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Amianto, nuova sentenza riaccende il tema della sicurezza sul lavoro

Avv. Ezio Bonanni, foto Rita Chessa
Avv. Ezio Bonanni, foto Rita Chessa

Una nuova sentenza su amianto nei luoghi di lavoro italiani. La Corte d’Appello di Roma ha riconosciuto i diritti previdenziali di un’ex dipendente della storica ex Videocolor di Anagni, azienda specializzata nella produzione di componenti elettronici e cinescopi per televisori.

La donna, oggi cinquantaseienne, avrebbe lavorato per quasi trent’anni in ambienti industriali caratterizzati dalla presenza diffusa di materiali contenenti amianto. Secondo quanto emerso nel procedimento giudiziario, l’esposizione sarebbe avvenuta in diversi reparti produttivi, tra cui sala maschere, reparto vuoto e area pedana.

La decisione della magistratura rappresenta un nuovo passaggio nella lunga battaglia legale legata all’amianto nello stabilimento ciociaro e potrebbe avere effetti rilevanti anche per altri ex lavoratori della fabbrica.

Il caso Videocolor e l’esposizione professionale alle fibre di amianto

Per molti anni l’amianto è stato utilizzato in numerosi impianti industriali grazie alle sue proprietà isolanti e termoresistenti. Nella Videocolor di Anagni, secondo le ricostruzioni processuali e quanto dichiarato dall’Avv. Ezio Bonanni, il materiale sarebbe stato presente in coibentazioni, forni industriali, pannelli isolanti, sistemi di ventilazione e macchinari.

L’esposizione alle fibre aerodisperse avrebbe interessato numerosi lavoratori impiegati nello stabilimento tra gli anni Settanta e Duemila.

Il problema principale dell’amianto riguarda la dispersione microscopica delle fibre nell’aria. Una volta inalate, queste particelle possono depositarsi nei polmoni e provocare patologie anche a distanza di decenni dall’esposizione iniziale.

Tra queste annoveriamo malattie respiratorie croniche, fibrosi polmonare, ispessimenti pleurici e tumori altamente aggressivi come il mesotelioma. “La particolarità di queste malattie è il lungo periodo di latenza, che può superare anche i trent’anni.” Afferma Bonanni.

Quindi nonostante il divieto introdotto oltre trent’anni fa, migliaia di lavoratori continuano a manifestare patologie correlate alle esposizioni avvenute in passato.

Le conseguenze sanitarie dell’amianto sul lavoro

L’ex operaia della Videocolor avrebbe sviluppato una pneumopatia interstiziale riconosciuta come malattia professionale.

In Italia l’amianto è stato vietato con la Legge 257 del 1992, ma le conseguenze delle esposizioni avvenute nei decenni precedenti continuano ancora oggi a emergere sul piano sanitario e giudiziario.

Secondo gli esperti di medicina occupazionale, la prevenzione e la bonifica dei siti contaminati restano strumenti fondamentali per ridurre il rischio di nuove esposizioni professionali.

La sentenza della Corte d’Appello di Roma

Nel caso dell’ex dipendente Videocolor, la Corte d’Appello di Roma ha stabilito il diritto alle maggiorazioni contributive per il periodo lavorativo svolto tra il 1979 e il 2006. La decisione segue un precedente pronunciamento del Tribunale di Frosinone che aveva già riconosciuto la natura professionale della patologia.

La sentenza comporta il ricalcolo della posizione previdenziale della lavoratrice, con arretrati economici e un incremento dell’assegno pensionistico mensile. Secondo le informazioni riportate dalle fonti giudiziarie, gli arretrati ammonterebbero a circa ventimila euro, mentre la pensione potrebbe aumentare di alcune centinaia di euro al mese.

Il pronunciamento viene considerato particolarmente importante perché rafforza il principio secondo cui il lavoratore esposto ad amianto ha diritto non soltanto al riconoscimento sanitario della malattia, ma anche alla tutela previdenziale prevista dalla normativa italiana.

Amianto e diritti dei lavoratori: un problema ancora aperto

L’ONA sottolinea i la necessità di accelerare le operazioni di bonifica e di rafforzare i controlli nei luoghi di lavoro ancora a rischio.

Il precedente giudiziario

Negli ultimi anni diversi lavoratori  hanno avviato azioni legali per ottenere il riconoscimento delle malattie professionali e dei benefici previdenziali collegati all’esposizione all’amianto.

Le vicende giudiziarie legate all’amianto ricordano quanto sia importante investire nella prevenzione e nella tutela della salute nei luoghi di lavoro. La storia industriale italiana è stata segnata da numerosi casi di esposizione professionale a sostanze cancerogene, spesso sottovalutate per anni.

