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Produzione amianto nel mondo: il crollo

Amianto
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Messa al bando della produzione amianto nel mondo

Produzione amianto nel mondo a picco!  Secondo i dati stimati da cancerhazards.org c’è il crollo della produzione amianto nel mondo. Siamo, quindi, sulla giusta strada per la messa al bando dell’asbesto in tutti e cinque i continenti e mettere fine alla produzione eternit.

Che cos’è l’amianto?

L’ amianto o asbesto è quel minerale fibroso ed estremamente flessibile, facile da lavorare grazie ad un’elevata capacità di conduzione del calore ad alte temperature.

Il materiale è impiegato, fin da sempre, dai Paesi di tutto il mondo, nei settori più disparati come l’edilizia e l’industria siderurgica.

La sua struttura di piccole fibre rappresenta un rischio per la salute, poiché proprio a causa delle loro dimensioni, sono facilmente inalabili.

Le fibre di amianto: gli effetti sul nostro organismo

Una volta a contatto con il nostro organismo, le fibre di asbesto iniziano ad attaccare le cellule del nostro apparato respiratorio. Provocano  cosi malattie invalidanti ben note: le patologie asbesto-correlate.

Nel corso del tempo molti paesi hanno iniziato a mettere da parte i propri interessi economici per salvaguardare il benessere comune. Dopo lunghe battaglie e scontri, l’amianto è stato bandito in Europa e in molti stati degli altri continenti.

Il bando dell’amianto in Italia

L’Italia sono ventisei anni che ha scelto di mettere al bando l’amianto con la Legge 257/1992; seguita poi dopo da Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Olanda e Svezia.

Ma nel resto del mondo la situazione era ancora un po’ confusa. Infatti alcuni leader mostravano non poche perplessità. Vorrebbero sacrificare la salute al profitto. Quindi pongono dei dubbi sulla correlazione dimostrata tra l’esposizione amianto e le malattie asbesto correlate.

Quali sono i paesi della produzione amianto nel mondo?

A distanza quasi di trent’anni, si è quasi giunti alla risoluzione. Secondo le stime di cancerhazards.org, sono solo tre i paesi che continuano a credere in amianto produzione: Russia, Cina e Kazakistan.

Nonostante la Russia continui a produrre ed esportare amianto nei pochissimi Paesi ancora interessati all’acquisto. Quindi è stato comunque riscontrato un netto calo di consumo al suo interno.

Situazione analoga accade per la Cina, mentre il Kazakistan sembra resistere agli scrupoli di coscienza. Cosi continua a scegliere il vantaggio di essere tra i pochi candidati nel mercato mondiale di asbesto.

La produzione di asbesto ha comunque raggiunto un picco di rilevanza. Poi, parliamo di un cambiamento da circa 2,1 milioni di tonnellate nel 2012 a circa 1,4 milioni di tonnellate nel 2015.

Insorgenza malattie ad anni di distanza dall’esposizione

Dai dati appena citati risulta un quadro della situazione mondiale in netto miglioramento. La produzione di amianto, purtroppo, non rappresenta l’unico problema.

Le malattie asbesto-correlate rispondono a tempi di latenza lunghi e su tutti il problema  delle bonifiche e dei rischi. In alcuni casi particolari forme di tumore come il mesotelioma, si sono manifestate anche a distanza di 50 anni dall’esposizione alle fibre killer.

Per questo l’amianto viene descritto come un “killer silenzioso” che ti uccide lentamente senza preavviso.

A tal proposito, vengono istituite iniziative da associazioni come l’ONA, dedicate alla prevenzione e bonifica dei siti ancora contaminati nonostante la messa al bando.

È possibile consultare il sito ufficiale dell’ONA per ricevere assistenza medica e legale, rivolgersi allo Sportello Nazionale Amianto oppure contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Solvay condanna risarcimento amianto

Antonella Franchi
Antonella Franchi

Solvay condanna risarcimento amianto: respinto l’appello

Solvay condanna risarcimento amianto: La Corte di Appello di Firenze, Sezione Lavoro, con sentenza n. 465/2018, pubblicata lo scorso 10.05.2018 e/o 12.05.2018, “respinge l’appello proposto da Solvay Chimica Italia S.p.A., avverso la sentenza n. 324/2016 del Tribunale di Livorno che per l’effetto conferma. Dichiara tenute e condanna l’appellante a rifondere all’appellato le spese processuali …”, puntualizza la Sig.ra Antonella Franchi, coordinatrice ONA e portavoce ONA Toscana.

