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Silviano Sanguigni, padre di due figli studenti esposti

Silvano Sanguigni
Silvano Sanguigni

Le segnalazioni effettuate dopo il disastro EcoX

Sono oltre 600 le segnalazioni pervenute all’Osservatorio Nazionale Amianto, in seguito all’incendio dell’EcoX di Pomezia e alla gigantesca colonna di fumo nero che ha annebbiato il cielo, gettando nel panico i cittadini ignari di ciò che tale nube contenga e ancora in attesa che le autorità competenti chiariscano il dilemma amletico “amianto sì” (Procura della Repubblica di Velletri) e “amianto no” (Ministro Lorenzin). Perché non si provvede alle bonifiche? Perché c’è ancora tutto questo amianto disseminato nel territorio? Sono questi gli interrogativi dei cittadini, ora anche quelli di Pomezia, che si chiedono cosa faccia lo Stato e tutte le altre istituzioni.

L’ONA da tempo si batte per la bonifica di tutti i territori contaminati rispetto a tutti i cancerogeni, e non solo all’amianto, big killer che provoca mesotelioma e una serie di altre patologie, dai tumori al polmone alla laringe e all’ovaio e a quelli del tratto gastrointestinale, e poi ancora le patologie fibrotiche con le complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie.

È questa la storia che ci ha raccontato il Sig. Silviano Sanguigni, che compone il Consiglio d’Istituto della scuola Istituto Comprensivo via della Tecnica di Pomezia ed è anche un genitore  premuroso e allarmato dalla possibilità che la salute dei suoi figli possa venir messa in pericolo.

Le conseguenze della possibile esposizione ad amianto

“Sono indignato e amareggiato dalla superficialità con la quale le istituzioni stanno fronteggiando l’emergenza.

Molti genitori sembrano non aver compreso le conseguenze di una possibile esposizione all’amianto e io non mi capacito di come non si stiano prendendo tutte le precauzioni possibili, anche qualora dovessero risultare ancor più di quelle necessarie.

Ho assistito personalmente alla pulizia esterna dell’Istituto di ieri sera.

Questa pulizia, che si è limitata al lavaggio dell’androne dell’entrata, è assolutamente inadeguata rispetto alla portata dell’evento che ha colpito la nostra città, lasciando la possibilità di reimmettere all’interno dell’edificio le polveri depositate su finestre, davanzali e tapparelle.

Per questo motivo non esporrò i miei figli alla superficialità offensiva e potenzialmente lesiva mostrata dall’amministrazione comunale.

Pertanto, esorto le istituzioni, in primis il nostro Sindaco, a manifestare buonsenso, inibire l’accesso ai locali sino a quando non si sia provveduto ad espletare i seri provvedimenti promessi in prima istanza.

E’ necessario ultimare la pulizia di finestre e davanzali, affinché venga adeguatamente tutelata la salute di tutta la scuola: studenti, professori e personale ATA, esattamente come indicato nei precedenti messaggi telegram dallo stesso comune sino a ieri sera.

E’ notizia di oggi il grande gesto di saggezza e coraggio del dirigente dell’IC Trilussa che ha disposto la chiusura, sino a venerdì compreso, per l’inadeguatezza delle pulizie effettuate, del recupero dei proprio figli di molti genitori del IC Orazio per aver accusato malore durante le lezioni e della disposizione di non usare le mense dell’ IC Via della Tecnica”.

Mai abbassare la guardia in merito all’amianto

“Basta giocare con la vita umana”, commenta l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. “L’ONA ritiene indispensabile non abbassare la guardia rispetto a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni, anche e ben oltre la questione della nube nera sprigionata dal rogo di Pomezia. La maggior parte dei cancerogeni sono invisibili. Le fibre di amianto sfuggono all’occhio umano e a volte anche al microscopio, ecco perché chiedevamo quale era la tecnica utilizzata per le misurazione della presenza o meno di fibre di amianto nella città di Pomezia quando abbiamo sentito il Ministro essere così rassicurante.

