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venerdì, Agosto 14, 2026
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Terremoto solitario e prevenzione

Terremoto Roma

Terremoto solitario e polveri disperse

Terremoto solitario. Il 24 aprile del 1901, appena centodiciannove anni fa e venti chilometri di distanza, un solo mirato earthquake.

È il caso del terremoto che si è verificato la mattina dell’11.05.2020 presso Fonte Nuova, alla periferia di Roma. Tuttavia, questo evento, richiama quello di 100 anni fa, e anche l’amianto. Infatti, il terremoto provoca aerodispersioni delle polveri di amianto.

Le polveri di amianto disperse con il terremoto

Le tecniche costruttive fino al 1992, prevedevano l’utilizzo di materiali di amianto e di cemento amianto. Con il terremoto, le fibre perdono il potere aggrappante della matrice friabile e, quindi, si aerodisperdono nell’ambiente.

Il terremoto solitario a Roma

In realtà questo terremoto fulminò la vita di Stazzano, fondato in epoca costantiniana, riducendolo ad un cumulo di meravigliose rovine. Quell’evento dell’ottavo grado fu il più forte secondo la Scala Mercalli in tutta l’area.

Precisamente, tra i monti Lucretili, Tiburtini, l’Aniene ed il Tevere, area comunque interessata dai soprassalti del vecchio ma non domo Vulcano Laziale.

Le effervescenze termali di Cretone e le Acque Albule, i quarantacinque chilometri quadrati di giacimenti del prezioso travertino. Questo è l’adorno di Roma.

Il terremoto resiste perfino al Covid-19 e ai tagliagole di Al Shabaab, convitati di pietra all’aeroporto di Ciampino. Così, per la prodiga restituzione di Silvia Romano. Così Gaia ci ha ricordato che la padrona di casa è lei. E, quindi, che noi con tanto di guai d’ogni genere, siamo soltanto sgradevoli ospiti. E il terremoto solitario? Lui tornerà a farsi sentire, come in passato, a sorpresa e col botto.

Le tubature con amianto e il rischio terremoto solitario

Il fatto stesso che le tubature dell’acqua siano realizzate con amianto, ovvero cemento amianto, crea un rischio. Questo rischio è tanto maggiore se ci sono dei terremoti anche di lieve intensità.

Non solo il terremoto solitario, ma anche tanti piccoli terremoti, che creano delle fessure nelle tubature dell’acqua e, questo, porta a un rischio per la salute.

Infatti, anche ingerito, l’amianto, è dannoso per la salute, ed allora, occorre stare molto attenti al terremoto, sia quello solitario, che quelli multipli.

Silvia, Andrea, Ilaria e il valore delle scelte

Silvia Romano - valore delle scelte

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Mi chiedo sempre il perché e il come di quel che accade, a cominciare da quel che mi riguarda. Occorrerebbe farlo sempre, ma non è semplice, né comodo, come nel caso di tre italiani drammaticamente coinvolti in accadimenti in terra d’Africa. Intendo riferirmi ad Andrea Millevoi, Ilaria Alpi ed a Silvia Romano, figure che sono emerse in condizioni diverse dalla nube tossica, che avvolge ormai da decenni quella che fu colonia italica e che per un lungo periodo, prima del caos definitivo, mantenne con noi rapporti amicali e di empatia culturale, la Somalia. La guerra civile, l’imbarbarimento, il precipitare in un orrido senza fondo era passato per sanguinosi episodi, la missione umanitaria IBIS, in cui il primo tributo di sangue era toccato, nel 1993, al ventunenne sottotenente dei Lanceri di Montebello, Millevoi, decorato con medaglia d’oro al valore militare e figlio dell’amico velocista degli anni sessanta, Elvio.

Il valore delle scelte professionali e ideali

Poi, un anno dopo, sempre a Mogadiscio, l’agguato e l’assassinio della tretatreenne Alpi, giornalista inviata della RAI e testimone scomoda di una situazione di traffici imbarazzanti, divenuti nel tempo il sale indispensabile per arricchire una pietanza irrinunciabile, seppure indigesta, come quella dello smaltimento dei rifiuti super tossici di mezzo mondo nella ex terra promessa. Ecco, per cui, il concetto indefinito ma parametrabile di “valore delle scelte”, rispetto al quale vale la pena di ragionare. In conclusione, per una volontaria di Africa Milele, la venticinquenne Romano, liberata sempre nei pressi della Capitale somala, sarebbe finita bene, dopo un anno e mezzo di sofferta prigionia itinerante, iniziata in Kenya con un rapimento per mano di manovalanza criminale e conclusa a trenta chilometri da Mogadiscio, nella disponibilità dei fondamentalisti di Al Shabab, ma sembra che, oltre al prezzo milionario del riscatto pagato per intermediazione di intelligence italo-turca, la nostra connazionale abbia mutuato una conversione religiosa durante la prigionia.

