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Pietro Scialpi: guerriero ONA

Pietro Scialpi
Pietro Scialpi

La storia di un eroe civile, Pietro Scialpi

Oggi raccontiamo di Pietro Scialpi, ex lavoratore siderurgico e grande sostenitore dell’ONA che con la sua storia testimonia quali sono le gravi conseguenze trascorrendo la propria vita in contatto con l’amianto.

I lavoratori siderurgici sono da sempre sottoposti ad attività intense e pericolose in quanto in fase di lavorazione i metalli sprigionano nell’aria sostanze dannose per l’organismo umano, tra queste troviamo l’amianto. Il Sig. Pietro Scialpi nasce a Crispiano in provincia di Taranto ma per 27 lunghi anni è partito dal cuore della Puglia fino a percorrere tutta l’Italia in lungo e largo grazie al proprio lavoro.

Il Sig. Scialpi ha lavorato presso le principali industrie siderurgiche italiane, dall’Ilva di cui ultimamente abbiamo sentito spesso parlare,  nel sud Italia fino ad arrivare al Nord nella città di Genova. Ma la storia di Pietro ha dell’incredibile, dopo quasi trent’anni di attività riesce ad andare in pensione con qualche anno di anticipo, ottenendo così un prepensionamento credendo di riuscire a trascorrere il resto della propria vita in tranquillità, godendosi i piaceri della vita.

Purtroppo dopo dieci anni dal pensionamento gli vengono diagnosticate due patologie asbesto correlate, ovvero malattie connesse alla passata esposizione a fibre e polveri di amianto. Parliamo di ispessimenti pleurici e placche pleuriche, entrambe malattie sono classificate come patologie tabellate INAIL ovvero che ne viene riconosciuta l’origine professionale.

Patologia non riconosciuta dall’INAIL

Come se il destino non fosse stato già abbastanza crudo nei confronti di Pietro, gli viene diagnosticata anche una forma abbastanza aggressiva di cancro prostatico che non viene però inserita in nessuna delle tre tabelle INAIL.

«L’INAIL continua a sostenere che il cancro prostatico non è riconducibile ai tanti anni di esposizione amianto che ho subito. Ma recenti studi del Prof. Giancarlo Ugazio affermano invece il contrario. L’amianto è un killer spietato che una volta entrato nel nostro organismo danneggia tanti altri organi del nostro corpo e non solo l’apparato respiratorio come si vuol far credere. L’INAIL deve aggiornare le tabelle delle malattie professionali perché col tempo l’amianto e gli altri cancerogeni ai quali noi lavoratori siderurgici siamo stati esposti, hanno avuto modo di aiutare l’insorgenza di ulteriori patologie non ancora prese in considerazione» – dichiara il Sig. Pietro Scialpi, amareggiato del fatto che quasi nessuno ha ascoltato il suo grido di aiuto, tranne l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Pietro è venuto a conoscenza dell’attività svolta dall’Osservatorio Nazionale Amianto grazie ad internet e da allora ha iniziato a supportare molte delle iniziative proposte dall’associazione e riconoscendo l’enorme impegno dell’avv. Bonanni:

«L’avv. Bonanni è un vero guerriero che ha ridato la speranza di vincere questa battaglia  a me e molti lavoratori catapultati in questa stessa situazione. Seguo con piacere la sua attività da circa dieci anni e sono sicuro di riuscire ad ottenere giustizia restando al suo fianco».

I servizi di tutela dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale sull’ Amianto – ONA Onlus è una associazione di utilità sociale che rappresenta, tutela e assiste cittadini e i lavoratori esposti e vittime dell’amianto e di altri agenti patogeni e cancerogeni. L’ONA offre assistenza tecnica, medica e legale gratuita per tutelare la salute e i diritti delle vittime e dei loro famigliari, con il riconoscimento dei benefici assistenziali e previdenziali e il risarcimento dei danni.

Gli obiettivi dell’ONA si riassumono nella prevenzione primaria, secondaria e terziaria rispetto al rischio amianto.

