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Mesotelioma pleurico maligno: novità da Bristol Meyer Squibb

mesotelioma pleurico maligno
Avv. Ezio Bonanni

Il colosso Bristol Myers Squibb ha annunciato i risultati di un nuovo studio randomizzato, multicentrico, per combattere il mesotelioma pleurico maligno.

Mesotelioma pleurico maligno e esposizione ad amianto

Il tumore raro e aggressivo, è causato dall’esposizione alle fibre di amianto, ad oggi, purtroppo, ha un tasso di sopravvivenza globale mediana estremamente basso. È inferiore ad un anno ed il tasso di sopravvivenza a cinque anni è di circa il 10%.

Una sfida che coinvolge medicina e scienziati in ogni angolo del mondo.

La diagnosi di mesotelioma pleurico maligno spesso arriva in ritardo, quando, ormai, la maggior parte dei pazienti presenta la malattia in stadi avanzati o metastatici.

FDA: ok allo studio sul mesotelioma pleurico maligno

Appaiono confortanti i risultati di CheckMate -743, uno studio cardine di Fase 3 che valuta l’Opdivo (nivolumab). Il tutto, in combinazione con Yervoy (ipilimumab) nella lotta al mesotelioma pleurico maligno.

A livello individuale, Opdivo e Yervoy sono stati utilizzati con successo per curare una serie di tumori. Tra questi il carcinoma renale avanzato, il carcinoma del colon-retto metastatico e carcinoma epatocellulare. Così, da ricevere l’approvazione dalla Food and Drug Administration statunitense.  per il trattamento del melanoma metastatico nel 2015.

Entrambi i farmaci hanno lo scopo di sfruttare meglio il proprio sistema immunitario e promuovere una risposta antitumorale. Però, agiscono mirando a diverse proteine ​​di superficie, la cui negazione ​​consente al sistema immunitario di riconoscere e attaccare meglio le cellule tumorali.

Una sinergia tra i farmaci per immunoterapia può aumentare l’efficacia. Lo studio è stato condotto in 114 centri in tutto il mondo, di cui 14 negli Stati Uniti.

I risultati sembra diano ragione ai ricercatori, i quali evidenziano un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo della sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia (pemetrexed e cisplatino o carboplatino).

La terapia è stata ricevuta fino a quando non si è verificata tossicità inaccettabile, progressione della malattia o per un massimo di due anni e si prevede che questo studio clinico possa continuare fino all’aprile 2021.

Endpoint primario e secondario del processo

Opdivois è stato somministrato a 3 mg / kg ogni due settimane e Yervoyat 1 mg / kg ogni sei settimane, fino a quattro volte.  L’endpoint primario del processo era la sopravvivenza globale.

Gli endpoint secondari includevano il tasso di risposta obiettiva (ORR), il tasso di controllo della malattia (DCR), la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e le misure di efficacia in base al livello di espressione di PD-L1, si legge sul sito della Bristol Meyers Squibb.

Informazioni su Opdivo, inibitore del checkpoint

Suo sito della Bristol Meyer Squibb si legge:

“Opdivo è un inibitore del checkpoint immunitario programmato per la morte-1 (PD-1) progettato per sfruttare in modo univoco il sistema immunitario del corpo e contribuire a ripristinare la risposta immunitaria antitumorale. Sfruttando il sistema immunitario del corpo per combattere il cancro, Opdivo è diventata un’importante opzione terapeutica per tumori multipli.

Il principale programma di sviluppo globale di Opdivo si basa sull’esperienza scientifica di Bristol Myers Squibb nel campo dell’immuno-oncologia e comprende una vasta gamma di studi clinici in tutte le fasi, inclusa la fase 3, in una varietà di tipi di tumore.

Ad oggi, il programma di sviluppo clinico Opdivo ha curato oltre 35.000 pazienti. Gli studi Opdivo hanno contribuito ad acquisire una comprensione più profonda del potenziale ruolo dei biomarcatori nella cura dei pazienti, in particolare per quanto riguarda il modo in cui i pazienti possono beneficiare di Opdivo attraverso il continuum dell’espressione di PD-L1.