Dunque, a fronte delle scelte professionali ed ideali di Andrea, Ilaria e Silvia, diversi gli sbocchi ed i prezzi pagati sul campo, a dimostrazione che ognuno di noi, nell’ascoltare il richiamo della vocazione, se ne nobilita coerentemente il senso, finisce comunque per pagare un prezzo. Questa è la morale, care ragazze e ragazzi. Morale che ci deve fare profondamente riflettere, nel bene e nel male, perché purtroppo l’eroismo e lo stoicismo, che potenzialmente sono nell’animo di ognuno di noi, spesso vengono annegati, sommersi dall’ipocrisia, dalla retorica di comodo e da altrui retropensieri. Per questo, attenzione alle proprie scelte, a quelle di valore assoluto e in particolare a quelle fatte con il cuore.

assistenza ona

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti ad amianto ed altre sostanze cancerogene.

L’associazione con un pool di tecnici assiste i cittadini per la bonifica e per la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA si occupa anche della prevenzione terziaria e guida un pool di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i benefici contributivi per esposizione ad amianto.

Coronavirus: aspetti legali e chimici

Isochimica Avellino - coronavirus
Isochimica Avellino

In piena pandemia la confusione regna sovrana. Abbiamo pertanto deciso di parlare degli importanti aspetti legali e chimici del Coronavirus con due esperti di fama internazionale: l’Avv. Ezio Bonanni ed il Professor Renato Sinno.

La chimica, scienza che studia la composizione della materia ed il suo comportamento in base a tale composizione, ha un ruolo chiave da svolgere nella comprensione di tutto: dalla struttura virale alla patogenesi, isolamento di vaccini e terapie, nonché nello sviluppo di materiali e tecniche utilizzati da ricercatori, virologi e clinici di base.
Mentre il mondo viene a patti con la scala della pandemia di Coronavirus, regna la confusione sull’affidabilità e la pertinenza di molte statistiche. Mentre il bilancio delle vittime continua ad aumentare, il numero totale di infezioni è impossibile da conoscere e le stime del tasso di mortalità continuano a variare.
La crisi è stata aggravata dalla forte impreparazione sulla natura di questo temibile virus e adesso non si può che cercare di contenerne la pericolosità, basandosi sull’esperienza (poca) acquisita, sulla conoscenza del “nemico” e sulla prevenzione. Ci si sta dunque concentrando sulle norme del buonsenso: dal distanziamento sociale, al regime di massima accortezza nelle misure igieniche, in attesa di una cura. Fortunatamente anche le strutture sanitarie stanno rinforzando l’intero apparato e cominciano ad essere effettuati dei test sierologici, che abbinati al tampone, dovrebbero in qualche misura darci un quadro clinico quanto più attendibile della situazione.

Coronavirus e aspetti legali: il parere dell’Avv. Bonanni

Iniziamo dalla giurisprudenza, con il commento dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA.

«Per far fronte alla nota emergenza di coronavirus, il Governo italiano è intervenuto, con lo la decretazione d’urgenza, e con la normazione secondaria (per gli aspetti operativi e di dettaglio), introducendo diverse ed eterogenee misure di contenimento e gestione dell’emergenza. Consapevole della necessità di introdurre meccanismi sanzionatori per il caso di violazione delle misure suddette, l’esecutivo ha inizialmente deciso per lo strumento del diritto penale.

È stata prevista la disposizione normativa di cui al decreto legge n. 6/2020. Successivamente, è stato emanato un ulteriore provvedimento di “pan-penalizzazione”. La sanzione penale è legata all’inottemperanza alla misura della quarantena del soggetto risultato positivo al virus. Con sanzioni amministrative sono punite le violazioni alle altre misure di contenimento, diverse da quella della quarantena di coloro che sono stati contagiati dal coronavirus.
Tra questi divieti, vi è quello dell’allontanamento dell’abitazione, se non per determinati e tassativi casi per i quali è resa necessaria la c.d. autocertificazione che l’interessato deve sottoscrivere.

In caso di false dichiarazioni, di cui all’autocertificazione, si configurano altre ipotesi di reato. Evidentemente, le uniche misure che il governo è stato capace di adottare, sono quelle del contenimento passivo, quelle proprie di tutte le epidemie nel corso dei millenni.
Solo in Veneto, il coronavirus è stato aggredito con un programma di tamponi in grado di identificare gli asintomatici ed evitare così che il contagio dilagasse. Tant’è vero che il Veneto, che partiva da una situazione identica a quella della Lombardia, ha avuto un impatto contenuto e controllato, che ha permesso la ripartenza e un limitato numero di decessi, soprattutto se rapportati a quelli della vicina Lombardia».