La storia di Pietro non è un caso isolato, sono molti gli ex lavoratori che anche a distanza di molto tempo, 20 o 30 anni, si ritrovano a fare i conti con queste dure conseguenze. Per questo l’ONA ha attivato uno Sportello Online da poter contattare, anche grazie al formulario nella pagina e il numero verde gratuito 800 034 294.

Amianto nelle abitazioni: la guida ONA per la rimozione

Amianto nelle abitazioni
Amianto nelle abitazioni

Bandisci l’amianto dalla tua abitazione!

Amianto: numero verde

Contatta l’Associazione al numero verde. Un nostro incaricato risolverà i tuoi problemi. 

L’ONA ti guida nei meandri della legislazione e dalla burocrazia per risolvere i tuoi problemi di amianto in casa.

Rischio amianto: prevenzione primaria

Le fibre di amianto, se inalate e/o ingerite, provocano l’insorgenza di diverse patologie. Fibrotiche (asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, con complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie), e neoplastiche (mesotelioma, tumore polmonare, alla laringe e all’ovaio, e allo stato attuale delle conoscenze anche i tumori del tratto digerente – faringe, stomaco e colon). Con tempi di latenza che possono raggiungere anche i 50 anni.

Prevenzione secondaria: l’ importanza della sorveglianza sanitaria

La prevenzione secondaria consiste nella sorveglianza sanitaria per tutti i cittadini e lavoratori che sono esposti ad amianto e ad altri cancerogeni. In questo modo è possibile ottenere la diagnosi precoce di eventuali malattie e quindi assicurare migliori terapie e cure e maggiori chance di guarigione e sopravvivenza.

Si manifesta per esposizioni medio-alte ed è, quindi, tipicamente una malattia professionale; la sua incidenza è drasticamente diminuita a seguito dell’emanazione della legge che proibisce l’utilizzo dell’amianto (legge 257 del 1992), anche se l’INAIL, ancora nel 2008 e negli anni successivi, ha ricevuto una media di 800 segnalazioni ogni anno di nuovi casi di asbestosi, che ai 5 anni sono risultate per circa il 90% con esito infausto.

È riconosciuto il fatto che ultimamente l’attenzione pubblica è leggermente più concentrata sulla problematica dell’amianto nelle abitazioni, tuttavia in molti mostrano ancora una profonda confusione in merito all’argomento. Soprattutto quando viene trovato amianto nelle abitazioni.
L’amianto è stato messo al bando in Italia nel 1992, tuttavia risultano ancora moltissimi, troppi, i siti italiani contaminati. Dagli edifici pubblici alle abitazioni private e le conseguenze delle tardive operazioni di bonifica si riversano purtroppo sulla salute degli italiani.

Il danno asbesto anche a bassi dosi

L’amianto continua a spaventare ed a mietere vittime. Le polveri e fibre se respirate e ingerite sono altamente tossiche da provocare il cancro. Per questo motivo va evitata ogni forma di esposizione. Ribadendo ciò che da anni sostiene il professor Mutti: “l’unica fibra non dannosa è quella che non si respira”. Alla luce dei gravi danni alla salute che crea l’amianto asbesto, è possibile anche obbligare il vicino a rimuovere l’amianto con una denuncia amianto.

Le fibre di asbesto vengono inalate con una facilità incredibile, questo accade grazie alla loro struttura piccola e sottile (più di quella di un capello), le patologie che insorgono sono: mesotelioma, cancro ai polmoni, asbestosi, placche pleuriche e altri tipi di tumore come alle ovaie, faringe e laringe. Non trascuriamo però un dettaglio fondamentale, che le fibre vengono sprigionate soprattutto nel caso in cui l’oggetto in amianto sia stato danneggiato e sia in stato di decomposizione.

Gli italiani purtroppo si trovano ad affrontare spesso casi di amianto nelle abitazioni, iniziano così a sorgere importanti dubbi sulle giuste procedure da attuare per accertarsi che il materiale sospetto sia effettivamente amianto e per effettuare poi delle operazioni di bonifica. L’Osservatorio Nazionale Amianto ha deciso di tracciare delle linee guida per aiutare tutti coloro che si ritrovano inaspettatamente in questa situazione.

