28.5 C
Rome
domenica, Maggio 17, 2026
Home Blog Page 3

ONA alla Camera, Ilaria Fontana: più bonifiche e tutela vittime amianto

Ilaria Fontana, convegno alla Camera dell'Osservatorio Nazionale Amianto
Ilaria Fontana, convegno alla Camera dell'Osservatorio Nazionale Amianto

La bonifica dei territori contaminati deve diventare una priorità politica nazionale. È questo il messaggio lanciato dall’On. Ilaria Fontana (Movimento 5 Stelle) nel corso dell’evento organizzato dall’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto alla Camera dei Deputati dedicato alla tutela delle vittime dell’amianto e alle emergenze ambientali.

Nel suo intervento, la deputata ha affrontato il tema delle bonifiche ambientali, del ruolo della politica e della necessità di ascoltare cittadini, tecnici e famiglie colpite dalle conseguenze dell’esposizione all’amianto e ad altri agenti contaminanti.

“La bonifica è un dovere istituzionale”

Uno dei passaggi centrali dell’intervento riguarda il tema della bonifica ambientale. Fontana ha sottolineato come non debba più esistere alcun dubbio sulla necessità di intervenire nei territori contaminati. “La bonifica si deve fare. Non dobbiamo neanche porci il problema se farla o meno: è un dovere istituzionale”.

La deputata ha ricordato che l’Italia continua a convivere con numerose emergenze ambientali spesso poco visibili, dai PFAS ai siti contaminati da amianto, fino ai siti di interesse nazionale che attendono ancora interventi concreti di risanamento.

Secondo Fontana, il Paese ha un enorme bisogno di bonifiche e di una strategia chiara per affrontare i problemi ambientali accumulati negli anni.

Amianto e territori contaminati: la sfida del post bonifica

Nel corso del convegno promosso dall’Osservatorio Nazionale Amianto, Ilaria Fontana ha spiegato che la bonifica rappresenta soltanto il primo passo di un percorso molto più ampio.

La vera sfida, infatti, riguarda il “post bonifica”, cioè la capacità delle istituzioni di restituire sicurezza, salute e prospettive di sviluppo ai territori colpiti dall’inquinamento ambientale.

La deputata ha ricordato anche il proprio legame personale con la Valle del Sacco, uno dei territori simbolo delle problematiche ambientali italiane, spiegando come il suo impegno civico sia poi diventato un percorso politico.

Il ruolo dell’avvocato Ezio Bonanni e dell’ONA

Durante l’intervento, Fontana ha riconosciuto l’importanza del lavoro svolto dall’avvocato Ezio Bonanni e dall’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto nella difesa delle vittime dell’amianto.

Secondo la deputata, il contributo dell’ONA rappresenta un punto di riferimento fondamentale anche per chi opera nelle istituzioni. “L’opera dell’avvocato Bonanni diventa indispensabile per chi fa politica”. Ha affermato.

La parlamentare ha evidenziato la necessità di trasformare le testimonianze delle famiglie colpite in azioni concrete, evitando che il dibattito politico rimanga soltanto teorico o retorico.

“La politica deve ascoltare cittadini e scienza”

Uno dei temi più forti emersi nel discorso riguarda il rapporto tra politica, scienza e cittadini.

Secondo Fontana, chi ricopre incarichi istituzionali deve partire dalle storie reali delle famiglie colpite da malattie professionali e contaminazioni ambientali. “La politica deve ascoltare la scienza e deve ascoltare i cittadini”.

Ha inoltre ribadito che l’obiettivo deve essere quello di trovare soluzioni condivise senza divisioni ideologiche o politiche.

Bonifiche ambientali e programmazione a lungo termine

Nel suo approfondimento, Ilaria Fontana ha evidenziato la necessità di costruire una programmazione seria e duratura sulle bonifiche ambientali.

Secondo la parlamentare, il problema principale non è soltanto l’assenza di norme, ma soprattutto la mancanza di pianificazione nel medio e lungo periodo.

La deputata ha spiegato che negli ultimi anni sono state presentate proposte di legge ed emendamenti sul tema dell’amianto e delle bonifiche, ma che serve una volontà politica più forte per trasformare queste iniziative in interventi concreti.

Fondo per le bonifiche e nuove proposte parlamentari

A margine dell’evento Ilaria Fontana ha rilasciato una videointervista nella quale ha illustrato i prossimi passi sul piano parlamentare.