La dichiarazione Avvocato Bonanni sulla pandemia coronavirus

«Nel caso di specie, al di là della iperplasia dell’utilizzo dello strumento del diritto penale, occorre rilevare che per far fronte alla pandemia sono stati sacrificati i diritti fondamentali della persona umana, a fronte dell’emergenza causata più per l’impreparazione che per la effettiva aggressività del coronavirus.

L’assenza di tamponi, l’assenza di mascherine, la riduzione del numero dei posti letto, delle terapie intensive, la mancata valorizzazione del personale medico e paramedico, i tagli indiscriminati alla sanità, l’assenza della medicina sul territorio, la mancata attenzione per la problematica in Cina (sarebbe stato forse opportuno inviare i nostri medici sul posto piuttosto che le preziose mascherine, le cui uniche riserve sono state donate alla Cina nel periodo in cui praticamente in Italia era già in corso l’inizio dell’epidemia), costituiscono i c.d. errori capitali in cui è incorsa la nostra amministrazione e il nostro governo.

Il risultato sono più di 30.000 morti, molti dei quali potevano essere risparmiati se gli ospedali non fossero diventati veri e propri incubatori dell’epidemia e se, oltre all’ossigeno, avessimo immediatamente somministrato gli anticoagulanti, come l’eparina in grado di dissolvere i trombi con i quali il virus uccide.

Il personale medico sanitario italiano, in poche settimane, è riuscito a contenere il virus, attraverso l’utilizzo di farmaci per l’artrite reumatoide (vedi Cutugno di Napoli, Prof. Ascerto, mai giustamente valorizzato per quello che vale), fino alle terapie con il plasma (ospedale di Pavia e di Mantova, con il Prof. De Donno, primario del reparto di pneumologia)».

Importanza della tutela della salute

«Più che diritto penale, quello che rileva, in questo caso, è la tutela della salute e della vita. Più che norme stringenti e polemiche politiche, sarebbe stato necessario essere attivi nei mesi di gennaio e febbraio ed evitare il dilagare del coronavirus, poi poco rileva che ci sia la (non) configurabilità del reato (autonomo) di “inottemperanza alla misura della quarantena da Covid-19” di cui agli artt. 4, comma 6, decreto legge 25 marzo 2020, n. 19 e 260, R.D. 27 luglio 1934, n. 1265 alla luce dell’inesistenza/illegittimità del provvedimento di sottoposizione a quarantena; l’individuazione di illeciti penali per l’ipotesi di false dichiarazioni in sede di autocertificazione; la configurabilità di reati (più gravi) comuni integrabili da condotte inosservanti (epidemia, omicidio, lesioni personali), perché se dilaga l’infezione, ovvero se il numero dei contagiati è più alto dei posti disponibili nei reparti di terapia intensiva, si debbono fare scelte dolorose, come purtroppo è avvenuto.

Migliaia di esseri umani sono morti senza alcuna terapia e soprattutto senza poter rivedere i loro cari e senza un funerale!
In più, c’è l’altra epidemia, quella economica. È prevista la disoccupazione che potrebbe arrivare al 30% e un rapporto deficit PIL dal 155 al 165%. Il calo del PIL potrebbe essere tra il 10 e il 15%, un calo che potrebbe essere recuperato solo dopo 4/5 anni, sempre che tutto vada bene».

Coronavirus: ricerca di un nuovo umanesimo

«Occorre ritrovare un nuovo umanesimo. Il c.d. distanziamento sociale è aberrante, induce altri traumi e altre patologie, neurologiche, oltre che una depressione, ovvero una completa alterazione del nostro sistema di vita, delle nostre aspirazioni ed un coinvolgimento del nostro essere che devi verso situazioni negative e quindi di una sofferenza e di una patologia che diventa psicopatologia.

In più, la povertà crea altri traumi per la salute. Non solo la depressione, ma anche il minor benessere, la minore felicità, minori controlli sanitari, peggiore alimentazione, etc.
Quindi l’economia non è slegata dalla salute, perché il c.d. benessere economico influenza lo stato di salute psicofisica dell’essere umano fermo restando, evidentemente, il principio cardine della tutela della dignità e del nucleo fondamentale dell’essere umano».