Prima di dare inizio alle operazioni di bonifica ci sono tre punti fondamentali da tenere in mente:

  • Bisogna effettuare un’analisi visiva;
  • Bisogna effettuare un’analisi probabilistica;
  • Bisogna effettuare delle analisi di laboratorio.

Il primo punto è semplice, basta affidarsi all’intuito e alla propria capacità visiva, se può essere di aiuto ricordiamo che la maggior parte delle lastre e tettoie eternit presentano nella struttura le cosiddette onduline.

Legge 257 del 1992 e la messa a bando dell’amianto

Dopo di che occorre intuire se l’installazione del materiale è effettuata prima o dopo il 1992, questo aiuterà a capire il grado di pericolosità del materiale e in fine basterà effettuare dei prelievi e inviare i campioni in una struttura specializzata per ricevere la corretta valutazione.

Nel caso in cui venga accertata la composizione amianto del manufatto la normativa prevede che sia valutato lo stato di conservazione poiché in base alla Legge 257 del 1992 l’amianto è bandito dal Paese italiano tuttavia non esiste nessun provvedimento che obblighi la rimozione da parte del proprietario del sito contaminato o in linea generale.

È una materia delicata quanto controversa quella della legislazione amianto e siamo sicuri che nel corso del tempo qualcosa cambierà e riuscirà a chiarire le lacune presentate ad oggi. 

Il proprietario del sito contaminato è tenuto ad effettuare una segnalazione all’Azienda Sanitaria locale (ASL), che dovrà inviare una squadra di tecnici ad effettuare alcune analisi per determinare se effettivamente l’amianto presente può nuocere o meno all’ambiente circostante.

Ma ad occhio umano esistono dei dettagli sui quali puntare l’attenzione per capire se l’amianto presenta uno stato allarmante o meno? La risposta a questa domanda è positiva. 

Le superfici possono essere considerate deteriorate e quindi pericolose, quando sono presenti dei danni evidenti come: crepe, fessure e rotture sparse. Una volta accertato che la superficie risulta danneggiata e quindi pericolosa bisogna effettuare la bonifica, nel caso in cui risulta solo leggermente lesionata la normativa prevede comunque di segnalare e monitorare il sito.

Ma in che modo possiamo trovare l’amianto nelle abitazioni?

L’amianto presente nelle nostre abitazioni quasi sempre corrisponde a lastre ondulate chiamate anche onduline, che in gergo sono chiamate lastre di eternit. Prima del 1992 erano utilizzate moltissimo per realizzare tettoie e coperture per abitazioni, fabbricati destinati sia all’uso industriale che a quello civile.

Per bonificare le classiche tettoie ondulate la normativa vigente prevede: sovracopertura, incapsulamento oppure rimozione. Nel primo caso si sovrappone una copertura di materiale isolante, a quella già esistente, questa soluzione è adoperata nei casi in cui la copertura eternit riesca ancora a sorreggere ulteriore peso su di essa.

Nel secondo caso la superficie è trattata con prodotti coprenti, che bloccheranno la fuoriuscita delle fibrille di asbesto. In questo caso l’impresa chiamata per effettuare l’operazione sarà tenuta a rilasciare una certificazione.

Nell’ultimo caso si procede alla rimozione totale della tettoia e allo smaltimento del materiale amianto, che avverrà solo ed esclusivamente negli appositi centri autorizzati e per mano di ditte specializzate.

Come effettuare la procedura di bonifica?

Per effettuare una bonifica amianto occorre prima di tutto rivolgersi come già anticipato, ad una ditta specializzata. La ditta in questione dovrà essere iscritta alla categoria 10 dell’Albo delle imprese esercenti servizi di smaltimento dei rifiuti.

L’impresa prima di effettuare concretamente l’operazione dovrà presentare un “Piano di lavoro” all’ASL territorialmente competente. Le operazioni di bonifica potranno cominciare solo trascorsi 30 giorni dalla presentazione del suddetto piano.