La memoria delle vittime dell’amianto rappresenta oggi un richiamo costante alla responsabilità delle aziende e delle istituzioni. Informazione, formazione e controlli rigorosi restano strumenti essenziali per evitare nuove tragedie professionali.

Il caso Videocolor dimostra inoltre come il riconoscimento dei diritti possa arrivare anche dopo lunghi percorsi giudiziari. Per molti lavoratori colpiti, ottenere giustizia significa vedersi finalmente riconosciuta la verità sulle condizioni in cui hanno operato per anni.

Primo Maggio, amianto e diritti dei lavoratori (VIDEO)

Primo Maggio e Amianto
Primo Maggio e Amianto

Il Primo Maggio costituisce una delle ricorrenze più importanti nella storia del lavoro ed in questo contesto non possiamo non ricordare le vittime dell’amianto. La sicurezza nei luoghi di lavoro, la prevenzione delle malattie professionali e il diritto alla salute sono diventati temi centrali nel dibattito sociale e giuridico contemporaneo. Il tutto anche grazie a ONA ed al lavoro instancabile dell’Avv. Ezio Bonanni, da decenni impegnato nella tutela della dignità umana sul posto di lavoro. Un principio fondamentale del diritto costituzionale e del diritto europeo.

“L’utilizzo massiccio dell’amianto ha provocato migliaia di vittime tra operai, tecnici, manutentori e cittadini esposti indirettamente alle fibre aerodisperse.” Ha affermato Bonanni.

Amianto e rivoluzione industriale: perché è stato utilizzato così a lungo

Come spesso diffuso da ONA l’amianto è un insieme di minerali fibrosi naturali appartenenti ai silicati. Le sue caratteristiche fisiche hanno favorito un impiego esteso in numerosi settori industriali. “Per gran parte del Novecento veniva utilizzato nella produzione di lastre in cemento-amianto, tubazioni, coperture edilizie, freni ferroviari, coibentazioni navali, centrali elettriche e impianti industriali.” Dichiara Bonanni.

L’industria italiana ha fatto largo uso dell’amianto soprattutto durante il boom economico del secondo dopoguerra. Fabbriche, cantieri navali, raffinerie, ferrovie e stabilimenti siderurgici hanno impiegato enormi quantità di materiale contenente fibre di asbesto. Per anni i lavoratori hanno operato senza adeguati dispositivi di protezione individuale e senza informazioni chiare sui rischi sanitari.

“Il problema principale dell’amianto deriva dalla dispersione delle fibre microscopiche nell’aria. Una volta inalate, queste particelle possono depositarsi nei polmoni e provocare malattie gravissime anche dopo decenni dall’esposizione iniziale. La lunga latenza delle patologie asbesto correlate come il mesotelioma ha contribuito a ritardare la percezione del pericolo.” Continua Bonanni.

La normativa italiana sull’amianto e la svolta della Legge 257 del 1992

In Italia la disciplina normativa sull’amianto ha subito un’evoluzione significativa nel corso degli anni. La svolta principale è rappresentata dalla Legge 257 del 1992, che ha vietato l’estrazione, la commercializzazione e la produzione di materiali contenenti amianto.

Questa legge ha segnato un punto di svolta nella tutela dei lavoratori e della salute pubblica. Il provvedimento ha imposto obblighi precisi in materia di bonifica, smaltimento e controllo ambientale. Le aziende hanno dovuto adottare procedure rigorose per la gestione dei materiali contaminati e per la protezione dei dipendenti esposti.

Successivamente il Decreto Legislativo 81 del 2008, noto come Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, ha rafforzato il quadro delle misure preventive. Il datore di lavoro è obbligato a effettuare la valutazione del rischio amianto, predisporre piani di sicurezza, fornire dispositivi di protezione individuale e garantire formazione specifica ai lavoratori.

Il sistema normativo italiano recepisce inoltre numerose direttive europee in materia di sicurezza occupazionale. L’obiettivo principale consiste nella riduzione dell’esposizione professionale e nella prevenzione delle malattie asbesto correlate.

Il diritto alla salute come diritto fondamentale del lavoratore

Il tema dell’amianto evidenzia con forza il rapporto tra lavoro e diritti fondamentali. La Costituzione italiana tutela la salute come diritto inviolabile dell’individuo e interesse della collettività. L’articolo 32 riconosce infatti la protezione sanitaria come principio cardine dell’ordinamento democratico.

Parallelamente l’articolo 41 stabilisce che l’iniziativa economica privata non possa svolgersi in modo da arrecare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. Questo principio assume particolare rilevanza nei casi di esposizione professionale a sostanze cancerogene.

