23.4 C
Rome
martedì, Settembre 15, 2026
Home Blog Page 387

Tommaso Germano: un gigante del diritto del lavoro

tommaso germano

Tommaso Germano, gigante del diritto del lavoro. Ne traccia il ricordo il Dott. Ruggero Alcanterini. Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni, che ha avuto, nel Prof. Tommaso Germano, uno dei suoi stimatori e sostenitori della sua battaglia contro l’amianto.

Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Nello, Tommaso Germano, professore di diritto erede della sapienza di Gino Giugni, compagno di azioni epiche nella promozione sociale sportiva, tra AICS e FIDAL, con me e Oberdan La Forgia, a sostegno del primo Mennea, come scommessa possibile, contro l’apparente impossibile.

La memoria di Tommaso Germano, vittima 

È volato in Borea, raggiungendo Pietro e portando con se parte di quel suo vissuto riservato, ma in gran parte dispensato a studenti, lavoratori e sportivi.

Quasi fosse proconsole di quella ideale Fiera del Levante, che nella sua Città è distinguente bandiera.

Prendendo esempio e spunto dal prof. Germano, penso che sarebbe giusto e opportuno poter fare bilanci di fine percorso, chiusi i battenti dell’intrapresa fieristica, che poi è quella del divenire, con continui aggiornamenti.

Beh, credo non ce ne sia mai stata una vera opportunità, da che il mondo è mondo animato dagli umani. In buona sostanza, non ci rendiamo conto che il bello è quello delle diretta e che stiamo recitando a soggetto, giorno per giorno, interpretando, anzi sostanzialmente improvvisando, di fronte ad incognite e variabili che rendono difficile la sfida.

Salvo che non se vogliano scorgere gli aspetti grotteschi o diversamente divertenti, che questa può riservare. In ogni caso, ogni questione può rivelare i suoi aspetti paradossali e suscitare i sentimenti migliori, come i peggiori.

Per esempio, le notizie sul fronte pandemico ed economico seguono una curva conseguenziale al conflitto tra il rigore della profilassi e la sostenibilità del mantenimento di attività produttive, sociali, di servizio. Alla fine saremo più poveri, le nostre abitudini ne saranno condizionate, ma i rapporto tra vizi e virtù non verrà stravolto, come il sistema che continuerà a vivere di ritualità.

Fine della Fiera, della vita di ognuno di noi, rimane e rimarrà quella esemplificativa considerazione che solo al Sud sanno fa’ e che oggi io adatto alla bisogna: “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto… Chi ha dato, ha dato, ha dato… Scurdámmoce ‘o ppassato, Simmo italiani paisá!”

Tommaso Germano e la Fiera del Levante del 2017

L’Avv. Ezio Bonanni è uno dei testimoni dell’impegno del Prof. Tommaso Germano nella tutela degli ultimi e dei più deboli. Fu attento anche alla problematica amianto. Così, una delle sue iniziative come titolare della cattedra di diritto della previdenza sociale della facoltà di giurisprudenza dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, fu quella di inserire il tema amianto all’interno di un evento tenuto tra le iniziative della Fiera del Levante.

La Fiera della Sicurezza: sessione salute e sicurezza

Il 16.09.2017 è il Prof. Tommaso Germano che scrive all’Avv. Ezio Bonanni per ringraziarlo “per la sua partecipazione al seminario”: la Fiera della Sicurezza.

Il motivo è il contenuto della relazione “il rischio amianto: prevenzione primaria e secondaria e il risarcimento danni”, la quale conclude il Prof. Tommaso Germano “è stata particolarmente apprezzata e seguita dai partecipanti”.

Tuttavia, il Prof. Tommaso Germano coglie nell’Avv. Ezio Bonanni, e lo sottolinea, “la disponibilità e la cortesia” e per di più, esprime “sincera gratitudine per le informazioni e i dati profusi indispensabili per la realizzazione dell’evento stesso”.

Ma sono molteplici le iniziative del Prof. Tommaso Germano nell’affiancare le vittime dell’amianto, anche in sede di costituzione del Centro Studi sull’Amianto, unitamente all’ONA e al Prof. Gaetano Veneto.