La deputata ha annunciato l’intenzione di lavorare, in occasione della prossima legge di bilancio, alla creazione di un fondo dedicato. “Sicuramente lavoreremo su un fondo”.

Fontana ha inoltre ricordato di aver già depositato un progetto di legge dedicato alle vittime dell’amianto, insieme ad altri atti parlamentari presentati anche dal collega On. Sergio Costa, vicepresidente della Camera e già Ministro dell’Ambiente.

L’obiettivo dichiarato è continuare a portare avanti interrogazioni, proposte legislative e iniziative concrete per sostenere le famiglie colpite e accelerare gli interventi di bonifica.

Censimento amianto e norme più chiare

La deputata ha inoltre posto l’attenzione anche sulla necessità di migliorare il censimento dei siti contaminati.

Secondo Fontana servono norme più chiare, maggiore coordinamento, pianificazione, volontà politica e una mappatura precisa delle aree da bonificare.

La parlamentare ha sottolineato come sia indispensabile sapere con precisione dove intervenire e quali siano le priorità ambientali del Paese.

“Chi inquina paga”: il richiamo alla Costituzione

Un altro tema centrale dell’intervento riguarda il principio europeo “chi inquina paga”.

Fontana ha denunciato il fatto che questo principio venga spesso disatteso, con conseguenze dirette sui diritti fondamentali dei cittadini.

Secondo quanto emerso durante l’evento, la prevenzione, il censimento dei siti contaminati e gli interventi di bonifica restano strumenti indispensabili per proteggere la salute pubblica e garantire giustizia alle famiglie colpite dall’amianto.

Sportello ONA: come segnalare presenza di amianto e ottenere assistenza gratuita (VIDEO)

Avvocato Bonanni e Abbate - osservatorio nazionale amianto
Avvocato Bonanni e Abbate - osservatorio nazionale amianto

L’amianto continua a rappresentare un grave rischio per la salute pubblica e per l’ambiente. Per questo motivo, lo Sportello ONA offre supporto gratuito ai cittadini, ai lavoratori e alle famiglie che si trovano ad affrontare situazioni di esposizione o sospetta contaminazione.

Nel corso dell’intervista, l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, spiega come funziona il servizio di segnalazione e quali strumenti sono a disposizione delle vittime dell’asbesto.

ONA e tutela delle vittime

L’avvocato Ezio Bonanni apre l’intervista illustrando l’impegno quotidiano dell’ONA nell’assistenza alle vittime dell’amianto. “Ci occupiamo di tanti casi giudiziari e di tutta l’attività legale finalizzata a rendere giustizia”.

L’associazione svolge un’attività che oltre a quella legale, comprende anche prevenzione, informazione e assistenza sanitaria.

Come funziona lo Sportello Amianto ONA

Secondo Bonanni, la fase operativa è fondamentale: “Parliamo della fase concreta, operativa, della segnalazione di situazioni incombenti di amianto”.

Lo sportello permette di ricevere supporto immediato in caso di sospetta presenza di materiali contenenti la pericolosa sostanza in edifici, luoghi di lavoro o aree pubbliche.

Numero verde e consulenza gratuita

L’ONA ha attivato diversi strumenti di assistenza gratuita per i cittadini.

Tra questi: un numero verde dedicato (800034294) e consulenza online tramite form sul sito ufficiale.

L’avvocato Bonanni sottolinea: Qualsiasi cittadino gratuitamente può chiedere il servizio di assistenza tecnica, assistenza medica e consulenza legale gratuita”.

Questo servizio rappresenta un punto di riferimento importante per chi teme di essere stato esposto all’amianto.

Segnalazione e supporto con la ASL

In presenza di amianto o di una possibile contaminazione, i cittadini possono effettuare una segnalazione attraverso lo sportello.

L’ONA offre anche supporto per inoltrare la documentazione alla ASL territorialmente competente. Questo passaggio è essenziale per avviare controlli ambientali, verificare il rischio sanitario ed ottenere eventuali interventi di bonifica.

Assistenza per malattie professionali da amianto

L’intervista affronta anche il tema delle patologie correlate all’esposizione professionale all’amianto.

In caso di sospetta malattia professionale, il cittadino o il lavoratore può essere indirizzato verso strutture sanitarie pubbliche per effettuare gli accertamenti necessari.

I controlli medici vengono eseguiti sotto la supervisione del medico curante per i pensionati oppure con il supporto del medico competente aziendale per chi è ancora in attività lavorativa.

