Il terremoto solitario

Terremoto Roma

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Il 24 aprile del 1901, appena centodiciannove anni fa e venti chilometri di distanza, un solo mirato earthquake come quello di questa mattina a Fonte Nuova, alla periferia di Roma, fulminò la vita di Stazzano, fondato in epoca costantiniana, riducendolo ad un cumulo di meravigliose rovine. Quell’evento dell’ottavo grado fu il più forte secondo la Scala Mercalli in tutta l’area tra i monti Lucretili, Tiburtini, l’Aniene ed il Tevere, area comunque interessata dai soprassalti del vecchio ma non domo Vulcano Laziale.

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Le effervescenze termali di Cretone e le Acque Albule, i quarantacinque chilometri quadrati di giacimenti del prezioso travertino di cui Roma eterna si adorna non sono altro che elementi connotativi di un territorio generoso e vivace, insofferente persino al terribile COVID 19 e ai tagliagole di Al Shabaab, convitati di pietra all’aeroporto di Ciampino per la prodiga restituzione di Silvia Romano. Così Gaia ci ha ricordato che la padrona di casa è lei e che noi con tanto di guai d’ogni genere, siamo soltanto sgradevoli ospiti. E il terremoto solitario? Lui tornerà a farsi sentire, come in passato, a sorpresa e col botto.

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