Nel corso degli anni la giurisprudenza italiana ha sviluppato un orientamento sempre più rigoroso nei confronti delle aziende che non adottano adeguate misure di prevenzione. Numerose sentenze della Corte di Cassazione hanno riconosciuto la responsabilità civile e penale dei datori di lavoro per omissioni in materia di sicurezza.

Il diritto del lavoratore non riguarda soltanto la retribuzione o la stabilità occupazionale. Comprende anche il diritto a operare in ambienti salubri, sicuri e conformi alle normative tecniche vigenti.

Primo Maggio e memoria delle vittime dell’amianto

Oggi è importante un momento di riflessione sulle vittime del lavoro e sulle tragedie industriali che hanno segnato il Novecento. “Le morti causate dall’amianto costituiscono una delle più grandi emergenze sanitarie legate all’ambiente lavorativo.” Dichiara Bonanni.

“La ricorrenza del Primo Maggio assume quindi una dimensione che supera la celebrazione simbolica del lavoro. Diventa un’occasione per riaffermare il diritto a condizioni lavorative dignitose.” Continua il legale.

Lo speciale per il convegno ONA sull’amianto

In questo giorno invitiamo a visionare lo speciale giornalistico realizzato da Luigi Abbate per il convegno “Amianto, il giorno della memoria. Dalla prevenzione alla bonifica”. Tenutosi a Roma presso la Camera dei Deputati (Sala Matteotti) il 28 aprile 2026 e organizzato dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) proprio in occasione della “Giornata mondiale in memoria delle vittime dell’amianto”. Con interviste ai vari relatori intervenuti.

Cultura della prevenzione: il contesto delle patologie amianto correlate

Photo da Pixabay gratuita
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Prevenzione sull’esposizione ad amianto e conseguenze da esposizione sulla salute dei lavoratori

Affrontiamo, all’interno del drammatico contesto delle morti da amianto, il tema della prevenzione mirato ad una comprensione del fenomeno approfondita.

Infatti, l’importanza di maturare una consapevolezza allargata verso una conoscenza del fenomeno amianto è necessariamente opportuna.

L’ultimo ventennio, è stato la dimostrazione di un’evoluzione nel trattamento della materia.

Ma ciò non basta, di fronte alle conseguenze generate da un periodo precedente di uso massiccio dell’amianto, in plurimi contesti e non solo lavorativi.

La sfida odierna, nel contenimento dei danni alla salute provocati dall’amianto è ardua.

Non si combatte soltanto per la rimozione e il contenimento della sostanza nelle strutture di vecchia costruzione.

Ma, si sta cercando di trovare una soluzione definitiva per rendere un sistema di eliminazione e bonifica integrale su tutto il territorio italiano.

Cercando al pari di altri stati in Europa, di consentire uno smaltimento sistematico, supportato ed incardinato in siti e discariche specializzate.

Attualmente, la situazione in questa direzione è precaria.

Quindi, si conosce il problema ma non fino in fondo.

L’emergenza e l’emersione di problematiche relative alla rimozione, si riscontra durante i lavori di bonifica. E ne sono le stesse testimonianze relative alle incombenti criticità.

Sommato a tale condizione, si associa la perdurante richiesta di fondi, in continuo aumento per poter rendere un servizio efficiente nell’esecuzione di una bonifica integrale.

Considerati tali aspetti fondamentali e basilari per parlare di prevenzione, passiamo ora agli aspetti più scientifici e legati alla ricerca medica: sulle patologie insorte dall’esposizione ad amianto negli ultimi anni.

I danni alla persona e la salute, sono davvero evidenti.

Tutto ciò merita, sotto la lente di un esperto in medicina del settore una maggiore comprensione. L’informazione, sicuramente, oggi rappresenta un volano per la creazione ed alimentazione di una cultura per la prevenzione, al rispetto dell’ambiente e la salute.

Innanzitutto, conoscere il mondo circostante, non può che favorire l’incontro della persona stessa nel suo habitat “primordiale”.

Imparando a distinguere e scegliere per sé stesso, capire le basi di ogni potenziale fattore di pericolo per la propria salute e dei propri cari accanto.

Partendo nella consapevolezza di regole basilari e fondamentali “di vita”, si può animare l’inserimento della persona in una dimensione reale del contesto.

Dove la salute, può essere sempre posta al primo posto.

Quindi, non potranno essere ignorati, trattati in un secondo momento oppure con estrema superficialità degli argomenti incidenti sulla vita delle persone.