Non bisogna mai abbassare la guardia. Certo, non intendiamo creare allarmismo, ma se è sempre tutto nei limiti di legge e tutto va bene, come mai ci sono tutti questi casi di patologie asbesto correlate?

Ci dovrebbero spiegare come è possibile che ci siano tutti questi casi di mesotelioma, almeno 1.900 ogni anno, tutti riconducibili all’esposizione all’amianto che, lo ripetiamo, è stato messo al bando nel 1992. Questi casi ci sono e ce ne sono tanti altre per altre patologie perché c’è una scarsa attenzione alla precauzione: nel dubbio, meglio preservare la salute che rischiarla. Noi la pensiamo diversamente dal Ministro della Salute proprio perché abbiamo una lunga esperienza sul campo di migliaia e migliaia di morti per amianto, e poi nessuna responsabilità, nessuno è in carcere per tutti i morti da amianto provocati in alcune fabbriche. Penso all’Eternit di Casale Monferrato, come alla Goodyear di Cisterna di Latina: tutto è nei limiti di legge!

L’Osservatorio Nazionale Amianto attiva una unità di crisi

Nel frattempo continua l’attività della unità di crisi ONA, gestita e coordinata dallo stesso Presidente, dalla Sig.ra Antonella Franchi (328 /4648451) e dal Sig. Antonio Dal Cin (0773/511463), che ormai ininterrottamente, da sabato mattina. Fin da subito l’unità di crisi si è attivata, con medici, tecnici e avvocati, per cercare di arginare le tremende conseguenze dello sprigionarsi degli agenti tossico-nocivi dal gigantesco rogo che dalla Pontinia Vecchia, in territorio di Pomezia, era percepibile anche a distanza di chilometri. L’ONA ha diffuso un decalogo (consultabile sul sito ONA Notiziario al link) per evitare il rischio di inalazione di polveri e fibre di amianto”.

ONA: in pensione i lavoratori del porto di Marina di Carrara

Avv. Ezio Bonanni
Avv. Ezio Bonanni

La delegazione dell’Osservatorio Nazionale Amianto, guidata dalla Sig.ra Antonella Franchi, dal coordinatore regionale Sig. Massimiliano Posarelli e dal Sig. Gianfranco Giannoni, ha preso parte ai lavori del tavolo interistituzionale composto da INPS, INAIL, Comuni di Massa e Carrara e dall’associazione.

Le richieste dell’ONA per i lavoratori portuali

I lavoratori del porto di Marina di Carrara e di tutti gli altri siti della provincia di Massa Carrara, per i quali il tribunale ha già accertato il superamento della soglia delle 100ff/ll, ottengono iol pensionamento anticipato.

onaL’INAIL riconosce le patologie asbesto-correlate e le altre malattie professionali anche senza azione giudiziaria, basandosi sulla sola domanda amministrativa e sugli accertamenti dei propri medici legali e della CONTRARP.

  • Le tesi dell’INAIL e dell’INPS

I due enti previdenziali, durante il lavoro tecnico, ribadiscono che ogni caso presenta caratteristiche diverse e richiede un’istruttoria individuale, anche quando i lavoratori operano nello stesso sito, negli stessi periodi e con le stesse manzioni.

Inaugurazione dello sportello amianto

Oggi l’attività dello Sportello svolta dai volontari coordinati dalla Sig.ra Antonella Franchi, dal Sig. Massimiliano Posarelli, dal Sig. Gianfranco Giannoni e dell’Avv. Natalia Giuliani, si è svolta presso il Comune di Massa, mentre le altre attività dello Sportello proseguiranno tutti i mercoledì mattina dalle 10 alle 12 presso Villa Cuturi.

Per prenotazioni, i cittadini possono contattare il coordinatore ONA Massa, Sig. Gianfranco Giannoni, al numero 339/8861546 e confermando con una email all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com e all’indirizzo giannoni.gianfranco@gmail.com.

Dichiarazione dell’Avv. Ezio Bonanni:

“L’Osservatorio Nazionale Amianto insiste affinché le proposte dell’ONA vengano accolte, con il pensionamento di tutti i lavoratori esposti ad amianto con una procedura amministrativa e non giudiziaria.