Alla fine delle operazioni di bonifica bisogna che l’impresa rilasci la copa del FIR (Formulario Identificazione Rifiuto), attestante l’avvenuto smaltimento del rifiuto contenente amianto in una discarica autorizzata.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, per poter agevolare le bonifiche, ha elaborato una serie di iniziative:

mappatura in collaborazione con i cittadini, con la Guardia Nazionale Amianto in modo che siano segnalati i siti contaminati; bonus fiscali alle imprese e alle famiglie, senza limiti e con detrazione fiscale completa delle spese per la bonifica oltre alla decontaminazione dei luoghi di lavoro (per le imprese) e delle abitazioni (per i privati). Inoltre L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il suo Dipartimento “Bonifica e Decontaminazione“, ha stipulato convenzioni per ridurre le spese di bonifica e decontaminazione.

Come comportarsi quando l’amianto è in proprietà altrui.

La presenza di materiale presumibilmente amianto in cattivo stato di conservazione può essere segnalata da chiunque abbia interesse nella salute della collettività. Ricordiamo che le fibre di amianto disperse nell’aria possono rappresentare un pericolo per tutta la comunità.

Nel caso in cui ci sia amianto nelle abitazioni altrui bisogna effettuare una segnalazione presso il Comune. Il Sindaco in quanto massima autorità sanitaria sul territorio è tenuto a gestire la segnalazione. Chiedendo supporto all’ASL che provvederà ad effettuare delle analisi per capirne lo stato.

Torniamo a sottolineare un aspetto importante, ovvero quello che dopo aver effettuato le analisi del materiale, l’ASL non è tenuta a bonificare il sito contaminato. Tanto meno può obbligare il proprietario a rimuovere l’asbesto.

Tuttavia la segnalazione dei siti contaminati spesso è ritenuta un’operazione poco risolutiva. Mentre risulta l’azione più utile per riuscire a realizzare una mappatura completa dei siti contaminati di tutto il territorio.

Potete segnalare la presenza di amianto anche presso l’ONA, vi basterà compilare il formulario che troverete proprio a questo link. Segnalare un sito contaminato non è mai stato così semplice, vi basteranno giusto 2 minuti e qualche click.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

Una necropoli di AMIANTO

Amianto
Amianto

Sito archeologico contaminato di amianto

È accaduto in provincia di Agrigento, a Favara. L’ultimo episodio di inciviltà che vede contaminare una necropoli, sito archeologico con lastre di amianto e altri rifiuti.

La necropoli paleocristiana di contrada Stefano è un sito archeologico che sorge nella zona est di Favara, un comune in provincia di Agrigento.

Gli uomini dovrebbero tutelare e valorizzare le bellezze storiche del proprio paese invece la notizia di oggi fa raggelare il sangue. È stata rinvenuta proprio nella necropoli di Favara una discarica abusiva.

Un luogo che era destinato alla sacralità è invece divenuto simbolo del profano, rifiuti di ogni genere abbandonati a loro stessi all’interno dell’antico cimitero e la popolazione locale si dichiara indignata e preoccupata visto che tra quelle macerie di inciviltà, è presente anche un grosso quantitativo di amianto.

Oltre a testimoniare il poco rispetto nei confronti di se stessi, della propria storia e delle proprie radici, un’azione tanto riprovevole dimostra quanto gli italiani siano ancora poco informati sui rischi in riferimento alla manipolazione amianto.

L’amianto è un minerale cancerogeno che attacca facilmente l’organismo umano, provocando gravi patologie: asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici, mesotelioma e cancro ai polmoni.

L’Osservatorio Nazionale Amianto combatte da lungo tempo contro la problematica amianto, l’avv. Ezio Bonanni presidente ONA, promuove infatti come primo mezzo di contrasto la prevenzione e la conoscenza dell’argomento in questione.

Purtroppo ad oggi quella dell’amianto è una tematica trattata ancora con troppa superficialità, gli italiani sono troppo poco serrati sull’argomento e non conoscono il rischio in cui incombono.

