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Giovanni Samannà, Cavaliere della Repubblica: riconoscimento al militare ferito in Libano

Riconoscimento a Samannà
Riconoscimento a Samannà

Giovanni Samannà, nato a Trapani il 19 ottobre 1963, è stato insignito il 2 giugno 2026 del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”. Onorificenza conferita con decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella del 27 dicembre 2025. Un riconoscimento che rappresenta una storia di servizio, sacrificio e coraggio.

La missione in Libano e il grave ferimento

Samannà si arruolò nel Corpo Equipaggi Militari Marittimi il 4 agosto 1982, quando aveva appena 19 anni. Dopo il periodo di addestramento entrò a far parte del prestigioso Battaglione San Marco, reparto anfibio della Marina Militare italiana.

Nel 1983 fu impiegato in Libano nell’ambito della missione di pace “Italcon 2”, organizzata sotto l’egida delle Nazioni Unite.

Durante un pattugliamento nei pressi del campo di Chatila, il 5 febbraio 1983, il reparto fu coinvolto nell’esplosione di un ordigno. Samannà riportò gravissime ferite. In particolare a una gamba, lesioni che resero necessaria l‘amputazione dell‘arto inferiore sinistro.

Trasportato d’urgenza all’ospedale RIZK di Beirut, rimase ricoverato in condizioni critiche prima di essere dichiarato fuori pericolo.

Le decorazioni ricevute in Libano

Prima del rientro in Italia, il militare ricevette due importanti riconoscimenti dalle autorità libanesi: la “Croce al Merito di Guerra” e la “Medaglia dei Feriti“, conferite dal Ministero della Difesa del Libano per il coraggio dimostrato durante la missione internazionale di pace.

Anche l’allora ministro della Difesa italiano, Lelio Lagorio, si recò personalmente a Beirut per fargli visita durante il ricovero. Sottolineando il valore del sacrificio sostenuto dal giovane militare italiano.

Il riconoscimento della Repubblica

A distanza di oltre quarant’anni dai fatti, la Repubblica Italiana ha deciso di rendere omaggio al suo percorso umano e militare con il conferimento dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Il riconoscimento valorizza il servizio prestato, il coraggio dimostrato durante la missione in Libano e la dignità con cui Samannà ha affrontato le conseguenze permanenti delle ferite riportate.

Assistito dall’Osservatorio Nazionale Amianto

Giovanni Samannài è difeso dallOsservatorio Nazionale Amianto (ONA) e dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’associazione, nell’ambito delle iniziative di tutela dei diritti.

«Il sacrificio di Giovanni Samannà rappresenta quello di tanti militari che hanno servito il Paese in missioni internazionali, pagando un prezzo altissimo. È doveroso garantire piena tutela di tutti i diritti previsti dall’ordinamento», dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Bonanni sottolinea inoltre l’importanza di mantenere alta l’attenzione sulle tutele riservate al personale delle Forze Armate  affinché il riconoscimento istituzionale sia accompagnato dalla piena tutela giuridica e previdenziale prevista dalla legge.

La Spezia: via l’amianto da 19 edifici comunali: 205mila euro per bonifica

amianto foro generico (immagine free ai esclusivamente decorativa)
amianto foro generico (immagine free ai esclusivamente decorativa)

La giunta comunale della Spezia ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per la rimozione di materiali contenenti amianto presenti in 19 immobili di proprietà dell’ente. L’intervento prevede un investimento complessivo di 205 mila euro, interamente finanziato con fondi comunali che saranno inseriti nel Piano degli investimenti attraverso la prossima variazione di bilancio.

L’obiettivo dell’amministrazione è procedere con la bonifica dei manufatti censiti, nel rispetto della normativa vigente e delle procedure previste per la sicurezza.

Gli edifici interessati dalla rimozione dell’amianto

Il piano coinvolge numerose strutture distribuite sul territorio comunale. Tra queste figurano scuole dell’infanzia, primarie e secondarie, asili nido, edifici pubblici e immobili di interesse storico, come l’ex Centro Salvador Allende, il Teatro Civico e Palazzo Civico. È inoltre previsto un intervento su una porzione della facciata esterna di un condominio privato situato in via Giovanni Bosco.

I materiali contenenti asbesto sono costituiti principalmente da tubazioni, coperture, tettoie e serbatoi collocati in sottotetti, facciate, locali interni e seminterrati.