Attraverso l’analisi esperta del Dott. Cianciosi, specializzato in medicina legale e medico competente in medicina del lavoro, ne scopriamo in profondità; i contesti, i fattori e le reali conseguenze del fenomeno amianto.

Photo da Pixabay gratuita
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Uno sguardo medico sulla pericolosità dell’amianto

Le principali cause delle patologie correlate all’esposizione ad amianto, i contesti nella evoluzione storica e sociale.

Il Dott. Cianciosi:

Dal punto di vista tecnico, l’esposizione all’amianto espone l’individuo ad una molteplicità di malattie.

Le più esposte sono legate all’apparato respiratorio: il mesotelioma, la patologia asbesto correlata, appunto, è l’unica forma a provare tale patologia da inalazione delle fibre di amianto da lunga esposizione.

Dipende dalla quantità di fibre inalate, anche 1 sola fibra può provocare danni irreversibili.

Più elevata è l’esposizione più aumenta l’insorgenza delle patologie correlate.

Esplicativo gli attentati alle Torri Gemelle a New York City dell’11 settembre 2001. Le costruzioni cedute a seguito dell’attacco ed esplosione erano piene di amianto, essendo state costruite negli anni settanta. Periodo in cui l’amianto era utilizzato massivamente, sia per ridurre le variazioni termiche che posto per ridurre l’esposizione ai rumori nelle coibentazioni da una stanza all’altra.

Durante l’attentato ci sono state quantità mostruose nella polvere diffusa dall’esplosione.

La catastrofica esposizione, colpì specialmente i vigili del fuoco e soltanto a distanza di tre mesi dall’evento,  hanno contratto il mesotelioma.

Però, l’esposizione provoca danni anche ultradecennali.

Vorrei ricordare, come circa sei mesi fa, in qualità di Presidente Commissione Medici Civili, ho ascoltato una persona affetta da mesotelioma di settanta anni. L’uomo, non riusciva a riconoscere nella sua vita professionale momenti di esposizione ad amianto.

Ma indagando ho chiesto se aveva fatto il militare. Allora, sono arrivato alla conclusione seppure a distanza di cinquanta anni, in effetti, quella singolare esperienza poteva aver provocato dopo molti anni la patologia.

Il problema, dunque, non è stato nel tempo solo italiano ma ha coinvolto tutto il mondo. Alcune zone sono state più afflitte da altre sia per impianti e uso materiali come il cemento. Ricordiamo anche la diffusione secondaria delle patologie ai congiunti dei lavoratori esposti ad amianto.

Dal punto di vista clinico c’è una situazione emergenziale.

Se negli ultimi cinque anni il numero è aumentato, superando quello delle morti della strada.

Pensiamo al solo freno a disco per le auto usato ai dini  dell’insonorizzazione, composto da amianto. Verificai un primo caso sulla conseguenza dell’uso di un mezzo con tale strumentazione- a paziente affetto da mesotelioma.

 

Le zone di guerra e le strumentazioni utilizzate

 Dott. Cianciosi:

“La marina, ha avuto esposizione più elevata rispetto agi altri contesti.

Nei siti bellici dove hanno lavorato i militari americani, abbiamo riscontrato un alto tasso di amianto.

Nelle navi che abbiamo comprato dopo la guerra dagli americani era presente l’amianto.

 Gli impianti motore, isolamenti cabine, isolamenti ambiente motoristico e anche della cucina, cuccette abitabili, era ovunque.

Rilevante la mancanza dell’uso dei DPI – per cui i ragazzi lavoravano allo sbaraglio.

La prima legge del 1944 parlava di pericolosità di amianto, ma non fu presa in considerazione fattivamente.

Alla fine dell’800 c’era un decreto regio che chiedeva di non esporre bambini e donne in gravidanza all’amianto.

Abbiamo individuato anche un fucile a canna smontata e rimontata (mitragliatore) per elevato utilizzo di proiettili, andava ad incandescenza e si usava un panno ricco di amianto.

Quindi presente oltre che sui campi di guerra anche sui carri armati, impianti di spostamento e altro”.

 

Tra prevenzione, rischi potenziali e reali per esposizione ad amianto

Dott. Cianciosi:

L’assenza di una conoscenza e l’evoluzione della ricerca scientifica, dimostra un avanzamento nella ricerca ma siamo in alcuni casi soltanto nelle fasi iniziali. Anche in campo medico, la comprensione del fenomeno e soprattutto delle possibilità di cura non sono arrivate ad una soluzione e definitiva.

La gravità delle patologie correlate all’amianto, l’aggressività e in molti casi la velocità stessa della patologia di evolvere e consumare la vita della persona, porta a delle drammatiche conseguenze, in cui non si riesce ad intervenire con una cura purtroppo efficace.

