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Amianto immobili: chi deve pagare la rimozione se il proprietario non può intervenire?

amianto foto generica (immagine free ai esclusivamente decorativa), ONA Carpi
amianto foto generica (immagine free ai esclusivamente decorativa)

Il Comune può ordinare la bonifica di una copertura in amianto a chi risulta proprietario dell’immobile? Non sempre. La concreta possibilità di eseguire i lavori può assumere un ruolo determinante, soprattutto quando l’accesso all’area è condizionato da vicende giudiziarie.

A chiarirlo è il TAR Campania con la sentenza n. 4182/2026, che affronta il rapporto tra titolarità della proprietà, disponibilità materiale del bene e obblighi imposti dall’amministrazione per proteggere la salute pubblica.

La pronuncia offre indicazioni importanti per comprendere quando un’ordinanza di rimozione dell’amianto possa essere contestata dal destinatario.

Bonifica amianto: il caso esaminato dai giudici amministrativi

La controversia nasce da un provvedimento sindacale diretto a eliminare alcuni materiali contenenti amianto presenti su un fabbricato e su un capannone adiacente.

L’amministrazione aveva fissato un termine di sette giorni per completare gli interventi, imponendo ai soggetti interessati di affidare le operazioni a un’impresa specializzata.

La misura era finalizzata a prevenire possibili rischi per la popolazione. Le coperture in eternit, infatti, possono rappresentare una fonte di esposizione pericolosa quando le loro condizioni favoriscono il rilascio di fibre nell’ambiente.

Tra le persone raggiunte dall’ordine comunale vi erano due comproprietari che avevano acquistato una parte del capannone nel 2023.

La loro posizione, però, non poteva essere valutata considerando esclusivamente i dati relativi alla proprietà.

Sull’immobile gravavano, infatti, gli effetti di una precedente decisione della Corte d’Appello di Napoli. La sentenza aveva disposto il rilascio di un terreno e la rimozione, mediante arretramento o demolizione, di opere realizzate oltre i limiti consentiti.

Le attività necessarie per attuare quella pronuncia risultavano ancora in corso nell’aprile 2026. Il programma degli interventi comprendeva anche l’eliminazione della copertura in amianto.

Questa circostanza ha assunto particolare rilievo nella successiva controversia amministrativa.

Il ricorso contro il Comune: quali erano le contestazioni?

I due comproprietari hanno chiesto l’annullamento dell’ordinanza, sostenendo che l’obbligo imposto non tenesse adeguatamente conto delle condizioni reali dell’immobile.

La loro difesa si fondava soprattutto sull’assenza di un potere effettivo di intervento sui manufatti interessati.

In primo luogo, hanno precisato di non aver costruito il capannone e di non aver realizzato le coperture contenenti amianto. In secondo luogo, hanno evidenziato di non avere la disponibilità materiale necessaria per eseguire direttamente i lavori richiesti.

Il problema, quindi, non riguardava soltanto la provenienza dei manufatti, ma anche la possibilità concreta di rispettare l’ordine entro il termine stabilito.

I ricorrenti hanno sollevato anche una questione procedurale. Secondo la loro ricostruzione, il Comune non aveva comunicato l’avvio del procedimento, impedendo loro di illustrare in anticipo le circostanze che limitavano la disponibilità dell’area.

L’amministrazione comunale si è costituita in giudizio chiedendo che il ricorso fosse respinto.

Ordinanze urgenti per l’amianto: quali poteri ha il Sindaco?

Per comprendere la decisione occorre distinguere la finalità dell’intervento pubblico dalle condizioni necessarie per individuare i destinatari dell’ordine.

Il provvedimento richiamava l’articolo 50 del D.Lgs. 267/2000 e l’articolo 192 del D.Lgs. 152/2006. Il TAR ha tuttavia considerato determinante la funzione di tutela della pubblica incolumità, qualificando l’atto come ordinanza contingibile e urgente.

Questi provvedimenti consentono di affrontare situazioni che richiedono un intervento tempestivo, quando ne ricorrono i presupposti di legge.

La presenza di procedure ordinarie per la gestione e la rimozione dei rifiuti non impedisce, di per sé, l’utilizzo di strumenti straordinari. Occorre però che siano rispettate le condizioni che ne giustificano l’adozione.