Materiali già censiti e monitorati

Secondo quanto previsto dal progetto approvato, tutti i manufatti contenenti amianto sono già stati censiti e segnalati agli enti competenti, tra cui Asl 5 e Regione Liguria.

Il monitoraggio periodico effettuato negli ultimi anni ha consentito di verificarne lo stato di conservazione.

Come saranno utilizzati i 205 mila euro

Lo stanziamento complessivo ammonta a 205.000 euro. Di questa cifra, circa 150 mila euro saranno destinati ai lavori previsti dall’appalto, comprensivi sia delle opere soggette a ribasso sia degli oneri per la sicurezza, che restano esclusi dal ribasso.

La parte restante, superiore ai 55 mila euro, coprirà le somme a disposizione dell’amministrazione, tra cui IVA, coordinamento della sicurezza in fase esecutiva, incentivi per le funzioni tecniche, eventuali imprevisti e adeguamenti dei prezzi previsti dalla normativa sui contratti pubblici.

Un intervento programmato per la sicurezza degli edifici dall’amianto

L’approvazione del progetto rappresenta un passaggio preliminare verso l’avvio delle operazioni di bonifica. Gli interventi interesseranno edifici pubblici frequentati quotidianamente da cittadini, studenti e personale, con l’obiettivo di eliminare progressivamente i materiali contenenti amianto presenti negli immobili comunali, secondo le modalità e i tempi stabiliti dalle procedure amministrative.

Fonte: Cittàdellaspezia

Amianto e Arma Carabinieri: riconosciuto vittima del dovere maresciallo morto per mesotelioma

Avv. Ezio Bonanni, amianto risarcimento
ONA, Presidente Avv. Ezio Bonanni

Dopo 13 anni di battaglie legali arriva la sentenza definitiva: il Tribunale di Pesaro riconosce il nesso tra esposizione all’amianto e malattia professionale.

Un’importante decisione della magistratura segna un nuovo passo nella tutela delle vittime dell’amianto. Il Tribunale di Pesaro ha riconosciuto come “vittima del dovere” un Maresciallo dell‘Arma dei Carabinieri deceduto a soli 56 anni per mesotelioma pleurico, accertando che la patologia è stata provocata dall’esposizione alle fibre di amianto durante gli anni di servizio.

La sentenza conclude una lunga vicenda giudiziaria e dispone il riconoscimento dei benefici previsti dalla normativa a favore degli eredi, per un valore complessivo, secondo una stima dell‘Avv. Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto superiore ai 500 mila euro.

Mesotelioma causato dall’amianto durante il servizio

Il sottufficiale ha prestato servizio nell’Arma dei Carabinieri fino al 2002, svolgendo numerose attività operative nel corso della propria carriera.

Tra gli episodi più significativi figura l’intervento successivo alla strage di via dei Georgofili, a Firenze, del 27 maggio 1993. In quelle ore drammatiche partecipò alle operazioni di soccorso tra le macerie, in un contesto nel quale risultavano presenti anche materiali contenenti amianto dispersi dall’esplosione.

Secondo quanto accertato nel procedimento, quella non sarebbe stata l’unica occasione di esposizione. La consulenza tecnica disposta dal Tribunale ha infatti ricostruito un’esposizione protratta nel tempo anche all’interno delle caserme, durante le esercitazioni e attraverso l’utilizzo di materiali contenenti amianto impiegati, all’epoca, nelle operazioni di manutenzione delle armi.

Gli accertamenti medico-legali hanno quindi riconosciuto il nesso causale tra l’esposizione professionale e l’insorgenza del mesotelioma che ha provocato il decesso del militare.

Il riconoscimento di vittima del dovere

Dopo la morte del Maresciallo, la moglie e i figli hanno avviato un lungo percorso giudiziario per ottenere il riconoscimento dei diritti previsti dalla legge.

Con la decisione definitiva, il Tribunale ha dichiarato il militare “vittima del dovere”, riconoscendo un’invalidità pari al 100% derivante dalla patologia contratta durante il servizio.

La pronuncia ha inoltre condannato il Ministero dell’Interno a corrispondere agli eredi le prestazioni economiche previste dalla normativa, tra cui:

  • la speciale elargizione prevista per le vittime del dovere;
  •  gli assegni vitalizi spettanti agli aventi diritto;
  •  gli arretrati maturati negli anni.

Ezio Bonanni: una sentenza che tutela chi ha servito lo Stato

Ad assistere la famiglia è stato l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), da anni impegnato nella tutela delle vittime dell’esposizione all’amianto appartenenti alle Forze Armate e alle Forze di Polizia.