Nonostante, si debba distinguere caso per caso, sicuramente siamo di fonte a patologie accomunate dalla gravità di manifestazione dei sintomi, e la velocità di evoluzione del decorso clinico, nonostante la manifestazione delle patologie sia silente e si mostri anche dopo moltissimi anni“.

Dott. Cianciosi:

“I rischi sono molti e chiaramente legati all’insorgenza dei tumori dell’apparato respiratorio.

Accanto al  mesotelioma, si possono accostare, principalmente: il carcinoma polmonare, l’apparato laringeo e faringeo e raramente i tumori a livello del sistema immunitario, le leucemie ed i  linfomi.

Ampiamente sottovalutato, come l’amianto provochi malattie degenerative, dal punto di vista delle fibrosi polmonari.

L’Asbestosi, infatti, è l’unica patologia polmonare correlata all’esposizione all’amianto, di cui se ne conosce l’origine: consiste nella connettivizzazione della parete polmonare. Infatti, il tessuto polmonare perde la sua specificità e diventa connettivo con un’alterazione conseguente irreversibile.

La patologia, si presenta con difficoltà terapeutiche. Sicuramente, mostra un quadro non drammatico in evoluzione come i tumori ma è in ogni caso degenerativa.

Si tratta di una patologia non trattabile ed ora in fase sperimentale ed iniziale in centri di ricerca specializzati.

Inoltre, non dobbiamo anche sottovalutare le stesse alterazioni, provocate a livello cardiologico e per altre funzioni organiche.

La medicina legata alla scoperta delle patologie correlate all’esposizione per l’amianto, risale agli anni’90.

E non si tratta solo di tumori. Per quanto riguarda le terapie e le cure, si provano le terapie immuno-terapiche”.

 

La necessaria consapevolezza del fenomeno amianto per la salute

La gravità delle patologie (tumorali) rispetto ad altre forme insorte per cause differenti dall’esposizione ad amianto. E le prospettive di guarigione, cura e sopravvivenza.

Dott. Cianciosi:

Le forme tumorali nei casi correlati all’esposizione all’amianto sono molto aggressive e di difficile trattamento clinico. Dipende dal tumore come è stato preso e trattato. Il carcinoma tumorale, è forse quello più curabile, in cui terapie specifiche possono essere a volte se circoscritta portare alla stabilizzazione.

Le terapie e le cure, vanno analizzate per caso singolare e secondo caratteristiche. La maggior parte ha un andamento molto rapido.

La ricerca, si sta muovendo per trovare delle soluzioni. Sia per le neoplastiche tumorali e linfomi sono quelle manifestazioni più curabili.

Individuare i fattori di rischio, e vedere dove intervenire con tutti gli strumenti a disposizione”.

I fattori di inquinamento, la diffusione della sostanza oltre al contatto diretto. Le modalità di prevenzione e approccio al potenziale pericolo

Dott. Cianciosi:

“Nonostante, si possano considerare i fattori predisponenti fisiologici ed anche di natura genica che sicuramente possono influire sul rischio all’insorgenza patologia correlata alla inalazione delle fibre di amianto -i problemi reali sono altri per combattere all’origine il fenomeno.

Sicuramente, la medicina del lavora opera proprio per la prevenzione. Questo è l’obiettivo primario, la prevenzione per evitare l’insorgenza delle gravissime conseguenze e letali dell’inalazione ed esposizione all’amianto.

Quindi, serve soprattutto a far capire al datore e lavoratore dove è il pericolo e dove esistono eventuali opportunità per evitarlo. Prima di tutto sottolineare il non utilizzo dell’amianto a priori, come prassi consolidata.

Poi, in caso di rischi potenziali o concreti, occorre agire in prevenzione mediante un uso effettivo di ogni dispositivo di protezione.

Si tratta di far capire che esistono strumenti “salva vita”: dai sistemi di aspirazione alle mascherine specifiche per la protezione.

Spesso, c’è ignoranza e poca predisposizione alle misure stesse da adottare in prevenzione.

Altre volte, purtroppo, anche i sistemi di aspirazione non funzionano come dovrebbero. E questo non è un aspetto secondario e ignorabile sul piano della prevenzione. Nessun aspetto lo è.

Quindi, analizzata e dimostrata la scarsa probabilità di cura – dalla serie di patologie oncologiche correlate all’amianto e per la maggior parte legate all’apparato respiratorio – non si può che concludere invocando un monito rivolto non solo ai lavoratori e i datori di lavoro, coinvolti in prima linea nel fenomeno della pericolosità dell’amianto.

Ma l’appello è verso tutti, per una consapevolezza sul pericolo, sulla gravità e rischi prevedibili ed eliminabili legati all’amianto.

La possibilità di salvarsi risiede proprio nel prevenire.

Per cui l’adozione e l’adeguamento a quelle che sono le misure di sicurezza e prevenzione, l’uso dei dispositivi di prevenzione e l’efficientamento delle strutture e luoghi di lavoro non può che essere la reale ed attuale soluzione”.

Dott.re Arturo Cianciosi, specializzato in medicina legale e medico competente in medicina del lavoroBiografia Dott. Arturo Cianciosi

Il Dott. Arturo Cianciosi è un medico del lavoro legale,  specializzato in medicina legale prevenzione delle malattie legate all’amianto.

È anche un fondatore dell’Osservatorio Nazionale Amianto, impegnato nella lotta contro le malattie legate all’amianto.

 

Amianto, interviste a margine del convegno ONA alla Camera dei Deputati (VIDEO)

Amianto, videointerviste a margine
Amianto, videointerviste a margine

L’amianto continua a provocare migliaia di morti ogni anno in Italia. Nel corso del convegno organizzato alla Camera dei Deputati dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), esperti, familiari delle vittime, rappresentanti istituzionali e lavoratori esposti hanno ribadito la necessità di accelerare le bonifiche, aumentare i controlli e sostenere le famiglie colpite dalle malattie asbesto correlate.

Secondo quanto emerso durante l’incontro, in Italia si registrano ancora circa 7.000 morti l’anno e oltre 10.000 casi di patologie legate all’amianto. Numeri che confermano come l’emergenza sia ancora in corso.

Ezio Bonanni: “La bonifica è l’unico strumento per fermare la strage”

Intervistato da Luigi Abbate e da Rita Chessa, l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, ha ricordato il lungo impegno dell’associazione nella tutela delle vittime dell’amianto. “Mi occupo di amianto dal 2000, l’ONA è stata costituita nel 2008 e l’attività prosegue a distanza di decenni”.

Bonanni ha sottolineato che la bonifica rappresenta l’unica vera soluzione per interrompere la strage causata dall’esposizione alle fibre di amianto.

Il presidente dell’ONA ha evidenziato l’importanza di affrontare il problema anche dal punto di vista normativo e costituzionale. “L’articolo 41 della Costituzione rafforza la tutela della salute, dell’ambiente e dei lavoratori” 

L’avvocato ha inoltre sottolineato l’urgenza di più bonifiche nelle scuole e negli ospedali, maggiori investimenti nella ricerca sul mesotelioma e accelerazione dei processi per le vittime dell’amianto. Oltre a una strategia nazionale più efficace.

Vedi la videointervista all’Avvocato Ezio Bonanni di Luigi Abbate

La testimonianza di Mara Sabbioni: “Restituire dignità alle vittime dell’amianto”

Una delle interviste più significative è stata quella a Mara Sabbioni, figlia di Domenico, vittima dell’amianto. “Mio padre è stato riconosciuto vittima del dovere per aver contratto il mesotelioma pleurico durante il servizio di leva nella Marina”.

Sabbioni ha raccontato il lungo percorso giudiziario affrontato insieme a Bonanni dalla famiglia dopo la morte del padre, avvenuta nel 2012. “Dal punto di vista civico ed etico questi risultati restituiscono dignità alla vita di mio padre” 

La donna ha spiegato come il dolore per la perdita abbia segnato profondamente tutta la famiglia, lasciando conseguenze psicologiche e fisiche. “Ci troviamo dal 2012 a dover combattere e sopportare una tragedia interiore”.

Ha inoltre invitato tutte le famiglie colpite da malattie asbesto correlate a rivolgersi alle associazioni che offrono tutela legale e supporto umano. “È importantissimo rivolgersi a questa associazione per poter essere tutelati”.

Il racconto dell’operaio: “L’amianto era una nuvola intorno a noi”

Tra le testimonianze più forti anche quella di Carlo Ruggiero, un ex operaio delle ferrovie. L’uomo ha descritto le condizioni di lavoro vissute per anni a stretto contatto con l’amianto. “Tra noi operai era tutta una nuvola intorno, non ci vedevamo in faccia”.

L’ex lavoratore ha spiegato di convivere ancora oggi con la paura delle conseguenze dell’esposizione. “Ho 85 anni, però la paura è tanta”.

Le sue parole hanno riportato l’attenzione sulle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro del passato.

Emergenza amianto in Italia: 300mila siti ancora da bonificare

Nel corso del dibattito è stato evidenziato come in Italia siano ancora presenti circa 300.000 siti con amianto.