Amianto: centro studi dell’Università di Bari

Il giorno 15.10.2016, si è tenuta presso l’Istituto di diritto del lavoro della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Bari, la sessione di costituzione del centro studi sull’amianto, nell’ambito del centro studi del diritto dei lavori.

Anche in quell’occasione, il Prof. Tommaso Germano ha dimostrato la sua vicinanza alle vittime dell’amianto. 

Ezio Bonanni ricorda il Prof. Tommaso Germano

 Tommaso Germano è stato un grande del diritto del lavoro. Sicuramente, approderà in paradiso, e guarderà tutti dall’alto, sulla base delle sue conoscenze giuridiche e dell’alto senso del valore del diritto come tutela del più debole.

In questo triste momento, ricordo il Prof. Tommaso Germano, che fu sempre nei miei confronti, gentile ed attento. Aveva un modo di fare calmo e tranquillo, con quella forza che deriva proprio da questa sua estrema serenità e lucida ed acuta intelligenza”.

Il rispetto delle regole

Il rispetto delle regole

Il rispetto delle regole: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Ed eccoci alla prova provata che anche il rispetto delle regole è un bel problema… Ieri, al centro di un imbarazzante conflitto di competenze, è andato in crisi quanto di più sacro e importante c’è nel sistema italico, il Campionato di Calcio.

Palleggiare col Covid-19. Non si gioca con la salute umana

Si profilano restringimenti giugulatori della socialità e dell’economia, il ritorno massiccio dello smart working, l’imposizione delle mascherine open air. Ma per carità il pubblico, almeno i mille, come quelli di Garibaldi, lasciamoli in tribuna, qualsiasi sia la capienza.

Eppure per l’atletica, per l’unico evento internazionale della stagione, in uno sterminato Stadio Olimpico, la “Commissione” era stata inflessibile nell’interesse della pubblica salute.

Dunque, ieri, il Napoli veniva fermato alla partenza da una ordinanza della ASL competente e al contempo la Juventus e la Lega organizzavano la partita come se nulla fosse, inscenando una formale attesa, quella che avrebbe consentito allo staff arbitrale di avviare la procedura della vittoria a tavolino, in assenza della squadra avversaria.

Nulla di più scontato, banale e pure ineccepibile, salvo registrare una incongruenza normativa a carico del Ministero della Sanità, che fino a prova del contrario deve tutelare la salute in primis. Ma deve perfezionare l’accordo in materia con gli organismi sportivi di riferimento.

È necessario il rispetto delle regole

Dunque, comunque per tutti la sconfitta del buon senso e una straordinaria opportunità persa, quella di un gesto apprezzabile di fair play, con nessuna delle squadre in campo e la richiesta di un ragionevole rinvio a data da destinarsi per un recupero.

Ma tant’è, adesso si apre la strada delle carte bollate, dei ricorsi e dei controricorsi, essendosi comunque avviata la “roulette russa” legata ai contagi da COVID, che accompagnerà le vicende di un evento tra professionisti milionari del pallone, sempre più spunto per news da calcio mercato e sempre più in solitudine.

Il rispetto delle regole, giusto quello che salverebbe il Bel Paese da una quantità di ricorrenti catastrofi, diversamente attribuite alla sfiga, diventa il tema del giorno per un match sfumato tra i paperoni del football nostrano.

Siccome non tutti mali vengono per nuocere, diciamo che sta bene così. Da oggi si cambia regime, tutti andranno al passo nei centri urbani e tutti pagheranno puntualmente le tasse.

Sport e salute: l’impegno dell’ONA

In questa pandemia Covid-19, l’amianto ha aumentato il suo impatto. Già le fibre sono cancerogene come chiarite dallo IARC nell’ultima monografia.

Ora con il coronavirus, l’indice di mortalità è più elevato. Tanto è vero che ciò è stato evidenziato anche dall’Avv. Ezio Bonanni nel corso della conferenza stampa amianto del 13.10.2020 in Campidoglio.

