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Presunto amianto a Bastiglia (MO), ONA chiede accesso agli atti

copertura amianto eternit (foto free esclusivamente descrittiva)
copertura amianto eternit (foto free esclusivamente descrittiva)

Presunta presenza di cemento-amianto in un’area di via Albareto, a Bastiglia, nel Modenese. È questo il contenuto della segnalazione del Comitato di Carpi dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) da parte di alcuni cittadini.

L’associazione ha quindi presentato una richiesta di accesso agli atti e di informazioni in materia ambientale al Comune di Bastiglia a firma di Mirco Zanoli, chiedendo chiarimenti sulla situazione e sulla documentazione eventualmente disponibile

La richiesta, datata 30 agosto 2026, è stata indirizzata alla Direzione dell’Ufficio Ambiente del Comune di Bastiglia. Per conoscenza, il documento è stato trasmesso anche al responsabile dell’Ufficio Igiene Pubblica dell’Ausl di Modena e ad ArpaE, Direzione del distretto di Modena.

Segnalazione dei cittadini sulla possibile presenza di amianto

L’associazione cita alcune lastre di ondulina che risulterebbero assenti, divelte o fratturate.

Si tratta, al momento, di elementi oggetto di segnalazione e da verificare attraverso gli accertamenti e la documentazione degli enti competenti. La richiesta dell’ONA è infatti finalizzata proprio a conoscere la situazione amministrativa e ambientale dell’area.

L’ONA chiede informazioni al Comune di Bastiglia

Il Comitato di Carpi dell’ONA ha rivolto al Comune due richieste specifiche.

La prima riguarda la conoscenza della situazione da parte dell’Amministrazione comunale. L’associazione chiede infatti di sapere se il Comune sia già al corrente della situazione segnalata nell’area di via Albareto.

La seconda richiesta riguarda invece l’eventuale presenza di cemento-amianto.

Nel caso in cui tale presenza fosse effettivamente confermata, l’ONA chiede di poter ottenere la più recente valutazione dello stato di conservazione delle coperture interessate.

L’accesso a queste informazioni permetterebbe quindi di comprendere meglio quali verifiche siano state eventualmente effettuate e quale sia la situazione documentale relativa alle coperture.

Presunto amianto: perché è importante verificare lo stato delle coperture

La presenza di materiali contenenti amianto deve essere valutata attraverso accertamenti tecnici qualificati. Non è infatti possibile stabilire soltanto attraverso l’aspetto esteriore di una copertura se un materiale contenga effettivamente amianto o quale sia il suo livello di rischio.

Anche l’eventuale deterioramento di una copertura deve essere valutato secondo criteri tecnici e attraverso le procedure previste dalla normativa.

Per questo motivo, nel caso di Bastiglia, la richiesta dell’ONA punta innanzitutto a ottenere informazioni ufficiali e documentazione.

L’obiettivo è verificare se siano già stati eseguiti sopralluoghi, valutazioni o altri accertamenti e, qualora il materiale fosse effettivamente riconducibile al cemento-amianto, conoscere lo stato di conservazione rilevato dagli organismi competenti.

ONA Carpi, accesso agli atti ambientali e trasparenza

Quando cittadini o associazioni segnalano la possibile presenza di materiali potenzialmente problematici, la disponibilità della documentazione pubblica consente di ricostruire la situazione sulla base di dati verificabili.

Bastiglia, attesa per le informazioni sulla situazione di via Albareto

Al Comune di Bastiglia spetta ora fornire, secondo le modalità previste, le informazioni richieste e l’eventuale documentazione disponibile.

Particolare attenzione è rivolta alla presenza o meno di una valutazione dello stato di conservazione delle coperture.

La vicenda conferma ancora una volta l’importanza della segnalazione dei cittadini, dell’accesso alle informazioni ambientali e degli accertamenti tecnici quando viene ipotizzata la presenza di materiali contenenti amianto.