Non è il primo caso di inciviltà di questo genere registrato in Sicilia o in Italia, proprio un paio di giorni fa in un altro nostro articolo abbiamo fatto riferimento ad un’altra notizia molto simile, mancante forse dell’elemento sacrale ma si trattava sempre di amianto abbandonato sotto agli occhi di tutti per strada.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

Amianto: Di Maio puoi fermare la strage

Di Maio
Di Maio

Appello a Luigi Di Mario, per tutelare meglio i lavoratori

Di Maio e il Movimento 5 Stelle hanno ottenuto un forte consenso elettorale dichiarando di voler governare con il cambiamento e soprattutto hanno sempre sostenuto di voler tutelare le vittime, prime fra tutte quelle dell’amianto e per questo hanno raccolto un enorme consenso elettorale.

Sono ormai trascorsi mesi dall’insediamento del nuovo Governo eppure tutto tace dalle autorità governative in ordine alla tutela delle vittime dell’amianto. Le vittime amianto infatti hanno trovato autorevole sostegno da parte dell’On.Le Luigi Di Maio nel corso della precedente legislatura tanto che il nuovo corso elettorale ha spazzato via le vecchie cariatiti che erano rimaste inerti rispetto al tema amianto e alla tutela del lavoro.

Di Maio

Ora che il Movimento 5 Stelle e il Presidente del Consiglio e lo stesso Vicepresidente On.Le Di Maio hanno il governo del Paese insieme con la Lega, le vittime dell’amianto rimangono in fiduciosi. 

«Non mi rimane molto da vivere perché la fibra killer sta per colpire ancora: i valori dei marcatori cancerogeni e l’affaticamento del mio cuore mi rendono ormai un morto che cammina, sta per suonare la mia campana. Per questo motivo, proprio perché non ho molto tempo mi rivolgo al Ministro Di Maio perché realizzi il Programma di Governo, in particolare la bonifica dei luoghi di vita e di lavoro dove è presente amianto, per la tutela dei cittadini, tutti. Vorrei un mondo migliore senza cancro e con l’amianto sconfitto, in modo che la fibra assassina non possa uccidere ancora» – dichiara Antonio Dal Cin, finanziere eroe della lotta contro l’amianto e malato di asbestosi.

Le vittime dell’amianto nutrono forte fiducia nel Ministro Di Maio e sono convinte che manterrà le promesse elettorali, in particolare per quanto riguarda la tutela dei lavoratori e delle vittime amianto. 

Focus di approfondimento: I NUMERI DELLA STRAGE

L’amianto è un killer silenzioso cancerogeno che provoca con assoluta certezza scientifica mesotelioma, tumore del polmone, tumore della laringe, dello stomaco e del colon. Per non parlare dei danni respiratori che causa, anche quando non insorge il cancro (placche pleuriche, ispessimenti pleurici, asbestosi e complicanze cardiocircolatorie):

  • 900 di Mesotelioma;
  • 600 per Asbestosi;
  • 600 per Tumori polmonari.

L’amianto provoca anche altre patologie neoplastiche (il tumore della faringe, della laringe, dello stomaco, delle ovaie e del colon retto.

Spesso possono bastare anche esposizioni non elevate per provocare l’insorgenza del mesotelioma e delle altre patologie tumorali asbesto correlate.

Il picco di mesoteliomi e di altre patologie asbesto correlate si verificherà tra il 2025 e il 2030 e poi inizierà una lenta decrescita.

In Italia, ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, di cui 33 milioni di amianto compatto ed 8 milioni di tonnellate di amianto friabile.

Ci sono un milione di siti contaminati con amianto, di cui almeno 50mila siti industriali, e

40 siti di interesse nazionale.