Inoltre, l’esigenza di eliminare rapidamente una situazione pericolosa può rendere necessario intervenire senza attendere la conclusione di tutti gli accertamenti sulle responsabilità che hanno originato il problema.

Questo potere, tuttavia, non consente di rivolgere indistintamente l’ordine a qualsiasi soggetto collegato formalmente all’immobile.

L’amministrazione deve individuare destinatari che abbiano un rapporto concreto con il bene e siano effettivamente in condizione di attivarsi per rimuovere il rischio.

La proprietà non coincide sempre con la possibilità di eseguire i lavori

È questo il passaggio centrale della sentenza n. 4182/2026.

La titolarità di un immobile costituisce un elemento importante, ma non dimostra necessariamente che il proprietario possa accedere a ogni sua parte o disporre liberamente dei manufatti presenti.

Per tale ragione, l’individuazione dei destinatari di un’ordinanza urgente deve tenere conto delle condizioni effettive in cui si trova il bene.

Il Comune non è necessariamente tenuto a ricostruire ogni dettaglio della situazione proprietaria attraverso un’indagine approfondita. Deve però acquisire gli elementi essenziali per verificare che il soggetto individuato possa dare concreta esecuzione alle misure prescritte.

Nel caso in esame, la documentazione prodotta dimostrava che i due ricorrenti non avevano il possesso integrale dell’area.

A ciò si aggiungeva la pendenza delle operazioni necessarie per eseguire la sentenza civile relativa alle opere realizzate in sconfinamento. Nell’ambito di tali attività era già contemplata la rimozione della copertura contenente amianto.

Il giudice ha quindi ritenuto che queste circostanze non fossero state adeguatamente considerate nella scelta dei destinatari dell’ordine.

Il problema individuato dal TAR riguardava, pertanto, l’insufficienza degli accertamenti sulla concreta possibilità dei ricorrenti di effettuare gli interventi.

Quando viene annullata un’ordinanza di rimozione dell’amianto?

Accogliendo il ricorso, il TAR Campania ha annullato l’ordinanza soltanto nella parte in cui imponeva ai due ricorrenti di provvedere alla rimozione.

La decisione non equivale a un’autorizzazione a lasciare l’amianto sul posto e non elimina l’obbligo dell’amministrazione di affrontare una situazione potenzialmente pericolosa.

Il suo significato è più circoscritto: prima di imporre un intervento urgente, occorre verificare se il destinatario abbia la possibilità concreta di realizzarlo.

La sentenza non stabilisce neppure che il proprietario sia sempre esonerato quando non ha costruito personalmente il manufatto. La responsabilità e gli obblighi applicabili devono essere valutati sulla base delle norme pertinenti e delle circostanze specifiche.

È quindi necessario distinguere tra la proprietà giuridica del bene, l’eventuale responsabilità per la situazione riscontrata e la possibilità materiale di eseguire le opere richieste.

Sono profili collegati, ma non necessariamente coincidenti.

Cosa verificare prima di contestare un’ordinanza comunale

Chi riceve un ordine di rimozione dell’amianto dovrebbe esaminare con attenzione il contenuto del provvedimento e la situazione concreta dell’immobile.

In particolare, può essere utile verificare:

  • Accessibilità dell’area: se il destinatario può entrare nei luoghi interessati ed effettuare i lavori.
  • Disponibilità dei manufatti: se esistono impedimenti concreti all’esecuzione dell’intervento.
  • Provvedimenti giudiziari: se sentenze o procedure in corso incidono sulla possibilità di gestire l’immobile.
  • Motivazione amministrativa: se il Comune ha valutato gli elementi rilevanti per individuare i soggetti obbligati.
  • Termini e prescrizioni: quali attività sono richieste e in quanto tempo devono essere completate.

Questi elementi possono contribuire a chiarire se l’ordine sia stato rivolto al soggetto corretto. La loro rilevanza deve comunque essere valutata caso per caso, senza presumere che la mancanza di disponibilità materiale comporti automaticamente l’annullamento del provvedimento.

Amianto, pubblicato oggi nuovo catalogo INAIL 2026: esposizione professionale e non professionale

Catalogo esposizioni amianto INAIL
Catalogo esposizioni amianto INAIL

Pubblicato oggi martedì 13 ottobre 2026 il nuovo Catalogo INAIL delle principali occasioni di esposizione professionale e non professionale ad amianto, realizzato nell’ambito delle attività scientifiche dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro.

