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FAIR PLAY FOR LIFE 2026, Ezio Bonanni: «L’etica è fondamentale per la società civile»

Ruggero Alcanterini e Ezio Bonanni
Ruggero Alcanterini e Ezio Bonanni

Al Foro Italico la manifestazione del CNIFP ha riunito sport, salute, cultura e inclusione. Il vicepresidente Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha richiamato l’importanza dell’etica e della tutela dei diritti delle vittime di esposizione a sostanze cancerogene. Consegnati nove riconoscimenti al merito etico.

Sport, salute, cultura e responsabilità sociale sono stati al centro di FAIR PLAY FOR LIFE 2026. Ossa la manifestazione promossa dal Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP), che si è svolta lunedì 19 ottobre al Palazzo H del Foro Italico, a Roma.

Tra i protagonisti dell’incontro l’avvocato Ezio Bonanni, da oltre 25 anni impegnato nella tutela dei diritti delle vittime dell’amianto, dell’uranio impoverito e di altri agenti cancerogeni. Nel corso della conferenza, Bonanni ha sottolineato il valore dell’etica e del Fair Play nella vita civile. Il collegamento a questi principi alla responsabilità verso le persone e alla difesa dei loro diritti.

La manifestazione ha rappresentato un’occasione di confronto tra istituzioni sportive, mondo culturale, professionisti dello spettacolo dal vivo e realtà impegnate nell’inclusione. Tra le presenze istituzionali, il presidente del CONI Luciano Buonfiglio e Juri Morico, presidente di OPES e membro della Giunta CONI.

L’intervento dell’Avvocato Ezio Bonanni, l’importanza del Fair Play

Vedi l’intervento dell’Avv. Ezio Bonanni

Fair Play, salute e responsabilità sociale

“Il significato del Fair Play supera i confini della competizione sportiva, estendendosi ai comportamenti quotidiani, al rispetto reciproco e alla partecipazione alla vita collettiva. In questo quadro, l’Osservatorio Nazionale Amianto si riconosce nei valori Fair Play basati su etica, in quanto da sempre impegnata nella tutela della salute e protezione delle persone esposte a rischi ambientali e professionali.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati anche il Fair Play della salute, orientato alla prevenzione e alla responsabilità collettiva. E il Fair Play dei territori, dedicato al rapporto tra comunità, partecipazione e sviluppo sociale.

Il presidente del CNIFP Ruggero Alcanterini ha coordinato il confronto sulle iniziative del Comitato e sulle possibili collaborazioni tra sport, cultura e società civile. Tra i temi affrontati anche il centenario dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia (UNUCI), in vista dell’appuntamento previsto per il 25 novembre, con il coinvolgimento del segretario generale, generale di brigata Giuseppe Casertano.

Festival of Inclusion e sport paralimpico

Una parte dell’iniziativa è stata dedicata al III Festival of Inclusion, presentato da Alessandro Benardinelli e in programma dal 23 al 25 ottobre 2026 al Palatorrino di Roma. L’evento, gratuito, punta a valorizzare gli atleti con disabilità, promuovere lo sport paralimpico e coinvolgere le giovani generazioni.

Tra i protagonisti del progetto figura Andrea Alberto Pellegrini, campione paralimpico, schermidore e cestista, premiato per il proprio contributo. Daniele Laureti ha illustrato il progetto GESIS e il ruolo dell’impiantistica sportiva accessibile nel favorire la partecipazione.

Il confronto ha coinvolto anche il SIAC Europa, Sindacato Autonomo Europeo Spettacolo dal Vivo, con Gaetano e Bianca Montico, affrontando le opportunità di collaborazione tra circo, spettacolo dal vivo e sport. È stato inoltre richiamato il protocollo d’intesa sottoscritto con il presidente Alcanterini.

Tra le iniziative future sono stati presentati il World Fair Play Day del 19 maggio 2027 e il progetto Bellessere di Massimo Lucidi, dedicato al benessere personale, relazionale e sociale. Annunciato anche Arti in Danza – Premio Garbatella 2027, nel percorso di collaborazione tra arti performative, formazione e promozione dei valori etici.

L’inno ufficiale e il contributo delle arti

Nella Sala Giunta, il programma ha dato spazio alla musica e alle arti visive. Il soprano Lucia Rubedo, voce ufficiale del CNIFP, ha interpretato l’Inno ufficiale del Fair Play, composto da Pier Carlo Manfredi e Remo Manfredi. Il testo in inglese e la composizione, che richiama la tradizione del bel canto italiano aprendosi a un linguaggio contemporaneo, intendono favorire la diffusione internazionale di un messaggio di rispetto, lealtà, responsabilità e pace.