Opdivo, Yervoy approvazione trattamento melanoma metastatico

Nel luglio 2014, Opdivo è stato il primo inibitore del checkpoint immunitario PD-1 a ricevere l’approvazione normativa in tutto il mondo.  Opdivo è attualmente approvato in oltre 65 paesi, tra cui Stati Uniti, Unione Europea, Giappone e Cina.  Nell’ottobre 2015, il regime di combinazione Opdivo e Yervoy della Società è stata la prima combinazione di Immuno-Oncologia a ricevere l’approvazione normativa per il trattamento del melanoma metastatico ed è attualmente approvata in oltre 50 paesi, tra cui gli Stati Uniti e l’Unione Europea”.

Qualche informazione sull’anticorpo Yervoy

Riguardo a Yervoy, la Bristol Meyers Squibb scrive:

Yervoy è un anticorpo monoclonale umano ricombinante che si lega all’antigene 4 citotossico associato ai linfociti T (CTLA-4).  CTLA-4 è un regolatore negativo dell’attività delle cellule T.  Yervoy si lega a CTLA-4 e blocca l’interazione di CTLA-4 con i suoi ligandi, CD80 / CD86.  È stato dimostrato che il blocco di CTLA-4 aumenta l’attivazione e la proliferazione delle cellule T, inclusa l’attivazione e la proliferazione di cellule T-effettrici infiltranti il ​​tumore. 

L’inibizione della segnalazione CTLA-4 può anche ridurre la funzione delle cellule T regolatorie, il che può contribuire ad un aumento generale della risposta delle cellule T, inclusa la risposta immunitaria antitumorale. 

Il 25 marzo 2011, la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha approvato la monoterapia Yervoy 3 mg / kg per pazienti con melanoma non resecabile o metastatico.  Yervoy è approvato per melanoma non resecabile o metastatico in oltre 50 paesi.  Esiste un programma di sviluppo ampio e in corso per Yervoy che abbraccia diversi tipi di tumore”.

I commenti degli esperti sulla questione

Mary Hesdorffer, direttore esecutivo della Mesothelioma Applied Research Foundation (organizzazione no profit) commenta: «Questa è una notizia molto incoraggiante.  I test di fase 3 in un ambiente randomizzato forniscono i dati più affidabili che possono portare ad un’approvazione accelerata. Stiamo aspettando con ansia il completamento della prova e dell’analisi dei dati»

Positivo anche il parere di Sabine Maier, MD, responsabile dello sviluppo, tumori toracici, Bristol Myers Squibb, che ha dichiarato in un comunicato stampa dell’azienda : «Questi risultati di punta dello studio CheckMate -743 dimostrano il potenziale di ApdivoplusYervoyin in pazienti precedentemente non trattati con mesotelioma pleurico maligno ed è un altro esempio dell’efficacia e della sicurezza stabilite della combinazione di doppia immunoterapia osservata in più tipi di tumore».

ONA a favore della ricerca scientifica

L’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni, accoglie con molta attenzione i progressi in campo medico e scientifico riguardo agli studi sul mesotelioma pleurico maligno.

Da oltre dieci anni la Aps si schiera in prima linea a fianco delle vittime di amianto e dei loro congiunti e offre il  supporto gratuito dei più grandi esperti nel settore (avvocati, medici, psicologi ecc). Per meglio garantire assistenza è stato istituito il numero verde gratuito dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Fonte Bristol Myers Squibb e Ono Pharmaceutical Collaboration

Coronavirus, fase 2: oggi si fa l’Italia o si muore!

Garibaldi - fase 2
Coronavirus, fase 2: oggi si fa l'Italia o si muore!

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Mai come adesso sembrano adatte le parole… , che dico, il grido di battaglia che Garibaldi pronunciò il 15 maggio 1860 a Pianto dei Romani, giusto a un tiro di schioppo da Calatafimi Segesta tra i Mille, affiancati da volontari siciliani, e contro i tremila soldati borbonici, inquadrati nella colonna mobile del generale Francesco Landi.

Dunque, con il modulo, il tesserino professionale, le certificazioni anagrafiche e lo stato di famiglia, con la nota della spesa, in tuta e scarpe da tennis, guanti di lattice e mascherina siamo in grado di avventurarci nella fase due.

Questa, in intesi, la conditio sine qua non, con cui possiamo avventurarci nella ripresa graduale possibile, nella consapevolezza che il COVID 19 è pur sempre in agguato con la fase 2 e dobbiamo saperci convivere con estrema prudenza, pena la morte.