ONA Carpi: a Campogalliano (MO) bonifica coperture amianto

amianto foto generica (immagine free ai esclusivamente decorativa)
amianto foto generica (immagine free ai esclusivamente decorativa)

Amianto a Campogalliano, si aggiorna la situazione relativa ad alcune coperture nell’area compresa tra via Zucchini e via Rubiera. La vicenda era stata oggetto di una richiesta di accesso agli atti e di informazioni ambientali presentata dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) – Comitato di Carpi.

Nel frattempo, secondo quanto comunicato da Mirco Zanoli di ONA Carpi, la proprietà privata della struttura interessata ha proceduto con un intervento di bonifica.

L’aggiornamento si inserisce nel percorso amministrativo avviato dal Comune di Campogalliano a seguito della segnalazione.

La richiesta presentata da ONA Carpi

Il 23 marzo 2026, l’Osservatorio Nazionale Amianto – Comitato di Carpi aveva presentato al Comune di Campogalliano una richiesta di accesso agli atti e di informazioni ambientali relativa ad alcuni edifici situati nei pressi dell’incrocio tra via Zucchini e via Rubiera.

La richiesta riguardava, in particolare, informazioni sulla possibile presenza di materiali contenenti amianto e sulla documentazione relativa alle condizioni delle coperture.

L’iniziativa rientrava nell’attività di monitoraggio svolta dall’associazione sul territorio.

La risposta del Comune di Campogalliano

Nel riscontro trasmesso all’ONA, il Comune di Campogalliano ha precisato che l’Amministrazione era a conoscenza della presenza, nell’area indicata, di edifici per i quali in passato erano state effettuate valutazioni relative alla presenza di materiali contenenti amianto.

Il Comune ha inoltre comunicato che, al momento della risposta, non risultavano agli atti dell’Ufficio valutazioni aggiornate recenti sullo stato di conservazione delle coperture oggetto della segnalazione.

Per acquisire informazioni più recenti, l’Ufficio competente aveva quindi avviato le procedure per richiedere alla proprietà degli immobili interessati la documentazione prevista.

Le informazioni richieste alla proprietà

Tra gli elementi richiesti dal Comune figuravano la nomina del responsabile per il controllo e la manutenzione dei materiali contenenti amianto e una valutazione aggiornata dello stato di conservazione delle coperture, redatta da un tecnico qualificato secondo i criteri previsti dalla normativa regionale.

Si trattava di acquisire un quadro conoscitivo aggiornato sulla situazione degli immobili.

Il Comune aveva inoltre precisato che, sulla base della documentazione acquisita e qualora fossero emersi elementi che lo avessero richiesto, sarebbero stati valutati gli eventuali ulteriori adempimenti di competenza.

La bonifica della struttura

Il nuovo aggiornamento riguarda l’intervento effettuato nel frattempo.

Secondo quanto riferito da ONA Carpi, la proprietà privata della struttura interessata ha proceduto con la bonifica.

Questo elemento rappresenta l’aggiornamento più recente della vicenda e si inserisce nel percorso seguito a partire dalla richiesta presentata dall’ONA al Comune.

Non vengono formulate valutazioni ulteriori sulle condizioni precedenti delle coperture né sulle modalità tecniche dell’intervento.

L’Osservatorio Nazionale Amianto – Comitato di Carpi continua a seguire le situazioni relative alla presenza di materiali contenenti amianto sul territorio.

L’obiettivo dell’attività è favorire la conoscenza delle situazioni segnalate e la corretta gestione delle informazioni ambientali.

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Nuovo allarme amianto in un altro giocattolo, sabbia contaminata

Ministero della salute segnala giocattolo contenente amianto
Ministero della salute segnala giocattolo contenente amianto

Un altro giocattolo contenente sabbia è stato segnalato dal Ministero della Salute per la presenza di amianto. La notifica europea SR/02290/26 riguarda il prodotto Fun Sand Scented Blueberry, con etichettatura anche in italiano, commercializzato con il marchio HTI.

