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2 Giugno: Repubblica e Costituzione contro l’amianto

Frecce tricolore, 2 giugno
Frecce tricolore

2 Giugno.“Oggi è la festa della Repubblica e della Costituzione. Ricordiamo i valori di libertà e giustizia. Così anche la giustizia sociale e la tutela del lavoro e della salute sul lavoro contro gli infortuni e malattie professionali. In questo giorno non possiamo ignorare che migliaia di persone continuano a morire per l’amianto. La Repubblica non può dirsi davvero compiuta finché tollera questa strage silenziosa. Bonificare è un dovere costituzionale. Ogni fibra di amianto lasciata nell’ambiente è un’offesa al diritto alla salute sancito dall’articolo 32.”

Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.

Un punto cardinale della nostra coscienza civile

Oggi è il giorno in cui, nel 1946, il popolo italiano, per la prima volta anche le donne, scelse la democrazia sulla monarchia, la libertà sull’oblio, la partecipazione sulla sudditanza. Una scelta che ha reso possibile ogni successiva conquista di giustizia, inclusa quella sociale e ambientale.

La Repubblica e il diritto alla salute

La Costituzione, entrata in vigore due anni dopo quel referendum, ha inscritto tra i suoi valori fondativi il diritto alla salute e la dignità del lavoro (articoli 32 e 41). Due principi fondamentali per la contro l’ingiustizia ambientale, come quella legata all’esposizione all’amianto. Amianto significa mesotelioma, asbestosi, tumori professionali. Significa anche dimenticanza, negazione. Le vittime del dovere hanno lavorato nelle navi, officine, fabbriche, scuole, caserme, ignari del nemico invisibile che respiravano.

“La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità.”
Affermò Piero Calamandrei.

Per questo dinanzi alla strage dell’amianto, nasce spontaneo chiedersi: può dirsi davvero compiuta la Repubblica se tollera l’inerzia nella bonifica dei siti contaminati? Se accetta ritardi nei processi, silenzi nelle aule parlamentari, e lacune nella prevenzione? Quando una democrazia rimanda, decade.

Ricordare non basta

Quindi in questa giornata della Repubblica, commemorare non basta. Occorre agire. Il 2 giugno deve diventare anche la festa della responsabilità ambientale e sociale. In nome dei morti per amianto e dei vivi. Le bonifiche devono essere una priorità nazionale. I processi, veloci. I risarcimenti, giusti. La vigilanza, costante. La prevenzione, scientifica e indipendente. Non lo dobbiamo solo a chi è stato esposto. Lo dobbiamo a quell’idea di Repubblica come casa comune, come patto tra generazioni, come orizzonte di giustizia.

“La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”, disse Sandro Pertini.

Così è anche la salute, così è la giustizia. Oggi, mentre sventolano le bandiere tricolori, ricordiamo che la Repubblica è un impegno quotidiano. In aula, nei cantieri, nei tribunali, nelle scuole, nei luoghi di lavoro. Il futuro della Repubblica si misura anche da quanto saprà liberarsi del suo passato contaminato.
Per una Repubblica libera anche dall’amianto.

Emilia-Romagna, bonifica e dedica alle vittime dell’amianto

Cemento amianto, Emilia Romagna

Segnaliamo dall’Emilia Romagna due interventi differenti, ma legati da un fil rouge comune. Ossia la volontà di trasformare e curare il territorio, guardando al futuro senza dimenticare il passato. Atti concreti di risanamento e rinascita.

Già nel 1996 l’Emilia-Romagna fu tra le prime regioni ad adottare un piano di prevenzione e protezione dall’asbesto.

Bologna, via alle demolizioni ex Officine Casaralta

Una nuova fase si apre per le ex Officine Casaralta di Bologna, storico sito industriale di Bologns. Sono cominciate ieri, 29 maggio, le demolizioni di nove edifici in via Ferrarese.
Al posto di queste strutture verrà costruito un parco, palazzi residenziali, attività commerciali e uno studentato. Un’operazione che secondo le previsione dovrebbe essere completata entro il 2029. Il sindaco Matteo Lepore ha dichiarato di voler dedicare alle vittime dell’amianto ed ai cittadini del quartiere.

L’amianto infatti, ha lasciato una lunga scia di dolore in tante realtà industriali italiane e la bonifica dei siti contaminati rappresenta oggi una priorità

Goro, in provincia di Ferrara via le condotte idrauliche in amianto

Terminate le lavorazioni in via dell’Industria a Goro per il rinnovamento della rete fognaria. L’operazione è volta al miglioramento delle infrastrutture e garantire la sicurezza idraulica. Saranno rimosse le condotte in cemento amianto e verrànno rifatte le banchine stradali.