Covid 19: la fase 2 è una ripresa lenta e graduale

Sì, quel che sembra una esagerazione, in realtà è una giusta chiave di lettura, un deterrente che dovrà guidarci in scelte e comportamenti, di qui in avanti, per un periodo non breve, purtroppo. Quanto prima, occorrerà poi tornare sulle tematiche economiche e sociali, sulle prospettive di lavoro e di vita comune, quindi comunitaria anche nel senso europeo, di una partita che ci stiamo giocando come Paese sulla scacchiera planetaria, in modo assolutamente serio, perché presto ci si renderà conto che gli invocati provvedimenti tampone, finanche a fondo perduto, non sono altro che illusori palliativi e che ben altro ci toccherà fare. Comunque, oggi è un altro giorno e come scrisse Lorenzo de Medici nella sua carnascialesca Canzona di Bacco, nel 1490, anno in cui sembrava che la peste fosse fugata…

Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!

Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

assistenza ona

ONA: servizi di assistenza e tutela

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. In questa pandemia Covid-19, l’amianto ha aumentato il suo impatto.

Già IARC nell’ultima monografia aveva chiarito come le fibre di amianto sono cancerogene. Ora con il coronavirus, l’indice di mortalità è più elevato. Questo è stato evidenziato anche dall’avv. Ezio Bonanni nel corso della conferenza stampa amianto del 13.10.2020 in Campidoglio. Quindi è stato rivolto un appello al Premier Draghi per una maggiore attenzione per il rischio amianto.

Liberi dall’amianto si può e si deve in tempi di pandemia

Pandemia Mondiale Covid
Pandemia Mondiale Covid

Quando la pandemia di coronavirus domina i titoli dei giornali, è facile dimenticare che ad oggi migliaia di persone continuano ad ammalarsi e a morire di amianto.

Oltretutto, la pandemia di coronavirus aggrava ulteriormente le condizioni di salute dei malati di patologie asbesto correlate, interessando un particolare gli organi respiratori (già compromessi soprattutto nel caso di mesotelioma pleurico polmonare).

Giornata mondiale delle vittime dell’amianto

Per non dimenticare e mantenere sempre alta l’attenzione su quella che è una vera e propria “guerra”, il 28 aprile del 2006 è stata istituita la “Giornata in ricordo delle vittime dell’amianto”.

Quest’anno, a causa delle restrizioni dovute all’emergenza della pandemia COVID-19, non vi saranno celebrazioni e cerimonie pubbliche, ma non per questo intendiamo abbassare il livello di guardia, anche in tempi di pandemia da Covid 19.

Amianto: un pericolo che non conosce pause

L’amianto, nonostante sia stato vietato con una legge dello Stato (la 257 del ’92) è difatti ancora presente in larga scala su tutto il territorio e a causa dei lunghi tempi di latenza, porterà ancora numerosi lutti, con un picco di decessi che toccherà l’apice intorno al quinquennio 2025-2030.

L’amianto è una di quelle sostanze- e non ce ne sono molte – per le quali l’unica quantità sicura è zero, eppure ad oggi non solo c’è un livello incredibilmente basso di consapevolezza sui rischi scaturiti dal pericoloso killer, ma non si è neppure in grado di affrontare le violazioni della salute ad esso legate, sebbene i problemi di sicurezza siano così gravi che dovrebbero avere la priorità.

E’ un minerale, le cui caratteristiche, già presenti in natura, sono le stesse che poi determinano l’innesco della cancerogenesi. 

Fino a quando il minerale permane nel cuore della montagna, è innocuo. E’ stato l’uomo a renderlo letale nel momento in cui lo estrae per impiegarlo in oltre 3.000 prodotti di uso comune a diretto contatto con la popolazione. Purtroppo, ancora oggi la fibra di amianto continua ad uccidere, perché il nostro Paese è ancora pieno di amianto.

A tal proposito ricordiamo il monito dell’OMS, secondo cui ancora oggi nel mondo sono circa 125 milioni i lavoratori esposti alla fibra killer (cifre per altro sottostimate). In aggiunta, nel nostro Paese la bonifica delle costruzioni contenenti amianto procede molto a rilento.

I numeri parlano di circa 6mila vittime all’anno: 3600 per tumore polmonare, 600 per asbestosi, 1800 per mesotelioma, un tipo di cancro molto aggressivo che colpisce la pleura e altre membrane.

Anche i dati di Legambiente non sono confortanti

Il dossier “Liberi dall’amianto?” redatto sulla base delle risposte date dalle Regioni (15 su 21) al questionario inviato, evidenzia che sul territorio nazionale ci sono 370mila strutture contenenti amianto, censite al 2018 dalle Regioni per un totale di quasi 58milioni di metri quadrati di coperture in cemento amianto.