Se in linea di principio può essere accettato che ogni caso va istruito (come dichiarato da INPS e INAIL questa mattina), allo stesso modo, però, non può essere accettato che l’istruttoria porti al rigetto delle domande che poi ogni volta il cittadino debba ricorrere alla Magistratura.

Quindi ci chiediamo perché ogni volta che ci procede all’istruttoria amministrativa, poi i risultati sono sempre negativi per il lavoratore?

Come mai i risultati dell’istruttoria vengono sempre ribaltati in sede giudiziaria?

L’ONA andrà fino in fondo. Saremo presenti sul territorio di Massa e Carrara e vigileremo sull’operatore degli enti amministrativi perché le leggi siano applicate anche per le vittime dell’amianto e non si continui a negare loro la qualità di vittima e la dignità di ottenere i loro diritti senza necessità di fare causa” – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

banner assistenza ona

Attività dello Sportello Amianto del giorno 09.05.2017

Circa 30 cittadini, il 09.05.2017 si rivolgono allo Sportello Amianto di ONA Onlus in Massa.

Purtroppo, gli operatori rilevano 3 nuovi casi di patologie asbesto correlate, e i cittadini coinvolti chiedono supporto medico ed assistenza previdenziale e risarcitoria.

I volontari dell’Osservatorio Nazionale Amianto raccolgono nel dettagliato tutte le richieste e inviano la segnalazione ai sanitari ONA – medici volontari coordinati dal Prof. Luciano Mutti, oncologo di fama internazionale – e agli altri specialisti.

Per l’ambito previdenziale e risarcitorio, l’Avv. Ezio Bonanni valuta ogni caso e decide se avviare le richieste di prestazioni INAIL/INPS e il risarcimento danni.

L’associazione ringrazia il Prof. Alessandro Volpi, Sindaco di Massa, il Dott. Angelo Andrea Zubbani, Sindaco di Carrara, e tutte le amministrazioni comunali, perchè sostengono la richiesta ONA e offrono la loro piena disponibilità per creare lo Sportello Amianto di Massa.

La provincia di Massa Carrara riporta 184 casi di mesotelioma, pari al 9,9%. Con una popolazione di 197.000 abitanti – circa il 5% dei 3.743.000 residenti toscani – il dato evidenzia un’incidenza estremamente elevata.

La provincia di Livorno registra 441 casi di mesotelioma, pari al 23,8%. Con circa 160.000 abitanti – quindi per circa il 4% della popolazione regionale – anche questo territorio mostra un livello di incidenza drammaticamente alto. 

Ecco perché l’ONA insiste affinché ci sia una più stretta collaborazione tra tutti gli enti e che venga ridotto a zero, ovvero fortemente limitato il contenzioso che deve essere circoscritto ai soli casi dubbi e non può essere invece la generalità dei casi, come sta succedendo.

EcoX: L’unico strumento efficace è la prevenzione primaria

Avv. Ezio Bonanni
Avv. Ezio Bonanni

L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA, risponde al ministro Lorenzin. Chiesta maggiore attenzione sul rischio amianto. Intervistato a Sky Tg 24 cita Selikoff e smentisce il Ministro.

Scendono in campo anche i medici volontari ONA

Intanto la Dott. Paola Calvaresi coordina i medici volontari dell’ONA che stanno assistendo gratuitamente i cittadini che stanno accusando malori.

“Non c’è un limite di soglia la di sotto del quale non vi siano rischi per la salute”, ha dichiarato lAvv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, oggi durante l’intervista a Sky Tg 24. L’ONA risponde al ministro Lorenzin e chiede chiarimenti: dove, quando e come sono stati effettuati i rilievi? Quale tecnica è stata utilizzata per analizzare l’eventuale presenza di fibre? Si è tenuto conto dei venti prevalenti?

“Il Ministro, nel rispondere al question time, sostiene che non ci sarebbero fibre aerodisperse. Intanto sarebbe stato più opportuno che avesse precisato quando, dove e come sono stati effettuati i rilievi e il tipo di tecnica utilizzata, anche e soprattutto rispetto ai venti prevalenti.