La pubblicazione aggiorna le conoscenze raccolte attraverso il Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM). Inoltre, offre indicazioni utili per riconoscere le possibili fonti di esposizione e migliorare le strategie di prevenzione.

Catalogo INAIL 2026: perché è importante

Il nuovo catalogo raccoglie informazioni sulle circostanze in cui lavoratori e cittadini possono essere entrati in contatto con l’amianto.

Il documento si basa sui dati raccolti dai Centri Operativi Regionali (COR), che partecipano alle attività di sorveglianza epidemiologica coordinate scientificamente dall’INAIL.

L’obiettivo è ampliare le conoscenze sulle esposizioni già note. Allo stesso tempo, la pubblicazione prende in esame situazioni meno comuni, che possono essere difficili da individuare durante la ricostruzione della storia lavorativa e personale.

Queste informazioni sono fondamentali. Infatti, conoscere le possibili fonti di esposizione aiuta a individuare i rischi, orientare gli approfondimenti sanitari e promuovere interventi di prevenzione più efficaci.

Amianto e salute: quali sono i rischi

“L’amianto è un materiale fibroso che, se deteriorato o lavorato in modo da liberare fibre nell’aria, può determinare un rischio per la salute in caso di inalazione.

L’esposizione è associata a gravi patologie, tra cui il mesotelioma e alcune forme di tumore polmonare. Una caratteristica rilevante di queste malattie è il lungo periodo di latenza, che può arrivare a diversi decenni tra l’esposizione e la comparsa dei sintomi.

Per questo motivo, la sorveglianza sanitaria ed epidemiologica rimane importante anche a distanza di molti anni dal divieto di utilizzo dell’amianto.” Ha affermato l‘Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

I settori professionali interessati dall’esposizione

Il catalogo prende in considerazione numerosi comparti produttivi. Alcuni sono storicamente associati all’impiego dell’amianto. Lo abbiamo visto spesso con le numerose sentenze portate avanti dall’ONA.

 Cantieristica navale e manutenzione delle imbarcazioni

In passato, l’amianto è stato utilizzato in diverse applicazioni navali, soprattutto per le sue proprietà isolanti e resistenti al calore.

Le possibili occasioni di esposizione riguardavano, tra gli altri, gli interventi di installazione, riparazione e manutenzione. Le attività potevano coinvolgere tubisti, elettricisti, falegnami di bordo e altri addetti ai lavori.

Industria automobilistica e sistemi frenanti

Un altro ambito riguarda la produzione e la manutenzione dei veicoli.

In passato, alcuni componenti, come guarnizioni, materiali isolanti e parti dei sistemi frenanti, potevano contenere amianto. Le lavorazioni meccaniche e la sostituzione dei componenti rappresentano quindi attività da considerare nella ricostruzione delle esposizioni storiche.

La valutazione dei singoli casi richiede comunque informazioni specifiche sui materiali utilizzati, sul periodo di lavoro e sulle mansioni svolte.

Edilizia e manufatti in cemento-amianto

L’edilizia costituisce uno degli ambiti più rilevanti per la presenza di materiali contenenti amianto.

Coperture, tubazioni, pannelli e altri manufatti installati negli anni passati possono essere ancora presenti negli edifici. Di conseguenza, gli interventi di ristrutturazione, demolizione o manutenzione devono essere pianificati con attenzione.

Prima di intervenire su materiali sospetti, è opportuno rivolgersi a professionisti qualificati. Tagliare, forare o rimuovere autonomamente un manufatto può favorire la dispersione delle fibre.

Agricoltura, pesca e attività rurali

Anche il settore agricolo e quello della pesca possono essere coinvolti nella ricostruzione delle esposizioni.

Le situazioni da esaminare comprendono la presenza di materiali contenenti amianto negli edifici rurali, nelle attrezzature e in alcune imbarcazioni. Inoltre, l’analisi storica può richiedere verifiche sull’utilizzo di specifici materiali impiegati nei processi produttivi.

La documentazione delle attività svolte e dei luoghi frequentati può contribuire a individuare circostanze che, a prima vista, potrebbero sembrare poco rilevanti.