Come accennato, i dati seppur impressionanti si riferiscono solamente ai siti censiti, e sono tanti a pensare, soprattutto l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), che una quantità ancor maggiore sia presente in strutture nelle quali il controllo non è stato neppure effettuato.

Ciò significa che dobbiamo continuare a parlare di amianto e della strage silenziosa che ha prodotto il suo utilizzo indiscriminato contro l’umanità, in nome del profitto e del progresso.

Un coraggioso combattente: Antonio Dal Cin

Per farlo abbiamo interpellato un personaggio assai noto e di conseguenza “scomodo”, che da anni si batte con fortissimo senso di abnegazione a nome di tutte le vittime di amianto. Parliamo di Antonio Dal Cin, militare della Gdf in congedo, che ha contratto l’asbestosi a causa dell’esposizione prolungata alle fibre durante lo svolgimento delle sue mansioni lavorative.

Dal Cin è assistito nella sua battaglia dal legale Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), uno dei più strenui difensori del benessere dei lavoratori al di sopra degli interessi speculativi di sorta.

In occasione della ricorrenza, Antonio Dal Cin scrive delle parole vibranti che ci inducono alla riflessione:

“28 aprile 2020 giornata mondiale delle vittime dell’amianto.

Un giorno non lontano, il mondo intero sarà costretto ad ammettere che la strage silenziosa dell’amianto è uno dei più grandi crimini commessi contro l’umanità in nome del profitto e del progresso, perpetrato e reiterato dalla lobby con piena e lucida consapevolezza, grazie alla connivenza dei governi che ne hanno favorito l’utilizzo in modo indiscriminato e ne hanno ritardato la messa al bando, nonostante la pericolosità per la salute dell’uomo è già nota agli inizi del primo novecento e l’amianto è risultato uno tra i più micidiali cancerogeni del pianeta.

Liberi dall’amianto si può e si deve anche in tempi di pandemia da covid 19. E’ necessario approfittare dell’emergenza in atto, per accelerare i tempi di bonifica degli edifici scolastici dall’amianto, atteso e considerato che sono stati stanziati  385 milioni di euro destinati ad interventi di bonifica che le regioni dovranno realizzare entro il 2025 negli edifici pubblici, attraverso il piano operativo ambiente approvato dal Cipe nel 2016”.

La necessità di bonifica dall’amianto nelle scuole

In allegato, trovare anche la missiva inviata al Comando Generale della Guardia di Finanza, “affinché trasmettano la documentazione comprovante la mia ultradecennale esposizione all’amianto per il riconoscimento dei benefici di cui all’art. 13, comma 7 della L. 257/92” prosegue Dal Cin, che aggiunge “Significativa la risposta dell’Amministrazione dello Stato proprio nel giorno della ricorrenza delle vittime dell’amianto, atteso e considerato che in passato i militari hanno incontrato difficoltà a farsi certificare l’avvenuta esposizione al micidiale cancerogeno.

Saluto cordialmente l’avv. Bonanni che mi legge per doverosa conoscenza.

Rappresento che nessuna associazione ha evidenziato l’importanza di sfruttare la chiusura delle scuole per attuare le bonifiche, atteso e considerato che sono stati stanziati  385 milioni di euro destinati ad interventi di bonifica che le regioni dovranno realizzare entro il 2025 negli edifici pubblici, attraverso il piano operativo ambiente approvato dal Cipe nel 2016.

Ritengo importante ribadirlo fortemente”.

Grazie

Attendo un Vostro riscontro.

Un caro saluto

Antonio Dal Cin

Il commento dell’avvocato Ezio Bonanni sulla pandemia

L’avv. Ezio Bonanni, presidente ONA ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Gli ultimi accadimenti che stiamo vivendo a causa della pandemia da COVID-19, hanno distolto l’attenzione da quella che è un’altra piaga dell’umanità, ovvero la strage di amianto. Ma l’emergenza coronavirus non ha rappresentato e non rappresenterà un ostacolo all’operato dell’ONA accanto alle vittime amianto e di altri cancerogeni. Dobbiamo continuare a lottare contro la fibra killer nonostante il nostro Paese stia attraversando un momento storico così difficile. 

In virtù della giornata in memoria delle vittime amianto rivolgo un pensiero di vicinanza a tutti coloro deceduti per le patologie asbesto correlate, ai loro familiari e a tutti coloro che vivono in condizioni di salute destabilizzanti a causa di questo killer silenzioso.”