Viene così confermata la sentenza del Tribunale di Livorno che a suo tempo aveva accolto le difese dell’Avv. Ezio Bonanni, difensore del Sig. V. S., il quale era riuscito a ottenere l’affermazione della responsabilità civile (obbligo risarcitorio per patologia asbesto correlata dell’ex dipendente Solvay, vittima di placche e ispessimenti pleurici).

La dichiarazione del portavoce dell’ONA

Il nostro impegno di cittadini come singoli e nell’associazione ha permesso di ottenere significativi risultati nell’impegno per la tutela della salute e dell’ambiente rispetto al rischio amianto e altri cancerogeni, in relazione a condotte dannose e pericolose che la sentenza della Corte di Appello di Firenze riconduce, almeno per il caso di V. S., alle responsabilità precise e puntuali della Solvay Chimica Italia S.p.A..

Certo, siamo ancora alla sentenza di secondo grado, ma è conforme che con quella di primo grado e ormai ricostruisce in modo indefettibile i fatti di causa e cioè il rischio amianto in Solvay ed è per questo motivo che rivolgo un appello alle autorità perché gli standard di sicurezza siano più elevati, anche in ordine ai versamenti in mare (mi riferisco alle c.d. spiagge bianche).

Un ringraziamento va all’Avv. Ezio Bonanni che, con tenacia, si è battuto e si batte contro un vero e proprio molok costituito dalla potenza datoriale e contro le agguerrite difese della Solvay Chimica Italia S.p.A., che sono destinate a soccombere fino a quando tenteranno di negare le precise responsabilità e gli obblighi risarcitori in favore delle vittime.

Un pensiero va al Sig. Massimiliano Posarelli, che ha perso il papà Romano per un cancro polmonare da amianto rispetto al quale il decesso dell’imputato ha permesso la consacrazione della responsabilità penale”, dichiara Antonella Franchi, portavoce dell’ONA e coordinatrice delle vedove e degli orfani e vittime amianto.

Amianto: la conferma dello IARC sulla cancerogenicità delle fibre

In merito al rischio cancerogeno, occorre ricordare che le fibre dei minerali di amianto si trovano in prima linea. Ciò è stato confermato anche dallo IARC nella sua ultima monografia.

L’impegno dell’ONA per le vittime Solvay

L’associazione prosegue il suo impegno nella città di Rosignano con lo Sportello Amianto, cui tutti i cittadini possono rivolgersi chiedendo della Sig.ra Franchi al n. 328/4648451 o tramite il sito dell’ONA.

Cemental: operaio muore di mesotelioma

Cemental Reggio Emilia
Cemental Reggio Emilia

Processo concluso con l’assoluzione dell’ex amministratore Cemental

Alle “fabbriche degli orrori” presenti in Italia come Eternit, Ilva ecc.., nelle quali hanno perso la vita numerosi operai a causa della prolungata esposizione a fibre di amianto o altri cancerogeni, va ad aggiungersi anche la Cemental. L’azienda era finalizzata alla realizzazione di particolari tipi di cemento armato per cui veniva adoperato anche l’amianto.

L’amianto è una sostanza altamente cancerogena. È scientificamente dimostrato che le sue fibre attaccano direttamente le cellule del nostro organismo favorendo l’insorgenza di malattie gravi.

Patologie invalidanti ben note come patologie asbesto correlate proprio per la stretta correlazione all’asbesto.

Le indagini che hanno portato al processo, sono state avviate nel 2010. Operazioni avviate in seguito alla denuncia dei familiari di Luciano Nanetti ex operaio stroncato dal mesotelioma, tumore che insorge dopo un’elevata esposizione a fibre di asbesto.

Nanetti si era ammalato nel 2010, riuscendo a resistere alla patologia fino al 2012, anno in cui si è spento e da allora la famiglia chiede giustizia.

L’imputato Franco Ponti è stato assolto perché, secondo il giudice Luca Ramponi, il fatto non sussiste. Inoltre, non sono state presentate prove sufficienti per dimostrare la colpevolezza del patron dell’azienda.

Le polemiche dopo la sentenza e l’assoluzione

La sentenza ha scatenato polemiche in quanto quello di Luciano Nanetti non sarebbe l’unico caso in cui un operaio della Cemental contrae una patologia asbesto correlata.

Per questa ragione, nel processo, Ponti ha dovuto rispondere anche alle accuse di danni gravi nei confronti di Paolo Montanari. L’ex operaio Cemental malato di asbestosi, che dinnanzi alla sentenza non ha perso occasione per manifestare tutto il suo disdegno.

La Cemental era già stata portata due volte in tribunale. La prima volta nel 2002 in sede civile conclusa con il risarcimento danni della famiglia di Claudio Righi, ex operaio Cemental deceduto per un cancro.