ONA incontra il Professor Renato Sinno

Poiché, come detto, possiamo avere risposte abbastanza attendibili dalla chimica, abbiamo interpellato uno dei massimi esperti internazionali della cosiddetta “scienza centrale”: il Professor Renato Sinno, docente di Mineralogia all’Università di Napoli Federico II. Lontano da ogni forma di protagonismo egotica, che in questi mesi ha posto sotto i riflettori nuove insolite star: scienziati, virologi, infettivologi e aggiungerei “tuttologi”, il Professor Sinno ci fornisce non solo un’analisi molto dettagliata sul minuscolo killer, ma anche e soprattutto ci invita a riflettere sui valori morali e sociali che dovrebbero lasciare il posto ai miseri personalismi finora protagonisti indiscussi, quanto il Coronavirus, della scena.

«Senza vaccino e nessun trattamento efficace, una cosa che è abbondantemente chiara è che non esiste una soluzione magica.
All’improvviso come un fulmine a ciel sereno il ventuno di febbraio scorso a Codogno, località della Lombardia industriale, sotto un cielo plumbeo annerito dallo smog, ha preso alloggio una molecola proteica che doveva sconvolgere in seguito il mondo intero.
Si trattava di virus apportatore di morte, battezzato con il nome di Coronavirus, di nazionalità cinese, primo Paese al mondo che ne aveva fatto conoscenza. Tralasciando tutte le ipotesi formulate sui tempi e sui modi della trasmissione di questa molecola mortale, il presente articolo ha il solo scopo di dare una precisa informazione sulla composizione chimica del “covid 19ʼʼʼ, nome di battesimo di questo nuovo virus, che ha messo in pochi giorni in discussione la vita del genere umano, riuscendo a mettere in imbarazzo la ricerca scientifica più accreditata per le grandi difficoltà da superare al fine di mettere a punto un protocollo idoneo a combattere la polmonite virale prodotta da un nemico che dispone di armi pericolose ed imprevedibili legate alle sue particolari proprietà chimiche e fisiche.
Mi guarderò bene dal dare consigli in merito o a riportare critiche sui provvedimenti presi dai vari organi responsabili o sui discorsi molte volte devianti di personaggi di qualunque comparto professionale che hanno preso alloggio in pianta stabile alla televisione, per cui confermo che lo scopo che si prefigge questo scritto è solo quello di fornire notizie precise sugli studi più recenti sull’argomento, divenuto ormai quello del secolo, mettendo in luce qualcosa che non era stata mai detta solo perché la relativa conoscenza era data per scontata: il che non risponde affatto al vero.
Fatta questa precisazione, inquadriamo la reale posizione della specie “virus”, precisando che i singoli componenti vengono definiti dalla scienza come “esseri” submicroscopici infettivi capaci di provocare malattie non solo nell’uomo, ma anche in molti animali, in alcuni batteri, come anche nelle piante, vale a dire in tutti gli esseri viventi. Le loro dimensioni variano tra i dieci ed i trecento millimicron e, pertanto, evidenziati solo al microscopio elettronico. Si differenziano nettamente dai batteri perché non hanno la facoltà di riprodursi che è resa possibile solo in qualità di ospiti in determinate cellule animali e vegetali. Quindi, non sono esseri viventi e pertanto dagli studiosi più accreditati (Stanley W. Meridith, premio Nobel per la chimica 1948, Sigurgeirsson A. e tanti altri), sono considerati come “termini di transizione” tra le molecole e gli esseri viventi. La molecola di un virus che costituisce il nucleoprotide, suo componente principale, è una tipica nucleoproteina costituita dall’associazione di acido nucleico con una proteina semplice, in percentuale variabile nei vari tipi di virus. Ad esempio nel virus “ring spot”del tabacco la nucleoproteina è costituita dal 40% di acido nucleico e la restante parte di una proteina semplice. Le proteine appartengono ad un gruppo molto complesso di sostanze chimiche ed oltre a rappresentare i costituenti essenziali del protoplasma sono ben note a tutti in quanto rappresentano i principi attivi per la nostra alimentazione. Il nucleoprotide risulta coperto poi da un involucro (capside ) che conferisce al virus le caratteristiche antigeniche, cioè l’incapacità di riprodursi. Nel caso del covid -19 tale involucro si identifica con l’acqua, da cui discende la possibilità del virus di “navigare “nell’aria e poi di introdursi nella vittima designata mediante la bocca, il naso, per raggiungere attraverso le vie respiratorie il polmone, dove inizia la sua attività malefica, provocando la polmonite virale, preferendo gli anziani anche se non risparmia alcune volte l’età intermedia ed i giovani, come la realtà di oggi sta dimostrando.
