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Amianto a Campogalliano: ONA Carpi attende sviluppi

amianto foro generico (immagine free ai esclusivamente decorativa)
amianto foro generico (immagine free ai esclusivamente decorativa)

LOsservatorio Nazionale Amianto (ONA) – Carpi continua ad attende sviluppi sul percorso avviato dal Comune di Campogalliano in merito alle verifiche sulle coperture contenenti amianto presenti nell’area compresa tra via Zucchini e via Rubiera.

La vicenda nasce dalla richiesta di accesso agli atti e di informazioni ambientali presentata dall’ONA Carpi. Finalizzata ad acquisire elementi conoscitivi sulla presenza di materiali contenenti amianto e sulle eventuali valutazioni tecniche disponibili.

Ad aprile l’Amministrazione comunale aveva fornito un riscontro alla richiesta. Comunicando l’avvio di un’attività istruttoria per raccogliere informazioni aggiornate sugli immobili interessati.

Alla data odierna, Mirco Zanoli di ONA Carpi comunica di essere in attesa di ulteriori aggiornamenti relativi agli sviluppi del procedimento. E agli eventuali esiti delle verifiche avviate.

La risposta del Comune sulle coperture contenenti amianto

Secondo quanto riportato nella comunicazione ufficiale ricevuta dall’ONA Carpi e firmata dal responsabile del Settore Servizi al Territorio, il Comune aveva confermato la conoscenza della presenza di edifici per i quali, in passato, erano state effettuate valutazioni sulla possibile presenza di materiali contenenti amianto.

Nella stessa comunicazione l’Amministrazione aveva precisato che, agli atti degli uffici competenti, non risultavano disponibili valutazioni recenti relative allo stato di conservazione delle coperture oggetto della segnalazione.

Per questo motivo era stato avviato un percorso amministrativo finalizzato all’acquisizione di ulteriori elementi tecnici.

Le verifiche richieste ai proprietari degli immobili

Nell’ambito dell’istruttoria, il Comune aveva comunicato l’intenzione di acquisire dai proprietari degli immobili interessati la documentazione prevista dalla normativa vigente.

Tra gli elementi richiesti rientravano:

  • l’individuazione del responsabile per il controllo e la manutenzione dei materiali contenenti amianto;
  • una valutazione aggiornata dello stato di conservazione delle coperture, redatta da un tecnico qualificato secondo i criteri previsti dalla normativa regionale.

L’acquisizione di tali informazioni avrebbe consentito agli uffici competenti di valutare eventuali ulteriori iniziative di propria competenza.

ONA Carpi: monitoraggio e attenzione alla prevenzione

L’ONA Carpi prosegue la propria attività di monitoraggio sul territorio. Con l’obiettivo di favorire la conoscenza delle situazioni potenzialmente rilevanti sotto il profilo ambientale e della tutela della salute.

La presenza di materiali contenenti amianto richiede infatti una corretta gestione e un controllo periodico delle condizioni dei manufatti, secondo quanto previsto dalla normativa.

ONA Carpi resta in attesa di eventuali comunicazioni, avendo Zanoli dichiarato di aver inoltrato ulteriori solleciti, relative agli sviluppi del procedimento amministrativo avviato dal Comune di Campogalliano.

Un percorso ancora in fase di acquisizione delle informazioni

Eventuali aggiornamenti saranno valutati sulla base delle informazioni ufficiali che saranno rese disponibili dagli enti competenti e dai soggetti coinvolti.

L’attenzione dell’ONA Carpi rimane rivolta alla promozione della corretta gestione dell’amianto e alla diffusione di informazioni utili per la prevenzione dei rischi connessi alla presenza di materiali contenenti fibre di amianto.

Mirco Zanoli, Osservatorio Nazionale Amianto Carpi
Mirco Zanoli, Osservatorio Nazionale Amianto Carpi

 

Amianto, Carabiniere morto per mesotelioma: il Tribunale di Pesaro riconosce la vittima del dovere

Avv. Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto
Avv. Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto

Sentenza definitiva: riconosciuto il nesso tra esposizione all’amianto durante il servizio e decesso del maresciallo dei Carabinieri

Il Tribunale di Pesaro ha riconosciuto come vittima del dovere un maresciallo capo dell’Arma dei Carabinieri di Fano. Deceduto nel 2013 all’età di 56 anni a causa di un mesotelioma pleurico. Il giudice della Sezione Lavoro ha stabilito che la malattia è collegata all’esposizione all’amianto durante il servizio. Ha quindi condannato il Ministero dell’Interno a corrispondere agli eredi i benefici economici previsti dalla normativa per le vittime del dovere.