Il pericolo amianto dopo l’incendio

Una cosa è certa: poiché le strutture andate a fuoco contenevano amianto, è evidente che le fibre si sono aerodisperse nell’ambiente circostante.

Rimaniamo in attesa, dunque, di ricevere dal Ministero dell’Ambiente e dagli enti deputati più specifiche indicazioni in ordine alla quantità di amianto presente nello stabilimento andato a fuoco e tutti i dati relativi agli altri agenti cancerogeni, ivi compresa la diossina” conclude l’Avv. Ezio Bonanni.

Tra l’altro, la presenza di materiali di amianto e conseguentemente di fibre è stata confermata dalla Procura della Repubblica di Velletri: ciò costituisce un dato indefettibile, di cui la ministra non sembra tener conto.

L’ONA, a partire da sabato mattina, ha istituito un’unità di crisi coordinata dal Presidente Avv. Ezio Bonanni, dalla Sig.ra Antonella Franchi (328 /4648451) e dal Sig. Antonio Dal Cin (0773/511463), che ormai ininterrottamente, rispondono al telefono e all’e-mail (osservatorioamianto@gmail.com), 24 ore su 24.  Ad oggi, sono oltre 600 i cittadini che si sono rivolti all’unità di crisi.

Il lavoro e l’attivismo dell’Osservatorio

Fin da subito l’unità di crisi, costituita dall’ONA, si è attivata, con medici, tecnici e avvocati, per cercare di arginare le tremende conseguenze dello sprigionarsi degli agenti tossico-nocivi dal gigantesco rogo che dalla Pontinia Vecchia, in territorio di Pomezia, era percepibile anche a distanza di chilometri.

Nel frattempo, l’unità di crisi dell’Osservatorio Nazionale Amianto ha ricevuto ulteriori richieste da parte dei cittadini. Nominato medico coordinatore la Dott.ssa Paola Calvaresi (specialista in anestesia e rianimazione, igiene e medicina preventiva – medicina del lavoro, ed è dirigente medico della ASL Roma 5).

La Dott.ssa Paola Calvaresi riceverà tutte le segnalazioni che saranno inoltrate all’ONA all’indirizzo email osservatorioamianto@gmail.com con la specifica “C.A. DOTT.SSA PAOLA CALVARESI”.

In caso di necessità si potranno ottenere visite mediche gratuite fermo restando che l’associazione consiglia ai cittadini di rivolgersi ai loro medici curanti e ai pronto soccorso dei vari presidi ospedalieri.

La tutela parte dalla prevenzione primaria

L’Osservatorio Nazionale Amianto ribadisce che l’unico strumento di tutela in materia di rischio amianto è la prevenzione primaria. Lo ha ribadito l’Avv. Ezio Bonanni nella giornata di oggi, intervistato da Sky Tg 24.

L’attività di assistenza proseguirà nei prossimi giorni e non è escluso che possa essere celebrata una assemblea dell’ONA proprio nella città di Pomezia a partire dalla prossima settimana.

L’intervista integrale attraverso questo link. 

L’Avv. Ezio Bonanni, anche nell’intervista del giorno 10.05.2017 fa riferimento alla letteratura scientifica, dalla monografia IARC (“At present, it is not possible to assess whether there is a level of exposure in humans below which an increased risk of cancer would not occur” – al momento non è possibile determinare l’eventuale presenza di un livello di esposizione umana al disotto del quale non sussiste un aumento del rischio di contrarre il cancro), fino a quanto riportato dal Prof. Irving Selikoff in “Asbestos and disease” del 1978 che, in ordine all’esposizione a basse dosi ha precisato: “the trigger dose may be small, in some cases extraordinarily so” (Selikoff, Asbestos and Disease, Accademy Press 1978, Relationships – second criterion, p. 162) per affermare che una dose piccola, “straordinariamente piccola”, di fibre di amianto può costituire la scintilla che poi porta al mesotelioma (trigger dose).

