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venerdì, Settembre 18, 2026

Amianto all’Arsenale della Spezia, condanna definitiva per il Ministero della Difesa: 692mila euro ai tre figli

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Il Tribunale di Lecce ha riconosciuto il risarcimento per la morte di un ex meccanico della Marina Militare, deceduto per mesotelioma pleurico. La decisione è passata in giudicato. L’ONA richiama l’attenzione sull’esposizione all’amianto nelle strutture militari.

Amianto nella Marina Militare, la sentenza è definitiva

Una vicenda legata all’esposizione professionale all’amianto si è conclusa con una condanna definitiva a carico del Ministero della Difesa.

Il caso riguarda un uomo che aveva prestato servizio nella Marina Militare e che, nel corso della sua vita lavorativa, aveva operato anche presso l’Arsenale della Spezia.

Secondo ONA, il Tribunale di Lecce ha riconosciuto ai suoi tre figli un risarcimento complessivo di 692.247 euro per la perdita del padre.

La decisione è passata in giudicato e quindi la sentenza è divenuta definitiva.

La vicenda dell’ex meccanico della Marina

L’uomo aveva svolto 18 mesi di servizio militare di leva alla Spezia.

Durante quel periodo era stato impiegato come meccanico attrezzista presso l’Arsenale della Marina Militare. Terminata la leva, aveva proseguito la propria attività professionale come dipendente civile della Marina presso l’Arsenale di Taranto.

La sua carriera era iniziata da giovanissimo, con la frequenza della Scuola Allievi Operai. Nel corso degli anni aveva lavorato prima come tipografo e poi come impiegato amministrativo.

Il pensionamento era arrivato nel marzo 2006.

Mesotelioma pleurico, la malattia e il decesso

Nel 2018 all’uomo era stato diagnosticato un mesotelioma pleurico diffuso e inoperabile.

La malattia aveva avuto un decorso progressivo. Il decesso è avvenuto nel maggio 2019, all’età di 74 anni.

Il mesotelioma pleurico è una neoplasia che interessa il mesotelio della pleura. L’amianto rappresenta un riconosciuto fattore di rischio per questa patologia.

Nel caso esaminato dal Tribunale, la consulenza tecnica d’ufficio ha individuato nel mesotelioma la causa preponderante della morte, riconoscendo il rapporto causale con l’esposizione all’amianto.

Il dato è riferito alla valutazione effettuata nel procedimento giudiziario.

La decisione del Tribunale di Lecce

Nella quantificazione del danno, la decisione ha tenuto conto di diversi elementi relativi alla vittima e ai familiari. Tra gli aspetti considerati figurano: l’età dell’uomo e dei tre figli e l’immane perdita del padre, che ovviamente è incommensurabile anche per l’ intensità del rapporto familiare.

Amianto nelle Forze Armate, il tema della tutela

Per molti anni, l’amianto è stato utilizzato in diversi contesti industriali e lavorativi. Le conseguenze sanitarie dell’esposizione possono manifestarsi anche dopo lunghi periodi di latenza.

La sentenza del Tribunale di Lecce ha esaminato la specifica storia professionale dell’uomo e il rapporto tra l’esposizione all’amianto e la malattia che ne ha causato la morte.

Non si tratta, quindi, di una pronuncia riferita indistintamente a tutti i lavoratori delle Forze Armate, ma di una decisione relativa a una vicenda individuale.

Ezio Bonanni: «Avevano diritto a essere protetti»

Sul caso è intervenuto l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Il presidente ONA richiama l’attenzione sulla conoscenza della pericolosità dell’amianto e sulle condizioni di lavoro del personale militare.

«Non è un caso isolato – dichiara Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto –:  «Per anni il minerale è stato presente in diverse strutture delle Forze Armate e molti uomini che hanno servito lo Stato ne hanno pagato le conseguenze sulla propria salute. Avevano diritto a essere protetti».

Ovviamente ogni vicenda deve essere valutata sulla base della documentazione disponibile, delle condizioni di esposizione e degli accertamenti medico-legali.

 

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