La carriera del militare e l’esposizione all’amianto

Secondo quanto ricostruito nel procedimento giudiziario, il sottufficiale era entrato nell’Arma dei Carabinieri nel 1975, prestando servizio fino al 2002.

Durante la sua attività aveva operato come addetto alle trasmissioni nelle centrali operative. Nel corso del giudizio è stato ricostruito che alcune mansioni svolte comportavano il contatto con materiali contenenti amianto. Utilizzati, tra l’altro, per la manutenzione delle armi e dei mezzi meccanici, sia blindati sia ruotati.

Tra gli episodi richiamati nella sentenza figura anche l’intervento di soccorso effettuato nella notte del 27 maggio 1993 dopo la strage di via dei Georgofili a Firenze. Secondo la ricostruzione accolta dal giudice, in quel contesto erano presenti materiali contenenti amianto dispersi nell’ambiente.

La consulenza tecnica conferma il nesso causale

Nel corso della causa è stata disposta una consulenza tecnica d’ufficio che ha concluso per l’esistenza di un rapporto causale tra il mesotelioma pleurico epiteliale maligno e l’attività lavorativa svolta dal militare.

La consulenza ha inoltre accertato un’inabilità lavorativa totale e il collegamento diretto tra la patologia e il decesso, avvenuto il 24 febbraio 2013.

Il Tribunale condanna il Ministero dell’Interno

Con la decisione, il Tribunale di Pesaro ha ritenuto non sufficienti gli elementi presentati dall’Amministrazione per escludere la presenza di amianto nelle attività indicate durante il processo. Respinta inoltre l’eccezione di prescrizione sollevata dalla difesa del Ministero.

Il giudice ha riconosciuto un’invalidità pari al 100% connessa alla patologia che ha causato il decesso e ha disposto che il Ministero dell’Interno corrisponda agli eredi i benefici economici maturati e non percepiti dal militare, oltre agli interessi e alle spese processuali.

La sentenza non impugnata ed è pertanto definitiva.

Le dichiarazioni del legale della famiglia

L’avvocato Ezio Bonanni, difensore degli eredi e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha espresso soddisfazione per la decisione del Tribunale.

Secondo il legale, il provvedimento «restituisce dignità alla memoria del maresciallo» e rappresenta un importante riconoscimento per chi ha svolto il proprio servizio a favore dello Stato. Bonanni ha inoltre auspicato che “questa pronuncia possa costituire un precedente significativo per coloro che attendono il riconoscimento dei diritti previsti dalla legge in casi analoghi.”

Terra dei Fuochi, ONA: “Servono bonifiche e maggiori tutele” (VIDEO)

Bonanni e Abbate - intervista sulla Terra dei Fuochi
Bonanni e Abbate - intervista sulla Terra dei Fuochi

La tutela dell’ambiente e della salute pubblica continua a essere al centro dell’attività dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). Nel corso di una  intervista con il giornalista Luigi ABbate, il presidente dell’associazione, l’Avv. Ezio Bonanni, ha ribadito la necessità di accelerare gli interventi di bonifica nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”.  Ha infatti evidenziato le possibili conseguenze dell’inquinamento ambientale per residenti e lavoratori impegnati sul territorio.

Secondo l’ONA, la protezione dell’ambiente rappresenta un principio sancito dalla Costituzione italiana e strettamente collegato al diritto alla salute.

Il richiamo alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo

Nel suo intervento, Bonanni ha ricordato la recente pronuncia della Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha condannato l’Italia in relazione alla gestione della situazione ambientale nella Terra dei Fuochi, ritenendo che lo Stato dovesse adottare misure più efficaci per affrontare il problema e tutelare la popolazione esposta.

Secondo il presidente dell’ONA, questa decisione rafforza la necessità di realizzare al più presto interventi di bonifica e di prevenzione nelle aree interessate.

I possibili rischi per salute e ambiente

Nel corso dell’intervista, Bonanni ha richiamato l’attenzione sull’incidenza di patologie oncologiche segnalata in alcuni territori della Terra dei Fuochi, facendo riferimento anche ai casi pediatrici. Tuttavia, il rapporto tra esposizioni ambientali e singole patologie richiede valutazioni epidemiologiche e scientifiche specifiche, che devono essere effettuate dagli organismi competenti.

Le categorie di lavoratori più esposte secondo l’ONA

Tra i soggetti che, secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, meritano particolare attenzione figurano alcuni operatori che hanno svolto attività nelle aree interessate dall’emergenza rifiuti. In particolare il personale impiegato nelle attività legate alla gestione dell’emergenza ambientale.