Sport e vita, sport di mezzo (Il cuore in gola)

Giovanni Boccaccio - sport e vita

Sport e vita: Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini

editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Adesso, che sono abbastanza avanti, mi sento di dirvi che se lo sport è vita, la vita può e deve essere sport. E vengo al dunque, perché, se tra gli argomenti in discussione per via dell’emergenza da COVID 19, c’è quello del fermo definitivo o meno di Campionati e Coppe del calcio per il 2019-2020, del rinvio del Giro d’Italia e delle Olimpiadi, piuttosto che la riapertura delle strutture in sofferenza gestionale, quindi di un importante aggregato nell’economia più complessiva, che coinvolge posti di lavoro ed oggi in pesante crisi, dall’altra parte, a fronte della pandemia incombente, si va consolidando il dato oggettivo dello sport come sano stile di vita, a prescindere.

Ecco, che se il concetto per cui non tutti i mali vengono per nuocere ha un senso, in questo caso, la forzata pausa di riflessione sta facendo emergere quel che per troppo tempo è stato cocciutamente rimosso dalla priorità di un’azione di Governo, dalla comunicazione dei media istituzionali e commerciali, dalle attenzioni economiche degli operatori di marketing, quindi da sponsor privati e finanche da organismi con finalità pubbliche e prossimità territoriale.

Mi sento di affermare questo, perché adesso che le tribune sono inibite e lo spettacolo è fermo, emerge d’incanto, dall’opalescenza, la realtà impattante, dirompente dell’immane folla dei praticanti per diletto, degli emancipati utenti dell’attività motoria, che da sempre si autoassolve da problematiche organizzative ed economiche, senza minimamente incidere su bilanci pubblici e federali, anzi costituisce quella platea ideale e sostanziale del mercato, di cui concretamente si avvalgono le aziende produttrici del settore e non solo.

Sport e vita: fenomeno spontaneo dell’uomo

Le attività dei protagonisti di quello che io amo definire un fenomeno socioculturale spontaneo ed indipendente, lo sport di mezzo, non dipendono da nessuno, se non dalle persone che in progressione geometrica hanno scoperto e vanno scoprendo la grande bellezza dello sport per spontanea scelta, libero da vincoli ed orpelli.

Quella miriade di umani diversamente conciati ed assettati, che è stata ricacciata a fatica nelle case un mese fa e che tornerà inesorabilmente a produrre uno tsunami gioioso e rassicurante di presenze ovunque, dalle strade, ai parchi, alle spiagge, sulle montagne, dai borghi alle metropoli, deve e dovrà essere il destinatario della massima attenzione da parte di chi ha ruolo, perché, nella sua naturale libertà, il diporto raccomandato da Giovanni Boccaccio e il principio “Mens sana in corpore sano”, affermato da Decimo Giunio Giovenale, vadano sempre più d’accordo, nella logica di una giusta tutela e della promozione dello sport, come cultura della prevenzione salute.

Sport e vita: tornino pure giochi, campionati e tornei

Per cui, tornino pure in scena Giochi, Campionati e Tornei miliardari a tempo debito, pagando purtroppo il dazio che a tutti impone il COVID 19, ma che si capisca, una volta per tutte, che le discipline e l’organizzazione dello sport, il supporto della comunicazione mediatica devono prendere atto di un inesorabile epocale ed irreversibile cambiamento in corso. Il distanziamento sociale imposto dalla consapevolezza dei rischi da contatto spingerà sempre più a scegliere di stare in campo aperto, piuttosto che in tribuna, ad essere protagonisti, piuttosto che spettatori passivi delle altrui gesta.

Che cosa ci volete fare, del resto questo era scritto, era la conquista auspicata, la meta agognata per i disagiati e dalla stessa classe operaia, quando a metà Ottocento con Don Gnocchi e Don Bosco prima, il Congresso Operaio di Asti e le Società Operaie a Vigevano si erano create le premesse per quel che si sarebbe generato all’alba del Novecento, in parallelo con il movimento olimpico, immaginando le attività sportive, en plein air e nel tempo di non lavoro, come vere e proprie opportunità emancipatorie, con l’ Audax, la UOEI di Leonida Bissolati, l’Umanitaria e quindi con la nascita del Movimento internazionale dello sport del lavoro (attuale CSIT) a Gand, nel 1913.