INPS condannata: Corte di Appello riconosce i benefici amianto

INPS condannata dalla Corte di Appello
Corte di Appello

Il Sig. A.M. aveva ottenuto, già dal Tribunale di Ferrara, in funzione di Magistratura di lavoro, il riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione ad amianto per l’attività di lavoro all’interno del Petrolchimico di Ferrara, l’INPS però continuava a negare.

L’INPS continua a negare i diritti dei lavoratori esposti

L’INPS aveva negato, e continua a negare, l’esposizione qualificata da amianto di coloro che hanno svolto la loro attività di lavoro all’interno del Petrolchimico di Ferrara.

Non la pensava e non la pensa così l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA, e difensore di A.M., il quale ha ottenuto, dal Tribunale di Ferrara, la condanna dell’INPS a rivalutare la posizione contributiva di A.M., che nel frattempo è andato in pensione con i suoi contributi.

L’INPS non si è data per vinta, e ha impugnato la sentenza presso la Corte di Appello di Bologna, Sezione Lavoro, che dopo un ulteriore approfondimento istruttorio ha confermato la condizione di rischio, per esposizione ad amianto, nel Petrolchimico di Ferrara e ha riconosciuto la natura qualificata dell’esposizione, oltre la soglia delle 100 ff/ll, nella media delle otto ore lavorative, fino al 31.12.1995.

Ora la sentenza verrà posta in esecuzione

Non è l’unico caso che riguarda il petrolchimico, ovvero gli stabilimenti siti nella provincia di Ferrara, in cui si è usato amianto, e per cui sono state necessarie azioni giudiziarie.

L’ONA, proprio al fine di assistere tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto, ha istituito lo Sportello Nazionale Amianto che fornisce assistenza. Chiamaci per ottenere la tutela dei tuoi diritti e il risarcimento di tutti i danni provocati dalla fibra killer!

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha già chiesto al Sindaco di Ferrara di valutare la possibilità di creare un tavolo interistituzionale con INPS ed INAIL, al fine di ottenere la deflazione del contenzioso, e l’applicazione della normativa in materia di riconoscimento di patologie asbesto correlate.

I numeri della strage amianto in Italia

  • 6.000 decessi per patologie asbesto correlate
  • 107.000 decessi nel mondo per patologie asbesto correlate
  • 1.900 i nuovi casi di mesotelioma, secondo i dati pubblicati da “I numeri del cancro in Italia 2016 di Aiom /Airtum”. Questi dati sono corrispondenti a quelli censiti da ONA. Il Renam ne ha comunque registrati una media superiore ai 1.500 per ogni anno.
  • 1 su 234, gli uomini in Italia che rischiano di sviluppare questa patologia.
  • 1 su 785, le donne in Italia che rischiano di sviluppare questa patologia.
  • 4% i decessi oncologici per mesotelioma in entrambi i sessi.
  • 2.732, i pazienti ad oggi, in Italia, con diagnosi di mesotelioma.
  • 2.400 sono le scuole italiane in cui sono presenti amianto e i materiali di asbesto.
  • 1.000 gli anni necessari per rimuovere totalmente ogni traccia di amianto in Italia. Il Prof. Boeri, Presidente dell’INPS, ha stimato, ottimisticamente, in 85 anni il tempo necessario per poter bonificare tutto l’amianto presente nel territorio nazionale.

L’incidenza dei casi di mesotelioma in Emilia Romagna

  • In Emilia-Romagna la prima registrazione dei mesoteliomi ha avuto valenza provinciale a Reggio Emilia nel periodo 1993 – 1995 e dal 1996 la rilevazione è stata estesa a tutta la regione.
  • 2.016 i casi di mesotelioma segnalati nel V Rapporto ReNaM, dal 1993 al 2012 ( i dati aggiornati nel VII Rapporto ReNaM).

Pomezia rogo EcoX: il protocollo ONA

Rogo Pomezia
Rogo Pomezia

Pomezia rogo EcoX: confermata la presenza di amianto. Le azioni dell’ONA per la tutela delle popolazioni.