Amianto nelle baracche di ex officine a Roma?

Amianto bonifiche
emilia romagna, eternit, amianto nelle fabbriche

Chi vive ai margini della società si trova spesso costretto a ripararsi sotto baracche di eternit.
Roma Today ha evidenziato la situazione di alcune ex officine nella Capitale. Occupanti a contatto con potenziale amianto tra rifiuti e contenitori di gasolio altamenti infiammabili.

Scoperta effettuata durante le operazioni di demolizione 

Uno stabile è ora in fase di smantellamento. Al suo postò verrà eretto un magazzino di 10mila metri quadri che promette di dare lavoro a circa 100 persone.  In questo luogo, per anni piazza di spaccio e covo di senzatetto, le persone hanno vissuto nelle strutture fatiscienti con probabile amianto.

Sarà necessario diverso tempo per la bonifica

La demolizione della struttura è cominciata un mese fa ma saranno necessari almeno altri 45 giorni per mettere la zona in sicurezza. L’amianto, secondo quanto indicato nell’articolo, sarebbe stato ritrovato negli imbocchi delle finestre, negli infissi ed è stato impiegato come isolante in alcune tubazioni del riscaldamento.

Un caso che non può essere considerato isolato

Con 40 milioni di tonnellate di amianto ancora da bonificare nel nostro Paese, è fondamentale non considerare la situazione come un’eccezione. L’asbesto non è un’affare che riguarda solo le periferie, le strutture abbandonate. E’ possibile trovarlo in diverse scuole, in alcuni ospedali, in alcune abitazioni costruite antecedentemente il 1992.  Ha a che fare con la nostra esistenza, con il nostro quotidiano.
L’essere umano è l’unico abitante della Terra che avvelena lo spazio in cui vive.
in natura ogni creatura si muove seguendo antiche leggi armoniche.

“Il caso evidenziato della presenza di amianto nelle vecchie officine e quindi con elevata contaminazione di fibre impone una diversa organizzazione della gestione del territorio contro il degrado. E’ fondamentale informare e proteggere tutti i cittadini.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.

Ona è operativa con il numero verde 800 034 294 e con una mobilitazione sempre operativa.

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Ricerca sull’amianto: scoperte scientifiche e prospettive di bonifica

microscopio
microscopio

L’amianto, noto per la sua pericolosità, continua a rappresentare una minaccia per la salute pubblica e l’ambiente. Recenti studi scientifici hanno aperto nuove prospettive.

Amianto e malattie autoimmuni

Tradizionalmente associato a patologie oncologiche come il mesotelioma, l’amianto è anche al centro di ricerche che ne evidenziano il ruolo nell’insorgenza di malattie autoimmuni sistemiche. Tra queste annoveriamo l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso sistemico.
Una revisione pubblicata su Autoimmunity Reviews ha analizzato 31 studi epidemiologici. Il riscontro un aumento significativo del rischio di sviluppo di autoanticorpi antinucleo (Ana) in soggetti esposti. In particolare, l’esposizione alle fibre di crocidolite, sembrerebbe avere un impatto maggiore rispetto al crisotilo.

Bioremediation: batteri marini contro l’amianto

L’Università della Pennsylvania (Usa) ha portato avanti una ricerca utilizzando batteri marini estremofili per la detossificazione. Secondo questo studio, questi organismi sarebbero in grado di ridurre la tossicità delle fibre. Lo farebbero rimuovendo in queste componenti di ferro e silicio. Questi risultati aprono la strada a nuove metodologie di bonifica ambientale basate sulla biotecnologia.

Microscopia elettronica a scansione 

Il National Institute of Standards and Technology negli Usa, ha sviluppato un metodo  efficiente per la rilevazione dell’asbesto tramite microscopia elettronica “a scansione”. Questa tecnica offre un’alternativa più accessibile e rapida rispetto alla tradizionale microscopia elettronica “a trasmissione”. Ciò potrebbe ridurre i costi associati alla bonifica.

Esposizione all’amianto nei giovani

In Australia, alcuni casi di mesotelioma negli adolescenti, hanno acceso i riflettori sui pericoli derivanti l’esposizione domestica all’asbesto. Nonostante la messa al bando dell’amianto da oltre vent’anni, molte abitazioni potrebbero contenere ancora materiali contaminati. E’ necessaria quindi una maggiore consapevolezza e precauzione, anche durante i lavori di ristrutturazione nelle case.