La stampa sportiva, dal Ciclista e la Tripletta, poi Gazzetta dello Sport, a TuttoSport, al Guerin Sportivo era orientata sull’intero arco delle attività ludiche ed agonistiche con prevalente matrice popolare e gli stessi mitici protagonisti, da Airoldi a Pietri, erano espressione del mondo operaio e non di una ristretta élite. Infine, per capirci, proviamo ad immaginare il nostro percorso di vita come una meravigliosa corsa, unica e irripetibile, un divenire disseminato di ostacoli, quelli che abbiamo superato e quelli che saremo costretti a saltare, prima di giungere al traguardo, comunque vittoriosi.

Il cuore in gola, una poesia per l’ONA

Corri corri caro mio
Dove tu sei sono anch’io
Io son la tua memoria
Quel che ricordi è la tua storia
Io ti seguo sempre sai
Anche se un bel di non mi vorrai
Ero bella ed anche breve
Ero lieve come a un putto si conviene
Sarò lunga al punto tale
Che a ricordarmi starai male
Pensa ad or che sono quella
Che accompagna te e tua sorella
Quella stessa di un dì con tua madre
Quand’eri per mano con tuo padre
Quant’era bella giovinezza
Tanto quanto ormai l’umor di tua tristezza
Batteva il tempo piano piano
Misuravi il falcar al traguardo lontano
Or giù vai ben veloce
Il fiume è grande sei alla foce
Sei a favor di corrente
Se ti opponi serve a niente
Dar di lena a niente serve
Il destin tuo ti rende inerme
Schiena curva e pur dritta
Trai forza dalla sconfitta
Rema forte pensa alla gloria
Sinché regge la tua memoria
Per il resto fai la spola
Senti il cuore nella gola!

Tutela legale per le vittime amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per ricevere assistenza, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

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L’ONA Cosenza chiede a Santelli uno sportello amianto

ONA Cosenza Santelli
ONA Cosenza Santelli

Il ruolo chiave dello sportello online

L’emergenza amianto è una piaga che colpisce tutta l’Italia, con maggiore attenzione purtroppo in alcune regioni. Anche la Calabria è tra le regioni maggiormente a rischio proprio a causa della massiccia presenza di siti contaminati.

L’ONA attraverso il suo comitato territoriale, l’ONA Cosenza, è da anni in prima linea per la lotta contro l’asbesto, promuovendo sempre interessanti e nuove iniziative. Il 27 aprile l’Ing. Giuseppe Infusini, coordinatore provinciale ONA, ha sollecitato l’intervento delle istituzioni attraverso una comunicazione diretta a tutti i sindaci calabresi.

La comunicazione presenta la possibilità di accedere allo sportello online dell’ONA, uno strumento necessario a cui vi può accedere qualsiasi cittadino. Lo sportello funziona da supporto per gli uffici tecnici e per tutti coloro che hanno bisogno di informazioni sulla mappatura amianto e l’uscita dei bandi di bonifica.

La necessità dello sportello regionale

L’ONA Cosenza però non si ferma al primo step. L’istituzione dello sportello online è solo il primo obiettivo di quello che è un grande progetto già avviato. L’ing. Infusini infatti si rivolge a gran voce al Presidente della Regione, Iole Santelli, per chiedere che al più presto venga istituito un vero e proprio sportello regionale.

Visto anche l’incremento della patologie asbesto correlate su tutto il territorio calabrese, l’istituzione di uno sportello regionale non è una semplice richiesta, è una vera necessità. Nella lettera a Santelli infusini ha sottolineato di dover avviare l’iniziativa quanto prima, ricordando che non si è ancora adempiuto agli obblighi imposti dalla legge regionale 14/2011.  

L’associazione ONLUS da tempo si batte per alcuni punti fondamentali tra cui il censimento dei siti pericolosi per la salutefinanziamenti per le bonifiche e tra gli obiettivi principali, la creazione di un tavolo di consultazione con le associazioni di categoria.

L’Ing. Infusini inoltre sottolinea la sua disponibilità per far parte del Dipartimento Ambiente e Territorio delal Regione, in qualità di esperto delle problematiche ambientali connesse alla presenza di amianto nei luoghi di vita e di lavoro.

L’impegno dell’ONA accanto alle vittime amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto offre servizi di assistenza medica e legale gratuita a tutte le vittime amianto e ai loro familiari. Chiedere assistenza non è mai stato così facile, basta scrivere al formulario nella pagina oppure chiamare il numero verde gratuito.

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