Secondo Bonanni, “la decisione del Tribunale rappresenta un importante riconoscimento non solo per la famiglia del Maresciallo, ma anche per tutti i militari e gli appartenenti alle Forze dell’Ordine che hanno contratto gravi patologie dopo essere stati esposti all’amianto durante il servizio.”

L’avvocato sottolinea come “la sentenza riaffermi il principio secondo cui lo Stato deve garantire piena tutela a coloro che hanno sacrificato la propria salute nell’adempimento del dovere istituzionale.”

E continua: “Il mesotelioma pleurico è una delle malattie maggiormente associate all’inalazione delle fibre di amianto e può manifestarsi anche molti anni dopo l’esposizione, rendendo particolarmente complesso il percorso di riconoscimento dei diritti delle vittime e dei loro familiari.”

L’impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a fornire assistenza alle vittime dell’esposizione professionale all’amianto, offrendo consulenza legale e medico-legale per il riconoscimento delle malattie asbesto-correlate e dei benefici previsti dalla legge.

L’associazione mette inoltre a disposizione un servizio gratuito di orientamento per lavoratori, militari e familiari che intendono verificare la propria posizione e ottenere tutela.

Kosovo, Uranio Impoverito: ex ufficiale Aeronautica riconosciuto vittima del dovere

Avv. Ezio Bonanni, foto Rita Chessa
Avv. Ezio Bonanni, foto Rita Chessa

Il Tribunale di Velletri ha riconosciuto in via definitiva lo status di vittima del dovere a Nunzio Santucci, ex tenente colonnello dell’Aeronautica Militare originario di Albano Laziale esposto a nanoparticelle di metalli pesanti, amianto ed uranio impoverito.

La sentenza, divenuta definitiva il 15 luglio, ha accertato il collegamento tra il carcinoma gastrico che ha colpito l’ex ufficiale e le particolari condizioni ambientali e operative affrontate durante le missioni internazionali svolte in Kosovo nell’ambito dell’operazione Joint Guardian.

Oltre trent’anni di servizio nell’Aeronautica Militare

Nel corso della sua carriera, Nunzio Santucci ha prestato servizio per oltre trent’anni nell’Aeronautica Militare, ricoprendo incarichi operativi e di comando.

Tra gli incarichi svolti figura quello di comandante di compagnia presso il Ministero della Difesa a Roma. Successivamente ha assunto il comando del Gruppo Difesa dell’aeroporto di Djakovica, in Kosovo, con il compito di garantire la sicurezza del contingente italiano impegnato nella missione internazionale.

Il Tribunale: la malattia è collegata alle missioni nei Balcani

Secondo quanto stabilito nella sentenza, il carcinoma gastrico è riconducibile alle particolari condizioni ambientali incontrate durante il servizio nei Balcani.

Il provvedimento richiama la presenza, nelle aree operative, di contaminazione da amianto, nanoparticelle di metalli pesanti e residui di munizionamento contenente uranio impoverito.

La diagnosi e gli interventi chirurgici

Nel 2013 all’ex ufficiale è stato diagnosticato il tumore.

La malattia ha reso necessario un primo intervento di gastrectomia subtotale, con l’asportazione di una parte dello stomaco. Negli anni successivi Santucci ha affrontato altri due interventi chirurgici per trattare le complicanze legate alla patologia.

Attualmente convive con gli esiti della malattia e continua a sottoporsi ai controlli previsti dal percorso di cura.

Le condizioni operative ricostruite nel processo

Tra gli elementi valutati dal Tribunale vi sono anche le testimonianze raccolte durante il procedimento.

Secondo quanto emerso, il personale militare operava in un aeroporto ancora segnato dai bombardamenti del 1999, con la presenza di mezzi distrutti, residuati bellici, polveri e terreni interessati dalle esplosioni.

La consulenza tecnica d’ufficio ha definito quel contesto “particolarmente provante ed eccezionale rispetto alle ordinarie condizioni di servizio”, evidenziando inoltre che il territorio risultava diffusamente contaminato da nanoparticelle generate dalle esplosioni di materiale bellico contenente uranio impoverito.

Riconosciuto lo status di vittima del dovere – amianto, metalli pesanti e uranio impoverito

La sentenza ha riconosciuto a Nunzio Santucci lo status di vittima del dovere e un’invalidità permanente complessiva pari al 65%.