Pomezia Rogo EcoX: dispersione di amianto e altri cancerogeni

La presenza di amianto e di altri cancerogeni ha reso necessario l’intervento dell’ONA chiede ai vari Comuni interessati di fornire ai cittadini le maschere protettive.

 Pomezia rogo EcoXLa Procura della Repubblica di Velletri ha confermato la presenza di materiali di amianto e diossina nei reperti attinti dal rogo.

Purtroppo quello che temevamo si è verificato. Ora gli effetti sulla salute per quanto riguarda l’amianto si vedranno nei prossimi 20, 30, 40 anni, quando ci saranno i casi di mesotelioma.

È necessaria la massima precauzione. Cercare di evitare le esposizioni con maschere protettive e altre raccomandazioni elaborate dai sanitari del comitato tecnico scientifico ONA.

Queste le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Amianto: il killer dell’ultimo millennio

L’amianto è solo uno dei tanti cancerogeni che si sono sprigionati dal Pomezia rogo EcoX come, peraltro, denunciato dall’Avv. Ezio Bonanni. La questione del rischio amianto è stata sottovalutata dalle autorità. Infatti, lo stesso Ministro Lorenzin, aveva sottovalutato il rischio amianto, assumendo che l’indice di aerodispersione fosse poco elevato.

In realtà, non esiste una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla (Iarc 2012Asbestos). Tra le neoplasie causate dall’esposizione all’amianto rientrano anche il cancro alla laringe e alle ovaie. Inoltre, è stata confermata l’associazione tra esposizione ad amianto e maggiore incidenza di cancro alla laringe, allo stomaco e al colon retto.

Per quanto riguarda le patologie fibrotiche, rileva la necessità di una intensa esposizione, mentre per quanto riguarda quelle cancerogene non esiste un limite al di sotto del quale il rischio si annulla.

L’emergenza amianto è ben più vasta di quello che raccontano i dati epidemiologici: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, purtroppo ogni anno, solo per il mesotelioma e per il tumore al polmone, perdono la vita più di 107.000 persone e decine di migliaia sono coloro che si ammalano.

In Italia più di 6.000 persone perdono la vita ogni anno.

Nel V Rapporto ReNaM sono stati censiti, dal 1993 al 2012, n. 21.463 casi di mesotelioma, e per il 2011 n. 1524 casi, mentre, secondo l’AIOM/AIRTUM, i casi sono circa 1.900 per il 2016 e si tratta di una patologia causata solo dell’amianto, quasi sempre mortale. I dati aggiornati sono disponibili nel VII Rapporto ReNaM.

Amianto: quali sono i numeri della strage

  • 6000 decessi per patologie asbesto correlate
  • 1.900 i nuovi casi di mesotelioma, secondo i dati pubblicati da “I numeri del cancro in Italia 2016 di Aiom /Airtum”. Questi dati sono corrispondenti a quelli censiti da ONA. Il Renam ne ha comunque registrati una media superiore ai 1.500 per ogni anno.
  • 1 su 234, gli uomini in Italia che rischiano di sviluppare questa patologia.
  • 1 su 785, le donne in Italia che rischiano di sviluppare questa patologia.
  • 4% i decessi oncologici per mesotelioma in entrambi i sessi.
  • 2.732, i pazienti ad oggi, in Italia, con diagnosi di mesotelioma.
  • 2.400 sono le scuole italiane in cui sono presenti amianto e i materiali di asbesto.
  • 1.000 gli anni necessari per rimuovere totalmente ogni traccia di amianto in Italia. Il Prof. Boeri, Presidente dell’INPS, ha stimato, ottimisticamente, in 85 anni il tempo necessario per poter bonificare tutto l’amianto presente nel territorio nazionale.

Occorre evitare ogni forma di esposizione ad amianto, e quindi ogni inalazione di polveri e fibre, peraltro dannose anche se ingerite, in assenza di limiti di soglia.

Queste raccomandazioni sono fondamentali al fine di evitare alla popolazione il rischio amianto: infatti, già nel quarto “considerando” della direttiva 477/83/CEE e poi ancora nell’undicesimo “considerandodella direttiva 148/2009/CE, si ribadisce che non c’è un limite di soglia.