“Come Osservatorio Nazionale Amianto insistiamo che la prevenzione primaria sia essenziale. Ricordiamo che i tempi di latenza del mesotelioma possono variare a seconda dei casi. In alcuni potrebbe essere anche di quarantotto anni. In altri, il mesotelioma può insorgere anche dopo dieci anni dalla prima esposizione.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.

Amianto tra ghiacci e arte: tutela di Antartide e Artico

Antartico, Antartide
Antartico, foto esclusivamente descrittiva

Oggi parliamo di amianto da alcuni degli ecosistemi più fragili della Terra: l’Antartide e l’Artico. E lo facciamo ricordando quanto sia importante parlarne anche attraverso altri linguaggi. In alcune zone di queste Terre la bonifica è resa possibile con l’invio di navi speciali.

Arctic to Asbestos”: arte e amianto nell’Artico di Palu

Il fotografo e documentarista canadese Louie Palu ha realizzato il progetto “Arctic to Asbestos“, esplorando la storia militare e ambientale dell’Artico. Attraverso fotografie e installazioni artistiche, Palu mette in luce l’impatto dell’attività umana, inclusa la contaminazione da amianto, nelle regioni artiche. Il progetto è stato presentato al SXSW Festival nel 2019 e continua ancor oggi a sensibilizzare sull’importanza della tutela ambientale in queste aree remote.

Una ricerca pluriennale

Louie Palu ha esposto le sue foto presso musei significativi come il Guggenheim e il Museum of Fine Arts di Boston. Pubblicate anche per importanti riviste come National Geographic e New York Times. I documentari che ha realizzato sono proiettati in ambito internazionale. La sua ricerca si concentra su questioni socio-politiche, tra cui guerra, diritti umani e povertà.

Il suo libro fotografico  “A Field Manual to Asbestos” ha documentato gli effetti dell’amianto su persone e paesaggio in Canada, Stati Uniti, India e Regno Unito. Un pluripremiato progetto investigativo, durato 15 anni, che lo ha visto impegnato dal 2004 al 2019. Palu ha esplorato non solo gli aspetti visivi dell’amianto, ma anche quelli correlati a malattie che possono manifestarsi anche dopo 40 anni dall’esposizione.

Una sua installazione dal titolo “Distant Early Warning” ha esplorato la storia e l’evoluzione del ruolo dell’esercito nell’Artico in continua evoluzione. Supportato dal Pulitzer Center, fu  presentato nel 2019 al SXSW Festival come installazione artistica di blocchi di ghiaccio in scioglimento.

Antartide, l’Australia continua la bonifica: rifiuti e amianto sotto la neve

Da diversi anni sulle coste della Terra di Wilk, durante una missione in Antartide, hanno rilevato la presenza di sostanze inquinanti e rifiuti tra cui amianto.

Il governo australiano ha imposto la bonifica del territorio dal 2022. Le squadre operative hanno raccolto i materiali dentro contenitori speciali, trasportati in elicottero fino alla Stazione Casey in Antartide per poi essere spediti via nave in Australia per lo smaltimento.

La sfida più ardua resta sotto il manto di ghiaccio

Rilevazioni radar hanno indicato la presenza di rifiuti interrati in quantità tale da riempire circa venti piscine olimpioniche.
Negli anni, le abbondanti nevicate hanno coperto gran parte delle strutture, rendendo invisibili alla vista depositi e materiali pericolosi. Inoltre le condizioni meteorologiche nella zona sono proibitive per gran parte dell’anno. L’Australia riesce a inviare una sola nave l’anno nella zona, ciò rende le operazioni di trasporto dei materiali piuttosto lento. Inoltre, gli spazi di stoccaggio presso le basi antartiche sono estremamente limitati, e le operazioni devono essere coordinate con altre missioni scientifiche in corso.

Tutelare l’ambiente antartico: una priorità globale

L’obiettivo di questo lungo lavoro è ridurre l’impatto ecologico lasciato dall’uomo in una delle aree più incontaminate e vulnerabili del pianeta. Eliminare i rifiuti accumulati significa prevenire la dispersione di sostanze tossiche nei ghiacci e nei mari, contribuendo alla salvaguardia della biodiversità locale.

Il completamento dell’intervento è previsto, in via ottimistica, entro il 2030, ma non si esclude che possa richiedere più tempo. Le autorità australiane stanno valutando soluzioni tecnologiche innovative per rimuovere i materiali sommersi senza creare ulteriori danni ambientali.

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