L’ Osservatorio Nazionale Amianto è in prima linea per garantire la bonifica di tutti i siti contaminati d’amianto, che spesso sono scuole o centri sportivi.

Cancro al colon risarcimento amianto

Civitavecchia Cancro al colon risarcimento
Civitavecchia

Indice dei contenuti

Tempo stimato di lettura: 10 minuti

Tammone: cancro al colon risarcimento

Cancro al colon risarcimento: l’ONA ha ottenuto molti risultati positivi in sede giudiziaria. Infatti, l’INAIL nega sempre il diritto delle vittime all’indennizzo e al risarcimento. Il caso è quello di Carmine Tammone, ex lavoratore dei cantieri navali riuscito ad ottenere il riconoscimento della malattia professionale asbesto (cancro al colon risarcimento).

In questo modo, l’INAIL è stata condannata a costituire in suo favore la rendita mensile, con la liquidazione dei ratei arretrati. 

Tumore del colon e assistenza dell’ONA

La storia di Carmine Tammone è il caso pilota per la tutela di tutte le vittime amianto tumore gastrointestinale. 

Condanna dell’INAIL all’indennizzo delle tumore del colon

Il lavoratore nasce in provincia di Matera, ma si trasferisce appena adolescente nel Lazio.

Carmine ha lavorato quasi tutta la vita all’interno dei cantieri navali, da Civitavecchia a Via Reggio, ha trascorso circa 50 anni a dedicarsi al proprio lavoro. Finalmente nel 1995 è stato collocato a riposo.

La pensione doveva rappresentare per Carmine un traguardo raggiunto grazie alla pazienza e al sacrificio. Ma dopo 2 anni, nel 1997 gli hanno diagnosticato un cancro al colon ed è dovuto sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico.

Poiché è emerso che il tumore del colon fosse di origine professionale, è stata attivata la procedura INAIL. Lente ha rigettato le domande della vittima, per cui è stato presentato il ricorso giudiziario presso il Tribunale di Velletri. In seguito all’accertamento, l’INAIL è stato condannato all’indennizzo della malattia asbesto-correlate.

Successivamente, l’INAIL ha impugnato la sentenza favorevole presso la Corte di Appello di Roma, che invece ha confermato la decisione del tribunale. In questo modo si è messa la parola fine a questa controversia che la causa pilota utilizzabile per tutti gli altre controversie.

Carmine Tammone: domanda amministrativa di rendita INAIL

L’ONA, con il medico legale dottor Arturo Cianciosi, hanno accertato che il signor Tammone ha subito il tumore del colon a causa della esposizione professionale ad asbesto.

Per tali motivi, il dottor Arturo Cianciosi ha redatto la prima certificazione di malattia professionale che ha indirizzato al INAIL. I sanitari dell’INAIL hanno negato il diritto del Sig. Tammone all’indennizzo del tumore del colon malattia professionale.

Quindi la domanda amministrativa è stata rigettata dall’INAIL. L’avvocato Ezio Bonanni ha impugnato il rigetto ed ha chiesto che i sanitari dell’INAIL fissassero collegiale. Anche la collegiale medica ha confermato il provvedimento di rigetto.

Cancro del colon: ricorso giudiziario per il riconoscimento

A questo punto, non è rimasto altro da fare che ricorrere alla magistratura. Quindi è stato depositato il ricorso giudiziario al giudice del lavoro, sulla base dell’articolo 442 del codice di procedura civile grande.

Questo ricorso per l’indennizzo INAIL, è stato corredato con tutta la certificazione medica e quella per dimostrare l’origine professionale. Il medico legale, Dott. Arturo Cianciosi, ha redatto la relazione medica ad ulteriore supporto della domanda giudiziaria. È stata richiesta anche la prova testimoniale. Inoltre, sono state allegate le numerose sentenze di riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione ad amianto per i lavoratori dei cantieri navali.

Infatti, fin dal 3000, l’Avv. Ezio Bonanni ha depositato molte domande per i lavoratori dei cantieri navali esposti all’amianto. Pure coloro che non si sono ammalati, hanno comunque diritto al prepensionamento.