Le esposizioni meno conosciute: elettrodomestici, uffici e riciclaggio

Uno degli aspetti di interesse del catalogo riguarda le possibili esposizioni in contesti diversi da quelli tradizionalmente considerati a rischio.

Le ricostruzioni possono comprendere, per esempio, interventi su vecchie apparecchiature termiche, caldaie, compressori e altri dispositivi contenenti componenti isolanti o guarnizioni di materiali oggi non più utilizzati.

Sono inoltre rilevanti le attività svolte nel settore editoriale, negli uffici pubblici e nell‘industria del riciclaggio, quando la storia dei luoghi di lavoro o dei materiali trattati suggerisce possibili contatti con l’amianto.

È importante precisare che la citazione di un settore o di un’apparecchiatura non dimostra, da sola, la presenza di amianto in ogni prodotto della stessa categoria. L’eventuale contaminazione deve essere verificata caso per caso.

Esposizione familiare e non professionale all’amianto

L’amianto non è stato presente soltanto negli ambienti di lavoro. In determinate circostanze, l’esposizione può essersi verificata anche al di fuori dell’attività professionale.

Un esempio riguarda il possibile contatto indiretto con fibre trasportate a casa sugli indumenti da lavoro di persone impiegate in attività esposte. Si parla, in questi casi, di esposizione familiare o domestica.

Esistono inoltre situazioni legate a lavori svolti nel tempo libero, alla manutenzione di edifici e alla frequentazione di ambienti nei quali erano presenti materiali contenenti amianto.

La ricostruzione di queste circostanze può essere complessa, soprattutto quando sono trascorsi molti anni. Per questo motivo, il catalogo attribuisce importanza alla raccolta di informazioni sulla storia personale, familiare e lavorativa.

Nuovo questionario anamnestico: cosa cambia

Tra gli aspetti metodologici approfonditi nell’edizione 2026 figura l’aggiornamento degli strumenti utilizzati per raccogliere le informazioni sui possibili contatti con l’amianto.

Il questionario anamnestico consente di ricostruire mansioni, luoghi di lavoro, attività svolte e altre circostanze potenzialmente rilevanti.

L’aggiornamento mira a migliorare l’individuazione delle esposizioni meno documentate. Inoltre, punta a rendere più completa la raccolta delle informazioni nei casi in cui la fonte di esposizione non sia immediatamente riconoscibile.

Prevenzione dell’amianto: quali comportamenti adottare

La prevenzione resta fondamentale, soprattutto negli edifici e negli impianti realizzati quando l’amianto era ancora ampiamente utilizzato.

Per ridurre i rischi è consigliabile seguire alcune indicazioni:

  • Non danneggiare i materiali sospetti: evitare di tagliare, forare o rompere manufatti che potrebbero contenere amianto.
  • Richiedere una valutazione qualificata:in caso di dubbi, rivolgersi a tecnici competenti per identificare il materiale e valutarne le condizioni.
  • Affidare gli interventi a imprese specializzate: le operazioni di bonifica devono rispettare le procedure e le disposizioni previste dalla normativa.
  • Ricostruire la storia lavorativa: per gli approfondimenti sanitari, documentare mansioni, periodi di impiego e luoghi frequentati può essere utile.
  • Consultare fonti ufficiali: i documenti dell’INAIL e le indicazioni delle autorità sanitarie rappresentano riferimenti importanti per orientarsi.

Dove consultare il catalogo INAIL 2026 sull’amianto

Per approfondire le informazioni sulle esposizioni professionali e non professionali è consigliabile consultare la pubblicazione integrale attraverso il sito istituzionale dell’INAIL.

Il documento è u punto di riferimento per chi si occupa di salute e sicurezza sul lavoro, ricerca epidemiologica, prevenzione e ricostruzione delle esposizioni pregresse.

Per le valutazioni relative a singoli edifici, ambienti o attività lavorative, è comunque necessario considerare le caratteristiche specifiche del caso e avvalersi di professionisti qualificati.

 

Papa Leone XIV in ospedale per nodulo polmonare: la vicinanza dell’ONA

Papa Leone
Papa Leone

L’Osservatorio Nazionale Amianto esprime vicinanza e solidarietà a Papa Leone XIV, ricoverato al Policlinico Gemelli per un intervento volto alla rimozione di un nodulo polmonare. Un messaggio di affetto, speranza e attenzione alla salute.