Antonio Dal Cin, vince la causa e non finisce in strada

Antonio Dal Cin
Antonio Dal Cin

Antonio Dal Cin rischiava di perdere casa e finire in strada

Uno dei paradossi della giustizia italiana rischiava di portare Antonio Dal Cin in mezzo alla strada, e con lui la moglie e i due bambini.
Antonio Dal Cin, eroe della lotta contro l’amianto, ex militare della Guardia di Finanza che oltre a fronteggiare la fibra killer (amianto che gli ha procurato l’asbestosi), ha dovuto fare i conti anche con una temeraria azione esecutiva promossa da un istituto di credito, che però non ha nulla a che vedere con Antonio, del tutto estraneo al debito.
Notti insonni trascorse con la paura di restare in mezzo ad una strada con la moglie malata e due bambini in tenera età. Stessa condizione per sua sorella Nadia, due figli, di cui una minorenne. Antonio e Nadia proprietari dell’immobile, per un cavillo risultano proprietari per il 75%, per l’altro 25% debbono ottenere una Sentenza di usucapione.
L’istituto di credito con un blitz tentava la vendita prevista per l’11 settembre. Quì la furiosa risposta dell’Avv. Ezio Bonanni che assiste Nadia e Antonio Dal Cin, che si è rivolto al Giudice segnalando il grave rischio che correva l’ex militare in pericolo di vita, di essere addirittura scacciato di casa.

Antonio, vittima di asbestosi combatte ogni giorno contro la morte

Nonostante gli ostacoli il presidente ONA, segnalava al Tribunale che l’ex militare Antonio Dal Cin, lotta tra la vita e la morte. Antonio  ha contratto l’asbestosi, che gli ha compromesso la funzione respiratoria (deve respirare con la bombola di ossigeno), e anche quella cardiaca con rischio di arresto cardiaco e quindi decesso.
Antonio lotta continuamente tra la vita e la morte, è vittima del dovere a seguito di esposizione all’amianto e non merita questi trattamenti:
«Mi sono limitato a presentare un’istanza al Giudice dell’esecuzione per segnalargli il fatto che la procedura fosse quanto meno anomala poiché il Dal Cin non è debitore del creditore procedente che tenta di mettere in mezzo alla strada un uomo che ancorché giovane è già segnato nella sorte infausta dall’asbestosi mortale.
Bene il provvedimento di oggi che ha sospeso l’esecuzioni, dovuta anche alla tenacia e alla costanza del mio valido collaboratore David Caldarozzi» – dichiara Ezio Bonanni avvocato Cassazionista, difensore del sig. Antonio Dal Cin, che oltre ad essere il paladino delle vittime amianto, ha una lunga esperienza nella difesa dei cittadini contro lo strapotere delle banche e le loro pratiche aggressive.

Le dichiarazioni del Presidente ONA sul caso di Antonio Dal Cin

Antonio che commosso, apprende la notizia direttamente dall’avv. Ezio Bonanni dichiara:
«Prima di tutto ringrazio pubblicamente Ezio Bonnani, avvocato cassazionista, patrocinante in Cassazione e presso le Magistrature Superiori per essere riuscito ad evitare che due bambini piccoli restassero senza una casa in un momento di grande difficoltà per la mia famiglia. Desidero ringraziare l’uomo di straordinarie doti umane che mi è sempre stato vicino come il fratello che non ho mai avuto, tutelando così i mie figli e la mia famiglia e spingendosi ben oltre il suo ruolo professionale.
Lo ringrazio soprattutto per avermi sempre consigliato e per avermi messo a disposizione i medici dell’ONA. Mi ha dato così la possibilità di poter sperare in un futuro migliore. Non in ultimo, per avermi dato l’opportunità di donare al prossimo il mio tempo, così da sentirmi ancora vivo e non lasciarmi divorare dalla preoccupazione della morte annunciata. Grazie Ezio a nome della mia famiglia e di mia sorella Nadia. Oggi abbiamo portato a casa un importantissimo risultato, garantendo ancora una casa a nostri figli».

Nasce l’Osservatorio Vittime del Dovere

L’ONA ha promosso una nuova associazione per tutelare le vittime del dovere: l’Osservatorio Vittime del Dovere.

La  neonata associazione di promozione sociale, apartitica e senza fini di lucro evidenzia tra le sue finalità la tutela della salute. In particolar modo nei confronti del personale Civile e Militare delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza.