Scava, scava, vai avanti carponi, a mani nude, verso quella luce che filtra appena, laggiù o lassù, in fondo. Ecco, basta una un piccolo o magari un grande spunto, un refolo di quel vento che sai riconoscere, che ti attiva il fluire dell’adrenalina e tac, scatta la moviola del tuo divenire.
Ci sono attimi, sensazioni che rimangono lì, compresse tra le meningi per sempre, che sopravvivono e ti connotano, ti dimensionano temporalmente. I ricordi guai a non averli. No, non per via delle patologie che insidiano la lucidità dei veterani, ma per la riluttanza a considerarsi vecchi. Sbagliato! Penso che avere memoria e capacità critica, la possibilità di non affidarsi a ricostruzioni a volte fantasiose, a volte faziose, della storia a propria memoria, sia una grande fortuna, se non addirittura un privilegio.
Ecco, la storia a memoria d’uomo, magari orale, magari scritta sui diari o fotografata e riposta negli album, nei cassetti e nelle soffitte, non deve essere sottovalutata, ma considerata come una grande risorsa, una opportunità da non scaraventare in modo disordinato e irrispettoso nei mercatini dell’usato e del riciclo, piuttosto che nei cassonetti.
Ecco l’idea che mi alimenta e mi tormenta, quella di allestire i “granai della memoria”, prima che sia troppo tardi e che la vera fonte della saggezza si snaturi e si dissecchi tra i file dei computer, si snaturi e si omologhi nella semplificazione di un click.
A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ededitorialista di “Il Giornale sull’amianto”
La tutela legale dell’Osservatorio Nazionale Amianto
L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onluse l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).
L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.
L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.
Il 25 ottobre si è svolta, presso il Salone d’Onore del CONI al Foro Italico, la seconda edizione del Fair Play Day: una giornata dedicata ai principi della sana convivenza.
Si è svolta a Roma il 25 ottobre la giornata del Fair Play Day
La manifestazione è stata presieduta dal dott. Ruggero Alcanterini , giornalista e presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play, dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amiantoe da Alessandra Sensini, vicepresidente e plurimedagliata olimpica, in rappresentanza del CONI.
La settimana Fair Play Week, iniziata il 19 ottobre è stata dedicata a tematiche come le emergenze epocali e la catastrofe ambientale planetaria, la diaspora umanitaria del Kurdistan e dell’area mediterranea, la sicurezza sul lavoro, con particolare attenzione al pericolo amianto e il tema delle pari opportunità nella pratica sportiva, riconosciute come valori morali e capacità.
I premiati durante la giornata del Fair Play Day
Tra i premiati, si sottolinea la presenza del prof. Luciano Mutti, oncologo e ricercatore di punta sul mesotelioma e di Valerio Catoia, afflitto dalla sindrome di Down, nuotatore paralimpico, divenuto “Alfiere d’Italia” per aver salvato un’adolescente nelle acque di Sabaudia. Il giovane ha dimostrato che la forza fisica e psicologica dell’atleta nasce da dentro e che, quando non ci sono impedimenti fisici, con impegno, amore, dedizione ma soprattutto sacrificio, è possibile raggiungere risultati sorprendenti e diventare “campioni”. >Come affermava il poeta Virgilio “Hos successus alit: possunt, quia posse videntur”, “essi possono poiché pensano di potere”.
>Gli altri premiati: Renato Mariotti, collezionista del Museo del Calcio Internazionale, Michele Panzarino, Direttore dell’Accademia Nazionale di Cultura Sportiva, Luciano Duchi, storico organizzatore della mezza maratona Roma – Ostia, Marco Lodadio, nuovo “Signore degli Anelli”, vice campione del mondo e talento italico nella ginnastica attrezzistica, Giuseppe Gentile, nipote del filosofo Giovanni, primatista del mondo e sul podio olimpico a Città del Messico nel 1968, Vincenzo Vittorioso, al vertice del Settore Salvamento della FIN (Federazione Italiana Nuoto), affiancato dal campione europeo di Salvamento Andrea Piroddi e Cristiana Pedersoli, erede diretta e ideale dei principi etici del padre Carlo (in arte Bud Spencer) e la madre coraggio Samuela Fronteddu che, oltre la causa del figlio Giulio, ha sposato quella di tanti altri bambini e ragazzi nati con malformazioni o vittime di gravi incidenti.
Durante il convegno è intervenuto il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’avvocato Ezio Bonanni:
“Urge un piano di bonifica dello Stato perché, nonostante l’entrata in vigore del divieto di utilizzo di amianto nel nostro Paese, sono presenti ancora più di 40milioni di tonnellate (33 in matrice compatta e 7 friabile). >Il dato che più sconvolge è che tra i vari siti, più di 1milione, ci sono 2.400 scuole (stima per difetto) e sono esposti più di 352mila alunni e 50mila del personale docente e non docente e migliaia di impianti sportivi. >“Preoccupante la situazione delle scuole del Lazio e degli impianti sportivi al loro interno” – ha spiegato il presidente ONA che lancia l’allarme – è stata censita la presenza di 64 tonnellate di amianto compatto e 150 kg di amianto friabile, dati in difetto perché c’è stata carenza di verifiche sulla reale situazione, determinando una situazione di serio rischio sia per il personale docente sia non docente oltre che per gli alunni”.
>“L’amianto continua a mietere lutti e tragedie nel mondo con 107mila decessi solo nel 2018, di cui almeno 6mila in Italia, senza che siano adottate concrete misure definitivamente efficaci per evitare l’esposizione a questo che è il più potente dei cancerogeni, un vero serial killer” – ha aggiunto il legale e componente della Commissione Amianto del Ministero dell’Ambiente, che ha precisato – “solo con la prevenzione primaria è possibile evitare le malattie infiammatorie e neoplastiche provocate dalla fibra killer, spesso in sinergia con altri agenti cancerogeni. Per chi è stato già esposto, e per coloro che purtroppo si sono già ammalati, non rimane altro che la prevenzione secondaria (diagnosi precoce e terapie più efficaci) e il risarcimento dei danni, con le prestazioni previdenziali (prevenzione terziaria).
Ma da dove nasce questa idea di Fair Play? Lo chiediamo al Dott. Ruggero Alcanterini, giornalista e presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair play
“Noi da tempo promuoviamo il fair play, ovvero i valori che vengono identificati in ambito sportivo ma in realtà nascono in un contesto diverso, da Shakespeare che nelle sue commedie introduce l’idea del gioco reale. Quest’idea è stata poi mutuata in ambito sportivo che spesso, purtroppo, ne fa un abuso mostrando comportamenti tutt’altro che corretti. >Volendo semplificare, i concetti cardine di questa filosofia di vita sono due: il primo è il rispetto delle regole e il secondo uno stile di vita corretto e questo presuppone chiaramente un contesto ambientale che lo consenta. Noi, oltre che scendere in campo, possiamo lavorare nel quotidiano affinché ci sia una maggiore attenzione e rispetto per le regole da segnalare, come abbiamo fatto durante questa settimana in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Amianto, per le situazioni a rischio e la prevenzione. Inoltre, abbiamo premiato i meritevoli affinché possano diventare un esempio da emulare in questa società”.
Per questo motivo è nata la simbiosi con l’Osservatorio Nazionale Amianto che si occupa della tutela dell’ambiente e degli esposti ad agenti inquinanti, amianto e altri cancerogeni.
“Abbiamo un rapporto d’intesa e collaborazione da due anni che si è affinato con il tempo grazie ai principi che ci “legano”, perché l’ONA non è solo un Osservatorio Nazionale Amianto ma anche un Osservatorio Nazionale Ambiente e combatte affinché il contesto in cui viviamo sia corrispondente ai canoni necessari. Per noi e per un futuro migliore. >È importante evidenziare e trovare adeguate soluzioni a problematiche di carattere sociale, che non sono solo prevenzione alla contaminazione ma anche assistenza e solidarietà a quelli che hanno perso i loro cari o sono morti a causa dell’amianto e di altri cancerogeni. Eventi come questo servono per enfatizzare e segnalare questa nostra attività.
Quest’anno possiamo dichiararci soddisfatti, in proporzione allo sforzo compiuto, sicuramente abbiamo avuto un riscontro soddisfacente.
La collettività dovrebbe fare molto di più. Il fatto che ci siano un milione di siti contaminati di amianto che sono lì, bombe inesplose che possono insediare la salute di chiunque è una cosa inquietante e non mi risulta che ci sia un’attività in corsa contro il tempo per risolvere il problema. Sembra che fatalisticamente ci si augura che non succeda, come i terremoti o le esondazioni, le bombe d’acqua…”
Prevenire è meglio che curare
“Alcune cose andrebbero fatte prima, come pulire gli argini dei fiumi, evitare incendi che distruggano la vegetazione. Questi non possono essere interventi di soccorso piuttosto che di prevenzione. Anche per i costi che sono maggiori quando c’è la ricostruzione dopo la distruzione. E’ impensabile che si continui ad andare avanti così, invece di invertire la rotta, dopo determinati episodi”.
I servizi di assistenza ONA
L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).
L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione. Ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.
Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.
La storia del dott. Ruggero Alcanterini, da atleta sportivo a illustre giornalista
Fair Play
“La mia passione era quella di fare il giornalista”, un lavoro che richiede enormi sacrifici ma per Ruggero era molto di più di un lavoro. Iniziò a scrivere nel 1960, a soli 18 anni e fiorì il suo talento che gli aprì tantissime strade e opportunità. Era talmente preso dal suo primo incarico e dallo scrivere, che i suoi dirigenti non poterono non notarlo. “Io ero un promettente atleta del mezzofondo. Un anno prima delle con Olimpiadi del 1960 chiusero tutti i campi sportivi e non potemmo più allenarci. Subito dopo si tenne il primo Meeting Internazionale dell’Amicizia al quale partecipai. Quella fu la mia ultima gara”.
Iniziò a scrivere, come volontario, presso l’ufficio stampa dei Giochi Olimpici. Con entusiasmo e voglia di iniziare presso il centro dell’Acqua Acetosa, dove non si svolgevano gare ma alllenamenti. Dopo il periodo di lavoro, il suo capo, Censo Bianculli, con la scusa di accompagnarlo a casa gli disse “Ti devo parlare”. Ruggero era confuso, non poteva immaginare che quello sarebbe stato il momento in cui la sua vita sarebbe cambiata per sempre. >Accettò il passaggio del vicedirettore che durante il viaggio sulla seicento gli disse: “Tu hai delle qualità per fare il giornalista – lui era anche il vicedirettore del giornale Totocalcio, testata molto importante a quei tempi – sarebbe un peccato se non continuassi questo percorso”. Gli chiese di tornare dopo un mese e così fece. “Attraversa la strada, ti stanno aspettando” disse Bianculli.
L’arrivo a “Il Corriere dello Sport”
Davanti a lui c’era la sede de Il Corriere dello Sport, testata che allora stampava oltre 200mila copie giornaliere. “Rimasi stupito, senza parole. Fui chiamato al Corriere dallo Sport e contemporaneamente al Centro Sportivo Universitario di Roma; da una parte a fare il giornalista e dall’altra a fare il dirigente. Ho cominciato a battere i tasti della “Lettera 22” nel novembre del 1960, continuando, per piacere, a fare attività fisica.
Ma ho dovuto fare una scelta.
Era molto preso dal lavoro di giornalismo, a livello emotivo, personale, un amore che si è manifestato immediatamente. Subito dopo lo chiamarono all’Agenzia Italia ed ai Servizi Sportivi del Giornale Radio – RAI e dopo sei mesi aveva già tre incarichi giornalistici. >In seguito, ha lavorato presso la Gazzetta dello Sport, che allora stampava mezzo milione di copie giornaliere.
>“Ho iniziato così e mi sono ritrovato, tra l’altro, alla RAI, dove ho continuato per 32 anni a lavorare sia per la radio, che per la tv, con trasmissioni del mattino e della domenica, come “Onda verde combinazione musicale”, d’intrattenimento come “Carta Bianca” con Maria Rosaria Omaggio, umoristiche come “Buon Pomeriggio” con Dino verde, di consigli per chi stava in casa, come “Via Asiago Tenda” o di approfondimento come “Obiettivo Europa” e “La Diligenza” con Osvaldo Bevilacqua, piuttosto che di “Regina Atletica”, rubrica della Testata Giornalistica Sportiva, sempre RAI ; tutte trasmissioni in cui mi occupato di argomenti diversi. Per me, il vero giornalista deve saper occuparsi di tutto, dalla cronaca allo sport, dall’ambiente alla cucina”.
L’inizio della carriera da giornalista
Agenzia, televisione, radio, carta stampata dal quotidiano al magazine, Ruggero si è occupato di tutto durante la sua carriera professionale.
“Sdraiato a terra sui quotidiani, prima dei quattro anni avevo imparato a leggere e scrivere. Da bambino giocavo in casa con il figlio di Giuseppe Marotta, che era costretto a chiudersi in bagno per lavorare sugli editoriali da mandare al Corriere della Sera. Poi imitavo le radiocronache di Mario Ferretti, infine ho fatto esperienza dal vivo con straordinari maestri come Guglielmo Moretti, Paolo Valenti, Sandro Ciotti, Rino Icardi, Pippo Molinari, Gualtiero Zanetti, Bruno Zauli, Antonio Ghirelli e tanti altri di cui ho un ricordo emozionante, bellissimo”. >Usciva di casa il sabato mattina e tornava a casa all’ora di pranzo il lunedì, in dormiveglia nelle redazioni, imbucando i “pezzi” in testa ai treni con “fuorisacco” per le redazioni milanesi e napoletane, bivaccando nelle tipografie tra i fumi, i profumi e il martellio delle Linotype.
>È stato per vent’anni consigliere nazionale della Federazione Italiana di Atletica Leggera (dal 1969 al 1988) responsabile della maratona, degli amatori e ovviamente direttore del magazine della federazione “Atletica”, ma anche con incarichi legati agli eventi. Da ultimo, vicepresidente del Comitato Organizzatore dei Campionati del Mondo di Atletica del 1987, era diretto responsabile delle Cerimonie di Apertura e Chiusura trasmesse in “Mondovisione” , con un oltre un miliardo di telespettatori.
La direzione di “L’Eco del Litorale”
Dopo aver raggiuntò l’età della pensione ha deciso di dedicarsi alla direzione del quotidiano “L’Eco del Litorale” ed è editorialista del “Giornale dell’ambiente”. Oltre che impegnarsi sul fronte etico, come presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play. >Sono molte, troppe le esperienze di Ruggero e di altri che andrebbero raccontate ma la cosa che mi ha colpito maggiormente e che voglio sottolineare è quanto sia importante credere in ciò che si fa.
Perché è questo che ha permesso a Ruggero, come giornalista ma anche ad altri, sportivi, medici, difensori della legge, a tutti coloro che, con amore e dedizione si battono per il proprio sogno sacrificando anche molto tempo e con fatica, di ottenere grandi risultati. >In questo mondo in cui la lealtà, l’onestà, la passione sono valori spesso non solo sottovalutati, ma anche contestati, in cui regna l’egoismo e un irrispettoso atteggiamento nei confronti di persone, dell’ambiente, in cui troppi muoiono ancora a causa dell’amianto che non è stato bonificato, nonostante fosse nota da tempo la sua pericolosità, c’è ancora chi si batte.
E si batterà sempre per il diritto di avere ciò che si dovrebbe ottenere non con i sacrifici, cioè la libertà di vivere senza paura, di esprimersi, lavorare, senza essere continuamente esposti a rischi. E combattere in nome di questa libertà è doveroso sia dal punto di vista morale, sia etico.
Venerdì 25 Ottobre, presso il Salone d’Onore al Foro Italico, si è tenuta la seconda edizione del “Fair Play Day: una giornata dedicata ai principi Newell’s sana convivenza”.
Premiato il Prof. Luciano Mutti durante il Fair Play – Green ONA Day
A patrocinare l’evento, il Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP), presieduto da Ruggero Alcanterini, l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), presieduto dall’avvocato Ezio Bonannied il CONI, rappresentato dalla vicepresidente, la campionessa olimpica Alessandra Sensini.
La premiazione
Fra i premiati, il noto professore Luciano Mutti, oncologo e ricercatore della Temple University di Philadelphia, nonché membro del comitato scientifico ONA.
Il Professor Mutti, Presidente del Gruppo Italiano mesotelioma (G.I.Me.), un’associazione non profit che riunisce ricercatori di base e clinici impegnati nella ricerca e nel trattamento di questa neoplasia, ha dichiarato:
“A proposito di fair play, io sono un cavallo di ritorno nel nostro Paese, sono ancora part-time negli Stati Uniti e sono stato molti anni in Inghilterra. In questi anni ho imparato il Fair Play formale. Ora, nel mio paese, vorrei “praticare” il fair play reale. Il ritorno in Italia sostanzialmente è finalizzato ad avere dei risultati da parte dei pazienti sulla ricerca che stiamo portando avanti. Questo è il nostro compito quotidiano. E rispetto all’amianto qualcosa si è fatto. Sono molto contento di aver trovato persone competenti nel nostro paese. Attraverso delle ricerche con l’Università di Siena, ad esempio, stiamo generando dati che cambieranno il futuro dei pazienti con questa malattia – ha sottolineato – in particolare da una parte la scoperta di geni e proteine coinvolte selettivamente nel metabolismo e nei meccanismi di proliferazione di queste cellule tumorali e dall’altra l’identificazione di molecole che ne possono modulare l’attività hanno posto le basi per una rivoluzione nella terapia del mesotelioma”.
Intervista al Prof. Mutti, esperto di mesotelioma pleurico
Al Professore, fra i massimi esperti mondiali sul mesotelioma pleurico maligno, abbiamo chiesto un parere circa il proliferare delle nuove terapie per la cura di questa rara e devastante forma di cancro, provocata sostanzialmente dall’esposizione all’amianto.
Recenti studi si sono soprattutto focalizzati su farmaci che promettono miracoli, ma che poi risultano dei veri e propri flop, finendo ben presto nel dimenticatoio.
Professor Mutti, qualche tempo fa aveva suscitato curiosità uni studio preclinico, condotto sia nella coltura cellulare che nel modello animale, che la trabectedina, dai cercatori del Centro globale per il cancro di MedUni Vienna e dell’Ospedale Generale di Vienna, guidati da Walter Berger, aveva dimostrato l’efficacia di un farmaco chemioterapico già usato con successo per altri tumori maligni dei tessuti molli e carcinoma ovarico.
L’agente attivo si trova originariamente nel cetriolo marino dei Caraibi, un tunicato marino ed i risultati dello studio sono stati pubblicati su “Molecular Cancer Therapeutics”.
I servizi di assistenza ONA
L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).
L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.
L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita.
In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.
Perché non si parla più di questo studio? Che evoluzione ha avuto?
Purtroppo è stata già ampiamente dimostrata la totale inefficacia della Trabectedina sul mesothelioma.
La Trabectedina è una molecola sintetizzata ormai da alcuni anni che ha dimostrata qualche efficacia nei tumori ovarici e nei sarcomi.
Due anni fa, grazie alla Fondazione Buzzi, pensammo che fosse utile, in attesa di protocolli con più solida sperimentazione di laboratorio alle spalle, aprire un protocollo con questo farmaco.
A causa di lungaggini burocratiche si è arrivati fino ad oggi senza aver cominciato al sperimentazione che, però, è oggi purtroppo superata da altri farmaci con ottimi risultati preliminari già dimostrati o con forti dati sperimentali nel frattempo ottenuti.
Rispetto a Nintedanib, il suo utilizzo, peraltro da solo, denota ancora una volta la scarsa conoscenza del mesotelioma da parte di taluni e la fretta che le case farmaceutiche hanno di provare dei farmaci nella speranza che funzionino pur di guadagnare mercato:
I dati scientifici negli studi più avanzati e altri dati già pubblicati ci dicono, invece, che l’inibizione della famiglia di recettori indotta da questa molecola non svolge alcun ruolo nello sviluppo e progressione del mesothelioma.
Il Nintedanib, ha dimostrato qualche efficacia nel tumore del polmone (tumore completamente diverso), non è mai stato testato in alcun modo sul mesotelioma neppure in vitro.
Per curarle il mesothelioma si continuerà dunque ad una combinazione di chemioterapia, chirurgia e radioterapia?
Alle luce delle ultime linee guida presentate, non esistono terapie alternative alla chemioterapia, mentre la radioterapia è stata tolta come indicazione per la cura del mesotelioma.
Legambiente pubblica i dati nel Rapporto ecomafia 2019
In Italia il ciclo illegale di rifiuti, del cemento, nel settore agroalimentare, edilizio e il racket degli animali sono riportati nel rapporto Ecomafia di Legambiente.
Le prime prove di discariche illegali in cui milioni di rifiuti venivano accumulati, senza alcuna distinzione, come fossero cadaveri putrefatti, senza alcun tipo di smaltimento. Risalgono agli anni ’80.
Gestite da camorristi, nel territorio tra Napoli e Caserta, che prese poi il nome di Terra dei fuochi. Non solo, i rifiuti venivano interrati, veri e propri roghi di “morte” a causa delle sostanze inquinanti che rilasciavano nell’aria.
Il territorio, invaso da agenti inquinanti come il piombo, l’arsenico, l’amianto, gli acidi, i liquami velenosi, causò, poi, patologie tumorali, soprattutto infantili e casi di neoplasie tiroidee.
Ma la camorra non agisce da sola. Le collusioni con le amministrazioni locali e con esponenti politici, addirittura Forze dell’Ordine, portarono a un tasso di corruzione così alto che tutt’oggi la Campania risulta la regione con la percentuale più alta di reati ambientali illeciti.
Già alla fine degli anni ’80 le denunce riportate da Angelo Genovese, biologo e giornalista, anticiparono le rivelazioni di Carmine Schiavone, mafioso e, un decennio più tardi, collaboratore di giustizia.
Questo tipo di notizie, relative a organizzazioni mafiose, hanno cominciato ad avere un certo risalto a partire dal 1982,con l’entrata in vigore della normativa sul trattamento dei rifiuti speciali con l’emanazione del D.P.R. (Decreto del Presidente) 10 settembre 1982, n. 915 (“Attuazione delle direttive (CEE) n. 75/442 relativa ai rifiuti, n. 76/403 relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili e n. 78/319 relativa ai rifiuti tossici e nocivi“).
I reati ambientali in Italia: la regione più colpita è la Campania
Nel 2019 sono state trafficate illegalmente 1,2milioni di tonnellate di rifiuti speciali, 17mila gli abusi edilizi, mentre il cemento illegale supera la quota dei 6.578 con una crescita maggiore del 68% rispetto al 2017.
Sono 368 il numero dei clan censiti da Legambiente. >La Campania è la regione con la più alta percentuale di reati ambientali, le città con il più alto traffico di rifiuti illeciti sono Napoli (1.360) , Roma (1.037), Bari (711) e Avellino (667). >Non solo ambiente ma la criminalità si estende anche agli animali: il 25,9% del totale delle infrazioni accertate riguarda la vendita di animali selvatici vivi e morti, traffico di cuccioli e mercato illegale di animali da macello. Cui si aggiungono le corse clandestine di cavalli e combattimenti, soprattutto tra cani.
Per quanto riguarda l’Archeomafia, tra i furti e le falsificazioni, recuperati oltre 43mila reperti archeologici.
Anche nel settore dell’Agromafia, riguardante la speculazione sui prodotti alimentari, contraffatti, e lo sfruttamento della manodopera, le infrazioni risultano 44.795.
La corruzione resta lo strumento principe, il più efficace, per aggirare le regole concepite per tutelare l’ambiente e maturare profitti illeciti.
Come combattere l’ecomafia in Italia
Dal 1° giugno 2018 al 31 maggio 2019 sono ben 100 le inchieste censite da Legambiente. Hanno visto impegnate 36 procure, capaci di denunciare 597 persone e arrestarne 395, eseguendo 143 sequestri. Se nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso se ne sono contate 43, che fanno il 43% sul totale. È il Lazio la regione con il numero più alto di inchieste, 23, seguita da Sicilia (21), Lombardia (12), Campania (9) e Calabria (8). Sempre nel 2018 sono inoltre 23 le Amministrazioni comunali sciolte per mafia, mentre nei primi cinque mesi del 2019 sono state ben 8. Careri (Reggio Calabria),sciolto una prima volta nel 2012 , Pachino (Siracusa), San Cataldo (Caltanissetta), Mistretta (Messina), Palizzi (Reggio Calabria), Stilo (Reggio Calabria), Arzano (Napoli) al terzo scioglimento, dopo quelli del 2008 e del 2015 e dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria.
“Per combattere l’ecomafia è necessario rafforzare il sistema delle imprese sane che operano nel rispetto delle leggi-dichiara Stefano Ciani, Presidente nazionale Legambiente- e, al contempo prevedere norme di contrasto più stringenti ed efficaci. Deve essere semplificato l’iter di abbattimento delle costruzioni abusive, deve essere approvato il disegno di legge sui delitti contro la fauna e flora protette inserendo – all’interno del Titolo VI bis del Codice penale, un nuovo articolo che preveda sanzioni veramente efficaci per tutti coloro che si macchiano di tali crimini”.
Roma capitale morale del rispetto delle regole, di un’etica comportamentale improntata al riconoscimento e al valore dell’altro. Si apre domani 25 ottobre, presso il Salone d’Onore al Foro Italico, la seconda edizione del “Fair Play Day: una giornata dedicata ai principi della sana convivenza”, messaggio sociale patrocinato dal Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP), presieduto da Ruggero Alcanterini, da Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), presieduto dall’avvocato Ezio Bonannie dal CONI, rappresentato dalla vicepresidente, la plurimedagliata olimpica Alessandra Sensini.
Fair Play – Green ONA Day: premi Nazionali e Bronzi di Riace
“Abbiamo deciso di dilatare la veicolazione dell’idea di lealtà e di onestà intellettuale, che fu di William Shakespeare, di estenderla ad una intera settimana di eventi, mantenendone il fulcro sul FAIR PLAY DAY – afferma Alcanterini, che aggiunge –. Diciamo che dallo sport, fautore di buone prassi con qualche problema di credibilità, ci siamo spostati nel tempo in una dimensione ben più ampia, com’è la società civile nella sua complessità e abbiamo impattato realtà straordinarie, dove i valori etici, la solidarietà, i principi della conciliazione, la resilienza e la temperanza sono elementi tutt’altro che ipotetici.
Abbiamo deciso di fare un viaggio intorno alle potenzialità salvifiche dello spirito virtuoso, appunto del fair play, che tanto possono, ma tanto di più potrebbero, se chi detiene responsabilità di governo a tutti i livelli fosse orientato. Sicuramente, le questioni ambientali e di genere, della sicurezza in tutte le declinazioni, la giustizia senza remore e quindi la promozione della cultura del rispetto, la promozione della pace a prescindere, potrebbero divenire beni tangibili da condividere e non immateriali da rimpiangere, come creature mai nate.
Dopo aver toccato simbolicamente il tema della sicurezza sul lavoro con la Fair Play Cup disputata lo scorso 19 ottobre tra le nazionali di calcio di Parlamentari, Vigili del Fuoco, Operatori della Sicurezza e Giornalisti RAI, venerdì, nella grande sala al Foro Italico, vanto dell’architettura italica del Novecento, converranno personaggi meritevoli della massima considerazione ed attenzione, non soltanto dello stesso Comitato Fair Play, dell’Osservatorio Nazionale Amianto e delle Associazioni Bronzi di Riace, Move e The Hub, ma delle massime istituzioni e della intera società civile.
Lotta contro il disastro socio-ambientale
Forte anche del Mediterranean Fair Play Reconciliation e dell’ONA, protagonista di una titanica lotta contro le perversità di un mostruoso disastro socio-ambientale, per l’Evento realizzato in collaborazione con le organizzazioni guidate da Ezio Bonanni, Giuseppe Tripodi, Laura Mazza, Alessandro Alcanterini e Andrè De Laroche, i “meritevoli” di riconoscimenti saranno oltre quaranta. Dunque, nel Salone d’Onore CONI, dalle 9.30, con la presenza del Presidente del Coordinamento tra le Associazioni Benemerite, Michele Maffei,si concentreranno valori e meriti legati al fair play nel Bel Paese.
Tra i confermati per i Premi Nazionali Fair Play, il prof. Luciano Mutti, oncologo e ricercatore di punta sul mesotelioma, simbolo della lotta contro le contaminazioni e le patologie da asbesto;
Renato Mariotti, che ha musealizzato in itinere la storia etica del calcio; Michele Panzarino, che ha trasformato migliaia di anziani inattivi in “superadulti” e nel vanto planetario della nostra genialità in campo motorio;
Luciano Duchi storico organizzatore della mezza maratona tra Roma e Ostia, che l’ha convertita in opportunità esemplare tra sport, territorio e funzione sociale dello sport, con 44 edizioni e centinaia di migliaia di partecipanti all’attivo; Marco Lodadio, nuovo “Signore degli Anelli”, vice campione del mondo che ha riportato in auge il sano talento italico nella ginnastica attrezzistica;
Altri premiati al Far Play – Green ONA Day
Giuseppe Gentile, nipote del filosofo Giovanni, che da “maestro di sport” continua a dispensare sapienza del gesto atletico, forte del primato del mondo e del podio olimpico a Città del Messico nel 1968; Vincenzo Vittorioso, dirigente di lunghissimo corso dello sport, da quello universitario, a quello olimpico, al calcio e al nuoto, che oggi è al vertice del Settore Salvamento della FIN (Federazione Italiana Nuoto), unico straordinario esempio di utilità sociale e di organizzazione “salvavite”, derivante da una competenza che non è soltanto per l’alto livello agonistico, con i suoi oltre centomila assistenti brevettati, ogni dove tra spiagge e piscine; Valerio Catoia, giovanissimo valente nuotatore paralimpico che, andando oltre il pregiudizio, si è segnalato tra i cittadini migliori ed è divenuto “Alfiere d’Italia”, per aver salvato con perizia e coraggio un’adolescente nelle acque di Sabaudia;
Cristiana Pedersoli valente artista, erede diretta e ideale dei principi etici del padre Carlo (in arte Bud Spencer) e impegnata permanentemente con l’Associazione MOVE e il CNIFP;
infine e non ultima in ordine di merito, Samuela Fronteddu, madre coraggio e assolutamente fair play, che oltre la causa del figlio Giulio ha sposato quella di tanti altri bambini e ragazzi nati con malformazioni o vittime di gravi incidenti, promuovendo “Energy Family Project Italia” e mobilitando solidarietà funzionale al ripristino delle abilità, anche grazie alla summa delle capacità tecniche di istituti come il Santa Lucia e l’ITOP, che sono alla base e nella storia del paralimpismo come nobile opportunità riabilitativa”.
Fair Play Day: il valore alla caparbietà
La fresca brezza del FAIR PLAY DAY coinvolgerà poi gli italiani tenaci quanto i Bronzi di Riace, simbolo e orgoglio del territorio magnogreco e della riconciliazione mediterranea, scoperti 47 anni fa, che hanno ispirato il “Premio Internazionale Bronzi di Riace”, presieduto da Giuseppe Tripodi, volto a riconoscere valore alla caparbietà dei “guerrieri” che credono e amano il nostro Paese.
Per la diciottesima edizione i riconoscimenti saranno dati al dott. Giulio Tarro (ricercatore), a Maurizio Riccardi (direttore Agenzia AGRPress), alla principessa donna Maria Pia Ruspoli (curatrice dimore storiche familiari), al dr Luca Nicolotti (revisore contabile, imprenditore), a Maximilian Nisi (attore), a Nino Graziano Luca (giornalista, regista e autore radiotelevisivo), alla baronessa Concetta Lombardi Satriani Di Portosalvo (imprenditrice turistica), a Maurizio Talarico (imprenditore), alla principessa Maria Elettra Giovannelli Marconi (storica), alla dott.ssa Serenella Pesarin (magistrato), al principe Don Carlo Massimo (cultore di storia patria), al dott. Nicola Barone (presidente Telecom S.Marino), a S.E. dr. prof. Fulvio Rocco De Marinis (prefetto della Repubblica), dott. Luigi Carnevale (dirigente di P.S. “Città del Vaticano”), dott. Giuseppe Cannizzaro (Questore), Ines Di Lelio & Chiara Cuomo (ristoratori in Roma), Loredana Filoni (giornalista), Giuseppe Magdalone Conte dell’Arcavagata (attore), S. E. Alfonso De Ceballos-Escalera Vizconde De Ayala Y Marques De La Floresta (decano De La Maestranza De Caballeria De Castilla), Fabio Cassani Pironti (diplomatico), dott.ssa Eugenia Calò (economia e banca), Gen. Salvatore Carrara (generale di Corpo D’Armata), dr. Filippo Muzzi (imprenditore), dr. Michele Di Virgilio (imprenditore dell’industria grafica), gen. Gabriele Lupini (generale Croce Rosa Italiana), dott.ssa Annalisa Chirico (editorialista de “Il Foglio”), Francesca Romana De Tommaso (pittrice), gen. Umberto Rocca (Medaglia d’Oro al Valore Militare), dott.ssa Paola Alcanterini – “alla memoria” (dirigente Superiore del Ministero Economia e Finanze, del Bilancio e Programmazione Economica, Tesoro, della Difesa, del Lavoro, del Turismo e della Riforma burocratica), dott.ssa Silvia Lazzarino De Lorenzo (politica economica e finanza).
Fair Play Day premia l’esser “guerrieri”
Tutti loro hanno in comune l’esser “guerrieri” secondo l’associazione turistica Pro Loco Città di Reggio Calabria, guidata dal presidente Giuseppe Tripodi, che spiega: «Il Premio internazionale Bronzi di Riace, associato alle due splendide opere bronzee uniche al mondo, identifica l’operato quotidiano di donne e uomini che, come i fieri guerrieri, sono gli eroi dei nostri giorni.
Persone che con umiltà e dignità compiono il loro lavoro spendendosi al servizio della comunità e distinguendosi, in Italia e nel mondo, per competenza e professionalità, portando alto il nome della propria terra».
Con Tripodi, al Fair Play Day saranno presenti il presidente onorario dell’associazione turistica Giuseppe Viceconte e Daniela Javarone, presidente Amici della Lirica. A partire dalle 9,30 di domani, con il Green Ona Day nel Salone d’Onore nella sede del Coni (Palazzo H, piazza de Bosis 15) si rinnoverà il Fair Play Day, come positivo messaggio di speranza per un futuro diverso, migliore.
A chiudere la settimana dedicata alla dignità e al rispetto, sarà però la HSE Safety Cup allo Stadio Landieri di Napoli Scampia sabato 26 ottobre. Lo stadio, realizzato con materiali in parte recuperati dalla “Terra dei Fuochi” e intitolato alle vittime della camorra assumerà un formidabile significato simbolico.
I valori del Premio Nazionale Fair Play
Tanto la Giornata Fair Play, quanto la Settimana Fair Play, sono dedicate alle emergenze epocali come la catastrofe ambientale planetaria, la diaspora umanitaria del Kurdistan e dell’area mediterranea, la sicurezza sul lavoro, con particolare attenzione al pericolo amianto e il tema delle pari opportunità per la pratica sportiva.
Valori sintetizzati nel Premio Nazionale Fair Play, che vanta il patrocinio ufficiale dell’International Fair Play Committee, dell’European Fair Play Movement e del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. COSA È IL CNIFP – Il Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP), Associazione Benemerita riconosciuta dal CONI, svolge un ruolo di promozione etica generale nei confronti della società civile – di cui lo sport è parte – che si sintetizza svolgendo attività in sinergia con il CIFP (International Fair Play Committee – CIO). Con l’EFPM (European Fair Play Movement – COE), con la nuova “Sport e Salute” SpA e con l’ANCI per la promozione delle deleghe assessorili al fair play nei comuni italiani.
A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ededitorialista di “Il Giornale sull’amianto”
I servizi di tutela e assistenza ONA
L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onluse l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).
L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.
L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.
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