L’ONA fornisce inoltre tutela legale e risarcitoria in caso di danni accertati.

Il ruolo sociale dell’ONA

Durante l’intervista, Ezio Bonanni evidenzia come l’ONA svolga anche una funzione sociale oltre che legale.  L’associazione interviene concretamente per aiutare cittadini e lavoratori esposti a sostanze cancerogene, promuovendo la prevenzione e la sicurezza ambientale.

Prevenzione primaria e bonifica

Uno degli obiettivi principali dell’Osservatorio Nazionale Amianto è la prevenzione primaria.

L’ONA sollecita le istituzioni pubbliche affinché venga effettuata bonifica dell’amianto, la messa in sicurezza dei siti contaminati, la prevenzione dell’esposizione ad agenti cancerogeni.

Bonanni ribadisce un concetto chiave: “Ambiente pulito= salute, ambiente contaminato= malattia”.

Un principio che sintetizza il legame diretto tra tutela ambientale e salute pubblica.

Mappatura amianto e App ONA

L’associazione lavora anche alla mappatura dei siti contaminati attraverso strumenti digitali e attività di monitoraggio.

Tra le iniziative rientrano:l’App ONA per la segnalazione, la raccolta dati sui siti contaminati e le attività informative sul territorio.

L’obiettivo è creare una rete di prevenzione sempre più efficace contro il rischio amianto.

L’attività dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, guidato dall’avvocato Ezio Bonanni, continua quindi a essere un punto di riferimento nella tutela delle vittime dell’amianto e nella promozione della prevenzione ambientale.

Villar Dora (TO): parte bonifica amianto nell’ex stabilimento Mirtex

Fibre di amianto
Fibre di amianto ( ph wikipedia commons)

Importante passo avanti per la riqualificazione da amianto dell’ex area industriale Mirtex a Villar Dora, in provincia di Torino. Il progetto di messa in sicurezza dell’edificio entra nella fase operativa grazie a un accordo tra più Comuni, fondamentale per garantire i finanziamenti e avviare i lavori.

Accordo tra Comuni per salvare il progetto

Anche il Comune di Rubiana ha aderito ufficialmente alla convenzione, affiancando Villar Dora e Almese.

Questa collaborazione tra enti locali si è rivelata decisiva per evitare la perdita dei fondi pubblici destinati all’intervento. L’intesa consente infatti di portare avanti un progetto considerato strategico per tutta l’area della Val Messa.

Un sito strategico da mettere in sicurezza

L’ex stabilimento tessile, oggi utilizzato in parte come deposito comunale e sede della Protezione Civile, costituisce un punto logistico importante per il territorio.

La presenza di asbesto ha reso però necessario un intervento urgente. La bonifica permetterà di eliminare i rischi legati alla dispersione di fibre nocive, migliorando la sicurezza sia per gli operatori sia per i cittadini.

Investimento da oltre 375 mila euro

Il valore complessivo dei lavori supera i 375 mila euro. Gran parte delle risorse arriva da Regione Piemonte, che ha stanziato un contributo significativo superiore ai 250 mila euro.

Il progetto si colloca tra i più rilevanti a livello regionale, posizionandosi ai primi posti della graduatoria per importanza. La restante quota sarà coperta dai Comuni coinvolti, secondo una ripartizione basata sulle rispettive proprietà dell’immobile.

Villar Dora Comune capofila

A coordinare l’intervento sarà il Comune di Villar Dora, incaricato di gestire gli aspetti tecnici e amministrativi. Questa scelta garantisce una gestione più efficiente, anche se la quota maggiore della struttura appartiene al Comune di Almese.

L’obiettivo è rispettare le tempistiche previste dal bando regionale e completare la bonifica dall’amianto nel minor tempo possibile.

Una volta completata la messa in sicurezza, si apriranno nuove possibilità di utilizzo dell’area, con benefici per tutta la comunità locale.
Fonte: Luna Nuova, Virgilio

ONA alla Camera, Generale Cardillo: “l’amianto è anche un fatto economico”

Giampiero Cardillo, Comitato Tecnico Osservatorio Nazionale Amianto
Giampiero Cardillo, Comitato Tecnico Osservatorio Nazionale Amianto

L’amianto, una delle più gravi emergenze sanitarie e ambientali in Italia è stato al centro del convegno ONA alla Camera dei Deputati.

