenziale il percorso dell’economia circolante.

Così e poi ancora così continueremo a ragionare sulle carte del “protagonista”, Vittorio Colao. E quando venerdì andranno in scena gli “Stati” dei “comprimari”, nel confortevole splendore del Casino del Bel Respiro, realizzato per Innocenzo X Pamphilj nel 1644 da Alessandro Algardi, per le “comparse”, ci sarà la spledida preview di un weekend con il sole di ritorno e nel dubbio dell’avvenire.

MES salute, prova d’appello per scuola e sport

Attività motoria
Attività motoria

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Ma non avvertite anche voi il bisogno assoluto di aprire, anzi di spalancare il diaframma ossidato della coscienza, a fronte del conformismo emergenziale, della velatura da Covid, che rende ogni cosa relativa, posponibile, oltre ogni ragionevole dubbio della logica.

E così, continuiamo a smottare nell’effimero, nella discussione sui ritardi di un soccorso, piuttosto che sulla tempistica e la location di un evento, come quello degli Stati Generali dell’Economia, tanto urgente, quanto improvvisato, da far pensare ad un mero adempimento formale in ragione di una decisione presa, circa l’acquisizione dei trentasette miliardi del MES, vincolati alla salute.

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MES per la tutela della salute e uno stile di vita sano

Ecco, allora, in nome di tutti coloro che oggi invocano raziocinio e giustizia di governo per il Bel Paese, per i tanti che ci hanno lasciato, dopo aver dato un generoso contributo di saggezza per la crescita della nostra qualità sociale, attraverso l’educazione e in primis quella psicofisica, che non prescinde dalla motoria, come ci hanno raccomandato e insegnato nel corso degli ultimi tre secoli i “putativi” Obermann, De Sanctis, Baumann, Mosso, Montessori, Urbani, Giugni, Enrile, Zauli e coloro che si sono battuti per l’elevazione dell’educazione fisica a scienza motoria, a cominciare dal fondatore della FISAM, il mio “buon maestro”, Probo Zamagni, da quelli che hanno condotto in porto le facoltà universitarie nel 2010 e da quelli che entusiasticamente le hanno frequentate per vocazione alla missione educativa, sento l’esigenza di divulgare l’impegno morale, che prescinde dal ruolo, ma che nasce dal profondo, appunto dalla coscienza.

L’impegno è e dovrà essere quello di rendere sensibili le parti in causa rispetto alla necessità primaria, irrinunciabile dell’educazione motoria in funzione di uno stile di vita consapevolmente sano, a cominciare dai primi mesi di vita.

Il finanziamento straordinario del MES

A questo punto, potremmo recuperare con vantaggio, rispetto alle ingiustificabili lacune in essere, proprio in ragione degli adempimenti vincolanti alla salute per il finanziamento straordinario attraverso il MES, cosa che consentirebbe di sostenere senza se e senza ma un vero salto di efficienza, con l’immissione nel sistema della scuola, del welfare, della salute preventiva e riabilitativa, degli “over 65” e dello sport agonistico, dei dottori e dei professori in scienze motorie, così come auspicato dall’ICSSPE sin dal 1958 e indicato da UNESCO e Parlamento Europeo con tante esplicite risoluzioni, sino a quella del 2013 del Consiglio Europeo che approvava il programma comunitario Erasmus+ 2014/2020, programma unico per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport, articolato in tre azioni chiave (Mobilità di apprendimento, Progetti di cooperazione e Riforme Politiche) e due attività specifiche: Jean Monnet e Sport.

Dunque, potremmo avere una prova d’appello, la possibilità unica e forse irripetibile di un italico riscatto, dopo tante battute a vuoto, dopo settant’anni di assenza dalla Scuola Primaria, cosa che adesso grida addirittura vendetta.

Earth day: l’uomo, la natura e il possibile dell’impossibile

Earth day
Earth day

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialistaper “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”.

Earth Day: un giorno dedicato al pianeta

Cerchiamo di capirci, care ragazze e ragazzi, ma da quale parte stiamo? Il dubbio sorge impellente, proprio in occasione di una ricorrenza che sembra non emozionare più nessuno, l’Earth Day, che in altri tempi avrebbe guadagnato almeno ipocriti sentimenti autocelebrativi.

Adesso, con l’angoscia di un possibile ritorno virale e quindi della lotta contro il tempo per tagliare il traguardo del vaccino, non si fa altro che piangere sul latte versato dell’economia, ignorando che gran parte della catastrofe, cui siamo avviati, deriva proprio dalla satrapica gestione delle risorse ambientali, in funzione di uno sviluppo insostenibile.