Secondo l’ONA, anche il personale in servizio presso strutture situate all’interno o nelle vicinanze delle aree contaminate potrebbe aver affrontato condizioni di potenziale esposizione, aspetto che richiede approfondimenti caso per caso.

Il caso giudiziario richiamato dall’associazione

Nel suo intervento, Bonanni ha inoltre richiamato il caso di un brigadiere deceduto a causa di un mesotelioma, patologia frequentemente associata all’esposizione ad amianto.

Secondo quanto riferito dall’ONA, la vicenda riguarda anche un contenzioso in materia previdenziale, nato dal mancato riconoscimento dell’esistenza di un’esposizione professionale eccedente il rischio ordinario. L’associazione ha precisato che la questione è stata portata all’attenzione della Corte di Cassazione, che sarà chiamata a pronunciarsi sugli aspetti giuridici della vicenda.

L’impegno dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a promuovere iniziative finalizzate alla tutela delle persone che ritengono di aver subito danni alla salute in seguito a esposizioni ad amianto o ad altri agenti inquinanti.

Tra gli obiettivi indicati dall’associazione figurano il completamento delle bonifiche ambientali, il rafforzamento delle attività di prevenzione, il monitoraggio sanitario delle popolazioni esposte e il riconoscimento dei diritti dei lavoratori che abbiano contratto patologie correlate all’esposizione professionale, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

 

Amianto: nel Nuovo Galles del Sud smaltimento gratuito per le famiglie

Bandiera australiana accanto a lastre di amianto eternit, composizione realistica, forte contrasto visivo, sfondo semplice ( immagine free generato da CANVA)
Bandiera australiana accanto a lastre di amianto eternit, composizione realistica, forte contrasto visivo, sfondo semplice ( immagine free generato da CANVA)

Il governo del Nuovo Galles del Sud (Australia) ha presentato un nuovo Piano d’azione sull’amianto, accompagnato da un investimento complessivo di 16 milioni di dollari australiani destinato a rafforzare la gestione dei rifiuti contenenti amianto e a migliorare la sicurezza di lavoratori e cittadini.

Tra le novità più rilevanti figura una sperimentazione della durata di due anni che consentirà alle famiglie di usufruire gratuitamente del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti domestici contenenti amianto.

“L’esempio australiano potrebbe essere un modello da seguire anche in Italia considerato che ci sono 7000 decessi per patologie asbesto-correlate nel nostro Paese”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto commentando l’iniziativa.

Raccolta gratuita dell’amianto domestico

Il programma pilota prenderà il via dal 2027. L’iniziativa prevede il ritiro gratuito dei materiali contenenti amianto direttamente presso le abitazioni.

Secondo il governo, la misura punta a ridurre gli episodi di abbandono illegale dei rifiuti e a favorire uno smaltimento più sicuro dei materiali pericolosi.

Molti proprietari di abitazioni, infatti, si trovano ad affrontare lavori di ristrutturazione senza conoscere le corrette procedure per eliminare l’amianto oppure rinunciano allo smaltimento regolare a causa dei costi elevati. Il nuovo servizio mira quindi a semplificare le operazioni e a incentivare comportamenti conformi alle norme.

Un piano per rafforzare la gestione dell’amianto

Oltre alla raccolta gratuita, il Piano d’azione introduce ulteriori interventi, tra cui controlli più rigorosi lungo la filiera dei rifiuti e maggiore formazione per i lavoratori che operano nel settore. Oltre a misure per limitare la contaminazione dei materiali destinati al recupero e aggiornamenti normativi per allineare il Nuovo Galles del Sud agli standard adottati in altri Stati e Territori australiani.

Il documento è stato sviluppato attraverso un percorso di consultazione che ha coinvolto enti pubblici, rappresentanti dell’industria, organizzazioni sindacali, ricercatori e specialisti nella gestione dell’amianto.

Il Piano d’azione sull’amianto del Nuovo Galles del Sud è stato reso pubblico dal governo australiano ed è consultabile online attraverso il sito dell’autorità ambientale dello Stato.

Il problema dello smaltimento illegale

Ogni anno le amministrazioni locali sostengono costi di bonifica pari a milioni di dollari.

Tra i materiali abbandonati illegalmente compare frequentemente anche l’amianto, soprattutto perché il suo corretto smaltimento richiede procedure specifiche e può comportare spese significative per i cittadini.

Le dichiarazioni delle istituzioni

La ministra dell’Ambiente Penny Sharpe ha ricordato che “circa una casa su tre costruita prima del 1990 contiene materiali con amianto. Per questo motivo rendere più semplice ed economico lo smaltimento rappresenta un passo importante per la tutela della salute pubblica.”