“Nonostante il bando introdotto nel 1992, Ogni anno si registrano circa 10.000 nuovi casi di patologie correlate all’amianto e tra 5.000 e 7.000 decessi. Si tratta di una vera e propria disgrazia, che colpisce famiglie intere e intere comunità” ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Secondo quanto emerso durante l’intervento del generale Giampiero Cardillo (comitato tecnico ONA) alla Camera, il tema resta sottovalutato, nonostante l’impatto devastante sulla salute pubblica.

Il ruolo dell’ONA e dell’avvocato Bonanni

Cardillo ha ricordato gli importanti passi avanti che sono stati compiuti sul piano legale grazie all’impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e dell’avvocato Ezio Bonanni.

Le azioni legali hanno consentito a molte vittime di ottenere giustizia e risarcimenti. Tuttavia, come ribadito durante l’incontro, queste vittorie non incidono sulla rimozione fisica dell’amianto ancora presente sul territorio.

Bonifica amianto: un problema anche economico

Uno dei punti chiave dell’intervento del generale Cardillo è che la bonifica dell’asbesto non può essere vista solo come un costo, ma come un’opportunità economica.

“Pensare alla bonifica esclusivamente come una spesa pubblica è un errore. Il costo complessivo stimato per una bonifica totale potrebbe arrivare a centinaia di miliardi di euro, una cifra insostenibile per lo Stato italiano. Per questo motivo, è necessario coinvolgere il settore privato. Questo diviene possibile creando modelli di investimento sostenibili e sviluppare progetti con ritorno economico.” – ha affermato Cardillo.

Sinergie e connessioni

Secondo Cardillo, la chiave per affrontare l’emergenza è il ritorno a una collaborazione efficace tra pubblico e privato.

L’Italia, storicamente, è stata pioniera in questo ambito. Basti pensare all’esperienza dell’IRI(Istituto per la Ricostruzione Industriale) guidata da Alberto Beneduce. Il quale ha ispirato persino il New Deal di Franklin D. Roosevelt.

Il confronto con la Germania: il caso Ruhr

Un esempio virtuoso arriva dalla Germania, con la bonifica della regione della Ruhr. Avvenuta attraverso la riconversione creativa delle aree industriali.

Qui, grazie a  grandi centri di progettazione, coordinamento tra enti pubblici e privati investimenti mirati è stato possibile trasformare un territorio altamente inquinato in un’area riqualificata e attrattiva.

Le criticità italiane

Secondo Cardillo in Italia, invece, emergono diverse difficoltà. Ossia scarsa capacità di coordinamento, mancanza di grandi strutture di progettazione, lentezza burocratica e progetti frammentati. Anche iniziative locali, pur finanziate, spesso rimangono bloccate per anni.
Per affrontare davvero il problema, secondo Cardillo, servono grandi progetti su scala europea con una regia centralizzata e investimenti strutturali.

Un modello simile a quello dell’Euratom (Comunità europea dell’energia atomica) potrebbe rappresentare una soluzione efficace.

Una questione di organizzazione

“Il vero nodo, quindi, non è solo economico, ma organizzativo. L’Italia deve recuperare la capacità di pianificare interventi complessi, coordinare competenze e attrarre investimenti.
Senza una struttura adeguata, anche le migliori intenzioni rischiano di restare sulla carta.” Ha concluso Cardillo.

Come quindi sottolineato dal generale Cardillo, la bonifica dell’amianto può e deve diventare un’opportunità, non solo un costo.

Solo così sarà possibile affrontare davvero un problema che dura da troppi anni.

ONA alla Camera dei Deputati, approfondimento sull’intervento dell’Avv. Ezio Bonanni

Avv. Ezio Bonanni alla Camera dei deputati - presidente Osservatorio Nazionale Amianto
Avv. Ezio Bonanni alla Camera dei deputati - presidente Osservatorio Nazionale Amianto

La Giornata mondiale in memoria delle vittime dell’amianto ha rappresentato un momento cruciale per riflettere su una delle emergenze sanitarie e ambientali più gravi in Italia. In questo articolo dedicheremo un approfondimento sull’intervento effettuato dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), durante il convegno tenutosi il 28 aprile presso la Camera dei Deputati, nella Sala Matteotti.

Per l’occasione il legale ha anche presentato il suo ultimo libro “Amianto, dalla prevenzione alla bonifica”.