In questo momento delicato, l’ONA si unisce ai sentimenti di affetto e di speranza di quanti sono vicini al Santo Padre. “L’auspicio” – afferma il presidente Avv. Ezio Bonanni – è che l’intervento possa svolgersi nel migliore dei modi e che il Pontefice possa affrontare serenamente il percorso di recupero.”

Il messaggio di vicinanza dell’ONA al Santo Padre

La notizia del ricovero di Papa Leone XIV richiama l’attenzione sull’importanza della salute e della prevenzione.

L’ONA manifesta la propria solidarietà al Pontefice e gli rivolge un augurio di pronta ripresa. In questo momento, il pensiero va anche a tutte le persone che affrontano un problema di salute e alle loro famiglie, spesso chiamate a vivere momenti di preoccupazione e incertezza.

La vicinanza umana e la speranza rappresentano valori fondamentali. Sono gli stessi valori che guidano l’impegno quotidiano a favore delle persone colpite da malattie e delle loro famiglie.

Nodulo polmonare e prevenzione: l’importanza della diagnosi precoce

Secondo quanto comunicato dalla Santa Sede, il nodulo polmonare del Papa è stato individuato durante controlli medici di routine. Leone XIV ha riferito che la lesione è stata rilevata in una fase iniziale e che i medici hanno ritenuto opportuno procedere con l’intervento.

“È importante ricordare che – secondo quanto dichiarato da Federico Venuta, ordinario di Chirurgia toracica all‘Università La Sapienza e direttore dell’Unità di Chirurgia toracica al Policlinico Umberto I di Roma su Ansa – “la presenza di un nodulo polmonare non equivale automaticamente a una diagnosi di tumore. La natura della lesione deve essere valutata dai medici attraverso gli accertamenti necessari.”

La prevenzione e i controlli clinici possono contribuire a individuare tempestivamente eventuali problemi di salute. Per questo è fondamentale seguire le indicazioni degli specialisti e non trascurare i percorsi diagnostici consigliati.

La tutela della salute e la lotta alle malattie professionali

L’Osservatorio Nazionale Amianto è impegnato da decenni nella tutela della salute, nell’assistenza alle vittime dell’amianto e nella promozione della prevenzione delle malattie correlate all’esposizione a sostanze cancerogene.

L’esperienza delle persone esposte all’amianto e delle loro famiglie conferma quanto siano importanti l’informazione, la diagnosi tempestiva e l’accesso a percorsi di cura adeguati.

L’ONA richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di proteggere i lavoratori e i cittadini dai rischi ambientali e professionali. La prevenzione deve essere una priorità condivisa, sostenuta da controlli efficaci, informazione scientifica e interventi concreti.

 Un augurio di pronta guarigione a Papa Leone XIV

L’auspicio è che il percorso clinico possa procedere positivamente e che il Santo Padre possa tornare presto alle proprie attività.

Il presidente, i collaboratori e tutti coloro che condividono l’impegno dell’ONA rivolgono al Pontefice un pensiero di solidarietà e un sincero augurio di pronta guarigione.

Foto in copertina: Edgar Beltrán, The Pillar, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

FAIR PLAY FOR LIFE 2026 – a Roma conferenza stampa e manifestazione

Ruggero Alcanterini, presidente del Comitato Italiano Nazionale del Fair Play
Ruggero Alcanterini, presidente del Comitato Italiano Nazionale del Fair Play

Dal nuovo inno Fair Play al Festival of Inclusion, il CNIFP unisce sport, salute, arti performative e impegno sociale.

Lo sport come palestra di etica, la salute come bene collettivo, l’arte come strumento di cura e inclusione. Sono i temi al centro della manifestazione e della conferenza stampa del FAIR PLAY FOR LIFE 2026. Promosse per riflettere su quanto realizzato e annunciare le prossime attività del Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP). In programma lunedì 19 ottobre al Palazzo H del Foro Italico, largo Lauro De Bosis 15, a Roma.