L’artista Eugenio Di Paolo ha presentato l’opera L’Inno, scelta come copertina del brano, e Centomani, dedicata ai temi della fratellanza e della condivisione. Nel programma culturale è stato incluso anche il libro Palla, storia universale di una sfera di Antonio Amara, che utilizza l’oggetto simbolo di numerose discipline sportive per riflettere sul rapporto tra regole, gioco e vita sociale. Le due opere sono state indicate per l’esposizione nella Sala dei Presidenti.

Nove riconoscimenti al merito etico

Fair Play for Life 2026

Uno dei momenti centrali di FAIR PLAY FOR LIFE 2026 è stato dedicato alla consegna dei riconoscimenti a nove personalità provenienti dal mondo dello sport, della medicina, della cultura e della società civile.

Premiati: Andrea Alberto Pellegrini, campione paralimpico, schermidore e cestista; Luciana Marcellini, la più giovane atleta partecipante ai Giochi olimpici di Roma del 1960; Michele Grillo, promotore del tifo sportivo etico; Salvatore Cristiani, medico e divulgatore del Fair Play della salute; Daniele Laureti, impegnato nella promozione dell’impiantistica sportiva e dello sport inclusivo; Cesare Gaudiano, per la diffusione dei valori del Fair Play nella società civile; Antonio Amara, ideatore di eventi dedicati al merito; Eugenio Di Paolo, artista impegnato nella rappresentazione dei valori etici attraverso le arti visive; e Lucia Rubedo, soprano e interprete dell’inno ufficiale.

I riconoscimenti hanno inteso valorizzare l’impegno personale e le condotte ispirate a rispetto, lealtà, dignità e inclusione, al di là dei risultati sportivi o professionali.

Nel programma era prevista anche la consegna simbolica della torcia madre originale dei Giochi olimpici del 1960, realizzata dall’archeologo Amedeo Maiuri e custodita dalla famiglia di Marcello Garroni, segretario generale dei XVII Giochi olimpici. La storica atleta Luciana Marcellini avrebbe dovuto consegnarla a Lucia Rubedo, che l’avrebbe poi trasmessa agli altri premiati. L’effettivo svolgimento della cerimonia e le relative modalità richiedono conferma sulla base della documentazione dell’evento.

Il percorso del CNIFP

FAIR PLAY FOR LIFE 2026 ha riunito esperienze diverse accomunate dalla promozione di una cultura della responsabilità. Dallo sport paralimpico alle arti performative, dalla prevenzione sanitaria alla valorizzazione dei territori, la manifestazione ha posto al centro il contributo delle persone e delle organizzazioni alla costruzione di comunità più inclusive.

Il percorso proseguirà con il Festival of Inclusion, in programma a Roma dal 23 al 25 ottobre. E con le successive iniziative dedicate alla salute, alla cultura e alla diffusione internazionale dei valori del Fair Play.

Roccagorga senz’acqua, il PSI promuove un confronto per trovare soluzioni concrete

Roccagorga, PSI
Roccagorga, PSI

Emergenza idrica a Roccagorga, il PSI accende i riflettori sul problema dell’acqua. Al centro del confronto, le possibili soluzioni, il ruolo delle istituzioni e la necessità di garantire un servizio essenziale ai cittadini. Tra i protagonisti dell’iniziativa Domenico Guidi, l’avvocato Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto, la sindaca Carla Amici, Lidano Ciaramella, insieme ad altri esponenti politici e istituzionali

Roccagorga senz’acqua: una questione che riguarda tutta la comunità

Quando l’acqua non arriva regolarmente nelle abitazioni,  le conseguenze coinvolgono famiglie, anziani, attività commerciali e interi quartieri. Durante l’assemblea non sono quindi mancati interventi accesi e critici da parte di alcune persone del pubblico che hanno raccontato difficoltosi disagi estivi.

“Occorre individuare le cause dei disservizi, verificare le condizioni della rete e definire interventi capaci di produrre risultati concreti.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.

In questo contesto si inserisce l’iniziativa promossa dal Partito Socialista Italiano (PSI), con l’obiettivo di richiamare l’attenzione pubblica sulla necessità di risolvere il problema idrico a Roccagorga.