La ministra ha inoltre evidenziato che il rafforzamento dell’intera filiera dei rifiuti contribuirà a migliorare la sicurezza dei lavoratori, sostenere il settore del recupero dei materiali e offrire maggiori garanzie alla comunità.

Il sostegno degli esperti e del settore

LAsbestos and Dust Diseases Research Institute (ADDRI) ha accolto positivamente il piano, ricordando che in Australia oltre 4.000 persone ogni anno perdono la vita a causa di patologie collegate a esposizioni storiche all’amianto.

L’ADDRI è un istituto di ricerca no-profit con sede a Sydney, in Australia. Riconosciuto come centro di collaborazione dall’OMS, l’istituto si dedica a prevenire, diagnosticare e curare le malattie provocate dall’esposizione all’amianto e ad altre polveri.

Secondo l’istituto, aumentare la consapevolezza dei rischi e favorire una corretta gestione dei materiali contenenti amianto può contribuire a ridurre le future esposizioni e prevenire nuove malattie.

Anche il sindacato United Services Union, la Waste Management and Resource Recovery Association of Australia (WMRR) e la Waste Contractors and Recyclers NSW (WCRA) hanno espresso il proprio sostegno alle riforme, sottolineando l’importanza di rafforzare i controlli, migliorare la formazione degli operatori e rendere più efficiente l’intera catena di gestione dei rifiuti.

Fonte: NSW Government

San Benedetto del Tronto, al via la bonifica amianto per ex stabilimento via Calatafimi

lavoratori bonifica amianto, ceprano
Lavoratori bonifica amianto (foto free di SELİM ARDA ERYILMAZ su Unsplash)

Prendono il via gli interventi di bonifica amianto e messa in sicurezza dell’ex complesso industriale di via Calatafimi, a San Benedetto del Tronto. L’operazione è il primo passo concreto per il recupero dell’area.

“Le notizie di bonifica dall’asbesto sono quotidiane perché solo sul territorio italiano esistono si stima che i siano ancora presenti tra i 32 e i 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto commentando la news.

Il Comune interviene sull’area

L’avvio dei lavori è previsto nella mattinata dell’8 luglio. L’amministrazione comunale ha deciso di intervenire direttamente con l’obiettivo di eliminare le situazioni di rischio presenti all’interno del sito.

Gli interventi interesseranno l’ex stabilimento situato ai civici 168, 170 e 174 di via Calatafimi. Prima dell’apertura del cantiere è stato effettuato un sopralluogo con la partecipazione dei tecnici comunali, della Polizia Locale, dei Vigili del Fuoco e del personale di RFI, così da pianificare le operazioni in sicurezza.

Cambia la viabilità durante i lavori

Per consentire l’esecuzione degli interventi saranno introdotte alcune modifiche alla circolazione.

Su via Calatafimi sarà istituito il divieto di sosta con rimozione forzata nel tratto compreso tra il civico 175 e via Manzoni. In base alle esigenze del cantiere potrà essere disposta anche la chiusura temporanea della strada al traffico veicolare e pedonale, con accesso consentito ai residenti e ai mezzi di emergenza.

Limitazioni anche in via Bracco, tra via Marsala e via Calatafimi, dove saranno vietati il transito e la sosta, fatta eccezione per i residenti. Sarà inoltre chiusa l’area parcheggio situata sul lato est di via Calatafimi, tra i civici 166 e 154.

Le modifiche alla viabilità resteranno in vigore fino al termine delle operazioni. Durante le fasi più delicate del cantiere, il traffico sarà regolato da personale incaricato per garantire la sicurezza di automobilisti e pedoni.

L’obiettivo è eliminare le criticità ambientali

L’intervento punta a mettere in sicurezza un’area che da tempo è al centro dell’attenzione per le condizioni di degrado.

Nel corso dei sopralluoghi effettuati nei mesi scorsi sono stati individuati materiali contenenti amianto ed eternit. Secondo la relazione dell’Ast di Ascoli, la presenza di questi materiali richiede interventi specifici per ridurre i potenziali rischi per la salute.

Tra le criticità segnalate figura anche il rischio di incendi durante il periodo estivo, favorito dalla presenza di vegetazione secca nelle vicinanze della linea ferroviaria.

La vicenda resta al centro del dibattito

Oltre agli aspetti tecnici, la situazione continua a essere seguita anche sul piano politico. Un’interpellanza presentata dai gruppi di centrosinistra chiede un’accelerazione degli interventi sull’ex stabilimento. L’argomento sarà affrontato nel corso del Question Time previsto per il 16 luglio.

Fonte: Il Resto del Carlino