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Rapporto Ambiente: la nostra qualità di vita

Ambiente

Oggi cercheremo insieme di conoscere i dettagli del rapporto ambiente SNPA italiano sull’inquinamento atmosferico e su tutte le conseguenze da esso derivanti.

Inquinamento atmosferico, una minaccia per il pianeta Terra

L’inquinamento atmosferico rappresenta una minaccia per la salute umana e per la qualità dell’ambiente che ci circonda. Per porre rimedio ai rischi ambientali prodotti dall’inquinamento, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)  ha istituito degli obiettivi da perseguire in merito ai limiti delle concentrazioni di particolato PM10 (materiale altamente inquinante di dimensione inferiore o uguale a 10 micrometri), previsti per ogni nazione.

In Italia i superamenti dei limiti giornalieri di concentrazioni di particolato PM10 si registrano in gran parte di PiemonteLombardia, Veneto, mentre in maniera meno preoccupante vengono registrati superamenti anche in Emilia RomagnaCampania, SiciliaAbruzzo e in alcune aree del Lazio.

Un altro fattore che mette a dura prova l’ambiente, sono le emissioni di gas serra che da tempo alimentano polemiche di esperti provenienti da ogni parte del mondo.

Le emissioni di gas serra sono considerate le principali cause dei cambiamenti climatici e di altre preoccupanti reazioni del pianeta; dal 1990 ad oggi, però, le emissioni in Italia sono diminuite raggiungendo quasi gli obiettivi previsti per il 2020.

Anche in questo caso le emissioni di gas variano di regione in regione, per la Sicilia,  la Puglia e il Lazio la presenza di importanti centrali di energia elettrica influenza notevolmente la situazione, attività infatti come produzione di energia elettrica, siderurgia, raffineria o petrolchimico rappresentano il 30-40% delle emissioni complessive emanate dall’Italia.

L’inquinamento delle acque fluviali

Il rapporto ambiente SNPA ha approfondito anche la questione inquinamento riguardante le acque italiane, in particolar modo quelle fluviali che vengono analizzate e suddivise rispettivamente in due categorie: prioritariepericolose prioritarie.

In Italia la situazione delle acque si presenta abbastanza positiva, per alcune regioni le acque risultano quasi incontaminate, è il caso della Sardegna che presenta il  65% di acque definite “buone” oppure dell’Appennino Centrale che presenta invece un livello ottimo di “acque buone”, addirittura si sfiora il 94%.

Una percentuale più alta di inquinamento delle acque fluviali è presente invece in Sicilia, dove la percentuale di acque pulite corrisponde al solo 37% in generale e in alcune particolari zone il livello scende al 16%.

Il rapporto ambientale SNPA ha monitorato anche lo stato ecologico delle acque marino costiere italiane che risultano essere in linea di massima poco inquinate su tutto il territorio italiano.

I dati dell’emergenza rifiuti in Italia

Grazie al Rapporto ambente SNPA siamo riusciti a monitorare anche la situazione riguardo l’emergenza rifiuti, problematica che affligge l’Italia da tempo ma che sembra essere arrivata quasi alla risoluzione.

Il D.Lgs n.152/2006 e la Legge 27 dicembre 2006 n. 296 avevano imposto un limite corrispondente al 60-65% di raccolta differenziata da raggiungere per l’intero Paese.

Secondo i dati stimati, gli italiani si sarebbero rimboccati le maniche e avrebbero non solo portato a termine tale obiettivo ma in alcuni casi lo avrebbero addirittura superato, è il caso del Veneto con una percentuale del 72,9% o del Trentino Alto Adige con il buon 70,5%.

Mentre meno attive sotto il punto di vista della raccolta differenziata sono le regioni del Sud che in gran parte non raggiungono nemmeno il 60%.

I dati riportati dal Rapporto Ambiente SNPA sono di una chiarezza incredibile e soprattutto di una grande utilità, se ognuno di noi ritagliasse anche solo un’ora del nostro tempo per dedicargli una lettura, potremmo scoprire molte informazioni che potrebbero ritornarci utili anche nei gesti più banali della vita quotidiana ma soprattutto leggere per intero questo dossier, ci mette dinnanzi a una realtà che viviamo ogni giorno ma di cui conosciamo pochissimo.