L’attenzione sull’emergenza idrica

” L’accesso all’acqua potabile coinvolge tutti i colori politici, non solo il PSI. È  un tema di salute pubblica, dignità e qualità della vita.” Continua Bonanni.

La priorità è comprendere quali interventi siano necessari per ridurre le interruzioni e migliorare l’affidabilità del servizio. Allo stesso tempo, è importante chiarire tempi, competenze e responsabilità operative degli enti coinvolti.

Un confronto aperto può contribuire a mettere a fuoco le criticità e a individuare proposte realistiche. Tuttavia, saranno soprattutto gli interventi realizzati e i risultati raggiunti a fare la differenza per la popolazione.

ROCCAGORGA, ASSEMBLEA
ROCCAGORGA, ASSEMBLEA

Domenico Guidi e gli altri esponenti al centro del confronto

Tra le presenze indicate per l’iniziativa figura Domenico Guidi, esponente del PSI, insieme ad altri rappresentanti politici, tra cui Lidano Ciaramella.

Il confronto politico può rappresentare un punto di partenza, a condizione che alle proposte seguano impegni chiari e verificabili. Guidi ha concentrato l’attenzione sulla questione del servizio dell’ente Acqualatina.

Servono informazioni verificabili, un quadro aggiornato delle criticità e un percorso di intervento comprensibile anche ai cittadini.

La sindaca Carla Amici e il ruolo dell’amministrazione comunale

Nel dibattito rientra anche il ruolo della sindaca di Roccagorga, Carla Amici, ha confermato le criticità riscontrate nella rete idrica.

La gestione del problema richiede una collaborazione capillare tra Comune, gestore del servizio e organismi competenti. È quindi fondamentale che ogni soggetto operi nell’ambito delle proprie attribuzioni, condividendo informazioni e aggiornamenti con la cittadinanza.

Il confronto ha offerto l’occasione per avviare la procedura di una ricognizione tecnica delle criticità con la possibilità di effettuare un esposto alla procura, accessi agli atti, aspetti da verificare come le condizioni delle condotte e il funzionamento dei sistemi di distribuzione.

Acqua a Roccagorga, servono risposte e tempi certi

Oltre ai controlli mirati sulla rete idrica, per individuare eventuali perdite e guasti e
gli ordinari interventi di manutenzione, l’attenzione è stata posta sulle reiterate
comunicazioni di blocco del servizio. Quanto disagio può provare una famiglia, magari con anziani aventi disabilità se l’acqua manca per più di 10 giorni nella zona alta di Roccagorga?

Occorrono quindi misure di emergenza adeguate, per sostenere le famiglie e le attività maggiormente penalizzate dalle interruzioni.

A Roccagorga, adesso, la priorità è trasformare l’attenzione politica in un percorso concreto. Perché l’acqua è un servizio essenziale e i cittadini hanno bisogno di risposte, interventi efficaci e prospettive “che non facciano acqua da tutte le parti”.

Videointerviste a margine

Amianto e Marina Militare: risarcimento di oltre 138 mila euro a figlio di ex militare

Amianto, Avv. Ezio Bonanni
Amianto, Avv. Ezio Bonanni

Mesotelioma pleurico, malattia amianto correlata e servizio militare: il Tribunale di Lecce riconosce il diritto al risarcimento per la perdita del padre. La vicenda riguarda l’esposizione  durante il servizio su una nave della Marina Militare con base a Taranto.

“L’esposizione professionale all’amianto può avere conseguenze sulla salute anche molti anni dopo la fine dell’attività lavorativa.” Afferma l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto commentanto la vicenda giudiziaria per la quale è il legale, che riguarda un ex militare della Marina, deceduto nel 2016.

Dettagli della sentenza definitiva

Secondo ONA, il Tribunale di Lecce avrebbe condannato il Ministero della Difesa a versare 138.801 euro, oltre agli interessi, al figlio dell’uomo. La decisione, secondo quanto riferito dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), è passata in giudicato.

Amianto a bordo delle navi militari: la storia dell’ex marinaio

L’uomo aveva prestato servizio nella base militare di Taranto ed era stato imbarcato sulla nave.

Durante la carriera aveva svolto mansioni di fuochista e motorista navale. Si trattava di attività effettuate in ambienti nei quali sarebbero stati presenti materiali contenenti amianto.