Senza spendere molte parole, divengono allora più giustificabili ed accettabili i decreti delle autorità competenti che si susseguono per consigliare anche in maniera dura tutte quelle precauzioni che hanno una loro logica, come ad esempio rispettare sempre una distanza superiore al metro con l’eventuale interlocutore, di avere il minor numero di contatti possibili, di evitare abbracci, strette di mani e di conseguenza “restare a casaʼʼ, di usare sempre un determinato tipo di mascherina idonea e non una qualsiasi, tenendo sempre ben presente le risorse diaboliche del temibile nemico. Sono questi i primi “farmaci” da usare in questo tipo di epidemia che ci ha colto impreparati e che finisce per annullare molto spesso, grazie ad alcuni irresponsabili, anche il lavoro ed il sacrificio dei soccorritori, quindi del personale sanitario (medici, farmacisti, infermieri, senza dimenticare molte altre categorie di lavoratori della mente e delle braccia) che sovente si sono trovati esposti all’uragano senza una attrezzatura idonea. Mi sembra superfluo aggiungere che tutto il presente disastro trova la sua spiegazione negli errori di un passato lontano e vicino commessi da una politica amministrativa che ha trovato le soluzioni meno adatte per lo sviluppo del Paese ammettendo come soluzione, da un lato la cessione delle industrie più attive al capitale straniero e dall’altro sacrificando, fin dall’inizio di una crisi economica partita da molti anni addietro, all’altare della “austerity” (che avrebbe dovuto doverosamente toccare ben altri comparti), la decisione della chiusura di numerosi ospedali e la drastica riduzione del personale sanitario non disgiunta dai tagli alla ricerca scientifica. E non vado oltre su questo argomento sul quale si potrebbe scrivere un voluminoso romanzo non potendo dimenticare il pietoso spettacolo al quale tutti abbiamo assistito quando la televisione ha mostrato, in occasione degli sviluppi dell’epidemia da virus nella città di Bergamo, quel quadro che evidenziava la lunga fila di camion dell’esercito adibiti al trasporto delle salme nei depositi di raccolta, in attesa di sepoltura, accompagnato successivamente da quello fornito dalla civilissima America con la scelta delle fosse comuni. In tutti con grande commozione e non senza rabbia è ritornato il ricordo della pietosa descrizione del Manzoni ai tempi della peste di Milano, con la semplice variante del “mezzo motorizzato” dei tempi moderni al posto del “carrettone”. Sembra allora quanto mai lecito domandarsi quando finiremo di assistere alla ripetizione di certi “spettacoliʼʼ, quando finiremo di considerare il fattore antropico come assoluto dominatore di una natura che, provvida nei suoi doni, avrebbe meritato una considerazione,un rispetto ben diverso.
Considerando altresì l’esistenza di una crisi economica che ormai nel nostro paese si trascina da un trentennio quando si riuscirà a trovare da parte delle stesse intelligenze che hanno inteso sottomettere la natura ai propri voleri la soluzione del problema lavoro,fattore primo dell’economia di un paese che giace nella scomoda posizione di un piano inclinato dovuto da un lato agli errori commessi e, dall’altro, alla mancata volontà di contrastarli. ampiamente giustificata e nascosta con molta ipocrisia sotto il manto immacolato del quieto vivere. Nell’elencare le proprietà del covid 19 anche ai fini della difficile ricerca affidata alla scienza per combattere il pericoloso avversario occorre tener ben presente quella della ʻʻmutabilitàʼʼ, termine con il quale viene evidenziata la capacità del nucleotide, e quindi della molecola proteica, di cambiare aspetto : infatti la relativa conferma viene fornita proprio dalla ricerca italiana che è riuscita ad isolare fino ad oggi ben cinque “ceppi”, tipologie diverse del covid 19,alle quali vanno aggiunte altre, isolate in altri paesi. Da ciò è facile dedurre le difficoltà alle quali si andrà incontro nella preparazione dei vaccini, meta da dover raggiungere al più presto, ma che appare al giorno d’oggi difficile e non certo vicina. Proprio questo, infatti, è uno dei motivi che hanno spinto la scienza ad orientarsi subito sulla ricerca di una “antimolecola”, munita della proprietà di trasformare, disintegrare, o anche frazionare la molecola proteica del nucleotide del virus senza produrre eventuali danni all’organismo. In questa direzione si è subito diretta la ricerca dei biochimici e dei virologi dell’Istituto dei tumori “Fondazione Pascale” e del “Cotugno” di Napoli, prestigiose istituzioni della nostra città, da cui è nato il tentativo, divenuto successivamente protocollo anti-covid 19, che sta fornendo dei buoni risultati sia sui pazienti della Campania sia su quelli ricoverati negli ospedali di altre regioni.