La comunicazione italiana è collegata ai sistema Safety Gate, la piattaforma dell’Unione Europea dedicata agli avvisi sui prodotti non alimentari che possono presentare rischi per i consumatori. In un precedente articolo avevamo già invitato ad effettuare ricerca dei prodotti contenenti amianto tramite questa piattaforma, inserendo nel sistema la parola “asbestos”. Infatti, al di là della viralità di certe notizie che spesso si concentrano su un solo prodotto, in realtà le segnalazioni sono differenti.

Fun Sand Scented Blueberry: qual è il prodotto segnalato

Tuttavia questo prodotto presenta un elemento particolarmente rilevante per l’Italia. Ossia la presenza di un’etichetta anche in lingua italiana.

L’allerta riguarda uno specifico giocattolo denominato:

  • Nome: Fun Sand Scented Blueberry
  • Marca: HTI
  • Categoria: giocattoli
  • Rischio: presenza di amianto nella sabbia
  • Notifica Safety Gate: SR/02290/26
  • Etichettatura: presente anche in lingua italiana

La scheda del Ministero della Salute mette a disposizione la documentazione relativa alla segnalazione, compresi i documenti della notifica e l’immagine dell’etichetta italiana.

Amianto nella sabbia: perché il giocattolo è stato segnalato

Le analisi hanno rilevato amianto nella sabbia, fino a una concentrazione misurata del 5% in peso. La notifica identifica quindi un rischio per la salute legato alla possibile esposizione al materiale contaminato.

La segnalazione europea specifica inoltre che l’amianto può essere associato a gravi rischi per la salute, compreso il rischio cancerogeno, e indica che il prodotto non rispetta i requisiti previsti dalla normativa europea sulla sicurezza dei giocattoli.

Il rischio è legato alla possibile fuoriuscita della sabbia

Il punto centrale dell’allerta riguarda quindi l’integrità del giocattolo.

Finché il materiale rimane contenuto all’interno del prodotto, lo scenario di esposizione è diverso rispetto a quello che si può verificare quando il giocattolo si rompe e la sabbia fuoriesce.

Per questo motivo è importante non danneggiare, tagliare, forare o aprire il giocattolo nel tentativo di verificarne il contenuto.

Se un prodotto corrispondente alla segnalazione viene individuato, è preferibile non manipolarlo inutilmente e chiedere indicazioni alle autorità competenti sulla gestione.

Cosa fare se il giocattolo è presente in casa

Nel caso in cui una famiglia riconosca il Fun Sand Scented Blueberry oggetto dell’allerta, è prudente interromperne l’utilizzo e tenerlo lontano dai bambini.

Ergo è fondamentale non utilizzare più il giocattolo, non romperlo e non aprirlo, conservarlo in condizioni che impediscano ai bambini di raggiungerlo. Oltre ovviamente a verificare le indicazioni ufficiali del Ministero, delle autorità sanitarie territoriali e chiedere al venditore o alle autorità competenti come procedere per restituzione e smaltimento.

Le modalità di gestione possono dipendere dalle condizioni del prodotto e dalla situazione concreta.

E se il giocattolo si è già rotto?

La situazione cambia se l’involucro del giocattolo è danneggiato e la sabbia è fuoriuscita.

In questo caso è importante non tentare una pulizia improvvisata, soprattutto evitando di disperdere ulteriormente il materiale.

L’area dovrebbe essere tenuta lontana dai bambini e dalle altre persone fino a quando non siano state ricevute indicazioni sulla corretta gestione.

Per una situazione concreta, è opportuno rivolgersi alla ASL territorialmente competente o agli altri servizi sanitari indicati dalle autorità locali.

Nota: questo articolo rielabora le informazioni contenute nelle comunicazioni ufficiali e nella notifica europea. Non costituisce un parere medico. Per la gestione di un prodotto eventualmente presente in casa o danneggiato, fare riferimento alle autorità sanitarie competenti.