Le conclusioni sull’esposizione ad amianto dello IARC

Lo IARC lo ha ribadito: “At present, it is not possible to assess whether there is a level of exposure in humans below which an increased risk of cancer would not occur” (al momento non è possibile determinare l’eventuale presenza di un livello di esposizione umana al disotto del quale non sussiste un aumento del rischio di contrarre il cancro).

Lo stesso Prof. Irving Selikoff in “Asbestos and disease” del 1978, afferma testualmente: “the trigger dose may be small, in some cases extraordinarily so” – Selikoff, Asbestos and Disease, Accademy Press 1978, Relationships – second criterion, p. 162). Ciò evidenzia come anche poche fibre, e dunque una c.d.”trigger dose” – anche “straordinariamente piccola”, può determinare l’insorgenza quantomeno del mesotelioma.

Amianto: ogni esposizione è rilevante

Conseguentemente, nel caso che qui ci occupa (Pomezia Rogo EcoX), sussiste un rischio in relazione alla conferma da parte degli organi inquirenti (Procura della Repubblica di Velletri) della presenza di amianto.

Rischio amianto anche in caso di ingestione

L’amianto nell’acqua è cancerogeno. L’amianto ingerito fa male, lo dice un rapporto dello IARC, agenzia di ricerca sul cancro dell’organismo Mondiale della Sanità (OMS). Il rapporto recita:

Esistono prove sufficienti per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto per l’uomo. Provoca il mesotelioma, il cancro del polmone, della laringe, e dell’ovaio.

Inoltre sono state osservate associazioni positive tra l’esposizione a tutte le forme di amianto e cancro della faringe, stomaco, colon-retto Esistono prove sufficienti negli animali per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto Tutte le forme di amianto sono cancerogeni per l’uomo”.

L’ingestione di amianto è considerata “esposizione primaria” al pari dell’inalazione.

Quanto agli altri agenti cancerogeni/patogeni presenti

Le diossine hanno un effetto cancerogeno ritenuto causa di linfomi e tumori ai tessuti molli data la tendenza ad accumularsi nelle cellule adipose e determinano alterazioni epatiche, neurologiche e polmonari. Molto diffusi sono anche i rischi cutanei.

Determinano interferenze con il funzionamento cellulare provocando l’alterazione delle ghiandole endocrine, soprattutto tiroide, timo e ipofisi, con un’azione pre-cancerogena, con squilibrio ormonale, rischio di malformazioni genetiche fetali. Possono causare disturbi della crescita e dello sviluppo psicomotorio e determinare sterilità e scarso sviluppo dell’apparato riproduttivo.

Unità di crisi dell’ONA a sostegno del Pomezia Rogo EcoX

Più di 500 cittadini di Pomezia e dintorni si sono rivolti all’unità di crisi istituita dall’ONA e costituita da un pool di esperti, medici (tra i quali oncologici, pneumologi e psicologi clinici), tecnici ed avvocati, per avere istruzioni e raccomandazioni da seguire (Pomezia Rogo EcoX).

L’unità di crisi costituita dall’ONA e coordinata dal Presidente Avv. Ezio Bonanni, dalla Sig.ra Antonella Franchi (328 /4648451) e dal Sig. Antonio Dal Cin (0773/511463), è ormai operativa 24 ore su 24 per fornire assistenza e supporto ai cittadini che lamentano una serie di problemi, tra i quali vomito, bruciore agli occhi, difficoltà respiratorie e eruzioni cutanee.

Gli aggiornamenti dell’unità di crisi ONA

Le richieste di assistenza possono essere inoltrate anche per email all’indirizzo: osservatorioamianto@gmail.com.

Aggiornamento delle raccomandazioni/bollettino/decalogo da seguire, diffuso dall’ONA in relazione ai rischi.