Risarcimento per mesotelioma: perché è stata riconosciuta la responsabilità della Difesa

La tutela dei lavoratori esposti a sostanze pericolose richiede misure preventive adeguate e informazioni sui rischi connessi alle mansioni svolte.

Questi aspetti assumono particolare importanza nelle attività svolte in ambienti tecnici, come quelli presenti sulle navi militari.

Il risarcimento riconosciuto in questo procedimento riguarda il danno subito dal figlio per la perdita del padre. Non si tratta, quindi, di un importo attribuito direttamente al militare deceduto, ma di un ristoro riconosciuto al familiare.

 I diritti dei familiari delle vittime dell’amianto

“La morte di una persona a causa di una patologia correlata all’esposizione professionale può avere conseguenze profonde anche sui familiari. Per questo motivo, le controversie in materia di amianto possono riguardare non soltanto i diritti della persona malata, ma anche le richieste risarcitorie dei congiunti.” Continua Bonanni.

Secondo le informazioni diffuse dall’ONA, restano inoltre aperti ulteriori procedimenti promossi dalla famiglia per ottenere il riconoscimento dei diritti degli altri congiunti.

Ogni posizione deve essere valutata sulla base delle circostanze specifiche e degli elementi esaminati nei rispettivi procedimenti giudiziari.

Ezio Bonanni: «Anche i militari esposti all’amianto devono essere tutelati»

Bonanni sottolinea che il dibattito sull’amianto a Taranto si concentra spesso sulle attività industriali, mentre meriterebbe attenzione anche la situazione del personale della Marina Militare.

Secondo il legale, diversi militari avrebbero lavorato per anni in ambienti nei quali erano presenti materiali contenenti amianto, in condizioni che, a suo avviso, non garantivano una protezione adeguata dai rischi per la salute.

Il presidente dell’ONA chiede quindi un impegno solido per tutelare le persone colpite dalle patologie correlate all’amianto e i loro familiari.

Avvocati contro l’amianto nel mondo, una prima mappa

Amianto, avvocati nel mondo
Amianto, avvocati nel mondo

La lotta legale contro i danni causati dall’amianto è portata avanti a livello mondiale da importanti personaggi e studi legali specializzati nel risarcimento delle vittime.
Di seguito sono riportati alcuni tra più grandi e rinomati avvocati e studi legali contro l‘asbesto nel mondo, suddivisi ed ordinati per nazione.

L’elenco è per ovvi motivi soltanto una lista parziale e nasce da una ricerca web, ma restituisce una fotografia della proporzione e diffusione del problema amianto nel mondo.

Italia e Osservatorio Nazionale Amianto

L’Avv. Ezio Bonanni è considerato il pioniere e una figura centrale in Italia nella tutela delle vittime dell’amianto e dei tumori professionali. Ricopre la carica di Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). Da oltre 25 anni offre assistenza legale, medica e promuove campagne per la bonifica dei siti contaminati sul territorio nazionale. i suoi studi legali sono a Latina, Milano e Roma.

Francia: la parola amianto si traduce amiante

In Francia il sistema si appoggia fortemente sul FIVA (Fonds d’Indemnisation des Victimes de l’Amiante). Tra i vari studi legali il Cabinet Ledoux & Associés è stato Fondato dall’avvocato Michel Ledoux. Si tratta dello studio parigino più famoso nella storia della lotta all’amianto in Francia. Ha difeso migliaia di lavoratori e l’associazione Andeva (Associazione Nazionale delle Vittime dell’Amianto), cambiando radicalmente la giurisprudenza francese sulla responsabilità civile dei datori di lavoro.

Spagna: amianto è amianto

Il Colectivo Ronda è una cooperativa di avvocati con sede a Barcellona, punto di riferimento assoluto in Spagna. Ha guidato le storiche cause contro la multinazionale dell’amianto Uralita, ottenendo sentenze miliardarie per i lavoratori dello stabilimento di Cerdanyola e per i cittadini esposti all’amianto ambientale della zona.

Regno Unito : asbestos

R. James Hutcheon. Si tratta di uno studio legale altamente specializzato in Inghilterra che si occupa esclusivamente di supportare le famiglie colpite da mesotelioma dovuto a scarse condizioni di sicurezza sul lavoro.