Secondo il Generale Giampiero Cardillo il problema richiede un grande piano nazionale di bonifica supportato sia dal settore pubblico sia da investimenti privati. “La grande bonifica da quasi 300.000 posti dove si può trovare amianto deve essere affrontata attraverso un sistema pubblico-privato”.

Ha inoltre ribadito che le bonifiche non possono essere considerate soltanto un costo. “Bisogna creare interesse economico attorno a questo tipo di operazioni”.
Tra le priorità indicate la mappatura completa del territorio, l’aumento dei controlli

Il giurista Fabio Massimo Gallo ha evidenziato la necessità di creazione di nuovi siti di smaltimento, incentivi fiscali per la rimozione dell’amianto e la sostituzione dei tetti in eternit con pannelli fotovoltaici.

Politica e amianto: le proposte emerse alla Camera

L’On. le Ilaria Fontana (M5S) ha annunciato che verrà data attenzione anche all’amianto a partire dalla prossima legge di Bilancio.

Mentre l’On.le Sergio Costa, vicepresidente della Camera ed ex Ministro dell’Ambiente ha illustrato alcune proposte qualora il M5S dovesse tornare al Governo. La prospettiva  è quella di dare continuità delle bonifiche avviate negli anni precedenti con particolare attenzione alla necessità di intervenire in scuole e ospedali, la sostituzione dei tetti in eternit con il fotovoltaico. Oltre a dare vantaggi fiscali ai cittadini che decidono di bonificare e mappare il territorio. “La nostra politica è amianto mai più, non vogliamo esporre più nessuno all’ingiuria dell’amianto.”

Amianto e salute: perché il problema è ancora attuale

Il convegno organizzato alla Camera dei Deputati ha acceso nuovamente i riflettori sull’emergenza amianto in Italia.

Le testimonianze dei familiari delle vittime, degli ex lavoratori esposti e dei rappresentanti istituzionali hanno evidenziato un dato chiaro: il problema non appartiene al passato.

Bonifiche, prevenzione, ricerca scientifica e sostegno alle famiglie restano le priorità per evitare nuove esposizioni e nuove vittime.

Come ricordato da Bonanni durante l’incontro: “La bonifica è l’unico strumento per fermare la strage dei morti di amianto”.

Vedi le videointerviste di Rita Chessa ai relatori del convegno

Amianto, alla Camera con ONA si torna a parlare di prevenzione e bonifica

Convegno - Evento-Amianto-il-giorno-della-Memoria
Convegno - Evento-Amianto-il-giorno-della-Memoria

Il 28 aprile 2026, alle ore 15, presso la Camera dei Deputati, si è celebrata la Giornata mondiale in memoria delle vittime dell’amianto. Un appuntamento importante per ricordare chi ha perso la vita e per rilanciare l’impegno su prevenzione, bonifica e tutela della salute.

L’evento ha ospita la presentazione del libro dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
“Amianto dalla prevenzione alla bonifica – Tutela della salute, sicurezza sul lavoro e responsabilità giuridiche”. Un testo che affronta il problema amianto in modo completo, con un focus su rischi sanitari, norme e strategie di intervento.

A guidare il dibattito è stata la giornalista ambientale Stefania Divertito.

Amianto: un’emergenza ancora attuale

L’amianto resta una delle principali emergenze ambientali e sanitarie in Italia.
Nonostante i divieti, sono ancora molti i siti contaminati.

Le fibre di amianto causano gravi malattie asbesto correlate. Tra queste mesotelioma, asbestosi e vari tipidi tumore.

La prevenzione è quindi essenziale. Allo stesso tempo, serve accelerare la bonifica dell’amianto su tutto il territorio.

I saluti istituzionali

On. Sergio Costa

Ad aprire l’incontro è stat l’On.le Generale Sergio Costa, Vicepresidente della Camera dei Deputati ed ex ministro dell’Ambiente.

Durante l’iniziativa ha ricordato l’importante contributo portato avanti con l’Avv. Ezio Bonanni. Tra cui la promozione di un piano da 385 milioni di euro per la rimozione dell’amianto da scuole e ospedali. Le risorse sono state distribuite alle Regioni per interventi su edifici pubblici e siti sensibili (ma ancora troppi edifici sono da modificare).
Una ulteriore misura è riguardato lo stanziamento di 105 milioni di euro per la bonifica dei “siti orfani”. Ossia le aree contaminate senza responsabile individuabile

“Ricordare le vittime dell’amianto è un dovere civile. Ma non basta. Dobbiamo rafforzare le politiche ambientali e garantire bonifiche rapide e sicure”, ha dichiarato.