1)    Per chi è nelle immediate vicinanze (entro 1km): si consiglia di evacuare le abitazione quantomeno per i prossimi 7-10 giorni per poi farvi ritorno dopo lavaggio con acqua. Evitare assolutamente il lavaggio a pressione perché alza le fibre di amianto e quindi ne crea aerodispersione e quindi il rischio di inalazione;

2)    Uso di maschere. L’Osservatorio Nazionale Amianto consiglia l’utilizzo di maschere con filtro FFP3. Tale raccomandazione è rivolta principalmente a coloro che vivono nelle zone limitrofe il rogo (e comunque entro i 5km).

Tali dispositivi sono sufficienti per evitare il rischio di inalazione di polveri e fibre di amianto. Tenendo presenti i venti, non può essere escluso il rischio anche per distanze più elevate. Fino a che non ci sarà una copiosa pioggia, sarebbe opportuno continuare a utilizzare le maschere ai fini precauzionali;

3)     Rischio alimentare: il rischio più elevato è l’eventuale consumo di frutta e verdura coltivati nelle zone limitrofe il rogo. Si consiglia di evitare il consumo dei cibi prodotti nei 5 km dal rogo. Per i cibi prodotti oltre i 5 km, è necessario un lavaggio con abbondante flusso d’acqua, anche se non sempre queste misure igieniche possono essere ritenute sufficienti. Il fatto che c’è stato vento e non la pioggia, potrebbe aver fatto disperdere le fibrille di amianto anche a distanze notevoli;

4)  Rischio per il consumo di acqua: per le attività entropiche (cucinare, misure igieniche del corpo e della casa, etc.) e specialmente per bere è sconsigliabile l’utilizzo di acqua che possa risultare contaminata, in particolare quella dei pozzi. Per i prossimi 10 giorni, occorrerebbe consumare esclusivamente acqua in bottiglia;

Unità di crisi ONA: ulteriori aggiornamenti

5) Per quanto riguarda i bambini e chi ha problemi respiratori, sarebbe preferibile che nell’arco di 5Km dal rogo sia ridotta al minimo l’esposizione dei bambini (e delle donne in stato di gravidanza);

6) Per quanto riguarda i pozzi: Se i pozzi sono chiusi con apposita copertura, non vi dovrebbero essere entrate quantità rilevanti delle polveri dei fumi dell’incendio tanto da rendere rischioso l’uso dell’acqua. Nel caso contrario, se i pozzi sono aperti, è assolutamente sconsigliato berne l’acqua, e sarebbe opportuno segnalare il rischio in modo adeguato. Ovviamente, chiuderli ora non basterebbe in quanto sono stati esposti a inquinamento almeno da due giorni. Potrebbero anche essere eseguiti accertamenti sui flussi dell’acqua per constatare se, eventualmente, i pozzi sono stati inquinati attraverso la falda.

7) Le istituzioni deputate ai controlli ambientali sarebbero tenute a monitorare le derive e gli spostamenti sia delle polveri di minerale (asbesto), sia dei composti nocivi che potrebbero essere stati generati dalla combustione di materiali organici in presenza del cloro (diossine), tenendo conto delle prevalenti direzioni dei venti. Queste entità metereologiche agiscono in modo avverso alla salute degli abitanti della zona interessata dall’incendio, favorendo l’aerodispersione dei veleni su aree più ampie. Meglio sarebbe stato il contributo di detersione dato dell’acqua piovana, ma ciò non è programmabile.

8) Le istituzioni deputate agli accertamenti dovrebbero agire tempestivamente e fornire tempestivamente le indicazioni circa gli agenti cancerogeni e patogeni sprigionati dalla nube, il livello di presenza nell’aria e nel suolo, al fine di poter calibrare la misure preventive al reale rischio. È fondamentale che i rilievi siano eseguiti nella zona corretta per il prelievo dei campioni da testare, in quanto più lontano queste rilevazioni verranno fatte, meno veritieri potranno essere i risultati.

9) Per gli edifici pubblici e scuole e per gli opifici industriali: per le parti esterne, utilizzare getti d’acqua in grado di risolvere la problematica legata alla eventuale presenza di fibre; allo stesso modo anche gli stessi terrazzi e balconi possono essere lavati con abbondante quantità di acqua e sapone. Si deve evitare la candeggina per il rischio di interazione con le diossine e altri cancerogeni.