Questo importante farmaco che apre il cuore alla speranza risulta costituito dalla associazione di due molecole, precisamente da :”azitromicina “antibiotico macrolitico e “tocilzumad”, anticorpo monoclonale, cioè estratto da un tipo di cellula particolare. Per la precisione occorre aggiungere che questo particolare anticorpo che risulta costituito da una proteina coniugata “rimaneggiata” ed “umanizzata” ha una origine animale, venendo estratta dall’ovaia del criceto, roditore appositamente allevato per esperienze di laboratorio, la cui produzione avviene principalmente negli USA. Poiché ritengo che ognuno deve fare “il proprio mestiereʼʼ sull’azione di questi farmaci non mi dilungo preferendo fare riferimento ad una frase molto significativa che ho estratto da un’intervista del dottor Franco Buonaguro biochimico del Pascale, componente dell’équipe citata,che testualmente riporto: “la parte finale dell’infezione da coronavirus caratterizzata dalla tempesta citochimica scatenata, come avviene anche in altre infezioni, ha suggerito la strada del ricorso ad un antibiotico associato ad una proteina complessa il “tocilzumad” normalmente impiegato per trattare le complicanze respiratorie che si sviluppano in corso di terapie in alcuni pazienti oncologici con deficienze immunologiche”. A completamento delle proprietà del covid- 19 ne esiste una che non gioca questa volta a suo favore in quanto l’involucro ( capside ) del quale si circonda per raggiungere i suoi scopi, si identifica con una gocciolina di acqua che finisce per rappresentare poi il tallone di Achille della malefica proteina che perde la sua attività alle temperature esterne comprese tra i 30°C. ed i 40°C. É su questa proprietà che si basano anche le previsioni sulla fine della pandemia, per cui l’attesa di una stagione calda come quella dello scorso anno rappresenta una risorsa ed una speranza per poter tornare ad una vita che dovrà essere improntata su principi ben diversi da quelli che ci hanno condotto fino ad oggi e che ci hanno posto nella condizione di affrontare un nemico che ha avuto gioco facile in quanto ci ha colto assolutamente impreparati .
E’ quanto mai facile dedurre che tutti coloro i quali riusciranno a superare questo difficile momento saranno costretti a rivedere molte idee e riflettere sensatamente sui valori della cultura, sugli scopi della ricerca,sulla necessità di considerare la scienza in modo diverso, sulle ideologie più idonee da potersi ispirare al solo fine di trovare il più largo consenso mettendo da parte i personalismi che sono frutto di un pericoloso egoismo, facendo tesoro dei valori della propria coscienza, il cui ritorno rappresenterà la conquista più difficile. É questo il mio augurio che è quello di un “ecocatastrofistaʼʼʼ, mia categoria di appartenenza fino alla fine (coronavirus permettendo vista la sua predilezione per gli anziani), anche se le mie numerose battaglie intraprese unitamente a molti altri (vedi quelle in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro, sicurezza prevista da leggi inascoltate sia per i lavoratori dell’amianto come di altri comparti, senza dimenticare quelle sulle conseguenze della radioattività ), purtroppo non hanno avuto la fortuna che avrebbero meritato. Chiudo con la speranza di aver fornito una visione, anche se modesta, delle difficoltà che la scienza incontra nello studio delle strategie da perseguire per combattere sempre le sue difficili battaglie non ultima quella contro il coronavirus, fiducioso nel risultato che potrà ottenere il mio tentativo di illustrare un argomento esclusivamente di natura chimica senza l’ausilio delle formule che si esprimono con un linguaggio diverso anche se non facile per tutti , tentativo che mi ricorda tanto la barzelletta dello sposo che si presentò all’altare senza la sposa . Ma “quis vetat ridendo dicere verum ?”.»