Conosciamo poco la situazione delle acque che ci dissetano, dei mari in cui ci immergiamo, dei cibi che ingeriamo e dell’aria che respiriamo ma grazie a questo articolo speriamo di riuscire a presentare un quadro più o meno completo della situazione ambientale italiana.

Amianto nell’ex scuola Barsanti

Firenze
Firenze

LOsservatorio Nazionale Amianto ha segnalato alla Procura della Repubblica di Firenze la presenza di amianto nell’edificio in cui un tempo sorgeva la scuola Barsanti.

Confermata la presenza di amianto presso la Scuola Barsanti

La sig.ra Antonella Franchi, coordinatrice del Comitato ONA delle Mamme e degli Alunni esposti all’amianto, ha appurato che l’edificio situato è, tutt’ora, compromesso dalla presenza di amianto.

È stata, infatti, comprovata all’interno dell’edificio la presenza dell’asbesto sotto forma di anfibolo (amosite) e serpentino (crisotilo). Il Comune, però, non ha ancora rilasciato disposizioni per effettuare la bonifica della struttura.

La mancanza di un piano di bonifica destinato all’ex scuola non è l’unico dato allarmante. Preoccupante è anche la dichiarazione dell’Amministrazione rilasciata in merito alla vicenda.

Il Comune ha, infatti, dichiarato che l’area contaminata della struttura “è una porzione di edificio non utilizzato”. Affermazione rivelatasi falsa, poiché lo stesso ente, ha dato in uso parte dell’ex scuola Barsanti a una società sportiva che l’ha adibita a palestra. Luogo frequentato ogni giorno da tanti giovani adolescenti che rischiano, inconsapevolmente, la vita a causa dell’esposizione alle fibre.

Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni

«L’Osservatorio Nazionale Amianto combatte contro la logica del rischio. Perché rischiare l’esposizione e cioè l’inalazione di polveri e fibre di amianto che poi possono provocare, anche dopo decenni, il mesotelioma e altre patologie mortali? Meglio prevenire, e cioè evitare ogni forma di esposizione. Solo così le patologie asbesto correlate possono essere definitivamente sconfitte. Inoltre, può essere applicato il precetto costituzionale della salute (art. 32). Rimaniamo in attesa di quelle che saranno le decisioni della Procura di Firenze, in relazione al comportamento assunto dal Comune di Firenze».

Firenze, come altre realtà italiane, presenta, ancora, un’allarmante quadro rispetto alla presenza di amianto negli edifici pubblici. L’Osservatorio Nazionale Amianto ha portato alla luce già tempo fa una situazione analoga che riguardava l’istituto Leonardo Da Vinci. Questi non sono sicuramente gli unici casi di cui sentiremo parlare.

Ci sono in Italia non meno di 2400 scuole con presenza di amianto, con esposizione di 350.000 alunni e 50.000 dipendenti del ministero tra personale docente e non docente (stime ONA).

Il V Rapporto Mesoteliomi, pubblicato nel dicembre 2015, e fermo ai dati del 2011, riporta 63 casi di mesotelioma che però sono molti di più, e peraltro rappresentano solo la punta dell’iceberg, poiché l’amianto provoca tutta una serie di altre patologie, tra le quali l’asbestosi, il tumore al polmone, e tante altre neoplasie dell’apparato respiratorio e gastro-enterico.

amianto nelle scuole

L’Ona e i Verdi contro l’amianto

Reggio Calabria, Verdi
Reggio Calabria

Reggio Calabria nell’ultimo periodo è stata testimone di numerosi episodi di inciviltà e poco rispetto per l’ambiente. (Per saperne di più leggi anche questo nostro articolo) Hanno portato così l’Osservatorio Nazionale Amianto a sostenere un incontro con i Verdi per cercare una valida soluzione.

Non è, infatti, difficile passeggiare per le strade di Reggio e ritrovarsi avanti agli occhi oggetti composti di amianto. Situazioni simili si presentano sia nelle strade provinciali del capoluogo calabrese sia in quelle più vicine al centro storico della città.