Regno Unito, l’amianto complica restauri e riaperture edifici storici

Canva Ai free
Canva Ai free

Il recupero degli edifici storici nel Regno Unito sta incontrando diversi ostacoli per la presenza di materiali contenenti amianto. In diversi progetti, le verifiche effettuate durante i lavori hanno evidenziato la problematiche più frequentemente di quanto previsto.

Mentre alcuni cantieri sono finalment arrivati alla conclusione, altri hanno bisogno di ulteriori finanziamenti prima di poter consentire la riapertura delle strutture.

Whitby, Old Town Hall torna operativo dopo il restauro

Un caso positivo arriva da Whitby, cittadina del North Yorkshire, dove l’Old Town Hall (vecchio municipio) ha completato un intervento di riqualificazione dal valore di circa 1,3 milioni di sterline.

Lo storico edificio ha riaperto ufficialmente in questi giorni. Il progetto ha interessato diverse parti della struttura. Tra cui il tetto, la torre dell’orologio, le colonne,
la facciata e gli spazi interni del primo piano.

Proprio il primo piano era rimasto inutilizzato per diversi anni. I lavori hanno quindi permesso di recuperare anche una parte importante dell’edificio.

L’investimento è stato sostenuto dal North Yorkshire Council (autorità locale unitaria responsabile della gestione amministrativa e dei servizi pubblici per la contea del North Yorkshire) e dal Towns Fund (un fondo di investimento creato dal governo del Regno Unito per finanziare la riqualificazione e la crescita economica di oltre cento città e paesi britannici).

Oldham Coliseum, la riapertura slitta al 2027

Sempre secondo una delle fonti, troviamo una situazione molto diversa a Oldham (sede di un borgo della contea metropolitana di Grande Manchester). Qui il recupero del Coliseum Theatre sta richiedendo tempi più lunghi del previsto.

Le verifiche strutturali infatti hanno fatto emergere diverse criticità sia per la presenza di amianto che per le condizioni precarie del seminterrato. Il calendario del progetto è stato quindi rivisto e la riapertura è ora prevista nel 2027.

Il piano di ristrutturazione, inizialmente stimato intorno ai 10 milioni di sterline, ha inoltre richiesto un finanziamento aggiuntivo di circa 7 milioni di sterline destinato agli interventi di rimozione dell’amianto.

Irlanda, amianto al Belfast City Hall

Il tema riguarda anche l’Irlanda del Nord. Un controllo condotto presso il Belfast City Hall (sempre sede di un Municipio nella cittadina di Belfast) ha rilevato la presenza di amianto in numerose aree dell’edificio.

Amianto e costi dei restauri

La bonifica dell’ amianto può rendere un progetto molto più complesso rispetto a una normale ristrutturazione.

“Nei restauri di immobili storici, prima di procedere con modifiche strutturali o impiantistiche, è necessario comprendere quali materiali siano presenti nell’edificio e quali procedure siano necessarie per intervenire in sicurezza. Prima di andare avanti con la rimozione possono essere necessarie analisi. Successivamente, le attività di bonifica dall’eventuale presenza di amianto devono essere organizzate secondo procedure specifiche e con personale qualificato.” Ha affermato l‘Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto commentando la notizia in Italia.

La sicurezza diventa parte centrale della conservazione

Il patrimonio architettonico britannico comprende migliaia di edifici costruiti o modificati nel corso di decenni. In molti casi, la conservazione richiede un equilibrio tra tutela storica, sostenibilità economica e sicurezza.