ONA presente anche in emergenza Coronavirus 

ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) continua a svolgere la sua attività a sostegno delle vittime di amianto anche durante la pandemia di coronavirus.

Contatta il numero verde gratuito 800 034 294 per ricevere assistenza medica, legale per avere tutte le informazioni su prepensionamento, risarcimento danni e benefici contributivi da amianto.

Europa? A brigante, brigante e mezzo!

Europa

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Europa: sapete che cosa mi passa per la mente?

Che tutto sommato, i nostri progenitori avevano le idee più chiare delle nostre. Proviamo ad attivare la macchina del tempo e a misurare il bene più prezioso, quello delle idee, della cultura e della storia che abbiamo alle spalle, come patrimonio non soltanto materiale, ma anche immateriale, genetico, di cui dobbiamo tenere conto e menare vanto.

Ecco che, tornando indietro di un paio di millenni, intorno all’anno zero dell’era cristiana, ritroveremmo quella bussola che forse abbiamo dimenticato in soffitta, ma che dovremmo recuperare assolutamente, per capire chi siamo, quando valgono la nostra storia, la nostra posizione strategico-geografica, quanto potrebbero cambiare i giochi, solo che lo volessimo, recuperando il nostro ruolo naturale, che ovviamente richiede capacità politica, valenza che nel nostro Paese è venuta meno negli ultimi trent’anni.

La politica è stata demonizzata, vilipesa, derisa, ridotta ai minimi termini e invece dovrebbe tornare con la P maiuscola, essere assolutamente recuperata come materia fondamentale d’interesse collettivo. Insomma la “polis” va rimessa seriamente in campo, se vogliamo cavare le gambe con vantaggio dal trappolone in cui ci hanno cacciati.

Dunque, proviamo a spostare il baricentro da Bruxelles, Berlino, Francoforte e dal resto d’Europa a Roma, sì a Roma, avete capito bene. Diciamo che possiamo immaginare un ritorno al Mediterraneo come crogiolo, da cui generare soluzioni.

In effetti, l’idea politica di Europa, allargata al bacino mediterraneo, lungo le sponde africane ed asiatiche, quella appunto dei nostri illustri progenitori non era sbagliata, tanto da consolidare elementi di vantaggio comune, di cui rimane ad oggi imperitura traccia.

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Rilanciare il gioco e lo spirito d’Europa

Non a caso il TCEE, che ha istituito la Comunità Economica Europea fu firmato a Roma il 25 marzo 1957 ed era stata preceduta dalla Conferenza di Messina nel giugno del 1955, auspice il nostro Ministro degli Esteri, Gaetano Martino.

So che in questo momento tutti sono rapiti dalla urgenza di percepire dalla BCE miliardi di Euro a qualsiasi costo, nella prospettiva di un PIL in caduta libera, che ci vede negativamente secondi soltanto alla anemica ed ipotesa Grecia, reduce dall’accanimento terapeutico della Troika.

So che certe visioni possono apparire fuori del reale contingente, ma anche che – se non si ha il coraggio di pensare alternativo – si corre il rischio delle vittime predestinate, proprio in base ad altre visioni ed altrui disegni.

Prima di rinviarvi ad un’altra puntata per un ragionamento più ampio, voglio invitarvi a riflettere sul fatto che non soltanto per le risorse culturali, climatiche e turistiche, ma anche per quelle energetiche (vedi gas e petrolio) il Mediterraneo è il vero scrigno, in cui è riposto il tesoro dell’Europa.

Vogliamo che a gestire flussi economici, militari, industriali, culturali ed antropici derivanti da destabilizzazioni artate e influenze esterne (USA, Russia, Cina, piuttosto che lobbies economiche multinazionali) continuino a mestare, impoverendo ed invelenendo vieppiù il nostro contesto ?

Dunque, vista l’aria che tira, a chi cerca di spingerci nella scomoda funzione di area tampone, declassati dal rating, condannati alla Serie B e prossimi all’esproprio, dobbiamo rispondere senza indugi e mezzi termini, pensando al contrario di essere potenziali leader di una dinamica diversa, che rilanci gioco e spirito europeo con un assetto diverso, sino alle più ambiziose conseguenze. E come amava dire Pertini, a brigante, brigante e mezzo!

ONA e CONI insieme per la tutela di Sport e salute

Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avvocato Bonanni sono in prima linea per garantire la bonifica di tutti i siti contaminati d’amianto, che spesso sono scuole o centri sportivi.

La tutela dello Sport e salute è il tema affrontato dall’incontro tenuto al Salone D’Onore del CONI a Roma (Sport e scuola, ambiente e sicurezza: via l’amianto!).

Sport, scuola, ambiente, sicurezza: via l’amianto!

Running Covid - Sport

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

La recente sottoscrizione del Protocollo d’Intesa tra Ministero dell’ambiente, CONI e nuova Agenzia Sport e Salute “Per la sensibilizzazione sulle tematiche ambientali legate allo sviluppo sostenibile” apre contemporaneamente tre ordini di problemi, ovvero l’esigenza che soggetti come le Associazioni Benemerite con precipuo ruolo di promotrici di valori etici e sociali, siano più direttamente e specificatamente coinvolti, posto che in calce al Protocollo continuano ad essere lacune disarmanti ed eloquenti; che la “plastic free” ed altri obiettivi come il risparmio energetico e delle risorse naturali, a partire dall’acqua, con attività che rispettino in assoluto i principi di sostenibilità ambientale, partendo dall’ambito pre-scolare, secondo le competenze che le leggi in vigore conferiscono al CONI, non siano soltanto occasione per azioni dimostrative con progetti pilota, ma una effettiva radicale azione di cambiamento, di presa d’impegno globale, a fronte della quale il problema delle risorse necessarie dovrebbe divenire un effetto, una ricaduta positiva, piuttosto che una causa negativa d’impedimento; che si affronti ex novo o con un serio ampliamento del Protocollo d’Intesa il gravissimo problema ambientale e di salute pubblica derivante dalla esponenziale presenza di amianto nelle strutture sportive pubbliche e private, nonché nei plessi scolastici con le relative palestre e nei territori, in cui insistono tali infrastrutture, anche in presenza di manufatti fuorilegge, degradati e inquinanti.