Il valore della memoria e dell’impegno istituzionale

Il convegno è stato organizzato per onorare la memoria delle vittime dell’amianto, ma anche per rilanciare l’impegno nella prevenzione e nella tutela della salute pubblica. Come sottolineato da Bonanni, il riconoscimento istituzionale del problema è fondamentale per costruire un futuro rispettoso della dignità della persona umana.

Coinvolgere rappresentanti istituzionali

Secondo Bonanni, “solo attraverso un’azione sinergica sarà possibile affrontare e risolvere definitivamente la problematica amianto.  L’ONA, attiva dal 2008 ma con un impegno che risale ai primi anni 2000, continua a denunciare la presenza diffusa di materiali contenenti amianto sul territorio nazionale. “

Le proposte emerse dal convegno

Durante i lavori alla Camera, Bonanni ha presentato diverse proposte operative per affrontare l’emergenza amianto in modo più efficace. “Una delle idee centrali è quella di “spacchettare” gli interventi normativi, evitando una legge unica e troppo generica. Questo approccio consentirebbe di intervenire in modo più mirato e rapido sui diversi aspetti del problema.” Ha affermato il legale.

Bonanni ha ribadito inoltre con forza che la bonifica è l’unico strumento realmente efficace per fermare la strage. In particolare, come più volte ribadito, ha affermato quanto sia necessario intervenire con urgenza nelle scuole, ospedali, edifici pubblici.

“La rimozione dell’amianto da questi luoghi è una priorità assoluta per garantire la sicurezza dei cittadini.” Ha dichiarato.

Investire nella ricerca medica delle patologie amianto correlate

Un altro punto fondamentale che Bonanni ha posto in luce riguarda il potenziamento della ricerca sulle patologie asbesto-correlate. “Migliorare le diagnosi precoci e sviluppare nuove terapie è essenziale per aumentare le possibilità di sopravvivenza dei pazienti.”

Le conseguenze infatti sono drammatiche. Sono migliaia i decessi ogni anno, la conclamazione delle patologie asbesto-correlate può avvenire anche dopo molti anni e purtroppo spesso sono necessari lunghi iter giudiziari per il riconoscimento dei diritti.

Accelerare i processi giudiziari per le vittime dell’amianto

“Le vittime e i loro familiari spesso si trovano ad affrontare lunghi e complessi percorsi legali.”  Ha continuato Bonanni. Il quale ha evidenziato la necessità di ridurre i tempi della giustizia, garantire sentenze eque ed evitare ulteriori sofferenze alle famiglie.

Il ruolo della Costituzione nella tutela dei diritti

Uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Bonanni riguarda il riferimento all’articolo 41 della Costituzione italiana. Questo articolo stabilisce che l’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o arrecare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. Modifica avvenuta in sinergia con l’On. Sergio Costa (M5S) nel periodo del Governo Conte II.

Secondo Bonanni, questo principio si collega direttamente ad altri articoli fondamentali come l’articolo 32 per la tutela della salute e l’articolo 9 sulla tutela dell’ambiente. Oltre all’articolo 2087 del Codice Civile riguardante la sicurezza sul lavoro.

La sofferenza delle vittime dell’amianto e delle famiglie

L’iniziativa alla Camera dei Deputati ha costituito un passo importante perché ha consentito di dare voce anche ai familiari delle vittime. Come nel caso di Mara Sabbioni, figlia di Domenico.

E infatti uno dei passaggi più toccanti dell’intervento ha riguardato il riconoscimento della sofferenza delle vittime e dei loro familiari. Bonanni ha evidenziato come molte persone si sentano abbandonate. Colpite dalla perdita di un proprio caro, spesso si trovano costrette a lottare contro istituzioni e burocrazia. Ma il messaggio dell’Avvocato è stato chiaro: non bisogna arrendersi. Continuare a lottare è l’unico modo per ottenere giustizia e prevenire nuove tragedie.

Bonificare, bonificare, bonificare

“La bonifica è l’unico strumento capace di fermare definitivamente la strage dell’amianto. Si tratta di una scelta politica e sociale che richiede investimenti significativi, pianificazione a lungo termine. Senza una strategia concreta di bonifica, ogni altra misura rischia di essere insufficiente.” ha ribadito Bonanni.

La lotta all’amianto è ancora lunga, ma eventi come questo dimostrano che esiste una crescente consapevolezza del problema. La memoria delle vittime deve trasformarsi in azione, affinché tragedie simili non si ripetano.