Dalle ore 9.30 alle ore 11.00, Sala Presidenti Conferenza stampa nazionale Fair Play e del III Festival of Inclusion Da ore 11.00 – 12.30, Sala Giunta Premiazioni, inno, mostra e presentazioni Fair Play for Life

Durante la conferenza stampa verranno quindi presentati progetti e opere culturali ad impatto nazionale con la premiazione di otto personalità che si sono distinte per il proprio merito etico e per il contributo alla diffusione dei valori del Fair Play. Al centro dell’incontro, inoltre, il Festival of Inclusion, il ruolo del SIAC Europa (Sindacato Autonomo Europeo Spettacolo dal Vivo e Benessere Animale) nel mondo dello spettacolo dal vivo, lo sport inclusivo, il Fair Play della salute e dei territori. Oltre al centenario dell’UNUCI – Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia e le iniziative che mettono in relazione cultura, benessere e responsabilità sociale.

L’appuntamento sarà anche un’occasione per presentare il percorso di collaborazione tra sport, arti performative e associazionismo. Con uno sguardo ai prossimi eventi, tra cui Arti in Danza – Premio Garbatella 2027 con Alessandro Alcanterini.

Conferenza stampa con Ruggero Alcanterini e le eccellenze ore 9.30-11.00, Sala Presidenti

Alle ore 9.30 alla Sala Presidenti, apriranno i lavori Ruggero Alcanterini, presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play e l’Avvocato Ezio Bonanni, vicepresidente del CNIFP e presidente dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto. Alcanterini modererà la conferenza. Da evidenziare l’illustre presenza del Presidente CONI Luciano Buonfiglio.

Alcanterini e Bonanni - Fair Play for life
Alcanterini e Bonanni – Fair Play

Il programma si aprirà quindi con la presentazione del Festival of Inclusion, a cura di Alessandro Benardinelli. Iniziativa che si terrà dal 23 al 25 ottobre 2026 al Palatorrino di Roma. Manifestazione di rilievo per lo sport paralimpico con, tra gli altri, il campione del basket in carrozzina Andrea Alberto Pellegrini.

Per proseguire l’intervento del SIAC, con Gaetano e Bianca Montico, dedicato alle iniziative che collegano il mondo circense alla pratica sportiva e il benessere animale. Seguirà inoltre l’intervento di Daniele Laureti, dedicato al progetto GESIS e al rapporto tra inclusione e impiantistica sportiva. Con particolare attenzione alla possibilità di favorire la partecipazione attraverso spazi e strutture accessibili. È inoltre previsto la partecipazione dell’UNUCI, l’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia con il Generale Federico Sepe ed altri rappresentanti, in vista dell’appuntamento per il centenario del 25 novembre.

La conferenza annuncerà anche gli eventi Fair Play della salute, dei territori, il World Fair Play Day

Il Fair Play della salute richiama infatti l’attenzione sul benessere della persona, sulla prevenzione e sulla responsabilità collettiva.

Il Fair Play dei territori valorizza invece il rapporto tra comunità, partecipazione e sviluppo sociale.

Il World Fair Play Day 2027 (19 maggio) rappresenta quindi un ulteriore riferimento per la diffusione internazionale dei principi di correttezza e rispetto.

Come il progetto Bellessere di Massimo Lucidi, dopo il successo del 2025 e del 2026, amplierà il confronto sul benessere inteso nella sua dimensione personale, relazionale e sociale.

Arte, cultura e rispetto, Sala Giunta

La manifestazione alla Sala Giunta darà spazio anche a opere che interpretano il Fair Play attraverso linguaggi artistici differenti.

Il soprano Lucia Rubedo presenterà e canterà L’inno Fair Play, messaggio di pace attraverso il canto.
Eugenio Di Paolo illustrerà l’opera visiva Centomani, che richiama la fratellanza e la condivisione, mentre Antonio Amara presenterà il libro Palla, Storia universale di una sfera nella quale la palla diviene metafora del rispetto delle regole e della vita.

Sia il libro che l’opera Centomani saranno esposti nella Sala dei Presidenti.

Il dialogo tra arte e sport rappresenta infatti uno degli elementi centrali dell’iniziativa: la cultura viene proposta quindi come strumento capace di trasmettere valori, creare occasioni di incontro e favorire una maggiore consapevolezza sociale.