Molti lavoratori dei cantieri navali sono anche deceduti, per cui, sono state intentate azioni di risarcimento danni.

La procedura è quella della domanda all’INPS di accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto. Si deve presentare la domanda amministrativa, sulla base dell’articolo 13 comma 8 della legge 257 del 1992:

Scopri i diritti delle vittime di tumore amianto gastrointestinale

Tumore al colon e asbesto: conferma del nesso causale

Nel ricorso giudiziario, l’ Avv. Ezio Bonanni ha citato tutta la letteratura scientifica ed ha dimostrato il nesso causale. Risulta, infatti, che nei lavoratori esposti ad amianto vi è una più alta incidenza di tumori del colon.

Questo dato epidemiologico, anche se non assoluto, è confermato dallo iarc nella sua ultima monografia in materia di asbesto.

Infatti le fibre di asbesto sono un cancerogeno perfetto, ed incidono anche sugli organi gastrici.

Le tesi dell’ Avv. Ezio Bonanni  hanno ricevuto autorevole riscontro da tutta la letteratura scientifica. Successivamente, anche dalla Corte di Cassazione ha confermato queste risultanze scientifiche.

Approfondimento  su  amianto e tumore del colon

Quali malattie amianto l’INAIL deve sempre risarcire?

La prova scientifica sulla cancerogenicità dell’amianto debbono indurre ad indennizzare le vittime. Infatti, ci sono alcune malattie asbesto correlate nella lista 1.

L’inserimento in questa lista è molto importante, perché comporta la presunzione legale di origine. In altre parole, in questi casi si presume il nesso causale.

Perciò, l’INAIL deve indennizzare i lavoratori, in caso di morte,  i superstiti. L’ente, se non vuole indennizzare, deve prima eccepire e poi dimostrare che la malattia  è extra professionale.

Inoltre è  sufficiente la concausa, per ottenere comunque riconoscimento e dunque l’indennizzo. I mesoteliomi, tra i quali  quello delle della pleura, del peritoneo, della tunica vaginale del testicolo e del pericardio, fanno parte della lista 1. 

Così, allo stesso modo, il tumore del polmone, poi quello della laringe e quello delle ovaie. Ancora l’asbestosi, le placche pleuriche e gli ispessimenti.

Per queste malattie, è molto semplice ottenere il riconoscimento perché gli oneri probatori sono a carico dell’ INAIL. Più complicato, invece, per quanto riguarda quelle malattie non inserire nelle liste, anche se ora è in vigore il sistema misto.

Tumore colon: sì all’indennizzo se c’è l’esposizione amianto

Infatti, prima la Corte Costituzionale, poi legislatore, con l’articolo 10 del decreto legislativo 38 del 2000 hanno ribadito questo concetto. Devono essere riconosciute tutte quelle malattie amianto o comunque professionali a prescindere da l’inserimento nella lista 1. La condizione è che il lavoratore dimostri la loro origine professionale, quindi il nesso causale.

Nel nostro caso, il tumore del colon era inserito nella lista II dell’ INAIL. Inizialmente nella lista 3. Quindi, non c’era la presunzione legale di origine. Per cui a carico di questo lavoratore, come tutte le altre vittime dello stesso tumore, vi è un preciso onere probatorio: quello del nesso causale.

Ovvero, che la malattia sia legata alla esposizione lavorativa all’agente cancerogeno, in questo caso l’amianto. La prova è a carico del lavoratore, che però l’aveva fornita poi gli erano state allegate molte sentenze di condanna dell’INPS all’accredito delle maggiorazioni amianto.

L’ Avv. Ezio Bonanni ha depositato le sentenze di condanna dell’INPS e, vuol dire che ha dimostrato il superamento della soglia delle 100 fibre litro per più di 10 anni.

Si tratta, quindi, di una prova importante di elevata condizione di rischio professionale per esposizione ad asbesto che rileva anche in caso di malattia amianto correlata. In particolare, per i tumori amianto, tra i quali quello del colon.

Per questi motivi, in seguito alla prova testimoniale è alla perizia medico legale, il ricorso è stato accolto. L’ INAIL è stata condannata.