Con la modifica all’art. 41, la Costituzione ora sancisce esplicitamente che l’attività economica non può danneggiare la salute e l’ambiente. La legge deve indirizzare l’attività economica verso fini ambientali. Come ministro e successivamente, Costa ha spinto per l’inserimento della tutela dell’ambiente tra i principi fondamentali, definendola una svolta storica.

Gli interventi: esperti a confronto

Ezio Bonanni ONA
Ezio Bonanni

Avv. Ezio Bonanni – Presidente ONA

L’Avv. Ezio Bonanni, da anni in prima linea nella tutela delle vittime e nella lotta contro l’amianto, ha ribadito con forza come “l’amianto continui, ancora oggi, a mietere vittime in modo  costante, configurando una vera e propria emergenza sanitaria e ambientale che non può più essere sottovalutata”. Secondo il Presidente dell’ONA, non è più rinviabile un cambio di passo deciso, fondato su un rafforzamento strutturale dei controlli, su una capillare attività di informazione e prevenzione e su un sistema di assistenza che garantisca piena tutela alle vittime e ai loro familiari.

Bonanni ha ricordato che sul territorio nazionale persistono ancora circa 40 milioni di tonnellate di amianto, disseminate tra edifici pubblici e privati, infrastrutture e siti industriali dismessi, rappresentando un rischio concreto e diffuso per la salute collettiva. In tale contesto, ha evidenziato come i costi sanitari e sociali delle patologie asbesto-correlate, risultino di gran lunga superiori rispetto agli investimenti necessari per un piano organico e sistematico di bonifica.

Nel suo intervento, ha inoltre sottolineato che la bonifica non costituisce soltanto un’opzione, ma rappresenta “l’unica vera soluzione definitiva”, in grado di interrompere la catena dell’esposizione e prevenire nuove diagnosi nei decenni futuri. Ha quindi richiamato le istituzioni a un’assunzione piena di responsabilità, affinché vengano adottate misure tempestive, efficaci e coordinate su scala nazionale.

Particolare attenzione è stata posta anche sulla necessità di accelerare le procedure amministrative e superare gli ostacoli burocratici che, troppo spesso, rallentano gli interventi di messa in sicurezza e rimozione dei materiali contenenti amianto. Bonanni ha infine ribadito l’urgenza di un piano straordinario, sostenuto da adeguate risorse economiche e da una governance chiara, capace di coniugare tutela della salute, sicurezza sul lavoro e giustizia per le vittime.

Un impegno che, secondo il Presidente ONA, non può più essere differito, ma deve tradursi in azioni concrete e immediate, nel rispetto del diritto fondamentale alla salute sancito dalla Costituzione.

Fabio Massimo Gallo e Ilaria Fontana
Fabio Massimo Gallo e Ilaria Fontana

Fabio Massimo Gallo – Magistrato

Il tema della giustizia è stato centrale. “Le responsabilità giuridiche devono essere chiare. Le vittime hanno diritto a verità e risarcimento. La giustizia deve essere tempestiva”, ha evidenziato.

On.le Ilaria Fontana – Commissione Ambiente

Focus sulle politiche ambientali da parte dell’On. Ilaria Fontana la quale ha ribadito che la bonifica dell’amianto è una priorità per la salute pubblica e per l’ambiente”.

Giampiero Cardillo
Giampiero Cardillo

Giampiero Cardillo – Generale, Comitato tecnico ONA

Attenzione anche agli aspetti operativi. Il Generale ha ricordato lche uno dei modi più efficaci per combattere l’amianto è scorgere delle possibilità  di vantaggio economico nel lungo termine.

La testimonianza della figlia di una vittima dell’amianto

Mara Sabbioni CREDIT
Mara Sabbioni

La memoria passa anche dalle storie personali. “Mio padre è deceduto lasciando immenso dolore alla sua famiglia. Per questo oggi è importante continuare a dare voce alle vittime e alle loro famiglie”, ha affermato Mara Sabbioni. La donna ha ricordato il papà Domenico Sabbioni, protagonista di  una delle tante tragedie legate all’amianto nella Marina Militare. Motorista imbarcato sulle navi Mincio e Brenta, si è ammalato anni dopo di mesotelioma pleurico a causa dell’esposizione alle fibre presenti a bordo, morendo dopo undici mesi di sofferenza.  Dopo la sua morte, il dolore familiare si è trasformato in una lunga battaglia legale portata avanti con l’Avv. Ezio Bonanni.  Nove anni e cinque processi per ottenere il riconoscimento dei diritti.

Una giornata che ci dà l’ occasione per guardare avanti con il solo obiettivo di un mondo libero dall’amianto.