I premiati per il merito etico

Alle ore 11.00, nella Sala Giunta, si svolgerà infine la cerimonia di premiazione, aperta dall’esecuzione dell’Inno Fair Play.
Gli otto riconoscimenti sono destinati a personalità che, attraverso il proprio percorso professionale, culturale e umano, hanno contribuito alla promozione di comportamenti ispirati a lealtà, responsabilità, inclusione e rispetto.

I premiati saranno:

Andrea Alberto Pellegrini, campione paralimpico, cestista basket in carrozzina e schermidore
Luciana Marcellini, la più giovane atleta partecipante ai Giochi olimpici di Roma 1960.
Michele Grillo, straordinario moderno promotore del tifo sportivo etico.
Salvatore Cristiani, medico storico divulgatore del Fair Play della Salute.
Daniele Laureti, instancabile assertore dell’impiantistica sportiva e dello sport inclusivo.
Cesare Gaudiano, fantastico alfiere dei valori del Fair Play nella società civile.
Antonio Amara, talentuoso inventore di storici eventi dedicati al merito.
Eugenio Di Paolo, artista unico e visionario del Fair Play oltre le immagini
Lucia Rubedo, il pensiero e la voce di Shakespeare per il rispetto e la pace.

Andrea Alberto Pellegrini
Andrea Alberto Pellegrini

I riconoscimenti intendono quindi valorizzare il merito etico, oltre ai risultati e alle competenze individuali, mettendo in evidenza il contributo che ciascun premiato ha offerto alla società attraverso il proprio ambito di attività.

Consegna della torcia madre originale olimpionica 1960

Un gesto altamente simbolico unirà idealmente la memoria olimpica alla cultura, alla pace e alla trasmissione dei valori tra generazioni: la storica atleta olimpionica Luciana Marcellini, consegnerà la torcia “madre” originale realizzata nel 1960, dall’archeologo Amedeo Maiuri, custodita dalla famiglia di Marcello Garroni (segretario generale dei XVII Giochi Olimpici), al soprano Lucia Rubedo e via via agli altri premiati.

La collaborazione con le realtà dello sport, della cultura e dello spettacolo dal vivo può favorire nuove occasioni di partecipazione e contribuire alla diffusione di una cultura dell’inclusione.

Alcanterini: «Rispetto, inclusione e responsabilità devono essere principi condivisi»

«Il Fair Play non riguarda soltanto lo sport, ma si applica a tutti gli aspetti della vita e al modo in cui ci si confronta con gli altri», sottolinea Ruggero Alcanterini, presidente del CNIFP.

«Promuovere questi valori significa contribuire alla costruzione di una società nella quale rispetto, inclusione, lealtà e responsabilità siano principi concreti e condivisi».

Con FAIR PLAY FOR LIFE 2026, il CNIFP rinnova il proprio impegno per una cultura che riconosca il valore delle persone, premi il merito etico e favorisca il dialogo tra sport, salute, arte e società civile.

Dalla promozione dello sport inclusivo alla valorizzazione dei professionisti dello spettacolo dal vivo, fino ai progetti che mettono in relazione danza, formazione e benessere, il filo conduttore resta la possibilità di trasformare i valori in esperienze concrete.

INFORMAZIONI SULL’EVENTO

Evento: FAIR PLAY FOR LIFE 2026 – III Festival of Inclusion
Organizzazione: CNIFP
Data: lunedì 19 ottobre 2026
Orario: 9.30–12.30
Conferenza stampa: ore 9.30, Sala Presidenti
Premiazioni, inno, mostra e presentazioni: ore 11, Sala Giunta
Sede: Palazzo H del Foro Italico, Largo Lauro De Bosis 15, Roma– Comitato Nazionale Italiano Fair Play

Lucia Rubedo
Lucia Rubedo

Approfondimento: Art. 256, Lavori di demolizione o rimozione dell’amianto

Bonifica amianto - immagine AI generata con Canva free
Bonifica amianto - immagine AI generata con Canva free

Oggi approfondiamo l’Articolo 256 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro)  che regola in modo rigoroso le operazioni di demolizione e rimozione dell’amianto o dei materiali che lo contengono.
L’obiettivo della norma è proteggere la salute dei lavoratori impegnati nei cantieri e salvaguardare l’ambiente esterno, evitando la dispersione di fibre killer nell’aria.