Tribunale di Velletri: il cancro del colon malattia correlata

La  sentenza ha accolto le richieste del lavoratore, difeso dall’Avvocato Ezio Bonanni. In sostanza l’INAIL è stata condannata a costituire la rendita in suo favore, e a pagare i ratei arretrati.

L’INAIL ha dovuto pure rilasciare al signor Tammone il certificato di esposizione amianto ex articolo 13 comma 7 della legge 257 del 1992.

Tumore al colon: quali sono i diritti delle vittime?

Le vittime amianto tumore del colon malattia professionale hanno i seguenti diritti:

  • indennizzo INAIL malattia professionale che consiste della costituzione di una rendita, per i casi di lesione a partire dal 16%. Mentre se l’invalidità è inferiore, si ha diritto all’indennizzo del solo danno biologico, con prestazione una tantum;
  • Fondo Vittime Amianto. Nel caso di riconoscimento del tumore del colon da asbesto, si ha diritto ad ottenere la prestazione aggiuntiva del Fondo Vittime Amianto (art. 1, commi 241/246, L. 244/2007);
  • benefici contributivi amianto, sia per il prepensionamento amianto, sia la rivalutazione e riliquidazione della pensione. con la liquidazione degli arretrati.
  • pensione invalidità INPS. In caso di mancata maturazione del diritto a pensione pur dopo la rivalutazione del 50% per i contributi amianto, si può chiedere comunque il pensionamento. È necessario farne domanda entro il prossimo 31 marzo 2022. Qualora non si presentasse la domanda entro questo termine, la richiesta verrà esaminata l’anno successivo a partire da aprile. Ne hanno diritto tutti coloro che hanno ottenuto il riconoscimento di malattia asbesto correlata punto la prestazione non è cumulabile con la rendita Inail.
  • risarcimento danni malattia correlata

L’INAIL ricorre: la Corte di Appello conferma la condanna

L’ Avv. Ezio Bonanni, in difesa del Sig. Tammone Carmine si è rivolto al Tribunale, il quale dopo aver disposto gli accertamenti, ha condannato l’INAIL a costituire la rendita.

La controparte ha impugnato la sentenza di condanna presso la Corte di Appello di Roma, in quanto nega le capacità cancerogene dell’amianto.  Ha sostenuto che a maggior ragione anche il cancro al colon non deve essere riconosciuto come malattia professionale. 

La Corte di Appello di Roma ha disposto un ulteriore accertamento medico legale che ha smentito le tesi dell’INAIL confermando che l’amianto è dannoso per la salute umana.

Una vittoria schiacciante che riesce a dare speranza a tutte le vittime amianto che cercano risposta al fatto che ad oggi sono ancora in molti a non vedere riconosciuti i propri diritti.

Così l’appello è stato rigettato con  condanna dell’INAIL al pagamento delle spese.

Cancro al colon risarcimento: il grazie della vittima

Nel momento della lettura della sentenza, la vittima ricorda i suoi colleghi deceduti:

«Ho lavorato una vita nei cantieri navali. Non vedevamo ad un metro di distanza per le polveri di amianto. Tutti i miei colleghi, purtroppo sono già morti, e io sono vivo per miracolo, solo perché, grazie allo Sportello Amianto, creato dal comitato delle vittime”.

L’impegno nella costituzione del comitato delle vittime:

già nei primi anni 2000 nell’Agro Pontino, e all’impegno del Dott. Arturo Cianciosi, i sanitari hanno estirpato il cancro, e così sono salvo, anche se con dei grossi problemi.

La vittima ricorda la vittoria giudiziaria con il cancro al colon risarcimento:

Poi è iniziata la trafila con l’INAIL che negava e nega i diritti alle vittime, agli orfani, alle vedove, è una cosa veramente vergognosa. Come aderente all’ONA avrei voluto iniziare uno sciopero della fame per protestare per il comportamento dell’INAIL.