Sempre sulla base dei contenuti del Protocollo, potenzialmente ma non esplicitamente aperti alla grave problematica derivante dall’amianto, posto che in base ai monitoraggi acquisiti le percentuali di contaminazione da fibre di asbesto raggiungono punte del 78% (scuole) e dell’82% (impianti sportivi) l’Osservatorio Nazionale Amianto e il Comitato Nazionale Italiano Fair Play, tramite i Presidenti Ezio Bonanni e Ruggero Alcanterini, fanno appello al Ministro Sergio Costa.

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Protocollo d’intesa tra Ministro dell’Ambiente e CONI

“Questo accordo segna un salto di qualità nella valorizzazione della natura e della diffusione delle buone pratiche ecologiste e specificatamente plastic free su cui tanto stiamo lavorando – ha dichiarato il ministro Sergio Costa – se pensiamo alle immense potenzialità dello sport e alla grande passione e coinvolgimento che diffonde dai giovanissimi agli adulti, possiamo renderci conto che questo protocollo ci permetterà di compiere un cambiamento potenziale di sensibilità in milioni di italiani. Un binomio vincente – ha continuato Costa – che significa diffusione di cultura sportiva e ambientale che da oggi si rafforza con l’avvio di una programmazione e condivisione delle conoscenze. Per questo – ha concluso il ministro – abbiamo investito oltre 1,5 milioni di euro che serviranno ad avviare un percorso comune, della durata di cinque anni – che spero si trasformi in una collaborazione continua tra mondo dell’ambiente e dello sport”.

L’accordo sancisce la collaborazione nella realizzazione di attività ed iniziative per le quali il Ministero metterà a disposizione il proprio know how di competenze specifiche e tecniche e un finanziamento complessivo di oltre 1,5 milioni di euro e avrà la durata di 5 anni.

Sport: iniziative di sensibilizzazione dell’agenda 2030

Il Coni e la sua società di organizzazione eventi si impegnano a promuovere una serie di iniziative tra cui la sensibilizzazione dei temi legati con gli obiettivi della ”Agenda 2030” sullo Sviluppo sostenibile, di incentivare la formazione di dirigenti, tecnici, operatori del settore sportivo, affinché la tutela dell’ambiente venga considerata con un approccio multidisciplinare in un’ottica di economia circolare, di promuovere relazioni e partenariati con Federazioni ed Enti di promozione sportiva, Amministrazioni, enti di ricerca, università per la diffusione di una cultura della salvaguardia della biodiversità e della riduzione dell’impatto ambientale in tutti gli eventi sportivi.

Ma anche di valorizzare il ruolo delle istituzioni no profit sportive e dei volontari attivi in questo settore premiando le migliori pratiche di integrazione degli obiettivi ambientali nello sport, con una particolare attenzione alle iniziative sportive che coinvolgono le fasce più deboli e marginali di giovani.

Di favorire la diffusione di comportamenti virtuosi legati al “plastic free”, a sistemi di raccolta efficaci, alla riduzione delle emissioni climalteranti, alla mobilità sostenibile, agli acquisti verdi, alla promozione dei “Criteri Ambientali Minimi”, all’uso efficiente delle risorse naturali, alla minor produzione di rifiuti, all’uso consapevole dell’acqua, alla progettazione, riqualificazione ed efficientamento energetico degli impianti sportivi, di promuovere attività sportive in aree naturali protette.

Sport e salute: l’impegno dell’ONA

Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avvocato Bonanni hanno partecipato al Salone D’Onore del CONI a Roma. Il tema è stato “Sport e scuola, ambiente e sicurezza: via l’amianto!“.

Infatti l’ONA è in prima linea per garantire la bonifica di tutti i siti contaminati d’amianto, che spesso sono scuole o centri sportivi. Tutti i cittadini possono segnalare, anche anonimamente, la presenza di siti contaminati tramite l’app su Google Play Store  “Mappatura amianto“.