La scoperta di amianto durante un restauro può rallentare il progetto, ma permette anche di affrontare il rischio

In copertina: immagine free AI Canva

Amianto, sergente della Marina morto di mesotelioma: la battaglia legale continua

Amianto, Luigi e Benedetta Ricci
Amianto, Luigi e Benedetta Ricci

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto il legame tra l’esposizione all’amianto durante il servizio nella Marina Militare e il mesotelioma che ha causato la morte del sergente Luigi Ricci. Alla figlia ed erede Benedetta sono stati riconosciuti oltre 410mila euro, oltre a interessi e rivalutazione. Il Ministero della Difesa ha però presentato appello e la vicenda giudiziaria non è ancora conclusa.

“Questa pronuncia riconosce un punto fondamentale: Luigi Ricci è stato esposto all’amianto mentre prestava servizio nella Marina Militare e quella esposizione è stata riconosciuta come causalmente collegata al mesotelioma che lo ha portato alla morte. Parliamo di un uomo che ha servito lo Stato e che ha pagato, molti anni dopo, le conseguenze di quelle condizioni di lavoro”, ha dichiarato l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della figlia.

La lotta legale

E’ l’Avv. Ezio Bonanni a ricostruire l’intera vicenda: dal settembre 1960 al giugno 1962 il sergente Luigi Ricci lavorò La Maddalena come meccanico elettricista, prima di continuare la propria attività a bordo di diverse unità navali. Nel 2019  Ricci si è ammalato di mesotelioma epitelioide, un tumore aggressivo correlato all’amianto, ed è deceduto all’età di 78 anni nel 2021.

Nel maggio 2022 il Comitato di Verifica per le Cause di Servizio riconosce la dipendenza dell’infermità da causa di servizio. Il 7 giugno 2022 il Ministero della Difesa formalizza il riconoscimento. Il Tribunale quindi riconosce l’esposizione durante il servizio nella Marina Militare e la responsabilità del Ministero della Difesa. Alla figlia ed erede vengono quindi riconosciuti oltre 410mila euro, oltre a interessi e rivalutazione.

A fine luglio, però, il Ministero della Difesa presenta appello contro la sentenza chiedendo una riduzione delle somme liquidate.  La figlia decide quindi a sua volta di fare ricorso, chiedendo il pieno riconoscimento del danno provocato dalla perdita del padre.

Una vicenda non ancora conclusa

Secondo quanto dichiarato da ONA, a Benedetta vengono riconosciuti circa 410.000 euro, oltre interessi e rivalutazione. Di questa cifra, 280.000 euro riguardano i danni subiti direttamente dal padre durante la malattia ed ereditati trasmessi dalla figlia. Per la morte del genitore il Tribunale aveva invece quantificato il danno alla figlia in 259.857 euro, decidendo poi di dimezzarlo a 129.928 euro per mancata prova della convivenza.

“Il risarcimento è un riconoscimento importante, ma nessuna somma può restituire un padre a una figlia. Continueremo quindi a tutelare Benedetta anche nel giudizio di appello”, continua Bonanni.

Amore di figlia

“Per me non è mai stata una questione di cifre. Volevo che fosse riconosciuto ciò che è accaduto a mio papà”, racconta Benedetta Ricci

Ricci ricorda un padre profondamente legato alla Marina, nella quale aveva servito dai 17 ai 23 anni, e grato per le esperienze vissute durante quegli anni.

“La scoperta della malattia a distanza di decenni e della sua genesi professionale lo ha sconvolto profondamente. Questo riconoscimento restituisce dignità alla sua storia e dà un senso al percorso che ho deciso di portare avanti per lui”, afferma.

“È difficile spiegare il valore del rapporto tra un padre e una figlia così come il dolore per la sua perdita. Il lungo percorso di supporto alle cure si è trasformato progressivamente in un accompagnamento verso il fine vita”, spiega.

Per questo la decisione del Ministero della Difesa di appellare la sentenza ha riaperto una ferita.

“Scoprire che il Ministero ha impugnato la sentenza negando la convivenza mi ha colpita duramente. Ho quindi scelto anch’io di andare avanti e chiedere il pieno riconoscimento del danno che ho subito”. Conclude Benedetta.