Il provvedimento prevede il diritto alla speciale elargizione, agli arretrati maturati, agli assegni vitalizi e all’inserimento nella graduatoria nazionale delle vittime del dovere.

Secondo quanto riportato nella decisione, il valore economico complessivo dei benefici riconosciuti potrebbe essere pari a circa 300 mila euro.

Il principio affermato dalla sentenza

La decisione ribadisce che, nei casi riguardanti patologie tumorali insorte in militari impiegati in aree caratterizzate da particolari condizioni ambientali e operative, è necessario accertare l’effettivo svolgimento del servizio in tali contesti e la successiva insorgenza della malattia.

Una volta dimostrati questi elementi, la sentenza richiama il principio della presunzione del collegamento tra esposizione e patologia, salvo prova contraria da parte dell’amministrazione.

Il commento dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale dell’ex ufficiale, ha commentato così la decisione del Tribunale:

“Dietro questa sentenza non c’è soltanto un importante principio giuridico. C’è la storia di un ufficiale che ha dedicato oltre trent’anni della propria vita allo Stato e che oggi porta sul proprio corpo le conseguenze di quelle missioni. Il tribunale ha riconosciuto una verità che per troppo tempo è rimasta senza risposta: Nunzio Santucci si è ammalato servendo il proprio Paese. Questa decisione restituisce dignità a lui e rappresenta un precedente importante per tutti i militari che hanno operato nei Balcani e attendono ancora giustizia”.

Lodi, censimento amianto con droni: mappate coperture in fibrocemento

Amianto a Lodi il monitoraggio con droni (Foto free di This_is_Engineering da Pixabay)
Amianto a Lodi il monitoraggio con droni (Foto free di This_is_Engineering da Pixabay)

Il Comune di Lodi ha avviato un progetto di monitoraggio ambientale che prevede l’impiego di droni per individuare le coperture in fibrocemento potenzialmente contenenti amianto ancora presenti sul territorio comunale.

Le attività sono iniziate il 14 luglio e hanno l’obiettivo di aggiornare la mappatura dei manufatti, fornendo agli uffici competenti dati utili per pianificare controlli e futuri interventi di bonifica.

Droni e tecnologie digitali per monitorare il territorio

L’iniziativa si basa sull’utilizzo di droni equipaggiati con sistemi di rilevamento in grado di sorvolare il territorio comunale e acquisire informazioni sulle coperture degli edifici.

I dati raccolti saranno inseriti in una piattaforma digitale dedicata, che consentirà di realizzare una banca dati aggiornata e consultabile dagli uffici comunali.

La mappatura permetterà non solo di individuare la presenza di coperture in fibrocemento, ma anche di evidenziare le situazioni che potrebbero richiedere ulteriori verifiche tecniche in base allo stato di conservazione dei materiali.

Una mappa per programmare le bonifiche

Le informazioni ottenute attraverso il monitoraggio serviranno a definire le priorità degli interventi e a pianificare in modo più efficace le future attività di controllo e bonifica.

L’utilizzo dei droni consente inoltre di effettuare rilievi senza accedere direttamente ai tetti degli edifici, riducendo i tempi delle operazioni e limitando i rischi per il personale incaricato.

Perché è importante monitorare l’amianto

“L’amianto è stato ampiamente utilizzato nell’edilizia fino agli anni Novanta grazie alle sue proprietà isolanti e alla resistenza al calore. Con il deterioramento dei manufatti, però, il materiale può rilasciare fibre microscopiche che, se inalate, rappresentano un rischio per la salute. L’esposizione prolungata alle fibre di amianto è associata a diverse patologie, tra cui asbestosi, tumore del polmone e mesotelioma. Per questo motivo il monitoraggio delle coperture esistenti rappresenta uno strumento importante di prevenzione e tutela della salute pubblica.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto commentando la notizia.

Un supporto alle politiche ambientali del Comune

Il censimento rientra nelle attività promosse dall’amministrazione comunale per rafforzare il monitoraggio ambientale e migliorare la gestione del territorio.

L’impiego dei droni dimostra come le nuove tecnologie possano supportare gli enti locali nelle attività di controllo ambientale.

L’integrazione tra rilievi aerei e strumenti digitali permetterà di disporre di un quadro più aggiornato della presenza di amianto sul territorio comunale, facilitando la programmazione degli interventi e migliorando l’efficacia delle attività di prevenzione.

Fonte: Drone Blog News