La seconda volta invece, l’azienda si è trovata a rispondere a un procedimento penale. Il tutto finito con la condanna in primo grado per la morte di Giuseppe Cagarelli, un altro ex operaio deceduto dopo aver contratto il mesotelioma.

Una storia così amara sembra il copione di un film già visto in Italia. Una vicenda molto simile infatti abbraccia le famiglie delle vittime del caso Eternit

Il processo è ancora in corso, e vede imputato il magnate svizzero Stephan Schmidheiny. Solo che in questa macabra vicenda le vittime sono 258 operai e anche stavolta la giustizia sembra esser ancora troppo lontana.

STOP Indennizzi Vittime del dovere

Indennizzi vittima del dovere
Indennizzi vittima del dovere

L’ONA conferma: saranno ripristinati i pagamenti.

Sono stati sospesi per motivazioni di natura tecnica i pagamenti degli indennizzi destinati alle Vittime del dovere. Quella categoria delle Forze dell’ordine, di militaricarabinieri, poliziotti finanzieri e guardie carcerarie, che hanno contratto patologie invalidanti. In alcuni casi hanno determinato addirittura il decesso del soggetto, nel corso della loro vita lavorativa. Oggi si contano a  migliaia i decessi e i malati di patologie asbesto correlate sia tra il personale civile sia tra quello in divisa.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, associazione che da anni lotta in difesa delle vittime dell’amianto, si è schierato dalla parte di molti di questi, raggiungendo l’obiettivo finale del riconoscimento delle vittime del dovere.

Tale riconoscimento dà diritto ad un assegno vitalizio di risarcimento dei danni subiti, un indennizzo che in caso di decesso può essere percepito anche dagli eredi del defunto.

Segnalato che i pagamenti dei suddetti assegni di indennizzo sarebbero sospesi in via temporanea a causa di un problema tecnico informatico; la notizia dello stop lascia spazio a polemiche, dubbi e domande che non ancora ricevono risposte esaurienti.

La spiegazione dello stop al pagamento dei vitalizi

Il ministero della Difesa ha comunicato però che il momentaneo stop al pagamento dei vitalizi è dovuto a un “problema di flussi tra il MEF e la Banca d’Italiae che quindi dovrebbe essere risolto entro pochi giorni.

La notizia nonostante le motivazioni precisate dal ministero della Difesa, ha suscitato polemiche e preoccupazioni.

Sono state infatti vibranti le proteste delle vedove e degli orfani che hanno temuto di aver perso oltre agli indennizzi vitalizi, anche i diritti per i quali avevano tanto lottato.

ONA Bergamo: presentato nuovo comitato

Eternit
Eternit

Il 14 maggio 2018 verrà presentato il nuovo comitato Bergamo

Il Comitato Ona Bergamo, Isola e Bassa Bergamasca è un’iniziativa coordinata dalla dott.ssa Michela La Gioia, che affiancata dai suoi soci ha deciso di fondare un comitato distaccato dell’associazione Osservatorio Nazionale Amianto per cercare di contrastare il problema amianto presente in Lombardia, in particolar modo nella sua provincia.

Tra i principali obiettivi del comitato troviamo l’avviamento di un nuovo programma di promozione, di informazione dei rischi associati alla presenza di amianto nel territorio.

Il comitato nasce anche per fare da supporto a coloro che a causa di un’esposizione a fibre di amianto, hanno contratto una delle patologie asbesto correlate, riportando così danni fisici e spesso anche psicologici.

Il comitato sarà presentato il 14 maggio ma è operativo già dal 12 aprile, si occuperà di aiutare i cittadini a segnalare alle autorità competenti la presenza di eternit sul territorio, offrirà mediante il suo team di professionisti assistenza legale nei casi in cui ce ne fosse il bisogno, ad esempio quando l’esposizione a fibre di amianto ha un’origine professionale e anche supporto medico grazie all’aiuto di dottori volontari legati all’associazione.

Amianto in Lombardia: strage in continuo aumento

Il numero delle vittime amianto è in continuo incremento, secondo dati rilasciati nero su bianco e riportati anche in questo nostro articolo la situazione è paragonabile ad una vera e propria strage.

La Lombardia come altre molte regioni italiane presenta un quadro critico della situazione amianto nonostante la messa al bando dell’asbesto del 1992.

Solo in Lombardia sarebbero 370mila gli edifici da bonificare nei quali è ancora consolidata la presenza di eternit,  l’aspetto preoccupante è che 50mila di questi sono edifici pubblici tuttora trafficati da studenti o impiegati della pubblica amministrazione.

La provincia bergamasca necessitava di un’azione di contrasto contro una situazione così allarmante ed è proprio per questo che è nato il Comitato Ona Bergamo.