Alla base di un gesto tanto incivile quanto imprudente c’è sicuramente tanta ignoranza. Molti ignorano che l’amianto è un minerale altamente cancerogeno e che respirare le sue fibre favorisce l’insorgere di gravi malattie invalidanti. Sabato 12 aprile scorso  Massimo Alampi, coordinatore del Comitato Ona Onlus Reggio Calabria, ha avuto modo di discutere con Domenico Bova coordinatore dei Verdi di Reggio della possibilità di istituire uno Sportello Amianto gratuito disponibile a tutti i cittadini.

L’ iniziativa presentata dall‘Ona Cosenza e deliberata l’8 Marzo 2018 con nr 59 dal Comune di ACRI (CS) ha previsto l’istituzione dello sportello. Affidato in maniera assolutamente gratuita ai volontari dell’ ONA che hanno come obiettivo primario quello di promuovere un piano di informazione sui rischi amianto e sull’importanza della prevenzione.

Se la proposta verrà accettata…

Se accettata la proposta dalle istituzioni, lo sportello sorgerà al fine di offrire informazioni. Su percorsi burocratici necessari per lo smaltimento e la corretta segnalazione di rifiuti. Soprattutto sarà possibile ricevere assistenza legale e sanitaria nei casi in cui i cittadini abbiano contratto patologie asbesto correlate per mezzo di un’esposizione di origine professionale a fibre di amianto .

Il comune di Reggio Calabria in seguito alla legge nazionale 257 del 1992 ha invitato, mediante una campagna di informazione, tutti i cittadini all’autodenuncia della presenza di materiali a base di amianto nelle proprie pertinenze abitative.

La stessa amministrazione ha poi messo a disposizione i tecnici del Comune per attività di consulenza e di affiancamento nelle operazioni di bonifica da parte della cittadinanza. Questo però sembra non bastare perché i cittadini continuano a ignorare la gravità della situazione.

I Verdi reggini e l’ONA chiederanno un incontro con i consiglieri comunali la dott.ssa Serranò  delegata alla materia e il  dott. Misefari delegato alla Sanità, al fine di ottenere sostegno per l’istituzione dello Sportello Amianto, rispettando naturalmente il Piano Regionale Amianto (PRAC) e dello statuto Comunale.

In attesa di conoscere i prossimi sviluppi della vicenda, vi invitiamo in caso aveste bisogno di informazioni, a contattare lo Sportello Nazionale Amianto direttamente sul suo sito ufficiale.

Roma è vicina a Casale Monferrato

Comune di Roma
Comune di Roma

Ieri, 14 maggio 2018, presso il Campidoglio, l’Amministrazione 5 Stelle ha espresso vicinanza alle vittime amianto di Casale Monferrato, dimenticando però che anche nello stesso Comune di Roma l’amianto ha ucciso molteplici impiegati e molti familiari di questi sono ancora in attesa di giustizia.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ricorda che il decesso del Sig. Armando Cecconi, è avvenuto proprio a causa di una patologia asbesto correlata contratta in seguito all’esposizione prolungata a fibre di asbesto presenti all’interno della struttura comunale in cui era impiegato.

«Ottima iniziativa quella di piangere le vittime dell’amianto, ma non ci sono soltanto quelle di Casale Monferrato, ci sono anche le vittime causate dal Comune di Roma, è questo che dimentica l’Amministrazione comunale e, soprattutto, ha omesso di informare i cittadini sul fatto che il Comune di Roma risulta esser stato citato in giudizio per la morte di Armando Cecconi, dipendente del Comune di Roma esposto ad amianto. Inoltre, dalle parole occorre passare ai fatti» – Commenta l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA e legale dei familiari della vittima.

L’avvocato Bonanni si è infatti schierato ancora una volta dalla parte delle vittime amianto e rimane in attesa dell’udienza che avverrà il prossimo 4 luglio 2018, nella quale il Comune di Roma sarà chiamato a rispondere di tutte le sue responsabilità.

Armando Cecconi è morto a causa di un mesotelioma pleurico e la famiglia con accanto l’avvocato Bonanni, ha deciso di rivolgersi al Tribunale di Roma per ottenere il risarcimento dei danni.