La medicina legale per il cancro al colon risarcimento

L’importanza del medico legale, e quindi il grazie al dottor Arturo cianciosi:

Dopo una lunga battaglia in primo grado, dove il mio medico di parte Dott. Arturo Cianciosi ha dimostrato che l’amianto fa male anche al colon. Quindi la vittoria delle tesi dell’Avv. Ezio Bonanni, l’INAIL ha proposto appello.

Subito dopo la sentenza di condanna hanno notificato l’appello ed io ho resistito con l’appello.

La vittima ringrazia l’Avv. Ezio Bonanni per l’assistenza

“Intendo ringraziare pubblicamente l’Avv. Ezio Bonanni. Sono più che soddisfatto dei risultati raggiunti, soprattutto grazie all’impegno dell’Avv. Bonanni e dell’Osservatorio Nazionale Amianto”.

Così dichiara il Sig. Tammone Carmine per aver ottenuto la tutela dei diritti come vittima del tumore al colon.

Cancro al colon risarcimento tutela legale

«Non comprendo le ragioni per le quali l’INAIL opponga tutta questa resistenza. Se c’è uno sventurato lavoratore malato di cancro per via dell’esposizione lavorativa ad amianto, perché negare il riconoscimento dei suoi diritti?

Soprattutto per quale motivo, dopo una sentenza schiacciante di condanna in primo grado, si continua con l’atto di appello?

Qui c’è un vero e proprio accanimento, ingiusto e ingiustificato, contro gli sventurati lavoratori vittime dell’amianto» – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, difensore del Sig. Tammone.

L’epidemiologia conferma il rischio tumori amianto nel Lazio

Intanto aumentano senza scrupoli i numeri in riferimento alle morti per malattie amianto correlate nel Lazio, generando una vera e propria strage anche nel centro Italia tra i lavoratori dell’Agro Pontino.

I numeri della strage dei Tumori nel Lazio

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua ad effettuare il censimento del numero dei casi di malattie asbesto correlate in Italia e nel Lazio in particolare.

Nel VI Rapporto Mesoteliomi di INAIL, risultano censiti, per il Lazio, fino al 2015, n. 1.426 casi di mesotelioma. I dati sono stati aggiornati:

Risulta (pag. 70), che nella cantieristica navale sono stati censiti n. 1.184 casi di mesotelioma, pari al 6,1%.

Questa neoplasia è quella timbrata dalle fibre di asbesto, perché ne costituiscono l’unico agente eziologico. Si tratta della punta dell’iceberg, perché poi ci sono tutti gli altri tumori amianto.

Inoltre, vanno aggiunti anche il tumore del polmone, della laringe, delle ovaie, che fanno parte della lista 1 dell’INAIL.

Poi ci sono i tumori della faringe, dello stomaco e del colon, fanno parte della lista II. Il tumore dell’esofago che fa parte della lista 3.

Anche le malattie fibrotiche, tra le quali l’asbestosi le placche pleuriche gli ispessimenti pleurici, nella lista uno.

Queste ultime patologie provocano anche delle complicazioni cardiache cardiovascolari e preparano all’insorgenza detto cuore del polmone e del mesotelioma.

I numeri della strage delle malattie asbesto correlate in provincia di Latina:

Circa 100 casi di tumori amianto di mesotelioma per esposizione al materiale dal 2001 al 2015.

  • 19  accertati a Latina, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).
  • 13  a Gaeta, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).
  • 12  ad Aprilia, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).
  • 8  a Sezze, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).
  • 7  a Formia, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).

Il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg, poiché l’amianto provoca anche il cancro al polmone, alla laringe, alla faringe, al colon, alle ovaie e ad altri organi vitali e anche l’asbestosi.

Da Dottor Jekyll e Mr Covid 19, 20, 21… Ultimo avviso

Mr Covid

Da Dottor Jekyll e Mr Covid 19, 20, 21… Ultimo avviso: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Insomma, diciamocela tutta e fino in fondo: forse il dottor Jekyll è stato troppo buono e Mister Covid quanto meno pestifero, allungando intanto la sua ombra verso il 2021. “Giuseppi” si è affrettato a preannunciare una proroga di quattro mesi per emergenza virale. Donald ha subito sintonizzato il suo “twett”, dichiarandosi positivo e in quarantena con Melania.