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Così, mentre cominciamo a riconsiderare lo spazio come distanza sociale e come valore incomprimibile, in un futuro che è già presente, in cui fabbriche, teatri, stadi, piazze, case, ospedali e strade, per non parlare di vicoli, denotano inadeguatezza, oggi dobbiamo comunque registrare la catastrofe di Krasnoyarsk, che minaccia di trasferire via fiume ventimila tonnellate di gasolio nel Mare Artico e di Alta, in Norvegia, dove un intero territorio è smottato, pari pari, tra flutti e gorghi. Mentre il Tevere, da Roma a Fiumicino, è al sesto giorno di necrosi, con la distruzione – senza motivi accertati e senza riparo – del suo patrimonio ittico.

L’azione di tutela e assistenza dell’ONA

Ecco, se nella isterica emergenza del COVID 19, siamo stati costretti ai rimedi della nonna ( con difficoltà per guanti, mascherine, ricoveri e distanziamento) di fronte alla sfida globale cosa dobbiamo pensare? Siamo forse adeguati alla tutela di noi stessi, piuttosto che della Terra che ci ospita?

È evidente che i conti non tornano e che riusciamo soltanto in minima parte a rispettare le regole per una possibile salvaguardia del creato, posto che a questo punto sia ancora possibile invertire la perversa deriva, cui è orientata la dinamica del nostro divenire.

Quindi, dovremmo almeno tentare di fare il possibile di quel che appare impossibile e non arrenderci mai. Perché questo potrebbe almeno prolungare la nostra e l’altrui sopravvivenza, posto che l’uomo non è il solo abitante di Gaia, anche se luciferino, diversamente dotato di immenso egoismo e viziato da insano straordinario masochismo.

Ecco perché, proprio in questo giorno, non possiamo esimerci dal ricordare la concretezza e l’importanza fortemente simbolica dell’azione svolta dall’Osservatorio Nazionale Amianto, che in sinergia con il Comitato Nazionale Italiano Fair Play, affronta problematiche specifiche e generali dell’etica ambientale, che prospettano coinvolgimenti ancora più ampi, rispetto a quanto già in bilancio, con migliaia di prese in carico nel corso del secondo decennio di questo complicato terzo millennio.

Covid o non covid

Giuseppe Conte - Covid
Giuseppe Conte

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’ECO DEL LITORALE”

Covid e degrado urbano: due facce stessa medaglia

Cari amici, abbiamo preso definitiva consapevolezza che il danaro fin qui profuso a pioggia – in parte elargito per cittadinanza ed emergenze varie – ha rappresentato di fatto un incentivo alla rinuncia, piuttosto che uno stimolo al lavoro.

Infatti, viene data in crescita la percentuale di chi si astiene dalla ricerca di una opportunità, mentre il lavoro a casa propria, piuttosto che in ufficio, pare abbia messo le radici.

Ieri ho fatto una incursione sotto le pendici del Campidoglio. Ho trovato il deserto. Locali chiusi, parcheggi a gogo e nemmeno l’ombra di un turista. Ho pensato di essere ripiombato nel primo ottocento, quando ancora il Grand Tour non era in voga e col tramonto non si accendevano nemmeno i lampioni a gas.

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Adesso, finalmente, si comincia a parlare di Progetto Paese, di grandi opere, di orientamento al rilancio, allo sviluppo, mentre ferrovie e linee aeree hanno ripreso a pulsare. Ma si tratta soltanto di timide prove tecniche di trasmissione.

Intanto qualcuno ricorda che abbiamo un parco auto percentualmente stravecchio e che potrebbe essere rinnovato con opportuni incentivi, salvo le tasche vuote dei destinatari.

Rinviata la resa dei conti sine die

Diciamoci la verità, se tutti i mali non vengono per nuocere, quale potrebbe essere adesso il lato positivo di questa catastrofe virale? La realtà è che l’emergenza Covid ha enfatizzato il ruolo dell’apparato istituzionalizzato in carica e in qualche modo ha rinviato la resa dei conti sine die.

Adesso, però, cominciano a sentirsi gli scricchiolii di un impalco impostato su di un piano inclinato, pieno di criticità dovute ad una gracilità endemica. La squadra di Governo è quella che è, anche se qualche sorpresa positiva non è mancata, come nel caso del Ministro dello Sport, Spadafora, che ha rivelato temperanza, competenza ed un sano orientamento per un aggiornamento della materia sportiva riferita alla qualità della vita.

Purtroppo, però, l’impressione è quella che si navighi a vista e che la gente si sia adagiata, che la mascherina di fantasia sia un vezzo e che ci si consideri di fatto in vacanza, in attesa che il COVID 19 si allontani quatto quatto, nel corso di una radiosa estate da sopportare, come la mitica “Famiglia Passaguai”, nel virtuale esotismo domestico.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. In questa pandemia covid-19, l’amianto ha infatti aumentato il suo impatto.

Quindi è stato rivolto un appello al Premier Draghi per una maggiore attenzione per il rischio amianto ed è stata reiterata la richiesta di un nuovo protocollo Covid-19 per le vittime amianto.