Lo scorso 10.05.2018, il dipartimento di epidemiologica del Servizio Sanitario Regionale – Regione Lazio ha confermato che, in relazione alla morte del Sig. Cecconi Armando, “l’esposizione professionale ad amianto può essere considerata come certa secondo i criteri di classificazione adottati dal ReNaM”,  questo conferma la correlazione tra la malattia e l’esposizione amianto causata dalla professione della vittima.

Rischio amianto nella città e nel Comune di Roma

L’Osservatorio Nazionale Amianto segnala ormai da tempo che la situazione amianto a Roma è ancora tra le più gravi.

È ancora presente amianto all’interno di numerosi edifici pubblici (dai un’occhiata anche a questo nostro articolo), che si collocano sia nelle periferie della città che nelle vicinanze del centro storico.

L’ONA dichiara di aver sollecitato più volte l’intervento dell’Amministrazione comunale ma che ad oggi il Sindaco di Roma Virginia Raggi (M5S), non ha avviato alcuna concreta iniziativa.

“Ci auguriamo solo che si riesca ad arrivare alla risoluzione completa della problematica”, l’amianto non è un problema da prendere sotto gamba soprattutto perché ha già seminato morte sul territorio italiano ed è previsto un ulteriore picco di malattie asbesto correlate tra il 2020 ed il 2030.

Iniziare adesso a bonificare perlomeno tutti gli edifici pubblici potrebbe salvare la vita a moltissime persone, sperando che le promesse fatte dalle istituzioni a riguardo di un nuovo piano di bonifica italiano non rimangano solo progetti astratti ma che quanto prima possibile divengano azioni concrete.

25 Maggio Ona e ODG Lazio insieme contro l’amianto

Seminario
Seminario

Il giorno 25 maggio 2018 l’Osservatorio Nazionale Amianto in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Lazio,  presenta il seminario: “Amianto e rischi ambientali. La funzione sociale ed etica del giornalista“.

L’iniziativa dell’ONA è audace perché mira da una parte a sensibilizzare i presenti sulla problematica amianto, sui rischi e, soprattutto, sull’importanza della prevenzione. Dall’altra, l’associazione vuole mettere a disposizione degli intervenuti alcuni strumenti, importanti per chi ha intrapreso il complesso percorso di giornalista.

Evento ONA con l’Ordine dei Giornalisti del Lazio

Tra i relatori infatti notiamo figure di spicco del settore, come da programma:

  • l’Avv. Ezio Bonanni interverrà per tracciare un quadro della condizione attuale in Italia sui rischi ambientali e per illustrare le attività dell’Osservatorio Nazionale Amianto;
  • il Dott. Ruggiero Alcanterini giornalista, direttore di “L‘eco del Litorale” e presidente del Comitato Nazionale Italiano FAIR PLAY – CONI – illustrerà i cardini principali della professione di giornalista;
  • il Dott. Nicola Forte giornalista, dottore commercialista, fiscalista, docente e autore di pubblicazioni scientifiche, infine illustrerà le modalità attraverso le quali è possibile divulgare al grande pubblico le complesse normative in materia fiscale.

Naturalmente alla fine dell’evento si darà inizio a un dibattito tra le parti.

Al seminario sono stati invitati a partecipare anche importanti figure della professione giornalistica come la Dott.ssa Paola Spadari  e il Dott. Gino Falleri,  presidente e vicepresidente del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio.

Non è la prima iniziativa promossa dall’ONA per avvicinare l’opinione pubblica alla questione amianto, ricordiamo infatti che lo scorso 19 aprile l’avvocato Ezio Bonanni è intervenuto in una conferenza ONA tenutasi a Palermo all’interno del Palazzo dei Normanni.

Un’occasione quindi da non perdere, per ulteriori informazioni vi invitiamo a dare un’occhiata al sito ufficiale dell’Osservatorio Nazionale Amianto. L’evento si terrà presso la sede del CONI – Sala Auditorium di Viale Tiziano 74, dalle ore 13:00 alle ore 19:00. È valido per la formazione professionale obbligatoria dei giornalisti iscritti all’Ordine, saranno conferiti 6 crediti.