I punti chiave dell’Articolo 256

  • Imprese autorizzate: I lavori possono essere eseguiti solo da aziende in possesso dei requisiti di iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali (art. 212 del D.Lgs. 152/2006).
  •  Obbligo del piano di lavoro: Prima di iniziare qualsiasi intervento su edifici, impianti o mezzi di trasporto, il datore di lavoro deve redigere un dettagliato piano di sicurezza.
  •  Preavviso di 30 giorni: Una copia del piano va inviata all’organo di vigilanza competente almeno trenta giorni prima dell’inizio delle opere (salvo comprovati casi di urgenza).
  • Misure di prevenzione: Il documento deve indicare le tecniche di rimozione preventiva, i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) forniti al personale, i sistemi di decontaminazione e le modalità di smaltimento.
  • Trasparenza: I lavoratori o i loro rappresentanti devono avere sempre accesso alla documentazione tecnica del cantiere.

Il commento dell’Avvocato Ezio Bonanni

L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) nel commentare il passaggio del Testo Unico ha dichiarato:
«L’articolo 256 è il vero argine legale tra la vita e la malattia per migliaia di lavoratori. 
Quando le regole sulla rimozione e sulla bonifica vengono violate, il rischio di inalazione delle fibre di amianto aumenta esponenzialmente, aprendo la strada a patologie devastanti e irreversibili come il mesotelioma e i tumori polmonari.  Il rispetto puntuale di ogni singolo comma di questo articolo un atto concreto di giustizia e prevenzione primaria».

Il testo originale

Art. 256 Lavori di demolizione o rimozione dell’ amianto

1. I lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto possono essere effettuati solo da imprese rispondenti ai requisiti di cui all’articolo 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

Piano di lavoro

2. Il datore di lavoro, prima dell’inizio di lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto o di materiali contenenti amianto da edifici, strutture, apparecchi e impianti, nonché dai mezzi di trasporto, predispone un piano di lavoro.
3. Il piano di cui al comma 2 prevede le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e la protezione dell’ambiente esterno.
4. Il piano, in particolare, prevede e contiene informazioni sui seguenti punti:
a) rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto prima dell’applicazione delle tecniche di demolizione, a meno che tale rimozione non possa costituire per i lavoratori un rischio maggiore di quello rappresentato dal fatto che l’amianto o i materiali contenenti amianto vengano lasciati sul posto;

Dispositivi di sicurezza e misure di protezione dall’amianto

b) fornitura ai lavoratori di idonei dispositivi di protezione individuale;
c) (verifica, prima della ripresa di altre attività, dell’assenza di rischi dovuti all’esposizione, eventualmente anche attraverso la misurazione ambientale nel luogo confinato di lavoro) all’amianto sul luogo di lavoro, al termine dei lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto;
d) adeguate misure per la protezione e la decontaminazione del personale incaricato dei lavori;
e) adeguate misure per la protezione dei terzi e per la raccolta e lo smaltimento dei materiali;
f) adozione, nel caso in cui sia previsto il superamento dei valori limite di cui all’articolo 254, delle misure di cui all’articolo 255, adattandole alle particolari esigenze del lavoro specifico;

Dichiarazione delle caratteristiche

g) natura dei lavori, data di inizio e loro durata presumibile;
h) luogo ove i lavori verranno effettuati;
i) tecniche lavorative adottate per la rimozione dell’amianto;
l) caratteristiche delle attrezzature o dispositivi che si intendono utilizzare per attuare quanto previsto dalle lettere d) ed e).

Tempistiche sul piano di lavoro

5. Copia del piano di lavoro è inviata all’organo di vigilanza, almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. Se entro il periodo di cui al precedente capoverso l’organo di vigilanza non formula motivata richiesta di integrazione o modifica del piano di lavoro e non rilascia prescrizione operativa, il datore di lavoro può eseguire i lavori. L‘obbligo del preavviso di trenta giorni prima dell’inizio dei lavori non si applica nei casi di urgenza. In tale ultima ipotesi, oltre alla data di inizio, deve essere fornita dal datore di lavoro indicazione dell’orario di inizio delle attività.
6. L’invio della documentazione di cui al comma 5 sostituisce gli adempimenti di cui all’articolo 250.
7. Il datore di lavoro provvede affinchè i lavoratori o i loro rappresentanti abbiano accesso alla documentazione di cui al comma 4.