Stati Uniti

Negli Stati Uniti il contenzioso sull’amianto ha dimensioni miliardarie. Tra questi vi è
Simmons Hanly Conroy (fondato da John Simmons). Parliamo di uno dei giganti mondiali del settore. Con oltre 60 avvocati e un team medico interno, ha ottenuto oltre 11 miliardi di dollari in risarcimenti per le vittime di mesotelioma in tutti i 50 stati americani.

Australia

L’Australia ha registrato storicamente uno dei più alti consumi pro capite di amianto al mondo. Tra i massimi legali impegnati nella difesa dei malati si distingue Tanya Segelov Riconosciuta come una delle principali avvocatesse australiane per le malattie da polveri. È famosa per aver assistito lo storico attivista Bernie Banton nelle sue storiche battaglie legali contro la multinazionale James Hardie.

Canada

Nonostante il Canada sia stato per quasi un secolo uno dei maggiori produttori ed esportatori mondiali di amianto crisotilo, ha progressivamente introdotto divieti rigidi e sviluppato studi dedicati.

Tra questi lo Miskin Law. Guidato dall’avvocato Murray Miskin, è lo studio legale canadese leader nella presentazione di richieste di risarcimento verso i fondi fiduciari statunitensi ed europei (Asbestos Trusts) per conto dei cittadini canadesi.

 Giappone: アスベスト (asubesuto)

Japan Asbestos Victims Legal Support Network. Più che un singolo studio, in Giappone opera una fitta rete di avvocati specializzati che lavorano in stretta cooperazione. Hanno guidato le storiche Sennan Asbestos Lawsuits (le cause sull’amianto di Sennan a Osaka), riuscendo a dimostrare davanti alla Corte Suprema la responsabilità dello Stato giapponese per non aver protetto i lavoratori tessili e manifatturieri fino al divieto totale del 2006.

 

Agrigento, sequestrata area con rifiuti pericolosi: verifiche su amianto

amianto abbandonato, immagine free esclusivamente decorativa di accompagnamento alla notizia
amianto abbandonato, immagine free esclusivamente decorativa di accompagnamento alla notizia AI

Un terreno alla periferia di Agrigento è finito sotto sequestro dopo un controllo della Polizia Locale con il supporto dei tecnici Arpa. Nell’area sarebbero stati rinvenuti materiali di diverso tipo, tra cui lastre danneggiate contenenti probabile amianto. Avviati gli accertamenti per valutare eventuali rischi ambientali.

Controlli ambientali alla periferia di Agrigento

Il terreno si trova in prossimità di alcune abitazioni e a poche centinaia di metri dal perimetro del Parco Archeologico.

L’operazione è stata condotta dalla Polizia Locale, con il supporto dei tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa).

Durante le verifiche sarebbe stata individuata una concentrazione di rifiuti abbandonati sul terreno. Di conseguenza, l’area è stata sottoposta a sequestro per consentire gli accertamenti previsti.

Secondo le informazioni disponibili, il proprietario del fondo è stato denunciato all’autorità giudiziaria per ipotesi di reato in materia ambientale. Saranno gli organi competenti a valutare le eventuali responsabilità sulla base degli elementi raccolti.

Rifiuti abbandonati e lastre di amianto danneggiate

Nel corso dell’ispezione sarebbero emersi diversi materiali, in parte nascosti dalla vegetazione. Tra quelli segnalati figurano lastre in probabile cemento-amianto danneggiate, contenitori, fusti e grandi quantità di plastica.

Gli operatori avrebbero inoltre individuato rifiuti ingombranti, tra cui vecchi elettrodomestici, mobili dismessi, legname e rottami metallici.

La presenza di materiali di questo tipo richiede particolare attenzione, soprattutto quando si tratta di manufatti che potrebbero contenere amianto.

Se danneggiato, infatti, il materiale può comportare rischi in determinate condizioni, in particolare quando si verifica il rilascio di fibre nell’ambiente. Per questo motivo, la sua gestione deve avvenire attraverso procedure specifiche e personale qualificato.

Analisi Arpa per verificare le condizioni del terreno

Dopo il ritrovamento, i tecnici dell’Arpa hanno avviato le attività di campionamento dei materiali e del suolo circostante.

I campioni saranno sottoposti ad analisi di laboratorio per verificare le caratteristiche dei rifiuti e individuare l’eventuale presenza di sostanze contaminanti.

Gli esiti degli accertamenti saranno fondamentali per comprendere la situazione ambientale dell’area. Inoltre, potranno contribuire a definire gli eventuali interventi necessari per la messa in sicurezza e il ripristino del terreno.