I danni inflitti da Mister Covid

Il prezzo del petrolio ha fatto immediatamente un tonfo, con somma “gioia” degli sceicchi impoveriti e indifferenza dei consumatori, uccisi dalle accise da tempo immemorabile.

Non avevamo ancora finito di ridere o piangere sul confronto tra Trump e Biden, che Mister Covid ci ha messo del suo, ipotizzando un equo contagio e suggerendo spaziamento e mascherina a tempo indeterminato per il resto del mondo, senza fare sconto ai potenti.

Numero Verde Assistenza ONA

Coronavirus e protocollo mesotelioma

Quella che stiamo vivendo, è ribattezzata l’era del coronavirus. Epoca in cui è necessario formulare uno speciale protocollo covid-19, in favore delle vittime di mesotelioma.

Coloro che sono affetti da malattie asbesto correlate, in particolare il mesotelioma pleurico, rappresentano i soggetti più fragili della pandemia.

Per questi motivi l’Osservatorio Nazionale Amianto chiede al nuovo Governo Draghi tuteli le vittime amianto con un protocollo speciale a loro tutela.

Sono circa 2.000, i nuovi casi di mesotelioma denunciati all’ONA nel 2020. Numeri destinati ad aumentare anche a causa dei ritardi delle bonifiche.

Inoltre, con l’avvento del covid-19 si è registrato un aumento delle vittime del mesotelioma anche nel marzo 2021.

Per conoscere tutti i dettagli del protocollo covid-19 che l’ONA ha presentato per le vittime amianto, leggi questo articolo: Strage amianto: protocollo covid-19 vittime amianto.

Assistenza gratuita dell’ONA APS

L’ONA APS è dalla sua fondazione che tutela tutte le vittime amianto e i loro familiari, sia per ottenere le migliori cure, nel caso in cui la vittima abbia subito un danno biologico. Sia nel caso in cui si voglia procedere solo con il riconoscimento pieno di tutti i diritti.

Se hai bisogno di assistenza contattaci attraverso la sezione dell’assistenza ONA.

Sessanta primavere, sessanta inverni, con o senza mascherina

Maschera di Zorro
Maschera di Zorro

Sessanta primavere, sessanta inverni, con o senza maschera: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Maschera e Giochi olimpici a Roma

Ho ancora nelle orecchie quel che si diceva e negli occhi quel che appariva negli anni della Dolce Vita, come per i restanti poi, marciando sempre in salita seppure sembrasse discesa.

Da quel miracoloso 1960, anno dei XVII Giochi Olimpici a Roma e di nascita di Antonio Banderas, sono passati dodici lustri con tutte le loro stagioni sempre più bizzarre, ma di cui finiamo per ricordare quelle della speranza e quelle della delusione, appunto le primavere e gli inverni.

Numero Verde Assistenza ONA

Forse è venuto il momento di analizzare in modo non superficiale ed obiettivo la nostra storia. Ormai è sufficientemente lunga, per trarne le opportune valutazioni, anche a futura memoria.

Sono convinto che dovremmo porre un’attenzione diversa ad accadimenti che ci hanno riguardato direttamente ed indirettamente, che ci hanno cambiato radicalmente il percorso di vita e che non possono essere considerati marginali, per capire dove stiamo andando e soprattutto se stiamo andando a sbattere.

Per questo, dallo sport, alla politica, all’economia, al sociale ed alla salute, penso che sia importante mettere in funzione la memoria e la capacità di analisi critica, di tornare tutti ad essere dei Zorro con la maschera.

Diversamente, l’alternativa è quella di rinunciare, di lasciarsi andare nel masochistico piacere dell’arrendevolezza, con o senza mascherina.

I servizi di tutela dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni.

Ora con la pandemia globale di coronavirus, l’amianto ha aumentato il suo impatto e l’indice di mortalità è più elevato. Ciò è stato, infatti, evidenziato dall’avv. Ezio Bonanni nel corso della conferenza stampa amianto del 13.10.2020 in Campidoglio.